15.10.2026 Contro la Crisi Abitativa Costruiamo la Piazza della Dignità!

ASSEMBLEA CITTADINA

Roma -

La profondità della crisi abitativa che attanaglia il nostro Paese è ormai sotto gli occhi di tutte e tutti. Ci sembra ormai inutile snocciolare i numeri dell'emergenza abitativa e quanto questa interessi strati sempre più ampi della società, così come pare ridondante ricordare quanto il peso di affitti esorbitanti, rate del mutuo e bollette (calcolate mediamente ben oltre il tasso di sovraccarico del 30%) sia insostenibile per persone singole e nuclei familiari i cui redditi sono spesso precari, i salari al palo e le possibilità di emancipazione delle giovani generazioni praticamente azzerate mentre l'inflazione corre e il carovita per i beni di prima necessità sembra ormai inarrestabile.

Di fronte a uno scenario così drammatico, il cosiddetto "Piano Casa" del Governo Meloni non offre certo le risposte necessarie a chi soffre il peso di affitti e mutui, a chi è sotto sfratto o pignoramento, alle decine di migliaia di persone e famiglie che attendono un alloggio popolare sicuro e dignitoso. Al contrario è utile solo a promuovere, ancora una volta, lo strapotere della rendita finanziaria e immobiliare, il nuovo consumo di suolo e la svendita del patrimonio pubblico, mentre si rafforzano sempre più la svolta securitaria e il controllo sociale sulla povertà e sulle forme di organizzazione sociale che intendono contrastarla. Per una manciata di voti e un po' di consenso elettorale, il Governo Meloni insiste infatti ad alimentare la fallimentare illusione di un paese di proprietari e di benessere garantito dalla rendita immobiliare, e a soffiare irresponsabilmente sul fuoco degli sfratti, degli sgomberi e della criminalizzazione delle pratiche di tutela del diritto all'abitare, proprio mentre l'emergenza abitativa continua a crescere.

Dall'altra parte, le uniche esigenze che questo governo sembra disposto ad accontentare sono quelle avanzate dalle organizzazioni padronali, che chiedono più social housing per la propria forza lavoro (altrimenti impossibilitata ad accettare posizioni lavorative nelle aree metropolitane), mentre per gli altri soggetti è disponibile solo a rifilare promesse vane (se non vere e proprie bugie, come ben rappresentato dalla questione degli studentati privati pagati con soldi pubblici) e repressione. Va detto, capitalizzando sui danni prodotti dai governi di tutti i colori che negli anni hanno abolito l'equo canone, favorito la finanziarizzazione della casa e la vendita di immobili e di case pubbliche, e approvato norme criminalizzanti come l'articolo 5 del Piano Casa Renzi-Lupi.

Quelle stesse associazioni padronali oggi si contorcono sui giornali, guardando a quanto sta accadendo in Spagna. L'infame sfratto di Maricarmen, donna ottantenne sfrattata dalla sua casa da un fondo immobiliare per fare probabilmente posto all'ennesimo bnb, ha riacceso la miccia delle piazze per il diritto all'abitare. Il muro popolare contro lo sfratto di Maricarmen e quelli dei giorni successivi, le centinaia di tende piantate a Puerta del Sol non hanno ottenuto "solo" il rientro di Maricarmen nella sua casa, ma imposto al governo Sánchez il blocco degli sfratti per cosiddetta "vulnerabilità" fino al 2030 e altre misure di sostegno al diritto alla casa. Le stesse piazze spagnole, in questi giorni, si stanno appellando all'inquilinato di tutto il mondo per lottare, affermando con forza che il conflitto e la determinazione popolari sono imprescindibili per affermare e ottenere il diritto alla casa di fronte alla violenza di dispositivi governativi e polizieschi, padroni, fondi immobiliari e poteri finanziari che sembrano altrimenti insormontabili. Come Movimento per il Diritto all'Abitare di Roma, intendiamo raccogliere questa chiamata e dire, una volta per tutte, basta!

 È arrivato il momento di mobilitarci, riprendendoci con decisione le strade, insieme a chi è sotto minaccia di sfratto o di sgombero, a chi è un passo dalla morosità, a chi, per pagare l'affitto o il mutuo, rinuncia a curarsi e a tante altre cose, a chi non ne può più di barcamenarsi per sopravvivere. Rivolgiamo questo appello a tutte le realtà sociali e sindacali, a tutte le singole soggettività, per costruire, dal 15 ottobre, la Piazza della Dignità e avviare, insieme, un percorso capace di affermare la dignità di chi rischia di perderla in assenza di un tetto sulla testa. Torniamo a decidere sulle scelte urbanistiche nei territori, non consentiamo lo smantellamento del patrimonio pubblico, rilanciamo la battaglia per un milione di case popolari, ora e subito. Dobbiamo fermare ora le spese per il riarmo e per le grandi opere inutili, chiedere risorse da destinare a welfare e case, generalizzare lo sciopero internazionale lanciato dai portuali per il 30 ottobre. Parafrasando una delle cosiddette "missions" dei fondi immobiliari che stanno razziando immobili pubblici in questo Paese, 

CONTRO LA CRISI ABITATIVA, REGENERA IL CONFLITTO!

Movimento per il Diritto all’Abitare

Asia-Usb