Emergenza casa. E' l'occupazione la soluzione per 265 persone

Bologna -

Bologna, 15 lug. – Sfrattati, pignorati, senza possibilità di pagare un affitto, a Bologna sono 265 le persone che hanno scelto l’occupazione come soluzione per la loro situazione abitativa, tra loro più di 60 sono bambini. 145 persone hanno deciso di occupare con il sindacato inquilini Asia Usb (22 sono minori) in via Irnerio, via Toscana (ex scuole Ferrari) e in via XXI Aprile (ex Beretta). 120 con lo sportello Social Log, realtà vicina al centro sociale Laboratorio Crash (40 minori), in via Mario de Maria e in Mura di Porta Galliera.

All’occupazione dell’ex clinica Beretta è arrivato domenica il primo neonato: “un maschio di quasi quattro chili” festeggia con una nota il sindacato inquilini che però aggiunge anche una riflessione sul fatto che “prima di prender casa al Beretta, questa famiglia abitasse in uno dei tanti accampamenti nascosti tra i cespugli che costellano la periferia di Bologna e che il Comune fa finta di non vedere”. Posti come via Prati di Caprara, dove gli sgomberi sono all’ordine del giorno, così come il ritorno degli accampamenti. E’ di oggi il nuovo sgombero di sei accampamenti, con 24 tra tende e baracche che facevano da casa per 23 persone, tutte di origine romena ed ora denunciate per occupazione abusiva.

Chi si rivolge a Asia Usb e Social Log l’occupazione è “una necessità”, prima ancora che una scelta. All’ex Beretta per esempio ci sono molti rifugiati, che devono costruirsi da zero una vita nel nostro paese. Per la prima volta in occupazione in Mura di Porta Galliera ci sono anche famiglie di origine cinese: “Abbiamo chiesto aiuto al Comune ma non abbiamo avuto risposte, allora ci siamo rivolti a Social Log” ci ha spiegato il giorno dell’occupazione un’occupante, madre di due bimbi piccoli. Allo sportello di Social Log, raccontano gli attivisti, si presentano anche persone sotto sfratto, che non potendo più pagare l’affitto stanno pensando di occupare. “L’aumento della disoccupazione lo tocchiamo con mano” spiegano gli attivisti.

Ma dopo l’introduzione del piano casa del Governo Renzi la situazione per gli occupanti si è fatta più complicata. L’art. 5 infatti vieta di dare la residenza e l’allaccio delle utenze (acqua, luca, gas…) agli occupanti. Un provvedimento contestato anche dall’associazione avvocati di strada, perché dalla residenza dipendono molti diritti di base, dalla ricerca del lavoro all’accesso a scuola e sanità. Posizione critica sull’art. 5 del piano casa era stata espressa anche dagli assessori alla casa e al welfare Riccardo Malagoli e Amelia Frascaroli.

Anche Asia nella nota che saluta l’arrivo del neonato parla del problema delle utenze: ”Anche tu, piccolo occupante, la sera dovrai accontentarti della luce di una torcia o di una candela. E così dovrà fare la tua mamma, quando dovrà lavarti, cambiarti, nutrirti”. All’ex Beretta l’Enel, ci spiega Giorgio Simbola, “ha chiesto una cifra molto alta per il ripristino del contatore” e gli occupanti chiedono garanzia di non vedersi il contratto annullato dopo aver fatto tale investimento. Garanzia che per ora non c’è.
Le cose paiono andare meglio nell’ultima occupazione, quella di Mura di Porta Galliera (Social Log) arrivata a seguito dell’introduzione del piano casa. Lì infatti gli occupanti sono riusciti ad avere l’allaccio dell’elettricità. Più problematica la situazione per le altre utenze, tanto che gli occupanti usano le bombole per cucinare. I neonati in arrivo nelle occupazioni di Social Log sono due, tra fine settembre e fine ottobre.

Sulla residenze la situazione complessa. A Bologna prima dell’introduzione del piano casa sono state concesse tutte le richieste di residenza in occupazioni, ma in via Irnerio sono già state ufficialmente annullate. In via Mario de Maria ”ci è stato detto che le residenze verranno annullate ma per ora non abbiamo ricevuto nulla” spiegano gli attivisti di Social Log che hanno in questa situazione 13 persone. Alle occupazioni dell’ex Beretta e via Toscana le residente sono state negate da tempo perché gli stabili non sono riconosciuti a scopo abitativo. Per questo motivo Asia Usb chiede all’amministrazione di riaprire il tavolo sul riuso dei grandi stabili e ci sarà un nuovo incontro il 23 luglio.
In Mura di Porta Galliera le nuove richieste di residenza sono tre. Dopo una certa ‘resistenza’ gli uffici dell’Urp hanno accettato di far partire la richiesta della pratica, ma solo a fronte di un’autodenuncia di occupazione che l’anagrafe ha girato alle autorità competenti. Questo è successo due settimane fa e all’oggi non si sa se le residenze verranno accettate o rifiutate.

Su Mura di Porta Galliera aleggia anche la possibilità di un sequestro preventivo da parte della magistratura, come quello che ha portato allo sgombero dello studentato occupato Taksim. “Chiediamo alla città se l’emergenza casa vada affrontata solo con gli strumenti della magistratura, noi crediamo di no e chiediamo che venga riconosciuto il problema politico e che le risorse pubbliche vengano utilizzate in questa direzione” rilancia Fulvio Massarelli, uno degli attivisti di Social Log che sottolinea come “il sequestro preventivo non possa essere una risposta”.

Damiana Aguiari

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