Associazioni Inquilini e Abitanti

LA LOTTA PER LA CASA NEL MIRINO DELLA REPRESSIONE E NON DELLA POSSIBILE SOLUZIONE. DIRIGENTI SINDACALI USB VVF IDENTIFICATI.

Roma -

DIRIGENTI SINDACALI USB VVF IDENTIFICATI E DENUNCIATI A SAN BASILIO. Questa mattina intorno alle ore 10.15 sono arrivati i vigili del fuoco con tanto di mezzi pesanti (Autopompa) accompagnati dalla Digos e dal commissariato PS di San Basilio, presso l'occupazione abitativa di via Tiburtina 1064 per svolgere un sopralluogo sulla 'stabilità' del palazzo, nuovo di zecca. Questa visita era stata preannunciata nei giorni scorsi, ma proprio per la sua stranezza gli abitanti del residence si sono insospettiti ed hanno richiesto il sostegno dell'USB. Infatti il sospetto era fondato perché la squadra dei veigili del fuoco è intervenuta come se avesse dovuto spegnere un incendio e quindi distorta da eventuali necessità di soccorso. Alcuni dirigenti sindacali di USB VVF sono intervenuti per verificare l'uso corretto degli operatori del soccorso pubblico e della difesa civile, che spesso vengono adoperati per operare sgomberi o sfratti, in difformità con la loro naturale funzione, quella di garantire la salvaguardia dei cittadini. Questa presenza ha irritato i funzionari di polizia che hanno identificato e denunciato i dirigenti sindacali di USB VVF che chiedevano semplicemente delle spiegazioni sul motivo dell'intervento dei vigili del fuoco, quando ci sono aree del nostro paese che avrebbero certamente necessità di sopralluoghi di stabilità, prima che i palazzi crollino. ASIA-USB ROMA

CASA, P.D.Z. CASTELVERDE: LA POLIZIA INTERVIENE E LIBERA QUATTRO ALLOGGI REGOLARMENTE PAGATI DAGLI INQUILINI. SMENTITO L'ASSESSORE BERDINI CHE AVEVA ANNUNCIATO LA REVOCA DELLE CONCESSIONI.

Roma -

COMUNICATO STAMPA AS.I.A./USB: A ROMA ANCORA DETTANO LEGGE GLI INTERESSI DELLA SPECULAZIONE E DELLE BANCHE! Roma - mercoledì 11 gennaio 2017 Due blindati della Polizia insieme all'Ufficiale Giudiziario sono intervenuti questa mattina all'alba nel Piano di Zona Castelverde sigillando quattro appartamenti di cittadini che hanno acquistato gli alloggi al prezzo stabilito dalla legge per i piani di edilizia agevolata. Questo fatto grave smentisce clamorosamente le affermazioni dell'assessore Berdini che aveva annunciato pubblicamente l'avvenuta revoca delle concessioni, come previsto dalla convenzione firmata dal Comune di Roma, lasciando credere a tutti gli inquilini che l'amministrazione pubblica finalmente aveva optato per il ripristino della legalità. Le 27 famiglie sono ricadute improvvisamente nel vortice dell'insicurezza e dell'incertezza, anche in vista del prossimo avvicinarsi della data del 24 gennaio, giorno in cui verranno messi di nuovo all'asta gli alloggi. Sulla pagina Facebook di Asia Usb si può ascoltare la drammatica storia di Vincenzo truffato dai costruttori e abbandonato dalle istituzioni, è la storia di tantissimi abitanti degli oltre 110 piani di zona che a vario titolo sono stati raggirati a Roma e nel Lazio. Link: https://www.facebook.com/FederazionedelSociale/videos/1793622197568554/ L'ASIA-USB prende atto che nella nostra città, nonostante le promesse fatte in campagna elettorale dal Sindaco Raggi di discontinuità con il vecchio sistema, le numerose inchieste giornalistiche e televisive, l'inchiesta della magistratura, ancora la fanno da padrone gli interessi degli speculatori e delle banche. Il problema della casa viene affrontato non con l'affermazione del diritto e con l'applicazione della legge, ma ancora una volta solo con sgomberi e sfratti. L'AS.I.A.-USB, pur continuando la mobilitazione per ristabilire la certezza del diritto alla casa, presenterà insieme agli inquilini dei piani di zona, tramite l'avv. Perticaro, ancora una denuncia nei confronti dei responsabili del Comune di Roma che hanno omesso e continuano ad omettere l’applicazione della legge. Per ASIA-USB Angelo Fascetti

PDZ ROMA. GIUNTA RAGGI: AFFRANCAZIONE SI, RIPRISTINO DELLA LEGALITA' E BLOCCO DEGLI SFRATTI NO!

Roma -

Sono mesi che al Comune di Roma dicono di conoscere il problema degli sfratti dei Piani di zona, non solo dopo le rassicurazioni dell’assessore Berdini declamate anche in Tv, quelle della Commissione Urbanistica sulla task force e, per non finire, quelle del capo gruppo del Comune Paolo Ferrara; ma nonostante tutto questo l’unico documento prodotto dalla Giunta del Comune di Roma, in riferimento ai piani di Zona, è la nuova delibera sulle affrancazioni relativamente ai criteri di priorità. (collegati a questo link per vedere la delibera: www.urbanistica.comune.roma.it/_/de_/dgc-108-2016.pdf ). Ebbene, la giunta comunale non trova il tempo o “le priorità” per tutelare gli inquilini, che subiscono quasi giornalmente esecuzioni di sfratti ingiusti, però trova il tempo di attivarsi per stabilire i criteri per accelerare le affrancazioni dopo aver già redatto e pubblicato la delibera n. 13 del 5 agosto 2016. Nella recente delibera natalizia del 12 dicembre 2016 (dopo quella estiva del 5 agosto), tipica tecnica utilizzata solitamente dai vecchi partiti che decidevano cose importanti nei periodi festivi o feriali, vengono stabiliti i criteri di priorità: “….viene stabilito che, di norma, l’istruttoria delle istanze presentate seguirà l’ordine di protocollazione; tuttavia sarà data priorità alle istanze, complete della documentazione, che riportino la richiesta di trattazione d’urgenza per motivazioni quali: prossima compravendita (a tal fine veniva richiesto di allegare il contratto preliminare di vendita registrato e trascritto in data anteriore alla deliberazione del C.S. n. 33/2015) e divisione ereditaria (comprovata da idonea documentazione da allegarsi alla richiesta)”. E’ chiaro il problema cardine della Giunta, è quello di non fermare i rogiti, anzi, a chi ha una compravendita o un preliminare viene data priorità per l’affrancazione. Con la delibera si ottiene un triplice risultato: si omettono le verifiche sulle convenzioni e quindi le responsabilità del Comune, si incassano delle somme; ed infine si sana cosi ogni illecito dei costruttori. Tutto questo viene fatto il 12 dicembre 2016, 4 giorni prima dell’arresto di Marra, che avviene il 16 dicembre 2016. Il giorno della delibera erano presenti: la Sindaca, il Vice Sindaco Frongia e gli Assessori Bergamo, Marzano, Meleo, Meloni e Muraro. E' singolare l'assenza dell'assessore all'Urbanistica Berdini, che doveva esprimere per competenza una sua posizione in materia. Perché questa assenza? E' lecito chiedersi, a fronte del problema delle affrancazioni, se non fosse più urgente che la Giunta, il Consiglio comunale e le rispettive Commissioni si preoccupassero di rispettare gli impegni presi in campagna elettorale per: a) bloccare gli sfratti degli inquilini che per anni hanno pagato somme superiori a quelle previste dalla legge e sono stati cacciati dalla propria casa? Vedi i coniugi Ridolfi; b) fermare definitivamente le esecuzioni di sfratti o di vendite all’asta fatte in spregio alla normativa prevista? vedi Castelverde con sfratto previsto per mercoledì 11 gennaio 2017; c) tutelare quegli occupanti senza titolo, definiti tali a causa dell’inerzia del Comune sebbene avessero pagato la casa anni fa? Vedi Tor vergata con sfratto previsto il 23 gennaio 2017. Perché l'amministrazione comunale, in tutto questo, ha preferito dare priorità alle affrancazioni e non mantenere gli impegni presi con gli abitanti dei piani di zona per il ripristino della legalità? Prima di deliberare le affrancazioni qualcuno della giunta si è mai preoccupato di verificare il rispetto delle convenzioni, dei pagamenti degli oneri concessori, delle verifiche della regolarità delle fideiussioni, delle sanzioni o della verifica sulle vendita degli immobili? Come si può liberare da vincoli un immobile di ERP senza aver verificato quanto previsto dalle convenzioni, disciplinari e atti d’obbligo? Facendo un condono che tutela i responsabili del comune da responsabilità pregresse? Tale comportamento, oltre ad essere un abuso, potrebbe configurarsi anche come danno erariale… A pagare saranno sempre i cittadini, già truffati!

