Associazioni Inquilini e Abitanti

CASA, P.D.Z. CASTELVERDE: ALTRI 3 ALLOGGI VENDUTI ALL'ASTA. PERCHE' LA GIUNTA RAGGI NON COMPLETA LA REVOCA E APPLICA LA LEGGE?

Roma -

COMUNICATO STAMPA AS.I.A./USB: A ROMA ANCORA DETTANO LEGGE GLI INTERESSI DELLA SPECULAZIONE E DELLE BANCHE A DANNO DELLA CITTA’ E DEL DIRITTO ALLA CASA! Roma,  30 marzo 2017 Ancora 3 alloggi del PdZ Castelverde B4 venduti all’asta questa mattina, in tutto 10 appartamenti sottratti a cittadini che li hanno acquistati al prezzo stabilito dalle norme che regolano i piani di edilizia agevolata. E’ un fatto grave ed inaccettabile la cui responsabilità primaria la porta l’Amministrazione capitolina e la Regione Lazio che non hanno applicato la legge e eseguito i controlli previsti, hanno lasciato agire impunemente speculatori e banche sul proprio patrimonio pubblico. La stessa Giunta Raggi ha avviato con incomprensibile ritardo, e ancora non ne ha completato l’iter, la revoca delle concessioni, così come è previsto dalla convenzione firmata in applicazione della legge. Le famiglie sono state lasciate in balia di se stesse, nelle mani del Tribunale Fallimentare e degli interessi privati e illegittimi, che hanno agito contro cittadini che hanno pagato le loro case. L'ASIA-USB ha scritto nei giorni scorsi al nuovo Assessore all’urbanistica per chiedere un incontro urgente e un intervento per fermare l’asta per le case di Castelverde e l’accelerazione delle procedure di revoca. La risposta è stata quella di oggi: nuove case vendute all’asta. Un danno nei confronti della collettività che l’Amministrazione pubblica sta di fatto coprendo impedendo il ripristino della legalità. Prendiamo atto che nella nostra città, nonostante le promesse fatte dalla Giunta capitolina, le numerose inchieste giornalistiche e televisive, l'inchiesta della magistratura, ancora la fanno da padrone gli interessi degli speculatori e delle banche. L'AS.I.A.-USB ha presentato nelle settimane scorse un altro esposto nei confronti del Sindaco di Roma e del Presidente della Regione Lazio per denunciare l’omissione della legge sull’edilizia agevolata, la mancanza dei controlli previsti e il danno erariale derivante da questa omissione. Per ASIA-USB Angelo Fascetti

CASA ROMA, PDZ LONGONI: NONOSTANTE LA NOTIFICA DELL'INDAGINE PER TRUFFA ROBERTA, MADRE DI DUE FIGLI MINORI, DOMANI RISCHIA ANCORA LO SFRATTO.

Roma -

Comunicato stampa AS.I.A/USB: FERMARE GLI SFRATTI E LA TRUFFA DEI PIANI DI ZONA. l'on. Roberta Lombardi SARA’ DI NUOVO PRESENTE al presidio in difesa di madre disoccupata Roma, 20 marzo 2017 Nonostante la notifica del procedimento di indagine in corso da parte della magistratura penale alla società costruttrice Sette Costruzioni S.p.A. (PdZ Longoni) per i reati di truffa, continua lo sfratto per Roberta Maggi e la sua famiglia. Domani 20 marzo a Roma, in via Fillia 27 (Piano di Zona Longoni), l'AS.I.A./USB sarà in presidio dalle ore 8.30 per impedire l’ennesimo sfratto di una madre di due minori, disoccupata. Al presidio sarà ancora presente l'onorevole Roberta Lombardi, che nel luglio 2015 aveva stabilito la sua residenza parlamentare presso l'abitazione della signora Maggi. Gli immobili dei Piani di Zona sono stati realizzati per essere assegnati a famiglie in emergenza abitativa, su terreno del Comune di Roma e con il contributo di finanziamenti pubblici (regionali, ministeriali o europei). Ma gli inquilini o gli acquirenti, nonostante le numerose opposizioni presentate dall'avvocato Vincenzo Perticaro, subiscono sfratti per morosità dopo aver pagato per anni dei canoni di locazione o prezzi di vendita molto più alti di quelli del libero mercato, talvolta per alloggi senza abitabilità, senza servizi e senza allaccio in fogna. L'AS.I.A./USB continua la battaglia per l’applicazione delle norme in materia di edilizia agevolata, che prevedono per le violazioni sanzioni e revoche delle concessione, e sarà ancora una volta a fianco di Roberta e di tutti gli abitanti dei Piani di Zona. L’approvazione della prima revoca per Tor Vergata è un importante passo avanti, ora è necessario proseguire su questa strada, accelerare le procedure di revoca avviata per Castelverde e rendere operativa la Commissione d’inchiesta che analizzi le violazioni commesse da società e coop. costruttrici per tutti i piani di zona.. L'AS.I.A/USB ribadisce che è incomprensibile il silenzio della Regione Lazio che non ha ancora mosso un dito nella direzione del ripristino della legalità e per bloccare gli sfratti. La gestione dell’emergenza casa e delle politiche dell’edilizia pubblica (come quella agevolata nei PdZ) è trattata come se non fosse materia regionale, come prevede invece il Titolo V della Costituzione, e viene quindi lasciato al solo intervento della magistratura. ASIA-USB

PIANI DI ZONA A ROMA, LA MAGISTRATURA CHIUDE ALTRI TRE FASCICOLI, 15 INDAGATI TRA DITTE, COOP E DIRIGENTI COMUNALI.

Roma -

ASSORDANTE IL SILENZIO DEL COMUNE E DELLA REGIONE LAZIO. Arrivano le prime notifiche di chiusure delle indagini ex art. 415 bis c.p.p. con le prime formali contestazioni dei reati, sia nei confronti dei costruttori che nei riguardi dei responsabili dell’ufficio urbanistica del Comune di Roma. Le denunce tutte presentate dall’avv. Vincenzo Perticaro nell’interesse degli inquilini da sempre assistititi dal punto di vista sindacale da Asia Usb. Un primo fascicolo vede indagato per truffa aggravata ai danni degli inquilini, truffa aggravata ai danni dello Stato il sig. Sette Claudio e la società Sette Costruzioni spa. Per il Comune di Roma sono indagati il dott. Andreangeli Marcello e Frontani Maurizio per il reato di omissioni di atto di ufficio. Un secondo fascicolo vede indagati Farina Riccardo e Bencini Giulio in concorso per il reato di truffa aggravata ai danni degli inquilini e truffa aggravata ai danni dello Stato. Per il Comune di Roma sono indagati Andreangeli Marcello, Francesca Bedoni Saveria, Frontani Maurizio e Mancini Luciano per il reato di omissioni di atto di ufficio. Mentre il Consorzio AIC è indagato per il reato di truffa aggravata ai danni degli inquilini e truffa aggravata ai danni dello Stato. Un terzo fascicolo vede indagati Arcidiacono Giovanni, Vallo Gabriele e Carrassi De Villar Emanuele in concorso per il reato di truffa aggravata ai danni degli inquilini e truffa aggravata ai danni dello Stato. Per il Comune di Roma sono indagati Andreangeli Marcello e Frontani Maurizio per il reato di omissioni di atto di ufficio. Le società Provera e Carrassi spa e Immobiliare Guido D’Arezzo risultano indagate per il reato di truffa aggravata ai danni degli inquilini e truffa aggravata ai danni dello Stato. ASIA-USB

NAPOLI IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA UNA MOZIONE PER L'APERTURA DI SPORTELLI PER LA MANUTENZIONE DELLE CASE POPOLARI

Napoli -

NAPOLI IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA UNA MOZIONE PER L'APERTURA DI SPORTELLI PER LA MANUTENZIONE DELLE CASE POPOLARI. ASIA-USB ESPRIME PREOCCUPAZIONE PER LA MANCANZA DI FONDI CHE RISCHIA DI FERMARE LA GIÀ SCARSA GESTIONE DELLE CASE. Di fronte a una situazione di forte disagio e carenza di risorse pubbliche per opere di risanamento e manutenzione delle case popolari del Comune di Napoli, oggi nel corso del Consiglio Comunale si è riusciti a strappare - grazie ad un presidio di movimenti di lotta per il lavoro, il reddito e la casa - un importante ordine del giorno. L’obiettivo dell’atto è di istituire degli Sportelli del Comune che possano rispondere, nelle Municipalità con più alto tasso di edilizia popolare, alle numerose richieste di intervento di manutenzione per tutelare il patrimonio comunale ad uso residenziale di edilizia popolare. Nel concreto si chiede l’apertura di Sportelli della società partecipata Napoli-Servizi nelle VII e IX municipalità, che siano attrezzati di piccole squadre PIC (Pronto intervento case), con personale formato per interventi di piccola manutenzione per gli alloggi ad uso residenziale. Territori e quartieri dove da tempo i movimenti per il diritto all’abitare sono presenti con Sportelli di assistenza legale e fiscale agli abitanti e inquilini. Siamo lieti che l’Amministrazione abbia dato una prima risposta politica su questo tema per questo motivo continueremo a vigilare sul tema del diritto all’abitare, dell’erogazione del servizio pubblico e dell’opposizione ai processi di privatizzazione. Nel contempo esprimiamo grosse preoccupazioni per un articolo apparso sul quotidiano de "la Repubblica" in cui si fa nota che da inizio febbraio la Napoli-Servizi, società che gestisce i 23 mila alloggi popolari, fermerà le manutenzioni straordinarie. Scrive la Napoli-Servizi che “vista la grave situazione di liquidità aziendale l’azienda può attivare solo interventi di piccola manutenzione ordinaria rinviando gli interventi di natura straordinaria”. Una notizia che da un lato ci preoccupa, visto l’attacco storico che da anni subiscono le aziende partecipate, ma, dall’altro, a fronte dei continui proclami da parte della Giunta De Magistris di voler difendere le aziende partecipare e di rompere i Patti di Stabilità, ci impone di dover spingere nei confronti dell’amministrazione affinchè sfori i vincoli del Patto di Stabilità e difenda le Società Partecipate, i servizi erogati ai cittadini e gli attuali livelli salariali dei lavoratori delle partecipate. Asia USB Napoli ovest

