I CAPI DEI POMPIERI METTONO SU CASA.

di Loredana Di Cesare – Il Manifesto on-line

Roma -

Vigili del fuoco in un palazzetto del ‘700 nel cuore di Roma. Ma non c’è nessun incendio da spegnere, né verifiche di stabilità da fare. I vigili, che sono sul posto da oltre due mesi, indossano i panni di muratori: sono impegnati in lavori di ristrutturazione. Accade a Roma in via dei Quattro Cantoni, nel Rione Monti, una delle zone più prestigiose ed esclusive della capitale.

 A denunciare l’accaduto alcuni colleghi dell’unione sindacale di base (USB) incuriositi dalla presenza di mezzi appartenenti ai vigili del fuoco nei pressi dello stabile. Strano vedere una squadra di pompieri, normalmente impiegata nel soccorso tecnico urgente, con tanto di cazzuola e sacchi di cemento in spalla entrare e uscire dal palazzo. “Siamo qui per sistemare la casa ai nostri dirigenti”, è la risposta candida dei ragazzi impegnati nel cantiere. Il grazioso palazzetto di Rione Monti è di proprietà del demanio ed è stato ceduto in uso governativo, dunque gratuito, ai vigili del fuoco. All’interno ci sono tre appartamenti più un quarto, più piccolo situato al piano terra da adibire probabilmente a uso portineria.

 Per fare largo agli alti dirigenti che alloggeranno nel lussuoso palazzetto sono stati sloggiati i vecchi inquilini, tra cui una signora di 85 anni, nata e vissuta lì, un’associazione italiana di psicologia e psicoterapia e il telefono antiviolenza. Hanno ricevuto una lettera a firma del direttore dell’agenzia laziale del demanio, Renzo Pini, in cui perentoriamente si invitavano gli affittuari a liberare l’immobile. I pompieri-muratori hanno iniziato i lavori nel mese di febbraio e non sanno dire quando smonteranno il cantiere. “C’è ancora molto da fare – dice uno del gruppo – è un lavoro che sembra non finire mai”.

 Secondo voci raccolte dal sindacato di base frequenti sono le visite di alcune persone per decidere la predisposizione e la divisione delle stanze. “Sappiamo – attacca Antonio Jiritano dell’USB – che le signore degli alti funzionari, tra cui la moglie del capo del corpo nazionale dei vigili del fuoco, Alfio Pini sarebbe andata a controllare lo stato dei lavori e se questi rispondevano al proprio gusto”. Dunque, lo stabile è stato concesso per uso governativo per realizzare alloggi di servizio per i dirigenti. Non c’è nulla di illegale in questa procedura, ma certamente si tratta di un criterio assolutamente discrezionale. Da parte sua, l’agenzia del demanio che gestisce il patrimonio dello Stato, una volta evasa la richiesta dell’amministrazione che sollecita a individuare immobili con determinate caratteristiche perde ogni traccia riguardo alla ristrutturazione e alla conseguente destinazione d’uso: “Quello di via dei Quattro Cantoni, 48 è un bene pubblico di rilevanza storica e artistica - specificano dal Demanio - che abbiamo consegnato per uso governativo a tre amministrazioni diverse: l’agenzia delle dogane, ministero della Difesa e Vigili del Fuoco”.

 Ma possibile che i vigili del fuoco non abbiano altro posto in cui alloggiare? “Figurarsi –risponde Jiritano – siamo pieni di alloggi nelle nostre caserme per i dirigenti, certo saranno meno chic ma ci sono eccome. E continuamente ristrutturate: a Firenze un alto dirigente ha addirittura fatto cambiare la vasca idromassaggio installata dal precedente beneficiario dell’appartamento, perché la trovava scomoda. Tutto questo con i soldi dello Stato mentre intanto le risorse del 115, già scarse, sono state tagliate del 35 per cento negli ultimi due anni. La cosa inaccettabile del corpo nazionale dei vigili del fuoco è che un ente come il nostro al servizio della gente utilizzi mezzi e risorse per fare largo a lussuosi appartamenti da consegnare ai nostri dirigenti sfrattando persone in difficoltà e associazioni di volontariato”.

 Resta il mistero di chi sarà il privilegiato che andrà a vivere nello stabile di via dei Quattro Cantoni. Alfio Pini assicura che non sarà lui e smentisce tutto: “Non ho alcun interesse di andare a vivere in uno degli appartamenti di Rione Monti ed è falso che un mio familiare sia andato a vedere lo stabile. Da tanti anni vivo a Roma per lavoro all’interno di una caserma, come accade a molti dirigenti sia delle forze di soccorso che di controllo del territorio e la mia famiglia è a Venezia”. Ma come mai sono i vigili del fuoco a effettuare la ristrutturazione? “Non è una ristrutturazione – spiega Pini - i vigili stanno effettuando dei lavori di consolidamento poiché parte dello stabile in questione era a rischio di crollo”. E che uso si intende fare dello stabile? “Certamente c’è l’eventualità che in futuro gli appartamenti possano essere destinati ad alloggi di servizio per dirigenti: è una circostanza espressamente prevista dalla legge. Noi – spiega Pini - siamo un corpo assolutamente trasparente ed è nella prassi che un dirigente soggetto a numerosi trasferimenti possa alloggiare in case messe a disposizione dai vigili del fuoco”. Quindi non sarà Pini a usufruire dello stabile. Ma sull’uso residenziale e sul fatto che sia in corso una ristrutturazione ci sono pochi dubbi: altrimenti cosa ci faceva una cabina doccia scaricata proprio una settimana fa davanti allo stabile di via dei Quattro Cantoni.

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