FABRIZIO CERUSO VIVE, SAN BASILIO E ROMA NON DIMENTICANO!

Roma -

8 Settembre1974 8 Settembre 2017 Il progetto “San Basilio, storie de Roma" si sviluppa a partire da alcune realtà del territorio che cercano di ricostruire, attraverso la ricerca storica e la sua riattualizzazione, la storia di una borgata simbolo della città di Roma. "San Basilio, storie de Roma" nasce come iniziativa di commemorazione della morte del 19enne Fabrizio Ceruso e della “Battaglia” di San Basilio del 1974. Nei primi giorni di settembre di quell’anno, al termine di un ciclo di lotta per la casa che portò all’occupazione di migliaia di stabili in città, a S. Basilio la polizia intervenne per sgomberare 150 famiglie che da più di un anno avevano occupato alcuni appartamenti IACP in via Montecarotto. Il quartiere visse giorni di dura resistenza dagli assalti delle forze dell’ ordine, durante i quali, l’8 settembre, Fabrizio venne ucciso dal fuoco della polizia. Quest'anno ricorrerà il 43° anniversario della morte di Fabrizio Ceruso. Ancora oggi, a distanza di più di 40 anni, la casa continua ad essere un bisogno primario negato ed un problema che crea un susseguirsi di emergenze senza una pianificazione e senza la volontà politica di risolverle. Il quadrante della Tiburtina, in particolare, è caratterizzato da attacchi ai quartieri ed alle case popolari, speculazioni sui migranti, chiusura degli spazi di socialità e cultura slegati dal consumo, decine di casinò e sale slot, lotte nei magazzini della logistica, numerosi stabili industriali abbandonati. Criticità che continuano ad essere affrontate unicamente come questioni di ordine pubblico, perpetrando uno stato d'emergenza funzionale unicamente alla speculazione economica e politica. Soffiare sul fuoco della guerra tra poveri è ormai il meccanismo abituale per sviare l'attenzione dai veri responsabili del disagio quotidiano nelle periferie. La giunta pentastellata, lungi dal porsi in discontinuità con le amministrazioni precedenti, si sta dimostrando sorda verso le istanze che provengono dal basso, in linea con le politiche securitarie del governo nazionale a guida Pd. In un contesto così complesso, il lavoro di memoria storica che abbiamo sviluppato nel corso di questi anni, culminato con la produzione dell'opuscolo e del documentario sulla storia di San Basilio e la battaglia del 1974, ci ha fornito delle utili chiavi di lettura del presente e delle sue contraddizioni. Riattualizzare dunque la memoria di Fabrizio Ceruso non come liturgia, bensì come interpretazione del presente e megafono delle istanze sociali del territorio. Come 43 anni fa, infatti, ancora oggi molte persone decidono di alzare la testa e di riprendersi ciò che viene sottratto in nome della rendita, della speculazione e dei profitti. Le giornate in memoria di Fabrizio saranno la prima occasione in cui scendere in piazza dopo un’estate rovente in cui il Governo, la giunta comunale e la questura hanno dimostrato, con gli sgomberi di via Vannina, Cinecittà e Piazza Indipendenza, quale sia l'unico piano politico per il futuro delle istanze sociali: l'uso della forza. Sarà, dunque, un'importante opportunità per dare un segnale forte ed unitario tenendo insieme le criticità della Tiburtina e di tutta la città, dalla sanatoria regionale per le case popolari alla delibera regionale per l'emergenza abitativa, dagli sgomberi forzati dei migranti ai tentativi di infiltrazione delle organizzazioni neofasciste, dalla riconversione degli edifici abbandonati alla lotta alla cementificazione, dall'attacco agli spazi sociali alle lotte nel mondo del lavoro. Progetto "San Basilio, storie de Roma" Nodo Territoriale Tiburtina

LIVORNO, MARCELLA NON CE L'HA FATTA. ASIA-USB SI STRINGE INTORNO ALLA FAMIGLIA ED AI COMPAGNI DELLA FEDERAZIONE LIVORNESE.

Livorno -

A CIRCA UN MESE DALL'INCENDIO ALLA TORRE DELLA CIGNA HA CESSATO DI VIVERE QUESTA NOTTE ALLE ORE 11:55 Questa notte la nostra compagna e attivista sindacale Marcella Ribechini ci ha lasciati. Ha combattuto la sua battaglia con tenacia e determinazione fino all’ultimo istante ma purtroppo le ustioni che aveva riportato durante l’incidente erano troppo estese. A nulla sono serviti i vari interventi a cui è stata sottoposta all’ospedale di Pisa. E’ passato quasi un mese da quell’infame giorno e, insieme ai tantissimi compagni e compagne che l’hanno sostenuta in questa battaglia, abbiamo sperato fino all’ultimo che ce la potesse fare. Marcella si era avvicinata al sindacato e al movimento Livornese da qualche anno. Una donna straordinaria che non si fermava di fronte a nulla. La sua voglia di dedicarsi alla militanza sindacale e politica era cresciuta nel tempo. Si era presentata alla nostra sede perché, dopo aver attraversato un momento difficile, aveva subito uno sfratto per morosità incolpevole sulla propria pelle. Da subito non si era limitata a “chiedere” sostegno, ma aveva deciso di impegnarsi in prima persona per aiutare gli altri. Non certo per carità cristiana. Marcella era una compagna prima di tutto, una compagna che credeva in un progetto di riscatto collettivo. Marcella è un esempio per tutti noi. Un esempio di cosa voglia dire crescere e formarsi politicamente e intellettualmente dentro le lotte e non tra le chiacchiere di chi pensa di avere sempre ragione in teoria ma non affronta mai la pratica. Potete provare a convincerci del contrario ma per noi è questo il vero “miracolo”, il cuore pulsante che mai smetterà di battere nella storia dei movimenti comunisti che hanno attraversato il nostro paese. Fino a quando, da parte di chi non ha “nulla”, ci sarà voglia di riscatto personale e collettiva e l’orgoglio di non arrendersi, qualsiasi cambiamento sociale è possibile. Con il suo carattere un po’ impulsivo e a volte “burbero” Marcella, con la sua sensibilità, sapeva infondere fiducia e speranza nelle tante famiglie in difficoltà che sceglievano questo percorso dopo essere state abbandonate dalle istituzioni e dallo Stato. Quando c’era da intervenire era sempre la prima. Oltre al sindacato aveva deciso di impegnarsi anche in altri collettivi e progetti. Per un anno ha portato avanti il ristoro autogestito in via dei Mulini a fianco dei lavoratori disoccupati e ha partecipato a tutte le manifestazioni in sostegno dei richiedenti asilo e alle riunioni dell’assemblea autonoma Livornese. Non sarà facile superare questo momento ma siamo sicuri che andremo avanti con la stessa determinazione che ci ha strasmesso in questi anni. A tutti quei personaggi che hanno, da subito, provato a speculare politicamente su una tragedia che nulla ha a che vedere con l’occupazione in cui viveva, vogliamo dire che sono davvero “fortunati”. Con un buon lavoro e due o tre case di proprietà è facile parlare di ordine e legalità. Siete quella parte di città che ha avuto la possibilità di costruirsi una vita grazie alle lotte dei propri nonni e genitori ma si è subito dimenticata di cosa voglia dire combattere e conquistare con il sudore i propri diritti. Avete lasciato indietro quelli che consideravate meno “furbi” e non abbastanza servili come lo siete voi. Per fortuna non abbiamo nulla da spartire e vi chiediamo di evitare ipocrite dichiarazioni di solidarietà e vicinanza. Marcella noi ti abbracciamo. Saresti contenta di sapere che non ci siamo mai fermati, che non abbiamo perso un’occasione per darci da fare. Che la terra ti sia lieve compagna di vita e di militanza. Asia-Usb Livorno Le famiglie del comitato diritto all’abitare Roma, 30 agosto 2017

ROMA, PIAZZA INDIPENDENZA: DIETRO I DIRITTI DEI RIFUGIATI E DEI SENZA CASA CI SONO I DIRITTI DI TUTTI NOI! SABATO 26 TUTTI IN PIAZZA DELL’ESQUILINO

