ROMA, SAN BASILIO, SFRATTATA CLAUDIA GIOVANE MADRE PRECARIA. ASIA-USB IL 13 GIUGNO CHIAMA ALLA MOBILITAZIONE!

Roma -

SanBasilio SFRATTATA CLAUDIA, MADRE PRECARIA CON 600 EURO AL MESE, LA GIUNTA RAGGI METTE IN PRATICA LE LINEE DEL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO DI CONTE (M5S E LEGA) SULLA CASA. Questa mattina alle ore 7,30, senza preavviso, mentre il figlio piccolo dormiva, polizia, vigili urbani, funzionari dell'Ater, ecc., hanno iniziato a sfondare la porta dove abitava Claudia, in un 'alloggio rifugio' occupato perchè libero da molto tempo, visto che il suo stato di precarietà non gli permette di affittare un alloggio nel mercato privato. Solo sgomberi e niente politica pubblica per la casa. Ecco un assaggio del "contratto di governo per il cambiamento"! Guerra ai poveri e non alla povertà: questo traspare dal programma del futuro governo in linea con quello che sta attuando la Giunta capitolina. Lo stato di abbandono delle periferie è un tema sbandierato solo in campagna elettorale per ottenere i voti dei cittadini stanchi di questa situazione. Presi i voti puntualmente questo tema non fa parte delle azioni di chi si propone al governo. E' ora di dire basta, riparte dalle periferie la lotta contro le ingiustizie, le disuguaglianze, la povertà, la politica degli sfratti e degli sgomberi. Il 13 giugno, dalle ore 14.00, l'ASIA-USB chiama gli abitanti dei quartieri popolari a partecipare in massa alla MANIFESTAZIONE SOTTO IL PARLAMENTO, in Piazza Montecitorio, PER: • Un milione di alloggi popolari in dieci anni • Risanamento del patrimonio pubblico esistente • Stop al Piano casa Renzi-Lupi, all'articolo 5 e alle privatizzazioni • Stop a sfratti e sgomberi per chi ha i requisiti per l'edilizia pubblica e per chi non può pagare • Equo canone sugli affitti e abolizione della legge 431 per gli alloggi non di lusso • La fine della truffa sull’edilizia agevolata e della speculazione sulle case degli Enti previdenziali. ASIA-USB

POZZUOLI (NA) TERMINATO LO SGOMBERO DI 40 FAMIGLIE LASCIATE SENZA UNA SOLUZIONE DIGNITOSA.

Napoli -

IL NOSTRO PAESE NEGA IL DIRITTO ALLA CASA! Martedì 15 Maggio 40 famiglie sono state sgomberate dalle loro abitazioni in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Pozzuoli, a causa della presenza di amianto. Ad oggi queste famiglie non hanno ancora una sistemazione, e dormono in una palestra in attesa di conoscere il loro futuro. Abbiamo raccolto le loro storie per diffondere la verità sulle condizioni delle persone che abitavano nel campo container, alla luce della forte disinformazione creata attorno a questo tema. Ringraziamo gli abitanti che hanno voluto lasciare la loro testimonianza. La casa è un diritto per tutti e tutte! VEDI IL VIDEO:https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=252540878649451&id=124303911473149

CONTRATTO PER IL GOVERNO DI CAMBIAMENTO: SENZA POLITICA DELLA CASA E CON SOLO SGOMBERI

Roma -

Nel Programma di governo del M5S e LEGA non esistono le parole CASA, EMERGENZA ABITATIVA, PIANI DI ZONA, ENTI PREVIDENZIALI, POLITICA DELLA CASA. Si richiede invece la velocizzazione degli sgomberi degli occupanti abusivi, questo paragrafo è addirittura inserito nel CAPITOLO '23 SICUREZZA, LEGALITÀ E FORZE DELL’ORDINE', insieme al GIOCO D'AZZARDO e al CONTRASTO AL BULLISMO. Non si parla invece di RIPRISTINO DELLA LEGALITÀ per la truffa dei piani di zona. Non si dice che le occupazioni abusive sono la conseguenza della mancanza decennale di una politica pubblica per l'abitare e che quindi questo governo vuole proseguire nella direzione di favorire solo l’iniziativa privata! ASIA-USB INVITA TUTTI A MANIFESTARE IL 13 GIUGNO, DALLE ORE 14.00, A PIAZZA MONTECITORIO, SOTTO IL PARLAMENTO: PER UNA POLITICA PUBBLICA CHE GARANTISCA IL DIRITTO ALL'ABITARE, PER UN PIANO NAZIONALE DI UN MILIONE DI CASE POPOLARI, PER FERMARE SFRATTI E SGOMBERI, PER RIPARTIRE DALLE PERIFERIE ABBANDONATE AL DEGRADO, PER CONTRASTARE LA POVERTA' E LE CRESCENTI DISUGUAGLIANZE SOCIALI, PER IL REDDITO SUBITO.PERCHE' VENGANO RISPETTATE LE PROMESSE ELETTORALI!

SGOMBERO A POZZUOLI (NA): L'EMERGENZA CASA SI RISOLVE CON L'USO DELLA POLIZIA. PROTEGGONO LE FAMIGLIE DALL'AMIANTO SBATTENDOLE IN STRADA!

Napoli -

Dopo mesi di trattative e incontri, al rione Toiano (Pozzuoli), vincono la violenza e la paura. Sgomberate 5 delle famiglie del campo container di via Carlo Alberto dalla Chiesa, intanto movimenti e sindacati di base domani saranno in piazza. Stamattina, sotto ordine del sindaco Figliolia e della Prefettura di Napoli, è stato disposto l’inizio dello sgomberodegli abitanti di via Carlo Alberto Dalla Chiesa. Le famiglie del campo vivono nei container da più di 30 anni. Lo scorso 30 gennaio fu disposto lo sgombero sotto ordine della Procura, a causa della presenza di amianto. Sin dall’arrivo della carta di sgombero, le famiglie hanno richiesto una ricollocazione prima di abbandonare le loro case. Dal 1990 gli abitanti avevano largamente denunciato la presenza di amianto nelle loro abitazioni, ma le loro richieste non sono state ascoltate dalle istituzioni. In questi mesi gli abitanti si sono mossi presso tutte le istituzioni competenti per concertare di comune accordo una soluzione allo sgombero. L’unica soluzione pervenuta è stata quella del contributo economico, disposto da una delibera proposta dal sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia. Le famiglie di Toiano hanno sempre rigettato questo proposta. In primis poiché tale contributo non riuscirebbe a coprire il prezzo delle richieste di affitto attuali e, in secondo luogo, perché in assenza di un reddito fisso e di una busta paga è oramai impossibile fittare una abitazione. Dopo mesi di trattative e la richiesta di un tavolo inter-istituzionale, effettuata anche da parte del sindaco, senza alcuna risposta né motivazione questa mattina si è proceduto allo sgombero. Per tutta la notte le famiglie hanno presidiato, senza dormire, la zona del campo dopo le numerose minacce ricevute negli scorsi giorni dagli agenti della polizia locale. Stamane, martedì 15 maggio, intorno alle 8:30, centinaia di poliziotti in assetto antisommossa e decine di blindati hanno cominciato le operazioni di sgombero. Le famiglie, composte anche da tantissimi tra donne, bambini e anziani, si sono sedute in strada per difendere il proprio tetto e manifestare il proprio dissenso, per poi essere violentemente caricate e spostate con brutalità dalle forze di polizia. Al momento sono stati sfrattati 5 nuclei familiari. Si tratta di «aventi diritto» che abitano nel campo dal 1986. Gli ingressi delle abitazioni sono stati distrutti e murati, mentre gli effetti personali sono stati portati fuori. Gli abitanti delle case sono stati tradotti in una palestra, allestita con brandine, a Monterusciello. Gli agenti presenti hanno intimato a coloro che sono rimasti di abbandonare al più presto le loro abitazioni, continuando a non presentare soluzioni alternative. Le proposte fatte dagli abitanti in questi mesi sono state eluse e non prese in considerazione alcuna da nessuno. Gli abitanti sono terrorizzati e molti di loro, come documentato in numerose riprese e fotografie e dalla presenza di tre ambulanze e relativo personale, hanno accusato malori e svenimenti, anche a causa delle insistenti provocazioni fatte dalle forze dell’ordine. Forze dell’ordine che, in molti casi, hanno impedito a parenti di raggiungere gli abitanti per prestare soccorso, aiutare gli anziani e i bambini, cercare di confortarli. Il sindaco Vincenzo Figliolia è il diretto responsabile di questa mattinata di violenza e scempio. Nonostante le mobilitazioni e le proposte fatte, si è deciso di aggravare considerevolmente l’emergenza e l’unica risposta pervenuta è stata esclusivamente con l’uso della forza. Domani movimenti sociali e asia usb hanno indetto una manifestazione , con partenza alle ore 8.00 dal campo di via Alberto dalla Chiesa, destinazione finale la sede del comune di Pozzuoli

