Associazioni Inquilini e Abitanti

Milano. Iniziativa all’Aler: Stop alla vendita delle case popolari!

Milano -

Comitato Abitanti San Siro – Asia Milano Questa mattina abbiamo voluto denunciare ancora una volta la gestione criminale e corrotta del patrimonio pubblico da parte di Aler. Negli ultimi due anni sono state vendute 1500 case popolari, e il piano di Aler prevede di venderne 10mila entro il 2019. Mentre crescono gli sfratti e i senza tetto, loro pensano a vendere le case di cui ci sarebbe bisogno, per pagare un debito creato da anni di malagestione e corruzione. Abbiamo voluto contrapporre le loro facce e i loro malaffari con le nostre storie, figlie di questa città, dei suoi quartieri popolari, della crisi che colpisce tutti noi a partire da chi si trova giovane senza futuro, fino ad arrivare a chi ha lavorato una vita per non riuscire a pagare l’ennesimo aumento dell’affitto. LEGGI IL VOLANTINO DELL’INIZIATIVA Nuovo presidente, stesso sistema corrotto Parliamo di ALER. Dell’azienda che dovrebbe gestire l’edilizia popolare nella città di Milano, nella regione Lombardia.Di quella azienda che ha visto nella sua storia personaggi invischiati in mille malaffari, indagati per corruzione, turbativa d’asta, appalti truccati, legami con ‘ndrangheta. Ed è proprio notizia di ieri che l’ex assessore alla casa Domenico Zambetti è stato condannato a 13 anni e mezzo con l’accusa di aver comprato quattromila voti alla `ndrangheta per le regionali del 2010. Tutto ciò non ci stupisce: da anni denunciamo questa sistema corrotto che punta il dito per coprire le proprie responsabilità su chi soffre realmente l’emergenza abitativa, pronto a condannare chi non ha un redditto sufficiente, chi occupa per necessità e autorecupera un alloggio popolare. Aler è responsabile di un buco di bilancio di circa 400milioni di euro, i suoi vertici sono stati indagati ripetutamente per turbativa d’asta e favoreggiamenti, dimostrando ancora una volta che la priorità di questa azienda è il profitto e non la necessità di tutelare le popolazioni piu fragili fino ad arrivare a ipotecare 4000 alloggi popolari per coprire le speculazioni immobiliari di pochi soliti noti. Negli ultimi anni ben 1500 alloggi sono stati venduti: un’ assurdità vendere ciò che è stato costruiro con i soldi dei cittadini, uno schiaffo alle famiglie in difficoltà se si considera l’emergenza abitativa: 23 000 mila famiglie in graduatoria, un fabbisogno di case popolari sempre in aumento, migliaiia di provvedimenti di sfratto ogni anno, e una crisi che colpisce sempore piu persone Le nostre storie parlano di precarietà abitativa e lavorativa, del fatto che alcuni di noi hanno un contratto, altri non hanno una casa, altri ancora aspettano da anni che venga applicata la commissione prevista dall’art 34 comma 8, per regolarizzare chi ha occupato per necessità. Altri hanno la casa pignorata, hanno subito uno sfratto e ora il loro nucleo vive diviso in cimunità sovraffolate. Le nostre storie sono figlie di questa città, dei suoi quartieri popolari, della crisi che colpisce tutti noi a partire da chi si trova giovane e senza fiuturo finio ad arrivare a chi ha lavorato una vita per non riuscire a pagare l’ ennesimo aumento dell’affitto e della bolleta. Le soluzioni ci sono: * Blocco di sfratti e sgomberi * Stop alla vendita delle case popolari * Assegnazione di tutte le case vuote * Sanatoria per tutti gli occupanti per necessità BASTA CASE SENZA PERSONE BASTA PERSONE SENZA CASE. Comitato Abitanti San Siro – Asia Milano vedi video: youmedia.fanpage.it/video/aa/WJyMAuSwhmwdtu4K

A FIANCO DEI COMPAGNI DI LIVORNO: ASSEMBLEA CITTADINA SABATO 11 FEBBRAIO

Livorno -

A fine dicembre la Procura di Livorno ha denunciato 13 attivisti dell’ASIA/USB, da tempo impegnati nelle lotte per la casa ed in difesa dei precari e disoccupati della città. Le denunce sono arrivate a conclusione di una dettagliata indagine condotta dalla DIGOS cittadina e costruita attorno alla denuncia di due donne che si sono rivolte alla questura in seguito al fatto che erano state allontanate da una delle occupazioni di Livorno. Dalla lettura del voluminoso fascicolo che la questura di Livorno ha confezionato attorno a questa indagine si intuisce come una parte cospicua del personale sia stato dedicato all’inchiesta: hanno cioè deciso di investire uomini e risorse senza badare a spese, nella convinzione della grande rilevanza del tema. Pedinamenti, appostamenti, intercettazioni telefoniche e reperimento di testimonianze: un’attività investigativa in grande stile. La domanda che viene spontanea è: perché? Perché si decide di dedicare tanto tempo e tante risorse ad una questione di così poca rilevanza? La risposta sta nel crescente protagonismo della federazione USB di Livorno, nella sua capacità di misurarsi con la questione abitativa ma contemporaneamente di allargare lo sguardo al mondo della disoccupazione e della precarietà. In una città in fortissima crisi come Livorno, con un tasso di disoccupazione alle stelle, questo attivismo e questa capacità attrattiva spaventano gli organi di sicurezza e costringono a correre ai ripari. L’affermazione nelle ultime elezioni comunali del 2014 di un sindaco Cinque Stelle era già stato un segnale che nella città sono crescenti sia il disagio sociale che la disaffezione nei confronti delle forze che risultano compromesse con il sistema. Ora che il cambiamento sul piano amministrativo è risultato incapace di produrre significative novità sul piano sociale, la soluzione “di polizia” diventa l’unica strada per contenere la rabbia ed impedire che crescano le simpatie verso l’organizzazione sindacale indipendente. Peraltro le modalità dell’inchiesta e soprattutto i reati ipotizzati segnalano il tentativo di ulteriore torsione delle norme penali all’interesse tutto politico del soffocamento del conflitto sociale. Come a Roma o in altre città si sta ricorrendo all’uso del codice antimafia per comminare misure di sorveglianza speciale agli attivisti del movimento per la casa, così a Livorno si ricorre alle norme anti stalking, contro la violenza sulle donne, per limitare l’agibilità politica del sindacalismo indipendente. Non c’è limite alla fantasia ed alla creatività di giudici che con grande scioltezza utilizzano fattispecie di reato elaborate per ben altri contesti. Cosa c’entra la legge contro la violenza sulle donne con le forme di autogestione che le famiglie di inquilini/occupanti si danno dentro le occupazioni? Eppure, non potendo intervenire per sgomberare un palazzo costruito su una falda acquifera, costato centinaia di migliaia di euro alle casse pubbliche e sostanzialmente inutilizzabile, e nel quale sono riparate famiglie senza casa, la procura inventa un nuovo teorema per provare a mettere in cattiva luce chi lotta per il diritto all’abitare. ASIA/USB è impegnata in moltissime città a contrastare sfratti e sgomberi e a difendere il diritto ad un alloggio decente. Sabato 21 gennaio si è tenuta a Roma l’Assemblea cittadina dei delegati e ha deciso i prossimi passaggi del nostro lavoro e per promuovere, tutti assieme, la risposta più adeguata a questo infame tentativo di criminalizzare chi lotta per i diritti e la giustizia sociale. Il primo appuntamento lanciato: ASSEMBLEA CITTADINA SABATO 11 FEBBRAIO ORE 16,00 PRESSO ARENA ASTRA PIAZZA LUIGI ORLANDO LIVORNO

