A Roma chi dovrebbe affrontare l'emergenza ne crea di nuova.

Grave colpa della Giunta Gualtieri e dell'Assessorato alla Casa nei confronti del Diritto all'Abitare. Un nucleo sfrattato dal Comune di Roma infatti si è ritrovato a dormire per strada ed ha aperto ieri una tenda presso gli Uffici del Dipartimento Politiche Abitative. A nulla sono valse le promesse dello scorso aprile, quando si prefigurava una collocazione in un Sassat. Lisiane, sfrattata dal Comune, rimarrà per strada perché lo stesso Comune non attiverà nemmeno una procedura di emergenza. L'avanzata della destra più becera è solo conseguenza dei fallimenti del campo cosiddetto progressita.

Roma -

Raccontiamo in seguito i fatti di ieri, la storia di Lisiane e di suo figlio, i quali hanno aperto un tenda all’interno del Dipartimento Politiche Abitative di Roma Capitale.

Lisiane è stata sgomberata dal Comune di Roma, dopo più di 20 anni di permanenza nell’alloggio pubblico, ed è stata sgomberata contestualmente alla notifica del Decreto di rilascio dell’alloggio del 16 aprile scorso, negandole dunque la possibilità di ricorrere al Tar. Non ci interessa in questa sede approfondire la modalità “amministrative e burocratica” dell’amministrazione. Questa era stata messa al corrente dei soprusi e delle violenze subite dalla donna, violenze che le hanno impedito di gestire in autonomia la sua condizione abitativa. Ricordiamo infatti che nel lungo lasso di tempo sono state approvate due leggi di regolarizzazione cui lei avrebbe potuto accedere semplicemente facendo la domanda: cosa che grida vendetta. Ci interessa comprendere piuttosto il ragionamento che si nasconde sotto le parole che ci sono state dette. Si, perché la risposta dei vertici del Dipartimento è stata che la violenza c'è stata più di dieci anni fa e dunque è, per così dire, prescritta, assieme alle botte, le angherie e le vessazioni subite?

 Nel frattempo Lisiane e suo figlio hanno dormito per strada fidandosi degli stessi vertici del Dipartimento, impegnatisi nel corso della nostra precedente azione a trovare una soluzione, mediante la collocazione in un Sassat (ex-residence). Invece nulla, si sono rimangiato tutto, niente soluzione.

A che serve un Piano Casa se è Roma Capitale stessa a spedire la povera gente in mezzo alla strada, comportandosi come quei soggetti privati che ogni giorno fanno eseguire decine di sfratti? Come possiamo meravigliarci, dopo questi fatti, del consenso che cresce a favore della destra più becera, razzista e populista, che raccoglie la rabbia di chi viene gettato nella disperazione dalle Istituzioni che dovrebbero proteggerlo?  

Ci chiediamo se la linea di questa amministrazione sia già quella che detta il governo, sgomberi e sfratti senza soluzione o ci sia ancora la possibilità di intervenire a priori, evitando che dirigenti o funzionari rovinino la vita delle persone con il loro zelo. Nel frattempo, mentre Lisiane dorme in tenda, o su una panchina, o in un centro di accoglienza per pochi giorni, in città ci sono migliaia di alloggi vuoti, destinati di essere occupati da chi una soluzione diversa non ce l’ha.

Noi continueremo la nostra battaglia per Lisiane e le tante persone che ogni giorno vivono il dramma di uno sgombero o di uno sfratto. Respingendo l'idea che sia la burocrazia a dettare l’azione politica, vanificando ogni progresso fatto finora nella lotta all’emergenza che attanaglia la città.

Asia-Usb Roma