BOLOGNA CASE POPOLARI: LA DOMANDA È FALSATA E LA RISPOSTA INSUFFICIENTE

Bologna -

Comunicato ASIA-USB Più di 4000 famiglie aventi diritto rimangono senza alloggio pubblico, mentre le case ACER sfitte sono migliaia. Intanto, la Regione Emilia-Romagna ha approvato una delibera regionale che, attraverso l'abbassamento del tetto ISEE per la permanenza in casa popolare produrrà centinaia di sfratti (quasi 700 i procedimenti già avviati a Bologna), di fronte ai quali la promessa di 200 nuovi alloggi è ben poca cosa Come quasi ogni anno, la giunta comunale periodicamente si "ricorda" dell'emergenza casa in corso a Bologna e dichiara inconsistenti promesse che, tuttavia, anche se fossero realizzate non sarebbero minimamente sufficienti a soddisfare la necessità pressante. Le famiglie in graduatoria che non ottengono la casa sono già un numero enorme, a cui andrebbero aggiunti tutti coloro che, soprattutto a causa della delibera regionale 894 del 2016, non possono fare la domanda. Nello stesso tempo in città le case sfitte, spesso interi palazzi che vanno in rovina col tempo, sono migliaia: quasi 2000 le case popolari vuote, innumerevoli gli alloggi o strutture private (comprese ex scuole, fabbriche, cliniche e caserme). Dunque, costruire e cementificare ulteriormente non serve, quello che vogliamo è un'operazione massiccia di riqualificazione dello sfitto, che garantisca impiego pubblico a tanti disoccupati o lavoratori saltuari con competenze in ambito edilizio, finalizzato a un piano di assegnazione straordinaria da migliaia di alloggi, non poche centinaia. Questo richiede di certo un investimento importante, ma è assolutamente prioritario per i biosogni della cittadinanza rispetto a opere come il People Mover o FICO. Inoltre, la promessa di 200 alloggi in più cozza con le centinaia di sfratti per decadenza che saranno ordinati come effetto della delibera 894, che abbassa il tetto di ISEE annuo entro il quale il nucleo assegnatario deve rimanere per mantenere l'assegnazione, da 34.000 a 24.016€, oltre a introdurre un aumento generale dei canoni. Tale delibera andrebbe cancellata e riveduta dal primo all'ultimo punto, in quanto mirata a ridurre e snaturare il patrimonio abitativo pubblico. Infine, riguardo al caso specifico dell'ex clinica Beretta, quando fu occupata era per un solo motivo, che era appunto richiedere di ampliare il patrimonio ERP, di poter pagare un canone giusto per un giusto alloggio, per i molti, troppi che ne hanno bisogno e non ne otengono l'assegnazione. E' triste che si parli di farne degli alloggi ora che è nuovamente un rudere abbandonato, invece di prendere in esame allora le richieste legittime della nostra Organizzazione Sindacale. Asia-Usb Bologna

BOLOGNA: 14 CONDANNE A ISCRITTI E DELEGATI SINDACALI DI ASIA-USB PER AVER DIFESO IL DIRITTO ALLA CASA

Bologna -

Riteniamo profondamente ingiuste le sentenze che ieri il Tribunale di Bologna ha emesso nei confronti dei nostri delegati e iscritti: persone completamente private di una casa, condannate per aver rivendicato in maniera organizzata che l’ex-clinica Beretta in via XXI aprile, inutilizzata da quasi 10 anni, fosse utilizzata come alloggio a canone popolare da assegnare a quelle stesse famiglie, che ci avevano vissuto per quasi un anno rendendolo di nuovo un posto abitabile e vero punto d’incontro nel quartiere. La pena è di un mese di detenzione più 200€ di multa, oltre al risarcimento di 5000€ all’Ausl, proprietario costituitosi parte civile. Le riteniamo ingiuste e inaccettabili perché la sola giustizia sociale possibile è quella che si basa sull’equità dei diritti sociali. Per molte famiglie e persone che vivono in condizione di estrema povertà risulta impossibile accedere all’assegnazione di case Acer - o addirittura entrare in graduatoria, come prevedeva i regolamento Acer negli anni in cui avvenivano i fatti  per chi avesse un ISEE pari a 0,00€ - e la situazione è solo peggiorata in anni recente. Le richieste di alloggio popolare, da parte di nuclei aventi diritto, a cui non segue una risposta positiva sono ogni anno migliaia (circa 4000 quest’anno), e gli sfratti per morosità sono in continuo aumento; allo stesso tempo le case Acer sfitte nella provincia di Bologna sono quasi 2000, mentre innumerevoli quelle di proprietà private, grandi enti o singoli. Il Sindaco di Bologna sembra ricordarsi di questo fatto un giorno all’anno, pubblicando sui giornali promesse di realizzare qualche centinaio di alloggi in un numero indeterminato di anni. L’ultima volta è stato pochi giorni fa, quando sulle pagine del Corriere appariva l’annuncio della cessione dell’ex-clinica dall’Ausl al Comune – in cambio di due piccoli ambulatori come permuta – allo scopo di realizzare alloggi ERP. Peccato che questo venga fatto oggi, quando lo stabile è di nuovo un rudere disabitato, mentre chi aveva avuto il coraggio di richiedere la stessa cosa nel 2011, organizzandosi come proprio diritto in maniera sindacale, viene condannato per aver tentato di difendere uno dei diritti basilari: il diritto all’abitare. Asia-USB Bologna, 08/05/18

ROMA, P.D.Z. CASTELVERDE, IL TAR DEL LAZIO RIGETTA IL RICORSO DELLA BANCA. VINCONO ANCORA GLI INQUILINI!

Roma -

ROMA, PIANO DI ZONA DI CASTELVERDE, IL TAR DEL LAZIO RIGETTA IL RICORSO DI UNIPOL E CONFERMA: LA REVOCA DELLE CONVENZIONE E’ CORRETTA LE BANCHE DEVONO FARE SOLO MUTUI AGEVOLATI. Sono anni che Asia-Usb e l’avv. Vincenzo Perticaro al fianco degli inquilini dei piani di zona chiedevano l’applicazione della legge e il rispetto delle convenzioni, oggi, arriva un primo ed importante tassello con la sentenza del TAR che riconosce che la revoca della concessione nel piano di zona di Castelverde è un atto corretto e dovuto. Gli inquilini si erano costituiti con l’avv. Perticaro per chiedere il rigetto del ricorso che impugnava la revoca della convenzione. Dalla sentenza del Tar del Lazio emergono importanti profili per l’edilizia agevolata. Il primo profilo riguarda la circostanza che, nel caso di fallimento delle società che costruiscono edilizia agevolata, il Comune è obbligato alla revoca della convenzione e che il termine “potrà”, inserito nell’art. 14 del disciplinare, non rappresenta una facoltà ma un atto dovuto e vincolato per l’amministrazione non avendo la stessa potere discrezionale in casi simili. Altro elemento importante riguarda il mutuo delle banche in edilizia agevolata. Il TAR afferma che in caso di finanziamento pubblico per edilizia ERP non può essere stipulato dalla banca un mutuo fondiario ma un mutuo agevolato previsto dalla legge solo per quelle banche che sono accreditate e convenzionate con il Ministero delle Infrastrutture. ORA, PERSO L'ENNESIMO RICORSO AL TAR DA IMPRESE E COOP CHE HANNO TRUFFATO DECINE DI MIGLIAIA DI CITTADINI ROMANI E NON, NON ESISTE PIU' ALCUN ALIBI PER L'AMMINISTRAZIONE CAPITOLINA E QUELLA DELLA REGIONE LAZIO PER CONTINUARE A NON APPLICARE LA LEGGE SULL'EDILIZIA AGEVOLATA. L'ASIA-USB VA AVANTI, INSIEME AI COMITATI DEI PIANI DI ZONA, NELLA BATTAGLIA PER RIVENDICARE IL RUOLO PUBBLICO DI QUESTO IMPORTANTE PATRIMONIO ABITATIVO LASCIATO GESTIRE A IMPRESE PRIVATE E COOP CHE SI SONO APPROPRIATE ILLEGALMENTE DEL DENARO PUBBLICO DESTINATO ALL'EMERGENZA ABITATIVA. BISOGNA DARE CERTEZZE E TRANQUILLITA' AI CITTADINI COLPITI DA QUESTA GRANDE TRUFFA! ASIA-USB

DALLE PERIFERIE RIPARTE LA LOTTA ALLE DISUGUAGLIANZE. IL 13 GIUGNO TUTTI SOTTO IL PARLAMENTO. (APPUNTAMENTO RINVIATO AL 16)