METTERE IN SICUREZZA IL TERRITORIO PER NON MORIRE PIÙ DI DISASTRI AMBIENTALI: ASSEMBLEA SABATO 18 FEBBRAIO A TERAMO

Teramo -

Se si impegnano ulteriori 20 miliardi per salvare quattro banche significa che i soldi ci sono. Vogliamo che 20 miliardi all'anno per almeno 10 anni siano spesi per mettere in sicurezza il territorio, per costruire e ricostruire case sicure, per un vasto rimboschimento, per la salvaguardia idrogeologica, per un piano di valorizzazione dei territori e delle attività produttive tipiche, per un rinnovato sistema di soccorso e di prevenzione basato sul corpo dei vigili del fuoco e non su privati legati alle più svariate cordate partitiche. 200 miliardi per salvare l'ambiente e vite umane e al tempo stesso per creare centinaia di migliaia di posti di lavoro. Ne discutiamo il 18 febbraio a Teramo dalle ore 10.30 alle 18.00 presso la Sala Polifunzionale della Biblioteca del Comune di Teramo, Via Vincenzo Comi 11, con esperti e con la popolazione. APPELLO LANCIATO DA USB E ASIA NELLE SETTIMANE PASSATE.BASTA IPOCRISIA E RETORICA SU TERREMOTO E NEVE: ORGANIZZIAMO UN CONFRONTO SULLE COSE DA FARE Non solo terremoti e nevicate eccezionali ma anche e soprattutto un territorio devastato e violentato da abusi edilizi, disboscamenti, piani regolatori non rispettati o inesistenti, e poi procedure, sistemi e mezzi di emergenza assolutamente inadeguati. Questo è il “bel paese” sotto i nostri occhi in questi giorni e diventa sempre più insopportabile l'ipocrisia e la retorica del “ora è il tempo di salvare le vite, poi discuteremo delle responsabilità” che si leva da governo, istituzioni e gran parte delle forze politiche e dei media. Quel “poi” non arriva mai e ogni volta si ripete sempre la stessa storia: promesse, dichiarazioni roboanti, patetici appelli alla solidarietà e poi tutto nel dimenticatoio. Noi non ci stiamo. Certo all'inizio si devono salvare le vite e siamo stati tutti felici di vedere quei bambini uscire dalla montagna di neve che li aveva seppelliti. Certo siamo orgogliosi di avere dei vigili del fuoco e dei soccorritori che si sacrificano giorno e notte, spesso scavando con le mani. Non ne possiamo più però delle raccolte di soldi per i terremotati: le abbiamo organizzate anche noi ma siamo convinti che uno stato che spende 20 miliardi per salvare qualche banca non dovrebbe aver bisogno delle “collette” di privati cittadini, non dovrebbe far passare 6 mesi per montare 25 (venticinque) casette di legno ad Amatrice, non dovrebbe attendere giorni (e neanche tante ore) per far arrivare mezzi di soccorso in un territorio dove nevicava da giorni e a forte rischio sismico, non dovrebbe permettere la distruzione delle economie locali come sta avvenendo in quei territori dove gli allevament di animali che rappresentano per molti l'esclusivo sostentamento, sono abbandonati al loro destino. La magistratura indagherà su eventuali responsabilità specifiche ma quelle che denunciamo sono responsabilità politiche che coinvolgono i governi degli ultimi decenni. Se in Giappone un terremoto del 7° grado produce qualche lieve ferito e da noi eventi molto meno gravi fanno centinaia di vittime, significa che è il sistema di prevenzione che non funziona. Sarebbe necessario un piano decennale di risanamento complessivo del territorio, di rimboschimento, di manutenzione dei sistemi idrici, di verifica preventiva dello stato degli edifici nelle zone a rischio sismico. Una verifica che dovrebbe poi produrre lavori di adeguamento sismico quando possibile e di ritiro dell'abitabilità quando impossibile con costruzione di altre abitazioni a carico dello stato. Si dovrebbero dotare gli enti locali, magari consorziandoli, di mezzi adeguati per gli interventi preventivi senza aspettare che gli spazzaneve arrivino da centinaia di chilometri di distanza. Anche l'emergenza dovrebbe essere riportata ad un sistema totalmente pubblico, efficace ed adeguato, basato non sull'attuale “protezione civile” che per molti versi è legato ai partiti e alla burocrazia ma principalmente sul corpo dei vigili del fuoco che dovrebbe essere fortemente rinforzato in mezzi moderni e uomini, con presidi fissi sul territorio, con strumenti e procedure adeguate a tutte le emergenze. Tutto ciò produrrebbe decine di migliaia di posti di lavoro stabili, contribuendo così anche alla ripresa economica di territori che in molti casi vivono in situazioni di forte disagio sociale, di sottosviluppo e di fortissima disoccupazione. Se i soldi si trovano per le banche, a maggior ragione devono essere trovati per rendere vivibile il paese, per prevedere un risanamento complessivo dell'ambiente e degli edifici, per costruire un sistema di emergenza realmente efficace e legato al territorio. USB ha elaborato una proposta di legge, gia depositata alla camera, sulla protezione civile e la prevenzione e nella quale proponiamo l'avvio di una massiccia opera di risanamento idrogeologico a livello nazionale e messa in sicurezza del tertitorio prevalentemente sismico assumendo giovani con le professionalità necessarie e utili come geometri, ingegneri, architetti, geologi etc. Di tutto questo vogliamo parlare e per questo organizzeremo presto un confronto pubblico che vorremmo si tenesse in contatto diretto con quei territori violentati dal terremoto e dall'ingordigia dell'uomo e dalla ricerca del profitto a tutti i costi. Un confronto al quale chiederemo di partecipare anche esperti geologi e ricercatori e i vigili del fuoco, i veri professionisti dell'emergenza.USB e ASIA

ROMA: GIOVANE DONNA CON DUE FIGLI MINORI DOMANI RISCHIA LO SFRATTO. AS.I.A/USB, L'INGIUSTIZIA NEI PIANI DI ZONA NON HA FINE.

Roma -

Anche l'on. Roberta Lombardi al presidio in difesa di madre disoccupata Roma, 6 febbraio 2017 Domani 7 febbraio a Roma, in via Fillia 27 (Piano di Zona Longoni), l'AS.I.A./USB sarà in presidio dalle ore 8.30 contro lo sfratto di Roberta Maggi, disoccupata e madre di due minori. Sono passati appena due mesi dall'ultimo accesso dell’Ufficiale Giudiziario e di nuovo torna l'incubo dello sfratto per Roberta e per i suoi figli, di cui uno con problemi di handicap. Al presidio sarà ancora presente l'onorevole Roberta Lombardi, che nel luglio 2015 aveva stabilito la sua residenza parlamentare presso l'abitazione della signora Maggi. Proprio a difesa di tale ingiustizia sociale si era schierata la deputata M5S, una forte iniziativa apprezzata da tutti coloro che si battono contro la truffa dei P.d.Z e la povertà dilagante nella nostra città. Nonostante l'indagine in corso da parte della magistratura penale su almeno 28 piani di Zona (è passata solo qualche settimana dal sequestro degli immobili a Monte Stallonara), che riguarda anche la società costruttrice Sette Costruzioni S.p.A. (PdZ Longoni) per i reati di truffa, corruzione e concussione, il giudice civile ha confermato l'esecuzione dello sfratto per Roberta Maggi e la sua famiglia. Gli immobili dei Piani di Zona sono stati realizzati per essere assegnati a famiglie in emergenza abitativa, su terreno del Comune di Roma e con il contributo di finanziamenti pubblici. Ma gli inquilini o gli acquirenti, nonostante le numerose opposizioni presentate dall'avvocato Vincenzo Perticaro, subiscono sfratti per morosità dopo aver pagato per anni dei canoni di locazione o prezzi di vendita molto più alti di quelli del libero mercato, talvolta per alloggi senza abitabilità, senza servizi e senza allaccio in fogna. L'AS.I.A./USB, di fronte a questa vergognosa ingiustizia che sembra non aver fine, sarà ancora una volta al fianco degli abitanti dei Piani di Zona. L'AS.I.A/USB chiede che la Giunta intervenga con atti concreti e definitivi per bloccare tutti gli sfratti e per il ripristino della legalità. Per ASIA-USB

ROMA E’ SBILANCIATA, 7 FEBBRAIO ASSEMBLEA IN CAMPIDOGLIO. QUANTO PESANO I DIRITTI?

