Garbatella, movimenti e sindacati protestano alla Regione Lazio: "Giù le mani dai fondi europei"

vedi video intervista a Guido Lutrario: www.youtube.com/watch

Roma -

 

Garbatella, movimenti e sindacati protestano alla Regione Lazio
Garbatella, movimenti e sindacati protestano alla Regione Lazio


Garbatella, movimenti e sindacati protestano alla Regione Lazio
Al centro della manifestazione l'utilizzo dei fondi europei. Il corteo è partito dalla fermata della metro San Paolo per arrivare alla sede della Regione Lazio

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Un corteo dalla fermata della metro San Paolo fino alla sede della Regione Lazio attraverso Garbatella per chiedere un diverso utilizzo dei fondi europei. Movimenti, sindacati di base, lavoratori delle municipalizzate capitoline sono scesi in piazza a protestare sotto alla sede istituzionale di via Cristoforo Colombo dove una delegazione è stata ricevuta dal vice presidente Massimiliano Smerigilio e dall'assessore al Bilancio Alessandra Sartore. <link http: www.romatoday.it economia roma-unicoop-tirreno-manifestazione-contro-esuberi-28-marzo-2014.html>Con l'Usb anche i lavoratori della Ipercoop Casilino e Aprilia, in sciopero per tutta la giornata, per protestare contro circa 75 esuberi annunciati dall'azienda.

Al centro della manifestazione regionale, che ha visto alcune categorie proclamare lo sciopero, l'utilizzo dei fondi europei. Come spiega l'Unione sindacale di base “da anni ci ripetono che non ci sono risorse per affrontare i problemi reali” eppure per “il periodo 2014-2020 la Regione Lazio ed il Comune di Roma disporranno rispettivamente di 1,077 mld e 3 mld di Fondi Europei ai quali andranno aggiunte le centinaia di milioni destinati per le aree metropolitane e tutti quelli che sono stati incapaci di spendere nel periodo appena concluso e che ancora sono disponibili” informano ricordando come la Corte dei Conti ha quantificato in 5,7 miliardi di euro i fondi europei non utilizzati per il 2013.

Spiega Guido Lutrario dell'Usb: “Chiediamo trasparenza sull'utilizzo dei fondi europei. Esistono delle linee guida sull'uso delle risorse, che sono già al vaglio del Consiglio. Il problema è che queste sono state tracciate senza una discussione con sindacati e associazioni. Noi invece vogliamo un controllo sull'impiego dei fondi. Le Amministrazioni hanno scarsa capacità di spesa e ciò succede a causa della corruzione e di una gestione inefficace delle risorse”. Si pretendono dunque apertura e confronto. “Confronto che è voluto anche da un codice di condotta della Commissione Europea” conclude Lutrario.

In piazza anche Asia Usb. Nel mirino del sindacato degli inquilini la tutela degli inquilini degli enti previdenziali, la definizione dei piani di zona, il blocco delle dismissioni del patrimonio regionale ma soprattutto il nuovo 'Piano casa' del Governo Renzi. “Chiediamo alla Regione Lazio di bocciarlo” spiega Angelo Fascetti “perché non affronta davvero la questione abitativa. E' un piano repressivo che non punta allo sviluppo dell'edilizia pubblica”. Il sindacato chiede dunque un “vero” piano casa nazionale e insieme il blocco immediato degli sgomberi. “Il Lazio” continua Fascetti “è la regione più colpita dagli sfratti che spesso avvengono per morosità non colpevole. Negli ultimi tre anni a Roma le richieste di sgombero sono state circa 21mila”. Per Fascetti “è necessario che la Regione intervenga con una critica costruttiva e a tutela degli inquilini” conclude Fascetti.

Mentre il corteo si accalca sotto alle finestre della Regione Lazio e si trasforma in un sit-in, circa 500 attivisti dei movimenti per il diritto all'abitare e precari si sono diretti verso la vicina via Costantino dove sorge un imponente albergo abbandonato per <link http: www.romatoday.it cronaca occupazione-albergo-bidet-via-costantino-.html>un'occupazione simbolica. I movimenti infatti hanno deciso di scendere in piazza a fianco dei sindacati di base in vista della prossima manifestazione del 12 aprile per protestare contro austerity e precarietà. “L’azione e il corteo di oggi aprono due settimane di lotta che ci porteranno a far crescere la mobilitazione verso il 12 Aprile, data che abbiamo costruito a partire dal lungo autunno inaugurato con il 19 ottobre”.

