BERGAMO. VOGLIAMO UNA SOLUZIONE IMMEDIATA PER LA FAMIGLIA GAZAWA!
VENERDÌ 3 LUGLIO 2026 – ORE 16.30
PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA DI BERGAMO
SOLIDARIETÀ ALLA FAMIGLIA GAZAWA
CONTRO L’IPOCRISIA ISTITUZIONALE E LA STRUMENTALIZZAZIONE DEI PROFUGHI PALESTINESI
Venerdì 3 luglio 2026, alle ore 16.30, saremo in presidio davanti alla Prefettura di Bergamo per denunciare una grave responsabilità politica e istituzionale e per chiedere una soluzione immediata per la famiglia gazawa, arrivata in Italia dalla Palestina nell’agosto 2025 attraverso i corridoi umanitari promossi dal Governo italiano.
Parliamo di una famiglia composta da due genitori e tre bambini piccoli che, dopo essere stata accolta in Italia e trasferita a Bergamo, oggi rischia di perdere la propria sistemazione abitativa a causa dell’interruzione dei finanziamenti pubblici al progetto di accoglienza. Una situazione inaccettabile, che evidenzia tutte le contraddizioni di un sistema che utilizza l’accoglienza come strumento di propaganda, senza garantire diritti reali, continuità e dignità.
Tra i tre minori vi è anche un bambino seguito dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo attraverso un percorso sanitario specialistico, condizione che rende impossibile qualsiasi ipotesi di trasferimento. Ignorare questo elemento significherebbe assumersi una responsabilità politica e umana gravissima.
Quando queste famiglie arrivarono in Italia, esponenti del Governo e delle istituzioni si fecero fotografare negli aeroporti e sui giornali, rivendicando il ruolo dell’Italia nell’accoglienza dei profughi palestinesi. Oggi, a riflettori spenti, emerge invece una realtà fatta di abbandono, precarietà e scarico di responsabilità tra istituzioni.
Questa vicenda dimostra come le politiche migratorie attuali siano costruite più sull’immagine che sui diritti, più sulla gestione emergenziale che su una reale volontà di inclusione. Accogliere non può essere un atto simbolico o mediatico: significa garantire stabilità abitativa, accesso ai servizi, continuità sanitaria e un futuro dignitoso a chi è stato costretto a fuggire da guerra, occupazione e violenza.
Per questo chiediamo alla Prefettura di Bergamo di assumersi pienamente le proprie responsabilità politiche e amministrative e di convocare immediatamente un tavolo con tutte le istituzioni coinvolte, affinché venga garantita una soluzione stabile, strutturale e dignitosa alla famiglia gazawa.
Invitiamo cittadine e cittadini, associazioni, realtà sociali e solidali a partecipare al presidio per costruire una risposta collettiva e per affermare con forza che i diritti non sono negoziabili.
La solidarietà non può essere selettiva né temporanea. Chi è stato accolto deve poter vivere con dignità, senza essere trasformato in strumento di consenso politico.