Emergenza casa, l'Usb-Asia: «Continuano ad ingannarci»

Cassino -

CASSINO - «Noi del sindacato Asia-Usb, dopo mesi e mesi di incontri, tavoli tecnici e dichiarazioni a mezzo stampa, ancora non abbiamo avuto delucidazioni dall’amministrazione Petrarcone su come ci si può risolvere l’emergenza abitativa cassinate». Queste le parole con cui ieri, il delegato provinciale dell’Usb, Rino Tarallo (in foto) ha commentato la situazione che ha (ri)portato i manifestanti dei collettivi per il diritto all’abitare, sulle scalinate del municipio di Cassino. «E’ passato più di un anno da quell’incontro in comune con l’assessore regionale Refrigeri - ha poi aggiunto il sindacalista - eppure non si conosce ancora l’entità dei fondi che la Regione Lazio metterà a disposizione degli enti locali per l’emergenza-casa. Sono passati mesi - ha insitito Tarallo - da quando ci furono fatte promesse (vedi “Casa di Tom” oppure l’ex scuola di Fontana Rosa) puntualmente non mantenute. Ne è passata poi di acqua sotto i ponti, da quando il sindaco di Cassino, l’avv. Giuseppe Golini Petrarcone, davanti gli agenti di Polizia della Digos, ci disse che sarebbe stata licenziata un’apposita delibera per risolvere la questione abitativa nel più breve tempo possibile. Ancora una volta, questo risulta palese, la politica non ha saputo dare risposte a quella parte della cittadinanza che chiede a gran voce rispetto e dignità. Basti pensare - ha poi puntualizzato Rino Tarallo - che 24 ore scarse dopo la promessa del sindaco appena accennata, c’è stato il dietrofront. “Due o tre consiglieri non sono d’accordo”: così siamo stato liquidati, come se il problema dei senza tetto, dei padri di famiglia  sfrattati, delle graduatorie da rispettare solo per alcuni, fosse argomento di contesa politica. Ci sentiamo presi in giro - ha poi aggiunto il delegato dell’Asia-Usb - ed è per questo che abbiamo deciso di chiudere le porte al dialogo con Ater e Comune fino a che non si farà qualcosa di concreto per aiutare queste persone.  Quando venne Zingaretti in piazza De Gasperi. ci venne chiesto di togliere le tende perchè si sarebbe trovata una soluzione. Con la speranza che ci ha sempre motivato e con educazione, credemmo a quelle parole. E sbagliammo di grosso. Non dovevamo cedere. E così - ha concluso Rino Tarallo - dopo le assegnazioni provvisorie ed unilaterali dell’Ater, dopo le chiacchiere degli amministratori e le solite promesse non mantenute, i senza tetto cassinati si ritrovano a vivere una situazione di gran lunga peggiore dello scorso anno. Grazie ovviamente, all’indecisione, all’attendismo e alla mancanza di una forte volontà politica, che ci ha ricompattato e che ci permetterà di condurre questa battaglia per il diritto all’abitare, meglio e più forti di prima».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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