ROMA PIANI DI ZONA, AS.I.A-USB DIFFIDA LA SINDACA RAGGI E IL PRESIDENTE ZINGARETTI

Roma -

ROMA PIANI DI ZONA, AS.I.A-USB DIFFIDA LA SINDACA RAGGI E IL PRESIDENTE ZINGARETTI: FERMARE LA COLPEVOLE OMISSIONE DA PARTE DEL COMUNE E DELLA REGIONE LAZIO DELLE NORME SULL'EDILIZIA AGEVOLATA CHE FAVORISCE LA SPECULAZIONE, CREA UN DANNO ERARIALE PER LA CITTÀ E GETTA NEL DISAGIO ABITATIVO DECINE DI MIGLIAIA DI FAMIGLIE COLPITE DA QUESTA TRUFFA. Nota: rendiamo pubblica questa lettera di diffida perché alle precedenti richieste di incontro non abbiamo ricevuto riscontro. Al Sindaco di Roma Capitale Virginia Raggi Al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti E p.c. Procuratore Generale Corte dei Conti ATTO DI DIFFIDA Il sottoscritto Angelo Fascetti con la presente, in qualità di legale rappresentante dell’associazione ASIA - USB, è intenzione rappresentarVi la gravissima situazione che, in questo particolare momento storico, stanno affrontando le famiglie beneficiarie del programma di edilizia residenziale pubblica nel territorio capitolino. Giova ricordare prima di tutto in cosa consiste l’edilizia economica-popolare. Per edilizia residenziale pubblica (ERP) si intende quella realizzata, direttamente o indirettamente, dallo Stato, per la creazione, a costi ridotti, di abitazioni da assegnare, a condizioni economiche particolarmente favorevoli, a cittadini con redditi bassi o che si trovino in condizioni economiche disagiate. Invece in questa Regione e soprattutto in questa città i beneficiari sono stati altri, non certamente i fruitori finali del beneficio: gli inquilini. Perché, come si dirà in seguito, sono stati applicati agli inquilini canoni elevatissimi, prezzi massimi senza alcun controllo di Regione e Comune e, ma ancor di più, nell’assoluta violazione di legge. I Piani per l’Edilizia Economica e Popolare (c.d. PEEP), che nascono come degli strumenti urbanistici esecutivi di uno impianto programmatico che si estende alle aree necessarie per il soddisfacimento del fabbisogno abitativo per i ceti meno abbienti, hanno finito per perdere tale finalità. Il loro scopo era risolvere l’emergenza abitativa sul territorio nazionale, offrendo ai cittadini la possibilità di accedere a canoni di locazione calmierati rispetto al libero mercato e successivamente procedere poi all’acquisto degli stessi, mentre a causa dell’inerzia voluta o non, dei vigilanti si è trasformata in una chiara speculazione immobiliare a danno della collettività. Vorrei ricordare che l’edilizia agevolata prevede la sottoscrizione di atti registrati e trascritti sugli immobili con cui il Comune di Roma Capitale concede il diritto di superficie. Atti quali: 1) la Convenzione, che regola il diritto di superficie e stabilisce gli oneri concessori, di urbanizzazione e fideiussori; 2) il Disciplinare, che regola i meccanismi e le norme che deve rispettare la Società costruttrice nella gestione degli immobili edificati grazie al finanziamento pubblico; 3) l’Atto d’obbligo, che detta tutte le regole da applicare alla locazione di tali alloggi. Tutti atti firmati da un dirigente del Comune che certifica la veridicità di quanto in essi contenuto. Questi atti contengono tutta la normativa da applicare ai Piani di Zona e prevedono anche uno specifico sistema sanzionatorio, contenuto all’art. 14 del Disciplinare, per le ipotesi in cui le imprese costruttrici violino le disposizioni della Convenzione. Questo sistema sanzionatorio non è mai stato applicato, con evidente danno per le casse di Comune e Regione e di conseguenza per i cittadini. Sembra che tali atti siano stati sconosciuti agli uffici della Regione e del Comune, visto che sono rimasti inapplicati fino ad oggi con evidente responsabilità. Infatti, continua a sfuggirvi che Roma Capitale e la Regione Lazio hanno un preciso obbligo di vigilanza e controllo sull’operato delle Società concessionarie - costruttrici. Sempre per rinfrescare il ricordo, la Regione Lazio deve: Vigilare sulla gestione amministrativo-finanziaria della società fruenti di contributi pubblici al fine di assicurarsi che non vengano poste in atto condotte atte alla speculazione del patrimonio pubblico ai sensi dell’art. 4, lett. e), L. 457/78; Esercitare il controllo sul rispetto da parte dei soggetti incaricati della realizzazione dei programmi di edilizia abitativa fruenti dei contributi pubblici, delle procedure e dei vincoli economici e tecnici stabiliti per la realizzazione dei medesimi programmi e ad accertare il possesso dei requisiti da parte dei beneficiari dei contributi dello Stato ai sensi dell’art. 4, lett. m), L. 457/78. Mentre Roma Capitale deve: Controllare e vigilare la regolarità della documentazione depositata; Vigilare sul rispetto degli obblighi assunti con la Convenzione; Applicare le sanzioni previste in caso di violazioni ai sensi dell’art. 14 del Disciplinare. Qualora voleste maggiori conferme, quanto detto lo ribadisce più volte anche lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con nota prot. n. 0011931 del 31.11.2015, chiarisce che: “…relativamente a tutte le fattispecie di interventi di edilizia agevolata la Regione Lazio e la stessa Roma Capitale sono gli organi preposti al controllo e alla vigilanza affinché vi sia un’effettiva e corretta applicazione della normativa di settore e delle convenzioni stipulate. E’ noto infatti che a seguito del trasferimento delle funzioni avvenute con il d.lgs. n. 112/1998 e della soppressione del CER (Comitato per l’Edilizia Residenziale) il sistema di governance dell’intervento e di gestione in materia di edilizia residenziale è posto in capo ai competenti Uffici di Settore, ora operanti nell’ambito delle strutture della Regione Lazio e di Roma Capitale…” . In data 30 novembre con nota n. 11931 lo stesso MIT ha poi ribadito che: “…relativamente a tutte le fattispecie di interventi di edilizia agevolata la Regione Lazio e la stessa Roma Capitale sono gli organi preposti al controllo e alla vigilanza affinché vi sia un’effettiva e corretta applicazione della normativa di settore e delle convenzioni stipulate… di conseguenza, le attività di vigilanza e di controllo per le quali è contestata l’inerzia della P.A., nella fattispecie imputata a Roma Capitale, è riconducibile agli aspetti contrattuali e quindi esercitata nell’ambito del Testo unico degli Enti locali di cui al d.lgs 18 agosto 2000, n. 267, Titolo VI, Capo I, tra cui si cita l’art. 136 in materia di poteri sostitutivi per omissione o ritardo di atti obbligatori, per i quali è previsto l’intervento della Regione…” Eppure, a dispetto della puntuale e precisa normativa, gravi truffe sono state perpetrate per anni nei confronti dei conduttori e dei promissari acquirenti, nonché ai danni dello Stato, Regione e Comune, il tutto nell’inerzia delle istituzioni da voi rappresentate con un evidente danno che pagheranno le prossime generazioni. Se qualche dirigente regionale o comunale ha pensato bene di dire, per giustificare la mancata applicazione della legge, che si è trattato solo di singoli casi, siamo qui a ribadire ancora una volta che dette violazioni hanno riguardato quasi la totalità dei piani di zona realizzati negli ultimi decenni, in particolar modo i Piani di Zona di Spinaceto Due, Pisana, Monte Stallonara, ad oggi sottoposti a sequestro, Castelverde e Torvergata sottoposte ad esecuzioni e pignoramenti senza che nessuno dei Vs. uffici ha mai mosso un dito. Le truffe, mentre i dirigenti dei VS. uffici guardavano dall’altra parte, sono state perpetrate dalle Società costruttrici, atteso che quest’ultime, nell’omissione di Comune e Regione: a) hanno omesso di scomputare il contributo pubblico ricevuto dal calcolo del prezzo massimo di cessione; b) hanno applicato canoni di locazione e prezzi massimi di cessione più alti rispetto a quelli ex lege dovuti; c) non hanno provveduto a realizzare le opere di urbanizzazione primarie e secondarie; d) hanno applicato maggiorazioni sul prezzo massimo di cessione, inserendo migliorie agli immobili e agli stabili mai realizzate o hanno gonfiato i costi di costruzione. e) hanno omesso di inviare alle Pubbliche Amministrazioni competenti la documentazione obbligatoriamente richiesta, al fine di poter verificare la correttezza delle attività svolte; f) non hanno inoltrato le richieste di agibilità, collaudo e certificazioni attestanti la conformità degli appartamenti alle normative edilizie; g) hanno assegnato e/o venduto gli alloggi a soggetti senza requisiti. Nulla di tutto ciò è stato denunciato dagli uffici competenti di Regione e Comune. Ed infatti, a seguito dell’accesso agli atti di Regione e Comune esercitato dagli inquilini proprio al fine di verificare il rispetto delle norme, sono affiorati fascicoli incompleti, manchevoli delle perizie previste per legge o contenenti documenti lacunosi, talvolta privi di data e numero di protocollo; certificazioni di migliorie apportate agli edifici con firme falsificate; attestazioni non corrispondenti al vero, provenienti da dirigenti di Comune e Regione. Di fronte a tale situazione di grave illegalità le Amministrazioni competenti sono state silenti! Lei, Sindaco Virginia Raggi, ci dirà che è arrivata solo pochi mesi fa alla guida della Capitale, noi Le chiediamo da quella data cos’ha fatto il Comune? Perché da quella data sono state sfrattate decine di famiglie incolpevoli, senza che nessuno facesse nulla. Presidente Zingaretti Lei no, non può dire che è arrivato qualche mese fa. Il Comune di Roma e la Regione Lazio che sarebbero dovute intervenire tempestivamente al fine di applicare, così come previsto dal citato art. 14 del Disciplinare e così come ribadito più volte dal MIT, le sanzioni indicate per le ipotesi di violazioni delle Convenzioni, hanno avuto invece un atteggiamento di totale inerzia e connivente, rimpallando l’una sull’altra le responsabilità di vigilanza e controllo, omettendo qualsiasi tipo di intervento, anzi attuando un atteggiamento omissivo con evidente responsabilità penale. Preme rammentare, a tal proposito, se è vero che il Comune è il primo a dover intervenire con una serie di sanzioni, tra cui la revoca delle concessioni edilizie, è altrettanto vero che, per precisa previsione normativa, in caso di inattività dello stesso Comune è obbligo della Regione impedire il protrarsi delle violazioni nell’inerzia. Allora se il Comune non ha impedito la prosecuzione della truffa la Regione ad oggi cos’ha fatto? Anzi, qualcosa la Regione ha fatto: ha autorizzato conferimenti a fondi immobiliari, quando era consapevole che vi erano pendenti procedimenti penali per truffa. Tutto ciò con la consapevolezza che tali alloggi non avevano i requisiti per essere compravenduti. Caro Presidente Zingaretti la Sua Regione prima di lei, ha finanziato le Società costruttrici, attraverso danaro pubblico, con circa 1 miliardo e mezzo di euro a FONDO PERDUTO per edilizia pubblica. Si fondo perduto, lasciateci fare una battuta pur trattandosi di cose serie, nel senso che quei soldi sono andati veramente PERDUTI e non hanno mai avuto la finalità che aveva previsto la legge, e la sua Regione nulla ha fatto per impedirlo. Di fronte all’inerzia delle istituzioni, sono state presentate a partire dal 2012 una serie di denunce, la prima quella del Consorzio Vesta che ha portato al sequestro di tutto il patrimonio del consorzio e sempre attraverso una denuncia dell’avv. Vincenzo Perticaro nell’interesse di Asia USB, esposti attraverso i quali è stato chiesto alla Procura di Roma di indagare sulle condotte appena descritte e la magistratura è intervenuta disponendo, come nei Piani di Zona di Spinaceto anche in quello di Monte Stallonara, il sequestro degli immobili. I casi denunciati non si limitano solo ai piani di zona oggetto di sequestro come detto in precedenza ma attraverso l’avv. Perticaro e questa Associazione ne sono stati denunciati oltre 25 episodi diversi. I numerosi filoni di inchiesta, al momento sono all’attenzione del Procuratore Capo, dott. Pignatone, che si è espresso in occasione della recente “Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie”, segnalando la gravità della situazione attuale nella quale gli inquilini risultano vittime di truffa, avendo pagato per anni cifre esorbitanti, su richiesta illegittima dei costruttori, per alloggi costruiti in edilizia agevolata e privi dei requisiti di agibilità. Procura che, se ci fosse stato l’intervento delle istituzioni preposte, non sarebbe dovuta intervenire. Ma vi è di più. I concessionari provvedevano in molti casi a sfrattare per morosità e a procedere all’esecuzione del rilascio degli immobili di inquilini che quelle case le avevano pagate ben oltre il prezzo massimo di cessioni ed in alcuni casi con dei crediti vantati da questi ultimi. Si perché in moltissimi casi, quegli alloggi risultano già in larga parte pagati dai cittadini, avendo gli stessi versato ingenti somme richieste dalle Società costruttrici per giungere al rogito della compravendita dell’immobile. Senza contare che la speculazione messa in atto dai costruttori cagiona un ingente danno anche alle casse dello Stato. Avete problemi di Bilancio e per questo Roma ha rischiato il default. Ci si chiede perché non avete applicato le sanzioni che prevedono ingenti risarcimenti per le casse degli enti che rappresentate? Vi ricordate che le Società costruttrici hanno ricevuto non solo un cospicuo contributo pubblico per la realizzazione degli immobili, ma sono, inoltre, concessionarie di un diritto di superficie sul territorio comunale ed hanno usufruito, nel tempo, di numerose agevolazioni fiscali? Avete mai fatto una verifica se le somme che i costruttori dovevano pagare quali: Oneri concessori; Oneri di urbanizzazioni Sono mai state versate? Le polizze che dovevano essere consegnate a garanzia di tali pagamenti esistono? Vi risultano? Si tratta di miliardi di euro di risarcimenti. CHIEDE Alle S.S.V.V. Illustrissime di voler fissare un incontro urgente, visto che ogni giorno la cittadinanza coinvolta vive una situazione di grave emergenza, al fine di poter conoscere quali sono le iniziative che si intende prendere per affrontare e risolvere le problematiche segnalate, anche alla luce del preciso dovere di vigilanza sussistente in capo a Comune e Regione sul rispetto delle Convenzioni stipulate con le imprese costruttrici. Distinti saluti. Roma, 3 marzo 2017 Per Associazione Inquilini e Abitanti (ASIA – USB) Angelo Fascetti (Legale Rappresentante)