Roma -

Quando alle persone non restano che i propri corpi per affermare il diritto a vivere in modo dignitoso e questi corpi vengono colpiti e violentati impunemente vuol dire che abbiamo toccato il fondo. Nella vergognosa vicenda di piazza Indipendenza tutte le istituzioni hanno svolto la loro parte: dal cinismo prefettizio alla violenza gratuita della questura fino a l'insipienza immobile del Comune e ai fondi dell’emergenza abitativa inutilizzati dalla Regione. Un concerto di attori apparentemente scoordinati ma convergenti nel negare i diritti più elementari. L’unico diritto che le nostre istituzioni sono preoccupate di tutelare è quello del rientro in possesso dell’immobile al suo legittimo proprietario: gli altri diritti vengono comunque dopo o per meglio dire non contano. Non conta il diritto all’accoglienza per i rifugiati, quello alla casa per chi non ha i mezzi per procurarsi un tetto, il diritto all’istruzione per i minori sradicati dal loro contesto scolastico, il diritto delle famiglie a vivere unite. E non conta neanche il diritto di espressione per chi senza mezzi né tutele di alcun tipo si ritrova per strada con il solo proprio corpo a chiedere il rispetto della propria condizione umana. Gli sgomberi dei senza casa a Roma ci sono sempre stati purtroppo. Ma ora siamo di fronte a un salto di qualità. Il diritto proprietario si fa scudo degli attentati di Barcellona per giustificare la legge del più forte e del più ricco. L’azione istituzionale diventa occasione di consolidamento del razzismo, ed ovviamente riceve il plauso dei razzisti. Un razzismo che si esercita sui migranti ma che ha i poveri come vero bersaglio. É un escalation quella alla quale assistiamo: dalla criminalizzazione delle Ong fino all’attacco diretto contro chi ha già conseguito uno status di legalità e tuttavia si “permette” di rivendicare i propri diritti. Fermare questa inaccettabile torsione autoritaria è una necessità non più rinviabile se vogliamo difendere i diritti elementari di ognuno di noi. Per questi motivi la Federazione romana dell’Usb e l’ASIA-USB parteciperanno alla manifestazione di sabato pomeriggio indetta dai movimenti per il diritto all’abitare e invitano i propri iscritti e delegati alle 16 in piazza dell’Esquilino. Roma 25 agosto 2017 Per USB Fed. Roma Guido Lutrario Per ASIA-USB Angelo Fascetti

CASE POPOLARI: IL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO FA UN PASSO INDIETRO

Roma -

CASE POPOLARI, GESTIONE E REGOLARIZZAZIONE DEGLI INQUILINI SENZA TITOLO: IL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO FA UN PASSO INDIETRO E RINVIA LA DISCUSSIONE A SETTEMBRE. Come molti sanno a seguito della manifestazione del 17 maggio scorso alla Regione Lazio si sono svolti due incontri con i Capi gruppo del Consiglio regionale durante i quali, sia la maggioranza che parte dell’opposizione, si erano impegnati ad affrontare il tema della gestione delle case popolari e a votare un provvedimento di regolarizzazione degli inquilini senza titolo che fossero in possesso dei requisiti di legge per l’edilizia pubblica. I primi giorni di agosto, durante la discussione sul collegato alla Finanziaria, è stato portato in discussione al Consiglio della Regione Lazio questo tema e sono stati presentati due emendamenti che raccoglievano sostanzialmente le proposte avanzate da Asia-Usb e dai tanti Comitati degli inquilini delle case popolari. Tutti sapevamo che il tema era delicato e spinoso ma i motivi che hanno portato a questa richiesta sono ben noti. La privatizzazione della gestione delle case popolari (vedi Romeo Gestioni e Prelios) è stato un fallimento costato caro alle casse comunali e alla collettività. La trasformazione in Spa degli Ater una iattura: incapaci di una oculata gestione, sono solo alla ricerca di fare cassa su un patrimonio finanziato dai lavoratori (ex-Gescal) sul quale non si può speculare. I Dirigenti apicali del Patrimonio del Comune di Roma sono degli inetti, responsabili della cattiva gestione di questo importante patrimonio pubblico, impegnati solamente a fare la guerra ai poveri con i continui sgomberi e per questo incassano incentivi ai loro ingiustificati stipendi. La politica deve trovare la soluzione a un problema di cui è responsabile: l'edilizia ERP è stata da decenni terreno di scambio e di campagne elettorali. È mancata completamente, invece, la capacità di gestione e la valorizzazione del patrimonio pubblico che impedisce il recupero di alloggi da destinare alle graduatorie, ferme da decenni: per questo sosteniamo che ora non possono farne le spese i 9000 nuclei “senza titolo”, che diventerebbero le vittime del nuovo vento “legalitario” che abbatte e non risolve, che vuole cancellare il passato e non pensa al futuro e che ancora una volta non ragiona sulla “giustizia sociale”, ma sulla piatta applicazione delle leggi, solo quando vanno a colpire i più deboli. La stessa legge che invece viene elusa quando dovrebbe colpire i costruttori che hanno truffato lo Stato, come nel caso dei Piani di Zona. La discussione che abbiamo portato con forza nel Consiglio Regionale, dopo la presentazione degli emendamenti, quando si è iniziato a toccare il tema delle case popolari, ha di nuovo preso la piega da campagna elettorale. Così, disattendendo gli impegni presi durante gli incontri tanto dai consiglieri della maggioranza che da quelli dell'opposizione, hanno fatto tutti un passo indietro e hanno stralciato la discussione sui temi riguardanti le case popolari rinviandola alla prossima finanziaria di ottobre-novembre. L’Assessore alla Casa della Regione Lazio, durante l’incontro con la nostra delegazione presente in Consiglio Regionale, si è impegnato ad convocare un nuovo incontro già dalla prima settimana di settembre per elaborare un provvedimento che trovi il consenso di tutti. Abbiamo chiesto, nell'attesa, un intervento sul Prefetto e sul Comune di Roma per chiedere una sospensione di tutti gli sgomberi e degli sfratti, misura necessaria visto quanto succede nella nostra città. L'emendamento è stato ritirato per scelte tutte interne alla politica, ma anche perché sono suonate le sirene della solita stampa che ha dato voce ad inesistenti sindacati (con a seguito di sindacatini e personaggi ambigui) complici e prigionieri di una visione che ha portato alla distruzione dell’edilizia pubblica nella nostra regione e in tutto il paese. Gli stessi che ci vogliono far credere, per nascondere la loro inutilità, che il problema del disastro della gestione dell’edilizia pubblica è colpa del ‘potere’ malavitoso acquisito dagli Spada e dai Casamonica e non di chi non ne ha fermato le infiltrazioni; ci vogliono far credere che 9000 famiglie - considerate senza titolo - sono un problema delinquenziale e non un fenomeno sociale causato dalla voluta mancata gestione delle case popolari. Sono gli stessi sindacati che si gettano nella canea contro l’edilizia pubblica e, pur di avere qualche spazio mediatico, chiedono di aumentare gli affitti del 20-25% per ripianare i buchi degli ATER causati da una cattiva gestione, da processi di privatizzazione e dal fatto assurdo che devono pagare l’IMU per le case popolari, mentre la stessa tassa non viene richiesta per le case sfitte dei costruttori e per il patrimonio della Chiesa. Le sorti dell'Edilizia Residenziale Pubblica non possono essere abbandonate all'interesse di questo o quel gruppo politico, deve essere discussa una proposta che metta insieme la regolarizzazione delle situazioni oggi non riconosciute e la programmazione di un rilancio delle case popolari e della loro gestione. Vorremo discutere a fondo sulle modalità di gestione del patrimonio abitativo pubblico da parte dei comuni (in particolare del Comune di Roma) e della funzione degli ATER. Invitiamo gli inquilini delle case popolari a proseguire e sviluppare la lotta per difendere la funzione delle case popolari, per chiedere la regolarizzazione dei senza titolo e per bloccare gli sfratti. ASIA-USB

