In migliaia per il diritto alla casa "Roma non è in vendita"

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Più in basso: Roma - Casa, servizi, lavoro... «Riprendiamoci la città» di Ylenia Sina uscito su Il Manifesto di domenica 20 gennaio 2013

Roma -

Corteo da piazza Vittorio a piazza Santi Apostoli di sindacati di base, movimenti ambientalisti e per il diritto all'abitare, studenti, migranti e precari. "No alle delibere urbanistiche di Alemanno e agli sfratti, sì al riuso degli immobili abbandonati e sfitti”

Usb, Movimenti per il diritto all'abitare, Legambiente, Action, e ancora collettivi, centri sociali, precari, studenti e immigrati. Tutti insieme "per riprendere Roma". In migliaia sono partiti in corteo da piazza Vittorio, destinazione piazza Santi Apostoli, sfidando la pioggia e la temperatura rigida per il diritto all'abitare, per la scuola pubblica, per la salute e per la cultura.

"Roma non è in vendita" è slogan scelto per la manifestazione. Al centro del mirino anche le 64 delibere urbanistiche della giunta Alemanno al vaglio dell'Assemblea capitolina: "Gente senza casa per case senza gente" e "Sotto er ponte nun se po' sta', preferimo anna' a occupa'", "Il bando degli alloggi popolari è una truffa" sono gli slogan scritti su alcune 'casette' di cartone rette manifestanti.

"La nostra città è sotto attacco- spiegano i manifestanti- e le notizie giornaliere assomigliano sempre più a un bollettino di guerra: ospedali che chiudono, grandi aziende che vanno in crisi e mettono in cassintegrazione migliaia di lavoratori, aziende del servizio pubblico come Atac e Ama con deficit in rosso, un servizio scadente e un costo crescente per i cittadini". Ma, nonostante il freddo, ha sottolineato Luca Fagiano, dei Movimenti per il diritto all'abitare, "quella di Roma è stata una grande risposta, sull'onda delle otto occupazioni di dicembre. Il nostro obiettivo è quello di unire le proteste per la casa con tutte le emergenze, a partire da quella sanitaria, con tutti gli ospedali a rischio chiusura".

Il blocco sociale, colorato e multirazziale, dietro sciarpe di lana e sotto gli ombrelli ha attraversato via dello Statuto, via Merulana, piazza Santa Maria Maggiore, via Liberiana, piazza dell'Esquilino, via Cavour, largo Visconti Venosta, via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia e via Cesare Battisti, per poi approdare a piazza Santi Apostoli. Decine le linee di autobus deviate o rallentate.

Per Andrea Alzetta, capogruppo capitolino di Roma in Action, in piazza con i movimenti, "bisogna cambiare l'agenda delle priorità, invece di privatizzare e vendere il bene pubblico bisogna destinarlo al welfare, sempre più ridotto. Quella di oggi è la risposta della democrazia del bene comune: il nostro obiettivo è costruire una coalizione sociale che sappia coniugare le lotte e promuovere un nuovo modello di sviluppo per la città". E sulla polemica col sindaco in merito all'ipotesi di far pagare agli organizzatori delle manifestazioni delle spese di pulizia post-cortei, secondo Alzetta "Alemanno fa lo sciacallo sulla pelle della povera gente, dovrebbe vergognarsi".

Altra polemica, la proposta del Pdl di spostare i cortei all'ippodromo delle Capannelle per evitare il caos traffico: "La proposta di delibera più che indignare fa sorridere. Un'idea ridicola che si aggiunge alle tante proposte irricevibili di questa amministrazione capitolina, e in particolare del sindaco Alemanno, che non ha fatto altro che tentare di introdurre divieti e limitazioni alla libertà di espressione e di dissenso dei cittadini. Proposte che danno la misura dell'incapacità di questo centrodestra di governare una città con tante complessità come Roma. Una città che, dunque, ha bisogno di amministratori capaci e progetti seri e non di trovate demagogiche" ha commentato in una nota Luigi Nieri, di SeL, candidato alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio.

A manifestare c'è anche Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio e candidata alla Regione Lazio nel listino di Nicola Zingaretti: "Siamo in piazza per dire 'no' ai progetti di cementificazione di Alemanno. Quelle delibere sono state presentate quasi in campagna elettorale: sono una cambiale per accontentare i suoi amici, ma non è quello che serve a Roma e a chi e' senza casa". Secondo Avenali, "con la scusa di voler soddisfare i diritti di recupero delle periferie e quello all'abitare, Alemanno fa favori ai suoi e cancella l'agro romano. Basta".

Per Gianluca Peciola, coordinamento SeL area metropolitana, che sta partecipando al corteo "la competizione elettorale si avvicina e il sindaco Alemanno svende parti consistenti della città per soddisfare gli appetiti dei costruttori romani. Questa amministrazione di centro destra non ha predisposto nessun intervento serio per far uscire Roma dall'emergenza abitativa. In cinque anni sono state consegnate solo poche centinaia di case popolari, disattendendo alla promessa degli oltre 3mila alloggi. Roma ha già concesso troppo alla rendita e ala speculazione edilizia, bisogna investire sull'economia verde e sulla riconversione urbana degli spazi abbandonati in funzione del disagio abitativo".

