“Bando affitti” Friuli Venezia Giulia, USB: no alle discriminazioni, riaffermare un diritto e prorogare i tempi

Nazionale -

È quanto mai assurdo e tristemente significativo che durante questa crisi sanitaria dovuta all'epidemia Covid-19, la giunta regionale del Friuli Venezia Giulia abbia impegnato il tempo a pensare come discriminare le fasce più debole e a rischio della popolazione, introducendo un dispositivo che impedisce ai cittadini stranieri, extracomunitari, di richiedere il sostegno alle abitazioni in locazione, il cosiddetto “bando affitti”.

Si è voluto inserire un criterio impossibile da realizzare: un certificato di impossidenza immobiliare nei paesi di provenienza, da richiedere nei consolati italiani nei paesi esteri, senza tener conto, peraltro, che tale prassi fosse stata superata in tempi molto recenti nel processo di istituzione del reddito di cittadinanza.

Non più tardi di un anno fa, infatti, il governo ha emesso una lista molto precisa degli stati che, in tutto il mondo, sono in grado di produrre quel tipo di documento ed è quindi chiaro che la deliberazione regionale è palesemente illegittima.
 
È ancora più paradossale che in regione si sia fatto finta di niente sul fatto che il 19 maggio sia entrato in vigore il D.L. 34/2020 che all'articolo 264, sospende in maniera molto specifica la norma riesumata dalla regione fino al 31 dicembre di quest'anno.

È solo grazie all'insistenza dell'Unione Sindacale di Base e all'organizzazione delle associazioni per l'integrazione degli stranieri, che il muro di silenzio ha cominciato a sgretolarsi obbligando alcuni comuni, tra cui Monfalcone (che l’estate scorsa si era reso protagonista di una forzatura normativa a bando chiuso, dovendo poi fare un’imbarazzante marcia indietro), ad adeguare i parametri di richiesta, 

Sottolineiamo che ad oltre 10 giorni dalla chiusura del procedimento per presentare domanda di contributo, ancora nessuna comunicazione ufficiale è stata pubblicata sul sito del comune di Monfalcone o su quello della regione Friuli Venezia Giulia, mentre fuori dai Centri di Assistenza Fiscale ci sono le code di cittadini che chiedono il nostro ausilio per accedere ad un sostegno assolutamente indispensabile a maggior ragione nel contesto di crisi in cui stiamo vivendo. Cittadini, va sottolineato, che vivono, lavorano e pagano le tasse qui. 

L'Unione Sindacale di Base Monfalcone/Gorizia pertanto, chiede a Regione e Comune, un’immediata e congrua proroga dei tempi per la presentazione delle domande, nella convinzione che un diritto va garantito e non può essere leso nel vergognoso tentativo mettere in campo, con pretesto demagogico e discriminatorio, un atto del tutto arbitrario. 

p. l’USB Federazione di Gorizia
Mauro Bussani 
Alessandro Perrone

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