TORINO: LA LOTTA DELLA FALCHERA CONTINUA!

Torino -

Dopo un anno di lotta e resistenza da parte degli occupanti di Falchera, organizzati nel Comitato Figli di Micciché e supportati dal nostro sindacato AS.I.A.-USB, siamo contenti di poter dire che ancora una volta la lotta sta portando dei risultati concreti. La lotta per il diritto all'abitare cominciata lo scorso maggio a Falchera ha passato varie e travagliate fasi di conflitto e resistenza a partire dal momento in cui alcune famiglie hanno occupato per necessità le case che ATC aveva lasciato vuote per anni, noncurante delle migliaia di persone che soffrono il disagio abitativo nella città di Torino. Le risposte da parte della giunta Fassino, allora ancora al governo della città, erano infatti state chiare e pesanti: sgomberi, denunce e porte chiuse. Il percorso di quest'anno di lotta ha mostrato tutta la fragilità delle argomentazioni di chi, in questi mesi, ha tentato di criminalizzare queste famiglie. Nuclei familiari e singoli che a causa degli assurdi criteri di selezione per qualsiasi forma di sostegno abitativo, principalmente emergenza abitativa e accesso alle graduatorie delle case popolari, sono state costrette dopo anni di case sovraffollate e sfratti ad occupare alloggi popolari vuoti, garantendo per i propri figli un tetto sopra la testa e condizioni di vita dignitose. In questi mesi con il Comitato Figli di Miccichè siamo andati a bussare alle porte di tutte le istituzioni responsabili di questo stato di emergenza sul piano abitativo ponendo ATC, Regione e Comune di fronte alle proprie responsabilità, mostrando come le attuali politiche abitative escludano fette di popolazione dal diritto ad avere una casa. Grazie alla lotta abbiamo mostrato come questa città sia piena di edifici pubblici vuoti nonostante ci siano famiglie costrette a dormire per strada o in macchina. Dopo vari incontri finiti senza risposte, che ci prospettavano solo la ripresa degli sgomberi, siamo riusciti a fare breccia nella retorica della legalità a tutti i costi, riuscendo ad ottenere che finalmente il comune riconoscesse lo stato di necessità effettivo delle famiglie occupanti e le inserisse in un percorso per rientrare nell'emergenza abitativa e, quindi, per l’ottenimento di una casa popolare. Un percorso collettivo che nei prossimi mesi il Comitato figli di Micciché condurrà unito passando per gli alloggi del Cimarosa recentemente ristrutturati dal Comune di Torino. Se mesi fa eravamo di fronte alla sola prospettiva degli sgomberi violenti senza soluzioni, ora siamo di fronte ad un percorso concreto per garantire il diritto ad una casa popolare per le famiglie del Comitato, una conquista importante che dimostra l'importanza di organizzarsi e lottare per i propri diritti. Un buon segnale da parte di questa nuova amministrazione 5 Stelle che finalmente procede nella direzione giusta a sostegno delle persone in stato di necessità, una risposta che supera finalmente la logica dello sterile legalitarismo che ha bloccato in questi mesi la semplice presa di coscienza di un problema reale che attanaglia questa città. Il percorso del Comitato non si ferma e continueremo questa lotta uniti finché le promesse fatte verranno mantenute, coscienti che solo la mobilitazione e la solidarietà permetteranno di raggiungere i nostri obbiettivi. Sappiamo che questa vittoria non risolverà a livello generale lo strutturale problema abitativo di questa Città, problema che verrà risolto solo grazie ad un ampliamento concreto del numero di case popolari riutilizzando e ristrutturando gli stabili pubblici e privati vuoti, attuando politiche di contrasto alla speculazione immobiliare e modificando i criteri di accesso alle graduatorie. Tuttavia questa conquista rappresenta un passo avanti nella lotta per l'abitare a Torino, una base concreta grazie alla quale rilanciare le prossime lotte. All'ATC spetta ora il compito di assegnare queste case e di non lasciarle nuovamente e criminalmente vuote. Insieme al Comitato attueremo un controllo popolare per garantire che questo avvenga, consci del fatto che finché verranno lasciate case vuote sarà più che legittima l'occupazione da parte di chi un tetto non ce l'ha, soprattutto di quelle case costruite con soldi pubblici. La lotta della Falchera continua, solo la lotta paga!Asia-Usb Torinohttps://www.facebook.com/asiatorinoUSB/photos/a.1677620042481612.1073741827.1677610205815929/1889609901282624/?type=3&theater

ROMA, PDZ CASTELVERDE B4: ANCORA L’INCUBO DELLO SFRATTO PER DECINE DI FAMIGLIE NONOSTANTE LA PREANNUNCIATA REVOCA DELLA CONVENZIONE

Roma -

COMUNICATO STAMPA GIOVEDÌ 20 APRILE, DALLE ORE 8.00, PRESIDIO DI SOLIDARIETA' IN VIA DELLE CERQUETE 180 Nonostante l’annuncio fatto il 4 aprile scorso dall'Assessore all'Urbanistica Luca Montuori che rendeva nota la conclusione della procedura di revoca della Convenzione per il Piano di Zona Castelverde B/4 il prossimo 20 aprile è stata fissata la data per il prossimo accesso dell'Ufficiale Giudiziario con la richiesta di intervento delle forze di polizia. E’ stato concesso un rinvio di soli 14 giorni grazie alla pressione esercitata dal Giudice dell’Esecuzione che tutela gli interessi della Banca Unipol presunta creditrice. I ritardi dell’Amministrazione Capitolina nell’approvazione di questo preannunciato atto di revoca rischia di essere un assist per chi vuole continuare a speculare sull’edilizia pubblica e rendere evanescente il ripristino della legalità nei piani di zona. Solo se il Comune di Roma impugna per presupposta illegittimità l’atto con il quale il Giudice dell’Esecuzione chiede lo sgombero, visto che la Banca presunta creditrice non era abilitata dal Ministero delle Infrastrutture a concedere i mutui alla ditta costruttrice poi fallita, si può mettere fine a questo dramma che vivono ormai da anni decine di famiglie truffate. L’ASIA-USB invita ancora una volta la città solidale a sostenere le famiglie di Castelverde e a partecipare il 20 aprile, a partire dalle ore 8,00, al presidio in via delle Cerquete 180. L'AS.I.A.-USB, i Comitati degli inquilini dei P.d.Z, insieme all’avv. Vincenzo Perticaro, proseguiranno la battaglia perché sia ripristinato lo stato di diritto nei piani di edilizia agevolata. Roma, 18 aprile 2017 ASIA-USB https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1958762691014184&id=1607618536128603

ROMA: FERMATO LO SGOMBERO DI GIAN LUCA, MALATO DI LEUCEMIA, OSPITE DAL 2008 NEL RESIDENCE A TOR TRE TESTE.

Roma -

BLOCCATO IN TARDA MATTINATA GRAZIE ALL’INTERVENTO DELL’ASIA-USB IL COMUNE DI ROMA LO VUOLE CACCIARE PERCHE’ LO CONSIDERA RICCO CON 6.000 EURO DI ISEE ANNUI. A Tor Tre Teste questa mattina è stato tentato lo sfratto di Gian Luca persona malata di leucemia che viveva in un residence insieme alla sua famiglia. Ricoverato nel residence ne 2008 a causa dello sfratto. Grazie all'intervento di ASIA-USB lo sfratto, nei fatti già eseguito, è stato sospeso grazie all'intervento dell'assessore al patrimonio ed è stata impedita una ingiustizia sociale portata avanti dai Dirigenti comunali che hanno arbitrariamente abbassato il limite di reddito per la permanenza negli stessi residence. Cosi Gian Luca ha potuto riportare le sue cose nel suo piccolo alloggio del residence e ora starà cercando le ragioni di questo accanimento nei suoi confronti da parte della Dirigenza del Comune di Roma che ha dichiarato da tempo la guerra contro i poveri di questa città. Perché è inspiegabile come si possa ritenerlo non avente diritto con un reddito ISEE di 6.000 annui nel 2006. Questi dirigenti sono coloro che, invece di risolvere il problema abitativo nella nostra città, stanno creando nuove emergenze con gli sgomberi nei residence e nelle case popolari. L’assenza di un assessore alla casa nella nostra città favorisce questa guerra ai ceti sociali più deboli e legittima chi questa guerra la sta facendo dietro il paravento del ripristino della cosiddetta legalità, che non vale però – per loro arbitrio - per coloro che hanno acquisito un diritto, come nel caso di Gian Luca. ASIA-USB SPIEGHIAMO QUI SOTTO LA VICENDA DEI RESIDENCE E DI GIAN LUCA, PER CHI VUOLE APPROFONDIRE IL TEMA, SPERANDO CHE SIA UTILE ANCHE PER COLORO CHE VOGLIONO IMPORRE LA LEGGE DELLA GIUNGLA IN UNA CITTA' CHE HA BISOGNO DI POLITICHE PUBBLICHE PER L'ABITARE. Oggetto: Appunti situazione Frezza Alcuni riferimenti - Con Delibera Cons. Comun. N. 154 1997 hanno trasformato l’assistenza alloggiativa da risposta temporanea all’emergenza casa, in attesa di assegnazione di un alloggio popolare, a “Intervento a sostegno della famiglia e alla persona. - Con delibera n. 163 del 1998 hanno approvato il Nuovo Regolamento di intervento assistenziale denominato: "Intervento di sostegno economico per il superamento dell'emergenza abitativa" stabilendo per il 1998 il limite di reddito di L. 21.000.000 milioni (che era lo stesso delle case popolari, oggi divenuto di 20.340 €, che viene calcolato sottraendo dal reddito lordo da lavoro dipendente primo 2000 euro a figlio a carico e poi il 40%). L’unica traccia sul limite di reddito, che tra l’altro segue esattamente quello che stabiliscono le norme in materia, sta in questa delibera. Supponiamo però che gli uffici del Comune di Roma, successivamente, abbiano stabilito il nuovo limite di reddito a 18.000 euro lordi richiamandosi - a distanza di anni - al D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 109, che per i servizi assistenziali alla persona dava la possibilità agli enti locali di stabilire i criteri di accesso (quindi supponiamo anche il limite di reddito), ma questi criteri per gerarchia non possono andare contro le norme regionale e statali. Questa delibera già nel 1998 nelle disposizioni transitorie recitava cosi: Ai nuclei familiari già ospitati nei Residences Privati Convenzionati e successivamente ammessi al "contributo" verrà riconosciuta interamente l'anzianità del "Servizio di Assistenza Alloggiativa" reso dall'Amministrazione Comunale ai fini di una eventuale "Riserva" per l'assegnazione di alloggi di E.R.P. SI RICONOSCEVA GIA’ DA ALLORA IL DIRITTO ALL’ASSEGNAZIONE DI UN ALLOGGIO E.R.P. (Edilizia Residenziale Pubblica) - Nel 2005 viene approvata la delibera n. 110 con la quale istituiscono i Centri di Assistenza Abitativa Temporanea (C.A.A.T.), dove hanno ospitato Frezza - Fino al 2013 nulla è cambiato nella gestione dei Residence e i limiti di reddito erano sempre gli stessi, quelli dell’edilizia pubblica (allora di 18.000 euro netti) - Nel settembre del 2013 viene approvata dalla Giunta Marino la delibera n. 368 che dice tutt’altre cose rispetto a quello che stanno facendo oggi gli uffici. Riportiamo alcuni passaggi: “è intendimento della Amministrazione Capitolina trasformare gli interventi di sostegno abitativo forniti tramite le suddette strutture (i CAAT) in assegnazione in locazione di alloggi di ERP ….” e “Che la cessazione dei contratti di locazione dei suddetti C.A.A.T. con 328 nuclei familiari in uscita impone di procedere, comunque, nell’immediatezza, all’individuazione di una sistemazione alloggiativa alternativa”; ancora “di dare mandato agli Uffici del Dipartimento Politiche Abitative di attivare le procedure per l’assegnazione degli immobili rilasciati, recuperati ed acquisiti al patrimonio destinato all’edilizia residenziale pubblica a favore degli ospiti dei C.A.A.T. aventi titolo, nel rispetto della normativa vigente” - Ma da questo momento in poi, invece di trovare una soluzione abitativa per gli ospiti dei CAAT (tra questi Frezza), come recita la suddetta delibera di indirizzo, hanno iniziato ad applicare la revoca per tutti coloro che superavano i limite di reddito di 18.000 euro lordi, i quali con redditi lordi annui non superiori ai 33.000 euro avrebbero dovuto già avere una casa popolare; NEL 2014 IL REDDITO CONTESTATO A FREZZA E STATO DI € 22.873,00 LORDI. - Gian Luca Frezza ha avuto un danno non solo per il mancato rispetto dei diritti acquisiti e riconosciuti nella lunga antologia degli atti di impegno del Comune di Roma che abbiamo fin ora menzionato (dell’assegnazione della casa agli ospiti dei Residence se ne parla da decenni, da quando sono nati), ma anche alla luce della Delibera di Giunta della Regione Lazio n. 18 del 2014 che ha approvato un piano di emergenza che impegna fondi anche per il superamento dei residence: la delibera recita così al punto “8. procedere, ai fini dell’attuazione del programma per l’emergenza abitativa per Roma capitale di cui al precedente punto 2, di concerto con Roma capitale e l’ATER competente, entro 60 giorni alla pubblicazione del presente atto, alla compilazione di una rilevazione analitica delle situazioni di emergenza presenti nel territorio di Roma capitale, suddivise nelle seguenti categorie: - nuclei familiari, anche formati da una sola persona, inseriti nella graduatoria per l'assegnazione di alloggio popolare di Roma Capitale sulla base del Bando Generale anno 2000 ed ancora in attesa di assegnazione di alloggio ERP; - nuclei familiari, anche formati da una sola persona, che alloggiano presso i Centri di Assistenza Alloggiativa Temporanea di Roma capitale alla data del 31 dicembre 2013; - nuclei familiari, anche formati da una sola persona, che vivono in immobili, pubblici o privati, impropriamente adibiti ad abitazione alla data del 31 dicembre 2013; LA REVOCA DELL’ASSISTENZA ALLOGGIATIVA DANNEGGIA DOPPIAMENTE IL SIG. FREZZA. CON QUESTA DELIBERA VIENE SANCITO IL SUO DIRITTO AD AVERE UNA CASA, CHE PERDEREBBE SE VIENE SFRATTATO. Alcune considerazioni di ASIA-USB: crediamo che i due dirigenti di quel dipartimento, che hanno firmato la revoca a Frezza, stiano applicando in modo singolare e arbitrario le norme: agitano il vessillo della legalità facendo una guerra spietata ai poveri (e non alla povertà come vorrebbe una attenta politica pubblica per la casa), cercando di criminalizzare gli ospiti dei CAAT facendoli passare tutti per imbroglioni; questo per giustificare la loro incapacità di affrontare (non ci azzardiamo a dire risolvere) il problema della casa nella capitale del nostro paese. Per questo sono lautamente pagati. A questi signori abbiamo segnalato più volte appartamenti comunali vuoti che a distanza di anni non vengono ancora assegnati. Dovrebbero spiegare alla città di Roma perché, loro dirigenti e anche l’ex-Sindaco Marino che tutto ha mosso, finché pagavano 2700 euro al mese ai proprietari (36 milioni circa ogni anno per circa 1.100 nuclei) per ogni famiglia ospitata in veri e propri tuguri tutto era regolare e nessuna revoca è stata fatta. Quando si è deciso di chiudere questo scandalo dei residence non sono stati in grado di impegnare questi soldi in modo più lecito e fruttuoso per la città, in soluzioni abitative vere e, quasi per vendicarsi del mancato affare per i proprietari delle strutture ospitanti (i famosi CAAT) e le loro confraternite venute alla luce con Mafia Capitale, hanno cominciato la guerra ai suoi ospiti, il settore sociale più debole della nostra città.

