Associazioni Inquilini e Abitanti

ROMA: REVOCARE SUBITO LE CONCESSIONI NEI PIANI DI ZONA PER BLOCCARE GLI SFRATTI E LE ASTE

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COMUNICATOPDZ TOR VERGATA: AVVIATA SOLO QUESTA MATTINA LA PROCEDURA DI REVOCA DELLA CONCESSIONE  STESSO SCENARIO PER CASTELVERDE DOPO LE NUMEROSE ENUNCIAZIONI Si è tenuto ieri, fino a tarda sera, l’incontro convocato dall’assessore Paolo Berdini sul pdz Tor Vergata, tra i dirigenti dell’Urbanistica, la cooperativa Lega San Paolo, gli otto inquilini del p.d.z., in presenza di ASIA-USB, l’avv. Perticaro, i consiglieri del M5S Pietro Calabrese e Simona Ficcardi. L’obiettivo preannunciato dell’appuntamento era quello di tentare un accordo di transazione, che doveva basarsi sul prezzo massimo di cessione. La realtà che ci siamo trovati davanti era surreale: il Presidente della coop. candidamente ha richiesto, di fronte all’assessore, ai dirigenti dell’Urbanistica ed ai consiglieri, un accordo di transazione per la cifra di euro 140/150 mila oltre al prezzo massimo di cessione, già versato dagli inquilini. Un invito palese alla violazione della legge, la stessa proposta avanzata nel medesimo tentativo fatto dall’assessore Caudo nel 2013, senza che nessuno è andato a denunciarli. Questo palese comportamento arrogante ha fatto venire allo scoperto l’assessore Berdini che solo a questo punto ha annunciato che avrebbe fatto partire la revoca, quindi sconfessando le sue dichiarazioni precedenti che le revoche fossero già partite. Stesso scenario il giorno prima con Castelverde: solo dopo una animata discussione e i tentativi di avanzare ipotesi gettate li senza un reale riscontro (es. l’entrata in campo della Cassa Depositi e Prestiti, i soliti noti!!), lo stesso assessore Berdini ha di fatto ammesso che la procedura di revoca non era ancora partita. L’avvio della procedura di revoca delle concessioni alle ditte truffatrici nei Piani di Zona, impegno tante volte assunto e a ieri ancora disatteso, resta l'unico strumento nelle mani della giunta capitolina per impedire queste ripetute ingiustizie. Da tempo richiediamo, lo abbiamo ribadito ieri, un tavolo tecnico per analizzare tutte le situazioni, ma ad oggi abbiamo solo impegni formali e pochi fatti L’unica strada che si può percorrere, come abbiamo dimostrato ancora una volta, è l’applicazione della legge. Ma a questo punto se non si recupera il tempo perso in inutili annunci, c'è il rischio che l'intervento possa avvenire troppo tardi. Questa mattina abbiamo notizie che sono partite finalmente le procedure di revoca. Avviate le revoche il Comune deve richiedere al Tribunale fallimentare e a quello delle esecuzione la sospensione degli sfratti e dell’asta, è l'unica strada per fermare gli sfratti. L’Asia Usb, dopo la vicenda di Monte Stallonara, che dimostra la gravità di questa truffa che colpisce decine di migliaia di abitanti delle periferie romane e non, chiama gli inquilini resistenti alla mobilitazione per la tutela del diritto alla casa nella nostra città. Indice un picchetto per difendere le otto famiglie sotto sfratto, nonostante abbiano pagato le loro case come previsto dalla legge, del pdz di Tor Vergata lunedì 23, a partire dalle ore 7.00, in via Marcello Gallian 20. Roma 20 gennaio 2017 ASSOCIAZIONE INQUILINI E ABITANTI – USB

SEQUESTRO DEGLI ALLOGGI DI MONTE STALLONARA: RISPOSTA AL COMUNICATO STAMPA DELL’ASSESSORE BERDINI

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L’assessore Berdini, a seguito del sequestro operato oggi dalla magistratura, ha diffuso un comunicato alle agenzia di stampa in cui ha sostenuto: “...ora faremo chiarezza…stiamo riportando la legalità dove finora è mancata …”. Tale sequestro, a differenza di quello che fa capire l’assessore, non avviene per un esposto depositato da quest’ultimo o dall’attuale Giunta o dall’avvocatura di Roma Capitale. Solo per ripristinare un principio di giustizia: gli esposti che hanno portato al sequestro di Monte Stallonara partono da una serie di denunce: 1) degli inquilini di Monte Stallonara; 2) di Asia Usb e non da ultimo dell’on. ROBERTA LOMBARDI …denunce che in tutti i casi sono state presentate attraverso l’avv. Vincenzo Perticaro vista l’evidente inerzia del Comune.  Di quale legalità si parla? Il sequestro preventivo di oggi, avviene proprio perché il Comune non ha fatto nulla di quanto previsto nelle convenzioni, come ad esempio vigilando ed applicando le relative sanzioni previste che, avrebbero dovuto portare, per le gravità delle contestazioni, alla revoca delle convenzioni, sia per Monte Stallonara, cosi come per tutti gli altri piani di zona (Castel verde e Tor Vergata). Mentre ancora non esiste neanche una contestazione di sanzione alle società responsabili di tale scempio. Il Comune, infatti, con i suoi uffici avrebbe potuto e dovuto imporre il rispetto della normativa, e se ciò fosse accaduto oggi a Monte Stallonara c’erano strade, fogne e non acqua e luce di cantiere con case prive di agibilità. La famiglia Ridolfi avrebbe ancora la propria casa, cosi come gli altri 4 inquilini che sono stati sfrattati nel silenzio del Comune di Roma. Ma anche i 7 appartamenti di Castelverde che sono stati oggetto di sgombero pochi giorni orsono, sarebbero ancora nella disponibilità di chi quelle case le ha già pagate: gli inquilini.  Un Comune che ripristina la legalità, aveva tutti gli elementi per contestare ai concessionari di finanziamento di edilizia ERP le violazioni attraverso con una vigilanza imposta nelle convenzioni che, invece non c’è stata né prima di Raggi, né ancora con il sindaco Raggi.  Ebbene, sono mesi che gli inquilini gridano alle istituzioni preposte del Comune, compreso il suo ufficio di applicare la legge ma, nessuno ha mai risposto con atti concreti, ma sempre e solo con proclami. Ad ottobre 2016 lei ci aveva detto che aveva iniziato le revoche delle concessioni con un video su facebook, sempre però poi smentire l’11 gennaio scorso la revoca proprio mentre sgomberavano i 4 appartamenti di Castel Verde giustificando la mancanza di fondi in bilancio. Allora perché dinanzi a tale evidente inerzia, saltare sul carro dei vincitori? Sul quel carro ci deve stare chi i diritti se li è tutelati con le unghie e con i denti: gli inquilini e chi li ha concretamente sostenuti mettendoci la faccia. Nessun altro. Noi invece, ci aspettiamo di vedere il 23 gennaio p.v. a Tor Vergata la stessa celerità utilizzata nel comunicato per tutelare i diritti degli inquilini.

Monte Stallonara, sequestrato "per truffa" il piano di zona. Indagati anche due funzionari del Comune.

