Reggio Calabria. Presidio a oltranza contro lo stallo delle politiche sulla casa.

Reggio Calabria -

Lunedì 18 dicembre dalle 9.30 presidieremo Palazzo San Giorgio fino a quando il Comune non fornirà tutte le risposte necessarie per garantire l’assegnazione degli alloggi alle famiglie che si accingono a trascorrere un altro Natale senza una casa.   Dopo dieci mesi dall'approvazione in Consiglio comunale della delibera n. 3 del febbraio scorso, in tema di alloggi popolari, l'amministrazione Falcomatà non ha raggiunto nessuno dei risultati sperati nè ha fornito le risposte attese. Le associazioni riunite nell'Osservatorio sul disagio abitativo-  COSMI, CSOA A. Cartella, CSC Nuvola Rossa, ASIA-USB Reggio Calabria , Società dei Territorialisti e Un Mondo Di Mondi - insieme al Movimento Reggio non Tace, alla Collettiva AutonoMia e ai cittadini coinvolti nella lotta per il diritto all'abitare, il prossimo 18 dicembre saranno a Piazza Italia per protestare contro l'inerzia politica-amministrativa che condanna le persone a vivere in condizioni di disagio abitativo ed esclusione sociale. Per mesi infatti sono state espresse le criticità del settore all’interno di Palazzo San Giorgio. Ma nulla si è smosso, nonostante la collaborazione delle associazioni che a più riprese hanno suggerito soluzioni programmatiche e operative da subito realizzabili. Nulla si sa degli esiti delle verifiche sui requisiti degli attuali assegnatari, condotte da Hermes (ex Re.ca.si) e in tre anni di Amministrazione sono stati assegnati solo tre alloggi ai primi tre vincitori del bando 2005. Dopo quattro mesi dalla revoca dell’Assessora alle politiche della casa, non si è provveduto ad una nuova nomina, evidenziando la marginalità di questo settore nel disegno amministrativo.  L'operazione di assegnazione dei 26 alloggi erp, avviata dall’ex dirigente Romano, non è stata portata a compimento e anche l'approvazione del regolamento sulle assegnazioni in deroga, secondo quanto previsto dall'art. 31 della legge regionale 32/96, procede a rilento, lasciando senza speranza i destinatari di sfratti esecutivi o coloro che vivono in condizioni di grave disagio abitativo. Nonostante le gravi condizioni strutturali in cui versa una buona parte del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, il Comune, pur avendo previsto nel bilancio di previsione 2017-2019 una posta di 1,3 milioni di euro per l’anno 2017, non ha ancora provveduto ad avviare gli interventi di manutenzione straordinaria degli alloggi popolari. Nulla si è mosso anche nella direzione delle acquisizioni di appartamenti dall'enorme patrimonio vuoto o inutilizzato esistente in città, anche a fronte di molte unità immediatamente abitabili, per evitare nuove costruzioni e implementare il patrimonio erp. Non è stata effettuata la verifica, prevista dalla delibera di Consiglio Comunale, sui beni confiscati da assegnare come alloggi popolari Nessuna novità sulla partecipazione del comune al Bando regionale Social Housing sul Fondo FESR che consente di aumentare l’offerta di alloggi finanziandone la ristrutturazione. L'unica buona notizia riguarda l'individuazione di fondi da parte dell'ex consigliera delegata Nancy Iachino per un progetto di ristrutturazione e assegnazione di beni confiscati ad uso abitativo. Ma non basta. Appuntamento quindi per il prossimo 18 dicembre. Invitiamo a partecipare a questo momento collettivo tutte le famiglie che hanno, veramente, diritto alla casa ma non hanno avuto assegnato un alloggio, quelle che vivono condizioni di disagio negli alloggi e tutti coloro che hanno a cuore il bene comune della città. L’azione di protesta andrà avanti fino a quando il Comune non fornirà tutte le risposte necessarie per garantire l’assegnazione degli alloggi alle famiglie che si accingono a trascorrere un altro Natale senza una casa.   Reggio Calabria, 15 dicembre 2017 Osservatorio sul disagio Abitativo ASIA-USB Reggio Calabria – Giuseppe Marra Comitato Solidarietà Migranti CSC Nuvola Rossa CSOA Angelina   Cartella Società dei Territorialisti/e Onlus Un Mondo Di Mondi Cristina Delfino -  Giacomo Marino Reggio Non Tace  - Avvocato Nicola Santostefano Collettiva AutonoMia

ROMA CINECITTA', GRAZIE ALLA MOBILITAZIONE RINVIATI GLI SFRATTI DEGLI INQUILINI ABITANTI IN VIA BIBULO DA OLTRE 40 ANNI.

Roma -

LA MANCATA APPLICAZIONE DA PARTE DELLA GIUNTA RAGGI DEL PIANO REGIONALE SULLA CASA STA ALIMENTANDO L'EMERGENZA ABITATIVA E FAVORISCE GLI SPECULATORI. CHI HA FERMATO L'ACQUISIZIONE AI PREZZI AL MQ PIU' BASSI DELL'EDILIZIA PUBBLICA DELL'IMMOBILE DI VIA BIBULO? CHI C'E' DIETRO LA SOC. MILANESE CHE HA PRESENTATO FUORI ASTA L'OFFERTA DI ACQUISTO DELL'IMMOBILE? VEDI VIDEO DEL PRESIDIO ANTISFRATTO: https://www.facebook.com/FederazionedelSociale/videos/1944077719189667/

ASIA-USB, NAPOLI: CAMPAGNA DI ADESIONE PER LA COSTRUZIONE DI UNO STRUMENTO DI DIFESA DEL DIRITTO ALLA CASA!

Napoli -

Giovedi 21 settembre a Soccavo (Napoli) riapre lo sportello "As.i.a. - USB" al CAP 80126 - Centro Autogestito Piperno di viale Adriano 60. Assieme allo sportello Movimento di Lotta - Disoccupati "7 Novembre" sono gli interventi principali su cui il #CAP, federato all'interno di Mutuo Soccorso Napoli, da mesi mira a far crescere la mobilitazione dei cittadini di #Soccavo e #Pianura su temi importanti come la casa e il lavoro. As.i.a. è uno strumento a disposizione per chi si trova o si troverà in situazioni di difficoltà per questioni legati al diritto all’abitare (sfratti, caro-affitti, caro-mutui, pignoramenti, morosità incolpevole, affitti concordati, affitti in nero, distacchi delle utenze, problemi con la gestione delle case popolari, modulistica, ecc.). Da questo mese di settembre ci saranno 2 importanti novità: Innanzitutto giovedi 21 settembre presenteremo la nuova tessera AS.I.A. 2017/2018. Essere tutelati, rappresentati e sostenuti in maniera quotidiana da una struttura associativa competente è un vantaggio sia per l'abitante, che potrà usufruire di consulenze a tariffe agevolate in materia sindacale, fiscale, legale ecc E dall'altra permette una piccola fonte di finanziamento alle nostre numerose attività che il CAP svolge quotidianamente sul territorio come Laboratorio di Mutuo Soccorso.

