GENOVA, GLI INQUILINI DI VIA LIVORNO 12 NON SONO IL BANCOMAT DELL’INPS

Genova -

Per la Direzione Centrale Patrimonio e Investimenti dell’INPS, cioè per quel comparto dell’INPS che stipula e gestisce anche affitti di abitazioni, si possono tranquillamente usare degli inquilini, a prevalenza anziana, come il proprio personale bancomat.

Parliamo di 9 famiglie che si sono rivolte ad Asia-USB di Roma per denunciare una situazione che è ormai sistematica da parte dell’INPS. Di fatto, l’ente pubblico in questione ha appaltato a Romeo Gestioni la vendita, con annessa scellerata valorizzazione, di tutta una serie di immobili che nascono con una chiara funzione sociale. Parliamo di residenti che hanno firmato contratti intorno ai primi anni ‘90 e che nonostante un affitto pluridecennale e plurigenerazionale si sono visti recapitare una lettera da parte dell’INPS con una proposta di acquisto degli immobili ad un prezzo assolutamente non in linea con il mercato cittadino. È vero che la palazzina è situata nel quartiere di Albaro, una zona abbiente della città di Genova, ma Romeo Gestione, ha letteralmente abbandonato la manutenzione ordinaria di un immobile la cui costruzione risale intorno al 1935.

L’unico intervento decoroso fatto è stato in occasione del crollo delle cantine causato dal fatto che l’edificio è situato sopra uno degli innumerevoli rivi di Genova, ma in questo caso erano obbligati a intervenire. L’omessa manutenzione della palazzina coinvolge diversi aspetti della struttura a partire da inquietanti crepe presenti tutt’oggi nello scantinato, l’ascensore che non raggiunge tutti i piani e si riempie d’acqua ogni precipitazione, le facciate esterne riverniciate in modo sconsiderato contribuendo alla formazione di umidità e muffe negli appartamenti. Oltre a un impianto elettrico fuori norma e l’assoluta mancanza di estintori, il tetto è completamente disastrato: sono presenti tubazioni a vista con guaine di copertura ormai divorate da roditori e volatili, le stesse tubazioni portano alle due cisterne di acqua potabile chiuse in una struttura di cemento e sospetto amianto. Il cavedio dell’edificio è parzialmente scoperto e ciò permette l’accesso ai volatili e alle loro feci, ultimo, ma certamente non per importanza, il lucernario che ricopre la tromba delle scale è evidentemente danneggiato e anche questo causa grosse infiltrazioni d’acqua che ristagnano nell’androne della palazzina.

Avendo potuto constatare le condizioni rovinose in cui riversa la palazzina riteniamo sia assolutamente vergognosa ed erronea la valutazione “di pregio”. Tale valutazione comporta delle conseguenze gravi, ovvero l’esclusione dai benefici previsti per gli immobili non di pregio, in base al decreto 16 settembre 2005 che ha introdotto criteri di classificazione dalla cui applicazione, sempre nel 2005, ne deriva una tabella (allegato 1 del decreto) di immobili definiti di pregio. In termini più pratici, con la valutazione “di pregio” l’INPS si libera di ogni responsabilità sociale verso gli inquilini che abitano la palazzina potendo mettere in vendita gli appartamenti ad un prezzo che si aggira intorno ai 250.000 euro senza curarsi del destino dei condomini. Stiamo parlando di famiglie a prevalenza anziana e con una disponibilità economica evidentemente limitata data la tipologia di locazione in cui hanno vissuto per i decenni passati.

Come Federazione del Sociale di Genova ci opponiamo fermamente a tali politiche che hanno raggiunto anche la nostra città, pretendiamo con massima urgenza un incontro con il sindaco Bucci, INPS, Romeo Gestioni e Arte al fine di ridare una funzione sociale allo stabile e, quindi, chiediamo dalle Istituzioni tutte di intervenire a tutela di chi ha il diritto alla casa, degli inquilini, molti anziani, che non possono acquistare alle condizioni capestro imposte dall’INPS.

Federazione del Sociale Genova

ASIA-USB

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