Anche per Sandro Medici, mini-sindaco di Cinecittà e candidato al Campidoglio, "al di là della grande soddisfazione di ritrovare tantissima gente in piazza, è importante notare che si è unificato il fronte tra chi fa battaglia contro le manovre urbanistiche della destra e chi lotta per il diritto alla casa. C'è, insomma, un'urbanistica possibile contro la speculazione che allo stesso tempo si occupa dell'emergenza abitativa. E questa urbanistica nuova la si costruisce fermando istantaneamente l'espansione della città e del cemento e recuperando invece l'esistente offrendo così anche uno sbocco alla domanda di case".

E, al termine del corteo, gli organizzatori concludono: "E' stato un bellissimo corteo, partecipato e colorato, per chiedere i diritti che ci spettano, come quello all'abitare. Vogliamo una società più giusta". I manifestanti hanno, poi, dato appuntamento al 2 febbraio "per un altra giornata insieme in nome dei diritti".


Roma - Casa, servizi, lavoro... «Riprendiamoci la città»
di Ylenia Sina


Diecimila persone ieri pomeriggio hanno sfilato per le strade di Roma con lo slogan «riprendiamoci la città». Movimenti per il diritto all'abitare, centri sociali, studenti, precari, sindacati di base, lavoratori della sanità, insieme a comitati cittadini, associazioni ambientaliste e movimenti per i beni comuni. Una manifestazione «che dimostra come il messaggio lanciato il 6 dicembre dai movimenti per il diritto all'abitare con l'occupazione contemporanea di sette stabili non è rimasta inascoltata, ma si è allargata a tutta la città» commenta Paolo Di Vetta dei Movimenti per l'abitare. Al centro della mobilitazione l'opposizione al pacchetto Alemanno 64 delibere urbanistiche in discussione in consiglio comunale, «un nuovo sacco di Roma» - la privatizzazione dei servizi pubblici, la difesa del lavoro e della scuola, la riaffermazione del diritto alla casa «in una città in cui è sembrata una provocazione indire un nuovo bando per le case popolari senza avere alloggi da assegnare». Sfidando un freddo pungente e insolito per Roma, i manifestanti partono da Piazza Vittorio. In testa al corteo il Coordinamento lavoratori della sanità di tutti gli ospedali di Roma «perché con i tagli e le politiche di austerità non sono diminuiti gli sprechi ma solo i servizi», denuncia una lavoratrice del Cto. Di seguito, il Coordinamento romano acqua pubblica, i precari della scuola, Legambiente Lazio che ha aderito alla giornata di protesta «per bloccare il cemento di Alemanno che cancellerà ettari ed ettari di agro romano». Poi i movimenti per il diritto all'abitare, in migliaia a formare un biscione compatto di persone che avanza per il centro cittadino. «Non è questo il colore che voglio nella mia città», si legge su tanti cartelloni grigi nelle mani dei manifestanti. Tra loro, anche le «nuove occupazioni» del 6 dicembre scorso. «Questa manifestazione chiede con forza di ribaltare l'agenda della città mentre ricostruisce una coalizione di forze sociali che saprà imporre a chiunque vorrà governare un nuovo modello di sviluppo», dice Andrea Alzetta, consigliere comunale di Roma in Action. La manifestazione prosegue tranquilla in direzione dei Fori Imperiali. «La nostra forza è nel numero» dicono in molti tra le file del corteo indicando un lungo tratto di via Cavour pieno di gente. Qui un enorme striscione del Coordinamento cittadino per l'acqua pubblica lancia una mobilitazione per il 25 gennaio alle 11 a Fontana di Trevi «sotto le finestre dell'Autority che ha reintrodotto in bolletta quanto cancellato con il referendum». Intanto, un gruppo di attivisti "sanziona" con dei fumogeni un albergo di lusso: occupy suite , viene chiamata l'azione. La coda del corteo è animata dalle bandiere dell'Unione sindacale di base, in piazza con uno spezzone numeroso, preceduto da quello del Comitato No Debito. «I tagli ai servizi e le politiche di spending review peggiorano la vita dei lavoratori che sono anche cittadini e abitanti di questa città» commenta Guido Lutrario dell'Usb. In piazza anche diversi politici: da Luigi Nieri, ex consigliere regionale di Sinistra ecologia e libertà, tra i nomi in lista nelle primarie del centro sinistra per le comunali di Roma, al candidato sindaco e presidente del decimo municipio Sandro Medici, che ribadisce «la necessità di bloccare le concessioni edilizie e l'espansione di una città che deve iniziare a puntare su politiche di recupero dell'esistente». Presenti anche il consigliere regionale del Pdci Fabio Nobile e quello provinciale di Sel Gianluca Peciola. Intorno alle cinque e mezza i manifestanti raggiungono piazza Santi Apostoli dove il corteo si scioglie. «Una bella risposta contro i poteri forti di questa città», commentano gli organizzatori. Prossimo appuntamento, venerdì pomeriggio all'occupazione di via delle Province.


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