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Monte Stallonara, sequestrato "per truffa" il piano di zona. Indagati anche due funzionari del Comune „Un dirigente e un funzionario del dipartimento Attuazione Urbanistica sono indagati per abuso d'ufficio. Indagati per truffa, invece, sei componenti dei consigli di amministrazione di quattro cooperative.Monte Stallonara, sequestrato "per truffa" il piano di zona. Indagati anche due funzionari del Comune „ Prezzi gonfiati per gli inquilini e fondi pubblici 'scomparsi' dal conteggio per il canone finale. Sigilli questa mattina in via Decimomannu, per tre edifici nel piano di zona di Monte Stallonara, all'estrema periferia ovest della Capitale, tristemente famoso per le cronache romane per l'immagine delle sue strade sterrate mai asfaltate e per gli allagamenti degli ultimi mesi. L'operazione di Polizia Giudiziaria portata avanti questa mattina dalla Polizia di Roma Capitale, a cui ha collaborato anche la Guardia di Finanza, ha portato anche a sequestri preventivi di conti correnti bancari, quote azionarie e numerose proprietà immobiliari nel Lazio e in Toscana. Dopo i fatti di questa mattina, a cui si aggiungono i sequestri dello scorso 11 gennaio a Castelverde, la bolla dei piani di zona della Capitale si sta gonfiando sempre di più sul tavolo dell'amministrazione di Virginia Raggi e del suo assessore all'Urbanistica Paolo Berdini che commenta: "Ora faremo chiarezza su quanto accaduto e prenderemo seri provvedimenti". I SEQUESTRI - L'operazione è stata portata avanti interamente dalla Polizia Locale, nucleo Polizia Giudiziaria presso la Procura di Roma diretto dalla Dott.ssa Rosa Mileto e con personale proveniente da vari Gruppi territoriali, tutti coordinati dal Vicecomandante dottor Lorenzo Botta. Al suo completamento ha collaborato anche la Guardia di Finanza, competente per i controlli sui conti correnti bancari. I sequestri preventivi, eseguiti su disposizione del Gip Costantino De Robbio, sono scattati per 37 conti correnti, 17 quote azionarie e 53 proprietà immobiliari nel Lazio e in Toscana appartenenti a 6 persone, 4 uomini e 2 donne di nazionalità italiana, componenti dei Consigli di Amministrazione di quattro cooperative romane e diverse società, tutti indagati per truffa nei confronti della Regione Lazio, del Comune di Roma e di circa 76 persone con il concorso di un dirigente e di un funzionario di Roma Capitale, indagati per abuso d'ufficio. "Con il solo scopo preventivo di tutelare le vittime delle truffe" si legge nel comunicato stampa diffuso questa mattina dalla sezione della Polizia Giudiziaria della Polizia Locale, sono stati apposti i sigilli anche a tre edifici realizzati dalle cooperative nel Piano di Zona. In totale, 76 appartamenti per la gestione dei quali è stato nominato un Amministratore Giudiziario. Gli inquilini, quindi, potranno restare nei loro appartamenti.  LE INDAGINI -  Le indagini, particolarmente complesse, sono state coordinate dal Sostituto procuratore Della Repubblica Alberto Galanti hanno portato a scoprire una truffa perpetrata ai danni della Regione, del Comune di Roma e di circa 76 soci di 3 cooperative edilizie del piano di zona inerenti il progetto '20 mila alloggi in locazione'. LE DENUNCE - Le indagini sono state avviate in seguito a una serie di esposti e denunce. Figurano l'esposto avanzato dal consigliere regionale di Fratelli d'Italia Fabrizio Santori relativo alle mancate opere di urbanizzazione e quello dalla deputata del Movimento cinque stelle Roberta Lombardi relativo però alle responsabilità del mancato controllo da parte dei funzionari comunali. A chiedere l'intervento della Procura, anche una trentina di inquilini che avanzarono una denuncia con l'aiuto dell'avvocato Vincenzo Perticaro, che da anni segue le vicende dei piani di zona della Capitale. Altra denuncia era partita dal sindacato Asia Usb, anch'esso concentrato da tempo sulle irregolarità emerse in merito all'edilizia convenzionata romana.  LA TRUFFA - Si legge nella nota della Polizia Locale: "I Consigli di Amministrazione delle tre cooperative, formati sempre dagli stessi indagati, beneficiavano di finanziamenti e concessioni di enti pubblici, vincolati alla costruzione di appartamenti da dare in locazione a  condizioni di favore per soggetti meno abbienti, con l’obbligo, però, di non alienarli singolarmente. Al fine di raggirare la normativa i titolari delle società cooperative hanno alienato gli interi corpi di fabbrica ad una quarta società cooperativa, formata in buona parte sempre dagli stessi indagati, consentendo a quest’ultima di procedere alla vendita dei singoli appartamenti, con un vantaggio economico di gran lunga superiore rispetto a quello che avrebbero realizzati con le locazioni “calmierate”. 'PREZZO RADDOPPIATO' - Come spiega la Polizia locale in una nota, "i consigli di amministrazione delle tre cooperative, formati sempre dagli stessi indagati, assegnatarie di circa 3.509.061 euro dalla regione per la locazione degli alloggi costruiti e del terreno comunale creavano una quarta cooperativa, nella quale facevano confluire contemporaneamente tutti i soci delle altre tre cooperative al fine di poter giustificare il prezzo di cessione, cioè la vendita degli appartamenti ai soci costruttori ad un prezzo raddoppiato (pari a 13.624.940 euro) invece di fargli pagare il solo costo totale di nuova edificazione (7.896.424, 69 euro) che gli indagati avevano dichiarato alla Regione al fine di poter fruire del finanziamento pubblico e di assegnare poi gli alloggi in locazione o ai soci, se aventi diritto, o a terzi". FINANZIAMENTI 'SCOMPARSI' - In sintesi, il finanziamento di circa tre milioni e mezzo indirizzato alle cooperative "doveva essere utilizzato per abbassare i costi totali della nuova edificazione" che ammontano a quasi 7 milioni e 900 mila euro. Con una semplice sottrazione, le costruzioni sarebbero dovute costare, ricostruiscono gli inquirenti, circa 4 milioni e 300 mila euro. E' il senso del meccanismo che sta alla base dell'edilizia convenzionata: Regione e Comune forniscono finanziamenti e terreni in modo che gli appartamenti possano essere venduti o affittati a prezzi inferiori a quelli di mercato, in base a convenzioni stipulate con il Comune. Il finanziamento però, continua la nota, "non è stato detratto ai soci, i quali si sono ritrovati a dover versare, oltre a ingenti somme in contanti (la cui esatta cifra non è stata ancora quantificata anche se la stima presunta si aggira attorno ai 2 milioni di euro, ndr) anche un ulteriore mutuo da 9.750.000 euro alle banche, superiore al costo totale di nuova edificazione dichiarato dalla Regione".  DIRIGENTE E FUNZIONARIO 'IN CONCORSO' - Secondo gli inquirenti "tutto questo si è potuto realizzare in concorso con la responsabilità del dirigente e del funzionario del Comune di Roma della UO Edilizia sociale del Dipartimento Programmazione Attuazione Urbanistica, che abusando del loro potere, in violazione dell'art.11 del Disciplinare della Convenzione, facevano 'passare', dandone il via libera, i prezzi di cessione accontentandosi della semplice dichiarazione dei Consigli di Amministrazione, mentre era necessario che i prezzi di cessione fossero approvati e deliberati dai soci delle cooperative". I soldi, spiegano infine, "venivano poi fatti girare e sparire dalle casse delle cooperative, con la motivazione di ulteriori prestazioni di servizi, all'interno di società e consorzi sempre intestati agli stessi indagati in una sorta di scatola cinese".  "FARE CHIAREZZA"  - "In corso sequestro preventivo disposto dalla Procura di Roma nel Piano di Zona Monte Stallonara in via Decimomammu a seguito delle denunce mie e degli inquilini attraverso Asia USB e l'avvocato Vincenzo Perticaro" scrive su Facebook la deputata del Movimento cinque stelle in una nota. "Adesso la Regione Lazio e il Comune di Roma devono intervenire a fare chiarezza sull'intera questione dei Piani di Zona" conclude la deputata. "Tutto questo accade perché c'è un'evidente inerzia del Comune di Roma e della Regione sulla vicenda dei piani di zona" denuncia l'avvocato Vincenzo Perticaro. "Se avessero vigilato, la magistratura non avrebbe avuto bisogno di intervenire con un sequestro. Chi doveva vigilare non ha vigilato". Anche il sindacato Asia Usb punta il dito contro le istituzioni: "Sia il Comune sia la Regione continuano nel loro silenzio assenso coprendo, di fatto, questa grande truffa ai danni della città". BERDINI: 'NON SUCCEDERA' PIU''- "Stiamo riportando la legalità dove finora è mancata. Non vogliamo esistano più zone d’ombra dove corruzione e malaffare trovano terreno fertile per diffondersi. Grazie ad un esposto presentato dal Movimento 5 Stelle e al prezioso lavoro della magistratura, della Polizia Locale e della Guardia di Finanza si fa luce sulla vicenda controversa del progetto del piano di zona B50 Monte Stallonara" continua l'assessore. "In pratica i dipendenti comunali, abusando del loro potere, davano il via libera ai prezzi di concessione accontentandosi della semplice dichiarazione dei Consigli di amministrazione mentre invece era necessario che i prezzi di cessione fossero approvati e deliberati dai soci delle cooperative. I soldi poi venivano fatti sparire nelle casse delle cooperative in una sorta di scatola cinese” spiega. “L’aumento del prezzo massimo di cessione doveva essere concordato con Regione e Comune. E così non è stato: c’è stata una mancanza di vigilanza da parte degli uffici pubblici. Con noi questo non succederà più” conclude Berdini. LOMBARDI - "Nei tanti esposti che ho presentato in questi anni sui più critici tra i 102 piani di zona attualmente presenti a Roma segnalavo le responsabilità di molti funzionari e dirigenti comunali e regionali nel mancato controllo sull'utilizzo dei soldi pubblici" spiega la deputata Roberta Lombardi. "I piani di zona sono strumenti di attuazione urbanistica dei piani di edilizia residenziale pubblica, ovvero il mezzo attraverso cui lo Stato si preoccupa di garantire un tetto anche a quelle famiglie economicamente più fragili che non possono permettersi una casa sul libero mercato. Ci sono tante persone in questi immobili, tante famiglie sotto ingiusto sfratto che aspettano qualcuno che faccia giustizia sulla truffa perpetrata alle loro spalle. Perchè in tutti questi anni i costruttori privati che hanno costruito con soldi pubblici su terreni comunali impegnandosi a realizzare opere di urbanizzazione primaria in molti casi inesistenti hanno lucrato sulle spalle della povera gente nell'assoluta inerzia, quando non complicità, della Regione Lazio e di chi in passato ha amministrato il Comune di Roma. Oggi la Procura è intervenuta iniziando a tutelare queste famiglie e iniziando a richiamare alle proprie responsabilità chi non ha voluto seguire la legge".  SANTORI - Si dice soddisfatto il consigliere regionale del Lazio di Fratelli d'Italia Fabrizio Santori autore di una delle denunce che hanno fatto scattare le indagini: "Nel corso degli anni ci siamo impegnati con enormi sacrifici per sostenere le battaglie di persone comuni che vedevano infrangersi il sogno di una casa a costi contenuti e sostenibili. Oggi finalmente viene resa loro giustizia. Siamo convinti che il percorso di rinascita dei Piani di zona possa ripartire dalle disposizioni odierne, alla luce del fatto che in tutta Roma ci sono almeno sette altre situazioni simili sotto indagine. Roma Capitale e la Regione Lazio devono impegnarsi a tenere sotto osservazione queste realtà, verificando lo sviluppo di piani di urbanizzazione primaria a tutela dei romani e di un territorio su cui si è speculato in maniera ignobile in passato solo per fare profittoe Stallonara, sequestrato "per truffa" il piano di zona. Indagati anche due funzionari del Comun, a volte truffando ignari cittadini come accaduto a Monte Stallonara”. “ Potrebbe interessarti: www.romatoday.it/politica/monte-stallonara-piano-di-zona-sequestro.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809 “ Potrebbe interessarti: www.romatoday.it/politica/monte-stallonara-piano-di-zona-sequestro.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809 “ Potrebbe interessarti: www.romatoday.it/politica/monte-stallonara-piano-di-zona-sequestro.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809 Monte Stallonara, sequestrato "per truffa" il piano di zona. Indagati anche due funzionari del Comune „“ Potrebbe interessarti: www.romatoday.it/politica/monte-stallonara-piano-di-zona-sequestro.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809