NAPOLI, ASIA-USB: IL COMUNE DI MARIGLIANO SI IMPEGNA A TROVARE SULUZIONI PER LE 19 FAMIGLIE IN EMERGENZA ABITATIVA.

Napoli -

Si è concluso positivamente l'incontro tenutosi al Comune di Marigliano circa l'emergenza abitativa delle 19 famiglie di via Mazzini. Grazie all'operato del sindacato Asia USB e della rete di mutuo soccorso Napoli l'amministrazione si è resa disponibile a trovare un immediata soluzione della problematica. Verrà convocato nei prossimi giorni un tavolo in prefettura alla presenza dello stesso Comune di Marigliano, della Città metropolitane di Napoli, dell'istituto autonomo case popolari, all'interno del quale si discuterà circa le soluzioni da adottare. Continueremo a vigilare affinché le promesse del sindaco Carpino vengano mantenute e che il diritto alla casa venga garantito per tutte e tutti.

RICONQUISTIAMO IL DIRITTO ALLA CASA: MARTEDI' 28 NOVEMBRE SIT-IN ALLA REGIONE LAZIO

Roma -

Fermiamo la speculazione sull'edilizia pubblica, per un affitto sociale per tutti e per dire no agli sfratti e agli sgomberi In questi ultimi mesi nella città di Roma è in corso un attacco senza precedenti ai settori sociali più deboli da parte della Giunta Raggi e dell’Ater di Roma: centinaia di famiglie che non riescono a pagare i canoni di mercato vengono sfrattate senza soluzioni alternative. Chi invece è stato costretto ad occupare a causa della mancanza della politica della casa viene sgomberato. L’assessore alla casa Castiglione e l’Ater hanno promesso di eseguire migliaia di sgomberi dalle case popolari di coloro che sono senza titolo o che superano i requisiti di reddito (pur avendo diritto all’edilizia agevolata). Dietro la campagna di criminalizzazione degli inquilini delle case popolari, abbiamo visto in realtà finire per strada anziani, disabili, famiglie senza reddito o precarie con i requisiti per l’ERP. La Regione Lazio, che ha la competenza delle politiche della casa, non è meno responsabile: la Giunta Zingaretti, sotto la pressione dei tanti comitati degli inquilini resistenti e dei movimenti, è stata più volte chiamata al confronto per avviare una nuova politica di tutela del diritto all’abitare. E’ stato richiesto a gran voce: di rendere operativo il piano regionale sull’emergenza casa (delibera n. 18/2014) che prevedeva l’utilizzo dei 250 milioni (fondi ex-Gescal), ad oggi ancora non spesi per Roma dove l’emergenza è più grave; di verificare le modalità di gestione dei piani di zona e le violazioni commesse dalle imprese e coop. costruttrici che hanno applicato per alloggi sociali canoni o prezzi di vendita ai valori di mercato; un piano di tutela degli inquilini degli enti previdenziali (Inps, Enasarco, Enpaia, Casse ragionieri-geometri-notariato-forense, ecc.) vittime di un attacco generalizzato con l’aumento insostenibile degli affitti o con le dismissioni speculative che colpiscono le famiglie con redditi bassi e gli anziani; un piano di gestione del patrimonio delle case popolari lasciato nel totale abbandono, il riconoscimento del diritto alla casa a chi ha i requisiti ed è senza titolo; l’approvazione di una norma che definisca il canone sociale, legato ai redditi familiari così come prevede la legge, per gli alloggi della Regione Lazio e dell’Ater non assoggettati all’E.R.P.; applicazione della norma (L. 199/2008) che tutela chi non può pagare il mutuo della casa. Abbiamo ripetutamente richiesto al Presidente Zingaretti un provvedimento di blocco degli sfratti e degli sgomberi, visto che la materia della casa è competenza delle regioni in base al titolo V della Costituzione. L’ASIA-USB denuncia l’irresponsabile comportamento della Regione Lazio che ignora la gravità dell’emergenza casa, che coinvolge sempre più ampi settori della società. Questo atteggiamento contribuisce ad ingigantire una delle più grandi emergenze sociali del nostro paese. L’ASIA-USB invita tutti gli inquilini a mobilitarsi sotto la sede del Consiglio regionale: MARTEDÌ 28 NOVEMBRE 2017 dalle ore 10,30 SIT-IN alla Regione Lazio in via della Pisana 1301. PER: - l’avvio del piano straordinario sull’emergenza casa e per il recupero del patrimonio esistente - porre fine alla truffa dei piani di zona - tutelare gli inquilini degli enti previdenziali da aumenti degli affitti e dismissioni speculative - difendere l’edilizia pubblica, per una sana gestione delle case popolari e per il riconoscimento del diritto alla casa ai senza titolo con i requisiti di legge - un canone sociale per gli alloggi pubblici non assoggettati all’E.R.P. - il blocco degli sfratti e degli sgomberi

ROMA: DICHIARAZIONE DI GUERRA AGLI INQUILINI DELLE CASE POPOLARI E AI SENZA TITOLO

Roma -

L’ATER E IL COMUNE DI ROMA INVIANO ASSURDE RICHIESTE DI ARRETRATI E VOGLIONO ESEGUIRE MIGLIAIA DI SFRATTI. In questi ultimi mesi nella città di Roma è in corso un attacco senza precedenti ai settori sociali più deboli da parte della Giunta Raggi e dell’Ater di Roma: stanno arrivando richieste assurde di somme di arretrati a centinaia di famiglie, mentre chi è stato costretto ad occupare un alloggio a causa della mancanza della politica della casa viene sfrattato. L’assessore alla casa del comune di Roma e l’Ater hanno promesso di eseguire migliaia di sgomberi dalle case popolari di coloro che sono senza titolo o che superano i requisiti di reddito (pur avendo diritto all’edilizia agevolata). Dietro la campagna di criminalizzazione degli inquilini delle case popolari, abbiamo visto in realtà finire per strada anziani, disabili, famiglie senza reddito o precarie con i requisiti per l’ERP. La Regione Lazio, responsabile della politica della casa, cosa fa? L’ASIA-USB invita tutti gli inquilini a mobilitarsi sotto la sede del Consiglio regionale: MARTEDÌ 28 NOVEMBRE 2017 dalle ore 10,30 SIT-IN alla Regione Lazio in via della Pisana 1301. PER: - l’avvio del piano straordinario sull’emergenza casa e per il recupero del patrimonio esistente - difendere l’edilizia pubblica, per una sana gestione delle case popolari e per il riconoscimento del diritto alla casa ai senza titolo con i requisiti di legge - un canone sociale per gli alloggi pubblici non assoggettati all’E.R.P. - il blocco degli sfratti e degli sgomberi #difendiamolecasepopolari