Roma, sgombero centro sociale Alexis. Basta con la politica degli sgomberi e degli sfratti!

Roma -

Comunicato Stampa dell'ASIA-USB. Sgomberi e sfratti, la Giunta Raggi inaugura il nuovo anno nel peggiore dei modi. Il massiccio spiegamento di forze per effettuare lo sgombero dello spazio socio-abitativo Alexis è un nuovo segnale allarmante di come si vogliono affrontare le questioni sociali nella città. Eppure proprio in quello spazio a dicembre le istituzioni locali avevano dato ampia disponivbilità a trovare una soluzione efficace. Ma non basta. Sempre questa mattina in via Mammuccari 25 a Colli Aniene i Vigili Urbani stanno sgomberando una famiglia - senza preavviso - da un alloggio comunale che abitava da molti anni. Domani sono previsti altri 27 sfratti nel piano di zona di Castelverde, vicenda ormai salita alle cronache nazionali, conosciuta sui media e ampiamente risaputa dall'amministrazione Raggi, che tuttavia continua a non agire. Non solo. Il 20 di questo mese a San Basilio è già preannunicato un nuovo sfratto in un appartamento del Comune a scapito di una donna gravemente malata di tumore. La scusa dei funzionari del Dipartimento al Patrimonio è che la signora è abusiva e bisogna far posto alla graduatoria degli aventi diritto. La verità è che continuano a rimanere vuote decine di appartamenti del Comune, colpevolmente non assegnati, mentre il Dipartimento guidato dal dott. Barletta si accanisce contro la povera gente. Solo tre giorni dopo, a Tor Vergata si preparano ancora altri 8 sfratti in un altro piano di zona per famiglie che hanno pagato l'alloggio come previsto dalla legge sull'edilizia agevolata. Lo stesso dirigente comunale sta conducendo una guerra spietata agli ospiti dei Residence, alcuni con malattie gravi e con situazioni sociali insostenibili. Assessore Berdini, Assessore alla Casa (ma ne esiste uno?) e Sindaco Raggi da che parte state? Asia-Usb

Asia-Usb Livorno sotto attacco.

Livorno -

Il comunicato del sindacato degli inquilini di Livorno dopo l'ennesimo atto repressivo Negli ultimi mesi il sindacato Asia-Usb si è reso protagonista di diverse iniziative di denuncia e di lotta nella nostra città. La contestazione all’ex premier Renzi  (costretto a svolgere il suo comizio dentro un capannone in periferia) che ha visto la partecipazione di centinaia di giovani, lavoratori e famiglie.  La manifestazione davanti alla sede del PD il giorno successivo al referendum costituzionale per ribadire le ragioni del NO sociale e contro il Job Act e i voucher. Il presidio di denuncia davanti al palazzo del picchetto in piazza Guerrazzi, una struttura all’interno della quale viene chiesto sistematicamente il “pizzo” da parte di alcuni occupanti. Da ultima l’occupazione simbolica di uno stabile in piazza Cavallotti di proprietà di una società legata alla famiglie dell’ex premier, società per cui i PM Fiorentini hanno chiesto il fallimento a seguito di numerose segnalazioni della Guarda di Finanza.  Proteste forti e determinate ma sempre pacifiche. Queste iniziative non devono essere piaciute a qualcuno infatti proprio stamattina, martedì 27 dicembre,  13 appartenenti al sindacato inquilini Asia-Usb sono stati convocati in questura per ritirare alcune notifiche. In sette pagine di ordinanza del GIP Antonio dal Forno viene descritto il nostro sindacato come una vera e propria  “associazione a delinquere” dedita alla gestione delle occupazioni. Niente di più falso. Il nostro sindacato sostiene, come è normale che sia, famiglie che si rivolgono ai nostri sportelli aiutandole a trovare delle soluzioni attraverso  vari canali, utilizzando anche la consulenza di alcuni avvocati.  Solo una parte, quando purtroppo non ha  alternative, decide autonomamente di intraprendere un percorso di occupazione abitativa dandosi delle regole di normale convivenza, partecipazione  e solidarietà tra gli inquilini occupanti. Anche in questo caso Asia continua a sostenerli  sindacalmente nelle loro legittime richieste. A torto o ragione molti di essi hanno ottenuto per fortuna una casa popolare. Nello specifico, ma è ovviamente solo un subdolo pretesto, i  13 iscritti ( che guarda caso risultano essere i più attivi politicamente) vengono accusati di aver minacciato un occupante per costringerlo ad abbandonare una struttura. Un’indagine a tempo record, svolta dalla Digos Livornese, che ha portato ad una ordinanza di applicazione di misura cautelare  di “divieto di avvicinamento” alla struttura medesima per tutti i componenti oltre che ad una denuncia penale per alcuni “fantasiosi” reati.  Un attacco gravissimo che arriva proprio in questi giorni quando il nostro sindacato è impegnato su molti fronti. Per il 14 gennaio è prevista una manifestazione in piazza Cavallotti contro le politiche dell’attuale governo in tema di lavoro e emergenza abitativa. Un attacco da cui sapremo difenderci in tutte le sedi. Che dire? Non ci siamo dimenticati le gravi dichiarazioni di un ispettore della Digos che neanche un mese fa chiese ad un inquilino di una occupazione  “di informarsi se esistevano delle famiglie che avevano avuto problemi con il sindacato e di portarle in Questura da lui”.  Non ci dimentichiamo che il nostro sindacato è stato l’unico ad avere il coraggio di denunciare il “racket” tra gli abitanti del palazzo del Picchetto quando la solerte Digos locale monitorava da tempo quella struttura senza mai intervenire.  La nostra attività politica e sindacale si è sempre svolta alla luce del sole e non abbiamo certo paura di rivendicare le nostre pratiche, anche e soprattutto quelle più determinate.  E’ più illegale mandare per strada una famiglia con dei minori in pieno inverno dopo averle venduta la casa all’asta,  oppure organizzare un picchetto per difenderla? E’ più illegale lasciare interi immobili all’abbandono e al degrado oppure sostenere delle famiglie in difficoltà che decidono di occuparli? Sindacato Inquilini Asia-Usb 27 dicembre 2016

ROMA, P.D.Z. CASTELVERDE: INVECE DELLE REVOCHE ARRIVANO LE INGIUNZIONI DI PAGAMENTO!