Napoli -

L’assemblea di Napoli del 29 aprile che si è tenuta all’Asilo Filangieri ha concordato la costruzione di un percorso di lotta alle disuguaglianze sociali, articolato su vari terreni e su scala sia nazionale che regionale. L’assemblea lancia un Appello ai movimenti sociali e alle realtà organizzate per promuovere assieme una manifestazione a Roma davanti al Parlamento il prossimo 13 giugno per rivendicare una redistribuzione delle ricchezze e l’avvio di una politica di contrasto alle disuguaglianze sociali. In particolare, mentre le forze politiche sono impegnate nella discussione sulla formazione del nuovo governo, i vincoli delle politiche europee continuano a produrre uno spostamento di ricchezza verso le imprese ed il sistema finanziario piuttosto che verso i settori sociali in difficoltà. I temi della casa, del reddito e del salario minimo, più volte richiamati nella fase elettorale, devono tradursi in provvedimenti concreti, così come la salvaguardia dell’ambiente e la tutela di tutti i territori e le popolazioni colpiti dalle catastrofi naturali. La crescita delle disuguaglianze sociali si avverte con maggiore sofferenza tra quei soggetti che soffrono una condizione di strutturale discriminazione, dalle donne ai giovani ai migranti fino alle nuove figure del lavoro decontrattualizzato o a partita IVA finta e/o senza tutele. C’è una condizione di difficoltà che si respira nel paese che non può aspettare e che è molto più urgente della discussione attorno ad una nuova legge elettorale. La manifestazione che proponiamo vuole sollecitare l’apertura di tavoli negoziali con le forze politiche presenti in Parlamento e la definizione di una “Agenda Sociale” che vincoli l’azione del nuovo governo. Lavoratori a basso reddito e precari, autonomi o dipendenti, disoccupati, pensionati al minimo, abitanti dei quartieri popolari, studenti schiacciati dall’alternanza scuola-lavoro, migranti sotto ricatto della relazione tra contratto e permesso di soggiorno, insomma tutta la grande periferia sociale e geografica del paese riprende la parola e reclama di essere ascoltata. Federazione del Sociale Unione Sindacale di Base REPORT dell’incontro di Napoli – 29 aprile 2018 DIRITTO ALLA CASA E AL REDDITO: RIPARTE DALLE PERIFERIE PER IL REDDITO E LA CASA. E' stata ricca e partecipata l'assemblea di Napoli svoltasi all'ex Asilo promossa dalla Federazione del Sociale USB con il titolo: Diritto alla casa e al reddito: riparte dalle periferie per il reddito e la casa. L’incontro del 29/4 è stato in connessione programmatica con l’incontro del giorno prima, svoltosi sempre a Napoli, dalla “Coalizione diritti senza frontiere” con la quale esiste una comune pratica di lavoro unitario e di condivisione politica. Riportare minuziosamente le sfumature e la ricchezza di dati e di intuizioni progettuali di tutti gli interventi è impossibile per cui daremo dei flash delle comunicazioni portate all’Assemblea scusandoci di eventuali imperfezioni e di qualche eventuale semplificazione/banalizzazione degli interventi effettuati. Ridare importanza alle mobilitazioni come strumento per ottenere diritti. I risultati delle ultime elezioni ci consegnano un paese spaccato ma anche una volontà di cambiamento e di rottura che si è espressa attraverso la scelta elettorale. Rimettere al centro del dibattito i temi delle periferie, in particolare quello della casa e del reddito è la condizione per spingere in avanti le nostre piattaforme e gli obiettivi per i quali, da anni, ci mobilitiamo nei quartieri delle aree metropolitane e nelle molteplici forme con cui si articola la moderna precarietà e flessibilità del lavoro. Più volte è stato posto l’accento sulla necessità di un approccio alle lotte sociali che non sia settoriale o “localista”, ma che riesca a creare ambiti di mobilitazione e organizzazione capaci di cogliere il complesso intreccio dei meccanismi di sfruttamento che oggi colpiscono fasce sempre più larghe della popolazione, e produrre battaglie e vertenze che sappiano tradurre questa complessità in elementi di rivendicazione concreti, unificanti e capaci di incidere, di produrre “vittorie” che certamente aiutano ad aggregare. La relazione del capo di polizia contenuta nel lavoro della Commissione Parlamentare sulle periferie (“geografiche e sociali”) cita tutte le periferie “pericolose” del paese. In molte di queste c'è la presenza delle nostre organizzazioni sociali le quali, tra mille difficoltà, provano a mettere in campo iniziative di lotta insieme a strumenti di indipendenza materiale e di ricomposizione di un blocco sociale disperso e frammentato dal corso della crisi. Bisogna iniziare un percorso di costruzione, di unità e di intreccio tra quanti sono impegnati in questi ambiti sociali. A questo fine l’Assemblea ha lanciato un appello (che alleghiamo) di convocazione di una mobilitazione nazionale, il 13 giugno a Roma, davanti al Parlamento, che faccia sentire l’urgenza della questione sociale e la necessità di varare provvedimenti e misure in grado di contrastare seriamente la precarietà, la povertà e la crescente emarginazione, restituendo voce e protagonismo a chi vive queste condizioni. A questo appuntamento si potrebbe arrivare “lanciandolo” con iniziative locali, il più coordinate possibile per data e modalità, che abbiamo come obiettivo i centri per l’impiego e come oggetto la critica al nuovo sistema di lavoro povero, contrapponendovi la rivendicazione di un Reddito Minimo Garantito, che parta dalla proposta di reddito avanzata in campagna elettorale dal M5S e che ha ottenuto un largo consenso. Di seguito i temi principali di rivendicazione, argomentati in maniera sintetica: Lotta per il diritto all’abitare: la struttura nazionale di Asia-USB ha recentemente reso pubblica una piattaforma nazionale che ruota intorno all’ampliamento dell’Edilizia Residenziale Pubblica tramite realizzazione di 1 milione di case popolari mediante l’utilizzo di fondi pubblici. La difesa e l’ampliamento del patrimonio pubblico, di conseguenza la lotta alla svendita, è stato un elemento citato in più interventi, considerando anche che l’opera di realizzazione, e di ripristino dell’esistente, offre anche un piano di rivendicazione di lavoro per molti disoccupati. Rimangono centrali, poi, l’abolizione del Piano Casa la necessità di un blocco degli sfratti e sanatoria degli alloggi occupati. Reddito: Il lavoro non permette più l'autodeterminazione delle persone. La precarietà da un lato ha colpito ampie fasce di giovani, sempre più soggetti ai nuovi meccanismi di lavoro povero e gratuito, e dall'altro ampie fasce di lavoratori anziani, soggetti a bassi salari, alla costante deregolamentazione del lavoro e dei diritti fino allo strumento del licenziamento. La battaglia per il Reddito – specie se coniugata assieme all’intera gamma di obiettivi che salvaguardano il sistema del welfare, la dignità di salari e stipendi - permette di rompere la catena della precarietà e del ricatto permanente sul mondo del lavoro nella sua più ampia configurazione. Collegare alla battaglia per il welfare (redistribuzione diretta/indiretta) con quella della rottura del Pareggio di Bilancio e del vincolo del Fiscal Compact può aiutarci ad allargare la mobilitazione e la generalizzazione delle lotte e vertenze. Saper rivendicare da un lato il rispetto delle promesse elettorali di un partito che ha fondato la propria fortuna su questo elemento, dall’altro l’innalzamento della proposta anche rispetto a quella dei 5stelle, legata a vincoli e condizioni limitanti. Se questi sono i due elementi principali di vertenza, molti sono i temi, affatto secondari, che ad essi si legano e si affiancano: Disastri ambientali/tutela del territorio: particolarmente significativa in questo senso la presenza e l’intervento dei compagni delle BSA, impegnati quotidianamente nei territori colpiti da calamità e spesso al fianco di organizzazioni di lotta sociale, tra cui USB: l’atteggiamento non dev’essere assistenzialista ma di solidarietà e mutuo soccorso, rivendicando diritti e federando le lotte su un piano organizzato e non esclusivamente locale. La riqualificazione dei territori colpiti da disastri si presta anch’essa a rivendicare lavoro. A questo tema si affianca quello delle periferie del nostro paese, attraversate da progetti di sviluppo, come le grandi opere inutili, finalizzati unicamente ad estrarre profitto e che stanno producendo un processo di impoverimento e desertificazione. Nuovo “lavoro povero” e impoverimento delle categorie tradizionali: Quello del lavoro, sempre più precario e contraddistinto da tutele e salari insufficienti, è stato un tema che trasversalmente ha attraversato diversi interventi, emergendo in maniera esplicita nel contributo della M.G.A. (Mobilitazione Generale Avvocati) che ha segnalato lo sfruttamento e l'impoverimento delle categorie professionali le quali sono anch’esse colpite dalla crisi. Dare importanza anche ai lavoratori autonomi e falsi autonomi è una condizione indispensabile per investire tutta la molteplicità dei rapporti di lavoro che oggi sono sempre meno contrattualizzati e garantiti da “tutele universali”. Ambito internazionale: Dalla lotta al Fiscal Compact a quella contro il debito delle città è stata rappresentata più volte la dimensione internazionale delle contraddizioni e degli attacchi ai diritti di base con cui ci confrontiamo. Da qui la volontà di valorizzare rapporti internazionali, che possono avere anche funzione di moltiplicatore della nostra capacità di mobilitazione: dalla Coalizione Europea per il diritto alla casa, all’internità di USB alla Federazione Sindacale Mondiale, passando per l’appello delle città spagnole contro il debito del 12 maggio. Sistema previdenziale/pensionistico: l’importanza numerica e politica di un settore sociale che resta fondamentale per un auspicabile processo di ricomposizione politica del blocco sociale. Del resto i “vincitori” delle scorse elezioni politiche hanno, nella campagna elettorale, alimentato aspettative circa la possibilità di abrogare la famigerata Legge Fornero. In realtà, da come si evince dal dibattito politico istituzionale e dalle “raccomandazioni” dell’Unione Europea, si prospetta un ulteriore allungamento della soglia di età per accedere alla pensione con effetti disastrosi sul mondo del lavoro ed, ancora di più, sulle giovani generazioni. Alternanza Scuola-Lavoro: L’intervento della campagna BastaAlternanza ha espresso appoggio al percorso di mobilitazione e la necessità di aggredire questo tema che, oltre a essere un mezzo particolarmente brutale di sfruttamento anche perché obbligato, è alla base dell’ideologia che vuole le nuove generazioni sempre più soggiogate all’idea di un lavoro basato sul sacrificio, non sui diritti. Esistono poi altre due temi su cui l’attenzione si è più volte soffermata, ovvero due “categorie” che subiscono spesso un doppio grado di sfruttamento, dentro e fuori l’eventuale posto di lavoro, dovuto ad alcune specifiche condizioni: Una compagna della rete Non una di meno ha ribadito l'importanza delle questioni di genere e la “particolarità” della donna sfruttata sul lavoro anche come prosecuzione materiale del percorso, politico/pratico cominciato con lo sciopero dell'8 marzo. Infine, ma sicuramente uno dei temi più evocati, c’è la necessità di rafforzare le connessioni con i percorsi di lotta dei compagni migranti, sia per quanto riguarda gli ambiti del riconoscimento dei documenti e del sistema di accoglienza, in cui le cooperative lucrano su fondi pubblici rendendo un servizio decisamente non dignitoso e che incrementa il sentimento razzista di massa, sia per quanto riguarda l’internità alle lotte sociali, i cui obiettivi spesso sono i medesimi per chi è arrivato in Italia da un paese extracomunitario: condizioni di vita degne, casa, reddito e lavoro tutelato. In questo campo, oltre alla già citata vicinanza programmatica con il percorso della Coalizione diritti senza confini, i compagni di Caserta hanno citato la Manifestazione a Napoli e Caserta il prossimo 18 e 19 maggio assieme ai migranti che lottano per il permesso di soggiorno e per rompere la catena dello sfruttamento e della ricattabilità. Napoli 29 aprile 2018 Ex-Asilo Filangeri

