ROMA, IL MUNICIPIO IV SI RIFIUTA DI AFFRONTARE I PROBLEMI CHE STANNO ALIMENTANDO L'EMERGENZA ABITATIVA A SAN BASILIO E CASAL BRUCIATO!

Roma -

LE FAMIGLIE SGOMBERATE A SAN BASILIO NEL 1974, ASSEGNATARIE DEGLI ALLOGGI DI CASAL BRUCIATO A SEGUITO DELL'UCCISIONE DI FABRIZIO CERUSO, DOPO 43 ANNI RISCHIANO DI NUOVO LO SFRATTO! I CITTADINI DENUNCIANO L'INDIFFERENZA E L'INCAPACITÀ DELLA GIUNTA MUNICIPALE. Questa mattina oltre 100 famiglie di via Casalbruciato 25/27 insieme ad una ventina di famiglie di San Basilio si sono recate presso il IV Municipio per chiedere allo stesso un intervento pubblico sulle tematiche abitative degli inquilini delle case popolari. Gli abitanti di San Basilio chiedono che il Municipio si faccia carico della stabile pericolante di via Girolamo Mechelli 131 di proprietà del Comune di Roma, mentre gli inquilini di via Casalbruciato 25/27 chiedono al Municipio di attivarsi per organizzare un incontro con ATER, ENASARCO, Regione e Comune di Roma perché, dopo oltre quaranta anni che vivono in quegli alloggi come legittimi assegnatari a seguito dei fatti di San Basilio e dell'uccisione di Fabrizio Ceruso, L'ATER ha disdetto unilateralmente il contratto di affitto con l'Enasarco proprietaria delle case. Il Comune di Roma è direttamente coinvolto perché gestisce una scala e perché è titolare della politica della casa. Il Municipio si è rifiutato di convocare le parti e di organizzare un consiglio straordinario. La presidente Roberta Della Casa ed il vice presidente Rolando Tozzi si sono rifiutati categoricamente di redigere un comunicato dopo l'incontro con ASIA-USB ed una delegazione di inquilini. La sordità, l'incapacità e la mancanza di sensibilità verso i problemi posti agli amministratori ha fatto inferocire i cittadini presenti, che pensavano di avere un'interlocutore che stesse dalla loro parte. Denunciamo pertanto quanto è accaduto, l'indifferenza di fronte ai problemi veri della città e pensiamo, come hanno sottolineato molti cittadini che li hanno anche votati, che la giunta del Municipio IV a guida 5 stelle debba dimettersi per incapacità assoluta. ASIA-USB Zona Tiburtina

ROMA, CASE ENASARCO: ASSEMBLEA A CINECITTA', DIFENDIAMO IL DIRITTO ALLA CASA

Roma -

CASE ENASARCO: DIFENDIAMO IL DIRITTO ALLA CASA DEGLI INQUILINI LUNEDì 25 SETTEMBRE ore 17,00 c/o SALA ROSSA, VII MUNICIPIO, PIAZZA CINECITTA’ 11 partecipano: Monica Lozzi, Presidente del VII Municipio e Angelo Fascetti, Asia-Usb Sono arrivate da mesi a molti inquilini Enasarco della zona di Cinecittà le lettere del Fondo Immobiliare che invitano gli stessi inquilini ancora una volta ad optare per l’acquisto degli immobili o per rimanere in regime di locazione. Molti altri inquilini hanno intrapreso nei confronti della Fondazione un’annosa iniziativa legale per rivendicare l’applicazione dei criteri equi e più oggettivi di valutazione degli immobili, i quali tenessero conto che si tratta di costruzioni obsolete, mai manutenute e in molti casi con presenza di amianto. Fino ad ora i giudici, i quali si stanno sempre più spesso dimostrando deboli con i forti e forti con i deboli, senza entrare nel merito delle cause le stanno respingendo, accettando di fatto i criteri di dismissione imposti agli inquilini dall’Enasarco. L’ASIA-USB continua ad opporsi fermamente a questa modalità di vendita delle case: perché non si tiene conto dello stato reale degli alloggi e del fatto che l’Enasarco è un ente previdenziale pubblico - senza scopo di lucro - e che quindi non può speculare sul patrimonio abitativo; perché viene effettuata al prezzo di mercato fissato al 2010 (quando il mercato immobiliare, prima della crisi, era al punto più alto) e non tiene conto del forte abbassamento del prezzo delle case. Il piano di dismissione dell’Enasarco (Progetto Mercurio) è di fatto fallito, sono stati vendute poche case rispetto alle previsioni, e l’invenduto è stato conferito ai Fondi Immobiliari (sempre di proprietà della Fondazione), che non riescono a loro volta a vendere il patrimonio abitativo. Molti inquilini non possono acquistare, quelli che vorrebbero farlo non hanno la concessione dei mutui. Questa politica speculativa messa in atto da tutti gli Enti previdenziali sta creando nella nostra città altre emergenze: molti degli alloggi sono tenuti vuoti e chi non riesce a pagare gli affitti è spesso sotto sfratto. Le istituzioni sono completamente assenti di fronte ad un dramma della casa che sta coinvolgendo soprattutto gli inquilini economicamente più deboli, molti dei quali sono ora anziani. L’ASIA-USB invita alla mobilitazione per chiedere al Comune di Roma e alla Regione Lazio la tutela degli inquilini, come prevedono le norme regionali in materia, attraverso: 1)      L’attivazione del fondo di rotazione per la concessione di mutui (fino a 200.000 € al tasso dell’1%) a chi è in grado di acquistare; 2)      La tutela degli inquilini che non potevano comprare attraverso l’acquisizione da parte dell’Ater degli alloggi in dismissione. PER LA TUTELA DI TUTTI GLI INQUILINI ASSEMBLEA AL VII MUNICIPIO LUNEDì 25 SETTEMBRE ore 17,00 c/o SALA ROSSA, VII MUNICIPIO, PIAZZA CINECITTA’ 11 partecipano: Monica Lozzi, Presidente del VII Municipio e Angelo Fascetti, Asia-Usb

TRIBUNALE DI ROMA: "L'OCCUPAZIONE PER NECESSITA' E' UN REATO TENUE QUINDI NON PUNIBILE"

Roma -

ROMA ANCORA UNA SENTENZA A FAVORE DEGLI INQUILINI SENZA TITOLO INPS IL TRIBUNALE HA ACCOLTO LE RAGIONI SEMPRE SOSTENUTE DALL’AVV. MARINA ROSSI E DA ASIA USB. Il Giudice ha affermato che: “ si è in presenza di un fatto di non particolare gravità, commesso su di un immobile pubblico, che le imputate hanno occupato per potervi dimorare in una situazione di precarietà personale, determinata da (omissis) e dalla mancanza di diverse soluzioni abitative”. a ciò deve aggiungersi il possesso da parte dell’occupante dei requisiti per la sanatoria e la presentazione della domanda di regolarizzazione. Il reato è tenue e il danno esiguo e quindi gli occupanti non sono punibili per tale occupazione. L’ASIA USB E IL COMITATO INQUILINI SENZA TITOLO VII MUNICIPIO CHIEDONO LA SOSPENSIONE DI TUTTI I PROCESSI CIVILI E PENALI CHE LA ROMEO GESTIONI CONTINUA A PROMUOVERE L’IMMEDIATA REGOLARIZZAZIONE DEGLI OCCUPANTI