TORINO: LA GIUNTA APPENDINO SGOMBERA IL CENTRO POPOLARE MICCICHE'

Torino -

ASIA-USB TORINO: lo sgombero del Centro Popolare Tonino Micciché e un fatto grave. La polizia è intervenuta su richiesta della giunta comunale, nonostante per oggi era previsto un incontro in comune. Ancora una volta si dimostra come sono trattate le periferie: lo stabile comunale viene così riconsegnato alla polvere e al degrado, piuttosto che renderlo uno spazio destinato alla collettività, in un quartiere abbandonato a se stesso, tra disoccupazione, sfratti e inquinamento. Oggi è una bella dimostrazione delle politiche di cambiamento di questo comune.. www.nuovasocieta.it/cronaca/ecco-il-primo-sgombero-targato-appendino-il-centro-popolare-micciche/ Ecco il primo sgombero targato Appendino: il Centro Popolare Micciché di A.D. Mentre si discute in queste settimane come legalizzare, con l’appoggio della Giunta, gli occupanti-artisti della Cavallerizza Reale, arriva il primo sgombero targato Chiara Appendino Non si tratta di un centro sociale, ma di uno sportello casa e lavoro, il “Centro Popolare Tonino Micciché”, per le famiglie senza un tetto o con la minaccia di sfratto. Domenica scorsa all’alba era stato occupato in periferia, a Pietra Alta, quartiere Barriera di Milano, in via Cavagnolo 9, un vecchio circolo abbandonato da tempo. Una struttura che non aveva trovato un futuro dopo che il bando per la nuova assegnazione era andato deserto: troppo costosi i lavori di ristrutturazione. Così gli attivisti del sindacato autonomo Asia-Usb in prima fila sulle problematiche abitative e lavorative, hanno “liberato lo spazio” per far nascere il Centro Popolare che prendeva il nome da Tonino Micciché, “il sindaco della Falchera”, il militante di Lotta Continua, tra i più attivi nei comitati casa, ucciso nel 1974 da una guardia giurata. Ma mentre nel Centro Popolare iniziavano i lavoro di ristrutturazione dei locali, dall’ufficio comunale competente, quello sul Patrimonio, è partita immediata la denuncia. La questura così ha proceduto allo sgomberato lampo di via Cavagnolo 9. Tre gli uomini identificati all’interno. «Lo sgombero è avvenuto su richiesta della giunta comunale nonostante oggi avessimo un incontro in comune – spiegano da Usb – Ancora una volta si dimostra come si preferisca riconsegnare alla polvere e al degrado uno stabile comunale, piuttosto che renderlo uno spazio destinato alla collettività in un quartiere abbandonato a se stesso tra disoccupazione sfratti e inquinamento. Oggi è una bella dimostrazione delle politiche di cambiamento di questo comune».

“BASTA MORIRE DI DISASTRI AMBIENTALI”, L'AQUILA: INCONTRO SABATO 4 MARZO ORE 17,00

Teramo -

CONCLUSIONI DELL'ASSEMBLEA DI TERAMO DEL 18 FEBBRAIO 2017 L’Assemblea riunitasi a Teramo, il 18 Febbraio 2017, ha discusso dei disastri ambientali che periodicamente investono l’Abruzzo e tutto il paese nella sistematica assenza di una politica incentrata sulla prevenzione e la tutela del territorio in cui si vive, si cresce e si lavora: DI FRONTE all’abbandono nel quale sono state lasciate intere zone a forte rischio sismico, neve, frane e alluvioni dove il sistema di approvvigionamento elettrico, acqua e comunicazioni è venuto meno anche a causa della gestione dei già esigui fondi per la ricostruzione erosi da ripetuti episodi di corruzione; DI FRONTE all’indifferenza della politica nei confronti della tutela ambientale, del suolo e alla salvaguardia dell’assetto idrogeologico; DI FRONTE all’assenza di una programmazione politica di sviluppo organico del territorio e al conseguente spopolamento delle zone interne, al deperimento delle infrastrutture, all’abbandono dei terreni agricoli e alla scarsità dei servizi essenziali (scuole, sanità, ecc); DI FRONTE all’allontanamento della politica rispetto alla crisi delle attività produttive dell’entroterra abruzzese stiamo assistendo al tracollo delle stesse e all’incremento di insostenibili percentuali legate alla disoccupazione strutturale con particolare tragicità rispetto a quelle giovanili; DI FRONTE alla precarizzazione del corpo dei Vigili del Fuoco, alla marginalizzazione della loro funzione nel contesto della protezione civile e della mancata programmazione di una puntuale politica sulla prevenzione pubblica … L’ASSEMBLEA CONVOCA UNA RIUNIONE A L’AQUILA SABATO 4 MARZO ALLE ORE 17,00 NELLA SEDE DEL C.S. CASEMATTE (COMITATO 3 E 32), VIALE COLLEMAGGIO, CON IL SEGUENTE O.D.G.: - Costruzione di una piattaforma di lotta con al centro i temi dell’agricoltura, della salute, della scuola e della viabilità e contro i megaprogetti (Terna/Snam/Bussi, ecc) che non producono “sviluppo” ma accrescono i rischi rendendo ulteriormente insicuro un territorio già disastrato. L’obiettivo è quello di realizzare un grande piano del lavoro per la tutela e il risanamento del territorio e delle sue infrastrutture; - strutturazione di una rete regionale e interregionale nella quale possano organizzarsi comitati, associazioni, sindacati e realtà popolari conflittuali che operano in zone a rischio di disastro ambientale o che ne siano già state vittime; - programmazione di iniziative e mobilitazioni che rimettano al centro dell’agenda REGIONALE e NAZIONALE le rivendicazioni dei cittadini colpiti da eventi meteorologici e sismici avversi con la prioritaria richiesta di interventi strutturali risolutivi! SONO INTERVENUTI: Ing. G. Miconi VVFF Abruzzo; Ing. Giambuzzi Nuovo Senso Civico Lanciano; A. Bonanni 3.32 Aq; Prof. Farabollini Geologo Univ. Camerino; G. Lutrario USB Rm; R. Di Nicola Forum Acqua PE; T. Andrisano Parco della Majella Sulmona Aq; P. Cardelli Consigliere Comune di Teramo; V. Di Girolamo Centro Politico Santacroce TE; G. Cremaschi Eurostop; L. Iasci Zona22 Lanciano; N. Commentucci Operatrice Agriturismi Aq; I. Castelnuovo Banca Etica; F. Valente Agricoltore Tagliacozzo Aq; G. Marcadonna Comitato Cittadini per l'Ambiente Sulmona Aq; A. Nevoso Asia Abruzzo; S. Zampardi Ass. Via del Sale Onlus; M. Fars Brigate di Solidarietà Attiva; D. Cacchioni Altrementi Valle Peligna.

