Bolognina, rinviato uno sfratto. Iniziativa di Asia-Usb e ass.ne Pugno stopsfratti in via Gandusio.

Bologna -

Bolognina, rinviato uno sfratto

Ne dà notizia Asia-Usb, mentre Pugno chiuso lancia l’allarme da via Gandusio: “Giovedì 23 febbraio vorrebbero sbattere in strada una decina di famiglie con il contratto scaduto”, picchetto dalle 6.

“Rinviato di tre mesi lo sfratto da una casa popolare della Bolognina”. Ne dà notizia Asia-Usb, in un post su Facebook. Continua il sindacato: “Dawit potrà rimanere in casa fino al 16 maggio. Di fronte all’arroganza di Acer che mura e tiene sfitte le proprie abitazioni gli inquilini resistono e chiedono una sanatoria per tutti gli inquilini sotto sfratto e senza titolo presenti nei complessi Acer. No agli sfratti dalle case popolari! La lotta per la casa sarà sempre al fianco di chi lotta per la difesa degli spazi sociali e di aggregazione dall’ Università fino ai quartieri! La repressione non ci ferma: Sara e Orlando liberi! Quartieri popolari, Xm 24 e 36 in lotta per il diritto alla città! Basta sfratti, sgomberi e repressione!”.

Domani, invece, l’allarme scatterà in via Gandusio. “Giovedì 23 febbraio vorrebbero sbattere in strada una decina di famiglie con il contratto scaduto”, scrive sul social network l’associazione Pugno Chiuso, dando appuntamento per il picchetto antisfratto dalle sei dei mattino in via Antonio Gandusio 8.

Si legge inoltre:”Loro vogliono i nostri soldi, noi vogliamo la casa. Voi con chi state? Dagli inquilini delle case popolari di via Gandusio si è alzata una voce forte e determinata contro le criminali politiche abitative delle istituzioni. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti:contratti a tempo, turnover delle assegnazioni, appalti alle associazioni finto-sociali e coop amiche per ricattare le famiglie. Sfitto pubblico occultato e svenduto (4000 alloggi popolari sfitti solo a Bologna), 27 milioni, solo per Gandusio, in parte già intascati dalle amministrazioni per il piano Rigenera che dovrebbe riqualificare i palazzi e intanto sfratta tutti gli inquilini.In un momento in cui la crisi esplode in tutte le città d’Italia, a Bologna i palazzi di via Gandusio resistono e rilanciano: basta sfratti, aumenti e contratti a tempo”.