Roma -

E' stato da poco approvato il bilancio della città di Roma con grande soddisfazione della giunta. Noi invece siamo preoccupati perché riteniamo che i diritti, soprattutto quelli sociali, abbiano pesato troppo poco nei conti del più grande Comune d'Italia. Le raccomandazioni dei revisori dell'OREF e la spinta a stare dentro i vincoli l'hanno fatta da padrone ancora una volta, costruendo un bilancio in piena continuità con quelli degli ultimi anni. Perché le questioni sociali, dalla casa al lavoro, i due grandi temi che stanno a cuore a migliaia di romani, non entrano dentro i calcoli della giunta? Il 4 ottobre si organizzò una grande assemblea popolare in Campidoglio che voleva essere un invito all'amministrazione a collaborare con i cittadini ed i movimenti sociali per provare a cambiare il volto della città. La giunta rispose chiudendo le porte e la sala della Protomoteca. Dopo altri quattro mesi purtroppo i segnali di un cambiamento vero non si sono avvertiti, mentre i drammi sociali continuano a mordere. Non basta il rispetto delle procedure per produrre un'inversione di tendenza rispetto ai tagli ai servizi sociali, ai licenziamenti, alla disoccupazione di massa, agli sfratti ed alla disperazione delle periferie. Più legalità non si traduce automaticamente in maggiore giustizia sociale e questo comporta un pericoloso sentimento di disillusione. Cittadini e lavoratori aspettano segnali forti di controtendenza e questi non si sono ancora manifestati. Anzi. La vicenda Almaviva così come il rischio di nuovi forti esuberi in Alitalia segnalano che la tendenza alla perdita di posti di lavoro non si è arrestata, né del resto è cominciata una nuova politica di investimenti nei servizi pubblici che potrebbe non solo risanare il cattivo funzionamento degli stessi ma anche ridurre i numeri di una disoccupazione dilagante. Sul fronte abitativo tutto è fermo tranne la politica degli sfratti. Non si interviene per fermare la politica speculativa sul patrimonio degli enti privatizzati e dei fondi immobiliari. I soldi destinati all’emergenza casa non vengono utilizzati, il patrimonio di case popolari resta esiguo e invece di allargarlo si alimenta la guerra tra poveri con la politica degli sgomberi. Sui Piani di Zona infine, dove il ripristino della legalità potrebbe effettivamente garantire più giustizia sociale, l’amministrazione si muove con imbarazzante lentezza, che finisce per favorire chi ha speculato. Serve un grande movimento che rimetta il tema dei diritti e delle questioni sociali al centro dell’agenda cittadina. Occorre che le tante vertenze sociali, ambientali e culturali della città trovino la modalità giusta per collegarsi e invertire l’ordine dei fattori: prima i diritti, poi l’equilibrio di bilancio. L’assemblea di martedì 7 febbraio nella sala della Protomoteca in Campidoglio è promossa oltre che dall’USB, anche dalla Carovana delle Periferie, da Diritto alla Città e da Salviamo il Paesaggio. Appuntamento alle ore 15.30 ROMA E’ SBILANCIATA Martedi 7 febbraio torniamo im Campidoglio Sulle priorità e le scelte sulla città pesano ancora troppo gli interessi dei poteri forti e poco o nulla le esigenze popolari. Il bilancio e le scelte della giunta comunale lasciano troppe cose come stavano prima. L’aria a Roma deve cambiare. MARTEDI 7 FEBBRAIO TUTTE E TUTTI IN CAMPIDOGLIO Le forze che hanno promosso l’assemblea del 4 ottobre scorso in Campodoglio, danno appuntamento per una Assemblea popolare, martedi 7 febbraioo alle ore 15.30 alla Sala della Protomoteca convocata da Carovana delle Periferie, Decide Roma, Unione Sindacale di Base, Forum Salviamo il Paesaggio.

BASTA IPOCRISIA E RETORICA SU TERREMOTO E NEVE: ORGANIZZIAMO UN CONFRONTO SULLE COSE DA FARE

Roma -

Appello dell'Unione Sindacale di Base Non solo terremoti e nevicate eccezionali ma anche e soprattutto un territorio devastato e violentato da abusi edilizi, disboscamenti, piani regolatori non rispettati o inesistenti, e poi procedure, sistemi e mezzi di emergenza assolutamente inadeguati. Questo è il “bel paese” sotto i nostri occhi in questi giorni e diventa sempre più insopportabile l'ipocrisia e la retorica del “ora è il tempo di salvare le vite, poi discuteremo delle responsabilità” che si leva da governo, istituzioni e gran parte delle forze politiche e dei media. Quel “poi” non arriva mai e ogni volta si ripete sempre la stessa storia: promesse, dichiarazioni roboanti, patetici appelli alla solidarietà e poi tutto nel dimenticatoio. Noi non ci stiamo. Certo all'inizio si devono salvare le vite e siamo stati tutti felici di vedere quei bambini uscire dalla montagna di neve che li aveva seppelliti. Certo siamo orgogliosi di avere dei vigili del fuoco e dei soccorritori che si sacrificano giorno e notte, spesso scavando con le mani. Non ne possiamo più però delle raccolte di soldi per i terremotati: le abbiamo organizzate anche noi ma siamo convinti che uno stato che spende 20 miliardi per salvare qualche banca non dovrebbe aver bisogno delle “collette” di privati cittadini, non dovrebbe far passare 6 mesi per montare 25 (venticinque) casette di legno ad Amatrice, non dovrebbe attendere giorni (e neanche tante ore) per far arrivare mezzi di soccorso in un territorio dove nevicava da giorni e a forte rischio sismico, non dovrebbe permettere la distruzione delle economie locali come sta avvenendo in quei territori dove gli allevament di animali che rappresentano per molti l'esclusivo sostentamento, sono abbandonati al loro destino. La magistratura indagherà su eventuali responsabilità specifiche ma quelle che denunciamo sono responsabilità politiche che coinvolgono i governi degli ultimi decenni. Se in Giappone un terremoto del 7° grado produce qualche lieve ferito e da noi eventi molto meno gravi fanno centinaia di vittime, significa che è il sistema di prevenzione che non funziona. Sarebbe necessario un piano decennale di risanamento complessivo del territorio, di rimboschimento, di manutenzione dei sistemi idrici, di verifica preventiva dello stato degli edifici nelle zone a rischio sismico. Una verifica che dovrebbe poi produrre lavori di adeguamento sismico quando possibile e di ritiro dell'abitabilità quando impossibile con costruzione di altre abitazioni a carico dello stato. Si dovrebbero dotare gli enti locali, magari consorziandoli, di mezzi adeguati per gli interventi preventivi senza aspettare che gli spazzaneve arrivino da centinaia di chilometri di distanza. Anche l'emergenza dovrebbe essere riportata ad un sistema totalmente pubblico, efficace ed adeguato, basato non sull'attuale “protezione civile” che per molti versi è legato ai partiti e alla burocrazia ma principalmente sul corpo dei vigili del fuoco che dovrebbe essere fortemente rinforzato in mezzi moderni e uomini, con presidi fissi sul territorio, con strumenti e procedure adeguate a tutte le emergenze. Tutto ciò produrrebbe decine di migliaia di posti di lavoro stabili, contribuendo così anche alla ripresa economica di territori che in molti casi vivono in situazioni di forte disagio sociale, di sottosviluppo e di fortissima disoccupazione. Se i soldi si trovano per le banche, a maggior ragione devono essere trovati per rendere vivibile il paese, per prevedere un risanamento complessivo dell'ambiente e degli edifici, per costruire un sistema di emergenza realmente efficace e legato al territorio. USB ha elaborato una proposta di legge, gia depositata alla camera, sulla protezione civile e la prevenzione e nella quale proponiamo l'avvio di una massiccia opera di risanamento idrogeologico a livello nazionale e messa in sicurezza del tertitorio prevalentemente sismico assumendo giovani con le professionalità necessarie e utili come geometri, ingegneri, architetti, geologi etc. Di tutto questo vogliamo parlare e per questo organizzeremo presto un confronto pubblico che vorremmo si tenesse in contatto diretto con quei territori violentati dal terremoto e dall'ingordigia dell'uomo e dalla ricerca del profitto a tutti i costi. Un confronto al quale chiederemo di partecipare anche esperti geologi e ricercatori e i vigili del fuoco, i veri professionisti dell'emergenza.USB Confederale

ROMA: REVOCARE SUBITO LE CONCESSIONI NEI PIANI DI ZONA PER BLOCCARE GLI SFRATTI E LE ASTE

Roma -

COMUNICATOPDZ TOR VERGATA: AVVIATA SOLO QUESTA MATTINA LA PROCEDURA DI REVOCA DELLA CONCESSIONE  STESSO SCENARIO PER CASTELVERDE DOPO LE NUMEROSE ENUNCIAZIONI Si è tenuto ieri, fino a tarda sera, l’incontro convocato dall’assessore Paolo Berdini sul pdz Tor Vergata, tra i dirigenti dell’Urbanistica, la cooperativa Lega San Paolo, gli otto inquilini del p.d.z., in presenza di ASIA-USB, l’avv. Perticaro, i consiglieri del M5S Pietro Calabrese e Simona Ficcardi. L’obiettivo preannunciato dell’appuntamento era quello di tentare un accordo di transazione, che doveva basarsi sul prezzo massimo di cessione. La realtà che ci siamo trovati davanti era surreale: il Presidente della coop. candidamente ha richiesto, di fronte all’assessore, ai dirigenti dell’Urbanistica ed ai consiglieri, un accordo di transazione per la cifra di euro 140/150 mila oltre al prezzo massimo di cessione, già versato dagli inquilini. Un invito palese alla violazione della legge, la stessa proposta avanzata nel medesimo tentativo fatto dall’assessore Caudo nel 2013, senza che nessuno è andato a denunciarli. Questo palese comportamento arrogante ha fatto venire allo scoperto l’assessore Berdini che solo a questo punto ha annunciato che avrebbe fatto partire la revoca, quindi sconfessando le sue dichiarazioni precedenti che le revoche fossero già partite. Stesso scenario il giorno prima con Castelverde: solo dopo una animata discussione e i tentativi di avanzare ipotesi gettate li senza un reale riscontro (es. l’entrata in campo della Cassa Depositi e Prestiti, i soliti noti!!), lo stesso assessore Berdini ha di fatto ammesso che la procedura di revoca non era ancora partita. L’avvio della procedura di revoca delle concessioni alle ditte truffatrici nei Piani di Zona, impegno tante volte assunto e a ieri ancora disatteso, resta l'unico strumento nelle mani della giunta capitolina per impedire queste ripetute ingiustizie. Da tempo richiediamo, lo abbiamo ribadito ieri, un tavolo tecnico per analizzare tutte le situazioni, ma ad oggi abbiamo solo impegni formali e pochi fatti L’unica strada che si può percorrere, come abbiamo dimostrato ancora una volta, è l’applicazione della legge. Ma a questo punto se non si recupera il tempo perso in inutili annunci, c'è il rischio che l'intervento possa avvenire troppo tardi. Questa mattina abbiamo notizie che sono partite finalmente le procedure di revoca. Avviate le revoche il Comune deve richiedere al Tribunale fallimentare e a quello delle esecuzione la sospensione degli sfratti e dell’asta, è l'unica strada per fermare gli sfratti. L’Asia Usb, dopo la vicenda di Monte Stallonara, che dimostra la gravità di questa truffa che colpisce decine di migliaia di abitanti delle periferie romane e non, chiama gli inquilini resistenti alla mobilitazione per la tutela del diritto alla casa nella nostra città. Indice un picchetto per difendere le otto famiglie sotto sfratto, nonostante abbiano pagato le loro case come previsto dalla legge, del pdz di Tor Vergata lunedì 23, a partire dalle ore 7.00, in via Marcello Gallian 20. Roma 20 gennaio 2017 ASSOCIAZIONE INQUILINI E ABITANTI – USB