CASA, P.D.Z. CASTELVERDE: LA POLIZIA INTERVIENE E LIBERA QUATTRO ALLOGGI REGOLARMENTE PAGATI DAGLI INQUILINI. SMENTITO L'ASSESSORE BERDINI CHE AVEVA ANNUNCIATO LA REVOCA DELLE CONCESSIONI.

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COMUNICATO STAMPA AS.I.A./USB: A ROMA ANCORA DETTANO LEGGE GLI INTERESSI DELLA SPECULAZIONE E DELLE BANCHE! Roma - mercoledì 11 gennaio 2017 Due blindati della Polizia insieme all'Ufficiale Giudiziario sono intervenuti questa mattina all'alba nel Piano di Zona Castelverde sigillando quattro appartamenti di cittadini che hanno acquistato gli alloggi al prezzo stabilito dalla legge per i piani di edilizia agevolata. Questo fatto grave smentisce clamorosamente le affermazioni dell'assessore Berdini che aveva annunciato pubblicamente l'avvenuta revoca delle concessioni, come previsto dalla convenzione firmata dal Comune di Roma, lasciando credere a tutti gli inquilini che l'amministrazione pubblica finalmente aveva optato per il ripristino della legalità. Le 27 famiglie sono ricadute improvvisamente nel vortice dell'insicurezza e dell'incertezza, anche in vista del prossimo avvicinarsi della data del 24 gennaio, giorno in cui verranno messi di nuovo all'asta gli alloggi. Sulla pagina Facebook di Asia Usb si può ascoltare la drammatica storia di Vincenzo truffato dai costruttori e abbandonato dalle istituzioni, è la storia di tantissimi abitanti degli oltre 110 piani di zona che a vario titolo sono stati raggirati a Roma e nel Lazio. Link: https://www.facebook.com/FederazionedelSociale/videos/1793622197568554/ L'ASIA-USB prende atto che nella nostra città, nonostante le promesse fatte in campagna elettorale dal Sindaco Raggi di discontinuità con il vecchio sistema, le numerose inchieste giornalistiche e televisive, l'inchiesta della magistratura, ancora la fanno da padrone gli interessi degli speculatori e delle banche. Il problema della casa viene affrontato non con l'affermazione del diritto e con l'applicazione della legge, ma ancora una volta solo con sgomberi e sfratti. L'AS.I.A.-USB, pur continuando la mobilitazione per ristabilire la certezza del diritto alla casa, presenterà insieme agli inquilini dei piani di zona, tramite l'avv. Perticaro, ancora una denuncia nei confronti dei responsabili del Comune di Roma che hanno omesso e continuano ad omettere l’applicazione della legge. Per ASIA-USB Angelo Fascetti

PDZ ROMA. GIUNTA RAGGI: AFFRANCAZIONE SI, RIPRISTINO DELLA LEGALITA' E BLOCCO DEGLI SFRATTI NO!

Roma -

Sono mesi che al Comune di Roma dicono di conoscere il problema degli sfratti dei Piani di zona, non solo dopo le rassicurazioni dell’assessore Berdini declamate anche in Tv, quelle della Commissione Urbanistica sulla task force e, per non finire, quelle del capo gruppo del Comune Paolo Ferrara; ma nonostante tutto questo l’unico documento prodotto dalla Giunta del Comune di Roma, in riferimento ai piani di Zona, è la nuova delibera sulle affrancazioni relativamente ai criteri di priorità. (collegati a questo link per vedere la delibera: www.urbanistica.comune.roma.it/_/de_/dgc-108-2016.pdf ). Ebbene, la giunta comunale non trova il tempo o “le priorità” per tutelare gli inquilini, che subiscono quasi giornalmente esecuzioni di sfratti ingiusti, però trova il tempo di attivarsi per stabilire i criteri per accelerare le affrancazioni dopo aver già redatto e pubblicato la delibera n. 13 del 5 agosto 2016. Nella recente delibera natalizia del 12 dicembre 2016 (dopo quella estiva del 5 agosto), tipica tecnica utilizzata solitamente dai vecchi partiti che decidevano cose importanti nei periodi festivi o feriali, vengono stabiliti i criteri di priorità: “….viene stabilito che, di norma, l’istruttoria delle istanze presentate seguirà l’ordine di protocollazione; tuttavia sarà data priorità alle istanze, complete della documentazione, che riportino la richiesta di trattazione d’urgenza per motivazioni quali: prossima compravendita (a tal fine veniva richiesto di allegare il contratto preliminare di vendita registrato e trascritto in data anteriore alla deliberazione del C.S. n. 33/2015) e divisione ereditaria (comprovata da idonea documentazione da allegarsi alla richiesta)”. E’ chiaro il problema cardine della Giunta, è quello di non fermare i rogiti, anzi, a chi ha una compravendita o un preliminare viene data priorità per l’affrancazione. Con la delibera si ottiene un triplice risultato: si omettono le verifiche sulle convenzioni e quindi le responsabilità del Comune, si incassano delle somme; ed infine si sana cosi ogni illecito dei costruttori. Tutto questo viene fatto il 12 dicembre 2016, 4 giorni prima dell’arresto di Marra, che avviene il 16 dicembre 2016. Il giorno della delibera erano presenti: la Sindaca, il Vice Sindaco Frongia e gli Assessori Bergamo, Marzano, Meleo, Meloni e Muraro. E' singolare l'assenza dell'assessore all'Urbanistica Berdini, che doveva esprimere per competenza una sua posizione in materia. Perché questa assenza? E' lecito chiedersi, a fronte del problema delle affrancazioni, se non fosse più urgente che la Giunta, il Consiglio comunale e le rispettive Commissioni si preoccupassero di rispettare gli impegni presi in campagna elettorale per: a) bloccare gli sfratti degli inquilini che per anni hanno pagato somme superiori a quelle previste dalla legge e sono stati cacciati dalla propria casa? Vedi i coniugi Ridolfi; b) fermare definitivamente le esecuzioni di sfratti o di vendite all’asta fatte in spregio alla normativa prevista? vedi Castelverde con sfratto previsto per mercoledì 11 gennaio 2017; c) tutelare quegli occupanti senza titolo, definiti tali a causa dell’inerzia del Comune sebbene avessero pagato la casa anni fa? Vedi Tor vergata con sfratto previsto il 23 gennaio 2017. Perché l'amministrazione comunale, in tutto questo, ha preferito dare priorità alle affrancazioni e non mantenere gli impegni presi con gli abitanti dei piani di zona per il ripristino della legalità? Prima di deliberare le affrancazioni qualcuno della giunta si è mai preoccupato di verificare il rispetto delle convenzioni, dei pagamenti degli oneri concessori, delle verifiche della regolarità delle fideiussioni, delle sanzioni o della verifica sulle vendita degli immobili? Come si può liberare da vincoli un immobile di ERP senza aver verificato quanto previsto dalle convenzioni, disciplinari e atti d’obbligo? Facendo un condono che tutela i responsabili del comune da responsabilità pregresse? Tale comportamento, oltre ad essere un abuso, potrebbe configurarsi anche come danno erariale… A pagare saranno sempre i cittadini, già truffati!