ALLUVIONE SU LIVORNO – USB: MANCA UN PIANO DI PREVENZIONE. CHIESTO IL BLOCCO DEGLI SFRATTI

Livorno -

Alluvione su Livorno – USB: manca un piano di prevenzione e salvaguardia del territorio Mettere in sicurezza il paese è una grande opportunità per il lavoro. Chiesto il blocco degli sfratti nelle zone alluvionate COMUNICATO STAMPA Siamo alle solite: l'ennesima emergenza ambientale mostra al mondo l'impreparazione del paese, la fragilità delle nostre strutture, gli errori nell'utilizzo dei pochi fondi spesi, i 7,7 miliardi non utilizzati e l'assenza di una politica lungimirante, che programmi e attui un piano di salvaguardia del territorio. L'Italia è un paese a rischio: terremoti, alluvioni, esondazioni, frane, incendi sono purtroppo fenomeni frequenti che colpiscono drammaticamente perché manca un intervento sistematico di difesa e di prevenzione. E i cambiamenti climatici in corso non potranno che aggravare questa situazione. Di contro le strutture di governo della salvaguardia del territorio come le Province subiscono da tempo una forte delegittimazione, il corpo forestale dello stato è stato cancellato e militarizzato nel corpo dei carabinieri, cresce il precariato tra i vigili del fuoco. La grande solidarietà dimostrata dalla popolazione di Livorno è un segnale di completa controtendenza rispetto al clima che respiriamo nel paese e sui media. Dal tutti contro tutti che abbiamo subito in questi mesi, soprattutto contro chi sta peggio, al sostegno disinteressato di chi vuole aiutare chi sta in difficoltà. Dal razzismo diffuso alla collaborazione tra migranti e livornesi. Ma la solidarietà popolare spontanea non può bastare né sostituire l'intervento sistematico per proteggere il territorio. La difesa dal dissesto idrogeologico e un piano generale di messa in sicurezza del paese costituiscono anche una grande opportunità di rilancio economico e di creazione di migliaia di posti di lavoro. Ed è paradossale che anche le risorse esistenti non vengano utilizzate mentre più di 20 miliardi di euro defluiscono rapidamente nei piani di salvataggio delle banche ed altri 25 nel faraonico piano industria 4.0. I soldi per banche e imprese si spendono, quelli per la popolazione (molti meno) no. La battaglia per il lavoro e l'ambiente, che è un'unica grande battaglia, riparte quindi per USB da Livorno, ma riguarda le zone terremotate de L'Aquila e dell'Abruzzo, le alluvioni già avvenute sia al nord e che al sud del paese, i territori colpiti dagli incendi estivi e una città come Roma, dove una semplice pioggia autunnale manda in tilt l'intera mobilità urbana. Una battaglia che si lega però a quella per i diritti primari come quello all'abitazione: come è possibile che in una città martoriata dall'alluvione si continuino ad eseguire gli sfratti come se niente fosse? Proprio per questo l’Esecutivo Confederale USB e ASIA-USB nazionale hanno scritto al Prefetto di Livorno per chiedere il blocco degli sfratti e di qualsiasi altro provvedimento al fine di impedire, in una situazione di emergenza come quella che vive oggi Livorno, che altra gente rimanga per la strada senza casa. Esecutivo Confederale USB Coordinamento Nazionale ASIA-USB

ASIA-USB LIVORNO: IL PREFETTO BLOCCHI SUBITO GLI SFRATTI!

Livorno -

COMUNICATO STAMPA Come molti sapranno, dopo la breve pausa di Agosto, i primi di settembre sono ripartiti gli sfratti esecutivi e i pignoramenti. 34 famiglie rischiano di finire per strada solo questo mese. A questi nuclei vanno sommati quelli colpiti da provvedimenti esecutivi di rilascio a causa della messa all'asta della prima casa. E' intollerabile che in un momento come questo si decida di mandare per strada intere famiglie. Gli alberghi convenzionati sono stati giustamente utilizzati per accogliere gli sfollati e probabilmente le case disponibili saranno consegnate temporaneamente a chi è rimasto senza nulla. La nostra città non si è ancora ripresa dal terribile disastro avvenuto neanche due giorni fa. Mercoledì mattina una famiglia di 6 persone con bambini, iscritta al nostro sindacato, sarà sfrattata da un'abitazione in Piazza Mazzini. Chiediamo al Prefetto e al Sindaco di Livorno di emanare urgentemente un provvedimento di blocco totale degli sfratti e dei pignoramenti almeno fino a quando l'emergenza non sarà rientrata completamente. Sindacato inquilini Asia-Usb Livorno

Alluvione di Livorno: ASIA-USB a lavoro insieme alle Brigate di Solidarietà Attiva per liberare la città dal fango.

Livorno -

Questa notte un nubifragio ha colpito violentemente la nostra città. Ci sono purtroppo diversi morti e alcuni dispersi. Non è questo il momento di cercare responsabilità o fare analisi su quanto l'edilizia selvaggia e gli interessi immobiliari abbiano influito in questa tragedia. Avremo tempo. Intanto da stamattina molti iscritti e simpatizzanti Asia sono a lavoro per liberare strade e case dal fango. Persone di diverse nazionalità che hanno raccolto l'invito delle Brigate di Solidarietà Attiva. Pubblichiamo volentieri questo appello: CONDIVIDETE!!! da ora è attivo PUNTO DI RACCOLTA MATERIALI (PALE, STIVALI, SECCHI, GUANTI, ecc.. o , volendo, anche POMPE IDROVORE A IMMERSIONE!) all' Ex Caserma Occupata in via Adriana, 19 (zona P.zza Due Giugno - San Marco) DOVE TROVERETE VOLONTARI BSA CHE VI DARANNO ANCHE AGGIORNAMENTI E INFORMAZIONI SULLA SITUAZIONE E SU COME AIUTARE! ricordiamo a tutti* che rimane ALTA l'ALLERTA METEO PERVISTA PER OGGI POMERIGGIO e che quindi è pericoloso PARTIRE A CASO, soprattutto per chi non ha esperienza! BRIGATE SOLIDARIETA' ATTIVA come BRIGATE SOLIDARIETA' ATTIVA stiamo cercando di organizzarsi e coordinare l'intervento.. abbiamo già alcuni compagni con esperienza sia nelle zone più colpite a monitorare sia al punto di raccolta coordinamento di Comune e Pro Civ per cercare di capire meglio come si organizzerà la macchina istituzionale dei soccorsi.. la nostra base operativa e punto di raccolta sarà all' Ex Caserma Occupata.. IMPORTANTISSIMO , come sempre in queste situazioni, è di NON IMPROVVISARE E PARTIRE A CASO, creando ulteriori disagi a chi è stato colpito e a chi già sta operando.. oltretutto SONO PREVISTI NUOVI NUBIFRAGI PER OGGI POMERIGGIO E QUINDI AUMENTERESTE RISCHI E PERICOLI! UTILISSIMO INVECE COMINCIARE A RECUPERARE E RACCOGLIERE ATTREZZATURE E STRUMENTI UTILI NELL'IMMEDIATO COME PALE, STIVALI, SECCHI, GUANTI, IMPERMEABILI, ECC.. APPENA SAREMO IN GRADO DI FARE UN APPELLO PER LA RACCOLTA E UNA CHIAMATA VOLONTARI LO FAREMO.. fino a quel momento aggiornatevi e aspettate indicazioni.. GRAZIE ASIA-USB Livorno

ROMA: IL DIRITTO ALLA CASA È UN DIRITTO COSTITUZIONALE DISATTESO

Roma -

ASSEMBLEA / CONVEGNO VENERDÌ 15 SETTEMBRE ROMA, VIA TIBURTINA 1064, ORE 17.00 Migliaia di sfratti per morosità, decine di migliaia di famiglie in attesa di un alloggio popolare, un patrimonio di edilizia popolare ridotto al lumicino, le proprietà degli Enti previdenziali cartolarizzate e cedute a società finanziarie e i Piani di Zona rivelatisi una colossale truffa ai danni delle casse pubbliche e di migliaia di cittadini compongono un quadro nel quale il diritto alla casa non è contemplato. I prezzi degli alloggi saliti alle stelle ed il superamento di ogni forma di calmieramento del mercato hanno tagliato fuori negli ultimi decenni intere fasce di popolazione che non possono permettersi un alloggio dignitoso. Eppure l’abitazione costituisce un bene fondamentale riconosciuto da leggi ed accordi internazionali regolarmente sottoscritti dal nostro paese ed è una condizione indispensabile per poter condurre una vita dignitosa. Senza casa non si vive e l’assenza di un alloggio condiziona anche la possibilità di vedersi riconosciuti altri diritti. Di contro il nostro patrimonio immobiliare è diventato oggetto non solo della speculazione edilizia, che in Italia ha una storia molto lunga, ma anche di nuovi appetiti finanziari di apparizione più recente che guardano alla valorizzazione dei suoli, delle volumetrie e di interi quartieri come grande occasione di investimento economico. Le leggi hanno via via favorito la trasformazione anche urbanistica delle città in funzione di questi interessi voraci, senza alcun tipo di tutela per una massa crescente di persone in difficoltà. Il resto lo ha fatto la crisi economica e la crescente precarietà economica che ha messo le famiglie in condizioni di non poter sostenere i costi di un alloggio. E’ questa l’unica spiegazione corretta del fenomeno delle occupazioni, estrema ratio a cui ricorre chi non volendo vivere per strada decide di organizzarsi per ricavare un tetto da edifici spesso nati per altre finalità, e riadattati ad abitazioni dopo essere rimasti inutilizzati per anni. L’ondata repressiva che si sta abbattendo contro le famiglie in difficoltà e che in nome della necessità di riconsegnare gli stabili ai legittimi proprietari trascura l’insieme dei diritti che viene sistematicamente dimenticato nasconde il dato macroscopico di un paese dove il diritto costituzionale alla casa è stato cancellato. L’obiettivo del Convegno è ripristinare il senso della realtà quando parliamo di “questione casa”. L’assenza di una politica della casa, il mancato utilizzo dei fondi a disposizione (a cominciare dai fondi ex-Gescal), le città lasciate in mano alla proprietà finanziaria, la messa in vendita di ciò che resta dell’edilizia popolare rendono la situazione drammatica. Quando si parla di legalità occorre partire da questa consolidata illegalità del sistema per provare ad affrontare la questione partendo dalle cause. Al Convegno partecipano: Paolo Maddalena presidente emerito della Corte Costituzionale Ferdinando Imposimato presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione Avv. Vincenzo Perticaro che sta seguendo le cause sui PdZ a Roma On. Roberta Lombardi del M5S On. Stefano Fassina di S.I. Cristian Raimo, giornalista Antonello Sotgia, urbanista Abou Soumahoro Esecutivo nazionale USB Franco Russo Piattaforma Eurostop Sono stati invitati giornalisti, architetti e urbanisti, i movimenti per la casa e le associazioni dei rifugiati.