VIRGINIA RAGGI PREPARA LA CITTÀ DELL'ESCLUSIONE

Roma -

Il prossimo 1 dicembre si saprà chi si candida ad accogliere «anche in strutture prefabbricate» 100 famiglie che oggi vivono nelle occupazioni . Prove di trasmissione per i prossimi sgomberi. Roma via Curtatone. È un giorno di fine agosto: il 19. Numerosi nuclei familiari di richiedenti asilo vengono innaffiati a colpi d’idranti nella piazza sottostante l’edificio che da tempo occupano. Quello stesso giorno il vocabolario della sindaca Virginia Raggi si arricchisce di una parola: fragilità. Chiamata alle sue responsabilità la sindaca, indifferente a quello che accade, trasforma l’accoglienza dovuta a quelle famiglie in un problema di trasloco. Fa l’elenco delle fragilità da sistemare. Per ora bisogna rimuovere quei tanti corpi e quelle tante storie dalla parte centrale della città. Tutto deve essere essere gettato lontano da lì, dove sono sotto gli occhi di tutti. Soprattutto di chi su quel corpaccione di nove piani ha messo gli occhi e ora vuole metterci le mani. La sindaca sa come procedere. Così, come si fa con le cose da imballare, decide di non portarsi appresso quelle pesanti che in questo caso per lei sono gli uomini sia singoli che presenti all’interno dei nuclei familiari. Si serve di quella che chiama “fragilità” per cancellare, a riparo di una solidarietà pelosa che offre soluzioni impossibili d’accettare, l’esistenza di chi, in più anni vissuti abitando quelle stanze d’ufficio, ha tentato di ricostruire la propria vita che è fatta dei tanti atti quotidiani importanti. Tra tutti quello di mandare i propri figli nelle scuole vicine. I richiedenti asilo vanno separati. Anche intervenendo all’interno dei medesimi nuclei familiari. Come si fa per bicchieri e vetri. Da incartare accuratamente e tenere distanti anche se fanno parte dello stesso servizio. Solo che qui si tratta di persone in carne ed ossa e a essere separati sono gli uomini. Di questi molti sono padri. Per loro c’è la sola solita indicazione: la strada. La storia dello sgombero di via Curtatone, che segna una delle pagine più nere dell’abitare romano, è destinata ora a continuare. Le medesime procedure, le stesse disinvolte e feroci ipotesi di soluzione (sic!), si vogliono far diventare norma. Prendono la forma della determinazione dirigenziale, l’atto con cui funzionari comunali danno seguito a precisi indirizzi politici. Alla fine del mese di ottobre dal Campidoglio esce un capitolato speciale di riferimento per, mediante procedura di gara negoziata aperta a cooperative sociali, affidatari dei servizi di accoglienza, organizzazioni umanitarie «sperimentare forme di accoglienza preferibilmente diffusa nel territorio cittadino e nell’area Metropolitana per nuclei familiari che a seguito di eventi contingenti ed urgenti, in ragione delle proprie condizioni di fragilità, sono nell’impossibilità di rintracciare soluzioni alloggiative autonome». La sindaca Raggi risponde in questo modo alla decisione presa dal Ministero dell’Interno a ridosso delle operazioni militari, di non procedere a sgomberi senza garantire a chi viene cacciato una sistemazione. Lei lo fa preparando, con questa determina, il terreno per attuare quello che il ministro Minniti realmente esige: la liberazione degli spazi occupati nella città di Roma. Dal dicembre di quest’anno al novembre dell’anno prossimo programma una vera e propria imboscata alla città. Dice di voler superare l’esistenza dei campi rom e di voler tutelare persone in gravissima condizioni di fragilità. In realtà inaugura una nuova stagione urbanistica: trasformare le operazioni di sgombero in altrettante operazioni di mobilità territoriale. Non trova le case cercandole (requisendole?) nel molto dell’inutilizzato esistente. Non inizia da quelle caserme che aveva detto di voler aprire. Al posto di farlo sui mattoni decide di lavorare su quei corpi. Con questo provvedimento la giunta Raggi intende trasformare in migranti urbani disperdendoli nell’area della città metropolitana, chi oggi occupa una casa, chi vive nella discarica di campeggi tipo il River sulla Tiberina, chi è ancora murato nelle gabbie dei residence. In case come quelle che si vogliono raccattare a prezzo di mercato da chi le ha costruite e tenute sfitte o, questa è la nuova destinazione in, testuale, «moduli abitativi, anche prefabbricati». 100 posti in alloggi che case non sono. Non c’è bisogno questa volta di stare attenti all’imballaggio. Anzi il contrario. Importante è perseguire la rottura delle relazioni sociali e affettive che si creano in ogni comunità, in ogni occupazione. A partire dall’interrompere quelle che quegli abitanti hanno realizzato con le strutture dei quartieri in cui si sono trovati ad occupare immobili abbandonati. Chi vive da anni in case occupate ha costruito un progetto del suo abitare in quella città che lo ha tenuto ai margini, negandogli ogni diritto. È questo che si vuole interrompere: il fatto che quelle stanze, spesso neanche destinate a residenza, sono diventate case. Mandarli via, offrendogli un modulo abitativo, in un’area della città metropolitana, lontano da tutto quello che hanno costruito in termini di relazioni e di solidarietà ricevuta, significa distruggere questo progetto incistando una città, che ha un enorme patrimonio abitativo inutilizzato, ancora una volta di campi fatti di strutture temporanee. Per queste famiglie non c’è una casa. Questo dice il bando, ma l’accoglienza in strutture che, come previsto, offrano il cambio biancheria, il servizio lavanderia, le docce e gli armadietti. E naturalmente anche i prodotti per il trattamento antiparassitari così come recita il capitolato di gara alla voce: descrizione dell’intervento. Virginia Raggi non cerca case, ma sembra voler riprendere, come accade a Roma da almeno 25 anni, azioni per altro dagli alti costi “operativi”. Non vuole riconoscere che queste famiglie, queste persone che non sempre sono componenti di nuclei familiari, sono semplicemente povere. Lo sono perché hanno perso il lavoro o non lo hanno mai avuto, perché avevano una casa dalla quale sono stati sfrattati. Quale idea di città c’è dietro la richiesta di questi 100 posti per soggetti fragili? Davvero non hanno nulla da dire l’assessore all’urbanistica o quello alla casa? La costruzione della città affidata al Dipartimento delle Politiche sociali, immagina moduli disseminati in aree sempre più marginali, ghetti per i poveri, costruzioni delle quali non è possibile neppure definire la tipologia. Si definiscono temporanee. Si sa bene che staranno lì a lungo a definire l’idea della città dell’esclusione.

ROMA, GLI INQUILINI DELLE CASE POPOLARI INVADONO L'ASSESSORATO AL PATRIMONIO: STOP AGLI SFRATTI, PER UNA VERA GESTIONE DELLE CASE POPOLARI!