REGIONE LAZIO: DIFENDIAMOLECASEPOPOLARI BASTA ABBANDONO E DEGRADO NEI QUARTIERI

Roma -

LETTERA DEGLI INQUILINI AI CAPI-GRUPPO ED AI CONSIGLIERI DELLA REGIONALE DEL LAZIO L'emergenza abitativa nella città di Roma è ormai incancrenita e va peggiorando soprattutto a causa della crisi crescente del mondo del lavoro: alle fragilità sociali che già non trovavano risposta se ne aggiungono altre giorno dopo giorno. In questo panorama si inserisce il tema dell'Edilizia Residenziale Pubblica, abbandonata dal punto di vista della gestione da decenni. La mancata cura da parte degli enti gestori, l'inefficienza del Comune di Roma e di molti comuni del Lazio nella gestione delle assegnazioni, la scriteriata scelta di svendita delle poche case esistenti (per ultimo vedi Ater di Roma e Tuscania (VT), hanno generato una situazione esasperata. Per mascherare l’incapacità di gestione di questo importante patrimonio si getta sugli inquilini tutta la responsabilità dei mali.  Si sta configurando, anche grazie ai provvedimenti degli ultimi governi (decreti Lupi e Minniti), una guerra vera e propria contro i poveri e non contro la povertà. I Dirigenti degli enti gestori, in particolare quelli del Dipartimento al Patrimonio del Comune di Roma, invece di assegnare gli alloggi sfitti, di mettere a ‘valore sociale’ questo patrimonio e di offrire soluzioni all’emergenza casa, stanno criminalizzando e perseguendo il settore più povero della società praticando e minacciando solo sgomberi e richieste assurde di arretrati. Durante un incontro ufficiale un dirigente apicale del Dipartimento delle Politiche abitative di Roma Capitale ha preannunciato che sono 9000 i nuclei familiari "senza titolo" che intende sgomberare residenti in immobili ERP. 9000 famiglie che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno tutti i requisiti richiesti per avere diritto alla casa popolare o sono già regolari assegnatari (solo che gli uffici hanno smarrito la documentazione, oppure è stata sottratta dalla Romeo Gestioni quando ha perso l’appalto sulla gestione delle case del Comune). La criminalizzazione degli inquilini senza titolo, che oggi le ultime scelte politiche portano avanti, denuncia la totale distanza tra la politica e il paese reale. Inoltre quasi 30.000 inquilini dell'Ater di Roma (tra regolari e irregolari) e poco meno di quelli residenti nelle case del Comune di Roma hanno ricevuto lettere relative alle morosità pregresse con importi che vanno dai 50 ai 150mila euro per arretrati mai dimostrati o per spese per servizi mai erogati.  In questi ultimi mesi sono in corso in molti quartieri popolari sgomberi che stanno causando un forte allarme sociale. Questi sgomberi non riguardano casi di persone senta requisiti per le case E.R.P., ma di inquilini anziani, giovani coppie senza redditi o con redditi più che precari e con figli minori, i quali abitano da molti anni nella case e che spesso per puri cavilli burocratici vengono considerati senza titolo. Stanno arrivando centinaia di sfratti per regolari assegnatari, molti da oltre 30 anni, solo perché gli uffici non dispongono più della loro documentazione di assegnazione, i quali pagano da sempre regolarmente i canoni di affitto. Gli sgomberi tentati e quelli programmati in nome della legalità, i processi che chiederanno gli sfratti per morosità non tengono conto dell'illegalità in cui le istituzioni si sono mosse fino a oggi: è illegale consentire situazioni di occupazione per decenni, anche perché non sono ancora state lavorate le pratiche di regolarizzazione del 1993 e del 2007; è illegale procedere con lettere di morosità per richieste di arretrati inesistenti e senza tener conto delle prescrizioni previste dalla legge, senza rispettare le regole di trasparenza; è illegale che una pratica di sanatoria venga lavorata dopo 20 anni; è illegale chiedere indennità di occupazione non dovute; è illegale richiedere pagamenti per manutenzioni mai effettuate. Il problema reale è decidere una volta per tutte che la casa è un diritto, prendere atto che il nostro paese ha bisogno di più edilizia residenziale pubblica e per questo obbligare gli enti gestori (Comuni e ATER) a curare in modo efficace questo importante patrimonio pubblico, per recuperarlo e riassegnarlo tempestivamente a chi ne ha diritto. Quello della casa e della gestione dell’edilizia pubblica pensiamo che sia un tema che deve essere affrontato da tutto il Consiglio Regionale e non solo dalla Giunta. Per questo abbiamo chiesto ai Capi-Gruppo del Consiglio regionale un incontro urgente per illustrare i motivi che ci portano a sostenere la richiesta di regolarizzazione di tutti i nuclei familiari, considerati senza titolo, che rispettano i requisiti per avere il diritto ad una casa popolare e la proposta di transazione per i debiti pregressi. ASIA-USB - Lazio Roma 3 agosto 2017

DISMISSIONE IMMOBILIARE DEL FONDO PENSIONE BANCA DI ROMA: IL GIUDICE DA RAGIONI AGLI INQUILINI DIFESI DALL’AVV. VINCENZO PERTICARO.

Roma -

Gli inquilini sin dall’inizio avevano contestato, anche con l’ausilio di ASIA USB, il prezzo imposto dal fondo e dopo aver accettato il contratto preliminare prestabilito dalla proprietà, per non perdere il diritto alla propria casa che abitavano da anni, sentendosi danneggiati, avevano deciso di impugnare il tutto dinanzi al Tribunale Civile di Roma, contestando la categoria catastale degli appartamenti che faceva lievitare i prezzi degli stessi. Ebbene, Il Dott. Raffaele Miele Giudice della X sezione del Tribunale Civile di Roma, dopo aver trattenuto la causa per emettere la sentenza, anziché fare sentenza ritenendo fondate le contestazioni sollevate dall’avv. Perticaro, ha rimesso la causa sul ruolo, ammettendo la CTU, che era stata negata nella stessa causa da un precedente Giudice. Infatti nell’ordinanza il dott. Miele afferma come : “….sia necessario al fine della decisione, secondo quanto era stato richiesto dagli attori e contrariamente a quanto reputato dal precedente Giudicante, espletare una CTU volta a determinare la categoria e la classe catastale rispondente allo stato di fatto degli immobili per cui è causa e accertare, in termini di percentuale, l’incidenza dell’eventuale diverso inquadramento catastale sul valore e, conseguentemente, sul prezzo di alienazione degli stessi…”. ( ordinanza del 31 luglio 2017) Il Giudice ha già nominato il CTU (rinviando la causa a settembre 2017) che dovrà stabilire qual è il reale valore dei singoli appartamenti in riferimento alle reali categorie catastali. E’ un passaggio importante perché, in questo caso le imposizioni della proprietà trovano finalmente un limite nella giustizia. ASIA-USB

FINALMENTE UNA SENTENZA A FAVORE DEGLI INQUILINI SENZA TITOLO INPS!

Roma -

LA ROMEO GESTIONI NON PUO’ IGNORARE LA LEGGE! Il Tribunale civile di Roma ha accolto quello che l’ASIA USB insieme all' avvocato Marina Rossi, ha sempre sostenuto “ in pendenza della procedura di regolarizzazione non permane la qualità di occupante abusivo, in capo ad un soggetto nei confronti del quale la legge pone l’onere di sanare la propria morosità.      L’art. 7-bis DL n. 203/2005 (Disposizioni in materia di unita' immobiliari degli enti previdenziali) al primo comma prevede che: (( 1. Sono estesi i diritti di opzione, di prelazione, di garanzia e di prezzo, di cui all'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, agli occupanti delle unita' immobiliari ad uso residenziale degli enti previdenziali di cui al medesimo decreto che erano privi del titolo alla data di entrata in vigore del medesimo, ed ai conduttori in base ad assegnazione irregolare avvenuta entro la stessa data, purche¨ essi risultino in possesso dei requisiti previsti dalla vigente normativa sulle assegnazioni degli alloggi di enti pubblici e provvedano al pagamento dell'indennita' di occupazione, nella misura equivalente al canone di locazione determinato ai sensi di legge dalla data di inizio dell'occupazione, ed al rimborso degli oneri accessori dovuti per il medesimo periodo, nonche¨ alla rinunzia ai giudizi eventualmente pendenti.   Il Tribunale sostiene che la Romeo Gestioni non può interpretare la norma in maniera diversa dalla legge e continuare a considerare l’inquilino come occupante abusivo anche dopo l’entrata in vigore dell’art. 7 bis e nell’attesa dell’esame della domanda di sanatoria.   Se si è presentata la domanda di sanatoria non si può essere chiamati in giudizio per il rilascio degli immobili e il “risarcimento del danno subito dall’Ente per l’occupazione. ASIA-USBComitato inquilini senza titolo INPS

LIVORNO, INCENDIO ALLA TORRE LA CIGNA: GRAVE NOSTRA ATTIVISTA SINDACALE COINVOLTA NELL'INCIDENTE.