CASA ROMA. IL COMUNE CHIUDE LA PROCEDURA DI REVOCA DELLA CONVENZIONE ANCHE PER IL PDZ CASTELVERDE B/4

Roma -

AI TEMPI SUPPLEMENTARI, SI SPERA NON A TEMPO SCADUTO, IL COMUNE DI ROMA FINALMENTE CHIUDE LA PROCEDURA DI REVOCA DELLA CONVENZIONE ANCHE PER IL PDZ CASTELVERDE B/4. GIOVEDì 6 APRILE, DALLE ORE 8.30, PRESIDIO DI SOLIDARIETA' IN VIA DELLE CERQUETE 180 Con un comunicato stampa (che riportiamo più in basso) l'Assessore all'Urbanistica Luca Montuori rende noto che anche per il Piano di Zona Castelverde B/4 è conclusa la procedura di revoca della Convenzione e che per il giorno 6 aprile, data fissata per il prossimo accesso dell'Ufficiale Giudiziario, i cittadini interessati non potranno temere nessuna azione di forza per gli sfratti perché, assicura, verranno bloccati in seguito a questa chiusura del procedimento. L'ASIA-USB esprime piena soddisfazione per questo atto che, seppur arrivato con un inspiegabile ritardo, “in zona Cesarini” se si usa un termine sportivo, si spera sia sufficiente a fermare le mire di chi ha assecondato fino ad oggi la truffa dei piani di zona, gli intereressi dei costruttori (coop. e società) e delle banche che hanno negato il diritto alla casa e alla città per centinaia di migliaia di famiglie romane e del Lazio. Per vigilare su una giornata che potrebbe riservare delle sorprese, per non lasciare sole queste famiglie in un momento delicato e decisivo per il loro futuro, invitiamo - però - tutti a partecipare il 6 aprile a partire dalle ore 8,30 al presidio in via delle Cerquete 180. L'AS.I.A./USB continuerà la sua battaglia, insieme all’avv. Vincenzo Perticaro, perché vengano alla luce tutte le modalità truffaldine con cui sono stati realizzati questi piani di edilizia agevolata, le complicità di chi non ha perseguito le violazioni e applicato le conseguenti sanzioni, comprese le revoche delle concessioni e delle convenzioni, come prevede la legge. L’approvazione della prima revoca per Tor Vergata e quella di Castelverde è il segnale che si è imboccata la strada giusta, ora è necessario proseguire su questa strada per impedire che altri alloggi finiscano nelle grinfie delle banche e degli speculatori. A Spinaceto Due, Castel Giubileo, Castelverde 2, Longoni, Borghesiana, Ponte Galeria, Tor Vergata, Montestallonara, La Storta, Collefiorito, Osteria del Curato - e tanti altri p.d.z. - bisogna riportare la certezza del diritto alla casa a alla città, abitazioni a prezzi agevolati e urbanizzazioni. ASIA-USB COMUNICATO STAMPA Piano di Zona Castelverde. Montuori: cittadini non saranno sfrattati, firmato provvedimento stop sgomberi Roma, 4 aprile 2017 - "I cittadini del Piano di Zona Castelverde b/4 non saranno sfrattati dalle loro abitazioni. Abbiamo ufficializzato e inviato in Prefettura un atto, che a breve andrà in Assemblea Capitolina, con cui l'Amministrazione blocca il procedimento di sgombero delle famiglie all'interno degli appartamenti, annullando l'assegnazione delle aree e di conseguenza revoca la convenzione per il diritto di superficie alla società CEE, Costruzioni Edilizie Europee, stipulata precedentemente con Roma Capitale". Così in una nota l'assessore all'Urbanistica e Infrastrutture, Luca Montuori. "La questione dei Piani di Zona è tra le principali urgenze di questa amministrazione: tutelare i cittadini è tra le nostre priorità".

CASA, P.D.Z. CASTELVERDE: ALTRI 3 ALLOGGI VENDUTI ALL'ASTA. PERCHE' LA GIUNTA RAGGI NON COMPLETA LA REVOCA E APPLICA LA LEGGE?

Roma -

COMUNICATO STAMPA AS.I.A./USB: A ROMA ANCORA DETTANO LEGGE GLI INTERESSI DELLA SPECULAZIONE E DELLE BANCHE A DANNO DELLA CITTA’ E DEL DIRITTO ALLA CASA! Roma,  30 marzo 2017 Ancora 3 alloggi del PdZ Castelverde B4 venduti all’asta questa mattina, in tutto 10 appartamenti sottratti a cittadini che li hanno acquistati al prezzo stabilito dalle norme che regolano i piani di edilizia agevolata. E’ un fatto grave ed inaccettabile la cui responsabilità primaria la porta l’Amministrazione capitolina e la Regione Lazio che non hanno applicato la legge e eseguito i controlli previsti, hanno lasciato agire impunemente speculatori e banche sul proprio patrimonio pubblico. La stessa Giunta Raggi ha avviato con incomprensibile ritardo, e ancora non ne ha completato l’iter, la revoca delle concessioni, così come è previsto dalla convenzione firmata in applicazione della legge. Le famiglie sono state lasciate in balia di se stesse, nelle mani del Tribunale Fallimentare e degli interessi privati e illegittimi, che hanno agito contro cittadini che hanno pagato le loro case. L'ASIA-USB ha scritto nei giorni scorsi al nuovo Assessore all’urbanistica per chiedere un incontro urgente e un intervento per fermare l’asta per le case di Castelverde e l’accelerazione delle procedure di revoca. La risposta è stata quella di oggi: nuove case vendute all’asta. Un danno nei confronti della collettività che l’Amministrazione pubblica sta di fatto coprendo impedendo il ripristino della legalità. Prendiamo atto che nella nostra città, nonostante le promesse fatte dalla Giunta capitolina, le numerose inchieste giornalistiche e televisive, l'inchiesta della magistratura, ancora la fanno da padrone gli interessi degli speculatori e delle banche. L'AS.I.A.-USB ha presentato nelle settimane scorse un altro esposto nei confronti del Sindaco di Roma e del Presidente della Regione Lazio per denunciare l’omissione della legge sull’edilizia agevolata, la mancanza dei controlli previsti e il danno erariale derivante da questa omissione. Per ASIA-USB Angelo Fascetti

CASA ROMA, PDZ LONGONI: NONOSTANTE LA NOTIFICA DELL'INDAGINE PER TRUFFA ROBERTA, MADRE DI DUE FIGLI MINORI, DOMANI RISCHIA ANCORA LO SFRATTO.