ROMA. SENZA UNA POLITICA PER L’ABITARE RIMANE SOLO L’USO DELLA FORZA PUBBLICA

Roma -

Scontri Tiburtina: tensioni durante picchetto antisfratto di san basilio „ COMUNICATO STAMPA  Sventato ennesimo sfratto a San Basilio Sindaca Raggi: basta guerra tra poveri Stamattina era previsto un nuovo sfratto a San Basilio ai danni della signora Eleana, gravemente malata di tumore, che vive abusivamente da 5 anni in una casa popolare a San Basilio. Ripristino della legalità, tuonano dagli uffici del patrimonio. No, guerra tra poveri, rispondono gli abitanti di San Basilio considerando che la signora aveva dieci punti, cioè il massimo, nella vecchia graduatoria per accedere ad una casa popolare. Occorre assegnare gli appartamenti vuoti innanzitutto e poi procedere rapidamente ad allargare il patrimonio di case popolari, oggi enormemente insufficiente. Gli abitanti di San Basilio, organizzati con l'ASIA/Usb, dopo aver partecipata ad un picchetto antisfratto sotto casa della signora hanno dato vita ad una manifestazione spontanea che è arrivata fino a via Tiburtina. Quando si è saputo che era in corso lo sgombero della struttura occupata dei Monfortani sulla Prenestina è scattata immediatamente la solidarietà e si è concretizzato un blocco stradale. L'intervento della celere che ha addirittura chiesto il soccorso di un idrante ha fatto salire la tensione e la rabbia: non solo ci togliete casa, adesso ci menate pure. Alla fine la polizia, dopo le cariche anche verso donne e anziani, ha fermato un giovane del quartiere. La questione abitativa chiede da tempo una soluzione e l'amministrazione Raggi ha il dovere di intervenire per garantire un diritto, quello all'alloggio, che viene negato a migliaia di famiglie. Piuttosto che sfratti e sgomberi occorre che l'amministrazione metta in atto il Piano regionale sulla casa, i cui fondi ancora non vengono utilizzati. E soprattutto fermi immediatamente l'azione contro la povera gente a cominciare da lunedì prossimo, 23 gennaio, quando sono annunciati altri 8 sfratti a Tor Vergata, dentro quella vergogna ormai conosciuta dei Piani di Zona. Proprio sui Piani di Zona l'impegno tante volte assunto e ancora disatteso a revocare le concessioni alle ditte truffatrici resta l'unico strumento nelle mani della giunta capitolina per impedire queste ripetute ingiustizie. Ora c'è addirittura il rischio che l'intervento possa avvenire troppo tardi. Per questo è molto importante essere in tanti a difendere queste famiglie lunedì mattina, a partire dalle ore 7.00, a via Marcello Gallian 20 a Tor Vergata. Roma 20 gennaio 2017 Scontri Tiburtina: tensioni durante picchetto antisfratto di san basilio „ Picchetto antisfratto a San Basilio, idranti contro i manifestanti: caos sulla Tiburtina Le tensioni durante la protesta per "difendere dallo sfratto una donna malata di tumore". Ferito un dirigente della Polizia di Stato “ contri Tiburtina: tensioni durante picchetto antisfratto di san basilio „ Tensioni sulla via Tiburtina tra manifestanti e forze dell'ordine. Il blocco sulla strada statale nella zona di San Basilio, dove questa mattina è partito un 'picchetto antisfratto' da via Carlo Tranfo. Una volta raggiunto l'incrocio con la via consolare i manifestanti hanno trovato un grande dispiegamento di forze dell'ordine. Qui, secondo quanto riferisce Asia-Usb e si legge sulla diretta twitter di Dinamo Press, si sono verificate delle "cariche" con l'utilizzo di "idranti". Dei momenti di tensione che, secondo quanto riferiscono dalla Questura di Roma, hanno portato al "ferimento di un dirigente del servizio",  "colpito al volto da un cittadino straniero", con successivo  "ricorso alle cure mediche". PICCHETTO ANTISFRATTO - Il picchetto antisfratto era stato annunciato dalla Carovana delle Periferie per "difendere" una "donna malata di tumore". "L’obiettivo è impedire lo sfratto di Eliana, una donna malata di cancro che ha la sola colpa di essere povera e di aver occupato un appartamento del comune. Di fronte alla latitanza del Comune nel mettere in campo soluzioni sull'emergenza abitativa, gli apparati e i funzionari comunali vanno avanti nella loro guerra contro i poveri. Ma non hanno fatto i conti con la resistenza popolare". SFRATTO AL TIBURTINO III - "Infatti a Tiburtino III - si legge ancora sull'annuncio del picchetto antisfratto - dopo lo sgombero ingiusto di Giulia e di sua figlia ordinato dal Comune di Roma e dopo che le istituzioni (Comune, Regione,) le avevano lasciate senza casa, nel freddo di questi giorni senza nessun aiuto e nessuna risposta, gli abitanti di Tiburtino 3, l’Asia-Usb e la Carovana delle Periferie hanno restituito casa a Giulia e sua figlia. Dimostrando che la solidarietà è un' arma potente che gli abitanti delle periferie e delle case popolari sanno usare". LA NOTA DELLA QUESTURA - Tensioni confermate anche dalla Questura di Roma che in nota stampa scrive: "Un gruppo di circa cento persone, collegate ai “movimenti per l’abitare”, ha effettuato un blocco stradale immediatamente rimosso dall’intervento delle forze dell’ordine. Nell’occasione il dirigente del servizio è stato colpito al volto da un cittadino straniero ed è ricorso alle cure mediche. Le immagini sono al vaglio degli investigatori per l’identificazione dei responsabili". SGOMBERO A COLLE MONFORTANI - Una gioranta di passione, quella dei "movimenti romani", cominciato questa mattina presto con lo sgombero del palazzo della Curia occupato l'8 dicembre del 2015 sulla via Prenestina, nel territorio di Colle Monfortani, periferia est della Capitale. Anche in questo caso si sono registrate tensioni tra maniestanti e forze dell'ordine. Proprio in relazione allo sgombero di Colle Prenestino il picchetto antisfratto di questa mattina a San Basilio ha assunto anche il significato di "corteo in solidarietà con l'occupazione di colli monfortani". “

LA LOTTA PER LA CASA NEL MIRINO DELLA REPRESSIONE E NON DELLA POSSIBILE SOLUZIONE. DIRIGENTI SINDACALI USB VVF IDENTIFICATI.