Milano. Iniziativa all’Aler: Stop alla vendita delle case popolari!

Milano -

Comitato Abitanti San Siro – Asia Milano Questa mattina abbiamo voluto denunciare ancora una volta la gestione criminale e corrotta del patrimonio pubblico da parte di Aler. Negli ultimi due anni sono state vendute 1500 case popolari, e il piano di Aler prevede di venderne 10mila entro il 2019. Mentre crescono gli sfratti e i senza tetto, loro pensano a vendere le case di cui ci sarebbe bisogno, per pagare un debito creato da anni di malagestione e corruzione. Abbiamo voluto contrapporre le loro facce e i loro malaffari con le nostre storie, figlie di questa città, dei suoi quartieri popolari, della crisi che colpisce tutti noi a partire da chi si trova giovane senza futuro, fino ad arrivare a chi ha lavorato una vita per non riuscire a pagare l’ennesimo aumento dell’affitto. LEGGI IL VOLANTINO DELL’INIZIATIVA Nuovo presidente, stesso sistema corrotto Parliamo di ALER. Dell’azienda che dovrebbe gestire l’edilizia popolare nella città di Milano, nella regione Lombardia.Di quella azienda che ha visto nella sua storia personaggi invischiati in mille malaffari, indagati per corruzione, turbativa d’asta, appalti truccati, legami con ‘ndrangheta. Ed è proprio notizia di ieri che l’ex assessore alla casa Domenico Zambetti è stato condannato a 13 anni e mezzo con l’accusa di aver comprato quattromila voti alla `ndrangheta per le regionali del 2010. Tutto ciò non ci stupisce: da anni denunciamo questa sistema corrotto che punta il dito per coprire le proprie responsabilità su chi soffre realmente l’emergenza abitativa, pronto a condannare chi non ha un redditto sufficiente, chi occupa per necessità e autorecupera un alloggio popolare. Aler è responsabile di un buco di bilancio di circa 400milioni di euro, i suoi vertici sono stati indagati ripetutamente per turbativa d’asta e favoreggiamenti, dimostrando ancora una volta che la priorità di questa azienda è il profitto e non la necessità di tutelare le popolazioni piu fragili fino ad arrivare a ipotecare 4000 alloggi popolari per coprire le speculazioni immobiliari di pochi soliti noti. Negli ultimi anni ben 1500 alloggi sono stati venduti: un’ assurdità vendere ciò che è stato costruiro con i soldi dei cittadini, uno schiaffo alle famiglie in difficoltà se si considera l’emergenza abitativa: 23 000 mila famiglie in graduatoria, un fabbisogno di case popolari sempre in aumento, migliaiia di provvedimenti di sfratto ogni anno, e una crisi che colpisce sempore piu persone Le nostre storie parlano di precarietà abitativa e lavorativa, del fatto che alcuni di noi hanno un contratto, altri non hanno una casa, altri ancora aspettano da anni che venga applicata la commissione prevista dall’art 34 comma 8, per regolarizzare chi ha occupato per necessità. Altri hanno la casa pignorata, hanno subito uno sfratto e ora il loro nucleo vive diviso in cimunità sovraffolate. Le nostre storie sono figlie di questa città, dei suoi quartieri popolari, della crisi che colpisce tutti noi a partire da chi si trova giovane e senza fiuturo finio ad arrivare a chi ha lavorato una vita per non riuscire a pagare l’ ennesimo aumento dell’affitto e della bolleta. Le soluzioni ci sono: * Blocco di sfratti e sgomberi * Stop alla vendita delle case popolari * Assegnazione di tutte le case vuote * Sanatoria per tutti gli occupanti per necessità BASTA CASE SENZA PERSONE BASTA PERSONE SENZA CASE. Comitato Abitanti San Siro – Asia Milano vedi video: youmedia.fanpage.it/video/aa/WJyMAuSwhmwdtu4K

A FIANCO DEI COMPAGNI DI LIVORNO: ASSEMBLEA CITTADINA SABATO 11 FEBBRAIO

Livorno -

A fine dicembre la Procura di Livorno ha denunciato 13 attivisti dell’ASIA/USB, da tempo impegnati nelle lotte per la casa ed in difesa dei precari e disoccupati della città. Le denunce sono arrivate a conclusione di una dettagliata indagine condotta dalla DIGOS cittadina e costruita attorno alla denuncia di due donne che si sono rivolte alla questura in seguito al fatto che erano state allontanate da una delle occupazioni di Livorno. Dalla lettura del voluminoso fascicolo che la questura di Livorno ha confezionato attorno a questa indagine si intuisce come una parte cospicua del personale sia stato dedicato all’inchiesta: hanno cioè deciso di investire uomini e risorse senza badare a spese, nella convinzione della grande rilevanza del tema. Pedinamenti, appostamenti, intercettazioni telefoniche e reperimento di testimonianze: un’attività investigativa in grande stile. La domanda che viene spontanea è: perché? Perché si decide di dedicare tanto tempo e tante risorse ad una questione di così poca rilevanza? La risposta sta nel crescente protagonismo della federazione USB di Livorno, nella sua capacità di misurarsi con la questione abitativa ma contemporaneamente di allargare lo sguardo al mondo della disoccupazione e della precarietà. In una città in fortissima crisi come Livorno, con un tasso di disoccupazione alle stelle, questo attivismo e questa capacità attrattiva spaventano gli organi di sicurezza e costringono a correre ai ripari. L’affermazione nelle ultime elezioni comunali del 2014 di un sindaco Cinque Stelle era già stato un segnale che nella città sono crescenti sia il disagio sociale che la disaffezione nei confronti delle forze che risultano compromesse con il sistema. Ora che il cambiamento sul piano amministrativo è risultato incapace di produrre significative novità sul piano sociale, la soluzione “di polizia” diventa l’unica strada per contenere la rabbia ed impedire che crescano le simpatie verso l’organizzazione sindacale indipendente. Peraltro le modalità dell’inchiesta e soprattutto i reati ipotizzati segnalano il tentativo di ulteriore torsione delle norme penali all’interesse tutto politico del soffocamento del conflitto sociale. Come a Roma o in altre città si sta ricorrendo all’uso del codice antimafia per comminare misure di sorveglianza speciale agli attivisti del movimento per la casa, così a Livorno si ricorre alle norme anti stalking, contro la violenza sulle donne, per limitare l’agibilità politica del sindacalismo indipendente. Non c’è limite alla fantasia ed alla creatività di giudici che con grande scioltezza utilizzano fattispecie di reato elaborate per ben altri contesti. Cosa c’entra la legge contro la violenza sulle donne con le forme di autogestione che le famiglie di inquilini/occupanti si danno dentro le occupazioni? Eppure, non potendo intervenire per sgomberare un palazzo costruito su una falda acquifera, costato centinaia di migliaia di euro alle casse pubbliche e sostanzialmente inutilizzabile, e nel quale sono riparate famiglie senza casa, la procura inventa un nuovo teorema per provare a mettere in cattiva luce chi lotta per il diritto all’abitare. ASIA/USB è impegnata in moltissime città a contrastare sfratti e sgomberi e a difendere il diritto ad un alloggio decente. Sabato 21 gennaio si è tenuta a Roma l’Assemblea cittadina dei delegati e ha deciso i prossimi passaggi del nostro lavoro e per promuovere, tutti assieme, la risposta più adeguata a questo infame tentativo di criminalizzare chi lotta per i diritti e la giustizia sociale. Il primo appuntamento lanciato: ASSEMBLEA CITTADINA SABATO 11 FEBBRAIO ORE 16,00 PRESSO ARENA ASTRA PIAZZA LUIGI ORLANDO LIVORNO

