Casa, partorito l’inganno del governo Meloni: un piano che favorisce la rendita e cancella l’edilizia pubblica.

Roma -

Infine ci siamo: il governo ha approvato e finanziato il Decreto Legge millantato come "Piano Casa Italia" con il quale si stanziano 970 milioni di euro per i prossimi quattro anni per un supposto Programma straordinario nazionale di recupero e manutenzione del patrimonio di edilizia pubblica e di edilizia sociale.

Il finanziamento prevede un intervento di poco più di cento milioni l’anno fino al 2030 per tutto il territorio nazionale ed è facile comprendere quanto sia irrisorio l’impegno preso e quanto sia intriso di propaganda utile a nascondere la parte velenosa del Piano Casa del governo Meloni. Senza contare che il tutto sarà garantito da una figura commissariale mista in carica fino al 31 dicembre 2027 e che potrà attivare ordinanze in deroga ogni volta che sarà necessario, facendo capo al fin qui inefficiente ministro Matteo Salvini. Sarà anche rafforzato lo strumento del riscatto dell’alloggio pubblico con conseguente perdita ulteriore di patrimonio utile da destinare alle fasce sociali più deboli.

Oltre affermare che questo sancisce l'ulteriore arretramento dell'Edilizia Residenziale Pubblica (era difficile ma ci sono riusciti), possiamo essere certi che non fermerà ulteriore  speculazione e inevitabile incremento delle procedure di sfratto e sgombero, da aggiungere agli oltre 2,5 milioni di sfratti eseguiti negli ultimi 30 anni.

Chiariamo subito un punto: quello che é stato presentato ieri non è un vero Piano di Edilizia Pubblica ma un'operazione per attrarre grandi investitori nel paese e ingraziarsi i proprietari di casa interessati a sbarazzarsi dei propri inquilini nel minor tempo possibile. Parte così anche l’avventura denominata edilizia residenziale sociale (articolo 6) per la locazione di lunga durata con facoltà di riscatto e la conseguente cancellazione dello strumento conosciuto come ERP e se a questo aggiungiamo il Fondo Housing Coesione (articolo 7) la partita è destinata a diventare terreno di conquista della rendita e dei grandi investitori privati. È chiaro che tutto sarà facilitato dalla semplificazione delle procedure urbanistiche ed edilizie come spiega bene l’articolo 8 del decreto.

Saranno proprio i Fondi di investimento insieme a Invimit e Cassa Depositi e Prestiti ad avere molteplici agevolazioni. In cambio dovranno garantire alloggi a prezzi inferiori al mercato, anche se la formulazione rimane vaga. Nessuna specificazione sui meccanismi di controllo e garanzia né su cosa voglia dire in termini pratici inferiori al mercato. Quale mercato? Quello che oggi massacra il 30 per cento degli Italiani con mutui e affitti insostenibili? Se fosse quello lo scopo occorrerebbe calmierare e mettere mano alla legge sugli affitti introducendo criteri di proporzionalità sui redditi percepiti. Il target del Governo Meloni invece è un altro, cioè quella classe media a cui puntare alle prossime elezioni politiche e dunque in conferenza stampa, per aggraziarsi la cosiddetta "fascia grigia" (chi non rientra nell'Erp ma nemmeno si colloca agevolmente sul mercato degli alloggi) la Premier si è rivendicata quasi 5000 sgomberi di case popolari in 3 anni e mezzo. Di contro nel Piano Casa non vi è la previsione di un alloggio Erp in più, ma la manutenzione straordinaria di 60 mila alloggi (40 mila in meno rispetto le precedenti dichiarazioni). Alloggi che ad oggi non possono essere assegnati in quanto gli enti gestori (regionali) li hanno lasciati letteralmente ed impunemente marcire, aggravando non poco la crisi abitativa. Non è un vaso che la Lombardia da sola assorbirà quasi un terzo degli interventi, con grande vergogna di chi l'ha amministrata fino ad oggi.

Al capo 2 del Decreto poi entra nel merito della cosiddetta “edilizia integrata” dove si prova a raccontare il Decreto come uno strumento sostenibile  dal punto di vista ambientale e sociale. Secondo la Premier questa è la parte più rilevante del provvedimento perché rivolto a studenti, giovani coppie e anziani. Quello che non dice è che il tutto sarà fatto dentro il partenariato pubblico/privato con buona pace della funzione sociale prevista. primo fondo. Tradotto, state pur certi che gli speculatori arriveranno.

Infine, c’è il capitolo che riguarda gli sfratti e gli sgomberi di questo Piano (senza) casa. A fronte del dramma della crisi abitativa che attanaglia ormai ogni angolo del Paese, il governo Meloni ingloba nel Piano Casa le proposte di legge a trazione leghista per rendere gli sfratti eseguibili in 10 giorni senza notifica. Questo dovrebbe stare dentro un Disegno di Legge che dobbiamo contrastare senza se e senza ma.

Asia-Usb
Movimento per il Diritto all'Abitare