ENASARCO: SCONTI PER I POTENTI E INDIFFERENZA PER GLI INQUILINI…

Roma -

QUESTO QUANTO EMERGE DAL PROCESSO MARRA! ASIA USB sin dall’inizio della vicenda che, vedeva imputati MARRA/SCARPELLINI ha deciso di costituirsi parte civile nel processo e lo ha fatto attraverso la difesa tecnica dell’avv. VINCENZO PERTICARO solo ed esclusivamente per la tutela dei diritti degli inquilini. Da subito abbiamo avuto la sensazione che nella compravendita della casa Enasarco di MARRA ci fossero delle cose da verificare ed è per questo che l’avvocato Perticaro ha chiesto al Tribunale in composizione collegiale di acquisire tutta la documentazione relativa alla posizione contrattuale. Da tale acquisizione di documenti infatti è emerso quanto sospettato, come riportato anche sul “Messaggero” di oggi. Marra, secondo i contratti di Enasarco non aveva diritto a comprare casa e soprattutto non aveva diritto allo sconto previsto per gli inquilini. Perché il contratto è stato stipulato nel settembre 2008 il tutto dopo che la dismissione era già stata sottoscritta da Enasarco. Ma non solo, dopo aver preso in affitto l’appartamento di via dei Prati Fiscali n. 258, che era già in dismissione, i Marra hanno chiesto di fare dei lavori di ristrutturazione per oltre 20 mila euro che poi sono passati a circa 32 mila euro su cui Enasarco ha dato l’autorizzazione. E qualcuno si chiederà qual è la cosa anomala? Che quei lavori Enasarco li ha scalati dai canoni di locazione. Quindi, hanno rimborsato con i canoni i lavori fatti nell’immobile per un appartamento che era già in dismissione. Infatti, nel novembre del 2012 Enasarco invia la lettera di prelazione anche alla famiglia Marra che, acquista nel giugno del 2013. E volete sapere con chi ha rogitato la sig.ra Marra per avere lo sconto? Con il mandato collettivo del SUNIA… Eppure nessuno degli inquilini normali è riuscito a farsi scalare i soldi delle ristrutturazioni al momento della vendita …se sapete di simili vantaggi fatecelo sapere… Questo nonostante che centinaia di inquilini romani e non hanno iniziato un forte contenzioso per rivendicare una valutazione degli immobili rispondente allo stato reale degli alloggi e un prezzo giusto delle case! Ultima nota …dalle carte acquisite emerge che sono tante le persone che hanno stipulato contratti nel settembre 2008 a cui poi è stata venduta la casa con lo sconto (…oltre 40) e ASIA USB chiederà di conoscere i nomi ed indagare su questa vicenda e continuerà la battaglia di verità, sempre al fianco degli inquilini, per contrastare i processi di privatizzazione e di valorizzazione del patrimonio abitativo che hanno colpito gli inquilini che abitano le case della Fondazione da decenni e hanno favorito chi invece ha voluto speculare. ASIA-USB

PDZ SPINACETO DUE, NONOSTANTE L’INTERVENTO DELLA MAGISTRATURA E L’AVVIO DELLA REVOCA DELLA CONCESSIONE, CONTINUANO GLI SFRATTI.

Roma -

AS.I.A/USB, MARTEDI’ 10 PRESIDIO: BLOCCARE LE ESECUZIONI, APPLICARE LA LEGGE SULL’EDILIZIA AGEVOLATA! Martedì 10 aprile a Roma, in via Angelo Sante Bastiani 18 (Piano di Zona Spinaceto Due), l'AS.I.A./USB sarà in presidio dalle ore 8.30 per fermare lo sfratto di una delle famiglie che hanno avuto difficoltà a pagare i canoni richiesti illegalmente per questa tipologia di edilizia sociale, perché non rispettavano i criteri stabiliti dalla legge. Continuano gli sfratti nei confronti di queste famiglie, sono circa 12 le richieste di esecuzione su 60 inquilini, nonostante l’indagine per truffa e il sequestro delle case avviati dalla magistratura penale nei confronti del Consorzio Vesta e di 5 funzionari comunali; nonostante il fallimento della società costruttrice e l’avvio della procedura di revoca della concessione iniziata a il 19 ottobre 2017 da parte del Comune di Roma, ancora non portata a termine. Sono gli stessi curatori fallimentari che, ignorando le motivazioni alla base del procedimento avviato dalla magistratura, stanno richiedendo l’intervento della forza pubblica, alimentando così nuova emergenza abitativa e ulteriore incertezza da parte delle famiglie che dovevano essere le destinatarie di un intervento pubblico finalizzato proprio ad affrontare il problema della casa nella nostra città. L'AS.I.A./USB ricorda che gli immobili dei Piani di Zona sono stati realizzati per essere assegnati a famiglie in emergenza abitativa, per questo hanno ricevuto finanziamenti pubblici a fondo perduto. Ma gli inquilini o gli acquirenti, nonostante le numerose opposizioni presentate dall'avvocato Vincenzo Perticaro, subiscono sfratti dopo aver pagato per anni dei canoni di locazione o prezzi di vendita molto più alti di quelli del libero mercato, una vera e propria truffa ai danni dello stato e di decine di migliaia di inquilini romani. L'AS.I.A./USB, di fronte a questa vergognosa ingiustizia che sembra non aver fine, sarà ancora una volta al fianco degli abitanti dei Piani di Zona e denuncia gli ingiustificabili ritardi dell’Amministrazione Raggi che fino ad oggi ha prodotto pochi fatti, non ha applicato la legge e le sanzioni previste, mentre ha continuando a coprire i dirigenti comunali che hanno permesso questa enorme truffa ai danni della città. Le ultime dichiarazioni dell’assessore Montuori sulla presunta contraddittorietà della norma in materia di edilizia agevolata entrano addirittura in contrasto con la stessa Sentenza della Corte di Cassazione n. 18135/2015 e la dicono lunga sul tanto sbandierato vessillo del ripristino della legalità che si applica solo quando si tratta dei poveracci e non quando si tratta di costruttori e cooperative che hanno sottratto allo Stato ingenti risorse destinate ad affrontare il problema della casa a Roma. Roma – 7 aprile 2018 ASIA-USB

L'INPS DISMETTE 6.000 ALLOGGI E CREA UNA NUOVA EMERGENZA CASA. TUTELARE CHI NON PUO' ACQUISTARE! ROMA, MAGLIANA: ASSEMBLEA GIOVEDI' 5 APRILE.

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Tra il 15 aprile e i primi di maggio 2018 scadono i 120 giorni entro i quali occorre rispondere alla proposta di acquisto della casa, per gli inquilini conduttori delle case Inps, di Via dell’Impruneta 7 e 9, che hanno ricevuto la lettera tra dicembre 2017 e gennaio 2018. Per numerosi inquilini questa risposta si presenta molto difficile, poiché non essendo destinatari del prezzo di vendita dell’appartamento più favorevole, ai prezzi del 2001, potranno acquistare solo al prezzo di mercato, oppure non rispondere alla proposta di vendita, con il rischio di perdere la casa. La stessa situazione di incertezza potrebbe riguardare anche gli stessi inquilini che pur potendo usufruire del prezzo più favorevole del 2001, non sono in condizione di accedere a nessun mutuo, perché troppo vecchi o disoccupati o con problemi familiari. Noi intendiamo lottare per far valere le garanzie e le tutele insite nella L 410/2001, inclusa la sanatoria del 2013, per garantire un affitto a canone sociale a chi non può acquistare e per estendere la sanatoria fino alla data della proposta di vendita, richiedendo anche un intervento della regione e del comune per tutelare gli inquilini che non ce la fanno ad acquistare. Ma ora l’urgenza è quella di far fronte alla scadenza ormai prossima dei 120 giorni, su come rispondere alla lettera e come proseguire poi con azioni concrete per non rischiare di vedersi venduto l’appartamento all’asta o di subire lo sfratto. Non abbiamo fatto sconti ai governi precedenti e non ne faremo a quelli che verranno. Anche dopo le elezioni, la lotta per il diritto alla casa e contro l’arroganza dell’INPS continua. GIOVEDI’ 5 APRILE h. 18,30 ASSEMBLEA SOTTO I CORTILI 7/9 Saranno presenti anche due Avvocati TUTTI I MARTEDI’ DALLE 18 ALLE 20 SPORTELLO CASA IN VIA PIEVE FOSCIANA 82/88 ASIA-USB COMITATO DI LOTTA PER LA CASA MAGLIANA NON SI SFRATTA

ROMA CENTINAIA DI INQUILINI DELLE CASE POPOLARI E DEI PIANI DI ZONA MANIFESTANO IN CAMPIDOGLIO NELL'INDIFFERENZA DELLA GIUNTA CAPITOLINA.

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QUESTA È LA POLITICA DELLE PORTE APERTE AI CITTADINI SBANDIERATA IN CAMPAGNA ELETTORALE. LA SINDACA NON RISPONDE ALLE NUMEROSE RICHIESTE DI INCONTRO, ULTIMA IL 31 GENNAIO 2018, PER CAPIRE I MOTIVI DELLA MANCATA APPLICAZIONE DELLA LEGGE PER I PDZ DI ROMA E DELL'INESISTENTE GESTIONE DELLE CASE POPOLARI, LASCIATE AL DEGRADO. SI VUOLE COPRIRE LA MANCANZA DI UNA POLITICA PER LA CASA CON GLI SGOMBERI CONTRO I PIÙ DEBOLI! Manifestazione in Campidoglio, oggi 27 marzo. La giunta non ci riceve, la Raggi non si degna nemmeno di prendere in considerazione l' idea di interloquire con i cittadini e le cittadine in emergenza abitativa. Nessuno di loro, deputato a gestire la cosa pubblica, decide di incontrarci per confrontarci e dare delle risposte su una questione fondamentale. A cosa serve quindi continuare a chiedere? Per subire altre umiliazioni, quando sappiamo bene che la Costituzione e i principi di una vera Giustizia Sociale riconoscono il diritto all'abitare come diritto da garantire, fondamentale e inalienabile? Riprendiamoci tutto ciò che è nostro, casa, diritti, dignità! Chi nega il diritto all'abitare, chi sottrae la casa a chi non ha dove andare, è nella piena illegalità e violenza! Tanti gli interventi durante la manifestazione, delle persone che vivono nei lotti popolari, degli inquilini dei piani di zona, delle persone sotto sfratto o a sfratto già avvenuto, che si ritrovano in strada, così come chi non dorme mai sonni tranquilli per la costante paura di essere buttato fuori all'alba dalle forze non si sa di quale ordine! Con noi anche la signora Paola, che ha subito la violenza dello sfratto, finendo in ospedale, ed ora non ha ancora un posto stabile dove poter andare, mentre la casa che abitava, assegnata, ad oggi è ancora vuota! Ci sono 150 mila case vuote nella Capitale, più centinaia di spazi in disuso che possono essere utilizzati per rispondere all'emergenza abitativa, e invece migliaia di persone, nuclei familiari vivono in strada o dormono in macchina, o in alloggi di fortuna in condizioni spesso totalmente insalubri e pericolosi! Tutto questo è vergognoso e criminoso! Permettere questo è il vero reato; il diritto all'abitare è un diritto sacrosanto, essenziale, inalienabile che deve essere garantito a tutti. Noi non molliamo Michelangelo, Maria Vittoria, Giacomo, Paola, Giulia, Gigi, Daniele, Lorenzo, Davide, Francesco, Mimmo, e tante compagne e compagni, unit* nella lotta!

