«Diritti per tutti» blocca una raffica di sfratti

Brescia -

 

 

In vicolo Candia il Comune offre di pagare l'affitto ma la proprietà fa partire la procedura, Poi il rinvio

Raffica di sfratti ieri mattina in città. In vicolo Candia, in via Pusterla, in via Gorizia, in contrada del Carmine. Situazioni di famiglie precipitate nell'indigenza dalla perdita del lavoro. Ma anche situazioni di disagio più generale. In vicolo Candia momenti di tensione tra l'avvocato della proprietà e il presidio di Diritti per tutti che ha alzato un cordone sanitario davanti al civico 7 del vicolo del rione Cantarane. Qui abita in affitto una coppia di italiani in due stanze maleodoranti e caotiche. La donna è un cura in un Cps, lui ha avuto in passato problemi di alcolismo. Vivono della pensione di lei, 280 euro, raccontano gli attivisti di Diritti per tutti. Troppo poco per pagare i 450 euro di affitto. E infatti da dicembre 2013 sono inadempienti, precisa l'avvocato Lorenzo Bonu che rappresenta la proprietà Braga.
Ma la coppia è in graduatoria per ricevere un alloggio Aler, vicina ad entrarci visto che è ai primi posti in considerazione dei fattori di disagio. Si tratterebbe di aspettare 3 mesi. Tra l'altro, questo è un caso in cui è in campo il Piano di contenimento sfratti del Comune. Il quale anche l'altro ieri ha comunicato di essere pronto a versare il canone intero per il tempo che manca all'assegnazione del nuovo alloggio. Ma la proprietà non ha accettato. L'avvocato a quelli di Diritti per tutti ha ribadito: «Intendo eseguire lo sfratto ora». Nessuna intenzione di rinviare, quindi, anche se alla fine su un rinvio, complice la mediazione della Digos, le «parti» si accorderanno: il 15 aprile.
LA TENSIONE serpeggia quando l'avvocato cerca di entrare nell'appartamento. Gli attivisti fanno barriera. Si discute, i toni si accendono. Avvocato perchè non accettate i 450 euro del Comune e chiuderla così tra tre mesi? «Perchè restano fuori i canoni arretrati e le spese per il rinvio», è la risposta. Umberto Gobbi di Diritti per tutti coglie la palla al balzo: «Il punto debole del piano contenimento sfratti è la mancanza di collaborazione dei proprietari». Il round finisce con la coppia che rientra nelle due stanze e l'ufficiale giudiziario che si appunta il 15 aprile.
RINVIO AL 25 marzo invece in via Pusterla. Qui una famiglia algerina con due figli è inadempiente verso la proprietà Gnutti. Colpa della perdita del lavoro del capofamiglia. Anche qui il Comune era pronto ad intervenire con una parte dell'affitto, e l'algerino avrebbe già trovato un alloggio a Camignone. Ma lo sfratto è stato fatto partire. Problematiche analoghe in contrada del Carmine, in via Gorizia. E.B.

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