Roma -

COMUNICATO STAMPA ROMA, PIANI DI ZONA: NONOSTANTE LE PROMESSE GLI INQUILINI DI CASTELVERDE OGGI HANNO RICEVUTO UN DECRETO INGIUNTIVO PER INDENNITÀ DI OCCUPAZIONE. GLI INQUILINI DANNO MANDATO ALL’AVV. PERTICARO PER UNA DENUNCIA NEI CONFRONTI DEL COMUNE DI ROMA! Gli inquilini del P.d.Z. Castelverde B4, anziché ricevere la buona notizia della soluzione definitiva al loro problema della casa attraverso la revoca della concessione, come promesso dall’assessore Berdini, oggi si sono visti recapitare la prima ingiunzione da parte del fallimentare con l’assurda richiesta di 65 mila euro a titolo di occupazione senza titolo, cifra che verrà esigita da ogni singolo inquilino. Questo dopo che gli stessi hanno quasi completamente pagato le loro case. Quindi, dopo aver subito le ordinanze di sfratto, oggi devono subire anche le umiliazioni delle richieste di danni. L'inconsistenza della linea del comune di Roma sui piani di zona era stata più volte segnalata dall’Asia-Usb e da qualcuno vista come attacco strumentale. Che il comune brancoli ancora nel buio totale e irresponsabile è confermato da prova documentale con il decreto ingiuntivo. Era lo scorso ottobre quando lo stesso Berdini in un video pubblicato sulla sua pagina facebook sbandierava la revoca delle concessioni di Castelverde e Tor Vergata. Assessore dove sono finite le revoche, prima le sanzioni ed ancora prima i controlli? Qual è la colpa degli inquilini, quella di aver denunciato illegalità, soprusi ed ingiustizie nell'inerzia delle istituzioni, ieri come oggi? Aver difeso i propri diritti e lottato per tutelarli fidandosi ed affidandosi alla nuova giunta che oggi non ha più scusanti o giustificazioni si sorta? Gli inquilini non si fermeranno e troveranno il pieno sostegno dall’Asia-Usb. Non solo, faranno opposizione a tale decreto ingiuntivo, chiedendo nel processo civile l'intervento del comune di Roma responsabile di tutto ciò e procederanno ben oltre perché, molti di loro, hanno già dato mandato all'avv Vincenzo Perticaro di presentare una denuncia alla magistratura inquirente nei confronti dei responsabili di tali ritardi e/o omissioni perché ormai il tempo delle attese e delle giustificazioni è finito e quest'ultimo episodio ne è la conferma. ASIA-USB

Livorno: Territorio di conquista per speculatori e imprese

Livorno -

Territorio di sfruttamento e disoccupazione per i Livornesi Questa mattina, 22 dicembre 2016, il sindacato Asia Usb ha occupato, simbolicamente, per qualche ora, un’enorme palazzo con decine di appartamenti in piazza Cavallotti. L’ennesimo simbolo di una speculazione senza fine, portata avanti dalla cricca imprenditoriale del partito democratico, ai danni dei livornesi. L’immobile in questione è di proprietà della COEM srl di Rignano sull’Arno di Bacci Andrea. Società per cui i PM Fiorentini hanno chiesto e ottenuto, neanche un mese fa, un’istanza di fallimento dopo aver ricevuto un’annotazione della Guardia di Finanza. Si parla di alcuni intrecci economici anche con la società Lucchese Calcio e di debiti per 13,78 milioni di euro. Ma chi è Bacci Andrea? Ex socio e creditore di Tiziano Renzi da sempre vicino alla famiglie dell’ex Premier e attuale segretario del partito democratico. Renzi lo avevo proposto come amministratore delegato della Telecom Sparkle dopo avergli affidato numerose cariche nelle partecipate Fiorentine quando era sindaco. Nel 2011 con una decisione di giunta (allora sindaco Cosimi) si dette avvio alla variante urbanistica ex Cinema La Gran Guardia. Il palazzo di via Santa Giulia, angolo Piazza cavallotti, fa parte di quella variante. Ennesima speculazione edilizia inutile e ennesima beffa nei confronti della città. Dalle informazioni in nostro possesso sembrerebbe che una porzione dell’immobile doveva essere ceduta al comune per il famoso progetto della cineteca pubblica. Cosa succederà dopo l’istanza di fallimento? Alcune piccole ditte , anche Livornesi, non hanno più ricevuto i pagamenti dovuti dalla Coam rischiando così di fallire. Decine di appartamenti resteranno vuoti. Il solito imprenditore non subirà nessuna conseguenza e nella nostra città si continuerà a speculare impunemente. Il minimo che si possa fare è requisire temporaneamente l’interno immobile dando seguito alla delibera del consiglio comunale votata quest’estate. La giunta Pentastellata avrà il coraggio di farlo? Dopo il fallimento pilotato del cantiere navale per costruire centinaia di appartamenti, dopo il progetto della piattaforma Offshore costata quasi un miliardo di euro senza neanche un posto di lavoro in cambio, in vista delle prossime grandi opere come la Darsena Europa e il nuovo ospedale pensiamo sia arrivato il momento di dire basta. Livorno ha già pagato abbastanza ricevendo in cambio solo disoccupazione, precarietà ed emergenza abitativa. In questa progetto criminale il Partito Democratico e la sua cricca di imprenditori e cooperative hanno giocato un ruolo centrale. Dirigenti comunali compiacenti e alcune segreterie sindacali hanno fatto il resto. La lega Nord è la destra, foraggiando un’inutile guerra contro gli stranieri e gli immigrati, hanno anch’essi il loro ruolo. Far credere al disoccupati Livornesi che i responsabili della loro situazione sono gli immigrati che “rubano” il lavoro, i servizi e le case quando in realtà esiste una chiara strategia di dismissione del patrimonio pubblico, di precarizzazione del lavoro (ad esempio attraverso i voucher) e privatizzazione dei servizi pubblici. Per noi non esiste differenza tra un lavoratore straniero e uno Italiano. Non è certo lui il nostro vero nemico. Per tutti questi motivi invitiamo i lavoratori, i disoccupati, gli studenti e tutti quei soggetti che stanno pagando questa crisi a partecipare al presidio del giorno 14 gennaio dalle ore 17 in piazza Cavallotti. Porteremo in piazza le ragioni del NO sociale al referendum dopo che il nuovo governo “fotocopia” ha deciso di confermare tutte le riforme economiche che hanno affossato il nostro paese e la nostra città. In vista del grande corteo cittadino in preparazione a febbraio, promosso da diversi soggetti cittadini, ribadiremo ancora una volta che Livorno non deve essere territorio di conquista per nessuno. Asia-Usb Livorno Comitato Livornese disoccupati e precari

LO SFRATTO E' UN'INFAMIA SOCIALE. IL 15 DICEMBRE PRESIDIO PER DIFENDERE MARIA, ANZIANA E MALATA!!