PDZ, AFFRANCAZIONI: IL COMUNE DI ROMA GETTA LA MASCHERA, NON APPLICA LA LEGGE PERCHE' LA VUOLE FAR CAMBIARE.

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Dalle dichiarazioni dell'assessore Montuori fatte durante il convegno che si è svolto ieri presso il consiglio dell’ordine degli avvocati di Roma, riportate dalla stampa, si palesa finalmente il pensiero dell’Amministrazione comunale a proposito dell’applicazione della legge in materia di edilizia agevolata. Ci dice l’assessore che le responsabilità di quello che sta succedendo nei piani di zona, dove sta indagando la magistratura romana, non è di chi ha ignorato la legge, truffando lo stato e decine di migliaia di cittadini, ma della legge stessa che sarebbe – sempre secondo l’assessore – contraddittoria. Non è neanche sufficiente per chi guida la politica dell’urbanistica a Roma il pronunciamento della Corte di Cassazione con sentenza 18135/2015, è un bel dire per chi ha fatto del ripristino delle legalità un fiore all’occhiello. E’ il chiaro il tentativo di auto assolvere l’Amministrazione capitolina e la sua stessa avvocatura dalla mancata applicazione della legge: non è stato proprio il Comune di Roma ad autorizzare la vendita ai prezzi di mercato agli inquilini che avevano acquistato la casa di edilizia agevolata al prezzo massimo di cessione? Ora con queste dichiarazioni si vuole spingere il governo a cambiare la legge invece di assumersi le responsabilità di non averla applicata. Sono i cittadini romani a subire il prezzo di queste scellerate complicità, le sanzioni che non vengono ancora applicate rappresentano un danno erariale per Roma. Si vuole risolvere tutto con l’affrancazione facendo pagare più volte ai cittadini coinvolti il prezzo della loro complicità.

ROMA, IL COORDINAMENTO DEI COMITATI DEI P.d.Z. SARA' PRESENTE MARTEDI' IN CAMPIDOGLIO

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COMUNICATO DIFENDERE L’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA RIPRISTINARE LA LEGALITA’ NEI PIANI DI ZONA Il Coordinamento dei Comitati dei P.d.Z. partecipa alla mobilitazione indetta da ASIA-USB in Campidoglio per martedì 27 marzo alle ore 15,00 in difesa e per il rilancio dell’edilizia pubblica. La nostra presenza sarà a testimonianza del fatto che l’Amministrazione Raggi, nonostante gli impegni presi prima della campagna elettorale, sta immotivatamente temporeggiando nell’applicazione della legge che prevede le modalità di attuazione dei piani di edilizia agevolata (E.R.P.). Lo Stato e decine di migliaia di inquilini sono stati truffati. Alle gravi violazioni commesse dalle coop e ditte costruttrici, portate alla luce da numerose indagini della magistratura romana con il sequestro di centinaia di alloggi, non corrisponde un’azione adeguata per ripristinare la legalità: continua l’ostruzionismo da parte degli Uffici competenti, brancola nel buio l’azione politica di chi amministra ormai da quasi due anni la nostra città. Sono state avviate, su pressione della nostra Associazione e dei molti mezzi d’informazione, alcune revoche delle Concessioni, ma a mesi di distanza non c’è modo di sapere a che punto è la situazione. Ma l'attuale amministrazione, pur constatando palesi violazioni delle Convenzioni Edilizie non ha mai applicato nessuna Sanzione pecuniaria prevista dalla Legge e dalle stesse Convenzioni. In questo vuoto si inseriscono e continuano le azioni di curatori fallimentari e altri soggetti che inviano lettere di sfratto a chi ha subito questa colossale truffa. Questo sta succedendo a Castel Giubileo, a Spinaceto Due, a Ponte Galeria, a Osteria del Curato, a Colle Fiorito, ecc. Sono mesi che ASIA-USB ha richiesto un incontro alla Sindaca Raggi per conoscere i motivi che impediscono l’applicazione del suo programma elettorale e di ridare certezze agli inquilini che hanno usufruito di un intervento pubblico: a questa richiesta non abbiamo avuto alcun segnale di riscontro. Questo è sintomatico della poca attenzione che la nuova amministrazione sta dando al problema della casa nella nostra città, non emerge nessun piano di rilancio del ruolo dell’edilizia pubblica a prezzi sociali. A Roma sono decine di migliaia le famiglie sotto sfratto, perché non riescono a pagare i canoni di affitto, molti i giovani che non possono formarsi una famiglia, tanti altri richiedono inutilmente casa attraverso i bandi. L’applicazione della legge nei piani di zona, la verifica di quelli realizzati fino ad oggi, il completamento delle opere di urbanizzazione lasciate incomplete, il rilancio della funzione dell’edilizia agevolata impegnando decine di milioni di finanziamenti che sono tenuti bloccati perché mancano progetti, significherebbe recuperare migliaia di appartamenti da destinare all’emergenza abitativa e ridare la dignità a questi quartieri violentati dalla corsa alla speculazione. Roma, 23 marzo 2018 Coordinamento dei Comitati dei P.d.Z. di Roma Asia-Usb

ROMA: DIFENDIAMO LE CASE POPOLARI, STOP AGLI SFRATTI. GLI INQUILINI SI MOBILITANO MARTEDì 27 IN PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO

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DEGRADO E ABBANDONO DELLE CASE, RICHIESTE DI ARRETRATI PER SERVIZI MAI EROGATI, SFRATTI PER 9.000 “SENZA TITOLO” L’ASSESSORE ALLA CASA DI ROMA CAPITALE HA DICHIARATO LA GUERRA CONTRO GLI INQUILINI DELLE CASE POPOLARI Il 27 marzo Asia-Usb sarà in piazza del Campidoglio per denunciare l’assenza di una politica della casa nella nostra città, la mancata gestione e l’abbandono delle case popolari, l’avvio di una campagna da parte della Giunta capitolina tesa ad alimentare la guerra tra poveri e contro i poveri, fatta di sgomberi di anziani, di famiglie con minori, che risultano senza titolo pur avendo i requisiti di legge per accedere ad un alloggio pubblico. Tutto questo mentre le case e gli edifici sono lasciati nel totale degrado, vengono richiesti pagamenti per servizi mai erogati, non vengono riassegnate le case vuote e vivono una telenovela coloro che vogliono riconsegnare un alloggio. Sono 9000 le famiglie prese di mira dalla Giunta Raggi: tra questi centinaia di inquilini che hanno avuto regolari assegnazioni, 4-5 mila assegnatari che superano i redditi di permanenza (limiti ristretti grazie ad una norma del 2007 proposta dai soliti sindacati complici), moltissimi li superano di poche centinaia di euro, magari perché un figlio ha trovato lavoro. In questo caso perderebbero l’alloggio e i requisiti pur mantenendosi nei limiti dell’edilizia agevolata (sempre E.R.P.). I subentri dei senza titolo sono avvenuti, moltissimi da quasi dieci anni, grazie alla mancanza di una gestione oculata del patrimonio abitativo. Ma la ragione principale che spinge tanti e tante ad occupare un alloggio va ricercata nella totale assenza di una politica attiva che rilanci l’edilizia pubblica, a nulla sono servite fino ad oggi le domande fatte tramite i bandi per le case popolari. Ci sono migliaia di famiglie prime in graduatoria - anche da oltre quindici anni - che non ricevono risposte. Dietro questa campagna contro gli inquilini delle case popolari, sostenuta anche da una parte dei media, si cela ancora una volta il tentativo di privatizzare e dismettere il patrimonio, lasciando libera azione alla speculazione edilizia che ha sconvolto l’assetto urbanistico nella nostra città. Avviare, invece, una sana gestione di questo patrimonio significherebbe rendere più dignitosi i nostri quartieri, significherebbe creare posti di lavoro pubblico nella loro manutenzione e cura, significherebbe infine iniziare ad affrontare concretamente il tema dell’abbandono delle periferie, fino ad oggi solo oggetto di indagini statistiche o di quelle delle Commissioni parlamentari. L’ASIA-USB lancia un appello alla mobilitazione agli inquilini delle case popolari per martedì 27 marzo alle ore 15.00 in piazza del Campidoglio, sotto la sede del Consiglio comunale, per difendere la funzione delle case popolari, per chiedere la riqualificazione dei quartieri, la manutenzione dei palazzi e degli alloggi pubblici, il blocco degli sfratti e il riconoscimento del diritto alla casa ai senza titolo che hanno i requisiti previsti dalla legge per l’edilizia pubblica, l’allargamento dei limiti di reddito per la permanenza nell’edilizia pubblica e la tutela anche di tutti coloro che posseggono i requisiti dell’edilizia agevolata. MOBILITIAMOCI Martedì 27 marzo 2018, dalle ore 15.00, in Piazza del Campidoglio PER RILANCIARE L’EDILIZIA PUBBLICA, PER DIFENDERE LE CASE POPOLARI CONSEGNIAMO L’AVVISO DI SFRATTO A CHI HA CANCELLATO LA POLITICA DELLA CASA NELLA NOSTRA CITTA’ E ALIMENTA LA GUERRA TRA POVERI!