Livorno -

ASIA-USB SI STRINGE INTORNO A MARCELLA E ALLA FAMIGLIA. Comunicato stampa Asia-Usb sull’incendio alla torre della Cigna In questo preciso momento una nostra compagna e attivista sindacale di Asia-Usb, una persona straordinaria che da anni si batte in prima linea per i diritti delle famiglie senza casa, sta lottando tra la vita e la morte presso l’ospedale di Livorno. In momenti come questo il silenzio, la vicinanza e il rispetto per i famigliari e gli amici dovrebbero essere d’obbligo. Purtroppo invece, come spesso succede in città, è già partito lo sciacallaggio politico e mediatico. Sono già iniziati feroci attacchi, dai soliti noti, che non hanno trovato di meglio che utilizzare una tragedia per fare strumentalizzazione politica e attaccare il nostro sindacato e le occupazioni abitative in generale. Per questo motivo ci troviamo costretti a fare alcune dichiarazioni a caldo. Quando sarà il momento ci faremo sentire con la determinazione che ci ha sempre contraddistinto. Da quanto abbiamo appreso le cause dell’incendio sono probabilmente frutto di un incidente. Un incidente assolutamente non riconducibile al contesto di occupazione dello stabile. Poteva succedere li come altrove e purtroppo non è la prima volta in città. Grazie alla prontezza degli stessi occupanti, che sono accorsi subito con gli estintori presenti nel palazzo, si è evitato che l’incendio si propagasse in altri appartamenti ma soprattutto si è permesso ai vigili del fuoco e alle ambulanze di intervenire tempestivamente. Chi oggi chiede lo sgombero della struttura senza interrogarsi su quale sarà il futuro delle oltre 200 persone, tra cui 40 minori, che vivono all’interno della Cigna è un criminale. Chi oggi si indigna per il presunto proliferare delle occupazioni abitative invece che attivarsi per combattere le vere cause di questa situazione è un criminale anch’esso. A Livorno ci sono 40 sfratti esecutivi al mese e 30 mila disoccupati censiti. Chi occupa lo fa per salvaguardare la vita e la salute dei propri cari scegliendo la via più difficile ma anche quella più coraggiosa. Il loro è un percorso di dignità e riscatto. L’alternativa sarebbe la strada o la coabitazione forzata in situazione di estremo disagio. Da anni ormai denunciamo pubblicamente e con ogni mezzo l’immobilismo delle istituzioni TUTTE sul fronte dell’emergenza abitativa. Siamo rimasti da soli ad affrontare questa situazione. La maggior parte della politica e delle istituzioni, compresa la Prefettura che da mesi rifiuta di incontrarci, ha deciso di mettere la testa sotto la sabbia. Basta con le chiacchiere e le proposte inattuabili. A Livorno servono alloggi pubblici, servono finanziamenti statali e regionali per ristrutturare e costruire nuove case popolari. Servono soluzioni immediate che potrebbero arrivare dalla requisizione di una parte degli oltre 4000 alloggi pubblici e privati tenuti sfitti come previsto da una delibera del consiglio comunale approvata la scorsa estate.. La repressione non serve a niente. Se continuiamo a parlare di “degrado” e di decoro senza voler aggredire le vere cause di questa situazione vuol dire che abbiamo deciso di essere tutti complici. Adesso vogliamo solo stare vicini alla nostra compagna Marcella e ai suoi famigliari e amici. Siamo ancora in attesa di sapere se e quando sarà finalmente trasferita in un centro specializzato visto che al momento sembra che non ci siano posti disponibili in nessuna struttura. Ringraziamo tutti gli attivisti, i cittadini Livornesi e gli abitanti del quartiere per la solidarietà. Asia-Usb

Giù le mani dalle case popolari di Tuscania! 20 luglio assemblea degli inquilini

Viterbo -

Si svolgerà giovedì 20 luglio alle ore 18 presso la sede dell’As.i.a (associazione inquilini ed abitanti) di Tuscania, l’assemblea degli assegnatari delle case popolari del quartiere “Gescal”. Interverrà all’assemblea Angelo Fascetti in rappresentanza dell’AS.I.A /U.S.B. e Alessandro Gentili dell’AS.I.A. di Tuscania oltre ai rappresentanti dell’ U.S.B. (Unione Sindacale di Base) di cui il sindacato degli inquilini è confederato. Parteciperà all’incontro anche il Sindaco di Tuscania Fabio Bertolacci. Oggetto dell’incontro sarà la contestatissima proposta di acquisto degli alloggi da parte dell’ A.T.E.R. (Azienda Territoriale per l´Edilizia Residenziale Della Provincia di Viterbo) a tutti gli assegnatari. La principale critica che pone l’AS.I.A., riguardo questa inaspettata offerta, interessa le modalità e le condizioni di vendita: bisognerà infatti rispondere entro quindici giorni dalla ricezione della proposta e la somma dovrà essere corrisposta in un’unica soluzione. Il prezzo è stato calcolato, considerando una rendita catastale di categoria A2 (abitazione di tipo civile) e non di abitazione di tipo popolare (categoria A4) . Al computo ottenuto è stata poi ridotta una percentuale per ogni anno di anzianità dell’immobile fino ad un massimo di venti anni: considerando che le costruzioni superano abbondantemente i quaranta, i conti evidentemente non tornano. La proposta sembra poco trasparente, s’intuisce solo l’urgenza e la necessità di alienare il patrimonio dell’A.T.E.R. a scapito pero’ dei moltissimi inquilini, non solo per l’empirico calcolo con cui sono stati valutati gli immobili ma anche perché gli stessi inquilini si accollerebbero le spese per ristrutturare palazzi ormai caduti in rovina a causa della cattivissima manutenzione sporadicamente eseguita nel corso degli anni. Cosa accadrebbe in caso di ristrutturazione se un palazzo fosse per metà di proprietà dell’A.T.E.R. e per l’altra metà di proprietà dei privati? Chi si farebbe carico delle spese considerando i tempi lunghi di un’amministrazione pubblica? Inoltre come mai l’A.T.E.R. ha fatto la stessa proposta in altri paesi della provincia di Viterbo ma a prezzo di costo e non di mercato? In un momento in cui le politiche del walfare latitano e si creano vere e proprie emergenze sociali ed abitative, appare quanto mai inopportuna questa scelta improvvisa di abbandonare a se stessi gli inquilini e metterli di fronte ad un bivio: l’acquisto della casa a condizioni poco chiare o la permanenza in affitto continuando a scontrarsi con le inefficienze di questo sistema perverso. Ci si domanda se sia stata una scelta oculata e se siano state valutate correttamente le conseguenze. L’AS.I.A. invita tutti gli inquilini alla massima partecipazione all’assemblea e a decidere su di una linea comune di lotta a difesa del diritto alla casa. AS.I.A. Viterbo

TRUFFA EDILIZIA AGEVOLATA: ENNESIMA DENUNCIA GIUNGE A CONCLUSIONE, INDAGATI ALTRI COSTRUTTORI DEL PDZ BORGHESIANA-PANTANO.

Roma -

A seguito di denuncia presentata sempre tramite l'avv Vincenzo Perticaro nell'interesse degli inquilini del PdZ “C25 Borghesiana Pantano” la Procura della Repubblica di Roma ha chiuso le indagini ed ha indagato: CICCHETTI Remo, DONATI Massimiliano, BIGONZI Bruno, BARDARI Antonio, BARDARI Sergio e BARDARI Alessia per truffa aggravata e truffa ai danni dello Stato (art. 110, 112, 81 CPV 640, 61 N. 7, 640 bis) i suindicati soggetti per aver “con gli artifici e i raggiri di seguito specificati inducevano in errore funzionari della Regione Lazio e del Comune di Roma e i diversi inquilini assegnatari degli alloggi, così procurandosi in danno dei medesimi un ingente ed ingiusto profitto costituito al maggiore e ingiustificato prezzo i vendita degli alloggi (in danno degli inquilini), della percezione di un contributo regionale destinato invece agli inquilini /assegnatari degli alloggi (in danno alla Regione Lazio) e dalla acquisizione del diritto di superficie per l’intervento di edilizia agevolata per il PdZ “C25 Borghesiana Pantano” (in danno del Comune di Roma). Sono state indagate per illecito amministrativo da reato anche le società CICCHETTI Remo & Figlio S.r.l. e APPALTI CIRF S.r.l. Chi ha denunciato oggi inizia a vedere un barlume di giustizia! ASIA-USB continuerà la sua battaglia sempre al fianco degli inquilini finché non si risolverà la truffa dei piani di zona e fino a quando non verrà pienamente alla luce il sistema truffaldino, coperto da parte dell’amministrazione pubblica e dai partiti che hanno governato Roma e la Regione Lazio in questi ultimi venti anni, che ha coinvolto decine di migliaia di famiglie romane. ASIA-USB

PIANO DI ZONA TOR VERGATA: IL TAR NON SOSPENDE LA DELIBERA DI REVOCA DELLA CONVENZIONE.

Roma -

Oggi il TAR del Lazio sezione seconda bis ha rigettato la richiesta di sospensiva che era stata presentata dal Consorzio edilizio di cooperative Lega San Paolo Auto Soc Coop a r.l. per chiedere di sospendere la deliberazione n 13 del 30.03.2017 con cui l'assemblea capitolina aveva disposto la declaratoria di decadenza parziale sulla risoluzione della convenzione che riguardava 8 appartamenti di del piano di zona Tor vergata. Giustizia è fatta. Un primo passo è stato fatto verso la certezza del diritto in questa città sul problema casa.

A TOR BELLA MONACA LE BUGIE DEI RAZZISTI NON ATTECCHISCONO!

