ENPAIA: SFRATTA ALL'ALBA L'INQUILINO IN UN ALLOGGIO NEL PDZ E ALIMENTA L'EMERGENZA CASA!
L'Ente Previdenziale sfratta una famiglia composta da un uomo dello Stato e da una dirigente scolastica. Il provvedimento è per finita locazione e risale a 15 anni fa. In questo lasso di tempo il nucleo ha sempre pagato l'affitto nonostante questo fosse maggiorato per mancato rinnovo. L'ente non ha partecipato al Bando Ers e gestisce gli alloggi senza considerare il fatto che questi ricadono in un Piano di Zona. Né Comune di Roma né Regione Lazio si occupano di far rispetare ad Enpaia le norme in materia di Edilizia Agevolata.
Eseguito in un solo mese e dopo soli due accessi lo sfratto per finita locazione di un inquilino Enpaia, appartenente alle forze dell’ordine. Nonostante la grande solidarietà degli altri inquilini facenti parte del Comitato e la presenza di Asia, la polizia, presente in forze e con il reparto celere a disposizione, ha iniziato a operare prestissimo garantendo l’intervento all’Ufficiale Giudiziario e ai fabbri al fine di liberare l’alloggio dai suo abitanti. Nonostante questi abbiano continuato a pagare regolarmente l’affitto per 15 anni, con una maggiorazione del 20% per “mancato rinnovo”, oneri accessori, conguaglio di fine anno, annuale adeguamento ISTAT.
Come accennato ieri quindi, la Fondazione ENPAIA ha riattivato con grande aggressività e determinazione l’esecuzione del rilascio degli alloggi per delle finite locazioni, risalenti al lontano 2010. Gli inquilini rimasti, quasi tutti anziani, alcuni con problemi di salute, dopo circa quarant’anni di onorato inquilinato si ritrovano nuovamente con lo spauracchio dell’esecuzione dello sfratto e questo nonostante gli alloggi di Via Primo Carnera ricadano in un Piano di Zona, il 39/39bis. Su questo aspetto va detto che la normativa non ammetterebbe processi di speculazione su affitti o vendite, ma nessuno, né Roma Capitale né Regione Lazio, ha finora contrastato la posizione di Enpaia che di fatto gestisce gli alloggi in regime privatistico, come se non fossero soggetti a vincoli.
Tra l’altro, a parte questo, secondo la normativa oggi vigente gli alloggi rientrerebbero fra quelli che l’ente poteva, e secondo noi doveva, vendere all’Amministrazione aderendo al Bando Ers di Roma Capitale, come aveva garantito al Comune con una nota, emanato in attuazione del Piano Strategico per il Diritto all’Abitare e avente proprio la funzione di salvare gli inquilini con procedure di sfratto pendenti
In definitiva Enpaia gestisce gli alloggi come se non ricadessero in un Pdz (e nessuno interviene) né si è attivato per venderli a Roma Capitale, laddove vi sono procedure di sfratto attive. Questo grave atteggiamento contribuisce ad aumentare la crisi abitativa cittadina, la quale si allarga colpendo settori sociali che fino a qualche anno fa si credevano al riparo dai processi di impoverimento e che oggi ne sono investiti in pieno, specie per quanto concerne spese legate all’abitare. Basti pensare che gli sfrattati di oggi sono un appartenente alle Forze dell’Ordine ed una Dirigente Scolastica.
Asia-Usb denuncia la deriva in corso, con una parte di ceto medio sempre più aggredito dai processi di impoverimento ed un atteggiamento da parte di alcuni enti aggressivo ed impunito, figlio dell’inerzia delle istituzioni, in questo caso dell'assessorato all'Urbanistica di Roma Capitale, predisposte al controllo sugli interventi urbanistici e a sanzionare eventuali violazioni delle finalità del piano di zona. Quello che è successo questa mattina chiarisce a cosa sono mirati i decreti sicurezza approvati dal governo sulla materia degli sfratti: colpire con il massiccio uso della polizia chi è in emergenza abitativa e garantire chi specula su un patrimonio nato per svolgere una funzione sociale.
Asia-Usb