BOLOGNA. MA QUALE COLLABORAZIONE, VEDIAMO SOLO UNA CAROTA ED UN BASTONE.

Bologna -

Comunicato stampa ASI.A-USB

Come AS.I.A-USB abbiamo la necessità di precisare diverse cose in merito a quanto scritto sulle testate cittadine e su quanto affermato dall'Assessore Frascaroli a proposito delle occupazioni.

1. L'ex clinica Beretta non era più un'occupazione gestita da AS.I.A. e non abbiamo avuto alcun ruolo nella scelta di abbandonare lo stabile, tanto meno di aver accettato le soluzioni offerte dall'amministrazione.

2. La "collaborazione con Asia" annunciata dalla Frascaroli col fine di liberare gli stabili occupati è una cosa che esiste solo nella testa degli assessori.

Nell'ultima iniziativa organizzata da Asia sotto il Comune, da parte degli assessori alla casa e al welfare veniva proposto agli occupanti di iniziare i colloqui col Pris al fine di ricercare varie collocazioni e percorsi di reinserimento lavorativo.

Questa proposta è lontanissima da quelle avanzate da Asia, che da sempre chiede il diritto all'abitare tramite l'estensione dell'edilizia residenziale pubblica, ovvero le case popolari. In particolare abbiamo chiesto di impegnarsi in trattative coi proprietari degli stabili (via Irnerio) o in alternativa alloggi pubblici (non solo per gli occupanti ma per tutti i lavoratori e i disoccupati che subiscono l'emergenza).

Il Comune invece ha risposto e continua a rispondere solo con misure che portano a precarietà abitativa (strutture con ospitalità temporanea) e lavorativa (borse lavoro, tirocini, apprendistati).

Come è normale, abbiamo presentato e discusso le proposte dell'amministrazione con tutti gli occupanti, i quali ovviamente sono molto preoccupati dagli ultimi sgomberi eseguiti dalla Questura. Solo alcune famiglie hanno espresso la volontà di avviare colloqui col Pris (quindi nessuna soluzione è stata ancora proposta, né di conseguenza accettata), ben sapendo che verranno offerte, eventualmente, soluzioni di estrema precarietà e temporanee, ma solo perché è chiaro che la Questura vuole sgomberare tutte le occupazioni in città  e reprimere le giuste  lotte dei lavoratori che vogliono conquistare il diritto alla casa.

La Giunta Merola ha permesso che il problema della casa divenisse un problema di ordine pubblico e non un problema sociale da affrontare con politiche conseguenti. Ai processi di impoverimento della società si risponde con l’uso della polizia e con gli sgomberi.

Questo intendiamo con la carota e il bastone: precarietà abitativa o finire in mezzo alla strada.

Le misure di facciata con cui dicono di risolvere l'emergenza casa in realtà servono a crearne di nuova; partiti come PD e SEL continuano a buttare risorse pubbliche per realizzare edilizia cosiddetta ‘edilizia sociale’, con affitti ben più alti delle case popolari, che non risponde alle esigenze reali dei lavoratori e dei precari ma a quelle dei lori amici costruttori e banchieri. Questo mentre da anni continuano a vendere le case popolari e a cancellare il ruolo dell’edilizia residenziale pubblica.

Su questi temi l'Asia organizzerà a breve un convegno cittadino, perché mentre ci dicono che non ci sono risorse pubbliche, investono molti soldi in progetti che non hanno nessuna funzione se non quella di ingrassare chi questa crisi l'ha creata e lasciano nella precarietà la gente.

Quindi rendiamo noto che per ora non vediamo le condizioni per porre fine alle occupazioni abitative; che non si tratta di collaborazione ma di confronto con l'amministrazione, perché  se stessimo collaborando significherebbe che siamo d'accordo con queste misure e così non è; soprattutto che la nostra lotta non si ferma perché ogni giorno sempre più persone vedono calpestati i propri diritti.

16.01.2016

AS.I.A-USB Bologna

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