FABRIZIO CERUSO VIVE, SAN BASILIO E ROMA NON DIMENTICANO!

Roma -

8 Settembre1974 8 Settembre 2017 Il progetto “San Basilio, storie de Roma" si sviluppa a partire da alcune realtà del territorio che cercano di ricostruire, attraverso la ricerca storica e la sua riattualizzazione, la storia di una borgata simbolo della città di Roma. "San Basilio, storie de Roma" nasce come iniziativa di commemorazione della morte del 19enne Fabrizio Ceruso e della “Battaglia” di San Basilio del 1974. Nei primi giorni di settembre di quell’anno, al termine di un ciclo di lotta per la casa che portò all’occupazione di migliaia di stabili in città, a S. Basilio la polizia intervenne per sgomberare 150 famiglie che da più di un anno avevano occupato alcuni appartamenti IACP in via Montecarotto. Il quartiere visse giorni di dura resistenza dagli assalti delle forze dell’ ordine, durante i quali, l’8 settembre, Fabrizio venne ucciso dal fuoco della polizia. Quest'anno ricorrerà il 43° anniversario della morte di Fabrizio Ceruso. Ancora oggi, a distanza di più di 40 anni, la casa continua ad essere un bisogno primario negato ed un problema che crea un susseguirsi di emergenze senza una pianificazione e senza la volontà politica di risolverle. Il quadrante della Tiburtina, in particolare, è caratterizzato da attacchi ai quartieri ed alle case popolari, speculazioni sui migranti, chiusura degli spazi di socialità e cultura slegati dal consumo, decine di casinò e sale slot, lotte nei magazzini della logistica, numerosi stabili industriali abbandonati. Criticità che continuano ad essere affrontate unicamente come questioni di ordine pubblico, perpetrando uno stato d'emergenza funzionale unicamente alla speculazione economica e politica. Soffiare sul fuoco della guerra tra poveri è ormai il meccanismo abituale per sviare l'attenzione dai veri responsabili del disagio quotidiano nelle periferie. La giunta pentastellata, lungi dal porsi in discontinuità con le amministrazioni precedenti, si sta dimostrando sorda verso le istanze che provengono dal basso, in linea con le politiche securitarie del governo nazionale a guida Pd. In un contesto così complesso, il lavoro di memoria storica che abbiamo sviluppato nel corso di questi anni, culminato con la produzione dell'opuscolo e del documentario sulla storia di San Basilio e la battaglia del 1974, ci ha fornito delle utili chiavi di lettura del presente e delle sue contraddizioni. Riattualizzare dunque la memoria di Fabrizio Ceruso non come liturgia, bensì come interpretazione del presente e megafono delle istanze sociali del territorio. Come 43 anni fa, infatti, ancora oggi molte persone decidono di alzare la testa e di riprendersi ciò che viene sottratto in nome della rendita, della speculazione e dei profitti. Le giornate in memoria di Fabrizio saranno la prima occasione in cui scendere in piazza dopo un’estate rovente in cui il Governo, la giunta comunale e la questura hanno dimostrato, con gli sgomberi di via Vannina, Cinecittà e Piazza Indipendenza, quale sia l'unico piano politico per il futuro delle istanze sociali: l'uso della forza. Sarà, dunque, un'importante opportunità per dare un segnale forte ed unitario tenendo insieme le criticità della Tiburtina e di tutta la città, dalla sanatoria regionale per le case popolari alla delibera regionale per l'emergenza abitativa, dagli sgomberi forzati dei migranti ai tentativi di infiltrazione delle organizzazioni neofasciste, dalla riconversione degli edifici abbandonati alla lotta alla cementificazione, dall'attacco agli spazi sociali alle lotte nel mondo del lavoro. Progetto "San Basilio, storie de Roma" Nodo Territoriale Tiburtina

LIVORNO, MARCELLA NON CE L'HA FATTA. ASIA-USB SI STRINGE INTORNO ALLA FAMIGLIA ED AI COMPAGNI DELLA FEDERAZIONE LIVORNESE.

Livorno -

A CIRCA UN MESE DALL'INCENDIO ALLA TORRE DELLA CIGNA HA CESSATO DI VIVERE QUESTA NOTTE ALLE ORE 11:55 Questa notte la nostra compagna e attivista sindacale Marcella Ribechini ci ha lasciati. Ha combattuto la sua battaglia con tenacia e determinazione fino all’ultimo istante ma purtroppo le ustioni che aveva riportato durante l’incidente erano troppo estese. A nulla sono serviti i vari interventi a cui è stata sottoposta all’ospedale di Pisa. E’ passato quasi un mese da quell’infame giorno e, insieme ai tantissimi compagni e compagne che l’hanno sostenuta in questa battaglia, abbiamo sperato fino all’ultimo che ce la potesse fare. Marcella si era avvicinata al sindacato e al movimento Livornese da qualche anno. Una donna straordinaria che non si fermava di fronte a nulla. La sua voglia di dedicarsi alla militanza sindacale e politica era cresciuta nel tempo. Si era presentata alla nostra sede perché, dopo aver attraversato un momento difficile, aveva subito uno sfratto per morosità incolpevole sulla propria pelle. Da subito non si era limitata a “chiedere” sostegno, ma aveva deciso di impegnarsi in prima persona per aiutare gli altri. Non certo per carità cristiana. Marcella era una compagna prima di tutto, una compagna che credeva in un progetto di riscatto collettivo. Marcella è un esempio per tutti noi. Un esempio di cosa voglia dire crescere e formarsi politicamente e intellettualmente dentro le lotte e non tra le chiacchiere di chi pensa di avere sempre ragione in teoria ma non affronta mai la pratica. Potete provare a convincerci del contrario ma per noi è questo il vero “miracolo”, il cuore pulsante che mai smetterà di battere nella storia dei movimenti comunisti che hanno attraversato il nostro paese. Fino a quando, da parte di chi non ha “nulla”, ci sarà voglia di riscatto personale e collettiva e l’orgoglio di non arrendersi, qualsiasi cambiamento sociale è possibile. Con il suo carattere un po’ impulsivo e a volte “burbero” Marcella, con la sua sensibilità, sapeva infondere fiducia e speranza nelle tante famiglie in difficoltà che sceglievano questo percorso dopo essere state abbandonate dalle istituzioni e dallo Stato. Quando c’era da intervenire era sempre la prima. Oltre al sindacato aveva deciso di impegnarsi anche in altri collettivi e progetti. Per un anno ha portato avanti il ristoro autogestito in via dei Mulini a fianco dei lavoratori disoccupati e ha partecipato a tutte le manifestazioni in sostegno dei richiedenti asilo e alle riunioni dell’assemblea autonoma Livornese. Non sarà facile superare questo momento ma siamo sicuri che andremo avanti con la stessa determinazione che ci ha strasmesso in questi anni. A tutti quei personaggi che hanno, da subito, provato a speculare politicamente su una tragedia che nulla ha a che vedere con l’occupazione in cui viveva, vogliamo dire che sono davvero “fortunati”. Con un buon lavoro e due o tre case di proprietà è facile parlare di ordine e legalità. Siete quella parte di città che ha avuto la possibilità di costruirsi una vita grazie alle lotte dei propri nonni e genitori ma si è subito dimenticata di cosa voglia dire combattere e conquistare con il sudore i propri diritti. Avete lasciato indietro quelli che consideravate meno “furbi” e non abbastanza servili come lo siete voi. Per fortuna non abbiamo nulla da spartire e vi chiediamo di evitare ipocrite dichiarazioni di solidarietà e vicinanza. Marcella noi ti abbracciamo. Saresti contenta di sapere che non ci siamo mai fermati, che non abbiamo perso un’occasione per darci da fare. Che la terra ti sia lieve compagna di vita e di militanza. Asia-Usb Livorno Le famiglie del comitato diritto all’abitare Roma, 30 agosto 2017