Roma -

E’ stata giusta e lungimirante la scelta di presidiare la sede dell’ASIA – USB a Tor Bella Monaca per contrastare l’aggressione che un gruppo di appartenenti a Forza Nuova ha inscenato nella serata di ieri. La velenosa bugia che i gruppi razzisti stanno diffondendo per cercare di penetrare nei quartieri popolari, cioè che le case popolari non ci sarebbero perché destinate agli immigrati, la si contrasta se accanto al racconto quotidiano della verità si aggiunge la paziente e determinata presenza sul territorio. E’ proprio grazie a questa presenza attiva che Forza Nuova ieri non ha sfilato per le strade del quartiere né è riuscita ad occupare dei locali per farne una propria sede. Gli attivisti e i militanti sociali accorsi al presidio hanno respinto l’aggressione ed hanno spiegato, prima con un’assemblea con le donne del quartiere e poi al megafono parlando all’intero vicinato, che i problemi non si risolvono alimentando la guerra tra poveri. Il residuo patrimonio residenziale popolare che c’è in Italia è ormai ridotto al lumicino e i governi che si succedono continuano ad emanare provvedimenti per vendere anche quest’ultima piccola percentuale. Le frange di estrema destra si offrono come strumento di “distrazione di massa”: la colpa è dei migranti e non, per esempio, del fatto che il governo ha appena destinato alcune decine di miliardi al salvataggio delle banche mentre non investe un soldo nel risanamento del patrimonio immobiliare pubblico e lascia nell’abbandono le periferie come Tor Bella Monaca. La vera questione sociale in ballo a Tor Bella Monaca è la sanatoria delle “occupazioni” delle case popolari: un popolo di aventi diritto a basso o bassissimo reddito che si vorrebbe contrapporre al popolo di chi sta prima nelle graduatoria. Una bomba sociale ad orologeria che scientemente si sta facendo scoppiare, nascondendosi dietro la falsa morale del rispetto della legalità. Ma la questione di fondo è che le case popolari sono troppo poche a fronte di una fetta di popolazione in difficoltà economica che è fortemente cresciuta per la crisi, la disoccupazione e la precarietà di massa. In questa situazione bisognerebbe mettere subito mano ad un piano di allargamento significativo del patrimonio immobiliare pubblico, acquisendo immobili inutilizzati e procedendo al riuso ed alla riqualificazione. Continuare a lasciare la città in mano agli appetiti privatistici e speculativi significa favorire ulteriormente la disuguaglianza sociale. La destra razzista sguazza dentro queste contraddizioni e l’unica diga all’imbarbarimento è la lotta sociale per affermare una nuova stagione di diritti. La serenità ed il vigore con il quale ieri un pezzo di attivismo sociale ha respinto l’aggressione dei fascisti, stringendosi attorno alla sede di ASIA USB, dimostrano che questa strada non solo è possibile ma non è neanche particolarmente complicata. AS.I.A. USB di R Articolo di RomaToday on-linehttp://torri.romatoday.it/tor-bella-monaca/scontri-tor-bella-monaca-ieri-11-luglio-2017.html Tor Bella Monaca: Forza Nuova prova il blitz, scontri e un poliziotto ferito „<header class="entry-header">Tor Bella Monaca: Forza Nuova prova il blitz contro Asia Usb, scontri e un poliziotto ferito Tutti idenficati i partecipanti. Manifestazione non autorizzata, violazione dell'ordine dell'Autorità, violenza resistenza a Pubblico Ufficiale, i reati che saranno contestati </header> <section class="entry-content"> <figure class="author-photo"> </figure> Anna Grazia Concilio <time data-timestamp="osyri6" class="datestamp"> 12 luglio 2017 08:03 </time>Tor Bella Monaca: Forza Nuova prova il blitz, scontri e un poliziotto ferito „erata di tensione quella di ieri a Tor Bella Monaca. Nonostante il divieto della Questura, un gruppo di attivisti di Forza Nuova si è presentato in via dell'Archeologia. Obiettivo un'azione contro gli appartenenti alla sigla Usb, in quel momento riuniti proprio nella sede di via dell'Archeologia.  Lanci di bottiglie contro Usb, sassi e momenti di tensione hanno reso necessario l'intervento delle forze dell'ordine. La resistenza degli antifascisti, in difesa dei propri luoghi, non è mancata. Negli scontri, secondo quanto riferito dalla Questura, un funzionario di polizia è rimasto ferito. Tutti idenficati i partecipanti, individuati grazie alle riprese della polizia scientifica. Manifestazione non autorizzata, violazione dell'ordine dell'Autorità, violenza resistenza a Pubblico Ufficiale, i reati che saranno contestati. Aggressione contro Asia Usb a Tor Bella Monaca  A raccontare a RomaToday i momenti di tensione vissuti è Giacomo Gresta (Asia Usb) che insieme ad altri membri del sindacato si trovava in via dell'Archeologia per un incontro con i residenti del quartiere. Il sindacato qui ha uno sportello ed è presente sul territorio da tempo: "Erano circa le 20.30", ha raccontato Gresta. "Eravamo qui a parlare con la gente di casa, lavoro, disoccupazione, insomma i temi intorno cui ruota la nostra filosofia politica quando c'è stata l'irruzione".  Quindi ha continuato: "E' arrivato un gruppo di dieci o quindici militanti di Forza Nuova, con in testa Giuliano Castellino che si è immediatamente scagliato contro di noi. Da qui gli scontri". Tor Bella Monaca: Forza Nuova prova il blitz, scontri e un poliziotto ferito „Il racconto di Forza Nuova Un film diverso è quello raccontato da Forza Nuova in un comunicato: "Il popolo di Tor Bella Monaca ha dimostrato con i fatti che le periferie romane sono sempre più legate ai fascisti. La sinistra antifascista è scesa in piazza, nonostante la manifestazione di Forza Nuova e Roma ai Romani fosse stata annullata su ordine della Questura. Vista la situazione, la gente del quartiere è scesa in strada per protestare contro l'ingiustizia e per respingere i manifestanti di Pd e centri sociali. Immediata la risposta dei militanti di Forza Nuova e Roma ai Romani, che, insieme ai residenti, hanno dato vita a violenti scontri, mettendo in fuga gli antagonisti, letteralmente cacciati dal quartiere". La nota si conclude con un ". Roma è dei fascisti, fatevene una ragione", che si commenta da sola.  Al racconto si affiaca la presa di posizione di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova: "Il Questore prima proibisce una manifestazione, poi chiude la sede di FN e poi consente all'estrema sinistra di manifestare nello stesso luogo in cui doveva svolgersi la manifestazione.  A questo punto, il popolo di Tor Bella Monaca scende in piazza per protestare contro i soprusi, risultato? Estrema sinistra fuori dal quartiere e polizia che arresta Giuliano Castellino. Il Questore sarà denunciato per l'accanimento contro Forza Nuova" - dichiara Roberto Fiore. Castellino fa sapere che "l'antifascimo è stato nuovamente sconfitto  dal popolo romano indignato".Tor Bella Monaca: Forza Nuova prova il blitz, scontri e un poliziotto ferito „La gente del quartiere  In realtà, relativamente ai residenti, dalle testimonianze raccolte le cose sarebbero andate diversamente rispetto ai racconti di Forza Nuova. I cittadini di Tor Bella Monaca infatti, dopo le prime invettive di Giuliano Castellino contro la sede di Asia Usb, sarebbero scesi in strada proprio per fermarlo, ribadendo l'importanza del presidio del sindacato per gli inquilini di Tor Bella Monaca.  Il Partito democratico commenta  Vicina agli scontri la sede del Partito Democratico, ignorata però dai fascisti. Il segretario romano del Pd Andrea Casu, al circolo in quel momento, ha raccontato gli scontri parlando di "un intero quartiere è ostaggio di un manipolo di estremisti. Siamo al fianco delle forze dell'ordine che si stanno impegnando al massimo per garantire comunque la sicurezza nostra e di tutti i cittadini. E' proprio in momenti come questo che emerge la necessità di approvare la proposta di legge Fiano sull'introduzione del reato di apologia del Fascismo". “ Potrebbe interessarti: torri.romatoday.it/tor-bella-monaca/scontri-tor-bella-monaca-ieri-11-luglio-2017.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809“ Potrebbe interessarti: torri.romatoday.it/tor-bella-monaca/scontri-tor-bella-monaca-ieri-11-luglio-2017.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809“ Potrebbe interessarti: torri.romatoday.it/tor-bella-monaca/scontri-tor-bella-monaca-ieri-11-luglio-2017.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809</section>“ Potrebbe interessarti: torri.romatoday.it/tor-bella-monaca/scontri-tor-bella-monaca-ieri-11-luglio-2017.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809