Roma -

DIRIGENTI SINDACALI USB VVF IDENTIFICATI E DENUNCIATI A SAN BASILIO. Questa mattina intorno alle ore 10.15 sono arrivati i vigili del fuoco con tanto di mezzi pesanti (Autopompa) accompagnati dalla Digos e dal commissariato PS di San Basilio, presso l'occupazione abitativa di via Tiburtina 1064 per svolgere un sopralluogo sulla 'stabilità' del palazzo, nuovo di zecca. Questa visita era stata preannunciata nei giorni scorsi, ma proprio per la sua stranezza gli abitanti del residence si sono insospettiti ed hanno richiesto il sostegno dell'USB. Infatti il sospetto era fondato perché la squadra dei veigili del fuoco è intervenuta come se avesse dovuto spegnere un incendio e quindi distorta da eventuali necessità di soccorso. Alcuni dirigenti sindacali di USB VVF sono intervenuti per verificare l'uso corretto degli operatori del soccorso pubblico e della difesa civile, che spesso vengono adoperati per operare sgomberi o sfratti, in difformità con la loro naturale funzione, quella di garantire la salvaguardia dei cittadini. Questa presenza ha irritato i funzionari di polizia che hanno identificato e denunciato i dirigenti sindacali di USB VVF che chiedevano semplicemente delle spiegazioni sul motivo dell'intervento dei vigili del fuoco, quando ci sono aree del nostro paese che avrebbero certamente necessità di sopralluoghi di stabilità, prima che i palazzi crollino. ASIA-USB ROMA

A FIANCO DEI COMPAGNI DI LIVORNO

Roma -

A fine dicembre la Procura di Livorno ha denunciato 13 attivisti dell’ASIA/USB, da tempo impegnati nelle lotte per la casa ed in difesa dei precari e disoccupati della città. Le denunce sono arrivate a conclusione di una dettagliata indagine condotta dalla DIGOS cittadina e costruita attorno alla denuncia di due donne che si sono rivolte alla questura in seguito al fatto che erano state allontanate da una delle occupazioni di Livorno. Dalla lettura del voluminoso fascicolo che la questura di Livorno ha confezionato attorno a questa indagine si intuisce come una parte cospicua del personale sia stato dedicato all’inchiesta: hanno cioè deciso di investire uomini e risorse senza badare a spese, nella convinzione della grande rilevanza del tema. Pedinamenti, appostamenti, intercettazioni telefoniche e reperimento di testimonianze: un’attività investigativa in grande stile. La domanda che viene spontanea è: perché? Perché si decide di dedicare tanto tempo e tante risorse ad una questione di così poca rilevanza? La risposta sta nel crescente protagonismo della federazione USB di Livorno, nella sua capacità di misurarsi con la questione abitativa ma contemporaneamente di allargare lo sguardo al mondo della disoccupazione e della precarietà e in diverse categorie di lavoratori. In una città in fortissima crisi come Livorno, con un tasso di disoccupazione alle stelle, questo attivismo e questa capacità attrattiva spaventano gli organi di sicurezza e costringono a correre ai ripari. L’affermazione nelle ultime elezioni comunali del 2014 di un sindaco Cinque Stelle era già stato un segnale che nella città sono crescenti sia il disagio sociale che la disaffezione nei confronti delle forze che risultano compromesse con il sistema. Ora che il cambiamento sul piano amministrativo è risultato incapace di produrre significative novità sul piano sociale, la soluzione “di polizia” diventa l’unica strada per contenere la rabbia ed impedire che crescano le simpatie verso l’organizzazione sindacale indipendente. Peraltro le modalità dell’inchiesta e soprattutto i reati ipotizzati segnalano il tentativo di ulteriore torsione delle norme penali all’interesse tutto politico del soffocamento del conflitto sociale. Come a Roma o in altre città si sta ricorrendo all’uso del codice antimafia per comminare misure di sorveglianza speciale agli attivisti del movimento per la casa, così a Livorno si ricorre alle norme anti stalking, contro la violenza sulle donne, per limitare l’agibilità politica del sindacalismo indipendente. Non c’è limite alla fantasia ed alla creatività di giudici che con grande scioltezza utilizzano fattispecie di reato elaborate per ben altri contesti. Cosa c’entra la legge contro la violenza sulle donne con le forme di autogestione che le famiglie di inquilini/occupanti si danno dentro le occupazioni? Eppure, non potendo intervenire per sgomberare un palazzo costruito su una falda acquifera, costato centinaia di migliaia di euro alle casse pubbliche e sostanzialmente inutilizzabile, e nel quale sono riparate famiglie senza casa, la procura inventa un nuovo teorema per provare a mettere in cattiva luce chi lotta per il diritto all’abitare. ASIA/USB è impegnata in moltissime città a contrastare sfratti e sgomberi e a difendere il diritto ad un alloggio decente. Sabato 21 si terrà a Roma l’Assemblea nazionale dei delegati per decidere i prossimi passaggi del nostro lavoro e per promuovere, tutti assieme, la risposta più adeguata a questo infame tentativo di criminalizzare chi lotta per i diritti e la giustizia sociale.

SEQUESTRO DEGLI ALLOGGI DI MONTE STALLONARA: RISPOSTA AL COMUNICATO STAMPA DELL’ASSESSORE BERDINI

Roma -

L’assessore Berdini, a seguito del sequestro operato oggi dalla magistratura, ha diffuso un comunicato alle agenzia di stampa in cui ha sostenuto: “...ora faremo chiarezza…stiamo riportando la legalità dove finora è mancata …”. Tale sequestro, a differenza di quello che fa capire l’assessore, non avviene per un esposto depositato da quest’ultimo o dall’attuale Giunta o dall’avvocatura di Roma Capitale. Solo per ripristinare un principio di giustizia: gli esposti che hanno portato al sequestro di Monte Stallonara partono da una serie di denunce: 1) degli inquilini di Monte Stallonara; 2) di Asia Usb e non da ultimo dell’on. ROBERTA LOMBARDI …denunce che in tutti i casi sono state presentate attraverso l’avv. Vincenzo Perticaro vista l’evidente inerzia del Comune.  Di quale legalità si parla? Il sequestro preventivo di oggi, avviene proprio perché il Comune non ha fatto nulla di quanto previsto nelle convenzioni, come ad esempio vigilando ed applicando le relative sanzioni previste che, avrebbero dovuto portare, per le gravità delle contestazioni, alla revoca delle convenzioni, sia per Monte Stallonara, cosi come per tutti gli altri piani di zona (Castel verde e Tor Vergata). Mentre ancora non esiste neanche una contestazione di sanzione alle società responsabili di tale scempio. Il Comune, infatti, con i suoi uffici avrebbe potuto e dovuto imporre il rispetto della normativa, e se ciò fosse accaduto oggi a Monte Stallonara c’erano strade, fogne e non acqua e luce di cantiere con case prive di agibilità. La famiglia Ridolfi avrebbe ancora la propria casa, cosi come gli altri 4 inquilini che sono stati sfrattati nel silenzio del Comune di Roma. Ma anche i 7 appartamenti di Castelverde che sono stati oggetto di sgombero pochi giorni orsono, sarebbero ancora nella disponibilità di chi quelle case le ha già pagate: gli inquilini.  Un Comune che ripristina la legalità, aveva tutti gli elementi per contestare ai concessionari di finanziamento di edilizia ERP le violazioni attraverso con una vigilanza imposta nelle convenzioni che, invece non c’è stata né prima di Raggi, né ancora con il sindaco Raggi.  Ebbene, sono mesi che gli inquilini gridano alle istituzioni preposte del Comune, compreso il suo ufficio di applicare la legge ma, nessuno ha mai risposto con atti concreti, ma sempre e solo con proclami. Ad ottobre 2016 lei ci aveva detto che aveva iniziato le revoche delle concessioni con un video su facebook, sempre però poi smentire l’11 gennaio scorso la revoca proprio mentre sgomberavano i 4 appartamenti di Castel Verde giustificando la mancanza di fondi in bilancio. Allora perché dinanzi a tale evidente inerzia, saltare sul carro dei vincitori? Sul quel carro ci deve stare chi i diritti se li è tutelati con le unghie e con i denti: gli inquilini e chi li ha concretamente sostenuti mettendoci la faccia. Nessun altro. Noi invece, ci aspettiamo di vedere il 23 gennaio p.v. a Tor Vergata la stessa celerità utilizzata nel comunicato per tutelare i diritti degli inquilini.

CASA, P.D.Z. CASTELVERDE: LA POLIZIA INTERVIENE E LIBERA QUATTRO ALLOGGI REGOLARMENTE PAGATI DAGLI INQUILINI. SMENTITO L'ASSESSORE BERDINI CHE AVEVA ANNUNCIATO LA REVOCA DELLE CONCESSIONI.