Asia-Usb Livorno sotto attacco.

Livorno -

Il comunicato del sindacato degli inquilini di Livorno dopo l'ennesimo atto repressivo Negli ultimi mesi il sindacato Asia-Usb si è reso protagonista di diverse iniziative di denuncia e di lotta nella nostra città. La contestazione all’ex premier Renzi  (costretto a svolgere il suo comizio dentro un capannone in periferia) che ha visto la partecipazione di centinaia di giovani, lavoratori e famiglie.  La manifestazione davanti alla sede del PD il giorno successivo al referendum costituzionale per ribadire le ragioni del NO sociale e contro il Job Act e i voucher. Il presidio di denuncia davanti al palazzo del picchetto in piazza Guerrazzi, una struttura all’interno della quale viene chiesto sistematicamente il “pizzo” da parte di alcuni occupanti. Da ultima l’occupazione simbolica di uno stabile in piazza Cavallotti di proprietà di una società legata alla famiglie dell’ex premier, società per cui i PM Fiorentini hanno chiesto il fallimento a seguito di numerose segnalazioni della Guarda di Finanza.  Proteste forti e determinate ma sempre pacifiche. Queste iniziative non devono essere piaciute a qualcuno infatti proprio stamattina, martedì 27 dicembre,  13 appartenenti al sindacato inquilini Asia-Usb sono stati convocati in questura per ritirare alcune notifiche. In sette pagine di ordinanza del GIP Antonio dal Forno viene descritto il nostro sindacato come una vera e propria  “associazione a delinquere” dedita alla gestione delle occupazioni. Niente di più falso. Il nostro sindacato sostiene, come è normale che sia, famiglie che si rivolgono ai nostri sportelli aiutandole a trovare delle soluzioni attraverso  vari canali, utilizzando anche la consulenza di alcuni avvocati.  Solo una parte, quando purtroppo non ha  alternative, decide autonomamente di intraprendere un percorso di occupazione abitativa dandosi delle regole di normale convivenza, partecipazione  e solidarietà tra gli inquilini occupanti. Anche in questo caso Asia continua a sostenerli  sindacalmente nelle loro legittime richieste. A torto o ragione molti di essi hanno ottenuto per fortuna una casa popolare. Nello specifico, ma è ovviamente solo un subdolo pretesto, i  13 iscritti ( che guarda caso risultano essere i più attivi politicamente) vengono accusati di aver minacciato un occupante per costringerlo ad abbandonare una struttura. Un’indagine a tempo record, svolta dalla Digos Livornese, che ha portato ad una ordinanza di applicazione di misura cautelare  di “divieto di avvicinamento” alla struttura medesima per tutti i componenti oltre che ad una denuncia penale per alcuni “fantasiosi” reati.  Un attacco gravissimo che arriva proprio in questi giorni quando il nostro sindacato è impegnato su molti fronti. Per il 14 gennaio è prevista una manifestazione in piazza Cavallotti contro le politiche dell’attuale governo in tema di lavoro e emergenza abitativa. Un attacco da cui sapremo difenderci in tutte le sedi. Che dire? Non ci siamo dimenticati le gravi dichiarazioni di un ispettore della Digos che neanche un mese fa chiese ad un inquilino di una occupazione  “di informarsi se esistevano delle famiglie che avevano avuto problemi con il sindacato e di portarle in Questura da lui”.  Non ci dimentichiamo che il nostro sindacato è stato l’unico ad avere il coraggio di denunciare il “racket” tra gli abitanti del palazzo del Picchetto quando la solerte Digos locale monitorava da tempo quella struttura senza mai intervenire.  La nostra attività politica e sindacale si è sempre svolta alla luce del sole e non abbiamo certo paura di rivendicare le nostre pratiche, anche e soprattutto quelle più determinate.  E’ più illegale mandare per strada una famiglia con dei minori in pieno inverno dopo averle venduta la casa all’asta,  oppure organizzare un picchetto per difenderla? E’ più illegale lasciare interi immobili all’abbandono e al degrado oppure sostenere delle famiglie in difficoltà che decidono di occuparli? Sindacato Inquilini Asia-Usb 27 dicembre 2016

GLI INQUILINI DELLE CASE POPOLARI ASSEDIANO L’ASSESSORATO AL PATRIMONIO DI ROMA CAPITALE

Roma -

Forte iniziativa questa mattina degli inquilini delle case popolari di Roma contro l’assurda gestione delle case popolari che mira a criminalizzare gli abitanti delle periferie e a coprire l’incapacità di mettere a frutto questo importante patrimonio abitativo. E’ diventata ormai consuetudine non controllare il patrimonio, non riassegnare le case vuote, inviare periodicamente richieste di migliaia di euro di arretrati non giustificati, sfrattare le famiglie senza titolo ignorando il contesto in cui è nato questo fenomeno, revocare assegnazioni a famiglie che sono nelle graduatorie ignare e vittime di Dirigenti poco trasparenti. Il tutto per distruggere e non valorizzare questo importante patrimonio pubblico, dando la percezione che alcuni dirigenti del dipartimento del patrimonio di Roma Capitale sono più impegnati a fare una guerra contro i poveri che a contribuire a risolvere il problema della casa nella nostra città. E’ una modalità che abbiamo visto messa in atto in questi ultimi lustri, da personaggi che hanno attraversato le varie amministrazioni di centro destra e centro sinistra, da avventurieri coscienti che trovano più facile consenso quando si alimentano le guerre tra poveri, dimenticandosi che sono ben pagati per trovare soluzioni ai problemi della città. Nel corso della manifestazione è stata ricevuta una delegazione dall’assessore al Patrimonio Mazzillo al quale è stato chiesto il blocco delle lettere di richiesta degli arretrati inviate dalla Prelios e la fine della gestione privatistica del patrimonio del Comune di Roma; il blocco degli sfratti; il blocco delle lettere di decadenza dei 250 inquilini assegnatari da anni e minacciati di essere rimessi per strada; la nomina dell’assessore alla casa, l’impegno a convocare un tavolo a gennaio. Su tutti questi punti c’è stata una risposta positiva da parte dell’Assessore al Patrimonio. L’ASIA-USB ritiene quello di oggi un passo importante, aspettiamo di verificare concretamente questi impegni e continuerà la battaglia a difesa dell’edilizia pubblica.

GIÙ LE MANI DALLE CASE POPOLARI! TANTI ABITANTI DELLE CASE POPOLARI DI BOLOGNA ALL'ASSEMBLEA DELL'ASIA-USB

Bologna -

In data 10 dicembre a Bologna si è tenuta un’assemblea di grande importanza, organizzata da Asia-USB sul tema della riforma regionale ERP che dovrebbe entrare in vigore dal 1 gennaio 2017. Questa legge, scritta e fortemente voluta dal PD regionale, prevede tre novità catastrofiche: - sbarramento all’accesso: può fare domanda di casa popolare solo chi ha 3 anni di residenza o contratto di lavoro continuativo in regione. Questo provvedimento nasce per penalizzare i migranti, ma ha effetto anche sui molti lavoratori in mobilità, che arrivano da altre regioni, e non possono nemmeno fare domanda prima di tre anni. - aumento dei canoni: nel calcolo degli affitti avrà maggiore peso il valore e le caratteristiche dell’immobile, con inevitabili aumenti dei canoni e possibili incongruenze tra questi e la situazione reddituale del nucleo assegnatario. - “turn-over”: si abbassa il limite di ISEE annuo per la permanenza del nucleo nell’alloggio, da 34.308€ a 24.016€. Per chi supera tale limite sarà avviata la procedura di sfratto. Questo in particolare è l’aspetto più preoccupante della legge, non solo perché sancirà centinaia di sfratti, ma perché di fatto snatura la funzione stessa delle case popolari. Questi alloggi sono patrimonio pubblico, che i lavoratori hanno pagato per generazioni attraverso le tasse destinate alla cassa Gescal, e non possono essere equiparati alle strutture di emergenza, con un continuo ricambio come vorrebbe l’assessore regionale Gualmini. Inoltre, viene difficile credere che gli alloggi svuotati tramite questa legge saranno tutti riassegnati, visto che l’orientamento del governo nazionale è quello di estinguere o privatizzare tutti i servizi di welfare pubblico, compresa la vendita del patrimonio abitativo pubblico a privati. L’assemblea, alla quale hanno partecipato anche altre realtà cittadine come l’ass. Sind. Pugno Chiuso, Rifondazione e alcuni membri del Movimento 5 Stelle, è stata animata da numerosi interventi da parte dei moltissimi inquilini presenti. E’ stata forte la presa di coscienza collettiva dell’importanza oggi di difendere il patrimonio pubblico e, anzi, lottare per ampliarlo, in modo che il diritto di tutti a un alloggio a prezzo equo sia rispettato. Così come forte è stata l’indignazione espressa, il senso di tradimento percepito dai cittadini nell’apprendere che una legge che ha conseguenze così pesanti è stata approvata senza alcun confronto con le parti sociali in causa, con gli assegnatari stessi. L’assemblea ha quindi deciso una prima data di mobilitazione, per far ritirare da subito questa legge e discutere, con la presenza di un comitato di controllo popolare composto dagli inquilini stessi, una vera riforma del patrimonio abitativo pubblico, che punti all’ampliamento con politiche attive invece che all’annullamento, a partire dall’utilizzo immediato degli stabili sfitti. Il NO al referendum ha messo in difficoltà il PD, autore della legge, che ha già posticipato di 6 mesi l’applicazione dei nuovi canoni, dunque il 20 dicembre, alle ore 15.30, giorno in cui l’Assemblea Regionale dovrebbe approvare il bilancio, saremo insieme all’inquilinato in presidio sotto la sede della Regione, per il ritiro di questa legge e per dire forte e chiaro che non si può approvare un bilancio che non preveda lo stanziamento fisso di fondi pubblici per l’ampliamento del patrimonio ERP! Asia-USB Bologna

