CHI FERMA LE SPECULAZIONI? GLI INQUILINI RESISTENTI CHIAMANO LE ISTITUZIONI AL CONFRONTO, ASSEMBLEA AL MUNICIPIO VIII.

Giovedì 6 marzo alle ore 17,00

ASSEMBLEA PUBBLICA

nella Sala Consiliare dell’VIII MUNICIPIO

Via Benedetto Croce, 50 – Roma (zona Ardeatina)

 

 

Roma -

A metà gennaio 2014 il Consiglio di Stato ha emesso un’ordinanza (n. 103/2014) con la quale ha bloccato le dismissioni del patrimonio della Cassa Ragionieri qualificandolo come “patrimonio pubblico” e pertanto sottratto alle norme proprie di una vendita tra privati. Tale ordinanza ha anche confermato la qualificazione giuridica “pubblica” dell’attività istituzionale degli Enti previdenziali già attestata in precedenza sia dallo stesso Consiglio di Stato (sentenza n.6014/2012) sia dal TAR del Lazio (sentenza n. 5938/2013), recependo tra l’altro la direttiva comunitaria n. 2004/18/CE.

I 9 dicembre la Camera dei Deputati, su spinta dell’ASIA-USB e dell’inquilinato resistente degli enti previdenziali, ha approvato una Mozione che chiede di: chiarire il quadro normativo che regola il processo di dismissione del patrimonio immobiliare degli Enti pubblici, richiamando l’applicazione per la gestione dello stesso la L. 410/2001; aprire un tavolo istituzionale di confronto anche con la partecipazione dei sindacati degli inquilini; garantire le più ampie ed eque tutele per gli attuali inquilini; regolamentare gli inquilini cosiddetti “sine titulo” o irregolari ed infine “valutare” la sospensione delle aste, degli sfratti e degli sgomberi.

Sono passati alcuni mesi e nulla ancora è stato fatto dal governo per rispondere all’impegno del Parlamento e alla inoppugnabile orientamento in ambito sia nazionale che comunitario.

Le dirigenze dei vari Enti e Fondazioni continuano ad andare avanti senza sosta come se nulla fosse accaduto, anche se il loro sistema comincia a vacillare (vedi le dimissioni del Presidente dell’Inps Mastrapasqua, del vice-Presidente dell’Enasarco, ecc.); l’Enpaia continua a sfrattare gli inquilini, che già pagano canoni di 1100,00 euro al mese, perché impossibilitati ad accettare aumenti anche dell’80% e lascia decine di alloggi vuoti perché offerti a canoni superiori agli attuali livelli di mercato.

I “signori della previdenza” vogliono far passare l’idea che le pensioni degli iscritti sono in pericolo, non per gli investimenti mobiliari fatti in fondi spazzatura, ma perché gli inquilini si oppongono alla “valorizzazione selvaggia” del patrimonio abitativo, agli aumenti insostenibili degli affitti nonché agli sfratti, alle dismissioni a prezzi superiori a quelli medi del mercato immobiliare. Si cerca di rimuovere totalmente il fatto che questo patrimonio è nato per avere una funzione sociale, che gli enti proprietari sono enti senza scopo di lucro e che la legge li obbligava a dismettere gli alloggi agli inquilini entro il 2001 (quando veniva valutato in base al valore catastale), quando molti inquilini - in età più giovane - avrebbero potuto far fronte all’acquisto della propria casa.

STOP ALLA GESTIONE SPECULATIVA DEL PATRIMONIO DEGLI ENTI.

IL PARLAMETO APPROVI UNA NORMA CHE PRENDA ATTO DELLA RECENTE ORDINANZA DEL C.d.S. E DELLA MOZIONE APPROVATA IL 9 DICEMBRE 2013!

DOPO L’ORDINANZA DEL CONSIGLIO DI STATO E L’APPROVAZIONE DELLA MOZIONE IN PARLAMENTO
CHI FERMA LE SPECULAZIONI?

Giovedì 6 marzo alle ore 17,00

ASSEMBLEA PUBBLICA

nella Sala Consiliare dell’VIII MUNICIPIO

Via Benedetto Croce, 50 – Roma (zona Ardeatina)

 

 

- per fermare gli aumenti degli affitti; le dismissioni a prezzi di mercato degli alloggi degli Enti previdenziali pubblici e privatizzati, dei Fondi ecc.; il caro-mutui; tutti gli sfratti (anche quelli per morosità incolpevole) e gli sgomberi;

- perché il Parlamento approvi una norma che ribadisca la gestione pubblica del patrimonio degli Enti previdenziali e dei Fondi e riconosca il diritto alla casa agli inquilini senza titolo;

- per l’apertura di un Tavolo inter-istituzionale che predisponga, insieme agli enti locali, un piano per la tutela di tutti gli inquilini.

 

Sono invitati a partecipare: il Presidente del Municipio III, rappresentanti della Regione Lazio e di Roma Capitale, i parlamentari che hanno presentato le Mozioni.

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