Roma -

COMUNICATO STAMPA AS.I.A./USB: A ROMA ANCORA DETTANO LEGGE GLI INTERESSI DELLA SPECULAZIONE E DELLE BANCHE! Roma - mercoledì 11 gennaio 2017 Due blindati della Polizia insieme all'Ufficiale Giudiziario sono intervenuti questa mattina all'alba nel Piano di Zona Castelverde sigillando quattro appartamenti di cittadini che hanno acquistato gli alloggi al prezzo stabilito dalla legge per i piani di edilizia agevolata. Questo fatto grave smentisce clamorosamente le affermazioni dell'assessore Berdini che aveva annunciato pubblicamente l'avvenuta revoca delle concessioni, come previsto dalla convenzione firmata dal Comune di Roma, lasciando credere a tutti gli inquilini che l'amministrazione pubblica finalmente aveva optato per il ripristino della legalità. Le 27 famiglie sono ricadute improvvisamente nel vortice dell'insicurezza e dell'incertezza, anche in vista del prossimo avvicinarsi della data del 24 gennaio, giorno in cui verranno messi di nuovo all'asta gli alloggi. Sulla pagina Facebook di Asia Usb si può ascoltare la drammatica storia di Vincenzo truffato dai costruttori e abbandonato dalle istituzioni, è la storia di tantissimi abitanti degli oltre 110 piani di zona che a vario titolo sono stati raggirati a Roma e nel Lazio. Link: https://www.facebook.com/FederazionedelSociale/videos/1793622197568554/ L'ASIA-USB prende atto che nella nostra città, nonostante le promesse fatte in campagna elettorale dal Sindaco Raggi di discontinuità con il vecchio sistema, le numerose inchieste giornalistiche e televisive, l'inchiesta della magistratura, ancora la fanno da padrone gli interessi degli speculatori e delle banche. Il problema della casa viene affrontato non con l'affermazione del diritto e con l'applicazione della legge, ma ancora una volta solo con sgomberi e sfratti. L'AS.I.A.-USB, pur continuando la mobilitazione per ristabilire la certezza del diritto alla casa, presenterà insieme agli inquilini dei piani di zona, tramite l'avv. Perticaro, ancora una denuncia nei confronti dei responsabili del Comune di Roma che hanno omesso e continuano ad omettere l’applicazione della legge. Per ASIA-USB Angelo Fascetti

PDZ ROMA. GIUNTA RAGGI: AFFRANCAZIONE SI, RIPRISTINO DELLA LEGALITA' E BLOCCO DEGLI SFRATTI NO!

Roma -

Sono mesi che al Comune di Roma dicono di conoscere il problema degli sfratti dei Piani di zona, non solo dopo le rassicurazioni dell’assessore Berdini declamate anche in Tv, quelle della Commissione Urbanistica sulla task force e, per non finire, quelle del capo gruppo del Comune Paolo Ferrara; ma nonostante tutto questo l’unico documento prodotto dalla Giunta del Comune di Roma, in riferimento ai piani di Zona, è la nuova delibera sulle affrancazioni relativamente ai criteri di priorità. (collegati a questo link per vedere la delibera: www.urbanistica.comune.roma.it/_/de_/dgc-108-2016.pdf ). Ebbene, la giunta comunale non trova il tempo o “le priorità” per tutelare gli inquilini, che subiscono quasi giornalmente esecuzioni di sfratti ingiusti, però trova il tempo di attivarsi per stabilire i criteri per accelerare le affrancazioni dopo aver già redatto e pubblicato la delibera n. 13 del 5 agosto 2016. Nella recente delibera natalizia del 12 dicembre 2016 (dopo quella estiva del 5 agosto), tipica tecnica utilizzata solitamente dai vecchi partiti che decidevano cose importanti nei periodi festivi o feriali, vengono stabiliti i criteri di priorità: “….viene stabilito che, di norma, l’istruttoria delle istanze presentate seguirà l’ordine di protocollazione; tuttavia sarà data priorità alle istanze, complete della documentazione, che riportino la richiesta di trattazione d’urgenza per motivazioni quali: prossima compravendita (a tal fine veniva richiesto di allegare il contratto preliminare di vendita registrato e trascritto in data anteriore alla deliberazione del C.S. n. 33/2015) e divisione ereditaria (comprovata da idonea documentazione da allegarsi alla richiesta)”. E’ chiaro il problema cardine della Giunta, è quello di non fermare i rogiti, anzi, a chi ha una compravendita o un preliminare viene data priorità per l’affrancazione. Con la delibera si ottiene un triplice risultato: si omettono le verifiche sulle convenzioni e quindi le responsabilità del Comune, si incassano delle somme; ed infine si sana cosi ogni illecito dei costruttori. Tutto questo viene fatto il 12 dicembre 2016, 4 giorni prima dell’arresto di Marra, che avviene il 16 dicembre 2016. Il giorno della delibera erano presenti: la Sindaca, il Vice Sindaco Frongia e gli Assessori Bergamo, Marzano, Meleo, Meloni e Muraro. E' singolare l'assenza dell'assessore all'Urbanistica Berdini, che doveva esprimere per competenza una sua posizione in materia. Perché questa assenza? E' lecito chiedersi, a fronte del problema delle affrancazioni, se non fosse più urgente che la Giunta, il Consiglio comunale e le rispettive Commissioni si preoccupassero di rispettare gli impegni presi in campagna elettorale per: a) bloccare gli sfratti degli inquilini che per anni hanno pagato somme superiori a quelle previste dalla legge e sono stati cacciati dalla propria casa? Vedi i coniugi Ridolfi; b) fermare definitivamente le esecuzioni di sfratti o di vendite all’asta fatte in spregio alla normativa prevista? vedi Castelverde con sfratto previsto per mercoledì 11 gennaio 2017; c) tutelare quegli occupanti senza titolo, definiti tali a causa dell’inerzia del Comune sebbene avessero pagato la casa anni fa? Vedi Tor vergata con sfratto previsto il 23 gennaio 2017. Perché l'amministrazione comunale, in tutto questo, ha preferito dare priorità alle affrancazioni e non mantenere gli impegni presi con gli abitanti dei piani di zona per il ripristino della legalità? Prima di deliberare le affrancazioni qualcuno della giunta si è mai preoccupato di verificare il rispetto delle convenzioni, dei pagamenti degli oneri concessori, delle verifiche della regolarità delle fideiussioni, delle sanzioni o della verifica sulle vendita degli immobili? Come si può liberare da vincoli un immobile di ERP senza aver verificato quanto previsto dalle convenzioni, disciplinari e atti d’obbligo? Facendo un condono che tutela i responsabili del comune da responsabilità pregresse? Tale comportamento, oltre ad essere un abuso, potrebbe configurarsi anche come danno erariale… A pagare saranno sempre i cittadini, già truffati!

Roma, sgombero centro sociale Alexis. Basta con la politica degli sgomberi e degli sfratti!

Roma -

Comunicato Stampa dell'ASIA-USB. Sgomberi e sfratti, la Giunta Raggi inaugura il nuovo anno nel peggiore dei modi. Il massiccio spiegamento di forze per effettuare lo sgombero dello spazio socio-abitativo Alexis è un nuovo segnale allarmante di come si vogliono affrontare le questioni sociali nella città. Eppure proprio in quello spazio a dicembre le istituzioni locali avevano dato ampia disponivbilità a trovare una soluzione efficace. Ma non basta. Sempre questa mattina in via Mammuccari 25 a Colli Aniene i Vigili Urbani stanno sgomberando una famiglia - senza preavviso - da un alloggio comunale che abitava da molti anni. Domani sono previsti altri 27 sfratti nel piano di zona di Castelverde, vicenda ormai salita alle cronache nazionali, conosciuta sui media e ampiamente risaputa dall'amministrazione Raggi, che tuttavia continua a non agire. Non solo. Il 20 di questo mese a San Basilio è già preannunicato un nuovo sfratto in un appartamento del Comune a scapito di una donna gravemente malata di tumore. La scusa dei funzionari del Dipartimento al Patrimonio è che la signora è abusiva e bisogna far posto alla graduatoria degli aventi diritto. La verità è che continuano a rimanere vuote decine di appartamenti del Comune, colpevolmente non assegnati, mentre il Dipartimento guidato dal dott. Barletta si accanisce contro la povera gente. Solo tre giorni dopo, a Tor Vergata si preparano ancora altri 8 sfratti in un altro piano di zona per famiglie che hanno pagato l'alloggio come previsto dalla legge sull'edilizia agevolata. Lo stesso dirigente comunale sta conducendo una guerra spietata agli ospiti dei Residence, alcuni con malattie gravi e con situazioni sociali insostenibili. Assessore Berdini, Assessore alla Casa (ma ne esiste uno?) e Sindaco Raggi da che parte state? Asia-Usb

Asia-Usb Livorno sotto attacco.