Roma -

Comunicato stampa AS.I.A/USB: FERMARE GLI SFRATTI E LA TRUFFA DEI PIANI DI ZONA. l'on. Roberta Lombardi SARA’ DI NUOVO PRESENTE al presidio in difesa di madre disoccupata Roma, 20 marzo 2017 Nonostante la notifica del procedimento di indagine in corso da parte della magistratura penale alla società costruttrice Sette Costruzioni S.p.A. (PdZ Longoni) per i reati di truffa, continua lo sfratto per Roberta Maggi e la sua famiglia. Domani 20 marzo a Roma, in via Fillia 27 (Piano di Zona Longoni), l'AS.I.A./USB sarà in presidio dalle ore 8.30 per impedire l’ennesimo sfratto di una madre di due minori, disoccupata. Al presidio sarà ancora presente l'onorevole Roberta Lombardi, che nel luglio 2015 aveva stabilito la sua residenza parlamentare presso l'abitazione della signora Maggi. Gli immobili dei Piani di Zona sono stati realizzati per essere assegnati a famiglie in emergenza abitativa, su terreno del Comune di Roma e con il contributo di finanziamenti pubblici (regionali, ministeriali o europei). Ma gli inquilini o gli acquirenti, nonostante le numerose opposizioni presentate dall'avvocato Vincenzo Perticaro, subiscono sfratti per morosità dopo aver pagato per anni dei canoni di locazione o prezzi di vendita molto più alti di quelli del libero mercato, talvolta per alloggi senza abitabilità, senza servizi e senza allaccio in fogna. L'AS.I.A./USB continua la battaglia per l’applicazione delle norme in materia di edilizia agevolata, che prevedono per le violazioni sanzioni e revoche delle concessione, e sarà ancora una volta a fianco di Roberta e di tutti gli abitanti dei Piani di Zona. L’approvazione della prima revoca per Tor Vergata è un importante passo avanti, ora è necessario proseguire su questa strada, accelerare le procedure di revoca avviata per Castelverde e rendere operativa la Commissione d’inchiesta che analizzi le violazioni commesse da società e coop. costruttrici per tutti i piani di zona.. L'AS.I.A/USB ribadisce che è incomprensibile il silenzio della Regione Lazio che non ha ancora mosso un dito nella direzione del ripristino della legalità e per bloccare gli sfratti. La gestione dell’emergenza casa e delle politiche dell’edilizia pubblica (come quella agevolata nei PdZ) è trattata come se non fosse materia regionale, come prevede invece il Titolo V della Costituzione, e viene quindi lasciato al solo intervento della magistratura. ASIA-USB

PIANI DI ZONA A ROMA, LA MAGISTRATURA CHIUDE ALTRI TRE FASCICOLI, 15 INDAGATI TRA DITTE, COOP E DIRIGENTI COMUNALI.

Roma -

ASSORDANTE IL SILENZIO DEL COMUNE E DELLA REGIONE LAZIO. Arrivano le prime notifiche di chiusure delle indagini ex art. 415 bis c.p.p. con le prime formali contestazioni dei reati, sia nei confronti dei costruttori che nei riguardi dei responsabili dell’ufficio urbanistica del Comune di Roma. Le denunce tutte presentate dall’avv. Vincenzo Perticaro nell’interesse degli inquilini da sempre assistititi dal punto di vista sindacale da Asia Usb. Un primo fascicolo vede indagato per truffa aggravata ai danni degli inquilini, truffa aggravata ai danni dello Stato il sig. Sette Claudio e la società Sette Costruzioni spa. Per il Comune di Roma sono indagati il dott. Andreangeli Marcello e Frontani Maurizio per il reato di omissioni di atto di ufficio. Un secondo fascicolo vede indagati Farina Riccardo e Bencini Giulio in concorso per il reato di truffa aggravata ai danni degli inquilini e truffa aggravata ai danni dello Stato. Per il Comune di Roma sono indagati Andreangeli Marcello, Francesca Bedoni Saveria, Frontani Maurizio e Mancini Luciano per il reato di omissioni di atto di ufficio. Mentre il Consorzio AIC è indagato per il reato di truffa aggravata ai danni degli inquilini e truffa aggravata ai danni dello Stato. Un terzo fascicolo vede indagati Arcidiacono Giovanni, Vallo Gabriele e Carrassi De Villar Emanuele in concorso per il reato di truffa aggravata ai danni degli inquilini e truffa aggravata ai danni dello Stato. Per il Comune di Roma sono indagati Andreangeli Marcello e Frontani Maurizio per il reato di omissioni di atto di ufficio. Le società Provera e Carrassi spa e Immobiliare Guido D’Arezzo risultano indagate per il reato di truffa aggravata ai danni degli inquilini e truffa aggravata ai danni dello Stato. ASIA-USB

NAPOLI IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA UNA MOZIONE PER L'APERTURA DI SPORTELLI PER LA MANUTENZIONE DELLE CASE POPOLARI

Napoli -

NAPOLI IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA UNA MOZIONE PER L'APERTURA DI SPORTELLI PER LA MANUTENZIONE DELLE CASE POPOLARI. ASIA-USB ESPRIME PREOCCUPAZIONE PER LA MANCANZA DI FONDI CHE RISCHIA DI FERMARE LA GIÀ SCARSA GESTIONE DELLE CASE. Di fronte a una situazione di forte disagio e carenza di risorse pubbliche per opere di risanamento e manutenzione delle case popolari del Comune di Napoli, oggi nel corso del Consiglio Comunale si è riusciti a strappare - grazie ad un presidio di movimenti di lotta per il lavoro, il reddito e la casa - un importante ordine del giorno. L’obiettivo dell’atto è di istituire degli Sportelli del Comune che possano rispondere, nelle Municipalità con più alto tasso di edilizia popolare, alle numerose richieste di intervento di manutenzione per tutelare il patrimonio comunale ad uso residenziale di edilizia popolare. Nel concreto si chiede l’apertura di Sportelli della società partecipata Napoli-Servizi nelle VII e IX municipalità, che siano attrezzati di piccole squadre PIC (Pronto intervento case), con personale formato per interventi di piccola manutenzione per gli alloggi ad uso residenziale. Territori e quartieri dove da tempo i movimenti per il diritto all’abitare sono presenti con Sportelli di assistenza legale e fiscale agli abitanti e inquilini. Siamo lieti che l’Amministrazione abbia dato una prima risposta politica su questo tema per questo motivo continueremo a vigilare sul tema del diritto all’abitare, dell’erogazione del servizio pubblico e dell’opposizione ai processi di privatizzazione. Nel contempo esprimiamo grosse preoccupazioni per un articolo apparso sul quotidiano de "la Repubblica" in cui si fa nota che da inizio febbraio la Napoli-Servizi, società che gestisce i 23 mila alloggi popolari, fermerà le manutenzioni straordinarie. Scrive la Napoli-Servizi che “vista la grave situazione di liquidità aziendale l’azienda può attivare solo interventi di piccola manutenzione ordinaria rinviando gli interventi di natura straordinaria”. Una notizia che da un lato ci preoccupa, visto l’attacco storico che da anni subiscono le aziende partecipate, ma, dall’altro, a fronte dei continui proclami da parte della Giunta De Magistris di voler difendere le aziende partecipare e di rompere i Patti di Stabilità, ci impone di dover spingere nei confronti dell’amministrazione affinchè sfori i vincoli del Patto di Stabilità e difenda le Società Partecipate, i servizi erogati ai cittadini e gli attuali livelli salariali dei lavoratori delle partecipate. Asia USB Napoli ovest