DIRITTO ALLA CASA E AL REDDITO, RIPARTE DALLE PERIFERIE LA LOTTA ALLE DISUGUAGLIANZE. 29 APRILE INCONTRO NAZIONALE A NAPOLI

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DIRITTO ALLA CASA E AL REDDITO RIPARTE DALLE PERIFERIE LA LOTTA ALLE DISUGUAGLIANZE Disporre di un alloggio dignitoso e vivere in un quartiere dotato di servizi essenziali per i trasporti, la salute e l’educazione costituiva fino a qualche tempo fa la condizione minima da garantire alla cittadinanza a cui tendevano le politiche pubbliche. Il diritto alla casa, al lavoro e a una dotazione di servizi di base anche se non erano garantiti a tutti costituivano un riferimento sulla base dei principi sanciti dalla Costituzione. Un prodotto della strategia di finanziarizzazione e gentrificazione delle città degli ultimi governi, soprattutto a guida PD, è stato l’emergere di una sterminata periferia geografica e sociale. In queste aree si concentra più della metà della popolazione del paese, e vi si riscontra la dimostrazione di una disuguaglianza cresciuta a tal punto che diritti che fino a qualche anno fa venivano garantiti alla gran parte della popolazione ora sono diventati un privilegio per una fetta minoritaria di cittadini. E’ nelle periferie che si registrano tassi doppi di disoccupazione rispetto al resto del paese, dove si produce un forte isolamento a causa della scarsità dei trasporti e dove i servizi sono quasi completamente assenti. Ed è soprattutto nelle periferie che si vive il dramma degli alloggi. Il numero degli sfratti è estremamente alto (61.718 sentenze nel 2016), con un aumento costante dei casi di morosità; sono oltre 700.000 le domande di casa popolare ancora in attesa, da parte di famiglie che avrebbero i requisiti. Lo Stato non investe più nell’Edilizia Residenziale Pubblica e ciò che resta del patrimonio pubblico è in via di privatizzazione (in Italia solo il 3% del patrimonio abitativo è ancora pubblico, mentre in altri paesi europei si aggira tra il 20% e il 30%), con una vera e propria opera di svendita da parte dei Comuni che va a beneficio di grandi proprietari e speculatori, accelerata dal Piano Casa di Lupi-Renzi. Alla mancanza di alloggi popolari si vorrebbe sopperire con il social housing, una delle tante forme per speculare sulle difficoltà sociali, provando a far soldi sulle povertà attraverso un mondo di agevolazioni pubbliche a privati proprietari e costruttori, somministrate e utilizzate in maniera clientelare (eclatante la truffa dei Piani di Zona a Roma), il cui risultato sono alloggi a prezzi non lontani da quelli del mercato privato. La precarietà del lavoro, la diffusione dei bassi salari e la sottoccupazione hanno aggravato la crisi degli alloggi. L’area della sofferenza abitativa si è fortemente allargata a vasti settori di ceto medio e chi ieri poteva accedere a un mutuo oggi non riesce a star dietro ai pagamenti (solo nel 2017 sono state messe all’asta 290.000 case). Il ritrarsi delle politiche pubbliche dalla questione abitativa si traduce anche nell’aumento del patrimonio lasciato in disuso e in cattive condizioni, senza manutenzione e abbandonato al degrado. La rinuncia a garantire il diritto alla casa per le fasce di popolazione a basso reddito si aggiunge alla rinuncia delle amministrazioni pubbliche a salvaguardare il territorio e a metterlo in sicurezza. L’aumento dei disastri ambientali, spesso aggravati dall’incuria e dal malaffare con cui sono state (o non sono state) realizzate le infrastrutture, e l’incapacità dello Stato di affrontare la ricostruzione (dal terremoto de L’Aquila all’alluvione di Livorno) stanno aumentando il senso di insicurezza generale. La risposta che i governi e le maggiori forze politiche del paese, guidate dalle indicazioni della Commissione UE e dalla Banca Europea, hanno dato di fronte a questo crescente senso di insicurezza si fonda su tre caratteristiche: a) l’aumento del controllo e delle misure di repressione dei cosiddetti “reati urbani” (decreti Minniti) che sta alimentando il razzismo e la guerra tra poveri ; b) la politica di “rigenerazione urbana” fondata su forme di governance mista pubblico-privato, in cui la trasformazione del territorio è subordinata alle opportunità di profitto degli investitori; c) la trasformazione del terzo settore in agenzia di controllo sulla popolazione in difficoltà e l’ingresso del profit nei servizi sociali. L'accanimento contro le occupazioni, i rastrellamenti di carattere etnico e le azioni repressive contro l'economia informale costituiscono l'aspetto più odioso di questa crociata contro i poveri in nome del ripristino del decoro e della sicurezza. A questo si aggiunge la ghettizzazione dei migranti di “ultima generazione” in un sistema di accoglienza che somiglia a una prigionia, dove la trappola burocratica dei documenti è solo il primo ostacolo al raggiungimento di diritti basilari come la casa; e la tendenza di molti imprenditori a impiegarli a salari infimi, spesso con contratti in nero e nessun tipo di tutela, in ambiti lavorativi particolarmente pesanti o degradanti. Ma anche la gentrificazione dei centri storici e dei quartieri appetibili per la speculazione è parte della stessa filosofia di governo, che invece di affrontare i problemi sociali, esercita un'azione di controllo e mette al primo posto la tutela della proprietà privata, prima e al di sopra di qualsiasi altro diritto sociale, anche quando essa di fatto si trasforma in rendita parassitaria. E' ora di ribaltare questa lettura e di contrastare tutte quelle politiche che stanno aumentando la disuguaglianza sociale a partire dall'affermazione di un diritto universale come il diritto all'abitare, un diritto fondamentale e complessivo poiché la casa non è solo “un tetto sulla testa”, ma la garanzia di un luogo in cui costruire la propria vita in un contesto di uguaglianza, di accessibilità ai servizi, di coesione sociale. Vogliamo confrontarci con le realtà associative, i movimenti urbani, il mondo dei comitati che animano le mille resistenze delle periferie, chi lotta per la casa, le realtà in difesa dei beni comuni, i movimenti di migranti, per condividere la costruzione di una piattaforma generale centrata sul diritto alla casa e al reddito e contro le disuguaglianze sociali. L'obiettivo che proponiamo è la costruzione di una grande mobilitazione nazionale e l'avvio di una vertenza generale sui temi della casa, delle periferie, del reddito e della salvaguardia del territorio. La questione del reddito, soprattutto dopo la tornata elettorale, è improvvisamente ritornata alla ribalta dell'attenzione generale. Non c'è dubbio che la crescente disuguaglianza sociale così come l'assenza di credibili opportunità lavorative e la forte precarizzazione del lavoro abbiano fatto crescere l'aspettativa di una misura di sostegno al reddito che garantisca almeno il minimo vitale. L'approvazione del REI da parte del governo Gentiloni oltre a rispondere ad una logica di workfare, che mira ad introdurre forme di obbligo al lavoro a qualsiasi condizione, resta molto lontana dalla possibilità di soddisfare le necessità. Un reddito incondizionato contro la precarietà costituirebbe una misura di redistribuzione della ricchezza utile a combattere i bassi salari, la ricattabilità che subiscono i lavoratori poveri e lo stesso lavoro decontrattualizzato. Mettiamo in evidenza alcuni punti che riteniamo centrali nel dibattito intorno a una nuova politica di contrasto delle disuguaglianze che metta al centro diritti e dignità: 1.Realizzazione di un milione di alloggi ERP in 10 anni sul territorio nazionale, mediante l’utilizzo del 2% delle entrate annue nazionali. Questo piano non deve prevedere consumo di suolo o nuovo cemento, gli alloggi sono da reperire nelle aree urbane abbandonate e nei grandi numeri dello sfitto pubblico e anche privato, mediante acquisizione o requisizione, se necessario, da parte dei Comuni. 2.Riqualificazione delle periferie e risanamento del patrimonio abitativo pubblico, da realizzare tramite lavoro pubblico, non appaltato a privati, e dunque dando possibilità d’impiego a tanti di coloro che negli ultimi anni hanno perso il lavoro o che tutt’ora vivono nella precarietà. Gli interventi devono riguardare il tema degli alloggi, quello dei servizi e dell'ambiente, riconoscendo priorità alle necessità degli abitanti e non agli interessi degli investitori. 3.Abolizione del Piano Casa Renzi-Lupi, con particolare attenzione all’articolo 5 che prevede l’inammissibilità della residenza (e conseguente perdita dei diritti da essa dipendenti come l'accesso al servizio sanitario e scolastico nazionale e alla possibilità di votare o presentarsi alle elezioni) per chiunque non sia in possesso di un regolare contratto abitativo. 4.Blocco della privatizzazione e della vendita del patrimonio abitativo pubblico, ed abolizione delle riforme regionali in materia ERP di Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia, che costituiscono un grave passo in avanti nel percorso di privatizzazione. 5.Fermare gli sfratti, gli sgomberi, i pignoramenti per chi è insolvente con i mutui, l’aumento degli affitti, il processo di valorizzazione del patrimonio immobiliare degli Enti previdenziali, le dismissioni speculative; garantire il passaggio da casa a casa. 6.Abolizione legge 431 per alloggi non di lusso, in modo da rideterminare in maniera equa i canoni d’affitto anche sul mercato privato, utilizzando come parametro di riferimento la proporzionalità del canone rispetto al reddito dei locatari. 7.Un Reddito di base che assicuri a tutti una condizione di non ricattabilità e che superi le nuove misure di obbligo al lavoro in cambio di elemosine molto al di sotto della dignità. Un reddito quindi incondizionato e che garantisca a tutti di stare al di sopra della soglia minima vitale, composto da una parte di salario diretto e da una quota di servizi (salario indiretto). 8.Abolizione dei decreti Minniti sulla sicurezza nelle città e delle azioni repressive contro i problemi sociali. Va invertita la priorità: prima i diritti fondamentali, poi la tutela della proprietà privata, da subordinare agli interessi sociali. 9.Piano di prevenzione e tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e dalle calamità naturali, che investa le città ma anche le tante zone periferiche del paese in condizioni di grande rischio e di forte isolamento sociale. Questo Piano deve prevedere un rilancio dell'occupazione pubblica in settori strategici per il benessere della collettività anche se poco appetibili per l'investimento privato. Proponiamo un primo incontro nazionale a Napoli domenica 29 aprile, ore 10,30 c/o ex-Asilo Filangieri in vico Giuseppe Maffei 4 per discutere ed arricchire la piattaforma e costruire un percorso condiviso di mobilitazione nazionale. Per comunicare l'adesione e la partecipazione: asia@usb.it Hanno assicurato la loro partecipazione finora: Benevento: Lap Asilo 31, Movimento di lotta per la casa, Atletico Brigante; Napoli: Movimento per il diritto all'abitare Magnammece o pesone, Ex O.p.g.-Je so pazz, Movimento Lavoratori e Disoccupati di Giugliano; Milano: c.s. Cantiere, Comitato abitanti di San Siro, Comitato per non dimenticare Abba e per fermare il razzismo; Caserta: c.s. Ex Canapificio; Roma c.s. Sans Papiers. Delegazioni da Livorno, Torino, Firenze, Chieti, Trieste, L'Aquila, Reggio Calabria, Catania,