METTERE IN SICUREZZA IL TERRITORIO PER NON MORIRE PIÙ DI DISASTRI AMBIENTALI: ASSEMBLEA SABATO 18 FEBBRAIO A TERAMO

Teramo -

Se si impegnano ulteriori 20 miliardi per salvare quattro banche significa che i soldi ci sono. Vogliamo che 20 miliardi all'anno per almeno 10 anni siano spesi per mettere in sicurezza il territorio, per costruire e ricostruire case sicure, per un vasto rimboschimento, per la salvaguardia idrogeologica, per un piano di valorizzazione dei territori e delle attività produttive tipiche, per un rinnovato sistema di soccorso e di prevenzione basato sul corpo dei vigili del fuoco e non su privati legati alle più svariate cordate partitiche. 200 miliardi per salvare l'ambiente e vite umane e al tempo stesso per creare centinaia di migliaia di posti di lavoro. Ne discutiamo il 18 febbraio a Teramo dalle ore 10.30 alle 18.00 presso la Sala Polifunzionale della Biblioteca del Comune di Teramo, Via Vincenzo Comi 11, con esperti e con la popolazione. APPELLO LANCIATO DA USB E ASIA NELLE SETTIMANE PASSATE.BASTA IPOCRISIA E RETORICA SU TERREMOTO E NEVE: ORGANIZZIAMO UN CONFRONTO SULLE COSE DA FARE Non solo terremoti e nevicate eccezionali ma anche e soprattutto un territorio devastato e violentato da abusi edilizi, disboscamenti, piani regolatori non rispettati o inesistenti, e poi procedure, sistemi e mezzi di emergenza assolutamente inadeguati. Questo è il “bel paese” sotto i nostri occhi in questi giorni e diventa sempre più insopportabile l'ipocrisia e la retorica del “ora è il tempo di salvare le vite, poi discuteremo delle responsabilità” che si leva da governo, istituzioni e gran parte delle forze politiche e dei media. Quel “poi” non arriva mai e ogni volta si ripete sempre la stessa storia: promesse, dichiarazioni roboanti, patetici appelli alla solidarietà e poi tutto nel dimenticatoio. Noi non ci stiamo. Certo all'inizio si devono salvare le vite e siamo stati tutti felici di vedere quei bambini uscire dalla montagna di neve che li aveva seppelliti. Certo siamo orgogliosi di avere dei vigili del fuoco e dei soccorritori che si sacrificano giorno e notte, spesso scavando con le mani. Non ne possiamo più però delle raccolte di soldi per i terremotati: le abbiamo organizzate anche noi ma siamo convinti che uno stato che spende 20 miliardi per salvare qualche banca non dovrebbe aver bisogno delle “collette” di privati cittadini, non dovrebbe far passare 6 mesi per montare 25 (venticinque) casette di legno ad Amatrice, non dovrebbe attendere giorni (e neanche tante ore) per far arrivare mezzi di soccorso in un territorio dove nevicava da giorni e a forte rischio sismico, non dovrebbe permettere la distruzione delle economie locali come sta avvenendo in quei territori dove gli allevament di animali che rappresentano per molti l'esclusivo sostentamento, sono abbandonati al loro destino. La magistratura indagherà su eventuali responsabilità specifiche ma quelle che denunciamo sono responsabilità politiche che coinvolgono i governi degli ultimi decenni. Se in Giappone un terremoto del 7° grado produce qualche lieve ferito e da noi eventi molto meno gravi fanno centinaia di vittime, significa che è il sistema di prevenzione che non funziona. Sarebbe necessario un piano decennale di risanamento complessivo del territorio, di rimboschimento, di manutenzione dei sistemi idrici, di verifica preventiva dello stato degli edifici nelle zone a rischio sismico. Una verifica che dovrebbe poi produrre lavori di adeguamento sismico quando possibile e di ritiro dell'abitabilità quando impossibile con costruzione di altre abitazioni a carico dello stato. Si dovrebbero dotare gli enti locali, magari consorziandoli, di mezzi adeguati per gli interventi preventivi senza aspettare che gli spazzaneve arrivino da centinaia di chilometri di distanza. Anche l'emergenza dovrebbe essere riportata ad un sistema totalmente pubblico, efficace ed adeguato, basato non sull'attuale “protezione civile” che per molti versi è legato ai partiti e alla burocrazia ma principalmente sul corpo dei vigili del fuoco che dovrebbe essere fortemente rinforzato in mezzi moderni e uomini, con presidi fissi sul territorio, con strumenti e procedure adeguate a tutte le emergenze. Tutto ciò produrrebbe decine di migliaia di posti di lavoro stabili, contribuendo così anche alla ripresa economica di territori che in molti casi vivono in situazioni di forte disagio sociale, di sottosviluppo e di fortissima disoccupazione. Se i soldi si trovano per le banche, a maggior ragione devono essere trovati per rendere vivibile il paese, per prevedere un risanamento complessivo dell'ambiente e degli edifici, per costruire un sistema di emergenza realmente efficace e legato al territorio. USB ha elaborato una proposta di legge, gia depositata alla camera, sulla protezione civile e la prevenzione e nella quale proponiamo l'avvio di una massiccia opera di risanamento idrogeologico a livello nazionale e messa in sicurezza del tertitorio prevalentemente sismico assumendo giovani con le professionalità necessarie e utili come geometri, ingegneri, architetti, geologi etc. Di tutto questo vogliamo parlare e per questo organizzeremo presto un confronto pubblico che vorremmo si tenesse in contatto diretto con quei territori violentati dal terremoto e dall'ingordigia dell'uomo e dalla ricerca del profitto a tutti i costi. Un confronto al quale chiederemo di partecipare anche esperti geologi e ricercatori e i vigili del fuoco, i veri professionisti dell'emergenza.USB e ASIA

ROMA: GIOVANE DONNA CON DUE FIGLI MINORI DOMANI RISCHIA LO SFRATTO. AS.I.A/USB, L'INGIUSTIZIA NEI PIANI DI ZONA NON HA FINE.

Roma -

Anche l'on. Roberta Lombardi al presidio in difesa di madre disoccupata Roma, 6 febbraio 2017 Domani 7 febbraio a Roma, in via Fillia 27 (Piano di Zona Longoni), l'AS.I.A./USB sarà in presidio dalle ore 8.30 contro lo sfratto di Roberta Maggi, disoccupata e madre di due minori. Sono passati appena due mesi dall'ultimo accesso dell’Ufficiale Giudiziario e di nuovo torna l'incubo dello sfratto per Roberta e per i suoi figli, di cui uno con problemi di handicap. Al presidio sarà ancora presente l'onorevole Roberta Lombardi, che nel luglio 2015 aveva stabilito la sua residenza parlamentare presso l'abitazione della signora Maggi. Proprio a difesa di tale ingiustizia sociale si era schierata la deputata M5S, una forte iniziativa apprezzata da tutti coloro che si battono contro la truffa dei P.d.Z e la povertà dilagante nella nostra città. Nonostante l'indagine in corso da parte della magistratura penale su almeno 28 piani di Zona (è passata solo qualche settimana dal sequestro degli immobili a Monte Stallonara), che riguarda anche la società costruttrice Sette Costruzioni S.p.A. (PdZ Longoni) per i reati di truffa, corruzione e concussione, il giudice civile ha confermato l'esecuzione dello sfratto per Roberta Maggi e la sua famiglia. Gli immobili dei Piani di Zona sono stati realizzati per essere assegnati a famiglie in emergenza abitativa, su terreno del Comune di Roma e con il contributo di finanziamenti pubblici. Ma gli inquilini o gli acquirenti, nonostante le numerose opposizioni presentate dall'avvocato Vincenzo Perticaro, subiscono sfratti per morosità dopo aver pagato per anni dei canoni di locazione o prezzi di vendita molto più alti di quelli del libero mercato, talvolta per alloggi senza abitabilità, senza servizi e senza allaccio in fogna. L'AS.I.A./USB, di fronte a questa vergognosa ingiustizia che sembra non aver fine, sarà ancora una volta al fianco degli abitanti dei Piani di Zona. L'AS.I.A/USB chiede che la Giunta intervenga con atti concreti e definitivi per bloccare tutti gli sfratti e per il ripristino della legalità. Per ASIA-USB

ROMA E’ SBILANCIATA, 7 FEBBRAIO ASSEMBLEA IN CAMPIDOGLIO. QUANTO PESANO I DIRITTI?

Roma -

E' stato da poco approvato il bilancio della città di Roma con grande soddisfazione della giunta. Noi invece siamo preoccupati perché riteniamo che i diritti, soprattutto quelli sociali, abbiano pesato troppo poco nei conti del più grande Comune d'Italia. Le raccomandazioni dei revisori dell'OREF e la spinta a stare dentro i vincoli l'hanno fatta da padrone ancora una volta, costruendo un bilancio in piena continuità con quelli degli ultimi anni. Perché le questioni sociali, dalla casa al lavoro, i due grandi temi che stanno a cuore a migliaia di romani, non entrano dentro i calcoli della giunta? Il 4 ottobre si organizzò una grande assemblea popolare in Campidoglio che voleva essere un invito all'amministrazione a collaborare con i cittadini ed i movimenti sociali per provare a cambiare il volto della città. La giunta rispose chiudendo le porte e la sala della Protomoteca. Dopo altri quattro mesi purtroppo i segnali di un cambiamento vero non si sono avvertiti, mentre i drammi sociali continuano a mordere. Non basta il rispetto delle procedure per produrre un'inversione di tendenza rispetto ai tagli ai servizi sociali, ai licenziamenti, alla disoccupazione di massa, agli sfratti ed alla disperazione delle periferie. Più legalità non si traduce automaticamente in maggiore giustizia sociale e questo comporta un pericoloso sentimento di disillusione. Cittadini e lavoratori aspettano segnali forti di controtendenza e questi non si sono ancora manifestati. Anzi. La vicenda Almaviva così come il rischio di nuovi forti esuberi in Alitalia segnalano che la tendenza alla perdita di posti di lavoro non si è arrestata, né del resto è cominciata una nuova politica di investimenti nei servizi pubblici che potrebbe non solo risanare il cattivo funzionamento degli stessi ma anche ridurre i numeri di una disoccupazione dilagante. Sul fronte abitativo tutto è fermo tranne la politica degli sfratti. Non si interviene per fermare la politica speculativa sul patrimonio degli enti privatizzati e dei fondi immobiliari. I soldi destinati all’emergenza casa non vengono utilizzati, il patrimonio di case popolari resta esiguo e invece di allargarlo si alimenta la guerra tra poveri con la politica degli sgomberi. Sui Piani di Zona infine, dove il ripristino della legalità potrebbe effettivamente garantire più giustizia sociale, l’amministrazione si muove con imbarazzante lentezza, che finisce per favorire chi ha speculato. Serve un grande movimento che rimetta il tema dei diritti e delle questioni sociali al centro dell’agenda cittadina. Occorre che le tante vertenze sociali, ambientali e culturali della città trovino la modalità giusta per collegarsi e invertire l’ordine dei fattori: prima i diritti, poi l’equilibrio di bilancio. L’assemblea di martedì 7 febbraio nella sala della Protomoteca in Campidoglio è promossa oltre che dall’USB, anche dalla Carovana delle Periferie, da Diritto alla Città e da Salviamo il Paesaggio. Appuntamento alle ore 15.30 ROMA E’ SBILANCIATA Martedi 7 febbraio torniamo im Campidoglio Sulle priorità e le scelte sulla città pesano ancora troppo gli interessi dei poteri forti e poco o nulla le esigenze popolari. Il bilancio e le scelte della giunta comunale lasciano troppe cose come stavano prima. L’aria a Roma deve cambiare. MARTEDI 7 FEBBRAIO TUTTE E TUTTI IN CAMPIDOGLIO Le forze che hanno promosso l’assemblea del 4 ottobre scorso in Campodoglio, danno appuntamento per una Assemblea popolare, martedi 7 febbraioo alle ore 15.30 alla Sala della Protomoteca convocata da Carovana delle Periferie, Decide Roma, Unione Sindacale di Base, Forum Salviamo il Paesaggio.