ROMA PIANI DI ZONA, AS.I.A-USB DIFFIDA LA SINDACA RAGGI E IL PRESIDENTE ZINGARETTI

Roma -

ROMA PIANI DI ZONA, AS.I.A-USB DIFFIDA LA SINDACA RAGGI E IL PRESIDENTE ZINGARETTI: FERMARE LA COLPEVOLE OMISSIONE DA PARTE DEL COMUNE E DELLA REGIONE LAZIO DELLE NORME SULL'EDILIZIA AGEVOLATA CHE FAVORISCE LA SPECULAZIONE, CREA UN DANNO ERARIALE PER LA CITTÀ E GETTA NEL DISAGIO ABITATIVO DECINE DI MIGLIAIA DI FAMIGLIE COLPITE DA QUESTA TRUFFA. Nota: rendiamo pubblica questa lettera di diffida perché alle precedenti richieste di incontro non abbiamo ricevuto riscontro. Al Sindaco di Roma Capitale Virginia Raggi Al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti E p.c. Procuratore Generale Corte dei Conti ATTO DI DIFFIDA Il sottoscritto Angelo Fascetti con la presente, in qualità di legale rappresentante dell’associazione ASIA - USB, è intenzione rappresentarVi la gravissima situazione che, in questo particolare momento storico, stanno affrontando le famiglie beneficiarie del programma di edilizia residenziale pubblica nel territorio capitolino. Giova ricordare prima di tutto in cosa consiste l’edilizia economica-popolare. Per edilizia residenziale pubblica (ERP) si intende quella realizzata, direttamente o indirettamente, dallo Stato, per la creazione, a costi ridotti, di abitazioni da assegnare, a condizioni economiche particolarmente favorevoli, a cittadini con redditi bassi o che si trovino in condizioni economiche disagiate. Invece in questa Regione e soprattutto in questa città i beneficiari sono stati altri, non certamente i fruitori finali del beneficio: gli inquilini. Perché, come si dirà in seguito, sono stati applicati agli inquilini canoni elevatissimi, prezzi massimi senza alcun controllo di Regione e Comune e, ma ancor di più, nell’assoluta violazione di legge. I Piani per l’Edilizia Economica e Popolare (c.d. PEEP), che nascono come degli strumenti urbanistici esecutivi di uno impianto programmatico che si estende alle aree necessarie per il soddisfacimento del fabbisogno abitativo per i ceti meno abbienti, hanno finito per perdere tale finalità. Il loro scopo era risolvere l’emergenza abitativa sul territorio nazionale, offrendo ai cittadini la possibilità di accedere a canoni di locazione calmierati rispetto al libero mercato e successivamente procedere poi all’acquisto degli stessi, mentre a causa dell’inerzia voluta o non, dei vigilanti si è trasformata in una chiara speculazione immobiliare a danno della collettività. Vorrei ricordare che l’edilizia agevolata prevede la sottoscrizione di atti registrati e trascritti sugli immobili con cui il Comune di Roma Capitale concede il diritto di superficie. Atti quali: 1) la Convenzione, che regola il diritto di superficie e stabilisce gli oneri concessori, di urbanizzazione e fideiussori; 2) il Disciplinare, che regola i meccanismi e le norme che deve rispettare la Società costruttrice nella gestione degli immobili edificati grazie al finanziamento pubblico; 3) l’Atto d’obbligo, che detta tutte le regole da applicare alla locazione di tali alloggi. Tutti atti firmati da un dirigente del Comune che certifica la veridicità di quanto in essi contenuto. Questi atti contengono tutta la normativa da applicare ai Piani di Zona e prevedono anche uno specifico sistema sanzionatorio, contenuto all’art. 14 del Disciplinare, per le ipotesi in cui le imprese costruttrici violino le disposizioni della Convenzione. Questo sistema sanzionatorio non è mai stato applicato, con evidente danno per le casse di Comune e Regione e di conseguenza per i cittadini. Sembra che tali atti siano stati sconosciuti agli uffici della Regione e del Comune, visto che sono rimasti inapplicati fino ad oggi con evidente responsabilità. Infatti, continua a sfuggirvi che Roma Capitale e la Regione Lazio hanno un preciso obbligo di vigilanza e controllo sull’operato delle Società concessionarie - costruttrici. Sempre per rinfrescare il ricordo, la Regione Lazio deve: Vigilare sulla gestione amministrativo-finanziaria della società fruenti di contributi pubblici al fine di assicurarsi che non vengano poste in atto condotte atte alla speculazione del patrimonio pubblico ai sensi dell’art. 4, lett. e), L. 457/78; Esercitare il controllo sul rispetto da parte dei soggetti incaricati della realizzazione dei programmi di edilizia abitativa fruenti dei contributi pubblici, delle procedure e dei vincoli economici e tecnici stabiliti per la realizzazione dei medesimi programmi e ad accertare il possesso dei requisiti da parte dei beneficiari dei contributi dello Stato ai sensi dell’art. 4, lett. m), L. 457/78. Mentre Roma Capitale deve: Controllare e vigilare la regolarità della documentazione depositata; Vigilare sul rispetto degli obblighi assunti con la Convenzione; Applicare le sanzioni previste in caso di violazioni ai sensi dell’art. 14 del Disciplinare. Qualora voleste maggiori conferme, quanto detto lo ribadisce più volte anche lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con nota prot. n. 0011931 del 31.11.2015, chiarisce che: “…relativamente a tutte le fattispecie di interventi di edilizia agevolata la Regione Lazio e la stessa Roma Capitale sono gli organi preposti al controllo e alla vigilanza affinché vi sia un’effettiva e corretta applicazione della normativa di settore e delle convenzioni stipulate. E’ noto infatti che a seguito del trasferimento delle funzioni avvenute con il d.lgs. n. 112/1998 e della soppressione del CER (Comitato per l’Edilizia Residenziale) il sistema di governance dell’intervento e di gestione in materia di edilizia residenziale è posto in capo ai competenti Uffici di Settore, ora operanti nell’ambito delle strutture della Regione Lazio e di Roma Capitale…” . In data 30 novembre con nota n. 11931 lo stesso MIT ha poi ribadito che: “…relativamente a tutte le fattispecie di interventi di edilizia agevolata la Regione Lazio e la stessa Roma Capitale sono gli organi preposti al controllo e alla vigilanza affinché vi sia un’effettiva e corretta applicazione della normativa di settore e delle convenzioni stipulate… di conseguenza, le attività di vigilanza e di controllo per le quali è contestata l’inerzia della P.A., nella fattispecie imputata a Roma Capitale, è riconducibile agli aspetti contrattuali e quindi esercitata nell’ambito del Testo unico degli Enti locali di cui al d.lgs 18 agosto 2000, n. 267, Titolo VI, Capo I, tra cui si cita l’art. 136 in materia di poteri sostitutivi per omissione o ritardo di atti obbligatori, per i quali è previsto l’intervento della Regione…” Eppure, a dispetto della puntuale e precisa normativa, gravi truffe sono state perpetrate per anni nei confronti dei conduttori e dei promissari acquirenti, nonché ai danni dello Stato, Regione e Comune, il tutto nell’inerzia delle istituzioni da voi rappresentate con un evidente danno che pagheranno le prossime generazioni. Se qualche dirigente regionale o comunale ha pensato bene di dire, per giustificare la mancata applicazione della legge, che si è trattato solo di singoli casi, siamo qui a ribadire ancora una volta che dette violazioni hanno riguardato quasi la totalità dei piani di zona realizzati negli ultimi decenni, in particolar modo i Piani di Zona di Spinaceto Due, Pisana, Monte Stallonara, ad oggi sottoposti a sequestro, Castelverde e Torvergata sottoposte ad esecuzioni e pignoramenti senza che nessuno dei Vs. uffici ha mai mosso un dito. Le truffe, mentre i dirigenti dei VS. uffici guardavano dall’altra parte, sono state perpetrate dalle Società costruttrici, atteso che quest’ultime, nell’omissione di Comune e Regione: a) hanno omesso di scomputare il contributo pubblico ricevuto dal calcolo del prezzo massimo di cessione; b) hanno applicato canoni di locazione e prezzi massimi di cessione più alti rispetto a quelli ex lege dovuti; c) non hanno provveduto a realizzare le opere di urbanizzazione primarie e secondarie; d) hanno applicato maggiorazioni sul prezzo massimo di cessione, inserendo migliorie agli immobili e agli stabili mai realizzate o hanno gonfiato i costi di costruzione. e) hanno omesso di inviare alle Pubbliche Amministrazioni competenti la documentazione obbligatoriamente richiesta, al fine di poter verificare la correttezza delle attività svolte; f) non hanno inoltrato le richieste di agibilità, collaudo e certificazioni attestanti la conformità degli appartamenti alle normative edilizie; g) hanno assegnato e/o venduto gli alloggi a soggetti senza requisiti. Nulla di tutto ciò è stato denunciato dagli uffici competenti di Regione e Comune. Ed infatti, a seguito dell’accesso agli atti di Regione e Comune esercitato dagli inquilini proprio al fine di verificare il rispetto delle norme, sono affiorati fascicoli incompleti, manchevoli delle perizie previste per legge o contenenti documenti lacunosi, talvolta privi di data e numero di protocollo; certificazioni di migliorie apportate agli edifici con firme falsificate; attestazioni non corrispondenti al vero, provenienti da dirigenti di Comune e Regione. Di fronte a tale situazione di grave illegalità le Amministrazioni competenti sono state silenti! Lei, Sindaco Virginia Raggi, ci dirà che è arrivata solo pochi mesi fa alla guida della Capitale, noi Le chiediamo da quella data cos’ha fatto il Comune? Perché da quella data sono state sfrattate decine di famiglie incolpevoli, senza che nessuno facesse nulla. Presidente Zingaretti Lei no, non può dire che è arrivato qualche mese fa. Il Comune di Roma e la Regione Lazio che sarebbero dovute intervenire tempestivamente al fine di applicare, così come previsto dal citato art. 14 del Disciplinare e così come ribadito più volte dal MIT, le sanzioni indicate per le ipotesi di violazioni delle Convenzioni, hanno avuto invece un atteggiamento di totale inerzia e connivente, rimpallando l’una sull’altra le responsabilità di vigilanza e controllo, omettendo qualsiasi tipo di intervento, anzi attuando un atteggiamento omissivo con evidente responsabilità penale. Preme rammentare, a tal proposito, se è vero che il Comune è il primo a dover intervenire con una serie di sanzioni, tra cui la revoca delle concessioni edilizie, è altrettanto vero che, per precisa previsione normativa, in caso di inattività dello stesso Comune è obbligo della Regione impedire il protrarsi delle violazioni nell’inerzia. Allora se il Comune non ha impedito la prosecuzione della truffa la Regione ad oggi cos’ha fatto? Anzi, qualcosa la Regione ha fatto: ha autorizzato conferimenti a fondi immobiliari, quando era consapevole che vi erano pendenti procedimenti penali per truffa. Tutto ciò con la consapevolezza che tali alloggi non avevano i requisiti per essere compravenduti. Caro Presidente Zingaretti la Sua Regione prima di lei, ha finanziato le Società costruttrici, attraverso danaro pubblico, con circa 1 miliardo e mezzo di euro a FONDO PERDUTO per edilizia pubblica. Si fondo perduto, lasciateci fare una battuta pur trattandosi di cose serie, nel senso che quei soldi sono andati veramente PERDUTI e non hanno mai avuto la finalità che aveva previsto la legge, e la sua Regione nulla ha fatto per impedirlo. Di fronte all’inerzia delle istituzioni, sono state presentate a partire dal 2012 una serie di denunce, la prima quella del Consorzio Vesta che ha portato al sequestro di tutto il patrimonio del consorzio e sempre attraverso una denuncia dell’avv. Vincenzo Perticaro nell’interesse di Asia USB, esposti attraverso i quali è stato chiesto alla Procura di Roma di indagare sulle condotte appena descritte e la magistratura è intervenuta disponendo, come nei Piani di Zona di Spinaceto anche in quello di Monte Stallonara, il sequestro degli immobili. I casi denunciati non si limitano solo ai piani di zona oggetto di sequestro come detto in precedenza ma attraverso l’avv. Perticaro e questa Associazione ne sono stati denunciati oltre 25 episodi diversi. I numerosi filoni di inchiesta, al momento sono all’attenzione del Procuratore Capo, dott. Pignatone, che si è espresso in occasione della recente “Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie”, segnalando la gravità della situazione attuale nella quale gli inquilini risultano vittime di truffa, avendo pagato per anni cifre esorbitanti, su richiesta illegittima dei costruttori, per alloggi costruiti in edilizia agevolata e privi dei requisiti di agibilità. Procura che, se ci fosse stato l’intervento delle istituzioni preposte, non sarebbe dovuta intervenire. Ma vi è di più. I concessionari provvedevano in molti casi a sfrattare per morosità e a procedere all’esecuzione del rilascio degli immobili di inquilini che quelle case le avevano pagate ben oltre il prezzo massimo di cessioni ed in alcuni casi con dei crediti vantati da questi ultimi. Si perché in moltissimi casi, quegli alloggi risultano già in larga parte pagati dai cittadini, avendo gli stessi versato ingenti somme richieste dalle Società costruttrici per giungere al rogito della compravendita dell’immobile. Senza contare che la speculazione messa in atto dai costruttori cagiona un ingente danno anche alle casse dello Stato. Avete problemi di Bilancio e per questo Roma ha rischiato il default. Ci si chiede perché non avete applicato le sanzioni che prevedono ingenti risarcimenti per le casse degli enti che rappresentate? Vi ricordate che le Società costruttrici hanno ricevuto non solo un cospicuo contributo pubblico per la realizzazione degli immobili, ma sono, inoltre, concessionarie di un diritto di superficie sul territorio comunale ed hanno usufruito, nel tempo, di numerose agevolazioni fiscali? Avete mai fatto una verifica se le somme che i costruttori dovevano pagare quali: Oneri concessori; Oneri di urbanizzazioni Sono mai state versate? Le polizze che dovevano essere consegnate a garanzia di tali pagamenti esistono? Vi risultano? Si tratta di miliardi di euro di risarcimenti. CHIEDE Alle S.S.V.V. Illustrissime di voler fissare un incontro urgente, visto che ogni giorno la cittadinanza coinvolta vive una situazione di grave emergenza, al fine di poter conoscere quali sono le iniziative che si intende prendere per affrontare e risolvere le problematiche segnalate, anche alla luce del preciso dovere di vigilanza sussistente in capo a Comune e Regione sul rispetto delle Convenzioni stipulate con le imprese costruttrici. Distinti saluti. Roma, 3 marzo 2017 Per Associazione Inquilini e Abitanti (ASIA – USB) Angelo Fascetti (Legale Rappresentante)

ROMA: GIOVANE DONNA CON DUE FIGLI MINORI DOMANI RISCHIA LO SFRATTO. AS.I.A/USB, L'INGIUSTIZIA NEI PIANI DI ZONA NON HA FINE.

Roma -

Anche l'on. Roberta Lombardi al presidio in difesa di madre disoccupata Roma, 6 febbraio 2017 Domani 7 febbraio a Roma, in via Fillia 27 (Piano di Zona Longoni), l'AS.I.A./USB sarà in presidio dalle ore 8.30 contro lo sfratto di Roberta Maggi, disoccupata e madre di due minori. Sono passati appena due mesi dall'ultimo accesso dell’Ufficiale Giudiziario e di nuovo torna l'incubo dello sfratto per Roberta e per i suoi figli, di cui uno con problemi di handicap. Al presidio sarà ancora presente l'onorevole Roberta Lombardi, che nel luglio 2015 aveva stabilito la sua residenza parlamentare presso l'abitazione della signora Maggi. Proprio a difesa di tale ingiustizia sociale si era schierata la deputata M5S, una forte iniziativa apprezzata da tutti coloro che si battono contro la truffa dei P.d.Z e la povertà dilagante nella nostra città. Nonostante l'indagine in corso da parte della magistratura penale su almeno 28 piani di Zona (è passata solo qualche settimana dal sequestro degli immobili a Monte Stallonara), che riguarda anche la società costruttrice Sette Costruzioni S.p.A. (PdZ Longoni) per i reati di truffa, corruzione e concussione, il giudice civile ha confermato l'esecuzione dello sfratto per Roberta Maggi e la sua famiglia. Gli immobili dei Piani di Zona sono stati realizzati per essere assegnati a famiglie in emergenza abitativa, su terreno del Comune di Roma e con il contributo di finanziamenti pubblici. Ma gli inquilini o gli acquirenti, nonostante le numerose opposizioni presentate dall'avvocato Vincenzo Perticaro, subiscono sfratti per morosità dopo aver pagato per anni dei canoni di locazione o prezzi di vendita molto più alti di quelli del libero mercato, talvolta per alloggi senza abitabilità, senza servizi e senza allaccio in fogna. L'AS.I.A./USB, di fronte a questa vergognosa ingiustizia che sembra non aver fine, sarà ancora una volta al fianco degli abitanti dei Piani di Zona. L'AS.I.A/USB chiede che la Giunta intervenga con atti concreti e definitivi per bloccare tutti gli sfratti e per il ripristino della legalità. Per ASIA-USB

Piano di zona Tor Vergata, scendono in campo i 5 stelle: la revoca di Berdini rischia d'essere tardiv