Roma -

IL DEGRADO, L'ABBANDONO E LA CATTIVA GESTIONE DEL PATRIMONIO PUBBLICO NON È COLPA DEGLI INQUILINI. ASIA-USB CHIEDE UN TAVOLO SULLA GESTIONE DELLE CASE. LA RABBIA DEGLI INQUILINI DELLE CASE POPOLARI DI ROMA CONTRO L'ABBANDONO DEI QUARTIERI, IL DEGRADO DELLE CASE, LA POLITICA DEGLI SFRATTI CHE COLPISCE ANZIANI, DISABILI, I SETTORI PIU' POVERI! Questa mattina 23 ottobre circa 400 abitanti delle case popolari, una parte dei quali considerati senza titolo, sostenuti da ASIA-USB, hanno occupato il dipartimento al patrimonio. Il perdurare degli sgomberi è la rappresentazione concreta della lotta ai poveri in questa città. Come ASIA-USB abbiamo sempre dichiarato l’urgenza di dare risposte politiche ad un tema che è sociale e non di ordine pubblico. Per questo insistiamo con la nostra rivendicazione di una verifica degli alloggi liberi e che ancora non sono stati assegnati. Non ha senso buttare in mezzo alla strada famiglie, disabili, anziani e lasciare molte case libere. Queste motivazioni sono quelle che abbiamo esposto al Vice-capo del Gabinetto del sindaco, il quale dopo un colloquio telefonico con l’assessore Castiglione, ci ha confermato l’incontro per l’8 novembre. La precarietà quotidiana, il degrado delle periferie, l’abbandono della gestione della cosa pubblica, i continui sfratti ingiustificati, oggi hanno generato una risposta rabbiosa che è sfociata in momenti di tensione, rendendo palese il clima che si sta alimentando nella nostra città. Siamo dispiaciuti ed esprimiamo solidarietà per l’incidente accorso ad un dipendente del comune che nella concitazione del momento è rimasto lievemente contuso. Ma ribadiamo la nostra volontà di continuare un percorso che porti alla legittimazione di chi ha il problema dell’emergenza abitativa, consapevoli che la Regione Lazio è il soggetto deputato alla soluzione definitiva. ASIA-USB di Roma

ROMA, GLI INQUILINI DEL PDZ SPINACETO 2 INVADONO L'ASSESSORATO ALL'URBANISTICA: REVOCARE LA CONCESSIONE, BLOCCARE GLI SFRATTI!

Roma -

ROMA PDZ SPINACETO 2 L'ASSESSORE MONTUORI RICEVE LA DELEGAZIONE DEGLI INQUILINI E COMUNICA L'AVVIO DELLA PROCEDURA DI REVOCA DELLA CONCESSIONE PER LA SOC. VESTA (MA ANCHE PER GLI ALTRI PDZ DOVE LE SOC. O COOP SONO IN FALLIMENTO) E L'AVVIO DI UN TAVOLO, CON LA PARTECIPAZIONE CONGIUNTA DELLA COMMISSIONE D'INCHIESTA, PER PROSEGUIRE NELL'ANALISI DELLE PROBLEMATICHE DELL'INTERO PDZ DI SPINACETO 2. Questa mattina una folta delegazione di inquilini del piano di edilizia agevolata si è autoconvocata presso gli uffici dell'Assessore all'Urbanistica dopo aver chiesto più volte un incontro urgente (fino ad oggi mai accordato), usando i regolari canali e inviando note, anche in vista della situazione ormai insostenibile e l'avvio da parte del Curatore fallimentare di numerose procedure di sfratto. L'incontro è stato proficuo, a dimostrazione dell'assoluta utilità di dialogare con chi rappresenta le istanze dei cittadini; l'ASIA-USB ha chiesto l'avvio della procedura di revoca per il Consorzio Vesta (e per tutte le altre situazioni), per bloccare gli sfratti previsti a partire dal 7 novembre, una commissione tecnica permanente per affrontare tutte le problematiche piano di zona per piano di zona con l'ausilio della Commisione di inchiesta, che al momento ci sembra essersi dileguata nella nebbia. L'Assessore ci ha comunicato che proprio questa mattina hanno deciso l'avvio della procedura di revoca per la Vesta, ma anche per le altre situazioni (coop. La Goletta, ecc.) dove esiste il fallimento, e che è disponibile ad avviare un tavolo tecnico con l'ausilio della famosa Commissione d'inchiesta per affrontare l'emergenza degli sfratti a partire da Spinaceto, per continuare nell'analisi delle violazioni e delle modalità di finanziamento alle varie imprese presenti nel suddetto pdz. Abbiamo chiesto che questo metodo deve essere attuato anche per affrontare tutte le altre situazioni che abbiamo documentato con dovuta minuzia alla Commissione d'inchiesta presenti nel territorio del Comune di Roma. Spinaceto 2 è il primo PdZ dove - a seguito della denuncia di ASIA-USB e dell'avv. Perticaro - è scattato il sequestro degli immobili da parte della magistratura con l'inizio dell'inchiesta sulla truffa dei piani di zona (il fascicolo è stato chiuso nelle settimane scorse e vede indagate dieci persone, tra dirigenti comunali e responsabili della ditta costruttrice).

ROMA PDZ CASTELVERDE: ANCORA L’UFFICIALE GIUDIZIARIO NONOSTANTE LA TANTO COMBATTUTA APPROVAZIONE DELLA REVOCA DELLA CONCESSIONE EDILIZIA.

Roma -

GLI UFFICI DI ROMA CAPITALE CONTINUANO NELL’OSTRUZIONISMO CHE IMPEDISCE L’APPLICAZIONE DELLA LEGGE. CHI CONTINUA A PROTEGGERE QUESTI DIRIGENTI, AD UN ANNO DALL’ELEZIONE DELLA NUOVA GIUNTA? Oggi è tornato a Castelverde l’Ufficiale Giudiziario in un clima di stupore collettivo, visto che, dopo tante resistenze, è stata revocata la Concessione all’impresa costruttrice fallita e il Comune dovrebbe ripristinare la legalità e dare corso alle finalità del piano di edilizia agevolata, quello di assegnare gli alloggi ai legittimi promissari acquirenti, per alleviare il fenomeno dell’emergenza casa nella città di Roma. Per responsabilità degli uffici comunali, evidentemente appoggiati anche da settori della nuova amministrazione, ancora non si è fermata la procedura degli sfratti (come sta succedendo anche per il PdZ di Tor Vergata): la Conservatoria comunale non vuole procedere alla trascrizione degli atti di assegnazione al Comune stesso degli immobili; l'Avvocatura sta colpevolmente ritardando a costituirsi nelle procedure di fallimento e pignoramento al fine di farle decadere. L’esecuzione dei 27 sfratti è stata di nuovo rinviata ad altra data, non ancora comunicata dall’U.G. L’ASIA-USB CONTINUA A CHIEDERE CON FORZA L’APPLICAZIONE DELLA LEGGE NEI PIANI DI ZONA, LA REVOCA DELLE CONCESSIONI PER LE COOP. E LE SOC. COSTRUTTRICI CHE HANNO TRUFFATO LO STATO E I CITTADINI, IL BLOCCO IMMEDIATO DEGLI SFRATTI!

ROMA, IL MUNICIPIO IV SI RIFIUTA DI AFFRONTARE I PROBLEMI CHE STANNO ALIMENTANDO L'EMERGENZA ABITATIVA A SAN BASILIO E CASAL BRUCIATO!

