COMITATI INQUILINI ENASARCO PROMUOVONO UNA PETIZIONE ALLE MASSIME AUTORITA' DELLO STATO

FIRMA!!

SI ALLEGA IL TESTO DELLA PETIZIONE DA FAR SOTTOSCRIVERE AGLI INQUILINI DELL'ENASARCO.

Roma -

 

I Comitati Inquilini Enasarco, associazioni nate spontaneamente dopo l’avvio del Progetto Mercurio (come viene chiamato, in modo molto significativo dal punto di vista del simbolismo,  il piano di dismissioni del patrimonio immobiliare della Fondazione), con il supporto e l’apporto di ASIA/USB, promuovono, presso tutto l’inquilinato, una PETIZIONE indirizzata alla Presidente della Repubblica, ai Presidenti delle due Camere e al Presidente del Consiglio dei Ministri, affinché si attivino concretamente al fine di comporre al più presto un tavolo tecnico che metta a confronto tutte le Istituzioni preposte ed i Comitati Inquilini, per ridefinire alcuni punti dell’Accordo Enasarco/Sindacati sottoscritto nel 2008. Tale Accordo è stato firmato tra le parti senza alcuna consultazione o coinvolgimento della base sociale, che si è quindi trovata di fronte ad un “pacchetto”preconfezionato, senza alcuna possibilità di muovere rilievi od osservazioni. In particolare, nella petizione si evidenzia che:

- la formazione dei prezzi alla partenza , che prende come riferimento il prezzo medio stabilito dall’Agenzia del Territorio, è sproporzionata verso l’alto, e risulta uguale, se non superiore, a quella proposta da una qualsiasi agenzia immobiliare; si è ben lontani dai prezzi offerti dagli Enti rimasti pubblici (INPS, INAIL, ecc.) all’epoca delle loro dismissioni

- in modo unilaterale, Enasarco stabilirà come e se tenere in considerazione lo stato di manutenzione, la vetustà, la qualità dei materiali, i servizi accessori

- la tanto sbandierata riduzione del 30% in favore dei conduttori (e dei loro parenti) è quella normalmente applicata in ogni transazione di vendita di un appartamento occupato; eppure, questo “sconto” , stando alla pubblicità diffusa dalla Fondazione e avallata dai media, sembra essere quanto di meglio offra il mercato, rendendo gli inquilini Enasarco dei “privilegiati”, rispetto alla massa degli affittuari; nessuno dice che questa riduzione sarà interamente riassorbita dall’ulteriore esborso (oltre alla somma pagata per l’acquisto dell’appartamento) che i neo-proprietari dovranno quasi certamente sostenere per le spese di manutenzione straordinaria, che la Fondazione non ha mai fatto in questi anni, causando il progressivo degrado delle strutture abitative, e quindi un loro sicuro deprezzamento

 - l’ ulteriore riduzione del 10% sul prezzo già scontato, prevista in caso di acquisto in forma collettiva  da parte di almeno il 70% degli aventi titolo, sarà difficilmente conseguibile, in presenza di tali condizioni di vendita.  In ogni caso,  questa percentuale è decisamente inferiore a quella a suo tempo applicata dagli Enti rimasti pubblici (fino al 15%, se il numero degli acquirenti avesse superato l’80% e fino all’8%, nel caso di acquisto collettivo da parte del 50% dei conduttori ).

- la platea che potrà usufruire del mutuo a 40 anni è estremamente limitata: infatti non potranno accedere a finanziamenti di tale durata tutti coloro che avranno più di 78 anni di età, in quanto la somma tra l’età anagrafica e la durata del mutuo non deve superare la cifra di 78; considerato che l’età media degli inquilini Enasarco (per lo più pensionati o lavoratori dipendenti, oltre che spesso monoreddito) si aggira sui 60 anni, ciò significa che chi ha questa età dovrà per forza contrarre un finanziamento a 15 anni, con conseguente pagamento di rate assai elevate (il reddito medio degli affittuari è di circa 1200 euro/mese), e forse non tutti hanno un figlio o un nipote in grado di sostenerne le scadenze, in tempi in cui pochi possono godere di un posto e di un reddito fisso che garantisca la solvibilità. Nel tema del crescente disagio sociale, si inserisce inoltre il gravissimo problema dei portieri e pulitori degli stabili Enasarco, che ancora non sanno quale sarà il loro destino dopo le vendite. A loro va la nostra convinta e ferma solidarietà. 

- per chi non vorrà, e soprattutto non potrà, acquistare, viene offerto un rinnovo del contratto di affitto di 5+3, secondo fasce di reddito complessivo (più basso che medio) in relazione ai componenti il nucleo familiare; c’è da dire che il rinnovo è “una tantum”e che alla scadenza  l’inquilino sarà probabilmente sfrattato: resta escluso quindi chi supera tali parametri reddituali ed anagrafici.

Molto ci sarebbe ancora da dire, ma riteniamo di avere riassunto le maggiori criticità presenti nel piano di dismissione, così come viene proposto e propagandato. Con la nostra petizione, tenteremo di modificarle, in modo da ampliare il numero dei potenziali acquirenti e le garanzie per chi non comprerà, pur volendolo ma non potendolo fare. Vi invitiamo quindi ad aderire compatti, appellandoci al senso di solidarietà e di condivisione che sono il presupposto indispensabile per ottenere un risultato positivo.

NEI PROSSIMI GIORNI PASSERA’ NEI VOSTRI STABILI UN RAPPRESENTANTE DEI COMITATI PER LA RACCOLTA DELLE FIRME.

 

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