ENTI PREVIDENZIALI PUBBLICI, LA VI SEZ. DEL C.d.S. CONTRO LA VI SEZ. DEL C.d.S.: RIBALTATA L'ORDINANZA DEL 15 GENNAIO 2014 E ANNULLATA LA SENTENZA DEL TAR DEL LAZIO DI LUGLIO 2014

Roma -

LA VI SEZ. DEL CONSIGLIO DI STATO CONTRO LA VI SEZ. DEL CONSIGLIO DI STATO: RIBALTATA L'ORDINANZA DEL 15 GENNAIO 2014 E LA SENTENZA DEL TAR DEL LAZIO DI LUGLIO 2014

IL C.d.S. SI ADEGUA ALLA LINEA DEL GOVERNO CHE ROTTAMA I DIRITTI DEI CITTADINI E RIDA’ LINFA ALLA CASTA DEGLI ENTI CHE STANNO FACENDO MAN BASSA DELLA PREVIDENZA DEI PROPRI ISCRITTI E IMPOVERISCE GLI INQUILINI.

 

E’ stata depositata il 1 ottobre la sentenza del Consigli di Stato che, respingendo il ricorso presentato da un inquilino della Cassa ragionieri, ribalta nelle motivazioni l’Ordinanza della stessa sez. sesta del C.d.S. del 15 gennaio 2014  (3 su 5 sono gli stessi giudici) che rinviava al Tar il compito della stesura della sentenza, ribadendo che tutti gli enti previdenziali sono pubblici e che anche per la gestione del patrimonio dovevano rispettare la legge sugli enti pubblici (L. 410/2001). Su queste indicazioni il Tar del Lazio l’11 luglio 2014 emanava il famoso dispositivo che stabiliva le modalità pubbliche di gestione del patrimonio abitativo degli enti previdenziali, confermando che erano tutti assoggettati alla L. 410/2001.

Con una tempistica incredibile sempre la sesta sezione del C.d.S. ha corretto se stesso (occorrono in genere mesi per la discussione dei ricorsi, tenendo conto che fino al 15 settembre l’attività giudiziaria è stata sospesa, questo ricorso è stato istruito in soli 15 gg.) e ha riscritto la nuova sentenza che recita: gli enti hanno una natura sostanzialmente pubblica per la gestione della previdenza, ma per quanto riguarda il patrimonio sono legittimati ad una conduzione privatistica.
Ci viene da chiedere: chi ha scritto questa sentenza? Non sono le stesse posizioni espresse da parlamentari in alcune riunioni di commissione alla Camera e sostenute da esponenti sindacali firmatari degli accordi capestro con questi enti?
E’ evidente a tutti che la linea ‘rottamatrice’ dei diritti del governo delle larghe intese guidato dal ‘nominato’ Renzi ha avuto la sua influenza: si stanno riportando all’ordine quei magistrati che cercano di applicare la giustizia e si vuole ridare fiato alla casta politico-dirigenziale, a chi sta speculando sulla previdenza obbligatoria gestita dai vari enti previdenziali, che vogliono coprire i loro buchi e i loro investimenti fallimentari monetizzando il patrimonio abitativo a scapito delle famiglie italiane, che hanno avuto in gran parte l’assegnazione di questi alloggi in base alle segnalazioni delle commissioni prefettizie e comunali di graduazione degli sfratti.

Che sia una sentenza destinata ad omaggiare chi con le sue ‘gestioni privatistiche’ sta mandando il paese alla rovina lo dimostra il fatto che per dare la notizia di questo nuovo dispositivo si è scomodato addirittura il Sole24Ore, mentre la sentenza del Tar del Lazio di luglio non ha avuto eco sui mezzi d’informazione.

Ora agli inquilini rimane - sul piano legale -  il baluardo della Sentenza n. 9692/2013 della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, gerarchicamente superiore al C.d.S., che stabilisce che il principio cardine delle dismissioni del patrimonio degli enti pubblici è la L. 104/96; gli enti sono quelli elencati nel dispositivo, che richiama la tabella allegata alla L. 70/1975: in questo elenco sono citati tutti gli enti previdenziali privatizzati.

L’ASIA-USB, ritenendo ingiustificabile il comportamento di chi dovrebbe garantire il diritto, chiama tutti gli inquilini a ribellarsi, contro l’”uso privatistico” della giustizia e della distorta lettura delle norme, lettura assecondata ai voleri dei poteri forti: ripartiamo con una forte mobilitazione per costringere le istituzioni tutte a bloccare la speculazione sul patrimonio degli enti previdenziali e dei fondi, a fermare gli aumenti degli affitti, gli sfratti e le dismissioni speculative.

Nei prossimi giorni verrà convocato il Coordinamento dei comitati degli inquilini resistenti per decidere le prossime iniziative di lotta.

Roma 3 ottobre 2014

ASIA-USB


  

RIPORTIAMO IN BASSO UN PRIMO COMMENTO DEL COMITATO DEGLI INQUILINI DELLE CASSA NOTARIATO

Questo comunicato esprime con eloquenza lo stato d'animo delle decine di migliaia di inquilini e dei loro comitati impegnati in una battaglia contro chi li vuole condannare ad essere il bancomat degli enti previdenziali.

Ieri con una solerzia inusitata, diversamente da situazioni precedenti analoghe, è stata pubblicata sul sito del Consiglio di Stato e diffuso alla stampa,  la sentenza adottata dalla sesta sezione, in merito alla nota vicenda dell'Inquilino della Cassa Ragionieri, che capovolge un'Ordinanza precedente con cui si affermava che il patrimonio immobiliare degli Enti e delle Casse era patrimonio pubblico, indipendentemente dal soggetto a cui fosse stato conferito.
Con la sentenza dell'1 ottobre, lo stesso CdS, smentisce sé stesso, e decreta invece che le Casse e il loro Patrimonio è liberamente disponibile per la vendita non soggetta alla normativa pubblica.

La partita non è però conclusa, anche se questo tempo l'hanno vinto loro, come quelli precedenti li abbiamo vinti noi. Altre frecce al nostro arco le abbiamo, come quella di porre, una volta per tutte, e con forza, il principio Costituzionale sancito tanti anni fa da una sentenza della Suprema Corte, che a nessun soggetto privato può essere affidata la gestione di forme obbligatorie di contribuzione. Siano esse previdenziali, assicurative, o altro.
Quindi delle due l'una:
* o le Casse ed Enti sono pubblici e continuano a gestire la previdenza obbligatorie delle categorie loro assoggettate;
* oppure sono private, ed allora non possono gestire la previdenza pubblica che dovrà essere trasferita ad un Ente pubblico (INPS) insieme a tutto il patrimonio accumulato nel frattempo.

Inoltre la Casse ed Enti previdenziali sono soggetti senza finalità di lucro,(ricavato e procurato). E di lucro, ricavato e procurato a terzi, dalla dismissione immobiliare/finanziaria del patrimonio se ne procurano a iosa. In particolare per gestori e amministratori. Molto ma molto meno per i contribuenti delle rispettive Casse.

Tuttavia, quella del CdS, è un "bellissimo" esempio di sentenza "ad personam" dopo le famigerate leggi ad personam. Evidenzia come l'Italia, una volta patria del "diritto", sia ormai divenuta la patria degli "storti" e dei "dritti", ove l'unica vera certezza del diritto, è la CERTEZZA DELLA SUA INCERTEZZA!!!!
W l'Italia!!! Avanti tutta così... e navigheremo nello sterco!

 

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