Livorno -

Il comunicato del sindacato degli inquilini di Livorno dopo l'ennesimo atto repressivo Negli ultimi mesi il sindacato Asia-Usb si è reso protagonista di diverse iniziative di denuncia e di lotta nella nostra città. La contestazione all’ex premier Renzi  (costretto a svolgere il suo comizio dentro un capannone in periferia) che ha visto la partecipazione di centinaia di giovani, lavoratori e famiglie.  La manifestazione davanti alla sede del PD il giorno successivo al referendum costituzionale per ribadire le ragioni del NO sociale e contro il Job Act e i voucher. Il presidio di denuncia davanti al palazzo del picchetto in piazza Guerrazzi, una struttura all’interno della quale viene chiesto sistematicamente il “pizzo” da parte di alcuni occupanti. Da ultima l’occupazione simbolica di uno stabile in piazza Cavallotti di proprietà di una società legata alla famiglie dell’ex premier, società per cui i PM Fiorentini hanno chiesto il fallimento a seguito di numerose segnalazioni della Guarda di Finanza.  Proteste forti e determinate ma sempre pacifiche. Queste iniziative non devono essere piaciute a qualcuno infatti proprio stamattina, martedì 27 dicembre,  13 appartenenti al sindacato inquilini Asia-Usb sono stati convocati in questura per ritirare alcune notifiche. In sette pagine di ordinanza del GIP Antonio dal Forno viene descritto il nostro sindacato come una vera e propria  “associazione a delinquere” dedita alla gestione delle occupazioni. Niente di più falso. Il nostro sindacato sostiene, come è normale che sia, famiglie che si rivolgono ai nostri sportelli aiutandole a trovare delle soluzioni attraverso  vari canali, utilizzando anche la consulenza di alcuni avvocati.  Solo una parte, quando purtroppo non ha  alternative, decide autonomamente di intraprendere un percorso di occupazione abitativa dandosi delle regole di normale convivenza, partecipazione  e solidarietà tra gli inquilini occupanti. Anche in questo caso Asia continua a sostenerli  sindacalmente nelle loro legittime richieste. A torto o ragione molti di essi hanno ottenuto per fortuna una casa popolare. Nello specifico, ma è ovviamente solo un subdolo pretesto, i  13 iscritti ( che guarda caso risultano essere i più attivi politicamente) vengono accusati di aver minacciato un occupante per costringerlo ad abbandonare una struttura. Un’indagine a tempo record, svolta dalla Digos Livornese, che ha portato ad una ordinanza di applicazione di misura cautelare  di “divieto di avvicinamento” alla struttura medesima per tutti i componenti oltre che ad una denuncia penale per alcuni “fantasiosi” reati.  Un attacco gravissimo che arriva proprio in questi giorni quando il nostro sindacato è impegnato su molti fronti. Per il 14 gennaio è prevista una manifestazione in piazza Cavallotti contro le politiche dell’attuale governo in tema di lavoro e emergenza abitativa. Un attacco da cui sapremo difenderci in tutte le sedi. Che dire? Non ci siamo dimenticati le gravi dichiarazioni di un ispettore della Digos che neanche un mese fa chiese ad un inquilino di una occupazione  “di informarsi se esistevano delle famiglie che avevano avuto problemi con il sindacato e di portarle in Questura da lui”.  Non ci dimentichiamo che il nostro sindacato è stato l’unico ad avere il coraggio di denunciare il “racket” tra gli abitanti del palazzo del Picchetto quando la solerte Digos locale monitorava da tempo quella struttura senza mai intervenire.  La nostra attività politica e sindacale si è sempre svolta alla luce del sole e non abbiamo certo paura di rivendicare le nostre pratiche, anche e soprattutto quelle più determinate.  E’ più illegale mandare per strada una famiglia con dei minori in pieno inverno dopo averle venduta la casa all’asta,  oppure organizzare un picchetto per difenderla? E’ più illegale lasciare interi immobili all’abbandono e al degrado oppure sostenere delle famiglie in difficoltà che decidono di occuparli? Sindacato Inquilini Asia-Usb 27 dicembre 2016

ROMA, P.D.Z. CASTELVERDE: INVECE DELLE REVOCHE ARRIVANO LE INGIUNZIONI DI PAGAMENTO!

Roma -

COMUNICATO STAMPA ROMA, PIANI DI ZONA: NONOSTANTE LE PROMESSE GLI INQUILINI DI CASTELVERDE OGGI HANNO RICEVUTO UN DECRETO INGIUNTIVO PER INDENNITÀ DI OCCUPAZIONE. GLI INQUILINI DANNO MANDATO ALL’AVV. PERTICARO PER UNA DENUNCIA NEI CONFRONTI DEL COMUNE DI ROMA! Gli inquilini del P.d.Z. Castelverde B4, anziché ricevere la buona notizia della soluzione definitiva al loro problema della casa attraverso la revoca della concessione, come promesso dall’assessore Berdini, oggi si sono visti recapitare la prima ingiunzione da parte del fallimentare con l’assurda richiesta di 65 mila euro a titolo di occupazione senza titolo, cifra che verrà esigita da ogni singolo inquilino. Questo dopo che gli stessi hanno quasi completamente pagato le loro case. Quindi, dopo aver subito le ordinanze di sfratto, oggi devono subire anche le umiliazioni delle richieste di danni. L'inconsistenza della linea del comune di Roma sui piani di zona era stata più volte segnalata dall’Asia-Usb e da qualcuno vista come attacco strumentale. Che il comune brancoli ancora nel buio totale e irresponsabile è confermato da prova documentale con il decreto ingiuntivo. Era lo scorso ottobre quando lo stesso Berdini in un video pubblicato sulla sua pagina facebook sbandierava la revoca delle concessioni di Castelverde e Tor Vergata. Assessore dove sono finite le revoche, prima le sanzioni ed ancora prima i controlli? Qual è la colpa degli inquilini, quella di aver denunciato illegalità, soprusi ed ingiustizie nell'inerzia delle istituzioni, ieri come oggi? Aver difeso i propri diritti e lottato per tutelarli fidandosi ed affidandosi alla nuova giunta che oggi non ha più scusanti o giustificazioni si sorta? Gli inquilini non si fermeranno e troveranno il pieno sostegno dall’Asia-Usb. Non solo, faranno opposizione a tale decreto ingiuntivo, chiedendo nel processo civile l'intervento del comune di Roma responsabile di tutto ciò e procederanno ben oltre perché, molti di loro, hanno già dato mandato all'avv Vincenzo Perticaro di presentare una denuncia alla magistratura inquirente nei confronti dei responsabili di tali ritardi e/o omissioni perché ormai il tempo delle attese e delle giustificazioni è finito e quest'ultimo episodio ne è la conferma. ASIA-USB

Livorno: Territorio di conquista per speculatori e imprese

Livorno -

Territorio di sfruttamento e disoccupazione per i Livornesi Questa mattina, 22 dicembre 2016, il sindacato Asia Usb ha occupato, simbolicamente, per qualche ora, un’enorme palazzo con decine di appartamenti in piazza Cavallotti. L’ennesimo simbolo di una speculazione senza fine, portata avanti dalla cricca imprenditoriale del partito democratico, ai danni dei livornesi. L’immobile in questione è di proprietà della COEM srl di Rignano sull’Arno di Bacci Andrea. Società per cui i PM Fiorentini hanno chiesto e ottenuto, neanche un mese fa, un’istanza di fallimento dopo aver ricevuto un’annotazione della Guardia di Finanza. Si parla di alcuni intrecci economici anche con la società Lucchese Calcio e di debiti per 13,78 milioni di euro. Ma chi è Bacci Andrea? Ex socio e creditore di Tiziano Renzi da sempre vicino alla famiglie dell’ex Premier e attuale segretario del partito democratico. Renzi lo avevo proposto come amministratore delegato della Telecom Sparkle dopo avergli affidato numerose cariche nelle partecipate Fiorentine quando era sindaco. Nel 2011 con una decisione di giunta (allora sindaco Cosimi) si dette avvio alla variante urbanistica ex Cinema La Gran Guardia. Il palazzo di via Santa Giulia, angolo Piazza cavallotti, fa parte di quella variante. Ennesima speculazione edilizia inutile e ennesima beffa nei confronti della città. Dalle informazioni in nostro possesso sembrerebbe che una porzione dell’immobile doveva essere ceduta al comune per il famoso progetto della cineteca pubblica. Cosa succederà dopo l’istanza di fallimento? Alcune piccole ditte , anche Livornesi, non hanno più ricevuto i pagamenti dovuti dalla Coam rischiando così di fallire. Decine di appartamenti resteranno vuoti. Il solito imprenditore non subirà nessuna conseguenza e nella nostra città si continuerà a speculare impunemente. Il minimo che si possa fare è requisire temporaneamente l’interno immobile dando seguito alla delibera del consiglio comunale votata quest’estate. La giunta Pentastellata avrà il coraggio di farlo? Dopo il fallimento pilotato del cantiere navale per costruire centinaia di appartamenti, dopo il progetto della piattaforma Offshore costata quasi un miliardo di euro senza neanche un posto di lavoro in cambio, in vista delle prossime grandi opere come la Darsena Europa e il nuovo ospedale pensiamo sia arrivato il momento di dire basta. Livorno ha già pagato abbastanza ricevendo in cambio solo disoccupazione, precarietà ed emergenza abitativa. In questa progetto criminale il Partito Democratico e la sua cricca di imprenditori e cooperative hanno giocato un ruolo centrale. Dirigenti comunali compiacenti e alcune segreterie sindacali hanno fatto il resto. La lega Nord è la destra, foraggiando un’inutile guerra contro gli stranieri e gli immigrati, hanno anch’essi il loro ruolo. Far credere al disoccupati Livornesi che i responsabili della loro situazione sono gli immigrati che “rubano” il lavoro, i servizi e le case quando in realtà esiste una chiara strategia di dismissione del patrimonio pubblico, di precarizzazione del lavoro (ad esempio attraverso i voucher) e privatizzazione dei servizi pubblici. Per noi non esiste differenza tra un lavoratore straniero e uno Italiano. Non è certo lui il nostro vero nemico. Per tutti questi motivi invitiamo i lavoratori, i disoccupati, gli studenti e tutti quei soggetti che stanno pagando questa crisi a partecipare al presidio del giorno 14 gennaio dalle ore 17 in piazza Cavallotti. Porteremo in piazza le ragioni del NO sociale al referendum dopo che il nuovo governo “fotocopia” ha deciso di confermare tutte le riforme economiche che hanno affossato il nostro paese e la nostra città. In vista del grande corteo cittadino in preparazione a febbraio, promosso da diversi soggetti cittadini, ribadiremo ancora una volta che Livorno non deve essere territorio di conquista per nessuno. Asia-Usb Livorno Comitato Livornese disoccupati e precari

LO SFRATTO E' UN'INFAMIA SOCIALE. IL 15 DICEMBRE PRESIDIO PER DIFENDERE MARIA, ANZIANA E MALATA!!