Roma -

DOMANI 15 DICEMBRE PRESIDIO PER IMPEDIRE LO CHE LA SIGNORA MARIA (NELLA FOTO), VITTIMA DELLA  VORACITA' DELLE BANCHE E DEGLI SPECULATORI, FINISCA IN MEZZO AD UNA STRADA.APPUNTAMENTO ALLE ORE 8,30 IN VIA RADDUSA 9 A TOR BELLA MONACA.RICORDIAMO LA STORIA DI MARIA.La signora Maria si è fatta garante presso la banca del mutuo concesso al figlio per l'acquisto delle sua casa. Per problemi economici sopraggiunti lo stesso figlio non è stato più in grado di pagare tutte le rate del mutuo.La banca ha mandato la casa all'asta ed è finita nelle mani del solito speculatore di turno. Questo 'nobile signore' ha proposto alla famiglia di Maria di ricomprarsi la casa al doppio del valore pagato.A questo punto interviene la "giustizia" italiana e con celerità ha sentenziato il rilascio dell'immobile: domani 15 dicembre dovranno lasciare la casa anche se la signora è in gravissime condizioni di salute, come si può vedere dalla foto.Il problema della casa è diventato una calamità sociale che nessuna istituzione sta affrontando. Grave è la latitanza della Regione Lazio che non affronta il tema, sollevato più volte da Asia-Usb, del blocco degli sfratti. Altrettanto grave è l'atteggiamento della nuova Giunta Raggi che ha 'risolto' il problema non istituendo neanche l'Assessorato alla casa (per la prima volta dal dopoguerra) e lascia per strada chi viene sfrattato, come è successo per i coniugi anziani dal PdZ Longoni.Quindi, si crea emergenza su emergenza abitativa, senza che nessuno intervenga.Al contrario chi continua a guadagnare sono gli avvoltoi delle aste, che con sistemi collaudati, sono in grado di acquistare e quindi speculare sui sacrifici della povera gente, con le connivenze delle banche e dei grandi speculatori. E in modo inumano, non si guarda a chi vive in situazioni di gravità come la signora Maria.

AS.I.A/USB, SFRATTI PIANI DI ZONA VERGOGNA SENZA FINE. ANCHE L’ON. ROBERTA LOMBARDI AL PRESIDIO CONTRO SFRATTO DI MADRE DISOCCUPATA

Roma -

CASA ROMA: RINVIATO A GENNAIO LO SFRATTO DI ROBERTA MAGGI  È stato lo stesso Ufficiale Giudiziario a rendere noto il rinvio a gennaio 2017 dello sfratto di Roberta Maggi, disoccupata e madre di due minori, di cui uno disabile, residente in via Fillia 27 (Piano di Zona Longoni). La comunicazione è giunta all’avvocato Vincenzo Perticaro, legale della signora Maggi, dopo che questa mattina un presidio anti sfratto degli inquilini resistenti, organizzati con l’AS.I.A./USB, si era radunato in difesa della signora e della sua famiglia. Determinante la presenza della deputata Roberta Lombardi (M5S), che ha stabilito la sua residenza Parlamentare presso la signora Maggi e con lei è rimasta tutta la mattina. In merito all’intervento dell’assessore all’Urbanistica, il quale ha assunto l’impegno alla revoca delle convenzioni, come previsto dalla legge, Lombardi ha riscontrato che si sta imboccando la strada giusta per l’attuazione del programma M5S per Roma Capitale. L’AS.I.A./USB chiede con forza la fine di tutti gli sfratti ed il ripristino della legalità per tutti i Piani di Zona. COMUNICATO STAMPA CASA ROMA: AS.I.A/USB E ON. LOMBARDI ATTENDONO CON MADRE DISOCCUPATA ARRIVO DELL’UFFICIALE GIUDIZIARIO Intanto in via Fillia prosegue presidio anti sfratto degli inquilini resistenti  Stanno attendendo in casa, insieme alla signora Roberta Maggi, l’arrivo dell’Ufficiale Giudiziario che questa mattina a Roma giungerà per sfrattare la donna, disoccupata e madre di due minori di cui uno disabile, dall’appartamento in via Fillia 27: in questo modo l’AS.I.A./USB, l’On. Roberta Lombardi (M5S) e gli inquilini resistenti intendono opporsi alla ennesima ingiustizia che si sta consumando ai danni di una abitante del Piani di Zona.  Per ora la presenza della deputata M5S, che nel luglio del 2015 stabilì presso l’appartamento della Maggi la sua residenza parlamentare, ha dissuaso dall’utilizzo delle forze dell’ordine.  Intanto in strada prosegue il presidio anti sfratto degli abitanti dei PdZ, iniziato già dalle 8.30 del mattino. (foto in allegato)  Nonostante la forte iniziativa della parlamentare, le ripetute opposizioni presentate dall’avvocato Vincenzo Perticaro e l’indagine in corso da parte della magistratura penale sulla società costruttrice Sette Costruzioni S.p.A. per i reati di truffa, corruzione e concussione, il giudice civile ha confermato l’esecuzione dello sfratto per Roberta Maggi e la sua famiglia.Roma, 7 dicembre 2016 Comunicato stampa del 9 dicembre 2016CASA ROMA: AS.I.A/USB, SFRATTI PIANI DI ZONA VERGOGNA SENZA FINE Domani anche l’on. Roberta Lombardi al presidio contro sfratto di madre disoccupata Domani a Roma, in via Fillia 27 (Piano di Zona Longoni), l’AS.I.A./USB sarà in presidio dalle ore 8.30 contro lo sfratto di Roberta Maggi, disoccupata e madre di due minori, di cui uno con problemi di handicap. Al presidio sarà presente anche l’onorevole Roberta Lombardi, che nel luglio 2015 aveva stabilito la sua residenza parlamentare presso l’abitazione della signora Maggi. Nonostante la forte iniziativa della deputata M5S, le ripetute opposizioni presentate dall’avvocato Vincenzo Perticaro, da subito in prima linea nella difesa legale degli abitanti dei piani di Zona; nonostante l’indagine in corso da parte della magistratura penale sulla società costruttrice Sette Costruzioni S.p.A. per i reati di truffa, corruzione e concussione, il giudice civile ha confermato l’esecuzione dello sfratto per Roberta Maggi e la sua famiglia. Gli immobili dei Piani di Zona sono stati realizzati per essere assegnati a famiglie in emergenza abitativa, su terreno del Comune di Roma e con il contributo di finanziamenti pubblici. Ma gli inquilini o gli acquirenti subiscono sfratti per morosità dopo aver pagato per anni dei canoni di locazione o prezzi di vendita molto più alti di quelli del libero mercato, talvolta per alloggi senza abitabilità, senza servizi e senza allaccio in fogna. L’AS.I.A./USB, di fronte a questa vergognosa ingiustizia che sembra non aver fine, sarà ancora una volta al fianco degli abitanti dei Piani di Zona. L’AS.I.A/USB chiede che la Giunta intervenga con atti concreti e definitivi per bloccare gli sfratti nei Piani di Zona e per il ripristino della legalità. L’AS.I.A/USB  ricorda infine che il 1° settembre scorso il Consiglio di Roma Capitale ha approvato all’unanimità una mozione che prevede l’avvio dei controlli sulle modalità di realizzazione dei PdZ e l’applicazione delle sanzioni di legge e che l’assessore all’Urbanistica aveva assunto l’impegno alla revoca delle convenzioni, come previsto dalla legge.   Roma, 6 dicembre 2016     Ufficio Stampa USB Rossella Lamina

CASA ROMA: AS.I.A/USB, BERDINI HA REALIZZATO QUANTO PROMESSO SUI PIANI DI ZONA?

