CHI FERMA LO SGOMBERO NEI CONFRONTI DELLE FAMIGLIE TRUFFATE NEL P.D.Z. DI FIUMICINO E NEGLI ALTRI PIANI DI ZONA?

Fiumicino -

IL SINDACO MONTINO OMETTE LA LEGGE SULL’EDILIZIA AGEVOLATA A ISOLATO STAZIONE DI FIUMICINO

LA REGIONE NON SI COSTITUISCE NELLE PROCEDURE DEL TRIBUNALE FALLIMENTARI E NON CONCLUDE LE PROCEDURE DI REVOCA.

CHI FERMA LO SGOMBERO NEI CONFRONTI DELLE FAMIGLIE TRUFFATE NEL P.D.Z. DI FIUMICINO E NEGLI ALTRI PIANI DI ZONA?

Continuano le visite dei custodi giudiziari per invitare le famiglie a rilasciare gli alloggi nel piano di zona Isolato Stazione Fiumicino, edificio di Via Berlinguer, costruito dalla Ditta fallita nel Marzo 2018 Cicchetti Massimo S.r.l., già accusata dalla procura di Roma di truffa aggravata e continuata ai danni degli attuali residenti e delle Istituzioni Regione Lazio e Comune di Fiumicino.

I residenti, dopo aver pagato anticipi non dovuti per decine di migliaia di euro e otto anni di affitti gonfiati, hanno visto lasciar fallire il costruttore che ha lasciato milioni di euro di debiti assolutamente ingiustificabili.

Il Comune di Fiumicino aveva già avviato, poco prima del fallimento, una procedura di revoca al costruttore per reiterati affitti gonfiati, procedura che poi archiviò su pressione del curatore fallimentare nel 2018.

A questa archiviazione non seguì mai da parte del Comune un avvio di revoca per fallimento, nonostante fosse previsto dalla Convenzione e una sentenza del Tar togliesse loro qualsiasi margine di discrezionalità nell’avviarla.

Così il tribunale fallimentare, fin dal giorno successivo alla chiusura del procedimento avvenuto a fine Novembre 2019, ha cominciato ad inviare a scadenza il custode giudiziario affinché le famiglie truffate lasciassero i propri appartamenti perché, come recita l’ordine di sgombero, una casa vuota si vende all’asta meglio rispetto ad una abitata.

Quasi parallelamente il 12 dicembre 2019 la Regione Lazio ha avviato una procedura di revoca del finanziamento pubblico elargito al costruttore. Una procedura che avrebbe dovuto spronare anche il Comune di Fiumicino ad avviare intanto una revoca per fallimento, invece il Comune ha continuato a restare alla finestra, anzi resta tutt’ora fermo nella sua posizione che vede i cittadini già truffati dover comprare, secondo loro, le case a prezzi di mercato dalla curatela, dopo aver versato già ingenti somme, altrimenti lo sgombero (tra l’altro facendo così passare per normale un fallimento da oltre 4 milioni d’euro in attivo di un ex concessionario già accusato di truffa).

Ciò vuol dire solo una cosa: il Comune di Fiumicino ancora cerca, come ha sempre fatto, di aiutare la curatela piuttosto che applicare la normativa. Questo al costo anche di uno sgombero di decine di famiglie.

Ma che qualcosa di poco chiaro traspare dal comportamento dell’Amministrazione comunale, più dedicata a ascoltare gli interessi delle banche che quelli dei cittadini truffati, è confermato da fatto che non ha mai risposto alle ripetute richieste di incontro avanzate da ASIA-USB.

Viceversa se la Regione, visti già i tre accessi del custode giudiziario, terminasse la revoca nei tempi necessari, vista la situazione di emergenza, il Comune di Fiumicino dovrebbe necessariamente annullare la convenzione e permettere ai cittadini truffati di vedersi riconosciuti i propri diritti e non dover lasciare case già ampiamente pagate.

Chi continua a tenere le bocce ferme favorisce la speculazione e impedisce che sia riportata la legalità e sia ridata la funzione sociale ai piani di edilizia agevolata, nati per affrontare l'emergenza casa.

 

ASIA-USB

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