Napoli. L'ennesimo disastro: Torre Annunziata

Napoli -

Ha dell'incredibile la notizia del crollo di una palazzina a Torre Annunziata, in provincia di Napoli, che ha causato la morte di 8 persone tra cui due bambini. Nel 2017, in un epoca in cui vengono costruiti sul pianeta enormi grattacieli, il crollo di una palazzina in Italia non dovrebbe essere per nessun motivo una notizia di “cronaca ordinaria”. Allo stesso tempo non ci sorprende. Nel nostro paese e soprattutto nel Mezzogiorno siamo di fronte a un patrimonio immobiliare completamente fatiscente. Sempre più accadono notizie di cedimenti di pezzi di intonaco dai palazzi, cavalcavia sulle autostrade che vengono giù come pezzi di burro, strade che crollano alle prime piogge ed alberi che rischiano di spezzarsi sulle nostre teste. Insomma il pericolo lo viviamo tutti i giorni sia che camminiamo per strada sia che rimaniamo sulle nostre case. A Torre Annunziata oltre la tragedia c'è anche la beffa. Infatti sin da subito la magistratura ha aperto un indagine di “omicidio colposo”. Gli inquirenti si stanno concentrando sui lavori effettuati ai primi due piani dell'immobile effettuati in anni precedenti. Questa è una prova delle conseguenze della speculazione e dell'irresponsabilità delle istituzioni locali che continuano ad affidare i lavori di ristrutturazione di edifici residenziali a società private non del tutto affidabili, che mirano solo al proprio profitto - attraverso la perversa e truffaldina spirale dell’abbattimento dei costi di impresa - e non al benessere ed alla sicurezza dei cittadini. Tuttavia andrebbe fatto chiarezza su chi in questi anni ha tagliato i fondi per la prevenzione. Risulta allucinante il fatto che i sonar per l'individuazione delle persone sotto le macerie siano arrivate addirittura da Roma, e quindi si sia perso molto tempo per tentare di recuperare le vite umane sotto le macerie. La Campania è una zona altamente sismica e ci chiediamo le motivazioni per cui questi importanti strumenti non siano presenti in quantità massiccia e diffusa sui nostri territori. Da anni lo andiamo ripetendo che l'Italia affonda nel fango, con morti e danni ingentissimi sui territori devastati dalla speculazione e dall'abusivismo a causa della costante manomissione dell’habitat naturale e dell’insieme delle forme di vita ad opera di un capitalismo rapace e predatore. Per tale motivo ci sorprendono negativamente le parole del Ministro dell'Infrastrutture, Graziano Del Rio, apparse oggi sul quotidiano on line “la Repubblica”. Il ministro dichiara che una abitazione su 6 è a rischio strutturale! Fin qui nulla di strano per un paese che cade a pezzi. Tuttavia fa davvero sorridere, amaramente, le motivazioni scelte per argomentare questa situazione. Il Ministro, rivelando un approccio a dir poco razzista, le definisce “un problema culturale” ascrivibile alle popolazioni del Sud. La soluzione che viene adombrata è quella dell’introduzione di un “libretto del fabbricato”, un documento che certifichi lo stato strutturale delle case e del patrimonio edilizio. Chi debba attuare questi controlli oppure chi debba mettere gli edifici in sicurezza su questo il ministro non dice nulla. Anche, perché, gli enti locali sono, da tempo, sottoposti alla scure dei tagli economici e delle politiche di austerity. Da tempo invece ASIA-USB propone delle soluzioni concrete verso questa vera e propria emergenza sociale. La mobilitazione creatasi in questi mesi in Abruzzo nei territori colpiti dal terremoto è un esempio concreto su come sia possibile mettere in atto una mobilitazione e come sia utile la definizione di una piattaforma programmatica e rivendicativa. Il primo obiettivo è l'immediato stop ai tagli al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Si potrebbe infatti demandare ai vigili del fuoco i compiti di monitoraggio e messa in sicurezza dei territorio. Il corpo detiene il più grande raggruppamento di ingegneri che dispongono di tutte le competenze necessarie per svolgere questo compito. Da tempo i governi nazionali attuano tagli ai Vigili del Fuco che sono costretti ad operare senza uomini e mezzi, costringendoli, all’indomani delle varie emergenze, all'unico compito di deportare i cittadini fuori dai luoghi colpiti dai disastri. A ciò si aggiunge la scomparsa del Corpo Forestale dello Stato, effetto della Legge Madia, i cui mezzi (tra cui gli elicotteri) per il 90% sono andati ai Carabinieri, mentre il restante 10% sono stati divisi tra Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco. Il secondo obiettivo è fermare la logica affaristica e speculativa delle grandi opere. Questi interventi sono un enorme costo per le finanze pubbliche e dall'altro mettono a rischio il territorio. Chiediamo, quindi, che le enormi somme spese per le grandi opere inutili (TAV, MOSE e TAP solo per citarne alcune), ed anche quelle delle crescenti spese militari, vengano usate per attuare un grande piano di messa in sicurezza del territorio nazionale. Un piano che potrebbe rilanciare i servizi pubblici, ripristinare le infrastrutture primarie (strade, ponti, ripristino idro/geologico) e creare migliaia di posti di lavoro veramente “socialmente utili”. I soldi da un lato, come ribadiamo da tempo, vanno recuperati dalle spese inutili e dal taglio delle spese militari; dall'altro esistono i miliardi dei Fondi Europei destinati a questi obiettivi che per la miopia del governo nazionale e delle regioni, soprattutto quelle meridionali e campane, non vengono utilizzati per tali finalità sociali e fondamentali. La terza è l'immediata pretesa di risposta dalle istituzioni locali e regionali sulle possibili emergenze a Napoli ed in Campania. Oltre ai pochi raccomandabili “Piani di Emergenza Vesuvio” redatte dalla Regione Campania, il centro storico di Napoli, cosi come le altre aree interessate da fenomeni di attività vulcanica e di bradisismo, sono soggette di essere i probabili protagonisti di futuri disastri. Infine chiediamo verità e giustizia per queste ultimi morti di Torre Annunziata. Cosi come i responsabili dei disastri ambientali paghino l'inquinamento da loro prodotto, anche i costruttori dei palazzi di cartone paghino per le loro nefandezze. A fronte dell'indifferenza di chi ci governa nei confronti della popolazione e del territorio che essa abita, a fronte dell'assenza di un piano di tutela ambientale, preservazione del suolo e messa in sicurezza dell’assetto idrogeologico, a fronte dei livelli drammatici di disoccupazione che subiamo sulla nostra pelle, chiediamo il rispetto del diritto alla vita nei nostri territori. ASIA-USB NAPOLI

TERAMO, SFOLLATI: UN INCONTRO PUBBLICO IN VIA LONGO PER DIRE CHE “LA CASA E’ UN DIRITTO”

Teramo -

Il Centro Politico Sandro Santacroce, insieme all’USB e l’Assemblea Lotta per la Casa, esprime la propria indignazione e preoccupazione dinanzi ai ritardi riguardanti l’erogazione del contributi per l’autonoma sistemazione. Sono mesi che cavilli burocratici e mancanza cronica di personale negli uffici tecnici provocano contenziosi tra gli sfollati egli affittuari e tutto ci ha del grottesco. Si stanno spendendo milioni di euro pubblici per garantire ai nostri 4000 concittadini rimasti senza un tetto di avere un posto dove dormire, ma ad oggi ancora non vi è uno straccio di progetto programmatico per la ricostruzione. Se questo è il modo di fare dei nostri amministratori noi non possiamo far altro che mobilitarci per impedire tale scempio. Nella data di martedì 4 luglio alle ore 18:30 organizzeremo un incontro pubblico per far partire dal basso una mobilitazione popolare al fine di accelerare i tempi di pagamento dei suddetti contributi e per rendere partecipi ogni singolo sfollato al progetto di ricostruzione del proprio stabile. Abbiamo deciso di organizzare la suddetta iniziativa in via Longo così da inserire nella discussione anche la spinosa decisione della mobilità volontaria proposta dal comune agli inquilini di questo quartiere. Il nostro impegno è a 360 gradi sulla vertenza casa nel suo complesso, chiediamo a tutte le persone, che come noi non vogliono arrendersi, di partecipare e lottare. LA CASA E’ UN DIRITTO!

Firenze: da città dell’accoglienza a città del profitto e della speculazione !