AS.I.A/USB, SFRATTI PIANI DI ZONA VERGOGNA SENZA FINE. ANCHE L’ON. ROBERTA LOMBARDI AL PRESIDIO CONTRO SFRATTO DI MADRE DISOCCUPATA

Roma -

CASA ROMA: RINVIATO A GENNAIO LO SFRATTO DI ROBERTA MAGGI  È stato lo stesso Ufficiale Giudiziario a rendere noto il rinvio a gennaio 2017 dello sfratto di Roberta Maggi, disoccupata e madre di due minori, di cui uno disabile, residente in via Fillia 27 (Piano di Zona Longoni). La comunicazione è giunta all’avvocato Vincenzo Perticaro, legale della signora Maggi, dopo che questa mattina un presidio anti sfratto degli inquilini resistenti, organizzati con l’AS.I.A./USB, si era radunato in difesa della signora e della sua famiglia. Determinante la presenza della deputata Roberta Lombardi (M5S), che ha stabilito la sua residenza Parlamentare presso la signora Maggi e con lei è rimasta tutta la mattina. In merito all’intervento dell’assessore all’Urbanistica, il quale ha assunto l’impegno alla revoca delle convenzioni, come previsto dalla legge, Lombardi ha riscontrato che si sta imboccando la strada giusta per l’attuazione del programma M5S per Roma Capitale. L’AS.I.A./USB chiede con forza la fine di tutti gli sfratti ed il ripristino della legalità per tutti i Piani di Zona. COMUNICATO STAMPA CASA ROMA: AS.I.A/USB E ON. LOMBARDI ATTENDONO CON MADRE DISOCCUPATA ARRIVO DELL’UFFICIALE GIUDIZIARIO Intanto in via Fillia prosegue presidio anti sfratto degli inquilini resistenti  Stanno attendendo in casa, insieme alla signora Roberta Maggi, l’arrivo dell’Ufficiale Giudiziario che questa mattina a Roma giungerà per sfrattare la donna, disoccupata e madre di due minori di cui uno disabile, dall’appartamento in via Fillia 27: in questo modo l’AS.I.A./USB, l’On. Roberta Lombardi (M5S) e gli inquilini resistenti intendono opporsi alla ennesima ingiustizia che si sta consumando ai danni di una abitante del Piani di Zona.  Per ora la presenza della deputata M5S, che nel luglio del 2015 stabilì presso l’appartamento della Maggi la sua residenza parlamentare, ha dissuaso dall’utilizzo delle forze dell’ordine.  Intanto in strada prosegue il presidio anti sfratto degli abitanti dei PdZ, iniziato già dalle 8.30 del mattino. (foto in allegato)  Nonostante la forte iniziativa della parlamentare, le ripetute opposizioni presentate dall’avvocato Vincenzo Perticaro e l’indagine in corso da parte della magistratura penale sulla società costruttrice Sette Costruzioni S.p.A. per i reati di truffa, corruzione e concussione, il giudice civile ha confermato l’esecuzione dello sfratto per Roberta Maggi e la sua famiglia.Roma, 7 dicembre 2016 Comunicato stampa del 9 dicembre 2016CASA ROMA: AS.I.A/USB, SFRATTI PIANI DI ZONA VERGOGNA SENZA FINE Domani anche l’on. Roberta Lombardi al presidio contro sfratto di madre disoccupata Domani a Roma, in via Fillia 27 (Piano di Zona Longoni), l’AS.I.A./USB sarà in presidio dalle ore 8.30 contro lo sfratto di Roberta Maggi, disoccupata e madre di due minori, di cui uno con problemi di handicap. Al presidio sarà presente anche l’onorevole Roberta Lombardi, che nel luglio 2015 aveva stabilito la sua residenza parlamentare presso l’abitazione della signora Maggi. Nonostante la forte iniziativa della deputata M5S, le ripetute opposizioni presentate dall’avvocato Vincenzo Perticaro, da subito in prima linea nella difesa legale degli abitanti dei piani di Zona; nonostante l’indagine in corso da parte della magistratura penale sulla società costruttrice Sette Costruzioni S.p.A. per i reati di truffa, corruzione e concussione, il giudice civile ha confermato l’esecuzione dello sfratto per Roberta Maggi e la sua famiglia. Gli immobili dei Piani di Zona sono stati realizzati per essere assegnati a famiglie in emergenza abitativa, su terreno del Comune di Roma e con il contributo di finanziamenti pubblici. Ma gli inquilini o gli acquirenti subiscono sfratti per morosità dopo aver pagato per anni dei canoni di locazione o prezzi di vendita molto più alti di quelli del libero mercato, talvolta per alloggi senza abitabilità, senza servizi e senza allaccio in fogna. L’AS.I.A./USB, di fronte a questa vergognosa ingiustizia che sembra non aver fine, sarà ancora una volta al fianco degli abitanti dei Piani di Zona. L’AS.I.A/USB chiede che la Giunta intervenga con atti concreti e definitivi per bloccare gli sfratti nei Piani di Zona e per il ripristino della legalità. L’AS.I.A/USB  ricorda infine che il 1° settembre scorso il Consiglio di Roma Capitale ha approvato all’unanimità una mozione che prevede l’avvio dei controlli sulle modalità di realizzazione dei PdZ e l’applicazione delle sanzioni di legge e che l’assessore all’Urbanistica aveva assunto l’impegno alla revoca delle convenzioni, come previsto dalla legge.   Roma, 6 dicembre 2016     Ufficio Stampa USB Rossella Lamina

DOPO LE TANTE PROTESTE LA REGIONE EMILIA SOSPENDE LA NUOVA LEGGE SUI CANONI. ASIA: FERMIAMO LA LEGGE ANTI POPOLARE!

Bologna -

Così non basta! Dopo aver approvato in silenzio, quasi di nascosto, una legge che di fatto inizia un'opera di distruzione delle case popolari, troviamo normale che il PD regionale si trovi ora a fare i conti con la devastazione che essi stessi stanno creando. Speravano, infatti, che nessun inquilino si rendesse conto di questa legge finchè non è già troppo tardi, quando lo sfratto è in arrivo o il canone si alza. Infatti, nè Acer nè Sunia, che si vanta di un gran numero di inquilini iscritti, hanno avuto la decenza di informarli, per quanto sapessero bene di questa legge. Da mesi stiamo facendo assemblee in tutti i quartieri di Bologna per informare gli inquilini e lanciare un messaggio: DIFENDIAMO LE CASE POPOLARI! Nessuno sfratto deve essere eseguito, nessun inquilino deve lasciare la propria casa e nessun canone dev'essere alzato, e soprattutto la nuova legge regionale sull'ERP va cancellata! Questo ha contribuito a generare fin da subito consapevolezza e rabbia nell'inquilinato, soprattutto per la vergogna di quello che questa amministrazione sta facendo: togliere ai lavoratori le case che per anni hanno pagato, fin dall'istituzione della cassa GESCAL, farli sentire degli ospiti in casa propria, sempre precari e a rischio sfratto. A quanto pare la giunta regionale lo ha capito, ma invece di bloccare, come deve fare, l'entrata in vigore della legge in ogni sua parte, ha bloccato solo quella relativa ai canoni d'affitto, che avrebbero voluto alzare. Resta valida, e sarà applicata dal 1 gennaio 2017, la parte peggiore di questa legge tremenda, quella che condannerà centinaia, forse migliaia di famiglie allo sfratto tramite l'abbassamento della soglia ISEE entro la quale il nucleo può rimanere dentro la casa popolare. Questo è inaccettabile, difenderemo ogni sfratto in casa Acer e lotteremo insieme agli inquilini finchè la legge non sarà cancellata! Di questo e molto altro parleremo il 10 dicembre, ore 15.30 in sala Vinka Kitarovic, in piazza Spadolini q.re San Donato, in un'assemblea a cui invitiamo l'inquilinato e la città tutta. LA CASA POPOLARE NON SI TOCCA, LA DIFENDEREMO CON LA LOTTA! Asia-USB Bologna

ATER DI ROMA COME 'EQUITALIA': "CARTELLE PAZZE" CONTRO GLI INQUILINI.

