GORLE (BG): IL SINDACO FILISETTI (LEGA) CONTRO DUE DONNE SFRATTATE, SI RIFIUTA DI ASSEGNARGLI UNA CASA.

L'AS.I.A. - U.S.B. di Bergamo ha presentato all'Aler il ricorso per l'assegnazione a Santina e sua figlia Gioele di un alloggio popolare. Sono risultate prime in graduatoria, ma il sindaco non vuole rispettare la decisione della Commissione.

Sabato 5 maggio è stata organizzata una tendopoli davanti al municipio.

Bergamo -

In risposta alla lettera del Sindaco di Gorle, Marco Ugo Filisetti, pubblicata nella rubrica “Le Lettere” de L'Eco di Bergamo in data 7 maggio, l'ASsociazione Inquilini e Assegnatari, in rappresentanza delle signore Santina Ronsisvalle (invalida al 90%) e Gioelle Griggio (residenti a Gorle da più dei 5 anni necessari per accedere alle graduatorie ERP ed entrambe disoccupate), precisa quanto segue: le due donne sono state sfrattate dalla loro residenza in data 29 marzo 2012 nonostante risultassero prime in graduatoria per gli alloggi popolari dal 23 marzo, giorno in cui la famiglia ha vinto il ricorso contro l'esclusione dal bando ERP. La signora Ronsisvalle aveva infatti partecipato al bando del comune di Gorle sia nel 2009 che nel 2011, risultando esclusa da entrambi. Riscontrata la non correttezza dei dati inseriti (che i servizi sociali del comune e l'ALER non hanno mai provveduto a completare) l'Associazione inquilini e assegnatari ha inoltrato ricorso all'Aler, vincendolo e permettendo in questo modo alle donne di rientrare in graduatoria, risultando addirittura prime. A questo punto il Sindaco ha comunque rifiutato di consegnare l'alloggio assegnato comunicando a bando ormai concluso, e attraverso una delibera scaturita da un consiglio comunale a porte chiuse, che tale alloggio sarebbe stato assegnato a persone anziane, scavalcando quindi la legittima posizione in graduatoria della famiglia Ronsisvalle.

Si sottolinea che l'unico aiuto economico che effettivamente le due donne hanno percepito dall'Amministrazione è una somma di 400 euro una tantum per il pagamento della bolletta Enel.

Il Sindaco, che sostiene di aver offerto diverse soluzioni alla signora Ronsisvalle, si dimentica da un lato di specificare che le possibilità individuate non erano comunque adeguate alle necessità della donna (l'alloggio diurno, posizionato in un comune differente rispetto a quello notturno, è infatti luogo di accoglienza per tossicodipendenti, alcolisti e senzatetto principalmente di sesso maschile) e dall'altro che di fronte a un'assegnazione formale dell'Aler di un alloggio già disponibile non è condivisibile alcuna proposta alternativa e temporanea, tantopiù se inappropriata come quella sopracitata.

Santina Ronsisvalle e sua figlia Gioelle, non potendo usufruire dell'alloggio che spetta loro di diritto  e non avendo altro luogo in cui stare, sono quindi obbligate a dormire in macchina. Le due donne disperate e sfiancate dalla disumanità della situazione decidono, con il sostegno dell'Associazione e di numerosi cittadini sensibili al diritto all'abitare, di indire un presidio ad oltranza davanti al Municipio per chiedere il rispetto dei propri diritti e della propria dignità, una soluzione concreta  all'emergenza abitativa. Sabato 5 maggio dalle ore 10 inizia dunque il presidio, con il Sindaco che presente in Comune e invitato più volte a conferire con le due donne non si palesa in alcun modo. Sfinita dall'assenza di comunicazione e di risposte da parte dell'Amministrazione, Gioelle decide di incatenarsi davanti al Comune e rendersi quindi visibile. Il Sindaco, ormai allontanatosi dagli uffici comunali, decide di incontrare le due donne solo dopo la mediazione da parte delle Forze dell'Ordine, a patto però che Gioelle si fosse liberata. Vengono accettate le condizioni e avviene l'incontro con il Sindaco che, a nome dell'Amministrazione comunale, assicura la disposizione di un fondo con il quale coprire in maniera sostanziale il costo dell'affitto di un appartamento in cui collocare le due donne in attesa della sentenza del TAR (presso cui As.I.A. ha inoltrato ricorso contro la delibera del consiglio comunale adunato in seduta segreta in data 14.4.2012 da cui si evince la nuova destinazione dell'appartameno ad anziani, famiglie di nuova formazione, disabili). Ad oggi, 7 maggio, il primo cittadino di Gorle elude le assicurazioni comunicate solo due giorni prima, alla presenza della famiglia, di un avvocato e delle f.d.o., tenendo chiuso il Comune per tutta la giornata senza fornire né alle donne né alla popolazione di Gorle alcuna spiegazione riguardo l'interruzione di pubblico servizio, negando così per l'ennesima volta la risoluzione dell'emergenza abitativa e il diritto dei cittadini di potersi relazionare con le Istituzioni.

 

As.I.A. - U.S.B. Bergamo.

 

 

Bergamo 7 maggio 2012

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