BASTA IPOCRISIA E RETORICA SU TERREMOTO E NEVE: ORGANIZZIAMO UN CONFRONTO SULLE COSE DA FARE

Roma -

Appello dell'Unione Sindacale di Base Non solo terremoti e nevicate eccezionali ma anche e soprattutto un territorio devastato e violentato da abusi edilizi, disboscamenti, piani regolatori non rispettati o inesistenti, e poi procedure, sistemi e mezzi di emergenza assolutamente inadeguati. Questo è il “bel paese” sotto i nostri occhi in questi giorni e diventa sempre più insopportabile l'ipocrisia e la retorica del “ora è il tempo di salvare le vite, poi discuteremo delle responsabilità” che si leva da governo, istituzioni e gran parte delle forze politiche e dei media. Quel “poi” non arriva mai e ogni volta si ripete sempre la stessa storia: promesse, dichiarazioni roboanti, patetici appelli alla solidarietà e poi tutto nel dimenticatoio. Noi non ci stiamo. Certo all'inizio si devono salvare le vite e siamo stati tutti felici di vedere quei bambini uscire dalla montagna di neve che li aveva seppelliti. Certo siamo orgogliosi di avere dei vigili del fuoco e dei soccorritori che si sacrificano giorno e notte, spesso scavando con le mani. Non ne possiamo più però delle raccolte di soldi per i terremotati: le abbiamo organizzate anche noi ma siamo convinti che uno stato che spende 20 miliardi per salvare qualche banca non dovrebbe aver bisogno delle “collette” di privati cittadini, non dovrebbe far passare 6 mesi per montare 25 (venticinque) casette di legno ad Amatrice, non dovrebbe attendere giorni (e neanche tante ore) per far arrivare mezzi di soccorso in un territorio dove nevicava da giorni e a forte rischio sismico, non dovrebbe permettere la distruzione delle economie locali come sta avvenendo in quei territori dove gli allevament di animali che rappresentano per molti l'esclusivo sostentamento, sono abbandonati al loro destino. La magistratura indagherà su eventuali responsabilità specifiche ma quelle che denunciamo sono responsabilità politiche che coinvolgono i governi degli ultimi decenni. Se in Giappone un terremoto del 7° grado produce qualche lieve ferito e da noi eventi molto meno gravi fanno centinaia di vittime, significa che è il sistema di prevenzione che non funziona. Sarebbe necessario un piano decennale di risanamento complessivo del territorio, di rimboschimento, di manutenzione dei sistemi idrici, di verifica preventiva dello stato degli edifici nelle zone a rischio sismico. Una verifica che dovrebbe poi produrre lavori di adeguamento sismico quando possibile e di ritiro dell'abitabilità quando impossibile con costruzione di altre abitazioni a carico dello stato. Si dovrebbero dotare gli enti locali, magari consorziandoli, di mezzi adeguati per gli interventi preventivi senza aspettare che gli spazzaneve arrivino da centinaia di chilometri di distanza. Anche l'emergenza dovrebbe essere riportata ad un sistema totalmente pubblico, efficace ed adeguato, basato non sull'attuale “protezione civile” che per molti versi è legato ai partiti e alla burocrazia ma principalmente sul corpo dei vigili del fuoco che dovrebbe essere fortemente rinforzato in mezzi moderni e uomini, con presidi fissi sul territorio, con strumenti e procedure adeguate a tutte le emergenze. Tutto ciò produrrebbe decine di migliaia di posti di lavoro stabili, contribuendo così anche alla ripresa economica di territori che in molti casi vivono in situazioni di forte disagio sociale, di sottosviluppo e di fortissima disoccupazione. Se i soldi si trovano per le banche, a maggior ragione devono essere trovati per rendere vivibile il paese, per prevedere un risanamento complessivo dell'ambiente e degli edifici, per costruire un sistema di emergenza realmente efficace e legato al territorio. USB ha elaborato una proposta di legge, gia depositata alla camera, sulla protezione civile e la prevenzione e nella quale proponiamo l'avvio di una massiccia opera di risanamento idrogeologico a livello nazionale e messa in sicurezza del tertitorio prevalentemente sismico assumendo giovani con le professionalità necessarie e utili come geometri, ingegneri, architetti, geologi etc. Di tutto questo vogliamo parlare e per questo organizzeremo presto un confronto pubblico che vorremmo si tenesse in contatto diretto con quei territori violentati dal terremoto e dall'ingordigia dell'uomo e dalla ricerca del profitto a tutti i costi. Un confronto al quale chiederemo di partecipare anche esperti geologi e ricercatori e i vigili del fuoco, i veri professionisti dell'emergenza.USB Confederale

ROMA: REVOCARE SUBITO LE CONCESSIONI NEI PIANI DI ZONA PER BLOCCARE GLI SFRATTI E LE ASTE

Roma -

COMUNICATOPDZ TOR VERGATA: AVVIATA SOLO QUESTA MATTINA LA PROCEDURA DI REVOCA DELLA CONCESSIONE  STESSO SCENARIO PER CASTELVERDE DOPO LE NUMEROSE ENUNCIAZIONI Si è tenuto ieri, fino a tarda sera, l’incontro convocato dall’assessore Paolo Berdini sul pdz Tor Vergata, tra i dirigenti dell’Urbanistica, la cooperativa Lega San Paolo, gli otto inquilini del p.d.z., in presenza di ASIA-USB, l’avv. Perticaro, i consiglieri del M5S Pietro Calabrese e Simona Ficcardi. L’obiettivo preannunciato dell’appuntamento era quello di tentare un accordo di transazione, che doveva basarsi sul prezzo massimo di cessione. La realtà che ci siamo trovati davanti era surreale: il Presidente della coop. candidamente ha richiesto, di fronte all’assessore, ai dirigenti dell’Urbanistica ed ai consiglieri, un accordo di transazione per la cifra di euro 140/150 mila oltre al prezzo massimo di cessione, già versato dagli inquilini. Un invito palese alla violazione della legge, la stessa proposta avanzata nel medesimo tentativo fatto dall’assessore Caudo nel 2013, senza che nessuno è andato a denunciarli. Questo palese comportamento arrogante ha fatto venire allo scoperto l’assessore Berdini che solo a questo punto ha annunciato che avrebbe fatto partire la revoca, quindi sconfessando le sue dichiarazioni precedenti che le revoche fossero già partite. Stesso scenario il giorno prima con Castelverde: solo dopo una animata discussione e i tentativi di avanzare ipotesi gettate li senza un reale riscontro (es. l’entrata in campo della Cassa Depositi e Prestiti, i soliti noti!!), lo stesso assessore Berdini ha di fatto ammesso che la procedura di revoca non era ancora partita. L’avvio della procedura di revoca delle concessioni alle ditte truffatrici nei Piani di Zona, impegno tante volte assunto e a ieri ancora disatteso, resta l'unico strumento nelle mani della giunta capitolina per impedire queste ripetute ingiustizie. Da tempo richiediamo, lo abbiamo ribadito ieri, un tavolo tecnico per analizzare tutte le situazioni, ma ad oggi abbiamo solo impegni formali e pochi fatti L’unica strada che si può percorrere, come abbiamo dimostrato ancora una volta, è l’applicazione della legge. Ma a questo punto se non si recupera il tempo perso in inutili annunci, c'è il rischio che l'intervento possa avvenire troppo tardi. Questa mattina abbiamo notizie che sono partite finalmente le procedure di revoca. Avviate le revoche il Comune deve richiedere al Tribunale fallimentare e a quello delle esecuzione la sospensione degli sfratti e dell’asta, è l'unica strada per fermare gli sfratti. L’Asia Usb, dopo la vicenda di Monte Stallonara, che dimostra la gravità di questa truffa che colpisce decine di migliaia di abitanti delle periferie romane e non, chiama gli inquilini resistenti alla mobilitazione per la tutela del diritto alla casa nella nostra città. Indice un picchetto per difendere le otto famiglie sotto sfratto, nonostante abbiano pagato le loro case come previsto dalla legge, del pdz di Tor Vergata lunedì 23, a partire dalle ore 7.00, in via Marcello Gallian 20. Roma 20 gennaio 2017 ASSOCIAZIONE INQUILINI E ABITANTI – USB