Roma -

Firenze: sono centinaia le famiglie che vivono emergenza abitativa a cui il Comune non sa dare risposte e alternative, divisioni di nuclei familiari, quando ci sono figli maggiorenni le strutture emergenziali sono restie ad accoglierli. Il modo in cui l’amministrazione gestisce l’emergenza abitativa è disastrosa: sembra più impegnata a cercare di vendere case ERP a privati che a dare soluzioni a chi si trova in situazioni di difficoltà. E questo è un dato di fatto con cui ASIA si è già più volte scontrata. Emblematica la vicenda delle case del centro storico, come Via dei Pepi, dove l’amministrazione tenta di arrampicarsi sugli specchi per trasferire i vecchi inquilini e vendere in blocco a privati! Ma il peggio si doveva ancora vedere: da qualche tempo ASIA Firenze segue una famiglia composta da sette persone, di cui 5 minori, sotto sfratto e con gravi problemi economici. Il Comune non ha riconosciuto la morosità incolpevole perché, proprio per problemi economici, il capofamiglia non ha potuto chiudere la partita IVA. L’unica soluzione proposta dal Comune è quella di affidarli ad un’associazione che si farebbe carico del viaggio per farli rientrare nel paese d’origine, a patto che lascino i loro documenti in consegna e non rientrino più in Italia. Si tratta di una famiglia che risiede da circa vent’anni in Italia, vent’anni di contributi versati e figli nati e cresciuti qui, che frequentano la scuola ed hanno la propria vita qui: bambini italiani, se fosse passata la legge sullo Ius Soli. Ci scontriamo con la ‘Tolleranza zero’ figlia del neonato Decreto Minniti-Orlando. Le soluzioni proposte a casi di criticità sono la repressione e la restrizione della libertà di chiunque mini il ‘decoro urbano’. È una vergogna essere poveri e se si è poveri e stranieri allora la soluzione è semplice: si rispedisce tutta la famiglia nel paese d’origine con l’ingiunzione di non tornare più. Inoltre la linea che passa dai servizi sociali è quella di inquadrare l’assistenza sociale come questione tecnica da non trattare con sindacati e associazioni. Anche relegare questioni sociali e umanitarie tra i tecnicismi amministrativi rientra nella linea del Decreto Minniti-Orlando (lo stesso succede, infatti, con il nuovo iter giudiziario proposto per le richieste di asilo politico). ASIA e USB denunciano questo modo di operare assolutamente lesivo dei diritti umani e non permetteranno che una simile prepotenza sia annoverata tra le soluzioni per l’emergenza abitativa: metteremo in campo tutti gli strumenti per stare a fianco di chi rivendica diritti e dignità! Ancora una volta dobbiamo riscontrare che Firenze da luogo di solidarietà cambia rotta e diventa la capofila nella sperimentazione di tutte le restrizioni della libertà che questo governo propina! Firenze 6 Luglio 2017 Associazione Inquilini e Abitanti - USB - Firenze 50144 Firenze - Via Galliano 107 Tel. 0553200764 Fax 0559334408 firenze.asia@usb.it

PDZ CASTELVERDE FINALMENTE IL CONSIGLIO DI ROMA CAPITALE APPROVA LA REVOCA DELLE CONCESSIONI!

Roma -

PDZ CASTELVERDE IL CONSIGLIO DI ROMA CAPITALE APPROVA LA REVOCA: FINISCE L'INCUBO PER DECINE DI FAMIGLIE. ARIA DI FESTA AL PRESIDIO DI QUESTA MATTINA. LA REVOCA DELLE CONCESSIONI RICONOSCE FINALMENTE LE GIUSTE ASPETTATIVE DELLE FAMIGLIE VITTIME DI UNA TRUFFA. E' COMUNQUE ARRIVATO L'U.G. CHE HA RINVIATO LO SFRATTO AL 28 SETTEMBRE, DATA ENTRO LA QUALE CI AUGURIAMO SI ANNULLI DEFINITIVAMENTE LA SENTENZA DI SFRATTO E LA REVOCA DELL'ASTA. CONTINUEREMO INSIEME A TUTTI GLI ALTRI PDZ LA BATTAGLIA PER RIDARE UNA FUNZIONE SOCIALE AL PATRIMONIO DI EDILIZIA AGEVOLATA. ORA ANDREMO AVANTI CON LA LOTTA PER METTERE FINE ALLA TRUFFA DEI PIANI DI ZONA E PER FERMARE GLI SFRATTI. ROMA LIBERA DA CHI SPECULA SULL'EMERGENZA ABITATIVA. UNITI POSSIAMO VINCERE! ASIA-USB URBANISTICA. ROMA, AULA APPROVA REVOCA CONVENZIONE PDZ CASTELVERDE UNANIMITÀ TRA APPLAUSI RESIDENTI, MONTUORI: PROPRIETÀ A LEGITTIMI ACQUIRENTI (DIRE) Roma, 21 giu. - L'Assemblea capitolina ha approvato all'unanimita' con 33 voti favorevoli (oltre a M5S, tra gli altri, anche Pd e Fdi-An) la proposta di delibera numero 39/17 per l'annullamento della deliberazione del Consiglio comunale n. 234 del 19 novembre 1998, avente ad oggetto la 'Modifica ed integrazione della deliberazione del Consiglio comunale n. 189 del 4 agosto 1995 concernente il trasferimento del diritto di superficie dal piano di zona D2 La Mistica 1, gia' concesso in favore delle imprese Demo e Geca usufruenti di un finanziamento ex lege n. 118/85, al piano di zona B4 Castel Verde'. Presenti al momento del voto anche alcuni abitanti e proprietari degli alloggi in questione, che hanno applaudito al momento dell'approvazione. A illustrare il provvedimento all'Aula e' stato l'assessore all'Urbanistica e Lavori pubblici di Roma Capitale, Luca Montuori: "Questa e' una delibera su cui abbiamo lavorato molto e su cui c'erano diversi profili di illegittimita'. A seguito del fallimento della cooperativa che ha realizzato il piano di zona, si e' verificata una situazione che stava portando alla escussione di mutui da parte di Unipol Banca e a un possibile rischio di sfratto per le famiglie". Nel 1998, ha ricapitolato Montuori, "la Costruzione edili europee ha usufruito della concessione di finanziamento pubblico e del diritto di superficie nelle aree del piano di zona B4 Castelverde, ma nonostante fosse destinataria di finanziamento pubblico dentro un piano per l'edilizia agevolata, invece di usufruirne la societa' ha contratto un mutuo ordinario con Unipol che non e' nemmeno tra gli istituti in elenco con cui e' possibile contrarre mutui agevolati, non e' accreditata ne' convenzionata con il ministero delle Infrastrutture".(SEGUE) (Mgn/ Dire) 18:48 21-06-17 URBANISTICA. ROMA, AULA APPROVA REVOCA CONVENZIONE PDZ CASTELVERDE -2- (DIRE) Roma, 21 giu. - A seguito di tale atto, ha sottolineato l'assessore, "si puo' dichiarare che l'intervento edilizio e' stato realizzato senza contributo statale e quindi sono di fatto decaduti i diritti della societa' in quanto e' stato violato il presupposto vincolante che ha dato luogo alla concessione del diritto di superficie: quindi decade ex tunc l'intera convenzione, dal momento che manca il requisito giuridico ovvero la realizzazione dell'intervento tramite il contributo dello Stato. Questo porta al travolgimento di tutti gli atti conseguenti e successivi, compresa l'iscrizione ipotecaria in favore di Unipol". Infine, "dal momento che tali aree sono state espropriate con finalita' di interventi di edilizia economica e popolare- ha concluso Montuori- noi proponiamo con questa delibera di annullamento di ritenere acquisite al patrimonio comunale le porzioni immobiliare, di assegnare il diritto superficie ai legittimi acquirenti previa verifica dei requisiti Erp e di provvedere in seguito a disciplinare la destinazione delle restanti porzioni immobiliari nel rispetto della finalita' pubblica". (Mgn/ Dire) 18:48 21-06-17

