Basta con gli avvertimenti mafiosi e con la corruzione dilagante. Il 10 maggio si è tenuta la manifestazione in Campidoglio.

Roma -

Appello alla mobilitazione.

 

Dall’approvazione del piano casa il primo marzo scorso ad oggi si sono moltiplicati i segnali inquietanti verso le occupazioni abitative, e le iniziative di riassetto urbanistico della città mostrano più legami con la corruzione e con la speculazione di quanto avevamo verificato con Veltroni.

Lo stillicidio di avvisi di sgombero ormai quotidiani si intrecciano con gli scandali che coinvolgono amministratori di ieri e di oggi, architetti e ministri vari. La concezione della sicurezza e della legalità vale sempre a senso unico: ordine pubblico contro chi lotta per i propri diritti, tutela per chi guadagna sulle tragedie (terremoto in Abruzzo), sullo sport (mondiali di nuoto), sulle emergenze (Regina Elena), sui migranti (progetto nuovo CIE). Una tutela garantita a suon di mazzette e di regalìe.

Lo straordinario rapporto che constatiamo ogni giorno tra gli interessi della rendita e la trasformazione della città, avvilisce la partecipazione dei cittadini e delle cittadine sulle scelte in atto e nega in varie forme il diritto primario all’abitazione. Il territorio non viene concepito come “bene comune” ma come prateria da razziare e da sfruttare. Le nocività introdotte sono molteplici e il livello di corruzione è nauseante.

Agire ora è indispensabile sia per porre un argine ad eventuali azioni di forza contro le occupazioni, sia per riaprire una stagione di protagonismo dal basso, partendo dal consiglio comunale di lunedì prossimo 10 maggio dove si affronterà la delibera relativa all’abbattimento delle Torri dell’Eur. Provvedimento che si vuole approvare contro il parere negativo dei comitati territoriali e dei movimenti per il diritto all’abitare.

 

Movimenti per il diritto all'abitare,

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