ROMA, GENTRIFICAZIONE NELLE CASE COMUNALI! LA GIUNTA RAGGI: FUORI I POVERI, DENTRO I RICCHI!

In allegato il testo delle delibera comunale.

Roma -

APPROVATA DELIBERA CHE METTE NELLE MANI DELLA SPECULAZIONE LE CASE PUBBLICHE!

Durante la seduta del 6 luglio scorso la Giunta Capitolina ha approvato un’incredibile atto deliberativo che revoca la precedente disposizione che regolava le modalità di gestione delle case comunali e l’Accordo di concertazione (che il nostro sindacato - tra l'altro - non aveva sottoscritto) con le parti sociali; disdetta le locazioni in corso per centinaia di inquilini; stabilisce la rinegoziazione dei canoni ai valori del libero mercato fissati in base ad un'asta pubblica al maggior rialzo, con diritto di prelazione per l'inquilino regolare solo nel caso di parità dell'offerta, se previsto dal bando di gara (quindi neanche certo l’esercizio di questo diritto); predispone la cacciata di tutti coloro che risultano, per varie motivazioni, senza titolo.

Le case o parti di esse (vedi cantinole) che sono state elencate nel dispositivo (allegato A) non sono collocate solo nel centro della città o in zone di cosiddetto pregio, ma nei quartieri popolari come Testaccio o di periferia urbana come Casal Bruciato, dove gli assegnatari sono stati addirittura le ultime famiglie che hanno abitato - fino a metà degli anni settanta - nelle famose baracche del Borghetto Prenestino.

Le assegnazioni di queste case sono state fatte attraverso regolari bandi e per alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Molti degli alloggi in questione sono stati assegnati inoltre a famiglie in emergenza abitativa, tante vivevano nei residences, altri sono stati consegnati a persone fragili o anziani che hanno subito lo sfratto da alloggi di privati, come nel caso di Nino, l’ultimo stornellatore di Trastevere, ottantenne sfrattato insieme al figlio disabile, cacciato dal suo quartiere dopo averci vissuto tutta la vita. Il nostro sindacato lo sostenne mentre protestava all’assessorato alla casa nel 2008, così ha avuto l’assegnazione di un alloggio a via Giolitti, quando esisteva ancora qualche pur che minima sensibilità amministrativa rispetto a chi viveva il dramma della casa. (vedi: asia.usb.it/index.php… )

Hanno beneficiato della disponibilità di questo patrimonio pubblico anche famiglie provenienti da eventi tragici, come nel caso delle famiglie di via Vigna Jacobini che furono nel 1998 tra i sopravvissuti del crollo del loro palazzo.

Ora qualche nostalgico e zelante amministratore, rispolverando per l’occasione un Regio Decreto del 1924, superato dalle norme generali che regolano i criteri di gestione del patrimonio abitativo pubblico e privato, vuole cancellare il diritto alla casa di migliaia di cittadini romani.

La confusione di questo atto la si può notare già dalle sue premesse: si dice che fino ad oggi sono stati favoriti soggetti ‘non coerenti con i criteri dell’ERP’ e poi proprio a quei soggetti, cioè ai ricchi, viene riservato questo patrimonio pubblico.

L’ASIA-USB denuncia questo atto vergognoso che mira a cancellare le case popolari e la funzione dell’edilizia pubblica per continuare a favorire la rendita immobiliare, che ha condizionato la vita e lo sviluppo della nostra città, delle centinaia di migliaia di famiglie che sono state costrette a subire le conseguenze delle politiche speculative.

La Giunta Raggi con questi provvedimenti si sta candidando a rappresentare la continuità con questa politica, sta mettendo in atto una operazione di gentrificazione, di cacciata dai quartieri centrali e semi periferici dei più poveri, sostituendoli con i ricchi che potranno offrire per case pubbliche canoni di libero mercato, addirittura a seguito di incanto d’asta.

Ma c’è un altro aspetto che riguarda i cultori della legalità (che si evoca solo quando riguarda i deboli), la stessa legge che si vuole utilizzare per il libero mercato (L. 431/98) esclude dalla sua applicazione le case di edilizia pubblica. I Robin Hood alla rovescia, per fare cassa, vogliono speculare sulle case pubbliche introducendo meccanismi che favoriscono i ricchi. Ma la tanto agognata legalità e la necessità di fare cassa non vengono evocate quando riguarda i costruttori e le coop. che, come prevede la legge, dovrebbero pagare miliardi di sanzioni a seguito delle violazioni, accertate anche dalla magistratura, nella realizzazione dei piani di zona di edilizia agevolata e che hanno truffato decine di migliaia di cittadini e lo stato.

Questa guerra contro le povertà avviene mentre tutti gli istituti di ricerca, internazionali e italiani, indicano nella mancanza di alloggi a prezzi calmierati una delle cause incentivanti le disparità e l’emergenza casa nel nostro paese; si dispiega mentre l’Istat continua a registrare l’aumento delle disuguaglianze e rileva che più di 7 milioni di persone sono in condizioni di disagio economico.

L’ASIA-USB invita alla mobilitazione gli inquilini delle case comunali per la cancellazione di questa delibera, per riportare la gestione del patrimonio disponibile ai criteri dell’edilizia residenziale pubblica e la cacciata dei veri ricchi, per il risanamento e la gestione pubblica di questo importante patrimonio, per fermare gli sfratti e per la regolarizzazione di chi ha i requisiti per l’E.R.P., per difendere, rilanciare e sviluppare la funzione dell’edilizia pubblica.

ASIA-USB Roma