Roma -

Piano di Zona Tor Vergata, scendono in campo i 5 stelle. Ma la revoca di Berdini rischia d'essere tardiva „Sventato lo sgombero delle otto famiglie di via Gallian. Lozzi (M5s): "Con l'avvio della revoca delle concessione, il rischio non è scongiurato. Ma faremo il possibile per evitarlo". A metà marzo il prossimo intervento dell'ufficiale giudiziarioPiano di Zona Tor Vergata, scendono in campo i 5 stelle. Ma la revoca di Berdini rischia d'essere tardiva „ Niente sgombero. Le otto famiglie del piano di zona di Tor Vergata che dal 2000 hanno avviato un contenzioso con la cooperativa costruttrice, restano nelle loro case. Il picchetto messo in campo lunedì 23 ha sortito il suo effetto.  Per ora. Perchè anche se il Comune venerdì 20 ha avviato il procedimento di revoca delle concessioni, il 14 marzo ci sarà da far fronte ad un altro accesso dell'ufficiale giudiziario. LA PRESENZA ISTITUZIONALE - “Oggi, per la prima volta in tanti anni,  abbiamo visto le istituzioni capitoline schierarsi a viso aperto con le nostre famiglie –  ha sottolineatoAlessandro Egizi, uno dei residenti colpito dalla richiesta di sfratto –  oltre alla parlamentare Roberta Lombardi che da tempo è al nostro fianco, hanno infatti partecipato il Presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito, ed i consiglieri pentastellati Calabrese, Ficcardi, Sturni, Coia e Mariani – elenca il cittadino – C’era anche la Presidente Monica Lozzi che su questa vicenda è davvero schierata in prima linea ”. Ma in via Gallian non c’erano ovviamente soltanto i rappresentanti istituzionali del M5s. Al picchetto non hanno fatto mancare la propria presenza anche Angelo Fascetti di Asia Usb e l’Avvocato Perticaro, che segue la pratica di alcune famiglie. REVOCA E PREZZI MASSIMI DI CESSIONE - “Oggi è andata bene, in quanto il commissariato di zona non ha potuto soddisfare la richiesta della forza pubblica avanzata dall’ufficiale giudiziario - ha ricordato Egizi -tuttavia nonostante venerdì scorso sia stato avviato il procedimento di revoca delle concessioni,il problema non è stato superato”. I piani di zona, sono stati infatti realizzati, come stabilito con la legge 167,del 1962 su terreni comunali dati in concessione ai privati. A condizione di realizzarvi immobili da destinare all’edilizia economica e popolare. Quindi, con prezzi calmierati rispetto al mercato. Si parla cioè di “prezzi massimi di cessione” che le 8 famiglie già hanno versato alla cooperativa, per riscattare i propri appartamenti. Si sono però rifiutate di corrispondere un costo ulteriore. “Gli importi versati variano in funzione delle metrature, ma io nel 2000 ho pagato 205 milioni di vecchie lire – ha spiegato Egizi – oltre a quella cifra, ci era stato chiesto di versarne altri 20 o 30, ma ci siamo sempre rifiutati. Ed oggi sono diventati 150mila”. Senza il pagamento di questo "conguaglio", le 8 famiglie sono diventate morose e, come tali, hanno perso lo status di soci della cooperativa. La conseguenza è stata la richiesta del loro sfratto. TEMPI STRETTI - Preso atto di questa condizione, per la prima volta da quando la vertenza di queste famiglie è iniziata, il Comune ha preso posizione. Ed a seguito di un vivace incontro tra le parti, ha deciso di avviare il procedimento di revoca della concessione.  La partita però non è conclusa. Come ha chiarito la parlamentare   Roberta Lombardi, in un video pubblicato sulla sua pagina istituzionale, ci sono dei tempi da rispettare. “Le controparti interessate , ovvero i costruttori, hanno 10 giorni di tempo  a partire dal 20 gennaio per presentare le loro memorie e dimostrare così di aver rispettato  i termini previsti nella convenzione con il Comune. Poi ci sono altri 60 giorni per arrivare a conclusione”. Il prossimo appuntamento con l’ufficiale giudiziario è però stato fissato per il 14 marzo, quindi prima della conclusione dell’iter che potrebbe portare alla revoca. “Se la prossima volta l’ufficiale giudiziario chiede l’ausilio della forza pubblica al Commissariato, allora si rischia davvero lo sgombero”riconosce l’inquilino di via Gallian. Il destino delle 8 famiglie è quindi appeso al filo. “Siamo riusciti a  far avviare il procedimento di revoca e ci sono delle tempistiche da rispettare  – riconosce la Presidente del Municipio VII Monica Lozzi -  Il pericolo non è quindi del tutto scongiurato – ammette – ma noi stiamo lavorando e faremo di tutto perché lo sfratto non vada in porto”. “ Potrebbe interessarti: tuscolano.romatoday.it/altre/sfratti-piano-di-zona-tor-vergata-.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809 “ Potrebbe interessarti: tuscolano.romatoday.it/altre/sfratti-piano-di-zona-tor-vergata-.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809 Piano di Zona Tor Vergata, scendono in campo i 5 stelle. Ma la revoca di Berdini rischia d'essere tardiva „“ Potrebbe interessarti: tuscolano.romatoday.it/altre/sfratti-piano-di-zona-tor-vergata-.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809

ROMA: REVOCARE SUBITO LE CONCESSIONI NEI PIANI DI ZONA PER BLOCCARE GLI SFRATTI E LE ASTE

Roma -

COMUNICATOPDZ TOR VERGATA: AVVIATA SOLO QUESTA MATTINA LA PROCEDURA DI REVOCA DELLA CONCESSIONE  STESSO SCENARIO PER CASTELVERDE DOPO LE NUMEROSE ENUNCIAZIONI Si è tenuto ieri, fino a tarda sera, l’incontro convocato dall’assessore Paolo Berdini sul pdz Tor Vergata, tra i dirigenti dell’Urbanistica, la cooperativa Lega San Paolo, gli otto inquilini del p.d.z., in presenza di ASIA-USB, l’avv. Perticaro, i consiglieri del M5S Pietro Calabrese e Simona Ficcardi. L’obiettivo preannunciato dell’appuntamento era quello di tentare un accordo di transazione, che doveva basarsi sul prezzo massimo di cessione. La realtà che ci siamo trovati davanti era surreale: il Presidente della coop. candidamente ha richiesto, di fronte all’assessore, ai dirigenti dell’Urbanistica ed ai consiglieri, un accordo di transazione per la cifra di euro 140/150 mila oltre al prezzo massimo di cessione, già versato dagli inquilini. Un invito palese alla violazione della legge, la stessa proposta avanzata nel medesimo tentativo fatto dall’assessore Caudo nel 2013, senza che nessuno è andato a denunciarli. Questo palese comportamento arrogante ha fatto venire allo scoperto l’assessore Berdini che solo a questo punto ha annunciato che avrebbe fatto partire la revoca, quindi sconfessando le sue dichiarazioni precedenti che le revoche fossero già partite. Stesso scenario il giorno prima con Castelverde: solo dopo una animata discussione e i tentativi di avanzare ipotesi gettate li senza un reale riscontro (es. l’entrata in campo della Cassa Depositi e Prestiti, i soliti noti!!), lo stesso assessore Berdini ha di fatto ammesso che la procedura di revoca non era ancora partita. L’avvio della procedura di revoca delle concessioni alle ditte truffatrici nei Piani di Zona, impegno tante volte assunto e a ieri ancora disatteso, resta l'unico strumento nelle mani della giunta capitolina per impedire queste ripetute ingiustizie. Da tempo richiediamo, lo abbiamo ribadito ieri, un tavolo tecnico per analizzare tutte le situazioni, ma ad oggi abbiamo solo impegni formali e pochi fatti L’unica strada che si può percorrere, come abbiamo dimostrato ancora una volta, è l’applicazione della legge. Ma a questo punto se non si recupera il tempo perso in inutili annunci, c'è il rischio che l'intervento possa avvenire troppo tardi. Questa mattina abbiamo notizie che sono partite finalmente le procedure di revoca. Avviate le revoche il Comune deve richiedere al Tribunale fallimentare e a quello delle esecuzione la sospensione degli sfratti e dell’asta, è l'unica strada per fermare gli sfratti. L’Asia Usb, dopo la vicenda di Monte Stallonara, che dimostra la gravità di questa truffa che colpisce decine di migliaia di abitanti delle periferie romane e non, chiama gli inquilini resistenti alla mobilitazione per la tutela del diritto alla casa nella nostra città. Indice un picchetto per difendere le otto famiglie sotto sfratto, nonostante abbiano pagato le loro case come previsto dalla legge, del pdz di Tor Vergata lunedì 23, a partire dalle ore 7.00, in via Marcello Gallian 20. Roma 20 gennaio 2017 ASSOCIAZIONE INQUILINI E ABITANTI – USB

SEQUESTRO DEGLI ALLOGGI DI MONTE STALLONARA: RISPOSTA AL COMUNICATO STAMPA DELL’ASSESSORE BERDINI

Roma -

L’assessore Berdini, a seguito del sequestro operato oggi dalla magistratura, ha diffuso un comunicato alle agenzia di stampa in cui ha sostenuto: “...ora faremo chiarezza…stiamo riportando la legalità dove finora è mancata …”. Tale sequestro, a differenza di quello che fa capire l’assessore, non avviene per un esposto depositato da quest’ultimo o dall’attuale Giunta o dall’avvocatura di Roma Capitale. Solo per ripristinare un principio di giustizia: gli esposti che hanno portato al sequestro di Monte Stallonara partono da una serie di denunce: 1) degli inquilini di Monte Stallonara; 2) di Asia Usb e non da ultimo dell’on. ROBERTA LOMBARDI …denunce che in tutti i casi sono state presentate attraverso l’avv. Vincenzo Perticaro vista l’evidente inerzia del Comune.  Di quale legalità si parla? Il sequestro preventivo di oggi, avviene proprio perché il Comune non ha fatto nulla di quanto previsto nelle convenzioni, come ad esempio vigilando ed applicando le relative sanzioni previste che, avrebbero dovuto portare, per le gravità delle contestazioni, alla revoca delle convenzioni, sia per Monte Stallonara, cosi come per tutti gli altri piani di zona (Castel verde e Tor Vergata). Mentre ancora non esiste neanche una contestazione di sanzione alle società responsabili di tale scempio. Il Comune, infatti, con i suoi uffici avrebbe potuto e dovuto imporre il rispetto della normativa, e se ciò fosse accaduto oggi a Monte Stallonara c’erano strade, fogne e non acqua e luce di cantiere con case prive di agibilità. La famiglia Ridolfi avrebbe ancora la propria casa, cosi come gli altri 4 inquilini che sono stati sfrattati nel silenzio del Comune di Roma. Ma anche i 7 appartamenti di Castelverde che sono stati oggetto di sgombero pochi giorni orsono, sarebbero ancora nella disponibilità di chi quelle case le ha già pagate: gli inquilini.  Un Comune che ripristina la legalità, aveva tutti gli elementi per contestare ai concessionari di finanziamento di edilizia ERP le violazioni attraverso con una vigilanza imposta nelle convenzioni che, invece non c’è stata né prima di Raggi, né ancora con il sindaco Raggi.  Ebbene, sono mesi che gli inquilini gridano alle istituzioni preposte del Comune, compreso il suo ufficio di applicare la legge ma, nessuno ha mai risposto con atti concreti, ma sempre e solo con proclami. Ad ottobre 2016 lei ci aveva detto che aveva iniziato le revoche delle concessioni con un video su facebook, sempre però poi smentire l’11 gennaio scorso la revoca proprio mentre sgomberavano i 4 appartamenti di Castel Verde giustificando la mancanza di fondi in bilancio. Allora perché dinanzi a tale evidente inerzia, saltare sul carro dei vincitori? Sul quel carro ci deve stare chi i diritti se li è tutelati con le unghie e con i denti: gli inquilini e chi li ha concretamente sostenuti mettendoci la faccia. Nessun altro. Noi invece, ci aspettiamo di vedere il 23 gennaio p.v. a Tor Vergata la stessa celerità utilizzata nel comunicato per tutelare i diritti degli inquilini.