Roma -

LE FAMIGLIE SGOMBERATE A SAN BASILIO NEL 1974, ASSEGNATARIE DEGLI ALLOGGI DI CASAL BRUCIATO A SEGUITO DELL'UCCISIONE DI FABRIZIO CERUSO, DOPO 43 ANNI RISCHIANO DI NUOVO LO SFRATTO! I CITTADINI DENUNCIANO L'INDIFFERENZA E L'INCAPACITÀ DELLA GIUNTA MUNICIPALE. Questa mattina oltre 100 famiglie di via Casalbruciato 25/27 insieme ad una ventina di famiglie di San Basilio si sono recate presso il IV Municipio per chiedere allo stesso un intervento pubblico sulle tematiche abitative degli inquilini delle case popolari. Gli abitanti di San Basilio chiedono che il Municipio si faccia carico della stabile pericolante di via Girolamo Mechelli 131 di proprietà del Comune di Roma, mentre gli inquilini di via Casalbruciato 25/27 chiedono al Municipio di attivarsi per organizzare un incontro con ATER, ENASARCO, Regione e Comune di Roma perché, dopo oltre quaranta anni che vivono in quegli alloggi come legittimi assegnatari a seguito dei fatti di San Basilio e dell'uccisione di Fabrizio Ceruso, L'ATER ha disdetto unilateralmente il contratto di affitto con l'Enasarco proprietaria delle case. Il Comune di Roma è direttamente coinvolto perché gestisce una scala e perché è titolare della politica della casa. Il Municipio si è rifiutato di convocare le parti e di organizzare un consiglio straordinario. La presidente Roberta Della Casa ed il vice presidente Rolando Tozzi si sono rifiutati categoricamente di redigere un comunicato dopo l'incontro con ASIA-USB ed una delegazione di inquilini. La sordità, l'incapacità e la mancanza di sensibilità verso i problemi posti agli amministratori ha fatto inferocire i cittadini presenti, che pensavano di avere un'interlocutore che stesse dalla loro parte. Denunciamo pertanto quanto è accaduto, l'indifferenza di fronte ai problemi veri della città e pensiamo, come hanno sottolineato molti cittadini che li hanno anche votati, che la giunta del Municipio IV a guida 5 stelle debba dimettersi per incapacità assoluta. ASIA-USB Zona Tiburtina

TRIBUNALE DI ROMA: "L'OCCUPAZIONE PER NECESSITA' E' UN REATO TENUE QUINDI NON PUNIBILE"

Roma -

ROMA ANCORA UNA SENTENZA A FAVORE DEGLI INQUILINI SENZA TITOLO INPS IL TRIBUNALE HA ACCOLTO LE RAGIONI SEMPRE SOSTENUTE DALL’AVV. MARINA ROSSI E DA ASIA USB. Il Giudice ha affermato che: “ si è in presenza di un fatto di non particolare gravità, commesso su di un immobile pubblico, che le imputate hanno occupato per potervi dimorare in una situazione di precarietà personale, determinata da (omissis) e dalla mancanza di diverse soluzioni abitative”. a ciò deve aggiungersi il possesso da parte dell’occupante dei requisiti per la sanatoria e la presentazione della domanda di regolarizzazione. Il reato è tenue e il danno esiguo e quindi gli occupanti non sono punibili per tale occupazione. L’ASIA USB E IL COMITATO INQUILINI SENZA TITOLO VII MUNICIPIO CHIEDONO LA SOSPENSIONE DI TUTTI I PROCESSI CIVILI E PENALI CHE LA ROMEO GESTIONI CONTINUA A PROMUOVERE L’IMMEDIATA REGOLARIZZAZIONE DEGLI OCCUPANTI

ALLUVIONE SU LIVORNO – USB: MANCA UN PIANO DI PREVENZIONE. CHIESTO IL BLOCCO DEGLI SFRATTI

Livorno -

Alluvione su Livorno – USB: manca un piano di prevenzione e salvaguardia del territorio Mettere in sicurezza il paese è una grande opportunità per il lavoro. Chiesto il blocco degli sfratti nelle zone alluvionate COMUNICATO STAMPA Siamo alle solite: l'ennesima emergenza ambientale mostra al mondo l'impreparazione del paese, la fragilità delle nostre strutture, gli errori nell'utilizzo dei pochi fondi spesi, i 7,7 miliardi non utilizzati e l'assenza di una politica lungimirante, che programmi e attui un piano di salvaguardia del territorio. L'Italia è un paese a rischio: terremoti, alluvioni, esondazioni, frane, incendi sono purtroppo fenomeni frequenti che colpiscono drammaticamente perché manca un intervento sistematico di difesa e di prevenzione. E i cambiamenti climatici in corso non potranno che aggravare questa situazione. Di contro le strutture di governo della salvaguardia del territorio come le Province subiscono da tempo una forte delegittimazione, il corpo forestale dello stato è stato cancellato e militarizzato nel corpo dei carabinieri, cresce il precariato tra i vigili del fuoco. La grande solidarietà dimostrata dalla popolazione di Livorno è un segnale di completa controtendenza rispetto al clima che respiriamo nel paese e sui media. Dal tutti contro tutti che abbiamo subito in questi mesi, soprattutto contro chi sta peggio, al sostegno disinteressato di chi vuole aiutare chi sta in difficoltà. Dal razzismo diffuso alla collaborazione tra migranti e livornesi. Ma la solidarietà popolare spontanea non può bastare né sostituire l'intervento sistematico per proteggere il territorio. La difesa dal dissesto idrogeologico e un piano generale di messa in sicurezza del paese costituiscono anche una grande opportunità di rilancio economico e di creazione di migliaia di posti di lavoro. Ed è paradossale che anche le risorse esistenti non vengano utilizzate mentre più di 20 miliardi di euro defluiscono rapidamente nei piani di salvataggio delle banche ed altri 25 nel faraonico piano industria 4.0. I soldi per banche e imprese si spendono, quelli per la popolazione (molti meno) no. La battaglia per il lavoro e l'ambiente, che è un'unica grande battaglia, riparte quindi per USB da Livorno, ma riguarda le zone terremotate de L'Aquila e dell'Abruzzo, le alluvioni già avvenute sia al nord e che al sud del paese, i territori colpiti dagli incendi estivi e una città come Roma, dove una semplice pioggia autunnale manda in tilt l'intera mobilità urbana. Una battaglia che si lega però a quella per i diritti primari come quello all'abitazione: come è possibile che in una città martoriata dall'alluvione si continuino ad eseguire gli sfratti come se niente fosse? Proprio per questo l’Esecutivo Confederale USB e ASIA-USB nazionale hanno scritto al Prefetto di Livorno per chiedere il blocco degli sfratti e di qualsiasi altro provvedimento al fine di impedire, in una situazione di emergenza come quella che vive oggi Livorno, che altra gente rimanga per la strada senza casa. Esecutivo Confederale USB Coordinamento Nazionale ASIA-USB

ASIA-USB LIVORNO: IL PREFETTO BLOCCHI SUBITO GLI SFRATTI!

