Sfratti in città, si aggrava l’emergenza

Lodi -

Famiglie che non riescono più a pagare il mutuo e vedono finire la loro casa all'asta, e affittuari con mesi di canone arretrato che vengono messi alla porta dal proprietario dell'appartamento, esasperato la sua parte pe ri mancati pagamenti.

Il numero di chi da un momento all'altro rischia di trovarsi in mezzo a una strada, da due anni a questa parte a Codogno è in continua crescita. Nasce da qui l'appello pubblico lanciato lo scorso anno alla città dall'amministrazione comunale per chiedere aiuto a chiunque fosse in grado di mettere a disposizione alloggi o contribuire con offerte di denaro.

Le risposte arrivarono, ma il perpetuarsi della crisi fa sì che la situazione non sia affatto migliorata. «Stiamo tamponando gli sfratti esecutivi con gli appartamenti che ci sono stati messi a disposizione dopo l'appello sull'emergenza sfratti - spiega l'assessore ai servizi sociali Rosanna Montani -. Il bisogno di casa interessa non soltanto chi è in graduatoria, ma anche quelli con assegnazione in deroga, ovvero che hanno avuto lo sfratto esecutivo e chiedono un alloggio per il periodo che va da quando vengono sfrattati a quando risecono a trovare una casa popolare o comunque un'altra sistemazione».

Il comune di Codogno ha modificato il regolamento in materia portando a 6 gli alloggi destinati all'assegnazione in deroga. Ma il timore è che non siano più abbastanza. «È una realtà oggettiva e negli ultimi due anni in continua crescita - sintetizza l'assessore -. Chi ha i requisiti per entrare in graduatoria un minimo di speranza di trovare casa ce l'ha, per gli altri è ancora più difficile».

I benefattori che hanno risposto alla chiamata del comune hanno chiesto di restare anonimi, e Montani si limita a descriverli come «privati cittadini e realtà ecclesiali. L'anno scorso abbiamo ricevuto 4mila euro in denaro e 6 appartamenti che da allora sono stati sempre occupati».