ROMA. LA TRUFFA DEI PIANI DI ZONA PRODUCE UN ALTRO SFRATTO A BORGHESIANA

Roma -

LA TRUFFA DEI PIANI DI ZONA PRODUCE UN ALTRO SFRATTO A BORGHESIANA, TARDIVO L’ARRIVO SUL POSTO DELL’ASS. MONTUORI: ORA SI RICHIEDA IL SEQUESTRO DELL’ALLOGGIO! Nonostante la società San Paolo sia sotto inchiesta da parte della magistratura romana per la truffa dei Piani di Zona e il Comune di Roma abbia chiesto da tempo alla Prefettura di fermare gli sfratti, questa mattina la polizia è intervenuta a Borghesiana per sfrattare Ivan uno dei tanti inquilini truffati, ai quali sono stati affittati alloggi sociali ai prezzi di mercato. L'ASIA è intervenuta per bloccare questo ennesimo episodio di ingiustizia, ma lo sfratto è stato comunque eseguito e un’altra famiglia è finita per strada. Basta usare la forza a favore degli speculatori: si poteva evitare questa ennesima ingiustizia ai danni di chi è stato truffato dal diabolico meccanismo dei Piani di Zona, che per volume d'affari e intreccio di relazioni tra imprenditoria malata e politica fa impallidire il processo per Mafia Capitale. Invece la questura di Roma è voluta comunque intervenire per tutelare gli interessi della San Paolo Coop. Un'altra famiglia va per strada, a fronte del tardivo e finora inefficace intervento dell'amministrazione Raggi. Perché il Comune interviene sempre in extremis e non prende il toro per le corna, mettendo fine a questo continuo stillicidio? Cordate di imprenditori e banche hanno fatto breccia anche dentro la nuova giunta? E' un anno che l'Asia USB insieme all’avv. Vincenzo Perticaro denunciano questa situazione, le inchieste della magistratura si sono moltiplicate, la quantità di elementi di prova per fermare questa truffa è cresciuta a dismisura, eppure la Giunta Raggi continua a dimostrarsi timida e inconcludente. Queste sono state lo domande poste all’assessore Montuori, arrivato in mattinata sul posto, insieme alla richiesta di presentazione alla magistratura di un’istanza di sequestro dell’alloggio sottoposto a sfratto. L’intervento del Comune di Roma è fondamentale in Tribunale, intervento che dovrebbe avvenire attraverso l’avvocatura capitolina per impedire le esecuzione ti tali ingiustizie ed attraverso opposizioni finalizzate a tutelare gli inquilini, eppure ad oggi mai si sono presentati nelle aule di Tribunali dove moltissime volte gli inquilini si trovano a difendersi da soli senza l’intervento delle istituzione preposte al controllo tra i quali Comune e Regione. ASIA Roma

RECUPERO URBANO PER IL DIRITTO ALLA CITTÀ E AD ABITARE: 21 GIUGNO INCONTRO A ROMA

Roma -

Appello ad una assemblea pubblica su: Recupero urbano per il diritto alla città e ad abitare Mercoledì 21 giugno 2017, dalle 17:30, ASIA-USB e Comitato Bibulo 13 chiamano nello stabile occupato da 11 anni al Quadraro di Roma da 98 nuclei ad una assemblea pubblica sul tema generale del recupero urbano ossia di un recupero effettivo del patrimonio pubblico recuperando ad esso quello immobiliare inutilizzato, per ripristinare i diritti e superare le emergenze con politiche abitative che invertano la rotta del consumo di suolo e scalfiscano finalmente il primato degli interessi della speculazione. Il tema è strettamente connesso a quello di un Piano straordinario per Roma che pur previsto nella delibera regionale numero 18 del 2014 e tardivamente finanziato in quelle successive di attuazione è rimasto finora lettera morta e sotto la pressione delle lotte di abitanti e inquilini è adesso al centro del confronto tra Comune e Regione. Un Piano straordinario per Roma sarà veramente straordinario se rovescerà la logica speculativa ordinaria che ha generato sin qui le esplosive emergenze abitative della capitale come delle altre realtà metropolitane. Occorrono scelte di fondo ed occorre un quadro normativo complessivo che non incentivi più il consumo di suolo ma promuova una effettiva rigenerazione del tessuto urbano e della qualità della vita nelle città, recuperando il vasto patrimonio immobiliare disponibile a politiche pubbliche che assicurino il diritto primario ad un tetto nel quadro del diritto a vivere degnamente la propria città, con una strategia di sostenibilità sociale ed ambientale. Mercoledì 21 giugno 2017 ore 17.30 Roma INCONTRO PUBBLICO nello Stabile di via Lucio Calpurnio Bibulo 13 Sono invitati: Massimiliano Smeriglio – Vice-Presidente Regione LazioFabio Refrigeri, assessore alle politiche abitative della Regione LazioAndrea Mazzillo, assessore al patrimonio con delega alle politiche abitative del Comune di RomaMonica Lozzi, presidente del Municipio VII di RomaSandro Medici, ex Presidente del Municipio VII di RomaRoberta Lombardi, deputata presentatrice del Ddl sul recupero urbanoAntonello Sotgia, urbanistaFabio Grimaldi, avvocatoAlessandro Luparelli – Cinecittà Bene Comune Introduce: Angelo Fascetti, ASIA-USB Associazione Inquilini e Abitanti – USBComitato Inquilini via Bibulo 13

Firenze: Ciao Lorenzo!

Firenze -

Ciao Lorenzo, Ieri pomeriggio ci ha lasciati Lorenzo Bargellini, il mao, come lo chiamavamo in tanti qui a Firenze. Molti di noi lo conoscevano da decenni, perché era stato sempre un Compagno impegnato dalla parte degli ultimi della fila, ed aveva segnato la scena politica, scuotendo la Firenze bottegaia e palazzinara. Una vita impegnata a tenere alta la voglia di riscatto e di giustizia di chi subiva e subisce costanti ingiustizie. Un dolore immenso per tutti noi la sua precoce scomparsa, e a Lui che non si è mai arreso ed ha portato avanti con coerenza e a testa alta il suo impegno va il nostro pensiero. Caro Lorenzo il vuoto che lasci è immenso, ma continuerai a vivere nelle lotte di ogni giorno. La Federazione USB di Firenze e Asia-USB di Firenze si uniscono al dolore di tutti coloro, parenti, amici e compagni che nella nostra città piangono la scomparsa di Lorenzo. Firenze 5 giugno 2017

CHI METTE FINE ALLA TRUFFA DEI P.D.Z. A ROMA? ASSEMBLEA A ROMA.

Roma -

ASSEMBLEA OGGI MERCOLEDÌ 31 MAGGIO, ORE 18,30 A CASTELVERDE 2 Via Raffaello Liberti, 48/74 Sono ormai anni che l’ AS.I.A./USB sta denunciando lo scandalo dei Piani di Zona, insieme all’avv. Perticaro, a partire dal 2012, ha presentato alla magistratura più di 25 esposti riguardanti altrettanti piani di edilizia pubblica, tra questi quello del P.d.Z. Castelverde. Centinaia e centinaia di milioni di euro stanziati dalla Regione Lazio o dai Ministeri per la realizzazione di piani di edilizia agevolata, finalizzati ad affrontare il problema abitativo nella nostra città e a favorire le fasce più deboli della popolazione, sono finiti invece ad arricchire l’ingordigia di imprese e cooperative che hanno truffatto decine di migliaia di cittadini che si sono visti applicare affitti più alti del mercato o hanno acquistato gli alloggi ai prezzi del mercato privato, alloggi che potranno rivendere al prezzo massimo di cessione stabilito dalla legge (in alcuni casi la metà di quello di mercato). Ad oggi la magistratura ha chiuso una parte dei fascicoli ed ha sequestrato centinaia di alloggi (gli ultimi a Montestallonara). Ma nonostante l’inchiesta abbia certificato l’esistenza della truffa nei confronti dello Stato e dei cittadini le Istituzioni preposte al controllo sul rispetto della legge e alla firma delle Convenzioni stentano a ripristinare lo stato di legalità nella vicenda dei P.d.Z. La Giunta Raggi aveva promesso, con il suo programma elettorale, il ripristino della legalità e l’applicazione delle sanzioni previste dalle norme. A tutt’oggi però registriamo un incomprensibile ritardo nell’affrontare questo tema, si è lasciato campo libero a chi sta continuando senza sosta a perseguire questa truffa, sono stati eseguiti addirittura alcuni sfratti. Solo grazie alle mobilitazioni promosse da ASIA-USB e dai comitati inquilini dei PdZ siamo riusciti , in zona Cesarini, a far revocare le concessioni ai PdZ Castelverde B4 e a Tor Vergata. Ad oggi ancora non viene ratificata la Commissione di Indagine sulle modalità di realizzazione di tutti i P.d.Z.; non si da seguito, anche per l’atteggiamento ostruzionistico dei Dirigenti degli Uffici comunali, ad una analisi delle modalità di realizzazione dei PdZ situazione per situazione. Il nuovo assessore all’Urbanistica è silente, non parla più dello scandalo dei PdZ. Singolare e grave è la totale assenza della Regione Lazio che viene egregiamente rappresentata dalle ultime dichiarazioni dello stesso Zingaretti a Striscia la Notizia di qualche giorno fa: “credo che sia una vicenda del 2010” ci dice, mentre omette di dire che ha ignorato le numerose denunce fatte a suo indirizzo per anni da ASIA e dall’avv. Perticaro. Ignora soprattutto che la truffa sta continuando e che la stessa Regione Lazio si rifiuta di fermarla dimostrando nei fatti una complicità con le coop. e le ditte costruttrici dei piani di zona. Per discutere della situazione del piano di zona Castelverde e per decidere le iniziative da prendere insieme agli altri cittadini coinvolti nella vicenda dell’edilizia agevolata ASSEMBLEA MERCOLEDÌ 31 MAGGIO, ORE 18,30 Via Raffaello Liberti48/74