Monte Stallonara, sequestrato "per truffa" il piano di zona. Indagati anche due funzionari del Comune.

Roma -

Monte Stallonara, sequestrato "per truffa" il piano di zona. Indagati anche due funzionari del Comune „Un dirigente e un funzionario del dipartimento Attuazione Urbanistica sono indagati per abuso d'ufficio. Indagati per truffa, invece, sei componenti dei consigli di amministrazione di quattro cooperative.Monte Stallonara, sequestrato "per truffa" il piano di zona. Indagati anche due funzionari del Comune „ Prezzi gonfiati per gli inquilini e fondi pubblici 'scomparsi' dal conteggio per il canone finale. Sigilli questa mattina in via Decimomannu, per tre edifici nel piano di zona di Monte Stallonara, all'estrema periferia ovest della Capitale, tristemente famoso per le cronache romane per l'immagine delle sue strade sterrate mai asfaltate e per gli allagamenti degli ultimi mesi. L'operazione di Polizia Giudiziaria portata avanti questa mattina dalla Polizia di Roma Capitale, a cui ha collaborato anche la Guardia di Finanza, ha portato anche a sequestri preventivi di conti correnti bancari, quote azionarie e numerose proprietà immobiliari nel Lazio e in Toscana. Dopo i fatti di questa mattina, a cui si aggiungono i sequestri dello scorso 11 gennaio a Castelverde, la bolla dei piani di zona della Capitale si sta gonfiando sempre di più sul tavolo dell'amministrazione di Virginia Raggi e del suo assessore all'Urbanistica Paolo Berdini che commenta: "Ora faremo chiarezza su quanto accaduto e prenderemo seri provvedimenti". I SEQUESTRI - L'operazione è stata portata avanti interamente dalla Polizia Locale, nucleo Polizia Giudiziaria presso la Procura di Roma diretto dalla Dott.ssa Rosa Mileto e con personale proveniente da vari Gruppi territoriali, tutti coordinati dal Vicecomandante dottor Lorenzo Botta. Al suo completamento ha collaborato anche la Guardia di Finanza, competente per i controlli sui conti correnti bancari. I sequestri preventivi, eseguiti su disposizione del Gip Costantino De Robbio, sono scattati per 37 conti correnti, 17 quote azionarie e 53 proprietà immobiliari nel Lazio e in Toscana appartenenti a 6 persone, 4 uomini e 2 donne di nazionalità italiana, componenti dei Consigli di Amministrazione di quattro cooperative romane e diverse società, tutti indagati per truffa nei confronti della Regione Lazio, del Comune di Roma e di circa 76 persone con il concorso di un dirigente e di un funzionario di Roma Capitale, indagati per abuso d'ufficio. "Con il solo scopo preventivo di tutelare le vittime delle truffe" si legge nel comunicato stampa diffuso questa mattina dalla sezione della Polizia Giudiziaria della Polizia Locale, sono stati apposti i sigilli anche a tre edifici realizzati dalle cooperative nel Piano di Zona. In totale, 76 appartamenti per la gestione dei quali è stato nominato un Amministratore Giudiziario. Gli inquilini, quindi, potranno restare nei loro appartamenti.  LE INDAGINI -  Le indagini, particolarmente complesse, sono state coordinate dal Sostituto procuratore Della Repubblica Alberto Galanti hanno portato a scoprire una truffa perpetrata ai danni della Regione, del Comune di Roma e di circa 76 soci di 3 cooperative edilizie del piano di zona inerenti il progetto '20 mila alloggi in locazione'. LE DENUNCE - Le indagini sono state avviate in seguito a una serie di esposti e denunce. Figurano l'esposto avanzato dal consigliere regionale di Fratelli d'Italia Fabrizio Santori relativo alle mancate opere di urbanizzazione e quello dalla deputata del Movimento cinque stelle Roberta Lombardi relativo però alle responsabilità del mancato controllo da parte dei funzionari comunali. A chiedere l'intervento della Procura, anche una trentina di inquilini che avanzarono una denuncia con l'aiuto dell'avvocato Vincenzo Perticaro, che da anni segue le vicende dei piani di zona della Capitale. Altra denuncia era partita dal sindacato Asia Usb, anch'esso concentrato da tempo sulle irregolarità emerse in merito all'edilizia convenzionata romana.  LA TRUFFA - Si legge nella nota della Polizia Locale: "I Consigli di Amministrazione delle tre cooperative, formati sempre dagli stessi indagati, beneficiavano di finanziamenti e concessioni di enti pubblici, vincolati alla costruzione di appartamenti da dare in locazione a  condizioni di favore per soggetti meno abbienti, con l’obbligo, però, di non alienarli singolarmente. Al fine di raggirare la normativa i titolari delle società cooperative hanno alienato gli interi corpi di fabbrica ad una quarta società cooperativa, formata in buona parte sempre dagli stessi indagati, consentendo a quest’ultima di procedere alla vendita dei singoli appartamenti, con un vantaggio economico di gran lunga superiore rispetto a quello che avrebbero realizzati con le locazioni “calmierate”. 'PREZZO RADDOPPIATO' - Come spiega la Polizia locale in una nota, "i consigli di amministrazione delle tre cooperative, formati sempre dagli stessi indagati, assegnatarie di circa 3.509.061 euro dalla regione per la locazione degli alloggi costruiti e del terreno comunale creavano una quarta cooperativa, nella quale facevano confluire contemporaneamente tutti i soci delle altre tre cooperative al fine di poter giustificare il prezzo di cessione, cioè la vendita degli appartamenti ai soci costruttori ad un prezzo raddoppiato (pari a 13.624.940 euro) invece di fargli pagare il solo costo totale di nuova edificazione (7.896.424, 69 euro) che gli indagati avevano dichiarato alla Regione al fine di poter fruire del finanziamento pubblico e di assegnare poi gli alloggi in locazione o ai soci, se aventi diritto, o a terzi". FINANZIAMENTI 'SCOMPARSI' - In sintesi, il finanziamento di circa tre milioni e mezzo indirizzato alle cooperative "doveva essere utilizzato per abbassare i costi totali della nuova edificazione" che ammontano a quasi 7 milioni e 900 mila euro. Con una semplice sottrazione, le costruzioni sarebbero dovute costare, ricostruiscono gli inquirenti, circa 4 milioni e 300 mila euro. E' il senso del meccanismo che sta alla base dell'edilizia convenzionata: Regione e Comune forniscono finanziamenti e terreni in modo che gli appartamenti possano essere venduti o affittati a prezzi inferiori a quelli di mercato, in base a convenzioni stipulate con il Comune. Il finanziamento però, continua la nota, "non è stato detratto ai soci, i quali si sono ritrovati a dover versare, oltre a ingenti somme in contanti (la cui esatta cifra non è stata ancora quantificata anche se la stima presunta si aggira attorno ai 2 milioni di euro, ndr) anche un ulteriore mutuo da 9.750.000 euro alle banche, superiore al costo totale di nuova edificazione dichiarato dalla Regione".  DIRIGENTE E FUNZIONARIO 'IN CONCORSO' - Secondo gli inquirenti "tutto questo si è potuto realizzare in concorso con la responsabilità del dirigente e del funzionario del Comune di Roma della UO Edilizia sociale del Dipartimento Programmazione Attuazione Urbanistica, che abusando del loro potere, in violazione dell'art.11 del Disciplinare della Convenzione, facevano 'passare', dandone il via libera, i prezzi di cessione accontentandosi della semplice dichiarazione dei Consigli di Amministrazione, mentre era necessario che i prezzi di cessione fossero approvati e deliberati dai soci delle cooperative". I soldi, spiegano infine, "venivano poi fatti girare e sparire dalle casse delle cooperative, con la motivazione di ulteriori prestazioni di servizi, all'interno di società e consorzi sempre intestati agli stessi indagati in una sorta di scatola cinese".  "FARE CHIAREZZA"  - "In corso sequestro preventivo disposto dalla Procura di Roma nel Piano di Zona Monte Stallonara in via Decimomammu a seguito delle denunce mie e degli inquilini attraverso Asia USB e l'avvocato Vincenzo Perticaro" scrive su Facebook la deputata del Movimento cinque stelle in una nota. "Adesso la Regione Lazio e il Comune di Roma devono intervenire a fare chiarezza sull'intera questione dei Piani di Zona" conclude la deputata. "Tutto questo accade perché c'è un'evidente inerzia del Comune di Roma e della Regione sulla vicenda dei piani di zona" denuncia l'avvocato Vincenzo Perticaro. "Se avessero vigilato, la magistratura non avrebbe avuto bisogno di intervenire con un sequestro. Chi doveva vigilare non ha vigilato". Anche il sindacato Asia Usb punta il dito contro le istituzioni: "Sia il Comune sia la Regione continuano nel loro silenzio assenso coprendo, di fatto, questa grande truffa ai danni della città". BERDINI: 'NON SUCCEDERA' PIU''- "Stiamo riportando la legalità dove finora è mancata. Non vogliamo esistano più zone d’ombra dove corruzione e malaffare trovano terreno fertile per diffondersi. Grazie ad un esposto presentato dal Movimento 5 Stelle e al prezioso lavoro della magistratura, della Polizia Locale e della Guardia di Finanza si fa luce sulla vicenda controversa del progetto del piano di zona B50 Monte Stallonara" continua l'assessore. "In pratica i dipendenti comunali, abusando del loro potere, davano il via libera ai prezzi di concessione accontentandosi della semplice dichiarazione dei Consigli di amministrazione mentre invece era necessario che i prezzi di cessione fossero approvati e deliberati dai soci delle cooperative. I soldi poi venivano fatti sparire nelle casse delle cooperative in una sorta di scatola cinese” spiega. “L’aumento del prezzo massimo di cessione doveva essere concordato con Regione e Comune. E così non è stato: c’è stata una mancanza di vigilanza da parte degli uffici pubblici. Con noi questo non succederà più” conclude Berdini. LOMBARDI - "Nei tanti esposti che ho presentato in questi anni sui più critici tra i 102 piani di zona attualmente presenti a Roma segnalavo le responsabilità di molti funzionari e dirigenti comunali e regionali nel mancato controllo sull'utilizzo dei soldi pubblici" spiega la deputata Roberta Lombardi. "I piani di zona sono strumenti di attuazione urbanistica dei piani di edilizia residenziale pubblica, ovvero il mezzo attraverso cui lo Stato si preoccupa di garantire un tetto anche a quelle famiglie economicamente più fragili che non possono permettersi una casa sul libero mercato. Ci sono tante persone in questi immobili, tante famiglie sotto ingiusto sfratto che aspettano qualcuno che faccia giustizia sulla truffa perpetrata alle loro spalle. Perchè in tutti questi anni i costruttori privati che hanno costruito con soldi pubblici su terreni comunali impegnandosi a realizzare opere di urbanizzazione primaria in molti casi inesistenti hanno lucrato sulle spalle della povera gente nell'assoluta inerzia, quando non complicità, della Regione Lazio e di chi in passato ha amministrato il Comune di Roma. Oggi la Procura è intervenuta iniziando a tutelare queste famiglie e iniziando a richiamare alle proprie responsabilità chi non ha voluto seguire la legge".  SANTORI - Si dice soddisfatto il consigliere regionale del Lazio di Fratelli d'Italia Fabrizio Santori autore di una delle denunce che hanno fatto scattare le indagini: "Nel corso degli anni ci siamo impegnati con enormi sacrifici per sostenere le battaglie di persone comuni che vedevano infrangersi il sogno di una casa a costi contenuti e sostenibili. Oggi finalmente viene resa loro giustizia. Siamo convinti che il percorso di rinascita dei Piani di zona possa ripartire dalle disposizioni odierne, alla luce del fatto che in tutta Roma ci sono almeno sette altre situazioni simili sotto indagine. Roma Capitale e la Regione Lazio devono impegnarsi a tenere sotto osservazione queste realtà, verificando lo sviluppo di piani di urbanizzazione primaria a tutela dei romani e di un territorio su cui si è speculato in maniera ignobile in passato solo per fare profittoe Stallonara, sequestrato "per truffa" il piano di zona. Indagati anche due funzionari del Comun, a volte truffando ignari cittadini come accaduto a Monte Stallonara”. “ Potrebbe interessarti: www.romatoday.it/politica/monte-stallonara-piano-di-zona-sequestro.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809 “ Potrebbe interessarti: www.romatoday.it/politica/monte-stallonara-piano-di-zona-sequestro.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809 “ Potrebbe interessarti: www.romatoday.it/politica/monte-stallonara-piano-di-zona-sequestro.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809 Monte Stallonara, sequestrato "per truffa" il piano di zona. Indagati anche due funzionari del Comune „“ Potrebbe interessarti: www.romatoday.it/politica/monte-stallonara-piano-di-zona-sequestro.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809

CASA, P.D.Z. CASTELVERDE: LA POLIZIA INTERVIENE E LIBERA QUATTRO ALLOGGI REGOLARMENTE PAGATI DAGLI INQUILINI. SMENTITO L'ASSESSORE BERDINI CHE AVEVA ANNUNCIATO LA REVOCA DELLE CONCESSIONI.