Livorno -

COMUNICATO STAMPA Come molti sapranno, dopo la breve pausa di Agosto, i primi di settembre sono ripartiti gli sfratti esecutivi e i pignoramenti. 34 famiglie rischiano di finire per strada solo questo mese. A questi nuclei vanno sommati quelli colpiti da provvedimenti esecutivi di rilascio a causa della messa all'asta della prima casa. E' intollerabile che in un momento come questo si decida di mandare per strada intere famiglie. Gli alberghi convenzionati sono stati giustamente utilizzati per accogliere gli sfollati e probabilmente le case disponibili saranno consegnate temporaneamente a chi è rimasto senza nulla. La nostra città non si è ancora ripresa dal terribile disastro avvenuto neanche due giorni fa. Mercoledì mattina una famiglia di 6 persone con bambini, iscritta al nostro sindacato, sarà sfrattata da un'abitazione in Piazza Mazzini. Chiediamo al Prefetto e al Sindaco di Livorno di emanare urgentemente un provvedimento di blocco totale degli sfratti e dei pignoramenti almeno fino a quando l'emergenza non sarà rientrata completamente. Sindacato inquilini Asia-Usb Livorno

Reggio: Disagio abitativo. incontro Comune e Associazioni

Reggio Calabria -

Le famiglie in condizione di disagio abitativo o vincitori dell’ultimo bando per gli alloggi popolari dovranno attendere ancora. È quanto emerso stamattina durante l’incontro a Palazzo San Giorgio  tra le associazioni riunite nell’ Osservatorio sul disagio abitativo (ASIA-USB Reggio Calabria, Comitato Solidarietà Migranti, CSC Nuvola Rossa, CSOA Angelina Cartella, Società dei Territorialisti/e Onlus, Un Mondo Di Mondi), il movimento Reggio non tace, la Collettiva AutonoMia, le famiglie direttamente interessate al tema e il vicesindaco Armando Neri, il consigliere delegato all’edilizia pubblica Giovanni Minniti e il vicepresidente del Consiglio comunale Antonino Ruvolo. Da quanto riferito dal consigliere delegato  Giovanni Minniti,  le verifiche sugli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, avviate dagli informatici della Re.ca.si, sarebbero ancora nella fase di digitalizzazione dei dati. Sarebbero circa <>, ha spiegato il consigliere delegato ma non si è ancora arrivati alla fase degli incroci dei dati e quindi alle  verifiche sulla permanenza dei requisiti per poter procedere alle eventuali decadenze delle assegnazioni. Condivisibile l’analisi del consigliere Minniti secondo il quale il problema centrale per sbloccare e legalizzare il settore è quello delle verifiche sulla permanenza dei requisiti degli assegnatari e non prioritariamente quello delle occupazioni abusive, per le quali occorrerebbe avere un quadro della situazione chiaro.   Necessario secondo le associazioni   la necessità di  verificare i requisiti degli assegnatari  anche degli alloggi dell’Aterp che  rientrano nei complessivi  7800 alloggi. Anche sul regolamento dell’art. 31, relativo alle assegnazioni in deroga, si attende l’approvazione delle modifiche della legge regionale 32/1996 ancora non approdate in consiglio regionale. << Ció non toglie- ha precisato Ruvolo- che per i casi di estrema urgenza non si possa agire prima dell’approvazione del regolamento>>.  Altra eventualità da ipotizzare, qualora il Consiglio regionale non provvedesse in tempi certi alla modifica della legge, è quella di procedere all’approvazione del regolamento per poi eventualmente apportarne le necessarie modifiche.  Non ci sono ancora risposte sul numero degli alloggi confiscati destinati ad alloggi popolari e sulla proposta progettuale che il Comune dovrebbe redigere per implementare l’offerta di alloggi popolari  rispondendo  al  bando regionale social housing della Regione Calabria pubblicato sul Burc n. 70 parte terza del 24 luglio 2017. Mentre le famiglie attendono, molte in condizioni di estrema precarietà abitativa, vivendo in auto o in edifici a rischio, il vice sindaco Neri ha espresso la volontà di voler risolvere le questioni aperte legate al diritto all’abitare invitando gli interlocutori a concentrarsi sulla risoluzione dei problemi. Poche in verità le soluzioni in ballo a breve termine. Un nuovo incontro è stato già fissato per il prossimo 14 settembre, con l’obiettivo di comprendere lo stato di avanzamento delle azioni previste. Reggio Non Tace  – Avvocato Nicola Santostefano Collettiva AutonoMia Osservatorio sul disagio Abitativo composto da, COSMI, CSOA  A. Cartella, CSC Nuvola Rossa, ASIA-USB Reggio Calabria , Società dei Territorialisti e Un Mondo Di Mondi ASIA-USB Reggio Calabria – Giuseppe Marra Comitato Solidarietà Migranti CSC Nuvola Rossa CSOA  Angelina   Cartella Società dei Territorialisti/e Onlus Un Mondo Di Mondi  Cristina Delfino –  Giacomo Marino

ROMA: IL DIRITTO ALLA CASA È UN DIRITTO COSTITUZIONALE DISATTESO

Roma -

ASSEMBLEA / CONVEGNO VENERDÌ 15 SETTEMBRE ROMA, VIA TIBURTINA 1064, ORE 17.00 Migliaia di sfratti per morosità, decine di migliaia di famiglie in attesa di un alloggio popolare, un patrimonio di edilizia popolare ridotto al lumicino, le proprietà degli Enti previdenziali cartolarizzate e cedute a società finanziarie e i Piani di Zona rivelatisi una colossale truffa ai danni delle casse pubbliche e di migliaia di cittadini compongono un quadro nel quale il diritto alla casa non è contemplato. I prezzi degli alloggi saliti alle stelle ed il superamento di ogni forma di calmieramento del mercato hanno tagliato fuori negli ultimi decenni intere fasce di popolazione che non possono permettersi un alloggio dignitoso. Eppure l’abitazione costituisce un bene fondamentale riconosciuto da leggi ed accordi internazionali regolarmente sottoscritti dal nostro paese ed è una condizione indispensabile per poter condurre una vita dignitosa. Senza casa non si vive e l’assenza di un alloggio condiziona anche la possibilità di vedersi riconosciuti altri diritti. Di contro il nostro patrimonio immobiliare è diventato oggetto non solo della speculazione edilizia, che in Italia ha una storia molto lunga, ma anche di nuovi appetiti finanziari di apparizione più recente che guardano alla valorizzazione dei suoli, delle volumetrie e di interi quartieri come grande occasione di investimento economico. Le leggi hanno via via favorito la trasformazione anche urbanistica delle città in funzione di questi interessi voraci, senza alcun tipo di tutela per una massa crescente di persone in difficoltà. Il resto lo ha fatto la crisi economica e la crescente precarietà economica che ha messo le famiglie in condizioni di non poter sostenere i costi di un alloggio. E’ questa l’unica spiegazione corretta del fenomeno delle occupazioni, estrema ratio a cui ricorre chi non volendo vivere per strada decide di organizzarsi per ricavare un tetto da edifici spesso nati per altre finalità, e riadattati ad abitazioni dopo essere rimasti inutilizzati per anni. L’ondata repressiva che si sta abbattendo contro le famiglie in difficoltà e che in nome della necessità di riconsegnare gli stabili ai legittimi proprietari trascura l’insieme dei diritti che viene sistematicamente dimenticato nasconde il dato macroscopico di un paese dove il diritto costituzionale alla casa è stato cancellato. L’obiettivo del Convegno è ripristinare il senso della realtà quando parliamo di “questione casa”. L’assenza di una politica della casa, il mancato utilizzo dei fondi a disposizione (a cominciare dai fondi ex-Gescal), le città lasciate in mano alla proprietà finanziaria, la messa in vendita di ciò che resta dell’edilizia popolare rendono la situazione drammatica. Quando si parla di legalità occorre partire da questa consolidata illegalità del sistema per provare ad affrontare la questione partendo dalle cause. Al Convegno partecipano: Paolo Maddalena presidente emerito della Corte Costituzionale Ferdinando Imposimato presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione Avv. Vincenzo Perticaro che sta seguendo le cause sui PdZ a Roma On. Roberta Lombardi del M5S On. Stefano Fassina di S.I. Cristian Raimo, giornalista Antonello Sotgia, urbanista Abou Soumahoro Esecutivo nazionale USB Franco Russo Piattaforma Eurostop Sono stati invitati giornalisti, architetti e urbanisti, i movimenti per la casa e le associazioni dei rifugiati.

