DDL Sfratti: non ne azzeccano una

Il dibattito sul nuovo ddl rilascio immobili approda lla Commissione Giustizia del Senato e sui media.

 

Roma -

E' andato in onda ieri sul cane youtube del Sole 24 Ore un approfondimento sul DDL sfratti, ospite il senatore di FI Zattin.

Il presentatore nell'introdurre la breve (per fortuna) discussione, confonde le richieste di sfratto con i provvedimenti veri e propri (ossia le sentenze). Sulla base di questo macro errore si sviluppa il successivo dialogo, infarcito dei soliti stereotipi sui proprietari come classe bistrattata dall'ordinamento giuridico.

Non ci stupisce che i soggetti del caso non distinguano una richiesta da una sentenza, visto che proprio loro immaginano due stati di diritto separati: uno per i ricchi e uno per i poveri. Per inciso, se a lor signori servissero approfondimenti gratuiti sui procedimenti di rilascio e sul dramma sfratti che milioni di famiglie vivono sulla loro pellaccia, ci contattino pure.

D'altronde non ci stupisce la provenienza politica degli estensori di determinate proposte.

Che si definiscano liberali e difensori della civiltà, di fronte all'avanzata della "barbarie spagnola", alle elezioni berlinesi, alle proteste in Francia, al programma Mandami, è un gustoso contorno, viste le innumerevoli norme ad personam tentate (e spesso riuscite) dal loro fondatore.

Rimane da capire in che modo invertire la rotta tutta italica della questione abitativa, dove il Governo legifera a favore della speculazione, il capo di Confedilizia ha un posto d'onore fra le pagine dei quotidiani palazzinari e, infine, sulle più prestigiose testate si dispensano consigli su come evadere le tasse.

Asia-Usb