60 MILIONI PER CONTRIBUTI AFFITTO?

Roma -

La strategia del Governo è chiara: soldi e aiuti a imprese e rendita immobiliare, briciole per classi popolari e giovani generazioni

È ormai di tre giorni fa l'annuncio del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dello stanziamento di 60 milioni di euro a favore del Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, che vanno ad aggiungersi ai 46 milioni già stanziati all'interno del vecchio decreto Cura Italia
Cifre ridicole, la cui efficacia è smentita già ora dalla realtà: i comuni e le Regioni che hanno attivato formule varie di bonus affitti stanno ricevendo una mole immensa di richieste che non sono in grado di gestire in tempi rapidi né di soddisfare completamente per via dei criteri di accesso troppo stringenti.

Siamo di fronte all'ennesima conferma che la priorità politica del Governo a guida Pd-M5s è quella di tutelare il profitto delle aziende e la rendita immobiliare: i bonus affitti servono a garantire la speculazione su affitti e utenze piuttosto che tutelare i bisogni della collettività, in una fase di profonda e inedita crisi sociale. Ad assecondarli, in funzione di mediazione al ribasso, le rappresentanze sindacali e studentesche concertative, le uniche accettate nei dibattiti, nei grandi media e nelle consultazioni.

Da due mesi continua la nostra mobilitazione in tutta Italia e le nostre rivendicazioni si accompagnano alla costruzione della #NostraFase2, quella della lotta per soluzioni concrete ma radicali, della presenza tra i settori sociali e le giovani generazioni in difficoltà e del rifiuto del compromesso con chi è responsabile della situazione di estrema difficoltà economica e psicologica che gran parte della popolazione sta vivendo.

Ribadiamo le nostre rivendicazioni:
- Blocco del pagamento degli affitti e delle utenze
- Forma di integrazione al reddito per chi non ha alcun tipo di entrata economica (compresi i piccoli affittuari che vivono del canone di affitto)
- Blocco dei provvedimenti di rilascio per chi non può pagare e degli sfratti oltre il primo settembre
- Inoltre, occorre iniziare un'ampia discussione per l'abolizione della 431/98, per il ritorno all'equo canone, per un investimento straordinario in edilizia pubblica compresi gli studentati, per garantire a tutti il diritto alla casa

Continueremo ad allargare la nostra battaglia coinvolgendo le fasce popolari da Nord a Sud e costruendo il più ampio protagonismo delle giovani generazioni che rischiano di vedere ipotecato una volta per tutte il loro futuro.
L'enorme crisi a cui andiamo incontro necessita di misure imponenti e strutturali e di rimessa in discussione totale delle politiche di privatizzazione e liberalizzazione che hanno fatto esplodere le disuguaglianze in questo paese: nella consapevolezza che nessuno ci regalerà nulla, continueremo ad organizzarci per rompere l'isolamento e costruire l'alternativa.

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Noi Restiamo

Io resto a casa. Ma se non posso pagarla?

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