Affitto, la beffa del buono casa "Manca la copertura finanziaria"

Roma -

Il caso -

Il bando relativo all’anno 2011 è stato pubblicato il 2 luglio. Ma per le migliaia di famiglie a basso reddito che avrebbero diritto al contributo per l’affitto di casa si profila un’amara delusione. Foschi e Valeriani (Pd): “le risorse disponibili sono passate da 35 a 1,5 milioni”. Unione Inquilini: “se tutto va bene, gli ammessi dovranno aspettare due anni per pochi spiccioli”. 125 euro, secondo i calcoli di Paese Sera  DI AMBRA MURÈ

In molti lo davano per disperso, ma alla fine il “buono casa” è tornato. Con un mese esatto di ritardo, il bando 2012 (relativo all’anno 2011) è stato diffuso dal dipartimento delle Politiche abitative il 2 luglio scorso. Mai come quest’anno si prevede una pioggia di domande. Ma per le migliaia di famiglie in trepidante attesa potrebbe profilarsi all’orizzonte un’amara delusione. “Il bando – avvertono Enzo Foschi e Massimiliano Valeriani, consiglieri rispettivamente alla regione Lazio e al comune di Roma (Pd) – risulta, infatti, privo di una concreta copertura finanziaria”.

UN SOSTEGNO PER L’AFFITTO – Il cosiddetto “buono casa” è un contributo integrativo che viene erogato alle famiglie a basso reddito come parziale rimborso del canone di locazione. I soldi provengono dallo Stato, che poi provvede a distribuirli ai Comuni attraverso le Regioni. Una volta ricevute le richieste, i Comuni stilano una graduatoria degli aventi diritto e, in base a questa, erogano finalmente il contributo. Quest’anno la scadenza per la presentazione delle domande è stata fissata al 30 settembre. “Visto l’andazzo degli ultimi anni – avverte Fabrizio Ragucci dell’Unione Inquilini – il bonus non verrà distribuito prima di due anni”. Eppure tanta attesa potrebbe persino rivelarsi vana. “Chi quest’anno presenterà la domanda, vedrà accreditarsi una sciocchezza dal Dipartimento politiche abitative del Comune”.

TAGLI DELL’85%, QUEL CHE RESTA DEL FONDO – Che cosa è successo? La risposta è semplice ed è una delle più comuni di questi tempi: tagli. “Il fondo sociale per gli affitti è stato ridotto dell’85% a livello nazionale”, spiega Ragucci. “Dai 220 milioni del bando 2007 siamo passati ai 35 di quest’anno. Che potrebbero scendere a 14 nel 2013”. La sforbiciata avrà ricadute pesantissime, soprattutto nella Capitale. “Negli anni scorsi – ricordano Foschi e Valeriani – il fondo stanziato per sostenere le famiglie romane più deboli finanziariamente ammontava a circa 35 milioni di euro”. Quest’anno invece “sembrerebbe che le risorse disponibili ammontino a soli 1,5 milioni di euro”. Se così fosse il bonus casa non sarebbe granché d’aiuto, posto che nelle tasche delle famiglie arriverebbero appena pochi spiccioli.

DA 1.500 a 125 EURO – Come ha ricordato l’assessore al Patrimonio e alla Casa, Lucia Funari, “il valore del contributo sarà determinato dalla divisione della somma totale erogata per il numero degli aventi diritto”. Prendendo come riferimento l’ultima graduatoria pubblicata e relativa al bando 2010 (oltre 12 mila ammessi), la spartizione del milione e mezzo significherebbe un contributo di appena 125 euro a famiglia. Contro i 1.500 pagati a dicembre per l’anno 2009. “Una cifra ridicola – commenta Fabrizio Ragucci – specialmente considerando il fatto che fino a 2 anni fa il bonus poteva arrivare anche a 3.100 euro”. L’unica speranza è che “la Regione si offra di integrare il fondo, come ha fatto per il pagamento del 2009”.

“L’ENNESIMA BEFFA” – I consiglieri del Pd, Foschi e Valeriani, partono all’attacco: “si tratta dell’ennesima beffa della giunta Alemanno. Siamo di fronte alla più bassa propaganda, quella che si fa sulla pelle dei più deboli. Presenteremo delle interrogazioni urgenti, sia in Comune che in Regione, per fare chiarezza”. Dello stesso avviso anche l’Unione Inquilini: “Alemanno – incalza Ragucci – avrebbe dovuto alzare la voce col Governo o quantomeno avere la decenza di non pubblicare affatto il bando”. “A Roma il sostegno all’affitto è una necessità atavica”, conclude lui. Che negli occhi ha ancora presente il volto dell’ultimo cittadino che si è presentato a chiedere informazioni sul buono casa: “un vecchietto di 81 anni, che paga 450 euro d’affitto e ne prende 650 di pensione”. Lo spiegassero a lui che dovrà fare a meno di questo contributo.

di Ambra Murè

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