Emergenza casa, blitz in municipio. Rossi: "Stabile via Bixio va liberato"

Parma -

Sarebbero almeno 150 le persone costrette ad occupare abusivamente edifici privati. Mille gli sfratti in esecuzione presso il tribunale di Parma fra cui 300 già in fase avanzata

 

Blitz degli attivisti della Rete Diritti in casa, Spazio Sovescio e Artlab verso mezzogiorno nella reception del Municipio per chiedere un incontro con i rappresentanti dell'Amministrazione sull'emergenza abitativa.

Una trentina di persone, tra cui alcune famiglie che attualmente occupano case disabitate, hanno aspettato il sindaco per consegnargli un dossier con i dati sugli sfratti a Parma e alcune proposte di iniziative che il Comune, nel rispetto della legalità, potrebbe avviare per dare una risposta a un problema sempre più drammatico. Sarebbero almeno 150 le persone costrette ad occupare abusivamente edifici privati. Mille gli sfratti in esecuzione presso il tribunale di Parma fra cui 300 già in fase avanzata. Mille e seicento le domande per una casa popolare, a fronte di un patrimonio di edilizia residenziale pubblica insufficiente. LE PROPOSTE. "Chiediamo il blocco temporaneo degli sfratti  -  spiega Katia Torri della Rete Diritti in casa  -  e la requisizione temporanea di alloggi sfitti da tempo. Se viene dichiarata un'emergenza abitativa, il Comune può prendere legalmente questo provvedimento come fece il sindaco di Firenze Giorgio La Pira negli anni Cinquanta per non lasciare le persone del Sud in strada. Ha sempre vinto ogni ricorso legale. Poi, chiediamo l'esproprio permanente delle strutture di housing sociale rimaste invendute, come in via Budellungo. I privati ci hanno guadagnato costruendo, il Comune ci ha messo i soldi ed è giusto che se le riprenda, perché adesso servono. Si fa continuamente con i terreni per la Tav, si può fare anche con le case popolari. Infine chiediamo la possibilità di effettuare di interventi di autorecupero per l'edilizia residenziale non disponibile perché in necessita di ristrutturazione. Sono idee che bisogna cominciare ad eseguire". L'urgenza del confronto è data dal fatto che martedì dovrebbe essere approvato il piano casa di Renzi, che all'articolo 5 prevede di non dare la residenza a chi occupa abusivamente un'abitazione. "Le fasce deboli della popolazione vengono di fatto tagliate fuori dai diritti fondamentali come la sanità, l'istruzione, l'assistenza sociale  -  dichiara Torri  -  siamo tornati al regime fascista. Berlusconi non poteva fare di peggio. Chiediamo al sindaco una presa di posizione e ai rappresentanti parmigiani del Pd, che si sono dichiarati contro il provvedimento, di essere coerenti e votare contro". CONFRONTO CON ROSSI. Gli attivisti sono stati ricevuti dall'assessore ai Servizi sociali Laura Rossi. L'amministratrice si è dichiarata disponibile a cercare una soluzione per garantire l'accesso ai servizi pubblici a diversi occupanti che avevano da tempo la residenza a Parma, pur avendo cambiato il domicilio. Per altre persone che vivono a Parma senza residenza la situazione è più complessa: "Non sappiamo dove sono e dovremmo studiare delle modalità per registrarle all'anagrafe, perché si crea un vuoto a livello di giurisprudenza. Di certo però non possiamo accogliere tutti. Nell'ultimo mese e mezzo sono arrivati a Parma 140 rifugiati. E le nostre risorse si stanno esaurendo". "SGOMBERARE VIA BIXIO". L'assessore Rossi è rimasta ferma su un punto: gli occupanti devono lasciare lo stabile di via Bixio, su cui pende un'ordinanza urgente di sgombero perché gli spazi non sarebbero sicuri. Gli attivisti hanno contestato la mancanza di vere perizie tecniche sulla sicurezza dell'edificio. Hanno ribadito che da lì i sette nuclei famigliari non se ne andranno se non sarà trovata una soluzione alternativa. Se interverrà la forza pubblica, come ha annunciato la Rossi, saranno pronti a resistere con azioni eclatanti. Intanto, l'Amministrazione sta studiando come attuare pratiche di autorecupero e ha recentemente liberato 16 monolocali Erp. "Bisognerà però anche valutare le priorità  -  ha dichiarato Laura Rossi  -  attualmente ho una trentina di nuclei che stanno in residence. E poi persino sei casi di assegnatari di alloggi di edilizia pubblica che da più di un anno non ne prendono possesso, occupando di fatto due case". Ricevuto il dossier da consegnare al sindaco, l'assessore ha dato appuntamento agli attivisti per lunedì prossimo. (m. c. p.)

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