ROMA, PIAZZA INDIPENDENZA: DIETRO I DIRITTI DEI RIFUGIATI E DEI SENZA CASA CI SONO I DIRITTI DI TUTTI NOI! SABATO 26 TUTTI IN PIAZZA DELL’ESQUILINO

Roma -

Quando alle persone non restano che i propri corpi per affermare il diritto a vivere in modo dignitoso e questi corpi vengono colpiti e violentati impunemente vuol dire che abbiamo toccato il fondo. Nella vergognosa vicenda di piazza Indipendenza tutte le istituzioni hanno svolto la loro parte: dal cinismo prefettizio alla violenza gratuita della questura fino a l'insipienza immobile del Comune e ai fondi dell’emergenza abitativa inutilizzati dalla Regione. Un concerto di attori apparentemente scoordinati ma convergenti nel negare i diritti più elementari. L’unico diritto che le nostre istituzioni sono preoccupate di tutelare è quello del rientro in possesso dell’immobile al suo legittimo proprietario: gli altri diritti vengono comunque dopo o per meglio dire non contano. Non conta il diritto all’accoglienza per i rifugiati, quello alla casa per chi non ha i mezzi per procurarsi un tetto, il diritto all’istruzione per i minori sradicati dal loro contesto scolastico, il diritto delle famiglie a vivere unite. E non conta neanche il diritto di espressione per chi senza mezzi né tutele di alcun tipo si ritrova per strada con il solo proprio corpo a chiedere il rispetto della propria condizione umana. Gli sgomberi dei senza casa a Roma ci sono sempre stati purtroppo. Ma ora siamo di fronte a un salto di qualità. Il diritto proprietario si fa scudo degli attentati di Barcellona per giustificare la legge del più forte e del più ricco. L’azione istituzionale diventa occasione di consolidamento del razzismo, ed ovviamente riceve il plauso dei razzisti. Un razzismo che si esercita sui migranti ma che ha i poveri come vero bersaglio. É un escalation quella alla quale assistiamo: dalla criminalizzazione delle Ong fino all’attacco diretto contro chi ha già conseguito uno status di legalità e tuttavia si “permette” di rivendicare i propri diritti. Fermare questa inaccettabile torsione autoritaria è una necessità non più rinviabile se vogliamo difendere i diritti elementari di ognuno di noi. Per questi motivi la Federazione romana dell’Usb e l’ASIA-USB parteciperanno alla manifestazione di sabato pomeriggio indetta dai movimenti per il diritto all’abitare e invitano i propri iscritti e delegati alle 16 in piazza dell’Esquilino. Roma 25 agosto 2017 Per USB Fed. Roma Guido Lutrario Per ASIA-USB Angelo Fascetti

CASE POPOLARI: IL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO FA UN PASSO INDIETRO

Roma -

CASE POPOLARI, GESTIONE E REGOLARIZZAZIONE DEGLI INQUILINI SENZA TITOLO: IL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO FA UN PASSO INDIETRO E RINVIA LA DISCUSSIONE A SETTEMBRE. Come molti sanno a seguito della manifestazione del 17 maggio scorso alla Regione Lazio si sono svolti due incontri con i Capi gruppo del Consiglio regionale durante i quali, sia la maggioranza che parte dell’opposizione, si erano impegnati ad affrontare il tema della gestione delle case popolari e a votare un provvedimento di regolarizzazione degli inquilini senza titolo che fossero in possesso dei requisiti di legge per l’edilizia pubblica. I primi giorni di agosto, durante la discussione sul collegato alla Finanziaria, è stato portato in discussione al Consiglio della Regione Lazio questo tema e sono stati presentati due emendamenti che raccoglievano sostanzialmente le proposte avanzate da Asia-Usb e dai tanti Comitati degli inquilini delle case popolari. Tutti sapevamo che il tema era delicato e spinoso ma i motivi che hanno portato a questa richiesta sono ben noti. La privatizzazione della gestione delle case popolari (vedi Romeo Gestioni e Prelios) è stato un fallimento costato caro alle casse comunali e alla collettività. La trasformazione in Spa degli Ater una iattura: incapaci di una oculata gestione, sono solo alla ricerca di fare cassa su un patrimonio finanziato dai lavoratori (ex-Gescal) sul quale non si può speculare. I Dirigenti apicali del Patrimonio del Comune di Roma sono degli inetti, responsabili della cattiva gestione di questo importante patrimonio pubblico, impegnati solamente a fare la guerra ai poveri con i continui sgomberi e per questo incassano incentivi ai loro ingiustificati stipendi. La politica deve trovare la soluzione a un problema di cui è responsabile: l'edilizia ERP è stata da decenni terreno di scambio e di campagne elettorali. È mancata completamente, invece, la capacità di gestione e la valorizzazione del patrimonio pubblico che impedisce il recupero di alloggi da destinare alle graduatorie, ferme da decenni: per questo sosteniamo che ora non possono farne le spese i 9000 nuclei “senza titolo”, che diventerebbero le vittime del nuovo vento “legalitario” che abbatte e non risolve, che vuole cancellare il passato e non pensa al futuro e che ancora una volta non ragiona sulla “giustizia sociale”, ma sulla piatta applicazione delle leggi, solo quando vanno a colpire i più deboli. La stessa legge che invece viene elusa quando dovrebbe colpire i costruttori che hanno truffato lo Stato, come nel caso dei Piani di Zona. La discussione che abbiamo portato con forza nel Consiglio Regionale, dopo la presentazione degli emendamenti, quando si è iniziato a toccare il tema delle case popolari, ha di nuovo preso la piega da campagna elettorale. Così, disattendendo gli impegni presi durante gli incontri tanto dai consiglieri della maggioranza che da quelli dell'opposizione, hanno fatto tutti un passo indietro e hanno stralciato la discussione sui temi riguardanti le case popolari rinviandola alla prossima finanziaria di ottobre-novembre. L’Assessore alla Casa della Regione Lazio, durante l’incontro con la nostra delegazione presente in Consiglio Regionale, si è impegnato ad convocare un nuovo incontro già dalla prima settimana di settembre per elaborare un provvedimento che trovi il consenso di tutti. Abbiamo chiesto, nell'attesa, un intervento sul Prefetto e sul Comune di Roma per chiedere una sospensione di tutti gli sgomberi e degli sfratti, misura necessaria visto quanto succede nella nostra città. L'emendamento è stato ritirato per scelte tutte interne alla politica, ma anche perché sono suonate le sirene della solita stampa che ha dato voce ad inesistenti sindacati (con a seguito di sindacatini e personaggi ambigui) complici e prigionieri di una visione che ha portato alla distruzione dell’edilizia pubblica nella nostra regione e in tutto il paese. Gli stessi che ci vogliono far credere, per nascondere la loro inutilità, che il problema del disastro della gestione dell’edilizia pubblica è colpa del ‘potere’ malavitoso acquisito dagli Spada e dai Casamonica e non di chi non ne ha fermato le infiltrazioni; ci vogliono far credere che 9000 famiglie - considerate senza titolo - sono un problema delinquenziale e non un fenomeno sociale causato dalla voluta mancata gestione delle case popolari. Sono gli stessi sindacati che si gettano nella canea contro l’edilizia pubblica e, pur di avere qualche spazio mediatico, chiedono di aumentare gli affitti del 20-25% per ripianare i buchi degli ATER causati da una cattiva gestione, da processi di privatizzazione e dal fatto assurdo che devono pagare l’IMU per le case popolari, mentre la stessa tassa non viene richiesta per le case sfitte dei costruttori e per il patrimonio della Chiesa. Le sorti dell'Edilizia Residenziale Pubblica non possono essere abbandonate all'interesse di questo o quel gruppo politico, deve essere discussa una proposta che metta insieme la regolarizzazione delle situazioni oggi non riconosciute e la programmazione di un rilancio delle case popolari e della loro gestione. Vorremo discutere a fondo sulle modalità di gestione del patrimonio abitativo pubblico da parte dei comuni (in particolare del Comune di Roma) e della funzione degli ATER. Invitiamo gli inquilini delle case popolari a proseguire e sviluppare la lotta per difendere la funzione delle case popolari, per chiedere la regolarizzazione dei senza titolo e per bloccare gli sfratti. ASIA-USB