Roma -

Domani presidio contro 8 sfratti in PdZ Tor Vergata L'Assessore Berdini ha realizzato quello che ha promesso sui Piani di Zona? Ha revocato la concessione di Roma Capitale per le gravi violazioni della Lega San Paolo, coop che ha realizzato gli immobili del PdZ Tor vergata? L'Avvocatura di Roma Capitale ha scritto al Tribunale delle esecuzioni per chiedere la sospensione degli sfratti? L'AS.I.A/USB e gli inquilini resistenti non hanno ricevuto risposte a queste domande. L’unica certezza è che gli abitanti dei Piani di Zona continuano a ricevere sfratti dopo aver pagato per anni dei canoni di locazione o prezzi di vendita molto più alti di quelli che la normativa avrebbe previsto, per alloggi talvolta senza abitabilità, senza servizi e senza allaccio in fogna. Pertanto l'AS.I.A/USB e gli inquilini resistenti continuano nella mobilitazione: domani dalle ore 8.00 saranno di nuovo in presidio per fermare l'esecuzione di 8 sfratti in via Marcello Gallian 20,nel Piano di Zona Tor Vergata, e per impedire che l'ennesima ingiustizia venga messa in atto. Roma, 9 novembre 2016 Ufficio Stampa USB Rossella Lamina

Bologna. La ferocia dello sfratto, la ferocia del Comune.

Bologna -

Rinviato un altro sfratto, ma non può andare avanti così! Oggi, con un nutrito presidio insieme all'ass. sind. Pugno Chiuso, abbiamo per l'ennesima volta rinviato uno dei tantissimi sfratti per morosità che continuano ad aumentare ogni anno a Bologna. Ma oggi non si festeggia. Oltre alla sottile crudeltà di fissare lo sfratto di una famiglia con tre minori nel mezzo di un ponte, il rinvio oggi stabilito dall'ufficiale giudiziario prevede il prossimo accesso il 4 novembre. Dunque la famiglia dovrebbe trovare, secondo i proprietari di casa, una diversa soluzione nel giro di quattro giorni, uno dei quali festivo. L'irragionevolezza e la mancanza di umanità dei proprietari, che hanno insistito per questo "rinvio breve", ci indigna ma non ci meraviglia, quello che lascia davvero a bocca aperta è altro. Innanzitutto il fatto che, durante la discussione sulla data del rinvio, l'ufficiale giudiziario affermi di "dipendere dalla proprietà", mentre in queste situazioni dovrebbe svolgere il proprio ruolo ma senza "prendere parte", in quanto è un dipendente pubblico, non l'avvocato della proprietà. Poi fa inorridire il comportamento dei servizi e nuovamente dell'ufficiale riguardo ai bambini. Per facilitare gli sfratti e lasciare meno scrupoli morali a chi esegue viene ormai è normale ormai che gli assistenti sociali minaccino i genitori di sottrargli i figli nel caso siano presenti allo sfratto, appellandosi all'art 403 del Codice Civile. Questo articolo, tuttavia, non giustifica affatto il sequestro dei figli a una famiglia che paga 650 € al mese di affitto e 300 di bollette con un solo reddito e per questo viene sbattuta fuori di casa senza riguardo e senza alternative, e soprattutto la minaccia è ipocrita, perchè si afferma che i bambini non devono essere presenti durante lo sfratto, ma nessuna pubblica autorità poi di fatto si preoccupa di che alternativa avranno alla vita di strada o alla separazione della famiglia, traumi ben più grandi. Ma dopotutto, come oggi ha detto l'ufficiale, "non è educativo che dei bambini vedano la polizia caricare"...quindi deduciamo che questo è lo stile con cui vogliono eseguire lo sfratto, e non è certo una scelta dei genitori. Più volte noi e altre realtà per il diritto all'abitare siamo stati accusati di "usare i bambini", ma la domanda viene spontanea di fronte a queste minacce: chi è che veramente usa i bambini per ricattare i genitori? Forse il servizio sociale? Infine, la questione più importante: dove sono i diritti dei cittadini? In questa regione sta per entrare in vigore una legge che, di fatto, segna la fine delle case popolari, o almeno di quelle poche che ancora restano tra quelle inutilizzate e murate dall'acer o svendute a privati, e intanto ci sono centinaia e centinaia di persone in graduatoria da anni. Dall'altre parte affitti troppo alti e lavoro sempre più precario e sottopagato stanno facendo aumentare enormemente gli sfratti anno dopo anno. Parte della cittadinanza si è organizzata per far fronte a tutto questo e ha occupato stabili vuoti da anni per denunciare il fatto che le case ci sono, ma il Comune e i proprietari non le mettono a disposizione, ed è stata repressa a colpi di manganello. Quindi, in un contesto come questo, cosa possono fare persone il cui reddito non basta per pagare l'affitto e contemporaneamente mangiare e mandare i figli a scuola, non potendo neanche più contare sulla casa popolare, sullo stato sociale che garantisce la tutela dei diritti fondamentali? Noi una risposta ce l'abbiamo: possono organizzarsi per difendersi e rivendicare i propri diritti! Per questo, chiamiamo tutti gli amici, i compagni, i solidali, ma anche la stampa cittadina al presidio che faremo per difendere la famiglia di Arif dallo sfratto: VENERDI' 4 NOVEMBRE, ORE 7.00 LARGO BRESCIA, 6 Per spezzare il ricatto dello sfratto e del sequestro dei minori! Perchè nessuno deve rimanere solo! Perchè LA CASA E' UN DIRITTO Asia-Usb Bologna

P.D.Z. ROMA: SFRATTATO CON I BLINDATI INQUILINO CARDIOPATICO. NESSUNO FERMA QUESTA INGIUSTIZIA!

Roma -

AS.I.A/USB, Giunta e Avvocatura  non intervengono per far cessare assurde ingiustizie Alla fine è stato sfrattato il signor  Bonofiglio, inquilino del Piano di Zona Longoni, che dopo una serie di rinvii ha oggi definitivamente perso il suo alloggio. Le forze di polizia, che questa mattina a Roma si sono presentate con i blindati bloccando tutte le vie di accesso a via Fillia 27, hanno eseguito lo sfratto per morosità richiesto dalla società costruttrice, la Sette Costruzioni S.p.A, nonostante nel corso del giudizio fosse emerso che il sig. Bonofiglio, cardiopatico e reduce da una angioplastica con l’impianto di tre stent, vantasse un credito nei confronti della società di oltre 2.500 euro. Lo sfratto di Bonofiglio, che segue quello di una coppia di anziani coniugi dello stesso PdZ Longoni, messi in mezzo ad una strada lo scorso 19 ottobre,  è stato eseguito in assenza di alcuna soluzione abitativa per l’inquilino. L’AS.I.A/USB condanna questo ennesimo sfratto e ricorda di aver da tempo sollevato lo scandalo dei Piani di Zona presentando, tramite l’avvocato Vincenzo Perticaro, un esposto alla magistratura che sta proseguendo nelle indagini anche rispetto alla Sette Costruzioni S.p.A. Sin dall’insediamento della nuova Giunta l’AS.I.A/USB ha chiesto la revoca delle convezioni per i PdZ, come previsto dal programma per Roma del M5S, e l’intervento dell’Avvocatura di Roma Capitale presso il Tribunale di Roma per chiedere la sospensione degli sfratti e far cessare queste assurde ingiustizie. Roma, 26 ottobre 2016

ROMA, PALAZZO VUOTO DA CIRCA 26 ANNI DEVE ANDARE ALL’EMERGENZA ABITATIVA!

