CENTOCELLE, SFRATTO RINVIATO AL 7 DICEMBRE

LA SIGNORA ERMINIA PER ORA RIMANE A CASA. COMUNE E REGIONE BATTANO UN COLPO.

Roma -

Un picchetto numeroso ed eterogeneo, composto da tante realtà ma sopratutto dagli stessi sfrattati che solidarizzando l’uno con l’altra cercano di formare un unico blocco in grado di respingere l’ondata di sfratti in corso, ha ottenuto la proroga di un mese per l’alloggio in cui abita Erminia, residente storica del quartiere Centocelle, percettrice del solo Assegno Sociale..

L’impegno dei Servizi Sociali Municipali a contribuire, attraverso l’erogazione dei fondi previsti dalla delibera 154, al versamento di una caparra su un altro alloggio, è un aiuto prezioso per Erminia, ma senza la possibilità di accedere alla 163 per il contributo all’affitto (trattasi di fine locazione e non morosità) non è uno strumento risolutivo.

Sarebbe risolutiva invece l’assegnazione di una casa popolare da parte del Comune di Roma, avendo la signora presentato regolare domanda già nel 2014. Qui iniziano i problemi: non è mai stato assegnato un punteggio, gli uffici lavorano a goccia ed è quasi impossibile farsi ricevere, le case popolari sono insufficienti a far fronte sia alla graduatoria che alla nuova emergenza, ossia quella che si profila  all’indomani del Lockdown (4.500 esecuzioni a Roma).

D’altro canto al Regione Lazio non ha mantenuto le promesse fatte alle parti sociali in merito ai tavoli specifici da aprire per affrontare l’emergenza abitativa. Di fatto in seguito all’assegnazione delle case per gli abitanti di Carvaggio, non vi sono stati più segnali di apertura o confronto.

Il Governo, infine, al tema Casa non ha dedicato una riga. Nel P.N.N.R. c’è solo l’ecobonus ed ai piagnistei dei costruttori sul rincaro dei prezzi delle materie prime si è subito risposto nel D.L. Sostegni con un fondo per la copertura di eventuali aumenti. Va sottolineato che i costruttori hanno chiesto la CALMIERAZIONE dei prezzi. Parliamo degli stessi soggetti che invocano come un mantra il “libero mercato” quando si tratta di speculare su vendite ed affitti e mortificano qualsiasi tentativo, seppur timidissimo, di intervento da parte degli enti pubblici.

A questo punto o i soggetti pubblici, dal livello centrale a quello periferico, cominciano a progettare e finanziare una politica per la Casa seria, corposa e lungimirante, oppure centinaia di migliaia di nuclei familiari si ritroveranno per strada senza che nessuno sia in grado di garantire il passaggio da casa a casa.

Per questo Asia-Usb continua ad indicare i provvedimenti e le misure da prendere con urgenza.

  • Bloccare sfratti, sgomberi e pignoramenti sulla casa di abitazione.
  • Bloccare i processi di gentrificazione nelle città, assieme a qualsiasi processo di dismissione del Patrimonio Pubblico.
  • Abrogare la Legge n.431 del 1998 che ha dato vita a canoni  spropositati ed introdurre una legge con forti elementi di calmierazione.
  • Tassare gli immobili invenduti ed inutilizzati delle grandi proprietà, sgonfiando così  la bolla speculativa della rendita. Pensare a una norma ispirata all’art. 42 della Costituzione per intero (La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti).
  • Restituire all’Edilizia Pubblica il ruolo per cui è stata pensata, cioè garantire il Diritto alla Casa
  • Pensare a un nuovo strumento per finanziare l’edilizia pubblica (una nuova Gescal) e incrementare il patrimonio esistente (un milione di case popolari in più in dieci anni).
  • Rendere efficienti ed al servizio dei cittadini gli uffici e gli enti che hanno il compito di gestire il patrimonio pubblico.

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