REGIONE LAZIO: DIFENDIAMOLECASEPOPOLARI BASTA ABBANDONO E DEGRADO NEI QUARTIERI

Roma -

LETTERA DEGLI INQUILINI AI CAPI-GRUPPO ED AI CONSIGLIERI DELLA REGIONALE DEL LAZIO L'emergenza abitativa nella città di Roma è ormai incancrenita e va peggiorando soprattutto a causa della crisi crescente del mondo del lavoro: alle fragilità sociali che già non trovavano risposta se ne aggiungono altre giorno dopo giorno. In questo panorama si inserisce il tema dell'Edilizia Residenziale Pubblica, abbandonata dal punto di vista della gestione da decenni. La mancata cura da parte degli enti gestori, l'inefficienza del Comune di Roma e di molti comuni del Lazio nella gestione delle assegnazioni, la scriteriata scelta di svendita delle poche case esistenti (per ultimo vedi Ater di Roma e Tuscania (VT), hanno generato una situazione esasperata. Per mascherare l’incapacità di gestione di questo importante patrimonio si getta sugli inquilini tutta la responsabilità dei mali.  Si sta configurando, anche grazie ai provvedimenti degli ultimi governi (decreti Lupi e Minniti), una guerra vera e propria contro i poveri e non contro la povertà. I Dirigenti degli enti gestori, in particolare quelli del Dipartimento al Patrimonio del Comune di Roma, invece di assegnare gli alloggi sfitti, di mettere a ‘valore sociale’ questo patrimonio e di offrire soluzioni all’emergenza casa, stanno criminalizzando e perseguendo il settore più povero della società praticando e minacciando solo sgomberi e richieste assurde di arretrati. Durante un incontro ufficiale un dirigente apicale del Dipartimento delle Politiche abitative di Roma Capitale ha preannunciato che sono 9000 i nuclei familiari "senza titolo" che intende sgomberare residenti in immobili ERP. 9000 famiglie che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno tutti i requisiti richiesti per avere diritto alla casa popolare o sono già regolari assegnatari (solo che gli uffici hanno smarrito la documentazione, oppure è stata sottratta dalla Romeo Gestioni quando ha perso l’appalto sulla gestione delle case del Comune). La criminalizzazione degli inquilini senza titolo, che oggi le ultime scelte politiche portano avanti, denuncia la totale distanza tra la politica e il paese reale. Inoltre quasi 30.000 inquilini dell'Ater di Roma (tra regolari e irregolari) e poco meno di quelli residenti nelle case del Comune di Roma hanno ricevuto lettere relative alle morosità pregresse con importi che vanno dai 50 ai 150mila euro per arretrati mai dimostrati o per spese per servizi mai erogati.  In questi ultimi mesi sono in corso in molti quartieri popolari sgomberi che stanno causando un forte allarme sociale. Questi sgomberi non riguardano casi di persone senta requisiti per le case E.R.P., ma di inquilini anziani, giovani coppie senza redditi o con redditi più che precari e con figli minori, i quali abitano da molti anni nella case e che spesso per puri cavilli burocratici vengono considerati senza titolo. Stanno arrivando centinaia di sfratti per regolari assegnatari, molti da oltre 30 anni, solo perché gli uffici non dispongono più della loro documentazione di assegnazione, i quali pagano da sempre regolarmente i canoni di affitto. Gli sgomberi tentati e quelli programmati in nome della legalità, i processi che chiederanno gli sfratti per morosità non tengono conto dell'illegalità in cui le istituzioni si sono mosse fino a oggi: è illegale consentire situazioni di occupazione per decenni, anche perché non sono ancora state lavorate le pratiche di regolarizzazione del 1993 e del 2007; è illegale procedere con lettere di morosità per richieste di arretrati inesistenti e senza tener conto delle prescrizioni previste dalla legge, senza rispettare le regole di trasparenza; è illegale che una pratica di sanatoria venga lavorata dopo 20 anni; è illegale chiedere indennità di occupazione non dovute; è illegale richiedere pagamenti per manutenzioni mai effettuate. Il problema reale è decidere una volta per tutte che la casa è un diritto, prendere atto che il nostro paese ha bisogno di più edilizia residenziale pubblica e per questo obbligare gli enti gestori (Comuni e ATER) a curare in modo efficace questo importante patrimonio pubblico, per recuperarlo e riassegnarlo tempestivamente a chi ne ha diritto. Quello della casa e della gestione dell’edilizia pubblica pensiamo che sia un tema che deve essere affrontato da tutto il Consiglio Regionale e non solo dalla Giunta. Per questo abbiamo chiesto ai Capi-Gruppo del Consiglio regionale un incontro urgente per illustrare i motivi che ci portano a sostenere la richiesta di regolarizzazione di tutti i nuclei familiari, considerati senza titolo, che rispettano i requisiti per avere il diritto ad una casa popolare e la proposta di transazione per i debiti pregressi. ASIA-USB - Lazio Roma 3 agosto 2017

DISMISSIONE IMMOBILIARE DEL FONDO PENSIONE BANCA DI ROMA: IL GIUDICE DA RAGIONI AGLI INQUILINI DIFESI DALL’AVV. VINCENZO PERTICARO.

Roma -

Gli inquilini sin dall’inizio avevano contestato, anche con l’ausilio di ASIA USB, il prezzo imposto dal fondo e dopo aver accettato il contratto preliminare prestabilito dalla proprietà, per non perdere il diritto alla propria casa che abitavano da anni, sentendosi danneggiati, avevano deciso di impugnare il tutto dinanzi al Tribunale Civile di Roma, contestando la categoria catastale degli appartamenti che faceva lievitare i prezzi degli stessi. Ebbene, Il Dott. Raffaele Miele Giudice della X sezione del Tribunale Civile di Roma, dopo aver trattenuto la causa per emettere la sentenza, anziché fare sentenza ritenendo fondate le contestazioni sollevate dall’avv. Perticaro, ha rimesso la causa sul ruolo, ammettendo la CTU, che era stata negata nella stessa causa da un precedente Giudice. Infatti nell’ordinanza il dott. Miele afferma come : “….sia necessario al fine della decisione, secondo quanto era stato richiesto dagli attori e contrariamente a quanto reputato dal precedente Giudicante, espletare una CTU volta a determinare la categoria e la classe catastale rispondente allo stato di fatto degli immobili per cui è causa e accertare, in termini di percentuale, l’incidenza dell’eventuale diverso inquadramento catastale sul valore e, conseguentemente, sul prezzo di alienazione degli stessi…”. ( ordinanza del 31 luglio 2017) Il Giudice ha già nominato il CTU (rinviando la causa a settembre 2017) che dovrà stabilire qual è il reale valore dei singoli appartamenti in riferimento alle reali categorie catastali. E’ un passaggio importante perché, in questo caso le imposizioni della proprietà trovano finalmente un limite nella giustizia. ASIA-USB

FINALMENTE UNA SENTENZA A FAVORE DEGLI INQUILINI SENZA TITOLO INPS!

Roma -

LA ROMEO GESTIONI NON PUO’ IGNORARE LA LEGGE! Il Tribunale civile di Roma ha accolto quello che l’ASIA USB insieme all' avvocato Marina Rossi, ha sempre sostenuto “ in pendenza della procedura di regolarizzazione non permane la qualità di occupante abusivo, in capo ad un soggetto nei confronti del quale la legge pone l’onere di sanare la propria morosità.      L’art. 7-bis DL n. 203/2005 (Disposizioni in materia di unita' immobiliari degli enti previdenziali) al primo comma prevede che: (( 1. Sono estesi i diritti di opzione, di prelazione, di garanzia e di prezzo, di cui all'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, agli occupanti delle unita' immobiliari ad uso residenziale degli enti previdenziali di cui al medesimo decreto che erano privi del titolo alla data di entrata in vigore del medesimo, ed ai conduttori in base ad assegnazione irregolare avvenuta entro la stessa data, purche¨ essi risultino in possesso dei requisiti previsti dalla vigente normativa sulle assegnazioni degli alloggi di enti pubblici e provvedano al pagamento dell'indennita' di occupazione, nella misura equivalente al canone di locazione determinato ai sensi di legge dalla data di inizio dell'occupazione, ed al rimborso degli oneri accessori dovuti per il medesimo periodo, nonche¨ alla rinunzia ai giudizi eventualmente pendenti.   Il Tribunale sostiene che la Romeo Gestioni non può interpretare la norma in maniera diversa dalla legge e continuare a considerare l’inquilino come occupante abusivo anche dopo l’entrata in vigore dell’art. 7 bis e nell’attesa dell’esame della domanda di sanatoria.   Se si è presentata la domanda di sanatoria non si può essere chiamati in giudizio per il rilascio degli immobili e il “risarcimento del danno subito dall’Ente per l’occupazione. ASIA-USBComitato inquilini senza titolo INPS

LIVORNO, INCENDIO ALLA TORRE LA CIGNA: GRAVE NOSTRA ATTIVISTA SINDACALE COINVOLTA NELL'INCIDENTE.