Roma -

COMUNICATO STAMPA AS.I.A./USB: A ROMA ANCORA DETTANO LEGGE GLI INTERESSI DELLA SPECULAZIONE E DELLE BANCHE! Roma - mercoledì 11 gennaio 2017 Due blindati della Polizia insieme all'Ufficiale Giudiziario sono intervenuti questa mattina all'alba nel Piano di Zona Castelverde sigillando quattro appartamenti di cittadini che hanno acquistato gli alloggi al prezzo stabilito dalla legge per i piani di edilizia agevolata. Questo fatto grave smentisce clamorosamente le affermazioni dell'assessore Berdini che aveva annunciato pubblicamente l'avvenuta revoca delle concessioni, come previsto dalla convenzione firmata dal Comune di Roma, lasciando credere a tutti gli inquilini che l'amministrazione pubblica finalmente aveva optato per il ripristino della legalità. Le 27 famiglie sono ricadute improvvisamente nel vortice dell'insicurezza e dell'incertezza, anche in vista del prossimo avvicinarsi della data del 24 gennaio, giorno in cui verranno messi di nuovo all'asta gli alloggi. Sulla pagina Facebook di Asia Usb si può ascoltare la drammatica storia di Vincenzo truffato dai costruttori e abbandonato dalle istituzioni, è la storia di tantissimi abitanti degli oltre 110 piani di zona che a vario titolo sono stati raggirati a Roma e nel Lazio. Link: https://www.facebook.com/FederazionedelSociale/videos/1793622197568554/ L'ASIA-USB prende atto che nella nostra città, nonostante le promesse fatte in campagna elettorale dal Sindaco Raggi di discontinuità con il vecchio sistema, le numerose inchieste giornalistiche e televisive, l'inchiesta della magistratura, ancora la fanno da padrone gli interessi degli speculatori e delle banche. Il problema della casa viene affrontato non con l'affermazione del diritto e con l'applicazione della legge, ma ancora una volta solo con sgomberi e sfratti. L'AS.I.A.-USB, pur continuando la mobilitazione per ristabilire la certezza del diritto alla casa, presenterà insieme agli inquilini dei piani di zona, tramite l'avv. Perticaro, ancora una denuncia nei confronti dei responsabili del Comune di Roma che hanno omesso e continuano ad omettere l’applicazione della legge. Per ASIA-USB Angelo Fascetti

PDZ ROMA. GIUNTA RAGGI: AFFRANCAZIONE SI, RIPRISTINO DELLA LEGALITA' E BLOCCO DEGLI SFRATTI NO!

Roma -

Sono mesi che al Comune di Roma dicono di conoscere il problema degli sfratti dei Piani di zona, non solo dopo le rassicurazioni dell’assessore Berdini declamate anche in Tv, quelle della Commissione Urbanistica sulla task force e, per non finire, quelle del capo gruppo del Comune Paolo Ferrara; ma nonostante tutto questo l’unico documento prodotto dalla Giunta del Comune di Roma, in riferimento ai piani di Zona, è la nuova delibera sulle affrancazioni relativamente ai criteri di priorità. (collegati a questo link per vedere la delibera: www.urbanistica.comune.roma.it/_/de_/dgc-108-2016.pdf ). Ebbene, la giunta comunale non trova il tempo o “le priorità” per tutelare gli inquilini, che subiscono quasi giornalmente esecuzioni di sfratti ingiusti, però trova il tempo di attivarsi per stabilire i criteri per accelerare le affrancazioni dopo aver già redatto e pubblicato la delibera n. 13 del 5 agosto 2016. Nella recente delibera natalizia del 12 dicembre 2016 (dopo quella estiva del 5 agosto), tipica tecnica utilizzata solitamente dai vecchi partiti che decidevano cose importanti nei periodi festivi o feriali, vengono stabiliti i criteri di priorità: “….viene stabilito che, di norma, l’istruttoria delle istanze presentate seguirà l’ordine di protocollazione; tuttavia sarà data priorità alle istanze, complete della documentazione, che riportino la richiesta di trattazione d’urgenza per motivazioni quali: prossima compravendita (a tal fine veniva richiesto di allegare il contratto preliminare di vendita registrato e trascritto in data anteriore alla deliberazione del C.S. n. 33/2015) e divisione ereditaria (comprovata da idonea documentazione da allegarsi alla richiesta)”. E’ chiaro il problema cardine della Giunta, è quello di non fermare i rogiti, anzi, a chi ha una compravendita o un preliminare viene data priorità per l’affrancazione. Con la delibera si ottiene un triplice risultato: si omettono le verifiche sulle convenzioni e quindi le responsabilità del Comune, si incassano delle somme; ed infine si sana cosi ogni illecito dei costruttori. Tutto questo viene fatto il 12 dicembre 2016, 4 giorni prima dell’arresto di Marra, che avviene il 16 dicembre 2016. Il giorno della delibera erano presenti: la Sindaca, il Vice Sindaco Frongia e gli Assessori Bergamo, Marzano, Meleo, Meloni e Muraro. E' singolare l'assenza dell'assessore all'Urbanistica Berdini, che doveva esprimere per competenza una sua posizione in materia. Perché questa assenza? E' lecito chiedersi, a fronte del problema delle affrancazioni, se non fosse più urgente che la Giunta, il Consiglio comunale e le rispettive Commissioni si preoccupassero di rispettare gli impegni presi in campagna elettorale per: a) bloccare gli sfratti degli inquilini che per anni hanno pagato somme superiori a quelle previste dalla legge e sono stati cacciati dalla propria casa? Vedi i coniugi Ridolfi; b) fermare definitivamente le esecuzioni di sfratti o di vendite all’asta fatte in spregio alla normativa prevista? vedi Castelverde con sfratto previsto per mercoledì 11 gennaio 2017; c) tutelare quegli occupanti senza titolo, definiti tali a causa dell’inerzia del Comune sebbene avessero pagato la casa anni fa? Vedi Tor vergata con sfratto previsto il 23 gennaio 2017. Perché l'amministrazione comunale, in tutto questo, ha preferito dare priorità alle affrancazioni e non mantenere gli impegni presi con gli abitanti dei piani di zona per il ripristino della legalità? Prima di deliberare le affrancazioni qualcuno della giunta si è mai preoccupato di verificare il rispetto delle convenzioni, dei pagamenti degli oneri concessori, delle verifiche della regolarità delle fideiussioni, delle sanzioni o della verifica sulle vendita degli immobili? Come si può liberare da vincoli un immobile di ERP senza aver verificato quanto previsto dalle convenzioni, disciplinari e atti d’obbligo? Facendo un condono che tutela i responsabili del comune da responsabilità pregresse? Tale comportamento, oltre ad essere un abuso, potrebbe configurarsi anche come danno erariale… A pagare saranno sempre i cittadini, già truffati!

Asia-Usb Livorno sotto attacco.

Livorno -

Il comunicato del sindacato degli inquilini di Livorno dopo l'ennesimo atto repressivo Negli ultimi mesi il sindacato Asia-Usb si è reso protagonista di diverse iniziative di denuncia e di lotta nella nostra città. La contestazione all’ex premier Renzi  (costretto a svolgere il suo comizio dentro un capannone in periferia) che ha visto la partecipazione di centinaia di giovani, lavoratori e famiglie.  La manifestazione davanti alla sede del PD il giorno successivo al referendum costituzionale per ribadire le ragioni del NO sociale e contro il Job Act e i voucher. Il presidio di denuncia davanti al palazzo del picchetto in piazza Guerrazzi, una struttura all’interno della quale viene chiesto sistematicamente il “pizzo” da parte di alcuni occupanti. Da ultima l’occupazione simbolica di uno stabile in piazza Cavallotti di proprietà di una società legata alla famiglie dell’ex premier, società per cui i PM Fiorentini hanno chiesto il fallimento a seguito di numerose segnalazioni della Guarda di Finanza.  Proteste forti e determinate ma sempre pacifiche. Queste iniziative non devono essere piaciute a qualcuno infatti proprio stamattina, martedì 27 dicembre,  13 appartenenti al sindacato inquilini Asia-Usb sono stati convocati in questura per ritirare alcune notifiche. In sette pagine di ordinanza del GIP Antonio dal Forno viene descritto il nostro sindacato come una vera e propria  “associazione a delinquere” dedita alla gestione delle occupazioni. Niente di più falso. Il nostro sindacato sostiene, come è normale che sia, famiglie che si rivolgono ai nostri sportelli aiutandole a trovare delle soluzioni attraverso  vari canali, utilizzando anche la consulenza di alcuni avvocati.  Solo una parte, quando purtroppo non ha  alternative, decide autonomamente di intraprendere un percorso di occupazione abitativa dandosi delle regole di normale convivenza, partecipazione  e solidarietà tra gli inquilini occupanti. Anche in questo caso Asia continua a sostenerli  sindacalmente nelle loro legittime richieste. A torto o ragione molti di essi hanno ottenuto per fortuna una casa popolare. Nello specifico, ma è ovviamente solo un subdolo pretesto, i  13 iscritti ( che guarda caso risultano essere i più attivi politicamente) vengono accusati di aver minacciato un occupante per costringerlo ad abbandonare una struttura. Un’indagine a tempo record, svolta dalla Digos Livornese, che ha portato ad una ordinanza di applicazione di misura cautelare  di “divieto di avvicinamento” alla struttura medesima per tutti i componenti oltre che ad una denuncia penale per alcuni “fantasiosi” reati.  Un attacco gravissimo che arriva proprio in questi giorni quando il nostro sindacato è impegnato su molti fronti. Per il 14 gennaio è prevista una manifestazione in piazza Cavallotti contro le politiche dell’attuale governo in tema di lavoro e emergenza abitativa. Un attacco da cui sapremo difenderci in tutte le sedi. Che dire? Non ci siamo dimenticati le gravi dichiarazioni di un ispettore della Digos che neanche un mese fa chiese ad un inquilino di una occupazione  “di informarsi se esistevano delle famiglie che avevano avuto problemi con il sindacato e di portarle in Questura da lui”.  Non ci dimentichiamo che il nostro sindacato è stato l’unico ad avere il coraggio di denunciare il “racket” tra gli abitanti del palazzo del Picchetto quando la solerte Digos locale monitorava da tempo quella struttura senza mai intervenire.  La nostra attività politica e sindacale si è sempre svolta alla luce del sole e non abbiamo certo paura di rivendicare le nostre pratiche, anche e soprattutto quelle più determinate.  E’ più illegale mandare per strada una famiglia con dei minori in pieno inverno dopo averle venduta la casa all’asta,  oppure organizzare un picchetto per difenderla? E’ più illegale lasciare interi immobili all’abbandono e al degrado oppure sostenere delle famiglie in difficoltà che decidono di occuparli? Sindacato Inquilini Asia-Usb 27 dicembre 2016