ROMA, SAN BASILIO: CACCIATA IN MEZZO ALLA STRADA LA SIGNORA PAOLA, 75 ANNI E 580 EURO DI PENSIONE, E' STATA RICOVERATA ALL'OSPEDALE

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PROTESTANO I CITTADINI DEL QUARTIERE, ALLONTANATI DALLA POLIZIA SCHIERATA IN FORZE ANCHE DAGLI UFFICI DEL MUNICIPIO IV! ASIA-USB: FERMARE GLI SFRATTI E GLI SGOMBERI, RICONOSCERE IL DIRITTO ALLA CASA A CHI HA I REQUISITI DI LEGGE, RILANCIARE L'EDILIZIA PUBBLICA! Questa mattina un ingente schieramento di forze di polizia (quanto ci costano questi sgomberi?) ha di nuovo sgomberato la signora Paola settantacinquenne, rea di essere stata coabitante da anni insieme all’amica assegnataria poi deceduta, che vive con 580 euro circa di pensione mensile. Cacciata senza soluzione alternativa nell’indifferenza delle Istituzioni preposte ad affrontare le singole emergenze sociali e portata in ospedale, dove è stata ricoverata. L'anziana signora ha trovato solo la solidarietà del quartiere, molti cittadini si sono riversati prontamente nella sede del Municipio IV da dove sono stati cacciati grazie all'intervento della Celere, senza ricevere risposte. Tutto questo a nome del principio del ripristino della legalità che invece non viene applicato quando si tratta dei costruttori e delle coop che hanno truffato centinaia di migliaia di cittadini romani. Questo sgombero avviene a soli tre giorni dalle elezioni e ci indica che è ricominciata la guerra contro i poveri e tra i poveri, in linea con le campagne di odio messe al centro della appena passata scadenza elettorale. Alcuni cittadini questa mattina, durante lo sgombero, hanno ripetuto il mantra sentito in questi mesi da quasi tutti i politici: sgomberano gli italiani per fare posto agli immigrati. Peccato che oggi l’appartamento della signora è stato assegnato ad una famiglia italiana e nessun politico è intervenuto per difendere la signora Paola, anziana, povera e italiana. L’ASIA-USB ha denunciato nel mese scorso che quello che sta succedendo a San Basilio, a Tor Bella Monaca, a Villa Gordiani, al Trullo e in altre zone periferiche fa parte di un piano ben orchestrato a tavolino di sgombero dalle case popolari di inquilini italiani senza titolo, poveri e con evidenti fragilità, per consentire l’accesso alle famiglie in graduatoria, solitamente immigrate, al fine di favorire la guerra tra poveri e la crescita dell’intolleranza razziale. Questa facile campagna ha dato risultati alle elezioni politiche per quelle forze senza scrupolo che mirano a colpevolizzare chi vive il dramma casa, ma non risolve il quesito che ci interroga su che fine faranno le 9000 famiglie che l’assessorato al patrimonio considera, molto spesso arbitrariamente, senza titolo e che il Comune vuole sgomberare? L’ASIA USB da anni propone il rilancio di una vera politica pubblica per l’abitare, una nuova gestione delle case popolari che ne impedisca l’abbandono e il degrado, l’utilizzo degli alloggi vuoti degli enti previdenziali e delle grandi proprietà immobiliari, il recupero urbano dei palazzi tenuti vuoti da anni, l’assegnazione della case vuote a chi è in graduatoria, il riconoscimento del diritto alla casa per tutti i senza titolo con i requisiti in regola per accedere ad un alloggio popolare e l’utilizzo immediato dei fondi disponibili alla Regione per allargare il patrimonio troppo esiguo di case popolari. Solo una nuova politica per l’abitare può fermare il fenomeno delle occupazioni che nascono solo a causa della mancata gestione dell’emergenza casa. Solo lo sviluppo dell’edilizia residenziale pubblica e la sana gestione di quella esistente può fermare la guerra tra e contro i poveri. Per fare questo bisogna prima di tutto fermare gli sfratti e gli sgomberi delle persone che hanno i requisiti di legge. Roma 7 marzo 2018 ASIA-USB

