Emergenza abitativa a Livorno. Il segretario generale blocca la delibera sulla Chiccaia

Livorno -

Oggi pomeriggio le famiglie iscritte al sindacato Asia-USB e all’Unione Inquilini di Livorno hanno organizzato una protesta congiunta durante il consiglio comunale straordinario. Nelle ultime settimane decine di famiglie sono state sfrattate per morosità incolpevole senza che il comune sia intervenuto neanche nei casi più gravi (come malattia e invalidità degli inquilini o presenza di minori. Non succedeva da diversi anni, per l’esattezza dalla primavera del 2012 quando decine di famiglie, appunto, decisero di occupare diverse strutture pubbliche (non case popolari da assegnare) per evitare di rimanere per strada.

 

L’unica soluzione prospettata ai movimenti per il diritto all’abitare e i sindacati inquilini era il riutilizzo emergenziale e temporaneo degli alloggi della Chiccaia. Uno stabile piuttosto vecchio ma ancora utilizzato da diversi nuclei familiari. La battaglia sulla Chiccaia si inserisce in una più ampia vertenza iniziata diversi anni fa sui piani di recupero in generale. A fronte di un’emergenza abitativa crescente le vecchie amministrazioni ordinarono l’abbattimento di centinaia di alloggi pubblici senza che contemporaneamente ne fossero costruiti in numero sufficiente. Una politica chiaramente criminale che può essere giustificata solamente dalla volontà di “favorire” società e cooperative di costruzione che (nei casi grandi piani di recupero urbano finanziati dalla regione  e dallo stato e non con delle semplici ristrutturazioni) possono garantirsi lauti profitti con soldi pubblici. Il caso del nuovo ospedale è emblematico in questo senso.

Dopo mesi di promesse e tavoli di trattativa oggi abbiamo finalmente scoperto, per bocca del segretario generale Giuseppe Ascione che ha materialmente bloccato la delibera in giunta, che il riutilizzo della Chiccaia non sarà possibile. Oggi abbiamo scoperto che un segretario generale conta più di un sindaco e di un’intera giunta. La giustificazione utilizzata è che gli appartamenti sono inagibili e pericolosi. In questo caso ci chiediamo come mai non vengono immediatamente sgomberati le decine, forse centinaia, di inquilini che ancora vivono in appartamenti identici. A questo domanda il segretario Ascione ha risposto: ”Se volete andate dai carabinieri a denunciare”…

Non siamo degli ingenui. Che non ci fosse mai stata la volontà reale di trovare una soluzione l’avevamo capito da tempo. Più grave è forse l’immobilismo degli ultimi mesi. In alternativa alla Chiccaia non è stato proposto nulla. Oltre alle decine di famiglie già per strada nei mesi di ottobre e novembre saranno sfrattati almeno altri 20 nuclei tra cui una famiglia di anziani invalidi e altri con neonati.

Come al solito probabilmente le varie famiglie troveranno soluzioni proprie occupando alloggi pubblici e privati per garantirsi almeno un tetto sulla testa. Ci toccherà sorbirci ancora una volta tutta la retorica sulla legalità e sulla correttezza. Di fatto  un’illegalità che “accontenta”  tutte le istituzioni, prefettura compresa, e che serve ad evitare di prendersi responsabilità scomode. Un’illegalità che ha generato negli ultimi due anni circa 58 procedimenti penali per occupazione abusiva ai danni di un pugno di attivisti e attiviste. I vari assessori, tecnici e segretari generali con stipendi pubblici, anche piuttosto alti, non vogliono mai rischiare nulla pensando più alle loro carriere che ai bisogni dei cittadini e dei lavoratori. Saranno come al solito i più poveri a pagarne tutte le conseguenze. Da questo punto di vista, purtroppo nulla è cambiato.

Per fortuna neanche la determinazione e la volontà di lottare di tutte le famiglie occupanti è venuta meno e nelle prossime settimane saranno previste altre iniziative di lotta.

30 settembre 2015

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