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CAROVANA DELLE PERIFERIE ED ASIA-USB HANNO PRESIDIATO OGGI A CONCA D’ORO (MUNICIPIO III) PER DIRE NO AGLI SFRATTI! BASTA GENTE SENZA CASA E CASE SENZA GENTE Disoccupati, lavoratori e studenti senza casa hanno presidiato dalle ore 15.00 di oggi l’edificio a Largo Valtournanche abbandonato e in disuso da circa 26 anni per chiedere che venga requisito dall’attuale Amministrazione Comunale e restituito alla collettività mettendolo a disposizione di chi è stato sfrattato o non può permettersi una casa per le proprie condizioni economiche precarie. Mentre siamo in piena emergenza abitativa e continuano gli sfratti (20 sentenze al giorno emesse dal Tribunale di Roma e per ultimo, mercoledì 19, due anziani 75enni sono stati sbattuti per strada nel pdz Longoni senza soluzioni alternative); mentre gli enti previdenziali continuano ad aumentare gli affitti, a vendere a prezzi speculativi il patrimonio abitativo e a sfrattare gli inquilini; nella nostra città ci sono almeno 150mila alloggi tenuti vuoti di proprietà di costruttori, di Enti e Fondi immobiliari, del Vaticano e delle Banche che speculano e aggravano l’emergenza abitativa. Per questa ragione abbiamo iniziato il presidio di un palazzo vuoto, per chiederne la requisizione e l’utilizzo sociale. Con questa iniziativa di protesta chiediamo alla Sindaca Virginia Raggi l’applicazione dell'articolo 42 della Costituzione. Lo stato di abbandono in cui versa da troppi anni questo edificio impone la decadenza del titolo di proprietà e la restituzione alla sua funzione sociale! Venendo meno detti fini, bisogna ristabilire la proprietà collettiva di quei beni dato che i proprietari non possono più vantare nessun titolo di appartenenza!!! Oggi abbiamo presidiato questo edificio per chiedere alla Sindaca e al Presidente del Municipio III, che è intervenuta nel posto, di ristabilire questo principio Costituzionale, destinando questo palazzo come tanti altri nella nostra città, a chi una casa non se la può permettere e alle famiglie che vengono sfrattate. Invitiamo gli abitanti di questo quartiere e di tutta la Città a sostenere la nostra battaglia ALLE ORE 16.00 SI E' TENUTA UN ASSEMBLEA PUBBLICA AL PRESIDIO in LARGO VALTOURNANCHE Carovana delle Periferie – Comitato Case Popolari Tufello – Asia-USB

CASA ROMA: ESEGUITO LO SFRATTO DEI DUE ANZIANI NEL PIANO DI ZONA LONGONI NELL’INDIFFERENZA DELLA GIUNTA RAGGI

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COMUNICATO STAMPA Si è concluso nel peggiore dei modi lo sfratto di questa mattina nel piano di zona Longoni in l.go Pasquarosa M. Bertoletti: i due anziani di 76 anni sono stati sbattuti in mezzo alla strada senza nessuna soluzione alternativa, nell’indifferenza della Giunta Raggi. Non sono stati attivati nemmeno i servizi sociali. Tre blindati delle forze dell'ordine (reparto celere arrivato da Bologna e carabinieri) sono arrivati di prima mattina decisi ad ‘assaltare’ l’alloggio dei coniugi Ridolfi rei di aver pagato canoni maggiorati - rispetto a quelli previsti dalla legge - ad un proprietario che non poteva sub affittare l’alloggio e non aveva i requisiti per comperarlo, visto che ne possiede altri tre. Un gruppo di attivisti di Asia Usb fin dalle prime ore di questa mattina si è barricato dentro l'abitazione, insieme alla coppia. Dopo ore di resistenza gli attivisti solidali hanno dovuto cedere e aprire la porta per permettere ai medici di soccorrere la signora Ridolfi, 75 anni, che ha accusato un malore. Quando le forze dell’ordine avevano fatto ingresso nella casa, gli attivisti allontanati e identificati, a giochi già conclusi, è arrivato l’assessore Berdini. Un coro di dissenso lo ha accolto quando è emerso con chiarezza che gli impegni presi durante il tavolo di venerdì scorso erano stati disattesi: non era stata, come promesso, revocata la concessione al proprietario per le gravi violazioni e quindi non era stata richiesta al giudice dell’esecuzione la sospensione dello sfratto. Quindi è emersa con chiarezza una diretta responsabilità della giunta Raggi sull’epilogo di questa vicenda. Ed è ormai evidente che non si vuole far rispettare la legge e ripristinare la legalità di cui tanto si è parlato in campagna elettorale. L’ASIA-USB ribadisce che il fatto grave avvenuto oggi ci dimostra che in questa città continuano a dettare legge i costruttori e gli speculatori e che tutto continua come prima. Alle prime prove è stata tradita la voglia di cambiamento espressa nelle urne da centinaia di migliaia di cittadini romani. Roma – martedì 19 ottobre 2016 Per Asia-Usb Angelo Fascetti 

Piano di zona Longoni, blindati delle forze dell'ordine per sfrattare una coppia di anziani

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Piano di zona Longoni, blindati delle forze dell'ordine per sfrattare una coppia di anziani „ Blindati delle forze dell'ordine questa mattina nel piano di zona Longoni per sfrattare una coppia di anziani, i coniugi Ridolfi. Per impedire l'allontanamento dei due inquilini dall'appartamento di via Pasquarosa Marcelli Bertoletti 4 un gruppo di attivisti di Asia Usb si è barricato dentro l'abitazione insieme alla coppia. Ma non c'è stato nulla da fare. "La signora Ridolfi, 75 anni, ha accusato un malore così siamo stati costretti a togliere le barricate che avevamo posto contro la porta per impedire che venisse sfondata per permettere ai soccorsi di entrare" spiegano gli attivisti presenti. Un epilogo arrivato al termine di un tentativo di sospensione: "In un primo momento era sembrato che si potesse aprire uno spiraglio per la sospensione dello sfratto grazie alla presentazione di un'istanza di sospensione al giudice da parte del nostro avvocato". Ma così non è stata e il fabbro è entrato in azione nel tentativo di scardinare la porta. Sul posto sono giunti anche i vigili del fuoco. La tensione si è alzata e la signora Ridolfi, anziana, ha avuto un malore e si è trovata costretta ad aprire le porte di casa. "Ora lei e suo marito sono per strada senza alcuna alternativa". Poco dopo lo sfratto sul posto è arrivato anche l'assessore all'Urbanistica del Comune di Roma Paolo Berdini.  I casi di sfratto nei piani di zona, quartieri di edilizia 'agevolata' realizzati anche con finanziamenti pubblici, non sono pochi. Ma come denuncia il sindacato Asia Usb la situazione di via Pasquarosa Marcelli Bertoletti si distingue per alcuni particolari. "Il loro sfratto per morosità è stato richiesto da un privato cittadino che ha acquistato dalla società costruttrice e affittato, in palese violazione di legge, la casa di edilizia agevolata nonostante i due anziani coniugi abbiano pagato per anni canoni illegalmente maggiorati" scrive in una nota Angelo Fascetti. "Addirittura l’attuale proprietario dispone di altri tre alloggi, per giunta almeno due in edilizia agevolata, e quindi non potrebbe usufruire di questa tipologia di intervento pubblico". Anche l'Avvocatura capitolina, spiega il sindacato, "si era espressa invitando la proprietà a restituire le somme indebitamente percepite".  Sulla vicenda dei piani di zona è stata interpellata più volte anche la nuova amministrazione a Cinque Stelle che, in campagna elettorale, ha dedicato molta attenzione alla caotica situazione dell'edilizia agevolata romana, dai prezzi 'gonfiati' con cui per anni sono state affittate o vendute queste abitazioni ai casi in cui le opere pubbliche non sono ancora state realizzate con quartieri privi dei servizi. "Venerdì scorso abbiamo avuto un incontro con l'assessore Berdini sia sul caso della famiglia Ridolfi che su quelli di Castelverde e di Tor Vergata dove rispettivamente sono stati fissati sfratti per il 24 ottobre e per il 10 novembre" spiega Fascetti. "Ci era stato promesso che sarebbe stata avanzata una lettera per fermare gli sfratti e che sarebbe stata effettuata una revoca delle concessioni. Ma nulla di tutto questo è avvenuto" continua.  Ieri l'avvocato che segue il caso, Vincenzo Perticaro, ha anche avanzato un esposto/diffida alla sindaca Raggi e all'assessore Berdini, inviato per conoscenza anche al Prefetto ed al Questore di Roma "per chiedere il ripristino della legalità e la tutela del diritto alla casa nei confronti degli inquilini vittime della speculazione immobiliare" si legge in una nota. "Asia Usb ha richiesto più volte alla nuova Amministrazione comunale di intervenire per ripristinare la legalità attraverso la revoca delle convenzioni, così come prevede la legge, e conseguentemente di richiedere alla magistratura la sospensione delle esecuzioni, in attesa delle verifiche sulle violazioni e sulle modalità di realizzazione di questi importanti piani di edilizia pubblica". Lo sfratto di questa mattina, però, fa capire che una soluzione, nella vicenda intricata dei piani di zona romani, ancora non c'è.  “ Potrebbe interessarti: www.romatoday.it/politica/sfratto-via-pasquarosa-marcelli-bertoletti.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809 Piano di zona Longoni, blindati delle forze dell'ordine per sfrattare una coppia di anziani „ Potrebbe interessarti: www.romatoday.it/politica/sfratto-via-pasquarosa-marcelli-bertoletti.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809 “ Potrebbe interessarti: www.romatoday.it/politica/sfratto-via-pasquarosa-marcelli-bertoletti.html Seguici su Facebook: www.facebook.com/pages/RomaToday/41916963809

