CECINA. Tre sfratti al mese e pochi soldi

Livorno -

Niente blocco dei provvedimenti per Cecina. Burgalassi: «Residence e roulotte non bastano più»

CECINA. La situazione sfratti resta drammatica anche a Cecina. E le misure del decreto Milleproroghe del governo suonano come una beffa per la nostra città. Si prevede infatti il blocco per 6 mesi per i comuni capoluogo ed i comuni limitrofi con popolazione superiore a 10mila abitanti. Cecina, dunque, resta esclusa (mentre vi rientrano Rosignano e Collesalvetti). Senza contare che la misura del governo, già di per sè, si limita ad alcuni casi.

È stata infatti decisa la sospensione sino al 30 giugno 2014 dei provvedimenti esecutivi di rilascio per chi ha un reddito annuo lordo familiare inferiore ai 21mila euro (nella legge 9/2007, il reddito imponibile era considerato "basso" se pari o inferiore a 27mila euro), occorre poi avere al proprio interno figli a carico, ultra sessantacinquenni, malati terminali oppure portatori di handicap con invalidità almeno al 66% e non disporre di un'altra abitazione nella stessa regione. Sfumata questa possibilità, Cecina fa i conti con numeri impietosi dell’esercito dei “senza casa” e risorse sempre più limitate, sebbene la Regione Toscana - ricorda Lia Burgalassi, assessore alle Politiche Sociali - abbia rifinanziato nel 2013 la legge che garantisce contributi per gestire l’emergenza. «Purtroppo il nostro lavoro di raccordo con l’ufficiale giudiziario - spiega Burgalassi - per cercare di gestire nella maniera meno dolorosa possibile i provvedimenti ingiuntivi è diventato più difficile da quando è stata soppressa la sezione distaccata del Tribunale. Anche perché il’ufficiale cambia ogni due settimane. Tuttavia riusciamo a gestire la situazione con le risorse che abbiamo messo in campo, anche se tra sempre maggiori difficoltà». Insomma, manca un quadro preciso di chi si trova, o si troverà nei prossimi mesi, fuori casa per l’ingiunzione del giudice. «Per ora abbiamo i dati di coloro che si rivolgono direttamente al Comune». In linea di massima, tutavia, si può parlare di una media di 3 sfratti al mese, co picchi stagionali.

I casi di emergenza abitativa non trovano soluzione con la graduatoria delle case popolari. «Ci sembrava punitivo nei confronti di chi è in graduatoria assegnare un alloggio ha chi ha sfratti per morosità». Quindi le soluzioni che il Comune di Cecina mette in campo sono il ricorso a circa 21 alloggi concessi dai privati sul territorio comunale (oltre a quelli di proprietà dell’ente pubblico). I 12 posti in residence, le 7 roulotte. E poi ci sono le risorse regionali per “bloccare” gli sfratti quando l’inquilino salda le mensilità arretrate. In questo caso - ricorda l’assessore Burgalassi - si tratta di somme comunque mai superiori a 8mila euro. Anche perchè non sono tanti quei proprietari che rinunciano all’esecutività del provvedimento per rientrare in possesso della propria casa. La preoccupazione per il futuro è tanta, anche perchè da maggio il Comune dovrà rinunciare agli alloggi nei residence (in concomitanza con la riapertura della stagione turistica). Mentre resta la disponibiltà delle roulotte nei campeggi, ai titolari dei quali va ilringraziamento dell’assessore Burgalassi.

Ma come evitare, a febbraio e marzo, di avere famiglie senza tetto in città? «Contiamo di poter destinare 5-6 alloggi dei 26 appena costruiti a Palazzi per fronteggiare la situazione». Con la consapevolezza che se non ci saranno interventi più massicci sul territorio provinciale, Cecina rischia di trovarsi ad affrontare una caldissima primavera sul fronte della casa.

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