FABRIZIO CERUSO VIVE, SAN BASILIO E ROMA NON DIMENTICANO!

Roma -

8 Settembre1974 8 Settembre 2017 Il progetto “San Basilio, storie de Roma" si sviluppa a partire da alcune realtà del territorio che cercano di ricostruire, attraverso la ricerca storica e la sua riattualizzazione, la storia di una borgata simbolo della città di Roma. "San Basilio, storie de Roma" nasce come iniziativa di commemorazione della morte del 19enne Fabrizio Ceruso e della “Battaglia” di San Basilio del 1974. Nei primi giorni di settembre di quell’anno, al termine di un ciclo di lotta per la casa che portò all’occupazione di migliaia di stabili in città, a S. Basilio la polizia intervenne per sgomberare 150 famiglie che da più di un anno avevano occupato alcuni appartamenti IACP in via Montecarotto. Il quartiere visse giorni di dura resistenza dagli assalti delle forze dell’ ordine, durante i quali, l’8 settembre, Fabrizio venne ucciso dal fuoco della polizia. Quest'anno ricorrerà il 43° anniversario della morte di Fabrizio Ceruso. Ancora oggi, a distanza di più di 40 anni, la casa continua ad essere un bisogno primario negato ed un problema che crea un susseguirsi di emergenze senza una pianificazione e senza la volontà politica di risolverle. Il quadrante della Tiburtina, in particolare, è caratterizzato da attacchi ai quartieri ed alle case popolari, speculazioni sui migranti, chiusura degli spazi di socialità e cultura slegati dal consumo, decine di casinò e sale slot, lotte nei magazzini della logistica, numerosi stabili industriali abbandonati. Criticità che continuano ad essere affrontate unicamente come questioni di ordine pubblico, perpetrando uno stato d'emergenza funzionale unicamente alla speculazione economica e politica. Soffiare sul fuoco della guerra tra poveri è ormai il meccanismo abituale per sviare l'attenzione dai veri responsabili del disagio quotidiano nelle periferie. La giunta pentastellata, lungi dal porsi in discontinuità con le amministrazioni precedenti, si sta dimostrando sorda verso le istanze che provengono dal basso, in linea con le politiche securitarie del governo nazionale a guida Pd. In un contesto così complesso, il lavoro di memoria storica che abbiamo sviluppato nel corso di questi anni, culminato con la produzione dell'opuscolo e del documentario sulla storia di San Basilio e la battaglia del 1974, ci ha fornito delle utili chiavi di lettura del presente e delle sue contraddizioni. Riattualizzare dunque la memoria di Fabrizio Ceruso non come liturgia, bensì come interpretazione del presente e megafono delle istanze sociali del territorio. Come 43 anni fa, infatti, ancora oggi molte persone decidono di alzare la testa e di riprendersi ciò che viene sottratto in nome della rendita, della speculazione e dei profitti. Le giornate in memoria di Fabrizio saranno la prima occasione in cui scendere in piazza dopo un’estate rovente in cui il Governo, la giunta comunale e la questura hanno dimostrato, con gli sgomberi di via Vannina, Cinecittà e Piazza Indipendenza, quale sia l'unico piano politico per il futuro delle istanze sociali: l'uso della forza. Sarà, dunque, un'importante opportunità per dare un segnale forte ed unitario tenendo insieme le criticità della Tiburtina e di tutta la città, dalla sanatoria regionale per le case popolari alla delibera regionale per l'emergenza abitativa, dagli sgomberi forzati dei migranti ai tentativi di infiltrazione delle organizzazioni neofasciste, dalla riconversione degli edifici abbandonati alla lotta alla cementificazione, dall'attacco agli spazi sociali alle lotte nel mondo del lavoro. Progetto "San Basilio, storie de Roma" Nodo Territoriale Tiburtina

L'EX GIUDICE IMPOSIMATO: SOLIDALI CON GLI SGOMBERATI DI VIA CURTATONE.

Roma -

Cari amici ,siamo solidali con le persone cacciate dal palazzo di via Curtatone e deploriamo chi ha ordinato di cacciarle senza alternative. Il Comune deve prima sfrattare i parassiti che vivono in appartamenti più o meno lussuosi senza pagare una lira. Lo Stato non può essere forte coi deboli e debole coi forti . Priorità assoluta sia data al diritto al lavoro alla casa e ai servizi sociali: sanità , scuola, trasporti, e formazione. Migliaia di uomini senza reddito o con redditi indegni , senza casa e senza lavoro, hanno fatto ricorso a forme di protesta per vedere riconosciute esigenze essenziali di vita. Per gli sfrattati, senza casa, disoccupati, precari, titolari di redditi di fame, studenti occorre solidarietà e rispetto. Questi soggetti devono rompere silenzio e indifferenza con azioni di massa . Nella speranza di vedere attuati i diritti che la Costituzione definisce inviolabili. Disperati che reclama inutilmente “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà economica e sociale” . Per i promotori della lotta per la casa non v'è indulgenza. Ma tutela della legalità significa rispetto delle leggi penali ma prima ancora della legalità costituzionale e cioè rispetto dei diritti esistenziali garantiti dalla Costituzione. Riconoscendo che chi ha agito per la difesa della casa ha agito in buona fede non per delinquere ma per difendere la propria dignità di esseri umani. E proprio grazie alla lotta in difesa dei diritti umani é possibile ridurre le disuguaglianze. Come quello di bloccare migliaia di sfratti che ledono il diritto alla vita ed alla casa, grazie ad un urgente decreto che sospenda gli sfratti esecutivi salvando migliaia di famiglie dal lastrico e dalla umiliazione. E di ottenere l’impegno delle istituzioni locali a fornire ai senza casa case popolari. Recenti decisioni di giudici di merito, anticipando una riforma ineludibile verso un diritto dei diritti umani e delle libertà, hanno assolto occupanti abusivi di case sfitte facendo riconoscendo stato di necessità e legittima difesa economica. “Tale inquadramento- scrive il Tribunale di Roma, che ha assolto alcuni occupanti di edifici abbandonati, - risponde a diritti fondamentali stabiliti dalla Costituzione, in cui rientra il diritto alla salute ed il diritto alla casa compromessi in chi non riuscendo a procurarsi un reddito adeguato suo malgrado, non ha i mezzi minimi per pagare l’affitto”. “Necessitas non habet legem”. Si deve fare strada l’esigenza dello Stato, superi il diritto del privilegio e della oppressione, come avviene con chi non vuole rinunziare alle indennità . Occorre risolvere in positivo i problemi di lavoro e casa, che deve essere riconosciuta a tutti , evitando ingiustizie, avviando una politica della casa per diseredati e senza reddito. Solo in questo modo si raggiungerà una pace sociale giusta e duratura.