ROMA. SENZA UNA POLITICA PER L’ABITARE RIMANE SOLO L’USO DELLA FORZA PUBBLICA

Roma -

Scontri Tiburtina: tensioni durante picchetto antisfratto di san basilio „ COMUNICATO STAMPA  Sventato ennesimo sfratto a San Basilio Sindaca Raggi: basta guerra tra poveri Stamattina era previsto un nuovo sfratto a San Basilio ai danni della signora Eleana, gravemente malata di tumore, che vive abusivamente da 5 anni in una casa popolare a San Basilio. Ripristino della legalità, tuonano dagli uffici del patrimonio. No, guerra tra poveri, rispondono gli abitanti di San Basilio considerando che la signora aveva dieci punti, cioè il massimo, nella vecchia graduatoria per accedere ad una casa popolare. Occorre assegnare gli appartamenti vuoti innanzitutto e poi procedere rapidamente ad allargare il patrimonio di case popolari, oggi enormemente insufficiente. Gli abitanti di San Basilio, organizzati con l'ASIA/Usb, dopo aver partecipata ad un picchetto antisfratto sotto casa della signora hanno dato vita ad una manifestazione spontanea che è arrivata fino a via Tiburtina. Quando si è saputo che era in corso lo sgombero della struttura occupata dei Monfortani sulla Prenestina è scattata immediatamente la solidarietà e si è concretizzato un blocco stradale. L'intervento della celere che ha addirittura chiesto il soccorso di un idrante ha fatto salire la tensione e la rabbia: non solo ci togliete casa, adesso ci menate pure. Alla fine la polizia, dopo le cariche anche verso donne e anziani, ha fermato un giovane del quartiere. La questione abitativa chiede da tempo una soluzione e l'amministrazione Raggi ha il dovere di intervenire per garantire un diritto, quello all'alloggio, che viene negato a migliaia di famiglie. Piuttosto che sfratti e sgomberi occorre che l'amministrazione metta in atto il Piano regionale sulla casa, i cui fondi ancora non vengono utilizzati. E soprattutto fermi immediatamente l'azione contro la povera gente a cominciare da lunedì prossimo, 23 gennaio, quando sono annunciati altri 8 sfratti a Tor Vergata, dentro quella vergogna ormai conosciuta dei Piani di Zona. Proprio sui Piani di Zona l'impegno tante volte assunto e ancora disatteso a revocare le concessioni alle ditte truffatrici resta l'unico strumento nelle mani della giunta capitolina per impedire queste ripetute ingiustizie. Ora c'è addirittura il rischio che l'intervento possa avvenire troppo tardi. Per questo è molto importante essere in tanti a difendere queste famiglie lunedì mattina, a partire dalle ore 7.00, a via Marcello Gallian 20 a Tor Vergata. Roma 20 gennaio 2017 Scontri Tiburtina: tensioni durante picchetto antisfratto di san basilio „ Picchetto antisfratto a San Basilio, idranti contro i manifestanti: caos sulla Tiburtina Le tensioni durante la protesta per "difendere dallo sfratto una donna malata di tumore". Ferito un dirigente della Polizia di Stato “ contri Tiburtina: tensioni durante picchetto antisfratto di san basilio „ Tensioni sulla via Tiburtina tra manifestanti e forze dell'ordine. Il blocco sulla strada statale nella zona di San Basilio, dove questa mattina è partito un 'picchetto antisfratto' da via Carlo Tranfo. Una volta raggiunto l'incrocio con la via consolare i manifestanti hanno trovato un grande dispiegamento di forze dell'ordine. Qui, secondo quanto riferisce Asia-Usb e si legge sulla diretta twitter di Dinamo Press, si sono verificate delle "cariche" con l'utilizzo di "idranti". Dei momenti di tensione che, secondo quanto riferiscono dalla Questura di Roma, hanno portato al "ferimento di un dirigente del servizio",  "colpito al volto da un cittadino straniero", con successivo  "ricorso alle cure mediche". PICCHETTO ANTISFRATTO - Il picchetto antisfratto era stato annunciato dalla Carovana delle Periferie per "difendere" una "donna malata di tumore". "L’obiettivo è impedire lo sfratto di Eliana, una donna malata di cancro che ha la sola colpa di essere povera e di aver occupato un appartamento del comune. Di fronte alla latitanza del Comune nel mettere in campo soluzioni sull'emergenza abitativa, gli apparati e i funzionari comunali vanno avanti nella loro guerra contro i poveri. Ma non hanno fatto i conti con la resistenza popolare". SFRATTO AL TIBURTINO III - "Infatti a Tiburtino III - si legge ancora sull'annuncio del picchetto antisfratto - dopo lo sgombero ingiusto di Giulia e di sua figlia ordinato dal Comune di Roma e dopo che le istituzioni (Comune, Regione,) le avevano lasciate senza casa, nel freddo di questi giorni senza nessun aiuto e nessuna risposta, gli abitanti di Tiburtino 3, l’Asia-Usb e la Carovana delle Periferie hanno restituito casa a Giulia e sua figlia. Dimostrando che la solidarietà è un' arma potente che gli abitanti delle periferie e delle case popolari sanno usare". LA NOTA DELLA QUESTURA - Tensioni confermate anche dalla Questura di Roma che in nota stampa scrive: "Un gruppo di circa cento persone, collegate ai “movimenti per l’abitare”, ha effettuato un blocco stradale immediatamente rimosso dall’intervento delle forze dell’ordine. Nell’occasione il dirigente del servizio è stato colpito al volto da un cittadino straniero ed è ricorso alle cure mediche. Le immagini sono al vaglio degli investigatori per l’identificazione dei responsabili". SGOMBERO A COLLE MONFORTANI - Una gioranta di passione, quella dei "movimenti romani", cominciato questa mattina presto con lo sgombero del palazzo della Curia occupato l'8 dicembre del 2015 sulla via Prenestina, nel territorio di Colle Monfortani, periferia est della Capitale. Anche in questo caso si sono registrate tensioni tra maniestanti e forze dell'ordine. Proprio in relazione allo sgombero di Colle Prenestino il picchetto antisfratto di questa mattina a San Basilio ha assunto anche il significato di "corteo in solidarietà con l'occupazione di colli monfortani". “

LA LOTTA PER LA CASA NEL MIRINO DELLA REPRESSIONE E NON DELLA POSSIBILE SOLUZIONE. DIRIGENTI SINDACALI USB VVF IDENTIFICATI.

Roma -

DIRIGENTI SINDACALI USB VVF IDENTIFICATI E DENUNCIATI A SAN BASILIO. Questa mattina intorno alle ore 10.15 sono arrivati i vigili del fuoco con tanto di mezzi pesanti (Autopompa) accompagnati dalla Digos e dal commissariato PS di San Basilio, presso l'occupazione abitativa di via Tiburtina 1064 per svolgere un sopralluogo sulla 'stabilità' del palazzo, nuovo di zecca. Questa visita era stata preannunciata nei giorni scorsi, ma proprio per la sua stranezza gli abitanti del residence si sono insospettiti ed hanno richiesto il sostegno dell'USB. Infatti il sospetto era fondato perché la squadra dei veigili del fuoco è intervenuta come se avesse dovuto spegnere un incendio e quindi distorta da eventuali necessità di soccorso. Alcuni dirigenti sindacali di USB VVF sono intervenuti per verificare l'uso corretto degli operatori del soccorso pubblico e della difesa civile, che spesso vengono adoperati per operare sgomberi o sfratti, in difformità con la loro naturale funzione, quella di garantire la salvaguardia dei cittadini. Questa presenza ha irritato i funzionari di polizia che hanno identificato e denunciato i dirigenti sindacali di USB VVF che chiedevano semplicemente delle spiegazioni sul motivo dell'intervento dei vigili del fuoco, quando ci sono aree del nostro paese che avrebbero certamente necessità di sopralluoghi di stabilità, prima che i palazzi crollino. ASIA-USB ROMA

A FIANCO DEI COMPAGNI DI LIVORNO

Roma -

A fine dicembre la Procura di Livorno ha denunciato 13 attivisti dell’ASIA/USB, da tempo impegnati nelle lotte per la casa ed in difesa dei precari e disoccupati della città. Le denunce sono arrivate a conclusione di una dettagliata indagine condotta dalla DIGOS cittadina e costruita attorno alla denuncia di due donne che si sono rivolte alla questura in seguito al fatto che erano state allontanate da una delle occupazioni di Livorno. Dalla lettura del voluminoso fascicolo che la questura di Livorno ha confezionato attorno a questa indagine si intuisce come una parte cospicua del personale sia stato dedicato all’inchiesta: hanno cioè deciso di investire uomini e risorse senza badare a spese, nella convinzione della grande rilevanza del tema. Pedinamenti, appostamenti, intercettazioni telefoniche e reperimento di testimonianze: un’attività investigativa in grande stile. La domanda che viene spontanea è: perché? Perché si decide di dedicare tanto tempo e tante risorse ad una questione di così poca rilevanza? La risposta sta nel crescente protagonismo della federazione USB di Livorno, nella sua capacità di misurarsi con la questione abitativa ma contemporaneamente di allargare lo sguardo al mondo della disoccupazione e della precarietà e in diverse categorie di lavoratori. In una città in fortissima crisi come Livorno, con un tasso di disoccupazione alle stelle, questo attivismo e questa capacità attrattiva spaventano gli organi di sicurezza e costringono a correre ai ripari. L’affermazione nelle ultime elezioni comunali del 2014 di un sindaco Cinque Stelle era già stato un segnale che nella città sono crescenti sia il disagio sociale che la disaffezione nei confronti delle forze che risultano compromesse con il sistema. Ora che il cambiamento sul piano amministrativo è risultato incapace di produrre significative novità sul piano sociale, la soluzione “di polizia” diventa l’unica strada per contenere la rabbia ed impedire che crescano le simpatie verso l’organizzazione sindacale indipendente. Peraltro le modalità dell’inchiesta e soprattutto i reati ipotizzati segnalano il tentativo di ulteriore torsione delle norme penali all’interesse tutto politico del soffocamento del conflitto sociale. Come a Roma o in altre città si sta ricorrendo all’uso del codice antimafia per comminare misure di sorveglianza speciale agli attivisti del movimento per la casa, così a Livorno si ricorre alle norme anti stalking, contro la violenza sulle donne, per limitare l’agibilità politica del sindacalismo indipendente. Non c’è limite alla fantasia ed alla creatività di giudici che con grande scioltezza utilizzano fattispecie di reato elaborate per ben altri contesti. Cosa c’entra la legge contro la violenza sulle donne con le forme di autogestione che le famiglie di inquilini/occupanti si danno dentro le occupazioni? Eppure, non potendo intervenire per sgomberare un palazzo costruito su una falda acquifera, costato centinaia di migliaia di euro alle casse pubbliche e sostanzialmente inutilizzabile, e nel quale sono riparate famiglie senza casa, la procura inventa un nuovo teorema per provare a mettere in cattiva luce chi lotta per il diritto all’abitare. ASIA/USB è impegnata in moltissime città a contrastare sfratti e sgomberi e a difendere il diritto ad un alloggio decente. Sabato 21 si terrà a Roma l’Assemblea nazionale dei delegati per decidere i prossimi passaggi del nostro lavoro e per promuovere, tutti assieme, la risposta più adeguata a questo infame tentativo di criminalizzare chi lotta per i diritti e la giustizia sociale.