Livorno -

ASIA-USB SI STRINGE INTORNO A MARCELLA E ALLA FAMIGLIA. Comunicato stampa Asia-Usb sull’incendio alla torre della Cigna In questo preciso momento una nostra compagna e attivista sindacale di Asia-Usb, una persona straordinaria che da anni si batte in prima linea per i diritti delle famiglie senza casa, sta lottando tra la vita e la morte presso l’ospedale di Livorno. In momenti come questo il silenzio, la vicinanza e il rispetto per i famigliari e gli amici dovrebbero essere d’obbligo. Purtroppo invece, come spesso succede in città, è già partito lo sciacallaggio politico e mediatico. Sono già iniziati feroci attacchi, dai soliti noti, che non hanno trovato di meglio che utilizzare una tragedia per fare strumentalizzazione politica e attaccare il nostro sindacato e le occupazioni abitative in generale. Per questo motivo ci troviamo costretti a fare alcune dichiarazioni a caldo. Quando sarà il momento ci faremo sentire con la determinazione che ci ha sempre contraddistinto. Da quanto abbiamo appreso le cause dell’incendio sono probabilmente frutto di un incidente. Un incidente assolutamente non riconducibile al contesto di occupazione dello stabile. Poteva succedere li come altrove e purtroppo non è la prima volta in città. Grazie alla prontezza degli stessi occupanti, che sono accorsi subito con gli estintori presenti nel palazzo, si è evitato che l’incendio si propagasse in altri appartamenti ma soprattutto si è permesso ai vigili del fuoco e alle ambulanze di intervenire tempestivamente. Chi oggi chiede lo sgombero della struttura senza interrogarsi su quale sarà il futuro delle oltre 200 persone, tra cui 40 minori, che vivono all’interno della Cigna è un criminale. Chi oggi si indigna per il presunto proliferare delle occupazioni abitative invece che attivarsi per combattere le vere cause di questa situazione è un criminale anch’esso. A Livorno ci sono 40 sfratti esecutivi al mese e 30 mila disoccupati censiti. Chi occupa lo fa per salvaguardare la vita e la salute dei propri cari scegliendo la via più difficile ma anche quella più coraggiosa. Il loro è un percorso di dignità e riscatto. L’alternativa sarebbe la strada o la coabitazione forzata in situazione di estremo disagio. Da anni ormai denunciamo pubblicamente e con ogni mezzo l’immobilismo delle istituzioni TUTTE sul fronte dell’emergenza abitativa. Siamo rimasti da soli ad affrontare questa situazione. La maggior parte della politica e delle istituzioni, compresa la Prefettura che da mesi rifiuta di incontrarci, ha deciso di mettere la testa sotto la sabbia. Basta con le chiacchiere e le proposte inattuabili. A Livorno servono alloggi pubblici, servono finanziamenti statali e regionali per ristrutturare e costruire nuove case popolari. Servono soluzioni immediate che potrebbero arrivare dalla requisizione di una parte degli oltre 4000 alloggi pubblici e privati tenuti sfitti come previsto da una delibera del consiglio comunale approvata la scorsa estate.. La repressione non serve a niente. Se continuiamo a parlare di “degrado” e di decoro senza voler aggredire le vere cause di questa situazione vuol dire che abbiamo deciso di essere tutti complici. Adesso vogliamo solo stare vicini alla nostra compagna Marcella e ai suoi famigliari e amici. Siamo ancora in attesa di sapere se e quando sarà finalmente trasferita in un centro specializzato visto che al momento sembra che non ci siano posti disponibili in nessuna struttura. Ringraziamo tutti gli attivisti, i cittadini Livornesi e gli abitanti del quartiere per la solidarietà. Asia-Usb

Giù le mani dalle case popolari di Tuscania! 20 luglio assemblea degli inquilini

Viterbo -

Si svolgerà giovedì 20 luglio alle ore 18 presso la sede dell’As.i.a (associazione inquilini ed abitanti) di Tuscania, l’assemblea degli assegnatari delle case popolari del quartiere “Gescal”. Interverrà all’assemblea Angelo Fascetti in rappresentanza dell’AS.I.A /U.S.B. e Alessandro Gentili dell’AS.I.A. di Tuscania oltre ai rappresentanti dell’ U.S.B. (Unione Sindacale di Base) di cui il sindacato degli inquilini è confederato. Parteciperà all’incontro anche il Sindaco di Tuscania Fabio Bertolacci. Oggetto dell’incontro sarà la contestatissima proposta di acquisto degli alloggi da parte dell’ A.T.E.R. (Azienda Territoriale per l´Edilizia Residenziale Della Provincia di Viterbo) a tutti gli assegnatari. La principale critica che pone l’AS.I.A., riguardo questa inaspettata offerta, interessa le modalità e le condizioni di vendita: bisognerà infatti rispondere entro quindici giorni dalla ricezione della proposta e la somma dovrà essere corrisposta in un’unica soluzione. Il prezzo è stato calcolato, considerando una rendita catastale di categoria A2 (abitazione di tipo civile) e non di abitazione di tipo popolare (categoria A4) . Al computo ottenuto è stata poi ridotta una percentuale per ogni anno di anzianità dell’immobile fino ad un massimo di venti anni: considerando che le costruzioni superano abbondantemente i quaranta, i conti evidentemente non tornano. La proposta sembra poco trasparente, s’intuisce solo l’urgenza e la necessità di alienare il patrimonio dell’A.T.E.R. a scapito pero’ dei moltissimi inquilini, non solo per l’empirico calcolo con cui sono stati valutati gli immobili ma anche perché gli stessi inquilini si accollerebbero le spese per ristrutturare palazzi ormai caduti in rovina a causa della cattivissima manutenzione sporadicamente eseguita nel corso degli anni. Cosa accadrebbe in caso di ristrutturazione se un palazzo fosse per metà di proprietà dell’A.T.E.R. e per l’altra metà di proprietà dei privati? Chi si farebbe carico delle spese considerando i tempi lunghi di un’amministrazione pubblica? Inoltre come mai l’A.T.E.R. ha fatto la stessa proposta in altri paesi della provincia di Viterbo ma a prezzo di costo e non di mercato? In un momento in cui le politiche del walfare latitano e si creano vere e proprie emergenze sociali ed abitative, appare quanto mai inopportuna questa scelta improvvisa di abbandonare a se stessi gli inquilini e metterli di fronte ad un bivio: l’acquisto della casa a condizioni poco chiare o la permanenza in affitto continuando a scontrarsi con le inefficienze di questo sistema perverso. Ci si domanda se sia stata una scelta oculata e se siano state valutate correttamente le conseguenze. L’AS.I.A. invita tutti gli inquilini alla massima partecipazione all’assemblea e a decidere su di una linea comune di lotta a difesa del diritto alla casa. AS.I.A. Viterbo

TRUFFA EDILIZIA AGEVOLATA: ENNESIMA DENUNCIA GIUNGE A CONCLUSIONE, INDAGATI ALTRI COSTRUTTORI DEL PDZ BORGHESIANA-PANTANO.

Roma -

A seguito di denuncia presentata sempre tramite l'avv Vincenzo Perticaro nell'interesse degli inquilini del PdZ “C25 Borghesiana Pantano” la Procura della Repubblica di Roma ha chiuso le indagini ed ha indagato: CICCHETTI Remo, DONATI Massimiliano, BIGONZI Bruno, BARDARI Antonio, BARDARI Sergio e BARDARI Alessia per truffa aggravata e truffa ai danni dello Stato (art. 110, 112, 81 CPV 640, 61 N. 7, 640 bis) i suindicati soggetti per aver “con gli artifici e i raggiri di seguito specificati inducevano in errore funzionari della Regione Lazio e del Comune di Roma e i diversi inquilini assegnatari degli alloggi, così procurandosi in danno dei medesimi un ingente ed ingiusto profitto costituito al maggiore e ingiustificato prezzo i vendita degli alloggi (in danno degli inquilini), della percezione di un contributo regionale destinato invece agli inquilini /assegnatari degli alloggi (in danno alla Regione Lazio) e dalla acquisizione del diritto di superficie per l’intervento di edilizia agevolata per il PdZ “C25 Borghesiana Pantano” (in danno del Comune di Roma). Sono state indagate per illecito amministrativo da reato anche le società CICCHETTI Remo & Figlio S.r.l. e APPALTI CIRF S.r.l. Chi ha denunciato oggi inizia a vedere un barlume di giustizia! ASIA-USB continuerà la sua battaglia sempre al fianco degli inquilini finché non si risolverà la truffa dei piani di zona e fino a quando non verrà pienamente alla luce il sistema truffaldino, coperto da parte dell’amministrazione pubblica e dai partiti che hanno governato Roma e la Regione Lazio in questi ultimi venti anni, che ha coinvolto decine di migliaia di famiglie romane. ASIA-USB

PIANO DI ZONA TOR VERGATA: IL TAR NON SOSPENDE LA DELIBERA DI REVOCA DELLA CONVENZIONE.