Roma -

CON LE ASSURDE RICHIESTE DI ARRETRATI SI VUOLE COPRIRE L'INCAPACITA' DI GESTIRE QUESTO IMPORTANTE PATRIMONIO PUBBLICO! Si riporta nella foto allegata la bolletta di 239.826,90 inviata ad un inquilino di Ostia. Sono migliaia gli inquilini degli alloggi popolari che hanno ricevuto dall’ATER di Roma la lettera di diffida e costituzione in mora per il pagamento di canoni e oneri accessori a detta dell’Azienda mai versati, in aggiunta agli interessi di mora che in alcuni casi sono superiori all’importo richiesto. Le lettere, inoltre, indicano un importo totale senza specificare nel dettaglio a quale periodo si riferisce la presunta morosità e come sono stati calcolati gli interessi. L’Ater sta tentando di coprire anni di totale abbandono della gestione delle case popolari e di scarsa trasparenza attraverso la criminalizzazione degli inquilini che stanno subendo tale attacco. Intanto la situazione abitativa nella nostra regione e in particolare nella città di Roma si sta aggravando sempre di più. L’ASIA-USB denuncia l’irresponsabile comportamento dell’ATER, contesta le diffide inviate agli inquilini e invita tutti gli inquilini a recarsi presso gli sportelli ASIA territoriali per l’invio della lettera di contestazione predisposta dal nostro Ufficio Legale e prendere parte alle prossime iniziative per difendere l’edilizia pubblica e le famiglie senza reddito, per una sana gestione delle case popolari e per il riconoscimento del diritto alla casa ai senza titolo con i requisiti di legge. POTETE RIVOLGERVI ALLE SEGUENTI SEDI: Cinecittà - Via dell’Aeroporto, 129 - 067628280 -Tutti i giorni per appuntam. Cinecittà - Via dei Consoli, 61/63 - 067615437 -Tutti i giorni ore 15-17,30 Casal Bruciato - Via S. Satta, 7 - 0643587989 - Merc.: 17.00-18.30 Tor Sapienza Via G. Morandi c/o Centro Culturale Morandi - Ven. ore 17,00-19,00 San Basilio - Via Carlo Tranfo, 36 - 064115244 - Mar., Ven. 17.00-19,30 Quarticciolo - Via delle Ciliegie, 217 - 0625210385 -Merc: 18.00- 20.00 Tor Bella Monaca - Via dell’Archeologia, 55 062009428 Lun., Mart., Merc., Ven.: 16,30 – 19.00 - Mart., merc. 10,00-12,00 Torre Maura - Piazzale Paradisee 3 - comitato isveur - Lun-Mar-Gio ore 16.30 - 18,30 Ponte di Nona -Via della Riserva Nuova, 61 622440647 - Lun.- merc. 17,00 – 19,00 Laurentino Via Ignazio Silone 185 - (rotonda 6° ponte) - 06 87751437 - Venerdì ore 15,30 - 18,30 Ostia - Piazza Agrippa n° 7 H (presso ass.ne affabulazione) - Ven.: 17.00 – 19.00 Ottavia - Via Ipogeo degli Ottavi, 86 - 0630811121 Merc.: 17.00-19.30 Prima Porta - Via delle Galline Bianche 81 - Lun. 17.30/19.00 Tufello - Via Monte San Vicino, 9 - Lun e Merc., 16.30 – 19.00 Trullo - Via di Montecucco, 8 - Merc. 18,00 – 20,00 Acilia - Piazza Giovanni Segantini, 5 - Giovedì ore 16,00 – 19,00 Monteverde (Donna Olimpia) - Sportello popolare - via Paola Falconieri 6 - mart e giov 10-13 e 16-18:30 Tiburtino III - Sportello popolare - via Grotta di Gregna 48a - mercoledì 15.30-18:30 Corviale - Sportello popolare - via dei Sempieri 226 (VI lotto) - venerdì 16:30-18:30

ALER E RACKET SPECULANO SULLE NOSTRE VITE! Sabato 19 a Milano. Occupati del tuo quartiere!

Milano -

Sabato 19 novembre #OCCUPATIDELTUOQUARTIERE, un pomeriggio di riqualificazione in uno dei quartieri abbandonati dall’Aler e dalle istituzioni, in cui affermare a gran voce il diritto ad una vita degna e felice. Da decenni i quartieri popolari sono abbandonati dalle istituzioni e da Aler, sono oltre 10mila le case vuote e lastrate, centinaia i palazzi fatiscenti dove nessuno svolge la manutenzione, spesso chi ci abita si trova da solo ad affrontare i danni di una precarietà abitativa e di reddito che si fa sempre più sentire. Da anni noi, abitanti di San Siro, ci organizziamo per riqualificare il quartiere, per mettere in atto iniziativa di socialità e di mutuo soccorso contro la crisi, per provare dal basso a trasformare il mondo in cui viviamo lottando per i nostri diritti, contro razzismo e guerra tra poveri. Ed ecco cosi nascere mercatini di scambi di vestiti e beni di prima necessità, doposcuola e giochi popolari per favorire una formazione consapevole dei più piccoli, laboratori hip hop contro il razzismo e la xenofobia, laboratori d’arte e di writing, corsi gratuiti di lingue e sport popolare accessibile a tutti. Organizziamoci insieme per immaginare altri mondi possibili, dove alla solitudine della crisi e ai tentativi di creare guerre tra poveri opponiamo la forza dello stare insieme, del mutuo soccorso, costruendo comunità solidali e ribelli in grado di costruire un presente diverso e di modificare e prendersi cura del territorio in cui vivono. Sabato 19 dalle 15 in Via Morgantini angolo Via Tracia un pomeriggio di socialità, riqualificazione e partecipazione dal basso, per occuparci del nostro quartiere e combattere la logica di chi se ne preoccupa solo per specularci e spartire affari. #occupatideltuoquartiere #bastapersonesenzacasa #bastasgomberi

CASA ROMA: AS.I.A/USB, BERDINI HA REALIZZATO QUANTO PROMESSO SUI PIANI DI ZONA?

Roma -

Domani presidio contro 8 sfratti in PdZ Tor Vergata L'Assessore Berdini ha realizzato quello che ha promesso sui Piani di Zona? Ha revocato la concessione di Roma Capitale per le gravi violazioni della Lega San Paolo, coop che ha realizzato gli immobili del PdZ Tor vergata? L'Avvocatura di Roma Capitale ha scritto al Tribunale delle esecuzioni per chiedere la sospensione degli sfratti? L'AS.I.A/USB e gli inquilini resistenti non hanno ricevuto risposte a queste domande. L’unica certezza è che gli abitanti dei Piani di Zona continuano a ricevere sfratti dopo aver pagato per anni dei canoni di locazione o prezzi di vendita molto più alti di quelli che la normativa avrebbe previsto, per alloggi talvolta senza abitabilità, senza servizi e senza allaccio in fogna. Pertanto l'AS.I.A/USB e gli inquilini resistenti continuano nella mobilitazione: domani dalle ore 8.00 saranno di nuovo in presidio per fermare l'esecuzione di 8 sfratti in via Marcello Gallian 20,nel Piano di Zona Tor Vergata, e per impedire che l'ennesima ingiustizia venga messa in atto. Roma, 9 novembre 2016 Ufficio Stampa USB Rossella Lamina

P.D.Z. ROMA: SFRATTATO CON I BLINDATI INQUILINO CARDIOPATICO. NESSUNO FERMA QUESTA INGIUSTIZIA!