 

 


Casa, movimenti al corteo Usb: "Usare i fondi europei per risolvere l'emergenza"

Gli attivisti in marcia dalla fermata metro San Paolo fino alla Regione Lazio. "Reddito contro rendita". Affissi manifesti per l'appuntamento nazionale del 12 aprile

Con la parola d'ordine "Reddito contro rendita", anche i movimenti per la Casa partecipano al corteo dell'Usb partito dalla fermata della Metro B di San Paolo e diretto alla Regione Lazio. Dallo spezzone di poco più di cento manifestanti, con le bandiere di Asia Usb e "Stop a sfratti, sgomberi e pignoramenti", sono partite a ripetizione azioni flash di piccoli gruppi che hanno affisso su viale Giustiniano Imperatore e via di Villa Lucina manifesti per l'appuntamento nazionale del 12 aprile.

Al corteo contro il governo Renzi si richiamano anche diversi striscioni: "Casa, reddito, dignità 12 aprile assediamo il governo", "Piano Casa del governo Renzi art. 5 contestiamo - le occupazioni non si toccano", "Ma quale garanzia giovani? Vogliamo la garanzia al reddito per tutti". Al tema odierno dei fondi europei fa riferimento invece il leader dei Blocchi Precari Metropolitani Paolo Di Vetta: "Stiamo dentro questa manifestazione che ha un'aggiunta in più legata al reddito indiretto, legato ai servizi pubblici come la mobilità e i rifiuti. Ci vuole un 'Nuovo Welfare' da realizzare con i soldi dell'Europa, per aiutare gli strati sociali in difficoltà. Se andranno persi per i corsi di formazione di Confindustria e dei sindacati sarà un errore gravissimo". Per Di Vetta "usare per il problema casa i fondi europei destinati alle infrastrutture è fondamentale. Ne abbiamo già parlato con l'assessore regionale Refrigeri e ci auguriamo che i finanziamenti siano dirottati non solo sulla delibera regionale sull'emergenza abitativa, ma magari anche su nuove delibere.

Un gruppo di circa 500 attivisti poi hanno occupato l'<link http: roma.repubblica.it cronaca news san_paolo_il_degrado_dell_albergo_abbandonato_di_via_costantino-80692708>albergo in via Galba. Appeso al piano più alto lo striscione "Ma quale garanzia giovani?" dai manifestanti, alcuni dei quali sono entrati nell'edificio, mentre altri, soprattutto immigrati, sono rimasti sul prato antistante. Tra gli slogan spicca il coro ripetuto "Marino, Marino vieni a occupare con noi". "Vogliamo fare qui un'assemblea - dichiara il leader del Coordinamento cittadino lotta per la casa Luca Fagiano - ma c'è tensione con le forze dell'ordine". Con la vernice hanno scritto sui balconi del 3° e del 4° piano "- Sprechi, + Case" e "No rendita, sì reddito per tutti". Cordoni di carabinieri in tenuta antisommossa circondano le recinzioni attorno all'edificio, consentendo solo l'uscita agli occupanti sul prato, tra cui madri con carrozzine, mentre camionette e blindati presidiano l'area circostante. Il leader dei Blocchi Precari Metropolitani Paolo Di Vetta spiega così le intenzioni dei manifestanti: "Non ci consentono di fare l'assemblea all'interno e ci chiedono di liberare il palazzo. Noi la faremo comunque, bloccando la circolazione a via Galba".

Occupato dai movimenti per il diritto all'abitare anche uno stabile a Roma, in via Cristoforo Colombo, nei pressi della sede della Regione Lazio. L'iniziativa si inserisce sempre nella mobilitazione che culminerà nel corteo a Roma del 12 aprile "contro le politche di austerity, il Job Acts e il piano casa", affermano i promotori. Secondo quanto spiegato dai movimenti, "l'azione intende denunciare la pratica delle speculazioni portate avanti sulla pelle di territori già gravati dal peso della crisi".