SEQUESTRO DEGLI ALLOGGI DI MONTE STALLONARA: RISPOSTA AL COMUNICATO STAMPA DELL’ASSESSORE BERDINI

Roma -

L’assessore Berdini, a seguito del sequestro operato oggi dalla magistratura, ha diffuso un comunicato alle agenzia di stampa in cui ha sostenuto: “...ora faremo chiarezza…stiamo riportando la legalità dove finora è mancata …”. Tale sequestro, a differenza di quello che fa capire l’assessore, non avviene per un esposto depositato da quest’ultimo o dall’attuale Giunta o dall’avvocatura di Roma Capitale. Solo per ripristinare un principio di giustizia: gli esposti che hanno portato al sequestro di Monte Stallonara partono da una serie di denunce: 1) degli inquilini di Monte Stallonara; 2) di Asia Usb e non da ultimo dell’on. ROBERTA LOMBARDI …denunce che in tutti i casi sono state presentate attraverso l’avv. Vincenzo Perticaro vista l’evidente inerzia del Comune.  Di quale legalità si parla? Il sequestro preventivo di oggi, avviene proprio perché il Comune non ha fatto nulla di quanto previsto nelle convenzioni, come ad esempio vigilando ed applicando le relative sanzioni previste che, avrebbero dovuto portare, per le gravità delle contestazioni, alla revoca delle convenzioni, sia per Monte Stallonara, cosi come per tutti gli altri piani di zona (Castel verde e Tor Vergata). Mentre ancora non esiste neanche una contestazione di sanzione alle società responsabili di tale scempio. Il Comune, infatti, con i suoi uffici avrebbe potuto e dovuto imporre il rispetto della normativa, e se ciò fosse accaduto oggi a Monte Stallonara c’erano strade, fogne e non acqua e luce di cantiere con case prive di agibilità. La famiglia Ridolfi avrebbe ancora la propria casa, cosi come gli altri 4 inquilini che sono stati sfrattati nel silenzio del Comune di Roma. Ma anche i 7 appartamenti di Castelverde che sono stati oggetto di sgombero pochi giorni orsono, sarebbero ancora nella disponibilità di chi quelle case le ha già pagate: gli inquilini.  Un Comune che ripristina la legalità, aveva tutti gli elementi per contestare ai concessionari di finanziamento di edilizia ERP le violazioni attraverso con una vigilanza imposta nelle convenzioni che, invece non c’è stata né prima di Raggi, né ancora con il sindaco Raggi.  Ebbene, sono mesi che gli inquilini gridano alle istituzioni preposte del Comune, compreso il suo ufficio di applicare la legge ma, nessuno ha mai risposto con atti concreti, ma sempre e solo con proclami. Ad ottobre 2016 lei ci aveva detto che aveva iniziato le revoche delle concessioni con un video su facebook, sempre però poi smentire l’11 gennaio scorso la revoca proprio mentre sgomberavano i 4 appartamenti di Castel Verde giustificando la mancanza di fondi in bilancio. Allora perché dinanzi a tale evidente inerzia, saltare sul carro dei vincitori? Sul quel carro ci deve stare chi i diritti se li è tutelati con le unghie e con i denti: gli inquilini e chi li ha concretamente sostenuti mettendoci la faccia. Nessun altro. Noi invece, ci aspettiamo di vedere il 23 gennaio p.v. a Tor Vergata la stessa celerità utilizzata nel comunicato per tutelare i diritti degli inquilini.

CASA, P.D.Z. CASTELVERDE: LA POLIZIA INTERVIENE E LIBERA QUATTRO ALLOGGI REGOLARMENTE PAGATI DAGLI INQUILINI. SMENTITO L'ASSESSORE BERDINI CHE AVEVA ANNUNCIATO LA REVOCA DELLE CONCESSIONI.

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COMUNICATO STAMPA AS.I.A./USB: A ROMA ANCORA DETTANO LEGGE GLI INTERESSI DELLA SPECULAZIONE E DELLE BANCHE! Roma - mercoledì 11 gennaio 2017 Due blindati della Polizia insieme all'Ufficiale Giudiziario sono intervenuti questa mattina all'alba nel Piano di Zona Castelverde sigillando quattro appartamenti di cittadini che hanno acquistato gli alloggi al prezzo stabilito dalla legge per i piani di edilizia agevolata. Questo fatto grave smentisce clamorosamente le affermazioni dell'assessore Berdini che aveva annunciato pubblicamente l'avvenuta revoca delle concessioni, come previsto dalla convenzione firmata dal Comune di Roma, lasciando credere a tutti gli inquilini che l'amministrazione pubblica finalmente aveva optato per il ripristino della legalità. Le 27 famiglie sono ricadute improvvisamente nel vortice dell'insicurezza e dell'incertezza, anche in vista del prossimo avvicinarsi della data del 24 gennaio, giorno in cui verranno messi di nuovo all'asta gli alloggi. Sulla pagina Facebook di Asia Usb si può ascoltare la drammatica storia di Vincenzo truffato dai costruttori e abbandonato dalle istituzioni, è la storia di tantissimi abitanti degli oltre 110 piani di zona che a vario titolo sono stati raggirati a Roma e nel Lazio. Link: https://www.facebook.com/FederazionedelSociale/videos/1793622197568554/ L'ASIA-USB prende atto che nella nostra città, nonostante le promesse fatte in campagna elettorale dal Sindaco Raggi di discontinuità con il vecchio sistema, le numerose inchieste giornalistiche e televisive, l'inchiesta della magistratura, ancora la fanno da padrone gli interessi degli speculatori e delle banche. Il problema della casa viene affrontato non con l'affermazione del diritto e con l'applicazione della legge, ma ancora una volta solo con sgomberi e sfratti. L'AS.I.A.-USB, pur continuando la mobilitazione per ristabilire la certezza del diritto alla casa, presenterà insieme agli inquilini dei piani di zona, tramite l'avv. Perticaro, ancora una denuncia nei confronti dei responsabili del Comune di Roma che hanno omesso e continuano ad omettere l’applicazione della legge. Per ASIA-USB Angelo Fascetti

PDZ ROMA. GIUNTA RAGGI: AFFRANCAZIONE SI, RIPRISTINO DELLA LEGALITA' E BLOCCO DEGLI SFRATTI NO!

Roma -

Sono mesi che al Comune di Roma dicono di conoscere il problema degli sfratti dei Piani di zona, non solo dopo le rassicurazioni dell’assessore Berdini declamate anche in Tv, quelle della Commissione Urbanistica sulla task force e, per non finire, quelle del capo gruppo del Comune Paolo Ferrara; ma nonostante tutto questo l’unico documento prodotto dalla Giunta del Comune di Roma, in riferimento ai piani di Zona, è la nuova delibera sulle affrancazioni relativamente ai criteri di priorità. (collegati a questo link per vedere la delibera: www.urbanistica.comune.roma.it/_/de_/dgc-108-2016.pdf ). Ebbene, la giunta comunale non trova il tempo o “le priorità” per tutelare gli inquilini, che subiscono quasi giornalmente esecuzioni di sfratti ingiusti, però trova il tempo di attivarsi per stabilire i criteri per accelerare le affrancazioni dopo aver già redatto e pubblicato la delibera n. 13 del 5 agosto 2016. Nella recente delibera natalizia del 12 dicembre 2016 (dopo quella estiva del 5 agosto), tipica tecnica utilizzata solitamente dai vecchi partiti che decidevano cose importanti nei periodi festivi o feriali, vengono stabiliti i criteri di priorità: “….viene stabilito che, di norma, l’istruttoria delle istanze presentate seguirà l’ordine di protocollazione; tuttavia sarà data priorità alle istanze, complete della documentazione, che riportino la richiesta di trattazione d’urgenza per motivazioni quali: prossima compravendita (a tal fine veniva richiesto di allegare il contratto preliminare di vendita registrato e trascritto in data anteriore alla deliberazione del C.S. n. 33/2015) e divisione ereditaria (comprovata da idonea documentazione da allegarsi alla richiesta)”. E’ chiaro il problema cardine della Giunta, è quello di non fermare i rogiti, anzi, a chi ha una compravendita o un preliminare viene data priorità per l’affrancazione. Con la delibera si ottiene un triplice risultato: si omettono le verifiche sulle convenzioni e quindi le responsabilità del Comune, si incassano delle somme; ed infine si sana cosi ogni illecito dei costruttori. Tutto questo viene fatto il 12 dicembre 2016, 4 giorni prima dell’arresto di Marra, che avviene il 16 dicembre 2016. Il giorno della delibera erano presenti: la Sindaca, il Vice Sindaco Frongia e gli Assessori Bergamo, Marzano, Meleo, Meloni e Muraro. E' singolare l'assenza dell'assessore all'Urbanistica Berdini, che doveva esprimere per competenza una sua posizione in materia. Perché questa assenza? E' lecito chiedersi, a fronte del problema delle affrancazioni, se non fosse più urgente che la Giunta, il Consiglio comunale e le rispettive Commissioni si preoccupassero di rispettare gli impegni presi in campagna elettorale per: a) bloccare gli sfratti degli inquilini che per anni hanno pagato somme superiori a quelle previste dalla legge e sono stati cacciati dalla propria casa? Vedi i coniugi Ridolfi; b) fermare definitivamente le esecuzioni di sfratti o di vendite all’asta fatte in spregio alla normativa prevista? vedi Castelverde con sfratto previsto per mercoledì 11 gennaio 2017; c) tutelare quegli occupanti senza titolo, definiti tali a causa dell’inerzia del Comune sebbene avessero pagato la casa anni fa? Vedi Tor vergata con sfratto previsto il 23 gennaio 2017. Perché l'amministrazione comunale, in tutto questo, ha preferito dare priorità alle affrancazioni e non mantenere gli impegni presi con gli abitanti dei piani di zona per il ripristino della legalità? Prima di deliberare le affrancazioni qualcuno della giunta si è mai preoccupato di verificare il rispetto delle convenzioni, dei pagamenti degli oneri concessori, delle verifiche della regolarità delle fideiussioni, delle sanzioni o della verifica sulle vendita degli immobili? Come si può liberare da vincoli un immobile di ERP senza aver verificato quanto previsto dalle convenzioni, disciplinari e atti d’obbligo? Facendo un condono che tutela i responsabili del comune da responsabilità pregresse? Tale comportamento, oltre ad essere un abuso, potrebbe configurarsi anche come danno erariale… A pagare saranno sempre i cittadini, già truffati!