Roma -

AS.I.A/USB, Giunta e Avvocatura  non intervengono per far cessare assurde ingiustizie Alla fine è stato sfrattato il signor  Bonofiglio, inquilino del Piano di Zona Longoni, che dopo una serie di rinvii ha oggi definitivamente perso il suo alloggio. Le forze di polizia, che questa mattina a Roma si sono presentate con i blindati bloccando tutte le vie di accesso a via Fillia 27, hanno eseguito lo sfratto per morosità richiesto dalla società costruttrice, la Sette Costruzioni S.p.A, nonostante nel corso del giudizio fosse emerso che il sig. Bonofiglio, cardiopatico e reduce da una angioplastica con l’impianto di tre stent, vantasse un credito nei confronti della società di oltre 2.500 euro. Lo sfratto di Bonofiglio, che segue quello di una coppia di anziani coniugi dello stesso PdZ Longoni, messi in mezzo ad una strada lo scorso 19 ottobre,  è stato eseguito in assenza di alcuna soluzione abitativa per l’inquilino. L’AS.I.A/USB condanna questo ennesimo sfratto e ricorda di aver da tempo sollevato lo scandalo dei Piani di Zona presentando, tramite l’avvocato Vincenzo Perticaro, un esposto alla magistratura che sta proseguendo nelle indagini anche rispetto alla Sette Costruzioni S.p.A. Sin dall’insediamento della nuova Giunta l’AS.I.A/USB ha chiesto la revoca delle convezioni per i PdZ, come previsto dal programma per Roma del M5S, e l’intervento dell’Avvocatura di Roma Capitale presso il Tribunale di Roma per chiedere la sospensione degli sfratti e far cessare queste assurde ingiustizie. Roma, 26 ottobre 2016

CASA ROMA: ESEGUITO LO SFRATTO DEI DUE ANZIANI NEL PIANO DI ZONA LONGONI NELL’INDIFFERENZA DELLA GIUNTA RAGGI

Roma -

COMUNICATO STAMPA Si è concluso nel peggiore dei modi lo sfratto di questa mattina nel piano di zona Longoni in l.go Pasquarosa M. Bertoletti: i due anziani di 76 anni sono stati sbattuti in mezzo alla strada senza nessuna soluzione alternativa, nell’indifferenza della Giunta Raggi. Non sono stati attivati nemmeno i servizi sociali. Tre blindati delle forze dell'ordine (reparto celere arrivato da Bologna e carabinieri) sono arrivati di prima mattina decisi ad ‘assaltare’ l’alloggio dei coniugi Ridolfi rei di aver pagato canoni maggiorati - rispetto a quelli previsti dalla legge - ad un proprietario che non poteva sub affittare l’alloggio e non aveva i requisiti per comperarlo, visto che ne possiede altri tre. Un gruppo di attivisti di Asia Usb fin dalle prime ore di questa mattina si è barricato dentro l'abitazione, insieme alla coppia. Dopo ore di resistenza gli attivisti solidali hanno dovuto cedere e aprire la porta per permettere ai medici di soccorrere la signora Ridolfi, 75 anni, che ha accusato un malore. Quando le forze dell’ordine avevano fatto ingresso nella casa, gli attivisti allontanati e identificati, a giochi già conclusi, è arrivato l’assessore Berdini. Un coro di dissenso lo ha accolto quando è emerso con chiarezza che gli impegni presi durante il tavolo di venerdì scorso erano stati disattesi: non era stata, come promesso, revocata la concessione al proprietario per le gravi violazioni e quindi non era stata richiesta al giudice dell’esecuzione la sospensione dello sfratto. Quindi è emersa con chiarezza una diretta responsabilità della giunta Raggi sull’epilogo di questa vicenda. Ed è ormai evidente che non si vuole far rispettare la legge e ripristinare la legalità di cui tanto si è parlato in campagna elettorale. L’ASIA-USB ribadisce che il fatto grave avvenuto oggi ci dimostra che in questa città continuano a dettare legge i costruttori e gli speculatori e che tutto continua come prima. Alle prime prove è stata tradita la voglia di cambiamento espressa nelle urne da centinaia di migliaia di cittadini romani. Roma – martedì 19 ottobre 2016 Per Asia-Usb Angelo Fascetti 

Piano di zona Longoni, blindati delle forze dell'ordine per sfrattare una coppia di anziani

Roma -

Piano di zona Longoni, blindati delle forze dell'ordine per sfrattare una coppia di anziani „ Blindati delle forze dell'ordine questa mattina nel piano di zona Longoni per sfrattare una coppia di anziani, i coniugi Ridolfi. Per impedire l'allontanamento dei due inquilini dall'appartamento di via Pasquarosa Marcelli Bertoletti 4 un gruppo di attivisti di Asia Usb si è barricato dentro l'abitazione insieme alla coppia. Ma non c'è stato nulla da fare. "La signora Ridolfi, 75 anni, ha accusato un malore così siamo stati costretti a togliere le barricate che avevamo posto contro la porta per impedire che venisse sfondata per permettere ai soccorsi di entrare" spiegano gli attivisti presenti. Un epilogo arrivato al termine di un tentativo di sospensione: "In un primo momento era sembrato che si potesse aprire uno spiraglio per la sospensione dello sfratto grazie alla presentazione di un'istanza di sospensione al giudice da parte del nostro avvocato". Ma così non è stata e il fabbro è entrato in azione nel tentativo di scardinare la porta. Sul posto sono giunti anche i vigili del fuoco. La tensione si è alzata e la signora Ridolfi, anziana, ha avuto un malore e si è trovata costretta ad aprire le porte di casa. "Ora lei e suo marito sono per strada senza alcuna alternativa". Poco dopo lo sfratto sul posto è arrivato anche l'assessore all'Urbanistica del Comune di Roma Paolo Berdini.  I casi di sfratto nei piani di zona, quartieri di edilizia 'agevolata' realizzati anche con finanziamenti pubblici, non sono pochi. Ma come denuncia il sindacato Asia Usb la situazione di via Pasquarosa Marcelli Bertoletti si distingue per alcuni particolari. "Il loro sfratto per morosità è stato richiesto da un privato cittadino che ha acquistato dalla società costruttrice e affittato, in palese violazione di legge, la casa di edilizia agevolata nonostante i due anziani coniugi abbiano pagato per anni canoni illegalmente maggiorati" scrive in una nota Angelo Fascetti. "Addirittura l’attuale proprietario dispone di altri tre alloggi, per giunta almeno due in edilizia agevolata, e quindi non potrebbe usufruire di questa tipologia di intervento pubblico". Anche l'Avvocatura capitolina, spiega il sindacato, "si era espressa invitando la proprietà a restituire le somme indebitamente percepite".  Sulla vicenda dei piani di zona è stata interpellata più volte anche la nuova amministrazione a Cinque Stelle che, in campagna elettorale, ha dedicato molta attenzione alla caotica situazione dell'edilizia agevolata romana, dai prezzi 'gonfiati' con cui per anni sono state affittate o vendute queste abitazioni ai casi in cui le opere pubbliche non sono ancora state realizzate con quartieri privi dei servizi. "Venerdì scorso abbiamo avuto un incontro con l'assessore Berdini sia sul caso della famiglia Ridolfi che su quelli di Castelverde e di Tor Vergata dove rispettivamente sono stati fissati sfratti per il 24 ottobre e per il 10 novembre" spiega Fascetti. "Ci era stato promesso che sarebbe stata avanzata una lettera per fermare gli sfratti e che sarebbe stata effettuata una revoca delle concessioni. Ma nulla di tutto questo è avvenuto" continua.  Ieri l'avvocato che segue il caso, Vincenzo Perticaro, ha anche avanzato un esposto/diffida alla sindaca Raggi e all'assessore Berdini, inviato per conoscenza anche al Prefetto ed al Questore di Roma "per chiedere il ripristino della legalità e la tutela del diritto alla casa nei confronti degli inquilini vittime della speculazione immobiliare" si legge in una nota. "Asia Usb ha richiesto più volte alla nuova Amministrazione comunale di intervenire per ripristinare la legalità attraverso la revoca delle convenzioni, così come prevede la legge, e conseguentemente di richiedere alla magistratura la sospensione delle esecuzioni, in attesa delle verifiche sulle violazioni e sulle modalità di realizzazione di questi importanti piani di edilizia pubblica". Lo sfratto di questa mattina, però, fa capire che una soluzione, nella vicenda intricata dei piani di zona romani, ancora non c'è.  “ Potrebbe interessarti: www.romatoday.it/politica/sfratto-via-pasquarosa-marcelli-bertoletti.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809 Piano di zona Longoni, blindati delle forze dell'ordine per sfrattare una coppia di anziani „ Potrebbe interessarti: www.romatoday.it/politica/sfratto-via-pasquarosa-marcelli-bertoletti.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809 “ Potrebbe interessarti: www.romatoday.it/politica/sfratto-via-pasquarosa-marcelli-bertoletti.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809

ROMA, SFRATTO DI DUE ANZIANI NEL PDZ LONGONI, LA POLIZIA LI AVVISA CHE DOMANI INTERVERRANNO IN FORZE.