Roma -

Oggi il TAR del Lazio sezione seconda bis ha rigettato la richiesta di sospensiva che era stata presentata dal Consorzio edilizio di cooperative Lega San Paolo Auto Soc Coop a r.l. per chiedere di sospendere la deliberazione n 13 del 30.03.2017 con cui l'assemblea capitolina aveva disposto la declaratoria di decadenza parziale sulla risoluzione della convenzione che riguardava 8 appartamenti di del piano di zona Tor vergata. Giustizia è fatta. Un primo passo è stato fatto verso la certezza del diritto in questa città sul problema casa.

A TOR BELLA MONACA LE BUGIE DEI RAZZISTI NON ATTECCHISCONO!

Roma -

E’ stata giusta e lungimirante la scelta di presidiare la sede dell’ASIA – USB a Tor Bella Monaca per contrastare l’aggressione che un gruppo di appartenenti a Forza Nuova ha inscenato nella serata di ieri. La velenosa bugia che i gruppi razzisti stanno diffondendo per cercare di penetrare nei quartieri popolari, cioè che le case popolari non ci sarebbero perché destinate agli immigrati, la si contrasta se accanto al racconto quotidiano della verità si aggiunge la paziente e determinata presenza sul territorio. E’ proprio grazie a questa presenza attiva che Forza Nuova ieri non ha sfilato per le strade del quartiere né è riuscita ad occupare dei locali per farne una propria sede. Gli attivisti e i militanti sociali accorsi al presidio hanno respinto l’aggressione ed hanno spiegato, prima con un’assemblea con le donne del quartiere e poi al megafono parlando all’intero vicinato, che i problemi non si risolvono alimentando la guerra tra poveri. Il residuo patrimonio residenziale popolare che c’è in Italia è ormai ridotto al lumicino e i governi che si succedono continuano ad emanare provvedimenti per vendere anche quest’ultima piccola percentuale. Le frange di estrema destra si offrono come strumento di “distrazione di massa”: la colpa è dei migranti e non, per esempio, del fatto che il governo ha appena destinato alcune decine di miliardi al salvataggio delle banche mentre non investe un soldo nel risanamento del patrimonio immobiliare pubblico e lascia nell’abbandono le periferie come Tor Bella Monaca. La vera questione sociale in ballo a Tor Bella Monaca è la sanatoria delle “occupazioni” delle case popolari: un popolo di aventi diritto a basso o bassissimo reddito che si vorrebbe contrapporre al popolo di chi sta prima nelle graduatoria. Una bomba sociale ad orologeria che scientemente si sta facendo scoppiare, nascondendosi dietro la falsa morale del rispetto della legalità. Ma la questione di fondo è che le case popolari sono troppo poche a fronte di una fetta di popolazione in difficoltà economica che è fortemente cresciuta per la crisi, la disoccupazione e la precarietà di massa. In questa situazione bisognerebbe mettere subito mano ad un piano di allargamento significativo del patrimonio immobiliare pubblico, acquisendo immobili inutilizzati e procedendo al riuso ed alla riqualificazione. Continuare a lasciare la città in mano agli appetiti privatistici e speculativi significa favorire ulteriormente la disuguaglianza sociale. La destra razzista sguazza dentro queste contraddizioni e l’unica diga all’imbarbarimento è la lotta sociale per affermare una nuova stagione di diritti. La serenità ed il vigore con il quale ieri un pezzo di attivismo sociale ha respinto l’aggressione dei fascisti, stringendosi attorno alla sede di ASIA USB, dimostrano che questa strada non solo è possibile ma non è neanche particolarmente complicata. AS.I.A. USB di R Articolo di RomaToday on-linehttp://torri.romatoday.it/tor-bella-monaca/scontri-tor-bella-monaca-ieri-11-luglio-2017.html Tor Bella Monaca: Forza Nuova prova il blitz, scontri e un poliziotto ferito „<header class="entry-header">Tor Bella Monaca: Forza Nuova prova il blitz contro Asia Usb, scontri e un poliziotto ferito Tutti idenficati i partecipanti. Manifestazione non autorizzata, violazione dell'ordine dell'Autorità, violenza resistenza a Pubblico Ufficiale, i reati che saranno contestati </header> <section class="entry-content"> <figure class="author-photo"> </figure> Anna Grazia Concilio <time data-timestamp="osyri6" class="datestamp"> 12 luglio 2017 08:03 </time>Tor Bella Monaca: Forza Nuova prova il blitz, scontri e un poliziotto ferito „erata di tensione quella di ieri a Tor Bella Monaca. Nonostante il divieto della Questura, un gruppo di attivisti di Forza Nuova si è presentato in via dell'Archeologia. Obiettivo un'azione contro gli appartenenti alla sigla Usb, in quel momento riuniti proprio nella sede di via dell'Archeologia.  Lanci di bottiglie contro Usb, sassi e momenti di tensione hanno reso necessario l'intervento delle forze dell'ordine. La resistenza degli antifascisti, in difesa dei propri luoghi, non è mancata. Negli scontri, secondo quanto riferito dalla Questura, un funzionario di polizia è rimasto ferito. Tutti idenficati i partecipanti, individuati grazie alle riprese della polizia scientifica. Manifestazione non autorizzata, violazione dell'ordine dell'Autorità, violenza resistenza a Pubblico Ufficiale, i reati che saranno contestati. Aggressione contro Asia Usb a Tor Bella Monaca  A raccontare a RomaToday i momenti di tensione vissuti è Giacomo Gresta (Asia Usb) che insieme ad altri membri del sindacato si trovava in via dell'Archeologia per un incontro con i residenti del quartiere. Il sindacato qui ha uno sportello ed è presente sul territorio da tempo: "Erano circa le 20.30", ha raccontato Gresta. "Eravamo qui a parlare con la gente di casa, lavoro, disoccupazione, insomma i temi intorno cui ruota la nostra filosofia politica quando c'è stata l'irruzione".  Quindi ha continuato: "E' arrivato un gruppo di dieci o quindici militanti di Forza Nuova, con in testa Giuliano Castellino che si è immediatamente scagliato contro di noi. Da qui gli scontri". Tor Bella Monaca: Forza Nuova prova il blitz, scontri e un poliziotto ferito „Il racconto di Forza Nuova Un film diverso è quello raccontato da Forza Nuova in un comunicato: "Il popolo di Tor Bella Monaca ha dimostrato con i fatti che le periferie romane sono sempre più legate ai fascisti. La sinistra antifascista è scesa in piazza, nonostante la manifestazione di Forza Nuova e Roma ai Romani fosse stata annullata su ordine della Questura. Vista la situazione, la gente del quartiere è scesa in strada per protestare contro l'ingiustizia e per respingere i manifestanti di Pd e centri sociali. Immediata la risposta dei militanti di Forza Nuova e Roma ai Romani, che, insieme ai residenti, hanno dato vita a violenti scontri, mettendo in fuga gli antagonisti, letteralmente cacciati dal quartiere". La nota si conclude con un ". Roma è dei fascisti, fatevene una ragione", che si commenta da sola.  Al racconto si affiaca la presa di posizione di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova: "Il Questore prima proibisce una manifestazione, poi chiude la sede di FN e poi consente all'estrema sinistra di manifestare nello stesso luogo in cui doveva svolgersi la manifestazione.  A questo punto, il popolo di Tor Bella Monaca scende in piazza per protestare contro i soprusi, risultato? Estrema sinistra fuori dal quartiere e polizia che arresta Giuliano Castellino. Il Questore sarà denunciato per l'accanimento contro Forza Nuova" - dichiara Roberto Fiore. Castellino fa sapere che "l'antifascimo è stato nuovamente sconfitto  dal popolo romano indignato".Tor Bella Monaca: Forza Nuova prova il blitz, scontri e un poliziotto ferito „La gente del quartiere  In realtà, relativamente ai residenti, dalle testimonianze raccolte le cose sarebbero andate diversamente rispetto ai racconti di Forza Nuova. I cittadini di Tor Bella Monaca infatti, dopo le prime invettive di Giuliano Castellino contro la sede di Asia Usb, sarebbero scesi in strada proprio per fermarlo, ribadendo l'importanza del presidio del sindacato per gli inquilini di Tor Bella Monaca.  Il Partito democratico commenta  Vicina agli scontri la sede del Partito Democratico, ignorata però dai fascisti. Il segretario romano del Pd Andrea Casu, al circolo in quel momento, ha raccontato gli scontri parlando di "un intero quartiere è ostaggio di un manipolo di estremisti. Siamo al fianco delle forze dell'ordine che si stanno impegnando al massimo per garantire comunque la sicurezza nostra e di tutti i cittadini. E' proprio in momenti come questo che emerge la necessità di approvare la proposta di legge Fiano sull'introduzione del reato di apologia del Fascismo". “ Potrebbe interessarti: torri.romatoday.it/tor-bella-monaca/scontri-tor-bella-monaca-ieri-11-luglio-2017.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809“ Potrebbe interessarti: torri.romatoday.it/tor-bella-monaca/scontri-tor-bella-monaca-ieri-11-luglio-2017.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809“ Potrebbe interessarti: torri.romatoday.it/tor-bella-monaca/scontri-tor-bella-monaca-ieri-11-luglio-2017.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809</section>“ Potrebbe interessarti: torri.romatoday.it/tor-bella-monaca/scontri-tor-bella-monaca-ieri-11-luglio-2017.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809