SGOMBERI E COSTITUZIONE: IL DIRITTO ALL'ABITAZIONE. INTERVENTO DEL COSTITUZIONALISTA PAOLO MADDALENA

Roma -

Articolo uscito su Il Fatto Quotidiano di oggi. Quanto accaduto per lo sgombero del palazzo in proprietà di una multinazionale in via Curtatone (Roma), occupato da numerose famiglie di migranti, impone alcune importanti considerazioni ai fini dell’adozione di provvedimenti che non siano in contrasto con la vigente Costituzione democratica e repubblicana. Innanzitutto è da ricordare che quest’ultima, a differenza dello Statuto albertino, che tutelava i poteri del proprietario privato, tutela innanzitutto e soprattutto la “dignità della persona umana”, e, quindi, “i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia come membro delle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità” (art. 2 Cost. che, si badi bene, parla di “uomo” e quindi non solo di “cittadino”). Ciò posto, va considerato in punto di fatto che la multinazionale in questione, dei poteri riconosciuti dal codice civile al proprietario privato, il potere di “godere” e il potere di “disporre”, ha interesse a far valere quest’ultimo, considerato che essa, per un verso è una persona giuridica (una società commerciale) e non una persona umana capace di “godere”, e per altro verso l’attività che essa svolge è per l’appunto un’attività di compravendita o di locazione, un’attività cioè di “disposizione” della cosa. Dunque, se si tratta di “disporre” di un bene, ci troviamo nel campo della “iniziativa economica privata”, di cui parla l’art. 41 della Costituzione, secondo il quale: “l’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. A questo punto è da porre in rilievo che il citato art. 2 Cost. oltre a “riconoscere e garantire” i “diritti inviolabili dell’uomo” (tra i quali c’è il diritto all’abitazione: vedi art. 47 Cost., letto secondo l’interpretazione da tempo data dalla giurisprudenza costituzionale), impone anche “doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”, per cui, nel caso in esame, l’Autorità competente si trova a dover stabilire se far prevalere l’interesse economico della multinazionale che vuole sempre maggiori guadagni, oppure la “dignità di persone” economicamente debolissime, senza la minima possibilità di procurarsi un alloggio e in uno stato di necessità, assolutamente inconfutabile. La risposta, ovviamente, è insita nella stessa proposizione del problema. Ne consegue che, a termine della vigente Costituzione repubblicana, non è giuridicamente possibile gettare intere famiglie sulla strada, per tutelare un presunto diritto di una multinazionale a compiere attività puramente lucrative. Bene farà il Ministro Minniti, se nelle linee guida da inviare ai Prefetti, vorrà disporre che lo sgombero di case occupate può avvenire solo a seguito della ritrovata possibilità di offrire allo sgomberato altra idonea sistemazione. Insomma, occorre essere chiari nell’affermare che le Autorità (la parola viene dal latino “augere”, che significa “far crescere”, a differenza della parola “potestas”, che significa “potere” e, dunque, sacrificare) devono “attuare la vigente Costituzione”, riaffermata e convalidata dal voto referendario del 4 dicembre ultimo scorso, e non lo Statuto albertino, in base al quale fu scritto il nostro codice civile. Paolo Maddalena * Giurista e magistrato ex Presidente della Corte costituzionale

ROMA, PIAZZA INDIPENDENZA: DIETRO I DIRITTI DEI RIFUGIATI E DEI SENZA CASA CI SONO I DIRITTI DI TUTTI NOI! SABATO 26 TUTTI IN PIAZZA DELL’ESQUILINO

Roma -

Quando alle persone non restano che i propri corpi per affermare il diritto a vivere in modo dignitoso e questi corpi vengono colpiti e violentati impunemente vuol dire che abbiamo toccato il fondo. Nella vergognosa vicenda di piazza Indipendenza tutte le istituzioni hanno svolto la loro parte: dal cinismo prefettizio alla violenza gratuita della questura fino a l'insipienza immobile del Comune e ai fondi dell’emergenza abitativa inutilizzati dalla Regione. Un concerto di attori apparentemente scoordinati ma convergenti nel negare i diritti più elementari. L’unico diritto che le nostre istituzioni sono preoccupate di tutelare è quello del rientro in possesso dell’immobile al suo legittimo proprietario: gli altri diritti vengono comunque dopo o per meglio dire non contano. Non conta il diritto all’accoglienza per i rifugiati, quello alla casa per chi non ha i mezzi per procurarsi un tetto, il diritto all’istruzione per i minori sradicati dal loro contesto scolastico, il diritto delle famiglie a vivere unite. E non conta neanche il diritto di espressione per chi senza mezzi né tutele di alcun tipo si ritrova per strada con il solo proprio corpo a chiedere il rispetto della propria condizione umana. Gli sgomberi dei senza casa a Roma ci sono sempre stati purtroppo. Ma ora siamo di fronte a un salto di qualità. Il diritto proprietario si fa scudo degli attentati di Barcellona per giustificare la legge del più forte e del più ricco. L’azione istituzionale diventa occasione di consolidamento del razzismo, ed ovviamente riceve il plauso dei razzisti. Un razzismo che si esercita sui migranti ma che ha i poveri come vero bersaglio. É un escalation quella alla quale assistiamo: dalla criminalizzazione delle Ong fino all’attacco diretto contro chi ha già conseguito uno status di legalità e tuttavia si “permette” di rivendicare i propri diritti. Fermare questa inaccettabile torsione autoritaria è una necessità non più rinviabile se vogliamo difendere i diritti elementari di ognuno di noi. Per questi motivi la Federazione romana dell’Usb e l’ASIA-USB parteciperanno alla manifestazione di sabato pomeriggio indetta dai movimenti per il diritto all’abitare e invitano i propri iscritti e delegati alle 16 in piazza dell’Esquilino. Roma 25 agosto 2017 Per USB Fed. Roma Guido Lutrario Per ASIA-USB Angelo Fascetti