GLI INQUILINI DELLE CASE POPOLARI ASSEDIANO L’ASSESSORATO AL PATRIMONIO DI ROMA CAPITALE

Roma -

Forte iniziativa questa mattina degli inquilini delle case popolari di Roma contro l’assurda gestione delle case popolari che mira a criminalizzare gli abitanti delle periferie e a coprire l’incapacità di mettere a frutto questo importante patrimonio abitativo. E’ diventata ormai consuetudine non controllare il patrimonio, non riassegnare le case vuote, inviare periodicamente richieste di migliaia di euro di arretrati non giustificati, sfrattare le famiglie senza titolo ignorando il contesto in cui è nato questo fenomeno, revocare assegnazioni a famiglie che sono nelle graduatorie ignare e vittime di Dirigenti poco trasparenti. Il tutto per distruggere e non valorizzare questo importante patrimonio pubblico, dando la percezione che alcuni dirigenti del dipartimento del patrimonio di Roma Capitale sono più impegnati a fare una guerra contro i poveri che a contribuire a risolvere il problema della casa nella nostra città. E’ una modalità che abbiamo visto messa in atto in questi ultimi lustri, da personaggi che hanno attraversato le varie amministrazioni di centro destra e centro sinistra, da avventurieri coscienti che trovano più facile consenso quando si alimentano le guerre tra poveri, dimenticandosi che sono ben pagati per trovare soluzioni ai problemi della città. Nel corso della manifestazione è stata ricevuta una delegazione dall’assessore al Patrimonio Mazzillo al quale è stato chiesto il blocco delle lettere di richiesta degli arretrati inviate dalla Prelios e la fine della gestione privatistica del patrimonio del Comune di Roma; il blocco degli sfratti; il blocco delle lettere di decadenza dei 250 inquilini assegnatari da anni e minacciati di essere rimessi per strada; la nomina dell’assessore alla casa, l’impegno a convocare un tavolo a gennaio. Su tutti questi punti c’è stata una risposta positiva da parte dell’Assessore al Patrimonio. L’ASIA-USB ritiene quello di oggi un passo importante, aspettiamo di verificare concretamente questi impegni e continuerà la battaglia a difesa dell’edilizia pubblica.

GIÙ LE MANI DALLE CASE POPOLARI! TANTI ABITANTI DELLE CASE POPOLARI DI BOLOGNA ALL'ASSEMBLEA DELL'ASIA-USB

Bologna -

In data 10 dicembre a Bologna si è tenuta un’assemblea di grande importanza, organizzata da Asia-USB sul tema della riforma regionale ERP che dovrebbe entrare in vigore dal 1 gennaio 2017. Questa legge, scritta e fortemente voluta dal PD regionale, prevede tre novità catastrofiche: - sbarramento all’accesso: può fare domanda di casa popolare solo chi ha 3 anni di residenza o contratto di lavoro continuativo in regione. Questo provvedimento nasce per penalizzare i migranti, ma ha effetto anche sui molti lavoratori in mobilità, che arrivano da altre regioni, e non possono nemmeno fare domanda prima di tre anni. - aumento dei canoni: nel calcolo degli affitti avrà maggiore peso il valore e le caratteristiche dell’immobile, con inevitabili aumenti dei canoni e possibili incongruenze tra questi e la situazione reddituale del nucleo assegnatario. - “turn-over”: si abbassa il limite di ISEE annuo per la permanenza del nucleo nell’alloggio, da 34.308€ a 24.016€. Per chi supera tale limite sarà avviata la procedura di sfratto. Questo in particolare è l’aspetto più preoccupante della legge, non solo perché sancirà centinaia di sfratti, ma perché di fatto snatura la funzione stessa delle case popolari. Questi alloggi sono patrimonio pubblico, che i lavoratori hanno pagato per generazioni attraverso le tasse destinate alla cassa Gescal, e non possono essere equiparati alle strutture di emergenza, con un continuo ricambio come vorrebbe l’assessore regionale Gualmini. Inoltre, viene difficile credere che gli alloggi svuotati tramite questa legge saranno tutti riassegnati, visto che l’orientamento del governo nazionale è quello di estinguere o privatizzare tutti i servizi di welfare pubblico, compresa la vendita del patrimonio abitativo pubblico a privati. L’assemblea, alla quale hanno partecipato anche altre realtà cittadine come l’ass. Sind. Pugno Chiuso, Rifondazione e alcuni membri del Movimento 5 Stelle, è stata animata da numerosi interventi da parte dei moltissimi inquilini presenti. E’ stata forte la presa di coscienza collettiva dell’importanza oggi di difendere il patrimonio pubblico e, anzi, lottare per ampliarlo, in modo che il diritto di tutti a un alloggio a prezzo equo sia rispettato. Così come forte è stata l’indignazione espressa, il senso di tradimento percepito dai cittadini nell’apprendere che una legge che ha conseguenze così pesanti è stata approvata senza alcun confronto con le parti sociali in causa, con gli assegnatari stessi. L’assemblea ha quindi deciso una prima data di mobilitazione, per far ritirare da subito questa legge e discutere, con la presenza di un comitato di controllo popolare composto dagli inquilini stessi, una vera riforma del patrimonio abitativo pubblico, che punti all’ampliamento con politiche attive invece che all’annullamento, a partire dall’utilizzo immediato degli stabili sfitti. Il NO al referendum ha messo in difficoltà il PD, autore della legge, che ha già posticipato di 6 mesi l’applicazione dei nuovi canoni, dunque il 20 dicembre, alle ore 15.30, giorno in cui l’Assemblea Regionale dovrebbe approvare il bilancio, saremo insieme all’inquilinato in presidio sotto la sede della Regione, per il ritiro di questa legge e per dire forte e chiaro che non si può approvare un bilancio che non preveda lo stanziamento fisso di fondi pubblici per l’ampliamento del patrimonio ERP! Asia-USB Bologna

AS.I.A/USB, SFRATTI PIANI DI ZONA VERGOGNA SENZA FINE. ANCHE L’ON. ROBERTA LOMBARDI AL PRESIDIO CONTRO SFRATTO DI MADRE DISOCCUPATA

Roma -

CASA ROMA: RINVIATO A GENNAIO LO SFRATTO DI ROBERTA MAGGI  È stato lo stesso Ufficiale Giudiziario a rendere noto il rinvio a gennaio 2017 dello sfratto di Roberta Maggi, disoccupata e madre di due minori, di cui uno disabile, residente in via Fillia 27 (Piano di Zona Longoni). La comunicazione è giunta all’avvocato Vincenzo Perticaro, legale della signora Maggi, dopo che questa mattina un presidio anti sfratto degli inquilini resistenti, organizzati con l’AS.I.A./USB, si era radunato in difesa della signora e della sua famiglia. Determinante la presenza della deputata Roberta Lombardi (M5S), che ha stabilito la sua residenza Parlamentare presso la signora Maggi e con lei è rimasta tutta la mattina. In merito all’intervento dell’assessore all’Urbanistica, il quale ha assunto l’impegno alla revoca delle convenzioni, come previsto dalla legge, Lombardi ha riscontrato che si sta imboccando la strada giusta per l’attuazione del programma M5S per Roma Capitale. L’AS.I.A./USB chiede con forza la fine di tutti gli sfratti ed il ripristino della legalità per tutti i Piani di Zona. COMUNICATO STAMPA CASA ROMA: AS.I.A/USB E ON. LOMBARDI ATTENDONO CON MADRE DISOCCUPATA ARRIVO DELL’UFFICIALE GIUDIZIARIO Intanto in via Fillia prosegue presidio anti sfratto degli inquilini resistenti  Stanno attendendo in casa, insieme alla signora Roberta Maggi, l’arrivo dell’Ufficiale Giudiziario che questa mattina a Roma giungerà per sfrattare la donna, disoccupata e madre di due minori di cui uno disabile, dall’appartamento in via Fillia 27: in questo modo l’AS.I.A./USB, l’On. Roberta Lombardi (M5S) e gli inquilini resistenti intendono opporsi alla ennesima ingiustizia che si sta consumando ai danni di una abitante del Piani di Zona.  Per ora la presenza della deputata M5S, che nel luglio del 2015 stabilì presso l’appartamento della Maggi la sua residenza parlamentare, ha dissuaso dall’utilizzo delle forze dell’ordine.  Intanto in strada prosegue il presidio anti sfratto degli abitanti dei PdZ, iniziato già dalle 8.30 del mattino. (foto in allegato)  Nonostante la forte iniziativa della parlamentare, le ripetute opposizioni presentate dall’avvocato Vincenzo Perticaro e l’indagine in corso da parte della magistratura penale sulla società costruttrice Sette Costruzioni S.p.A. per i reati di truffa, corruzione e concussione, il giudice civile ha confermato l’esecuzione dello sfratto per Roberta Maggi e la sua famiglia.Roma, 7 dicembre 2016 Comunicato stampa del 9 dicembre 2016CASA ROMA: AS.I.A/USB, SFRATTI PIANI DI ZONA VERGOGNA SENZA FINE Domani anche l’on. Roberta Lombardi al presidio contro sfratto di madre disoccupata Domani a Roma, in via Fillia 27 (Piano di Zona Longoni), l’AS.I.A./USB sarà in presidio dalle ore 8.30 contro lo sfratto di Roberta Maggi, disoccupata e madre di due minori, di cui uno con problemi di handicap. Al presidio sarà presente anche l’onorevole Roberta Lombardi, che nel luglio 2015 aveva stabilito la sua residenza parlamentare presso l’abitazione della signora Maggi. Nonostante la forte iniziativa della deputata M5S, le ripetute opposizioni presentate dall’avvocato Vincenzo Perticaro, da subito in prima linea nella difesa legale degli abitanti dei piani di Zona; nonostante l’indagine in corso da parte della magistratura penale sulla società costruttrice Sette Costruzioni S.p.A. per i reati di truffa, corruzione e concussione, il giudice civile ha confermato l’esecuzione dello sfratto per Roberta Maggi e la sua famiglia. Gli immobili dei Piani di Zona sono stati realizzati per essere assegnati a famiglie in emergenza abitativa, su terreno del Comune di Roma e con il contributo di finanziamenti pubblici. Ma gli inquilini o gli acquirenti subiscono sfratti per morosità dopo aver pagato per anni dei canoni di locazione o prezzi di vendita molto più alti di quelli del libero mercato, talvolta per alloggi senza abitabilità, senza servizi e senza allaccio in fogna. L’AS.I.A./USB, di fronte a questa vergognosa ingiustizia che sembra non aver fine, sarà ancora una volta al fianco degli abitanti dei Piani di Zona. L’AS.I.A/USB chiede che la Giunta intervenga con atti concreti e definitivi per bloccare gli sfratti nei Piani di Zona e per il ripristino della legalità. L’AS.I.A/USB  ricorda infine che il 1° settembre scorso il Consiglio di Roma Capitale ha approvato all’unanimità una mozione che prevede l’avvio dei controlli sulle modalità di realizzazione dei PdZ e l’applicazione delle sanzioni di legge e che l’assessore all’Urbanistica aveva assunto l’impegno alla revoca delle convenzioni, come previsto dalla legge.   Roma, 6 dicembre 2016     Ufficio Stampa USB Rossella Lamina