CASE ENTI: CAMPAGNE MEDIATICHE STRUMENTALI.

Pubblichiamo un contributo di un inquilino degli Enti Privatizzati.

Roma -

La legge dell’equo canone- invisa agli speculatori immobiliari di ogni provenienza – è stata boicottata e poi azzerata grazie ad una campagna mediatica strumentale -” affittopoli”- montata ad arte su nomi eccellenti, come D’Alema, affittuari legittimi di case di Enti previdenziali. Oggi la campagna strumentale sta montando di nuovo; l’obiettivo è quello di screditare la lotta degli inquilini di questi Enti, in modo che possa continuare, senza sussulti, la loro speculazione immobiliare.

 

Sull’onda degli scandali e dei reati – anche immobiliari- che riguardano personaggi in vista, la grande stampa e le TV sta lanciando messaggi strumentali ai lettori “distratti e smemorati”, ma anche ai piccoli proprietari, agli inquilini vessati da mutui o da affitti privati salatissimi, ai politici di ogni colore.

Come ai tempi di “affittopoli” stanno facendo credere al Paese che gli inquilini degli Enti previdenziali

stanno facendo ricchi affari nell’acquisto o nella locazione degli appartamenti in cui abitano, grazie al fatto che tra di loro vi sono  i potenti di turno : politici in vista, burocrati potenti, sindacalisti conniventi...

La campagna mediatica su “affittopoli” non tendeva a colpire D’ Alema - legittimo affittuario di un Ente para-pubblico e pretesto di comodo – ma a smantellare la legge dell’equo canone, com’è avvenuto.

Il “ Fatto quotidiano “ del 19 maggio u.s. titola in 1^ pagina : “Enasarco - case dei potenti a Roma, una lunga lista agevolata - 780 euro per 200 mq”  o ancora : “che affarone per i potenti le case degli Enti”.

Mentre girano queste favole strumentali, gli inquilini veri dell’Enasarco e di altri Enti previdenziali - come comitati inquilini in seno all’ASIA-USB (RdB) – stanno conducendo una dura lotta contro sfratti, aumenti smisurati degli affitti, dismissioni speculative delle case in cui abitano da molti decenni.

E’ proprio questa lotta sacrosanta che solleva campagne mediatiche strumentali a difesa della speculazione immobiliare di Enti previdenziali, banche, assicurazioni, palazzinari di ogni sorta e dimensioni.

Nessuno ricorda – ad es. - che gli Enti previdenziali pubblici - per storia, natura, finalità, sussidi pubblici, agevolazioni - sono altra cosa dalla proprietà immobiliare privata e costituiscono un “calmiere storico” rispetto alle pretese di coloro – grandi o piccoli proprietari privati – che trattano il bene-casa come merce aggiotata su cui speculare, ben oltre i limiti di rendite e profitti che riguardano altre merci ed altri beni.

Nessuno ricorda che questi Enti – che avevano l’obbligo di dismettere a prezzi concordati di legge i loro immobili entro il 1^ marzo 2001  (legge 104/96), garantendo gli inquilini che non potevano comprare – si sono privatizzati dopo il 2001-  e poi con l’uso strumentale della “interpretazione autentica” e del comma 38 del decreto legge 243/04 (www.forumdac.it) hanno ribaltato retroattivamente le leggi 104/96 e 104/04.

Hanno potuto così raddoppiare o triplicare i canoni di locazione (1200 euro per 100 mq) , concordandoli con i sindacati inquilini consociativi e sfruttando la vigente legge truffa 431/98 (canoni liberi e accordi-bidone con i sindacati inquilini). Analoga speculazione privatistica “libera” hanno subito i prezzi di vendita delle case, cedute anche in blocco ad Enti speculativi privati. Sono entrati così nell’affare immobiliare banche (mutui ed acquisti), assicurazioni (es. Ligresti),  imprenditori (Pirelli di Tronchetti Provera).

Nessuna merce ha subito aumenti di questo tipo, per effetto combinato del passaggio lira/euro (raddoppio dei valori immobiliari e dimezzamento del potere di acquisto di salari e stipendi) e della spirale speculativa illustrata sopra. Oggi, nei casi più favorevoli, i canoni di locazione di questi Enti (rendita parassitaria ultra- remunerata da canoni pagati per 40-50 anni) incidono per il 35-45 % dei redditi fissi più alti (salari e pensioni) : quindi non lasciano nessun margine all’acquisto di beni e servizi che il capitalismo deve vendere.

Nei casi più comuni, il canone di locazione raggiunge percentuali ben più alte (es- 80% di un salario medio o una pensione), costringendo l’inquilino a traslocare: 350.000 famiglie hanno lasciato Roma negli ultimi anni.

Dunque una spirale perversa – basata su rendite finanziarie ed immobiliari parassitarie - distruttiva di produzione , occupazione, vendita di beni e servizi (anche essenziali), investimenti, potere d’acquisto ...

Il fatto è che – nel capitalismo - ogni attore specula per suo conto, senza pensare agli altri attori né al Paese.

Bisogna anche ricordare che il valore del bene-casa – bene vitale - cresce non per abilità o per rischio del proprietario e neppure per  remunerare il capitale investito - meglio acquisito dalle pensioni dei lavoratori coinvolti - esso cresce per fenomeni sociali strutturali: aumento della popolazione, urbanizzazione  ed estensione delle città, riduzione pianificata degli immobili a canone sociale, ecc.

Ma i nostri giornali -  i cui padroni sono anche palazzinari, banchieri, (im)prenditori ed affaristi – tutto questo non dicono, sostenendo la rendita speculativa immobiliare e finanziaria. La stessa cosa fanno le TV, che hanno padroni dello stesso tipo e che - come i giornali - dipendono fortemente dalla pubblicità  che essi ricevono in cambio della propaganda strumentale che essi diffondono impunemente.

 

Roma 23 maggio 2010

 

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