Crisi Sociale e Crisi Urbanistica. QUALE FUTURO PER ROMA?

ASSEMBLEA PUBBLICA

per il 22 GIUGNO alle ore 17.00

SALA MAGNI della Facoltà di Architettura Roma Tre

(ex mattatoio) via Aldo Manuzio, 72

Roma -

Ad un mese circa di distanza dal convegno con le grandi “archistar”, dopo due anni di annunci e smentite e l’ennesimo rinvio dei cosiddetti stati generali di Roma, non c’è traccia di nessun processo pubblico per  ri – disegnare il futuro della città.

Nel frattempo la discontinuità sbandierata da Alemanno in campagna elettorale non è che un ricordo lontano e sbiadito. Il progetto delle Torri dell’EUR – patrimonio pubblico – dove l’opera di demolizione  e ricostruzione servirà a realizzare alloggi di lusso così come previsto dalla precedente amministrazione, rappresenta la contro prova “bipartisan” che nulla in realtà è cambiato, se non in peggio.

Roma è una città oggi che più che eterna appare come mai immobile, paralizzata per quanto riguarda  le soluzioni dei suoi problemi reali.

Una città che sta per essere scossa da decisioni prese dai soliti personaggi, chiusi nei “salotti buoni”, per poi essere consegnata di nuovo nelle mani di pochi, forti negli interessi delle industrie del mattone e delle rendite immobiliari.

Il futuro di Roma per Alemanno prende corpo: dal  GP di Formula 1, ai parchi a tema del vicesindaco Cutrufo, dalle troppe cubature private piazzate nell’area della ex Fiera di Roma, al lungomare di Ostia con annessi grattacieli, isole artificiali e deportazioni all’idroscalo; dalle piscine scandalo dei mondiali annegate nel vortice della speculazione, all’aggressione dell’agro romano mascherata da housing sociale, fino alla valorizzazione /svendita che si profila sulle aree demaniali.

La nuova corsa all’oro delle risorse di Roma è di fatto partita e questo non è che l’inizio…

Antiche ricette vecchi e nuovi poteri che ancora vogliono decidere sulle nostre teste, che calpestano e mettono sotto il tappeto i reali problemi di una metropoli che diviene giorno dopo giorno più invivibile, sempre meno nostra e sempre più estranea ai bi-sogni del cittadino che la abita.

La Roma della rendita e dei profitti che Alemanno vuole ritagliare su misura è una città militarizzata, chiusa e piegata ai meccanismi delle guerre fra poveri, che divide ed esclude; è metropoli dei servizi fantasma, della cultura arruolata alle ragioni del mercato e del controllo; è la metropoli dove nuove periferie dormitorio si sovrappongono alle vecchie, accumulando cemento su cemento, costruendo su “non luoghi” senza identità e socialità, mentre l’emergenza casa dilaga insieme alla disoccupazione ed alla precarietà sociale.

Non esistono “spot rassicuranti” che possono oscurare i reali problemi della nostra città.

Oggi la “crisi economica” si sovrappone e diviene  “crisi urbanistica”, patrimonio pubblico gettato alle ortiche, città che diviene merce da s/vendere, insieme alle nostre vite,  possibilmente  sull’altare del mercato globale.

C’è un'altra Roma, però, che resiste e si ribella a questa crisi che costruisce nuovi ambiti di socialità e nuovi modi dell’abitare più inclusivi per una città sostenibile.

E’ una città diversa, le cui traiettorie di trasformazione vengono disegnate dal basso da decine di comitati che si battono e lottano per i parchi, per il trasporto pubblico e la mobilità ciclabile, contro il piano dei parcheggi, per gli spazi sociali e culturali, le scuole ed i servizi pubblici; una città che non si rassegna alle nocività, alle antenne ed alle discariche, agli inceneritori alla privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni.

Un'altra Roma che lotta per il diritto alla casa e all’abitare che resiste a sfratti e  a sgomberi, agli aumenti degli affitti e alle dismissioni, che si ribella alla disoccupazione ed alla precarietà,  reclamando reddito, diritti, dignità.

Questa città, oggi, non è fatta più di mille rivoli che si sfiorano e non si toccano ma da affluenti che cominciano a convergere nel solco di un grande fiume in piena.

La città di sotto sta rovesciando l’ordine apparentemente immutabile delle cose, ricostruendo con un nuovo disegno collettivo, il volto sfigurato di questa metropoli.

Per questo abbiamo deciso, in vista e ben oltre gli stati generali di Roma, un percorso d’inchiesta di elaborazione e di attivazione comune, per incalzare un’amministrazione che ha l’obbligo di farci comprendere se i cittadini romani “sono gli stati generali di Roma” oppure se si vorrà tentare di relegarli ancora una volta “fuori dalla vetrina” facendo così subire loro decisioni che non li rappresentano.

Come tappa di questo processo allarghiamo l’appello per costruire insieme una

ASSEMBLEA PUBBLICA
per il 22 GIUGNO
alle ore 17.00

presso la SALA MAGNI della Facoltà di Architettura Roma Tre
(ex mattatoio) via Aldo Manuzio, 72

con la partecipazione dell’Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma: MARCO CORSINI

CONTRO RENDITA E SPECULAZIONE
PER LA CITTA’ COME BENE COMUNE

Prime adesioni:

l.o.a. Acrobax, Comitato Ansa del Tevere, Comitato Cittadino "Abbiamo riaperto il teatro del Lido",   Comitato Inquilini Resistenti Pincherle, Coordinamento cittadini e comitati per la difesa dell'EUR,  Movimenti per il diritto all'abitare (Blocchi Precari Metropolitani e Coordinamento cittadino di Lotta per la casa), Primavera Romana, Circolo Forte Ostiense PRC, Rete Non Bruciamoci il Futuro, Multivercity, Rete romana Mutuo Soccorso

Per informazioni, nuove adesioni, per partecipare alla costruzione dell’assemblea e dei suoi contenuti potete scrivere all’indirizzo e-mail qualefuturoperroma@gmail.com