Roma -

DOMANI 15 DICEMBRE PRESIDIO PER IMPEDIRE LO CHE LA SIGNORA MARIA (NELLA FOTO), VITTIMA DELLA  VORACITA' DELLE BANCHE E DEGLI SPECULATORI, FINISCA IN MEZZO AD UNA STRADA.APPUNTAMENTO ALLE ORE 8,30 IN VIA RADDUSA 9 A TOR BELLA MONACA.RICORDIAMO LA STORIA DI MARIA.La signora Maria si è fatta garante presso la banca del mutuo concesso al figlio per l'acquisto delle sua casa. Per problemi economici sopraggiunti lo stesso figlio non è stato più in grado di pagare tutte le rate del mutuo.La banca ha mandato la casa all'asta ed è finita nelle mani del solito speculatore di turno. Questo 'nobile signore' ha proposto alla famiglia di Maria di ricomprarsi la casa al doppio del valore pagato.A questo punto interviene la "giustizia" italiana e con celerità ha sentenziato il rilascio dell'immobile: domani 15 dicembre dovranno lasciare la casa anche se la signora è in gravissime condizioni di salute, come si può vedere dalla foto.Il problema della casa è diventato una calamità sociale che nessuna istituzione sta affrontando. Grave è la latitanza della Regione Lazio che non affronta il tema, sollevato più volte da Asia-Usb, del blocco degli sfratti. Altrettanto grave è l'atteggiamento della nuova Giunta Raggi che ha 'risolto' il problema non istituendo neanche l'Assessorato alla casa (per la prima volta dal dopoguerra) e lascia per strada chi viene sfrattato, come è successo per i coniugi anziani dal PdZ Longoni.Quindi, si crea emergenza su emergenza abitativa, senza che nessuno intervenga.Al contrario chi continua a guadagnare sono gli avvoltoi delle aste, che con sistemi collaudati, sono in grado di acquistare e quindi speculare sui sacrifici della povera gente, con le connivenze delle banche e dei grandi speculatori. E in modo inumano, non si guarda a chi vive in situazioni di gravità come la signora Maria.

GLI INQUILINI DELLE CASE POPOLARI ASSEDIANO L’ASSESSORATO AL PATRIMONIO DI ROMA CAPITALE

Roma -

Forte iniziativa questa mattina degli inquilini delle case popolari di Roma contro l’assurda gestione delle case popolari che mira a criminalizzare gli abitanti delle periferie e a coprire l’incapacità di mettere a frutto questo importante patrimonio abitativo. E’ diventata ormai consuetudine non controllare il patrimonio, non riassegnare le case vuote, inviare periodicamente richieste di migliaia di euro di arretrati non giustificati, sfrattare le famiglie senza titolo ignorando il contesto in cui è nato questo fenomeno, revocare assegnazioni a famiglie che sono nelle graduatorie ignare e vittime di Dirigenti poco trasparenti. Il tutto per distruggere e non valorizzare questo importante patrimonio pubblico, dando la percezione che alcuni dirigenti del dipartimento del patrimonio di Roma Capitale sono più impegnati a fare una guerra contro i poveri che a contribuire a risolvere il problema della casa nella nostra città. E’ una modalità che abbiamo visto messa in atto in questi ultimi lustri, da personaggi che hanno attraversato le varie amministrazioni di centro destra e centro sinistra, da avventurieri coscienti che trovano più facile consenso quando si alimentano le guerre tra poveri, dimenticandosi che sono ben pagati per trovare soluzioni ai problemi della città. Nel corso della manifestazione è stata ricevuta una delegazione dall’assessore al Patrimonio Mazzillo al quale è stato chiesto il blocco delle lettere di richiesta degli arretrati inviate dalla Prelios e la fine della gestione privatistica del patrimonio del Comune di Roma; il blocco degli sfratti; il blocco delle lettere di decadenza dei 250 inquilini assegnatari da anni e minacciati di essere rimessi per strada; la nomina dell’assessore alla casa, l’impegno a convocare un tavolo a gennaio. Su tutti questi punti c’è stata una risposta positiva da parte dell’Assessore al Patrimonio. L’ASIA-USB ritiene quello di oggi un passo importante, aspettiamo di verificare concretamente questi impegni e continuerà la battaglia a difesa dell’edilizia pubblica.

GIÙ LE MANI DALLE CASE POPOLARI! TANTI ABITANTI DELLE CASE POPOLARI DI BOLOGNA ALL'ASSEMBLEA DELL'ASIA-USB

Bologna -

In data 10 dicembre a Bologna si è tenuta un’assemblea di grande importanza, organizzata da Asia-USB sul tema della riforma regionale ERP che dovrebbe entrare in vigore dal 1 gennaio 2017. Questa legge, scritta e fortemente voluta dal PD regionale, prevede tre novità catastrofiche: - sbarramento all’accesso: può fare domanda di casa popolare solo chi ha 3 anni di residenza o contratto di lavoro continuativo in regione. Questo provvedimento nasce per penalizzare i migranti, ma ha effetto anche sui molti lavoratori in mobilità, che arrivano da altre regioni, e non possono nemmeno fare domanda prima di tre anni. - aumento dei canoni: nel calcolo degli affitti avrà maggiore peso il valore e le caratteristiche dell’immobile, con inevitabili aumenti dei canoni e possibili incongruenze tra questi e la situazione reddituale del nucleo assegnatario. - “turn-over”: si abbassa il limite di ISEE annuo per la permanenza del nucleo nell’alloggio, da 34.308€ a 24.016€. Per chi supera tale limite sarà avviata la procedura di sfratto. Questo in particolare è l’aspetto più preoccupante della legge, non solo perché sancirà centinaia di sfratti, ma perché di fatto snatura la funzione stessa delle case popolari. Questi alloggi sono patrimonio pubblico, che i lavoratori hanno pagato per generazioni attraverso le tasse destinate alla cassa Gescal, e non possono essere equiparati alle strutture di emergenza, con un continuo ricambio come vorrebbe l’assessore regionale Gualmini. Inoltre, viene difficile credere che gli alloggi svuotati tramite questa legge saranno tutti riassegnati, visto che l’orientamento del governo nazionale è quello di estinguere o privatizzare tutti i servizi di welfare pubblico, compresa la vendita del patrimonio abitativo pubblico a privati. L’assemblea, alla quale hanno partecipato anche altre realtà cittadine come l’ass. Sind. Pugno Chiuso, Rifondazione e alcuni membri del Movimento 5 Stelle, è stata animata da numerosi interventi da parte dei moltissimi inquilini presenti. E’ stata forte la presa di coscienza collettiva dell’importanza oggi di difendere il patrimonio pubblico e, anzi, lottare per ampliarlo, in modo che il diritto di tutti a un alloggio a prezzo equo sia rispettato. Così come forte è stata l’indignazione espressa, il senso di tradimento percepito dai cittadini nell’apprendere che una legge che ha conseguenze così pesanti è stata approvata senza alcun confronto con le parti sociali in causa, con gli assegnatari stessi. L’assemblea ha quindi deciso una prima data di mobilitazione, per far ritirare da subito questa legge e discutere, con la presenza di un comitato di controllo popolare composto dagli inquilini stessi, una vera riforma del patrimonio abitativo pubblico, che punti all’ampliamento con politiche attive invece che all’annullamento, a partire dall’utilizzo immediato degli stabili sfitti. Il NO al referendum ha messo in difficoltà il PD, autore della legge, che ha già posticipato di 6 mesi l’applicazione dei nuovi canoni, dunque il 20 dicembre, alle ore 15.30, giorno in cui l’Assemblea Regionale dovrebbe approvare il bilancio, saremo insieme all’inquilinato in presidio sotto la sede della Regione, per il ritiro di questa legge e per dire forte e chiaro che non si può approvare un bilancio che non preveda lo stanziamento fisso di fondi pubblici per l’ampliamento del patrimonio ERP! Asia-USB Bologna