Danese: «Sfratti, Lupi ci ascolti: disabili e malati non per strada»

Roma -

L’assessore capitolino alla Casa sulla mancata proroga al blocco degli sfratti voluta dal ministro: «C’è quasi un conflitto di competenze»

ROMA - «Sugli sfratti dico che non possiamo buttare per strada persone che hanno anche patologie o altri problemi. Ci sono famiglie con portatori di handicap e anziani con malattie invalidanti, non è che gli amministratori delle città sono stati con le mani in mano». Così l’assessore capitolino alla Casa, Francesca Danese, in un’intervista, sulla mancata proroga al blocco degli sfratti voluta dal ministro per le Infrastrutture con delega alle Politiche abitative, Maurizio Lupi. «Martedì è partito l’appello di Marino e Pisapia, dopo quello di cui mi ero fatta promotrice insieme alle città Metropolitane di Milano e Napoli, cui se ne sono aggiunte altre, significa che c’è un problema importante- ha concluso Danese- Speriamo che Lupi ci ascolti».

 

Le contraddizioni

Sul tema della Casa e dell’emergenza abitativa, le politiche del governo sembrano andare in una direzione totalmente opposta rispetto ai programmi che intendono seguire Regione Lazio e Roma Capitale. L’articolo 5 del decreto Lupi (poi trasformato in legge) che revoca le residenze agli occupanti senza un regolare contratto d’affitto, la volontà (dello Stato) di fare vendere le case popolari e l’eliminazione del blocco degli sfratti contrastano ad esempio con la delibera regionale sull’emergenza abitativa che punta forte sul ruolo degli alloggi popolari per dare una casa a migliaia di persone, anche agli occupanti. La contraddizione è chiara da tempo e anche Francesca Danese, assessore capitolino alla Casa da un mese, non ha potuto fare a meno di rilevare che «il dato che risulta lampante è che c’è quasi un conflitto di competenze. Se il titolo V della Costituzione ha un valore, io e Refrigeri potremmo andare avanti rispetto a quello che dice la Regione, che ha il potere di legiferare su temi specifici». Il rischio è che le norme nazionali possano vanificare il lavoro impostato nei vari tavoli (che a singhiozzo partono, si fermano e ripartono) con i movimenti e non solo, per cominciare ad applicare la delibera dell’assessore Refrigeri e cioè lo strumento più importante attualmente sul tavolo per iniziare a incidere pesantemente sull’emergenza casa a Roma. «E’ chiaro che si va in contrasto con quello che ha detto Lupi», ha evidenziato la Danese che, parlando all’agenzia Dire, ha avanzato una proposta per sciogliere il nodo «Potrebbe esserci un quesito giuridico? La butto lì...».

 

 

I movimenti

Non è sfuggita all’assessore l’assenza di un pezzo dei movimenti, in particolare di chi aveva occupato fino a pochi giorni fa l’anagrafe, contestando la negazione e la revoca delle residenze agli occupanti senza titolo, come previsto dall’art.5 della legge Lupi: «Sono molto dispiaciuta per quel pezzo di movimento non presente perchè quando c’è stata l’occupazione dell’anagrafe sono andata e ho avuto più colloqui. Purtroppo non posso cambiare una legge nazionale, mi rendo conto che non dare la residenza ai bambini che devono andare a scuola o non dare l’accesso alle cure per le persone e’ un tema importante che e’ stato sollevato fortemente. Hanno occupato l’anagrafe e mi sono assunta una responsabilità importante, c’erano atti legati alla privacy dei cittadini, c’e’ stato rispetto dall’una e dall’altra parte». Oggi «c’era la possibilità di riprendere in mano delle questioni che fortemente ci legano alla delibera Refrigeri che poteva darci delle soluzioni. Il fatto che non siano venuti mi è dispiaciuto perchè sono abituata al dialogo, al confronto e dove si può all’incontro». Gli assenti reclamavano anche la presenza di un membro della prefettura proprio per affrontare in quella sede anche il tema dell’art. 5: «Il prefetto è stato sempre molto disponibile, anche in questi giorni, c’e’ la consapevolezza di una citta’ che può esplodere tra sfratti, occupazioni e tensioni sociali. Volevamo ripartire prima con un confronto tra Roma Capitale e Regione e subito dopo ricoinvolgere il prefetto». I quattro tavoli su cui verranno calendarizzati gli incontri riguarderanno le modalità per censire gli abitanti delle occupazioni (tema piuttosto spinoso), le risorse da reperire (sembra che con i 196 milioni disponibili si possano ricavare non piu’ di 2mila alloggi), il patrimonio immobiliare che possono conferire il Comune e la Regione (compresi stabili Ater, Ipab e di altri enti controllati) e quello del Demanio.