ROMA, SFRATTO DI DUE ANZIANI NEL PDZ LONGONI, LA POLIZIA LI AVVISA CHE DOMANI INTERVERRANNO IN FORZE.

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COMUNICATO STAMPA LA GIUNTA RAGGI STA A GUARDARE? Questa mattina le forze dell’ordine hanno bussato alla porta della famiglia Ridolfi, due anziani, comunicando che domani all’alba interverranno in forze per eseguire lo sfratto in via Pasquarosa Marcelli Bertoletti 4 nel Piano di Zona Longoni. Il loro sfratto per morosità è stato richiesto da un privato cittadino che ha acquistato dalla società costruttrice e affittato, in palese violazione di legge, la casa di edilizia agevolata nonostante i due anziani coniugi abbiano pagato per anni canoni illegalmente maggiorati.  . Addirittura l’attuale proprietario dispone di altri tre alloggi, per giunta almeno due in edilizia agevolata, e quindi non potrebbe usufruire di questa tipologia di intervento pubblico. Su questa vicenda, cosa inaspettata, si era espressa l’Avvocatura capitolina, invitando la proprietà a restituire le somme indebitamente percepite. L’AS.I.A./USB ha richiesto più volte alla nuova Amministrazione comunale di intervenire, come previsto dal programma elettorale del M5S, per ripristinare la legalità attraverso la revoca delle convenzioni, così come prevede la legge, e conseguentemente di richiedere alla magistratura la sospensione delle esecuzioni, in attesa delle verifiche sulle violazioni e sulle modalità di realizzazione di questi importanti piani di edilizia pubblica.  Se ora si arriva allo sfratto forzoso dei signori Ridolfi vuol dire che in questa città ancora la fa da padrone il malaffare e la speculazione e che non esiste nessuna discontinuità con il passato. L’AS.I.A./USB dà appuntamento domani 19 ottobre, a partire dalle ore 7.00, al presidio in Via Pasquarosa Marcelli Bertoletti 4 per difendere dallo sfratto i due anziani coniugi. Roma – martedì 18 ottobre 2016 Per Asia-Usb Angelo Fascetti 

Lo sgombero del Corto Circuito è un atto politico mascherato da motivazioni giudiziarie fasulle

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COMUNICATO STAMPA Lo sgombero del Corto Circuito è un atto politico mascherato da motivazioni giudiziarie fasulle ore 17.00 Piazza Cavalieri del Lavoro manifestazione cittadina “26 anni di storia non si cancellano. Giù le mani dal Corto” Alle sei del mattino hanno chiuso tutti gli accessi al quartiere Lamaro con centinaia di celerini, carabinieri e vigili del gruppo di pronto intervento di Di Maggio. L'ordine è quello di mettere sotto sequestro l'area di via Filippo Serafini dove da più di 26 anni è attivo il centro sociale Corto Circuito. Intervengono sulla spinta della magistratura che intima di rimuovere gli abusi edilizi e gli illeciti amministrativi. Le scuole della zone restano semideserte e il traffico è paralizzato per chilometri. Vediamo di cosa si tratta. Concretamente il sequestro riguarda un tendone che il collettivo del Corto ha posizionato nell'area dopo che nel 2012 un incendio ha completamente distrutto uno dei padiglioni dove si svolgeva la gran parte delle attività. A nulla sono valse le richieste di ricostruzione debitamente depositate presso gli uffici competenti e la raccolta dei fondi completamente autogestita che doveva consentire di rimettere in piedi la struttura incendiata. Tutto fermo da anni a causa di una colpevole volontà di impedire che il centro sociale continuasse a vivere. Che il tendone non possa configurarsi come abuso edilizio lo capisce anche un bambino, paradossale che a capirlo non sia un magistrato. Peraltro le cubature che insistono sull'area di via Serafini sono state abbondantemente ridotte dai due incendi che hanno riguardato nel tempo due dei tre padiglioni che originariamente erano presenti. Questo significa che anche l'altra struttura in legno che pure oggi è stata sequestrata, un prefabbricato posizionato qualche anno fa come spazio per dibattiti e attività di doposcuola, fa rimanere gli stabili esistenti ben al di sotto dei volumi che un tempo occupavano l'area. Il Corto però in questi anni non poteva accettare l'inerzia delle varie amministrazioni. Poiché non poteva sperare che Alemanno intervenisse o che lo facesse Marino (che invece con la delibera 140 ha complicato la vita per centinaia di associazioni e centri sociali), ci siamo predisposti ad una ricostruzione coraggiosa quando una nuova amministrazione si è presentata alla città. La ricostruzione è ancora in corso ma sta avvenendo con una tecnica ultramoderna che consente di realizzare uno stabile ignifugo con materiali di bioedilizia ed un avveniristico sistema di scarico delle acque. Un esempio da seguire e riprodurre, non certo una esperienza da cancellare o demolire. Sono venuti questa estate ad imparare questa tecnica giovani neolaureati da tutta Italia ma perfino dalle università statunitensi. Abbiamo mostrato quello che stavamo facendo anche ad alcuni amministratori della nuova giunta ed abbiamo confidato nel fatto che la ragione e la conoscenza potessero avere la meglio sulla grigia prassi amministrativa, completamente svuotata di senso. Prendiamo atto che non è così, ma certamente non ci arrendiamo. L'area di via Filippo Serafini è stata occupata 26 anni fa quando i tre padiglioni di allora erano stati completamente abbandonati al degrado dalle amministrazioni di allora. Questi anni sono stati ricchi di tantissime esperienze e conquiste. Sono passati di qua migliaia di giovani e il Corto Circuito oggi fa parte integrante del Lamaro e della città di Roma. Cancellarlo non è solo un'idiozia, non è possibile. La nuova amministrazione dispone degli strumenti per fermare questa oscenità. Innanzitutto far sentire il suo ruolo di proprietario dell'area e degli stabili. Fermare il sequestro e consegnare definitivamente la struttura a chi l'ha gestita in tutti questi anni, consentendo che si ricostruisca (o finisca di ricostruire) quello che andò distrutto più di 4 anni fa. Poi superare definitivamente il contenzioso con la Corte dei Conti, questa storia kafkiana che riguarda centinaia di realtà di Roma e che solo atti politici dovuti da parte della nuova giunta può risolvere. I centri sociali sono autentici beni comuni che appartengono alla città, costituiscono un bene prezioso da difendere e sviluppare. A tutti quelli che in questi anni hanno creduto nelle ragioni dell'autogestione e dell'organizzazione dal basso chiediamo un nuovo sforzo di amore e di lotta. Riprendiamoci quello che è nostro, riprendiamoci il Corto Circuito.