Roma -

COMUNICATO STAMPA LA GIUNTA RAGGI STA A GUARDARE? Questa mattina le forze dell’ordine hanno bussato alla porta della famiglia Ridolfi, due anziani, comunicando che domani all’alba interverranno in forze per eseguire lo sfratto in via Pasquarosa Marcelli Bertoletti 4 nel Piano di Zona Longoni. Il loro sfratto per morosità è stato richiesto da un privato cittadino che ha acquistato dalla società costruttrice e affittato, in palese violazione di legge, la casa di edilizia agevolata nonostante i due anziani coniugi abbiano pagato per anni canoni illegalmente maggiorati.  . Addirittura l’attuale proprietario dispone di altri tre alloggi, per giunta almeno due in edilizia agevolata, e quindi non potrebbe usufruire di questa tipologia di intervento pubblico. Su questa vicenda, cosa inaspettata, si era espressa l’Avvocatura capitolina, invitando la proprietà a restituire le somme indebitamente percepite. L’AS.I.A./USB ha richiesto più volte alla nuova Amministrazione comunale di intervenire, come previsto dal programma elettorale del M5S, per ripristinare la legalità attraverso la revoca delle convenzioni, così come prevede la legge, e conseguentemente di richiedere alla magistratura la sospensione delle esecuzioni, in attesa delle verifiche sulle violazioni e sulle modalità di realizzazione di questi importanti piani di edilizia pubblica.  Se ora si arriva allo sfratto forzoso dei signori Ridolfi vuol dire che in questa città ancora la fa da padrone il malaffare e la speculazione e che non esiste nessuna discontinuità con il passato. L’AS.I.A./USB dà appuntamento domani 19 ottobre, a partire dalle ore 7.00, al presidio in Via Pasquarosa Marcelli Bertoletti 4 per difendere dallo sfratto i due anziani coniugi. Roma – martedì 18 ottobre 2016 Per Asia-Usb Angelo Fascetti 

DIFENDIAMO L'EDILIZIA PUBBLICA: MANIFESTAZIONE 18 OTTOBRE ALLA REGIONE LAZIO

Roma -

DIRITTO ALLA CASA: la REGIONE LAZIO e le PROMESSE da MARINAIO! Negli ultimi tre anni la Giunta Zingaretti, sotto la pressione dei tanti comitati degli inquilini resistenti e dei movimenti, è stata più volte chiamata al confronto per rispondere alla richiesta di decine di migliaia di cittadini romani e laziali di avviare una nuova politica di tutela del diritto all’abitare. E’ stato richiesto a gran voce: di rendere operativo il piano regionale sull’emergenza casa (delibera n. 18/2014) che prevedeva l’utilizzo dei 250 milioni (fondi ex-Gescal) necessari al reperimento delle prime migliaia di alloggi, anche con il recupero del patrimonio esistente; di verificare le modalità di gestione dei piani di edilizia agevolata e le violazioni commesse dalle imprese e coop. costruttrici (i famosi Piani di Zona) che hanno applicato per alloggi sociali canoni o prezzi di vendita ai valori di mercato; un piano di tutela degli inquilini degli enti previdenziali (Enasarco, Enpaia, Inps, Casse ragionieri-geometri-notariato-forense, ecc.) vittime di un attacco generalizzato con l’aumento insostenibile degli affitti o con le dismissioni speculative che colpiscono le famiglie con redditi bassi e gli anziani; un piano di gestione del patrimonio delle case popolari lasciato nel totale abbandono, il blocco dei piani di dismissione degli alloggi e il riconoscimento del diritto alla casa a chi ha i requisiti ed è senza titolo a causa della mancata gestione del patrimonio pubblico da parte del Comune e degli Ater; l’approvazione di una norma che definisca il canone sociale, legato ai redditi familiari così come prevede la legge, per gli alloggi della Regione Lazio e dell’Ater non assoggettati all’E.R.P.; al Presidente Zingaretti un provvedimento di blocco degli sfratti e degli sgomberi, visto che la materia della casa è competenza delle regioni in base al titolo V della Costituzione. Nei numerosi incontri avvenuti nei mesi scorsi, fino ad inizio dell’anno corrente, è stato promesso l’avvio di tavoli di lavoro per approfondire i singoli temi: promessa mai mantenuta. Intanto la situazione abitativa nella nostra regione e in particolare nella città di Roma si sta aggravando sempre di più. L’ASIA-USB denuncia l’irresponsabile comportamento della Regione Lazio che ignora la gravità dell’emergenza casa, che coinvolge sempre più ampi settori della società. Questo atteggiamento contribuisce ad ingigantire una delle più grandi emergenze sociali del nostro paese. L’ASIA-USB invita tutti gli inquilini a mobilitarsi sotto la sede della Giunta regionale: MARTEDÌ 18 OTTOBRE dalle ore 10,00 MANIFESTAZIONE in via Giovanni Genocchi alla Garbatella. PER: - l’avvio del piano straordinario sull’emergenza casa e per il recupero del patrimonio esistente - porre fine alla truffa dei piani di zona - tutelare gli inquilini degli enti previdenziali da aumenti degli affitti e dismissioni speculative - difendere l’edilizia pubblica, per una sana gestione delle case popolari e per il riconoscimento del diritto alla casa ai senza titolo con i requisiti di legge - un canone sociale per gli alloggi pubblici non assoggettati all’E.R.P. - il blocco degli sfratti e degli sgomberi

Roma: occupato assessorato all'urbanistica, gli abitanti truffati chiedono incontro con ass. Berdini

Roma -

 Gli inquilini dei PdZ hanno invaso questa mattina l'Assessorato all'urbanistica per chiedere a Berdini il ripristino della legalità nella gestione dell'edilizia agevolata. Revocare le concessioni, come prevede la legge, per fermare gli sfratti, ridare sicurezze agli inquilini vittime di tanti soprusi e far si che le opere di urbanizzazione siano portate a termine. Già da fine luglio il sindacato As.i.a.-Usb aveva denunciato al nuovo assessore la grave minaccia di sfratto a cui erano sottoposte decine e decine di famiglie romane, vittime dell’intricato meccanismo tra imprese, coop-costruttrici e uffici dell’amministrazione pubblica. Il programma del M5 Stelle, che aveva portato l’insediamento della sindaca Raggi, prevedeva il ripristino  della legalità dei piani di zona ma, ad oggi, non c’è stata alcuna revoca delle convenzioni per fermare la  truffa perpetuata ai danni dei cittadini. Angelo Fascetti, Usb ASIA, pone domande chiare alla nuova amministrazione: “Perché si lasciano in balia delle società e coop. che hanno speculato famiglie che hanno pagato il proprio alloggio costruito su terreno del Comune di Roma, ricevendo soldi pubblici anche a fondo perduto, o che hanno avuto l’applicazione di canoni uguali a quelli di mercato, non conformi alla legge, per alloggi di edilizia sociale? Quali sono le azioni che l'Amministrazione intende prendere per fermare tutti gli sfratti nei piani di zona e avviare le giuste verifiche sulle modalità di gestione di questo importante piano di abitazioni pubblico? ” Finora nessuna risposta da parte del Campidoglio.”   Più di quaranta persone sono state per ore “ospiti” senza preavviso all’interno degli uffici dell’Urbanistica di Roma, aspettano un incontro, chiarificatore, con l’assessore Paolo Berdini per ripristinare la legalità e bloccare gli sfratti. Incontro che è avvenuto nel primo pomeriggio. Alle ore 16,20 dopo il confronto tra i Comitati, l’ASIA-USB e l'assessore Berdini è terminato il presidio interno all'assessorato. A termine della discussione è stato fissato un tavolo tecnico per affrontare le varie situazioni, a partire dalle emergenze. L'ASIA-USB ritiene di fondamentale importanza stabilire quali sono le linee che la nuova giunta vuole seguire per ripristinare certezze e legalità nella gestione dei piani di zona, coerentemente con quanto scritto nel programma elettorale della Sindaco Raggi. Soluzioni che non vanno in questa direzione non farebbero che riproporre e salvaguardare il sistema che ha permesso di realizzare un'immensa truffa ai danni di decine di migliaia di cittadini romani. venerdì, 07 ottobre 2016

Milano. Primo incontro all'assessorato alla Casa sugli stabili di via Civitali 30

Milano -

Dopo la mobilitazione dello scorso giorno, rispetto ai paventati piani di sgombero di Via Civitali 30, oggi abbiamo avuto un primo incontro con l'Assessore alla Casa Gabriele Rabaiotti. Alcuni delegati del sindacato Asia e degli abitanti di Via Civitali 30, mentre un presidio si svolgeva sotto gli uffici dell'assessorato, hanno ribadito le richieste di soluzioni reali per tutti gli abitanti di quegli stabili: si ai lavori di ristrutturazione, ma nel rispetto dei diritti e la dignità di tutti e tutte. L'assessorato ha espresso la volontà di avviare un percorso di dialogo che possa risolvere la situazione coinvolgendo Aler.  Sicuramente questo è un primo passo, ci auguriamo che dalle parole si passi ai fatti. Aler dal canto suo deve prendere una posizione, che ci auspichiamo vada nella direzione opposta rispetto ai disastri umani e patrimoniali causati in questi anni di malagestione. Noi continueremo in ogni caso ad organizzarci dal basso per garantirci e riprenderci i nostri diritti, attraverso la lotta e la solidarietà.  Asia Usb Milano - Comitato Abitanti San Siro