Napoli. L'ennesimo disastro: Torre Annunziata

Napoli -

Ha dell'incredibile la notizia del crollo di una palazzina a Torre Annunziata, in provincia di Napoli, che ha causato la morte di 8 persone tra cui due bambini. Nel 2017, in un epoca in cui vengono costruiti sul pianeta enormi grattacieli, il crollo di una palazzina in Italia non dovrebbe essere per nessun motivo una notizia di “cronaca ordinaria”. Allo stesso tempo non ci sorprende. Nel nostro paese e soprattutto nel Mezzogiorno siamo di fronte a un patrimonio immobiliare completamente fatiscente. Sempre più accadono notizie di cedimenti di pezzi di intonaco dai palazzi, cavalcavia sulle autostrade che vengono giù come pezzi di burro, strade che crollano alle prime piogge ed alberi che rischiano di spezzarsi sulle nostre teste. Insomma il pericolo lo viviamo tutti i giorni sia che camminiamo per strada sia che rimaniamo sulle nostre case. A Torre Annunziata oltre la tragedia c'è anche la beffa. Infatti sin da subito la magistratura ha aperto un indagine di “omicidio colposo”. Gli inquirenti si stanno concentrando sui lavori effettuati ai primi due piani dell'immobile effettuati in anni precedenti. Questa è una prova delle conseguenze della speculazione e dell'irresponsabilità delle istituzioni locali che continuano ad affidare i lavori di ristrutturazione di edifici residenziali a società private non del tutto affidabili, che mirano solo al proprio profitto - attraverso la perversa e truffaldina spirale dell’abbattimento dei costi di impresa - e non al benessere ed alla sicurezza dei cittadini. Tuttavia andrebbe fatto chiarezza su chi in questi anni ha tagliato i fondi per la prevenzione. Risulta allucinante il fatto che i sonar per l'individuazione delle persone sotto le macerie siano arrivate addirittura da Roma, e quindi si sia perso molto tempo per tentare di recuperare le vite umane sotto le macerie. La Campania è una zona altamente sismica e ci chiediamo le motivazioni per cui questi importanti strumenti non siano presenti in quantità massiccia e diffusa sui nostri territori. Da anni lo andiamo ripetendo che l'Italia affonda nel fango, con morti e danni ingentissimi sui territori devastati dalla speculazione e dall'abusivismo a causa della costante manomissione dell’habitat naturale e dell’insieme delle forme di vita ad opera di un capitalismo rapace e predatore. Per tale motivo ci sorprendono negativamente le parole del Ministro dell'Infrastrutture, Graziano Del Rio, apparse oggi sul quotidiano on line “la Repubblica”. Il ministro dichiara che una abitazione su 6 è a rischio strutturale! Fin qui nulla di strano per un paese che cade a pezzi. Tuttavia fa davvero sorridere, amaramente, le motivazioni scelte per argomentare questa situazione. Il Ministro, rivelando un approccio a dir poco razzista, le definisce “un problema culturale” ascrivibile alle popolazioni del Sud. La soluzione che viene adombrata è quella dell’introduzione di un “libretto del fabbricato”, un documento che certifichi lo stato strutturale delle case e del patrimonio edilizio. Chi debba attuare questi controlli oppure chi debba mettere gli edifici in sicurezza su questo il ministro non dice nulla. Anche, perché, gli enti locali sono, da tempo, sottoposti alla scure dei tagli economici e delle politiche di austerity. Da tempo invece ASIA-USB propone delle soluzioni concrete verso questa vera e propria emergenza sociale. La mobilitazione creatasi in questi mesi in Abruzzo nei territori colpiti dal terremoto è un esempio concreto su come sia possibile mettere in atto una mobilitazione e come sia utile la definizione di una piattaforma programmatica e rivendicativa. Il primo obiettivo è l'immediato stop ai tagli al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Si potrebbe infatti demandare ai vigili del fuoco i compiti di monitoraggio e messa in sicurezza dei territorio. Il corpo detiene il più grande raggruppamento di ingegneri che dispongono di tutte le competenze necessarie per svolgere questo compito. Da tempo i governi nazionali attuano tagli ai Vigili del Fuco che sono costretti ad operare senza uomini e mezzi, costringendoli, all’indomani delle varie emergenze, all'unico compito di deportare i cittadini fuori dai luoghi colpiti dai disastri. A ciò si aggiunge la scomparsa del Corpo Forestale dello Stato, effetto della Legge Madia, i cui mezzi (tra cui gli elicotteri) per il 90% sono andati ai Carabinieri, mentre il restante 10% sono stati divisi tra Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco. Il secondo obiettivo è fermare la logica affaristica e speculativa delle grandi opere. Questi interventi sono un enorme costo per le finanze pubbliche e dall'altro mettono a rischio il territorio. Chiediamo, quindi, che le enormi somme spese per le grandi opere inutili (TAV, MOSE e TAP solo per citarne alcune), ed anche quelle delle crescenti spese militari, vengano usate per attuare un grande piano di messa in sicurezza del territorio nazionale. Un piano che potrebbe rilanciare i servizi pubblici, ripristinare le infrastrutture primarie (strade, ponti, ripristino idro/geologico) e creare migliaia di posti di lavoro veramente “socialmente utili”. I soldi da un lato, come ribadiamo da tempo, vanno recuperati dalle spese inutili e dal taglio delle spese militari; dall'altro esistono i miliardi dei Fondi Europei destinati a questi obiettivi che per la miopia del governo nazionale e delle regioni, soprattutto quelle meridionali e campane, non vengono utilizzati per tali finalità sociali e fondamentali. La terza è l'immediata pretesa di risposta dalle istituzioni locali e regionali sulle possibili emergenze a Napoli ed in Campania. Oltre ai pochi raccomandabili “Piani di Emergenza Vesuvio” redatte dalla Regione Campania, il centro storico di Napoli, cosi come le altre aree interessate da fenomeni di attività vulcanica e di bradisismo, sono soggette di essere i probabili protagonisti di futuri disastri. Infine chiediamo verità e giustizia per queste ultimi morti di Torre Annunziata. Cosi come i responsabili dei disastri ambientali paghino l'inquinamento da loro prodotto, anche i costruttori dei palazzi di cartone paghino per le loro nefandezze. A fronte dell'indifferenza di chi ci governa nei confronti della popolazione e del territorio che essa abita, a fronte dell'assenza di un piano di tutela ambientale, preservazione del suolo e messa in sicurezza dell’assetto idrogeologico, a fronte dei livelli drammatici di disoccupazione che subiamo sulla nostra pelle, chiediamo il rispetto del diritto alla vita nei nostri territori. ASIA-USB NAPOLI

Firenze: Ciao Lorenzo!

Firenze -

Ciao Lorenzo, Ieri pomeriggio ci ha lasciati Lorenzo Bargellini, il mao, come lo chiamavamo in tanti qui a Firenze. Molti di noi lo...