Roma: occupato assessorato all'urbanistica, gli abitanti truffati chiedono incontro con ass. Berdini

Roma -

 Gli inquilini dei PdZ hanno invaso questa mattina l'Assessorato all'urbanistica per chiedere a Berdini il ripristino della legalità nella gestione dell'edilizia agevolata. Revocare le concessioni, come prevede la legge, per fermare gli sfratti, ridare sicurezze agli inquilini vittime di tanti soprusi e far si che le opere di urbanizzazione siano portate a termine. Già da fine luglio il sindacato As.i.a.-Usb aveva denunciato al nuovo assessore la grave minaccia di sfratto a cui erano sottoposte decine e decine di famiglie romane, vittime dell’intricato meccanismo tra imprese, coop-costruttrici e uffici dell’amministrazione pubblica. Il programma del M5 Stelle, che aveva portato l’insediamento della sindaca Raggi, prevedeva il ripristino  della legalità dei piani di zona ma, ad oggi, non c’è stata alcuna revoca delle convenzioni per fermare la  truffa perpetuata ai danni dei cittadini. Angelo Fascetti, Usb ASIA, pone domande chiare alla nuova amministrazione: “Perché si lasciano in balia delle società e coop. che hanno speculato famiglie che hanno pagato il proprio alloggio costruito su terreno del Comune di Roma, ricevendo soldi pubblici anche a fondo perduto, o che hanno avuto l’applicazione di canoni uguali a quelli di mercato, non conformi alla legge, per alloggi di edilizia sociale? Quali sono le azioni che l'Amministrazione intende prendere per fermare tutti gli sfratti nei piani di zona e avviare le giuste verifiche sulle modalità di gestione di questo importante piano di abitazioni pubblico? ” Finora nessuna risposta da parte del Campidoglio.”   Più di quaranta persone sono state per ore “ospiti” senza preavviso all’interno degli uffici dell’Urbanistica di Roma, aspettano un incontro, chiarificatore, con l’assessore Paolo Berdini per ripristinare la legalità e bloccare gli sfratti. Incontro che è avvenuto nel primo pomeriggio. Alle ore 16,20 dopo il confronto tra i Comitati, l’ASIA-USB e l'assessore Berdini è terminato il presidio interno all'assessorato. A termine della discussione è stato fissato un tavolo tecnico per affrontare le varie situazioni, a partire dalle emergenze. L'ASIA-USB ritiene di fondamentale importanza stabilire quali sono le linee che la nuova giunta vuole seguire per ripristinare certezze e legalità nella gestione dei piani di zona, coerentemente con quanto scritto nel programma elettorale della Sindaco Raggi. Soluzioni che non vanno in questa direzione non farebbero che riproporre e salvaguardare il sistema che ha permesso di realizzare un'immensa truffa ai danni di decine di migliaia di cittadini romani. venerdì, 07 ottobre 2016

Notificata ordinanza di sgombero alla Torre della Cigna. Asia-Usb: "Prepariamoci alla resistenza"

Livorno -

Questa mattina, 30 settembre, un ufficiale giudiziario del tribunale ha notificato l'ordinanza di sgombero, firmata dal Giudice Fabrizio Nicoletti, relativa alla Torre della Cigna a Livorno. Ordinanza datata 2 maggio ma notificata quest'oggi ad alcune famiglie occupanti. Dopo decenni di scandali, abbandono e degrado proprio adesso la proprietà e il tribunale si svegliano e chiedono l'intervento della forza pubblica per buttare in strada centinaia di famiglie in difficoltà economica. Come mai? Viene forse da pensare che fin dall'inizio vi fosse la volontà, da parte di alcune società private, di lasciare per anni le aste di vendita deserte in modo da fare abbassare il prezzo. Adesso evidentemente il momento giusto è arrivato e si sta cercando di acquistare l'immobile, magari strappando un accordo vantaggioso con l'amministrazione comunale per destinare una parte dell'immobile ad affitti concordati in modo da speculare ulteriormente attraverso soldi pubblici. Ma c'è anche un'altra ipotesi, la torre della Cigna, negli ultimi mesi, è finita al centro dell'attenzione mediatica e politica grazie al lavoro costante e determinato dei comitati e delle famiglie che dopo anni di abbandono finalmente sono riuscite a restituirla alla città sopperendo, di fatto, alle mancanze e all'immobilismo delle varie giunte comunali in tema di emergenza abitativa. Come spesso succede una volta effettuato lo sgombero l'immobile tornerà per mesi e forse per anni in mano al degrado. Le famiglie occupanti, i comitati e i sindacati inquilini non staranno a guardare mentre si consuma l'ennesima speculazione immobiliare sulla pelle dei Livornesi e di tutte le famiglie che, a causa della crisi, stanno attraversando momenti difficili dal punto di vista economico. Siamo pronti a resistere con ogni mezzo ad un eventuale sgombero violento della struttura. Struttura che ospita decine di bambini e neonati che non hanno altra alternativa che vivere insieme alle loro famiglie all'interno di quell'immobile. Chiediamo a tutti i soggetti politici e sociali cittadini di intervenire prima che si consumi l'ennesimo abuso ai danni delle fasce più deboli. Per anni non c'è mai stato un intervento della magistratura contro le varie società immobiliari che hanno fatto ciò che volevano sul nostro territorio. Adesso vorrebbero addirittura intervenire per permettere alle solite società di speculare ancora. E' arrivato il momento di dire basta. Asia-Usb Livorno

Milano. Primo incontro all'assessorato alla Casa sugli stabili di via Civitali 30

Milano -

Dopo la mobilitazione dello scorso giorno, rispetto ai paventati piani di sgombero di Via Civitali 30, oggi abbiamo avuto un primo incontro con l'Assessore alla Casa Gabriele Rabaiotti. Alcuni delegati del sindacato Asia e degli abitanti di Via Civitali 30, mentre un presidio si svolgeva sotto gli uffici dell'assessorato, hanno ribadito le richieste di soluzioni reali per tutti gli abitanti di quegli stabili: si ai lavori di ristrutturazione, ma nel rispetto dei diritti e la dignità di tutti e tutte. L'assessorato ha espresso la volontà di avviare un percorso di dialogo che possa risolvere la situazione coinvolgendo Aler.  Sicuramente questo è un primo passo, ci auguriamo che dalle parole si passi ai fatti. Aler dal canto suo deve prendere una posizione, che ci auspichiamo vada nella direzione opposta rispetto ai disastri umani e patrimoniali causati in questi anni di malagestione. Noi continueremo in ogni caso ad organizzarci dal basso per garantirci e riprenderci i nostri diritti, attraverso la lotta e la solidarietà.  Asia Usb Milano - Comitato Abitanti San Siro