ROMA, ASIA-USB SPIEGA LE RAGIONI DELL’ABBANDONO DEL TAVOLO SULLE POLITICHE ABITATIVE NELLA CAPITALE

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CONVOCATO DALLA GIUNTA CAPITOLINA: GRAVISSIMO IL PROTOCOLLO DI ACCORDO PROPOSTO DALL’ASSESSORA CASTIGLIONE. CONSACRATA LA GUERRA AI POVERI A VANTAGGIO DELLA PREDAZIONE DEL TERRITORIO. INACCETTABILE STRAVOLGIMENTO DELLE DELIBERE PER IL PIANO SULL’EMERGENZA CASA . Ieri giovedì 8 febbraio 2018 la delegazione di ASIA-USB ha abbandonato nella fase iniziale il tavolo con le parti sociali convocato a nome della giunta capitolina dall’assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative del Comune di Roma, Rosalba Castiglione, per la sottoscrizione di un protocollo di accordo sulle politiche abitative della capitale. Il testo del protocollo in questione non accoglie in maniera soddisfacente alcuno dei punti sostanziali sollevati dalle lotte sociali per l’abitare nella città di Roma negli ultimi lustri e proposti da ASIA-USB nella sua piattaforma che proprio ieri, nelle stesse ore, veniva ribadita alla Regione Lazio nel quadro delle giornate di mobilitazione per un piano-casa nazionale. Il protocollo proposto dall’ass. Castiglione, all’opposto, dopo avere paradossalmente elencato tutti gli elementi che configurano la questione delle politiche abitative come grande questione sociale propone misure che promuovono il primato degli interessi speculativi e configurano la dismissione di ogni traccia di vocazione delle politiche pubbliche a intervenire attivamente a tutela degli interessi sociali di fronte ai meccanismi del mercato. Non solo si finalizza il “monitoraggio” del “sistema abitativo romano pubblico e privato” a “interventi di edilizia sovvenzionata di housing sociale e privata” così riabilitando quel sistema di scambio con i poteri forti del mattone e della finanziarizzazione sulla pelle di chi subisce l’emergenza abitativa contro il quale chi oggi governa la città di Roma ha preso i voti dei cittadini; ma in una frase tanto priva di costrutto grammaticale quanto significativa si invoca l’uso di “tutti gli strumenti esistenti” al fine di “favorire l’immissione sul mercato da parte di piccoli e grandi proprietà, che sono in possesso di alloggi invenduti, a mettere a disposizione (?) unità immobiliari per affrontare nell’immediato l’emergenza abitativa della capitale”. Nessuna presa di responsabilità dell’amministrazione capitolina in un rilancio della funzione sociale del patrimonio pubblico e in interventi concreti di modificazione dei processi speculativi sulle locazioni: bensì al contrario la sovrapposizione del piano-casa con quel “rilancio del mercato” evocato già dalla sindaca Raggi all’indomani della mattanza di via Curtatone, alla quale pure ci si riferisce in premessa del protocollo proposto con la dizione “tenuto conto dei recenti violenti episodi di sgombero”. Il protocollo stesso prosegue esplicitando “la possibilità di riaprire i bandi speciali”, appunto riaprendo la strada a quel mercato dell’emergenza e del denaro pubblico che si era promesso di lasciare alle spalle con le sue zone d’ombra. E mentre nulla si dice sul disatteso esercizio degli strumenti legali di competenza del Comune a tutela delle decine di migliaia di condomini e inquilini truffati nei Piani di Zona né tanto meno sul recupero del patrimonio alloggiativo inutilizzato che vi giace, la sola traccia di pianificazione riposa sull’evocare la “previsione” di “una quota di alloggi ERP, convenzionati e sociali” (posti ancora una volta significativamente sullo stesso piano e in una forma indeterminata) in “tutti i programmi” attuativi della legge regionale n. 7 dell’8 luglio 2017 per la Rigenerazione urbana e per il recupero edilizio: salvo che al tavolo l’associazione dei costruttori, l’ACER, ha sollevato immediate obiezioni rivelando così l’assenza di una consultazione efficace preventiva da parte dell’amministrazione che desse qualche sostanza a quest’ipotesi fumosa, mentre è toccato alla delegazione di ASIA-USB ricordare la priorità dei vincoli alla tutela del territorio e contro il consumo di suolo che dovrebbe avere qualsiasi politica edilizia in una metropoli come Roma e tanto più se diretta alla rigenerazione urbana. Addirittura, mentre prosegue con sfratti e sgomberi indiscriminati una folle corsa ad alimentare la guerra tra poveri sul disastrato e insufficiente patrimonio di edilizia residenziale pubblica, il protocollo proposto dall’ass. Castiglione dispone una “azione di contrasto a tutte le situazioni di irregolarità e/o morosità anche attraverso convenzioni con l’Agenzia delle Entrate e le società fornitrici dei servizi (ACEA ecc)” così persino travalicando il già vergognoso dettato dell’articolo 5 della Legge Lupi e legittimando un’aberrante e incostituzionale misura di rappresaglia della proprietà pubblica e privata sugli stessi diritti fondamentali di esistenza e sui beni comuni, con buona pace del referendum del 2011, a parte un generico indirizzo ad agirla “tenendo conto delle condizioni reddituali delle famiglie conseguenti alla crisi e tutelando le situazioni di particolare disagio”. Quanto al già echeggiato tema del “co-housing” il testo proposto dall’amministrazione capitolina prevede un “approfondimento comune che verifichi la fattibilità di un piano sperimentale rivolto in via prevalente a persone anziane sole, studenti fuori sede e migranti utilizzando anche lo strumento del frazionamento e razionalizzazione del patrimonio pubblico”: cioè in una sola aleatoria formulazione si introducono lo stravolgimento delle regole di gestione alloggiativa del patrimonio ERP e la privazione dell’uguaglianza dei diritti alle persone migranti, le esigenze dei cui nuclei famigliari finiscono equiparate a quelle di autoctoni singoli! Ma al tavolo di ieri la delegazione di ASIA-USB nemmeno ha dovuto entrare nel merito di questi punti: perché in apertura del confronto ha anzitutto sollevato la questione di metodo e di merito implicata dalla previsione nel testo del protocollo della “sottoscrizione delle convenzioni per l’applicazione delle Delibere Regionali per l’emergenza abitativa di Roma Capitale DGR 18/2014, 110/2016 e 303/2017 così come rimodulate dall’Amministrazione Capitolina per superare i limiti di inapplicabilità”. ASIA-USB ha rilevato che lo schema di convenzione allegato dall’ass. Castiglione non solo non sana il contenzioso sull’interpretazione normativa di quelle delibere che gli uffici comunali hanno per tre anni surrettiziamente sollevato ma, ribadendo in maniera rivelatrice la “ottemperanza” alla “Deliberazione Commissariale di Roma Capitale n. 50/2016” ossia la delibera Tronca che per prima appunto bloccò l’applicazione della delibera regionale, addirittura esclude definitivamente da ogni diritto di accesso all’ERP l’interezza della popolazione abitante nelle occupazioni riconosciute in delibera quali contenitori di emergenza abitativa: si prevede infatti di utilizzare le risorse, a partire dai 40 milioni resi disponibili al Comune dalla Regione per la prima fase di attuazione del Programma straordinario per l’emergenza abitativa, per acquisire alloggi i cui assegnatari verrebbero individuati solo “tra coloro che siano presenti in posizione utile nelle graduatorie dei Bandi generali per l’assegnazione degli alloggi ERP anno 2000 e anno 2012”, peraltro ulteriormente restringendo le acquisizioni e le assegnazioni degli alloggi in quanto si specifica che “dovranno essere prioritariamente destinati (…) a coloro che risultano essere in posizione utile nella graduatoria Bando generale anno 2000 affinché vi sia il totale scorrimento della stessa”; mentre “per i nuclei residenti negli immobili adibiti impropriamente ad abitazione, cui alla summenzionata Deliberazione n. 50/2016 occupati entro la data del 31.12.2013, sarà prevista ulteriore convenzione relativa ai livelli assistenziali da erogare da parte della Regione Lazio e di Roma Capitale” che “sarà parte integrante della presente anche alla luce dei recenti provvedimenti ministeriali”, il che tradotto significa nient’altro che stravolgere definitivamente la norma regionale cercando in qualche modo di soddisfare la lettera della direttiva Minniti per potere procedere indiscriminatamente agli sgomberi di tutte le occupazioni. La delegazione ASIA-USB ha sottolineato che ancora più grave è la decurtazione del diritto acquisito e inequivocabilmente stabilito dalle norme regionali all’assegnazione di alloggi ERP per quanti “alloggiano presso i Centri di Assistenza Alloggiativa (CAAT)”, laddove la convenzione prevede che “potranno essere assegnati alloggi di ERP nel rispetto delle posizioni utili nelle graduatorie generali per l’assegnazione in locazione di cui ai bandi 2000 e 2012” dunque introducendo un dispositivo di esclusione inaccettabile e illegale. Di fronte a tali osservazioni l’ass. Rosalba Castiglione ha risposto qualificando la proposta di convenzione come “intangibile” e anzi precisando che l’amministrazione capitolina intende “soprattutto tenere ferma questa posizione”, che con notevole quanto involontario senso dell’umorismo ha addirittura ascritto agli “impegni presi in campagna elettorale dal Movimento 5 Stelle”. La delegazione di ASIA-USB ha perciò deciso di non legittimare oltre con la propria presenza un tavolo convocato su un protocollo-capestro: come peraltro hanno convergentemente concluso anche le altre rappresentanze dei movimenti e delle maggiori associazioni sindacali di abitanti. Ora più che mai è necessario che forti e incisive mobilitazioni pongano l’amministrazione capitolina di fronte al peso delle sue scelte e rilancino la lotta complessiva per il diritto all’abitare e a una città a misura dei diritti sociali invece che degli interessi di pochi. Roma, 9 febbraio 2018, per la delegazione di ASIA-USB Anubi D’Avossa Lussurgiu (Comitato Abitanti Bibulo 13)

8 E 9 FEBBRAIO, DUE GIORNATE DI INIZIATIVE PER IL DIRITTO ALL’ABITARE.

Roma -

COMUNICATO STAMPA AVVIAMO UNA VERTENZA GENERALE SUI TEMI CASA, PERIFERIE E SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO COSTRUIAMO UNA GRANDE MOBILITAZIONE NAZIONALE In questi due giorni, in molte città d'Italia Asia-Usb ha dato vita a presidi sotto gli uffici gestionali del patrimonio residenziale pubblico. Abbiamo scelto questi luoghi in quanto simbolo della distruzione e privatizzazione in atto del patrimonio pubblico, risorsa che per anni ha garantito, almeno parzialmente, il diritto ad una casa per molte fasce sociali. Durante questa mobilitazione abbiamo reso pubblica una piattaforma nazionale, che la nostra organizzazione ritiene l’unica via da percorrere per risolvere l'assenza cronica di una politica abitativa rivolta ai lavoratori e ai settori popolari più deboli, che si manifesta più pesantemente con la crisi sociale e economica che colpisce le periferie e i territori. Le periferie infatti, geografiche e sociali, sono teatro di privatizzazioni, di mala gestione o assenza di servizi, ma soprattutto di emergenza abitativa. Ora che quasi tutto il patrimonio residenziale è in mano a proprietari privati (per lo più grandi proprietari), la speculazione regna sovrana: il risultato sono affitti insostenibili da un lato, e dall'altro centinaia, migliaia di case vuote, intere aree urbane o suburbane sfitte e degradate, figli degeneri della cementificazione sfrenata e ora non più utili alle logiche di mercato. È proprio questa logica che vogliamo invertire, costruendo vertenzialità a livello generale sull'utilizzo immediato dello sfitto e la riqualificazione di queste aree, realizzando innanzitutto un ampliamento del patrimonio abitativo pubblico, con affitti commisurati ai redditi di chi ci abita, per garantire il diritto all'abitare a chi oggi è sotto sfratto, in difficoltà o in attesa di assegnazione. Per fare questo, si dovranno impiegare fondi pubblici e costruire posti di lavoro pubblici, perché i diritti sociali, la casa innanzitutto, sono le priorità della popolazione, e su questo si devono investire le risorse invece di utilizzarle per armamenti o per ingrassare le banche nazionali ed europee. L'unico modo per raggiungere questo obiettivo è organizzarci, creare alleanze tra i diversi soggetti che abitano i quartieri popolari delle nostre città e paesi, fare sì che queste “periferie” diventino il nostro nuovo centro. Centro di azioni, di incontri, di rivendicazione, luogo di costruzione di una comunità che si muove compatta verso l'obiettivo della piena conquista dei nostri diritti: casa, lavoro tutelato e ben retribuito, servizi, sanità e istruzione a portata di ogni singolo cittadino. Per questo, proponiamo un primo incontro nazionale a Roma a fine marzo per discutere ed arricchire la piattaforma e costruire un percorso condiviso di mobilitazione nazionale, a cui invitiamo tutti coloro che hanno a cuore il diritto all'abitare, da singoli soggetti ad associazioni, comitati, collettivi e strutture. AS.I.A.-USB

TERAMO: FERMARE LA SPECULAZIONE SULLE CASE POPOLARI! ASSEMBLEA PUBBLICA SABATO 10

Teramo -

ASSEMBLEA PUBBLICA assieme agli inquilini delle case popolari di Via Longo, da troppo tempo, gia` da prima del terremoto, intimati dall'amministrazione comunale di Teramo ad abbandonare le proprie abitazioni per far spazio ad un progetto edilizio privato. Parteciperanno ed interverranno Paola Cardelli, Consigliera Comunale di Teramo. Mario Mazzocca, Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale. Vogliamo risposte ed una soluzione per gli abitanti di Via Longo che non vogliono lasciare le loro abitazioni per darle in mano ad un privato. Per il diritto alla casa, sancito dalla costituzione. ASIA USB TERAMO