In marcia, oltre al sindacato e ai movimenti per la casa, anche i lavoratori  Ama e Atac, i comitati locali e i pendolari. Con le loro divise indosso, che hanno sfilando dietro lo striscione 'I lavoratori coop per il salario, la dignità e la democrazia sindacale'. Oggetto della manifestazione, appunto, i fondi europei per cui l'Usb chiede maggiore chiarezza circa il loro utilizzo. Guido Lutrario della federazione Usb di Roma ha chiesto "un incontro con il presidente Nicola Zingaretti per l'apertura di un partenariato con l'Usb per un utilizzo equo dei fondi europei, che crei effettivamente posti di lavoro". A tal proposito l'Usb ha espresso "soddisfazione per i primi contatti avvenuti con la segreteria dell'assessore regionale al Lavoro, Lucia Valente, e per l'incontro, che ha preceduto l'inizio del corteo, con il consigliere regionale e portavoce del M5S, Silvana Denicolo'".

"Segnalo che ieri - ha replicato il governatore Nicola Zingaretti - la commissione del Consiglio regionale ha approvato la proposta e ora si apre la fase di partenariato e concertazione. Quindi quello che chiedono i movimenti è esattamente quello che si sta facendo, perché sarebbe folle una programmazione europea non concertata. E poi perché è addirittura vietato dalle norme europee che prevedono norme severe di coinvolgimento e partecipazione. Lo stiamo facendo, e mi permetto di dirlo, forse per la prima volta nel Lazio".

<link http: roma.repubblica.it cronaca news casa_movimenti_in_corteoverso_la_regione_reddito_contro_rendita-82135223>

roma.repubblica.it/cronaca/2014/03/28/news/casa_movimenti_in_corteoverso_la_regione_reddito_contro_rendita-82135223/




Roma. I fondi europei per la collettività non per sprechi e regalìe. Corteo alla Regione Lazio

<link http: www.contropiano.org lavoro-conflitto item>

www.contropiano.org/lavoro-conflitto/item/23077-roma-i-fondi-europei-per-la-collettivita-non-per-sprechi-e-regalie-corteo-alla-regione-lazio

  

Centinaia di lavoratrici e lavoratori del Lazio sono arrivati questa mattina in corteo fino alla sede della Presidenza della Regione Lazio rispondendo allo sciopero regionale convocato dalla Usb. La posta in gioco sono l'uso dei fondi europei per rispondere alle crescenti domande sociali penalizzate dalla crisi e dalle misure di austerity: lavoro, reddito, emergenza abitativa, sanità, trasporti.

Le politiche di tagli e il Patto di Stabilità abbattono sui servizi e sui redditi la scure dei diktat imposti dalla Troika europea, eppure ogni anno miliardi di euro non vengono utilizzati o utilizzati poco e male e riprendono la strada di Bruxelles.

Il corteo vedeva ben presenti e combattive le lavoratrici delle ditte esternalizzate nella sanità e nei servizi, i tramvieri della aziende di trasporto, i lavoratori della sanità ma anche gli inquilini resistenti in lotta contro gli sfratti e i superaffitti e i movimenti sociali attivi sul terreno della disoccupazione e del reddito. Un fronte sociale ampio che ha compreso e preso in mano una “posta in gioco” rilevante come i fondi europei, una risorsa sulla quale le istituzioni confidano sull'ignoranza e la burocrazia per rinunciare ad un loro utilizzo finalizzato alle esigenze sociali. Quando si usano alla fine si rivelano una regalìa ai soggetti privati. Un gioco che va fatto saltare.

Con lo sciopero regionale e la manifestazione di oggi l’USB ha inteso aprire una nuova stagione di rivendicazione, per il diritto all’informazione, alla trasparenza e alla partecipazione di tutta la collettività in merito alla nuova programmazione per l’utilizzo dei fondi europei 2014-2020, che per la Regione Lazio ammontano ad oltre un miliardo e mezzo, ed in particolare sulla gestione di quelli destinati all’occupazione e al reddito, per lo  sviluppo sociale, economico e sostenibile del territorio.

L’USB, è convinta che tali fondi non vadano distribuiti a pioggia alle imprese o alle cordate clientelari, ma debbano essere concentrati su servizi di interesse collettivo, per quali il mercato o non ha interesse o ha già dimostrato la sua inadeguatezza, rivendica il diritto ad essere formalmente parte dei tavoli di partenariato, a cui le amministrazioni sono obbligate dalla normativa europea.

Dopo il corteo una ampia delegazione è stata ricevuta dagli assessori competenti. Scriviamo mentre è scesa solo una parte della delegazione. “Li abbiamo incastrati” è il commento “ma c'è ancora molto fumo da diradare”. Si è aperta una bella partita che forse può diventare una indicazione generale anche in altre regioni.

 


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