INQUILINI MOBILITATI TRA ROMA E GENOVA E LO SPECULATORE ARRETRA

Roma -

EPolis Roma

Via Pincherle. Gli inquilini con Angelo Fascetti di Rdb Asia incatenati alla Giacomazzi in Liguria
La protesta a Genova si riaprono le trattative

Roma - Sono partiti da via Pincherle e sono arrivati in Liguria per difendere le loro case: due inquiline, in rappresentanza di tutti gli altri con Angelo Fascetti di Asia Rdb, ieri mattina si sono incatenati davanti alla sede della Giacomazzi a Genova. Nel frattempo, gli altri inquilini hanno presidiato la Fata, in via Urbana a Roma. Dopo l'occupazione a Genova, l'immobiliarista Mario Giacomazzi ha incontrato i tre incatenati: «Giacomazzi ha affermato di aver sottovalutato la portata e gli effetti della dismissione - spiegano dal sindacato - e ha assicurato che parteciperà personalmente all'incontro del 27 marzo, convocato dal Prefetto». Giochi riaperti, dunque per le 116 famiglie di via Pincherle. «Oggi è un giorno importante - spiega Fascetti - quello che abbiamo raggiunto è un grande risultato perché solo qualche ora prima la situazione sembrava irrecuperabile». Non solo. Dal sindacato fanno sapere che «Giacomazzi si è pronunciato favorevolmente sull'ipotesi di trattativa con la regione Lazio e si è reso disponibile ad annullare i contratti di vendita già stipulati con terzi, se le amministrazioni terranno conto delle penali previste per le mancate vendite». Tutto riaperto, dunque, aspettando il tavolo di venerdì. «Questa amministrazione pronta a fare la sua parte al fine di tutelare gli interessi e le esigenze dei 116 inquilini», dice Marco Visconti, delegato all'emergenza casa del sindaco. Ciocchetti, con l'Udc ha presentato un'interpellanza al governo, mentre Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sa ha presentato una mozione per far intervenire Zingaretti nella vicenda. Gemma Azuni, che ha seguito da vicino la vicenda, dice: «Sarà decisivo l'incontro con il Prefetto il 27 marzo». «Alla vigilia di altre dismissioni, come quella di Enasarco e di Enpam, è indispensabile porre un argine allo strapotere delle società immobiliari», conclude il minisindaco Andrea Catarci.(M.R.)

Liberazione

Inquilini mobilitati tra Roma e Genova e lo speculatore arretra

Ferrero in visita al Comitato di via Pincherle

di Daniele Nalbone

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Repubblica- cronaca di Genova

Incatenati per salvare le case popolari ‘Vendute agli amici degli amici’

Nel mirino della protesta l’immobiliarista Mario Giacomazzi che ha rilevato gli appartamenti

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Roma Today 24 marzo ‘09

Via Pincherle: la protesta degli inquilini approda a Genova
Due inquiline si sono incatenate dentro la sede del gruppo immobiliare Giacomazzi, ottenendo un incontro con i vertici della società. Risultato: la società riaprirà le trattative con la Regione Lazio
di Matteo Scarlino

Abbiamo sottovaluto la portata e gli effetti della dismissione dei 116 alloggi di via Pincherle. Esprimendo questo concetto la società Area Mestre del Gruppo immobiliare Giacomazzi ha annunciato che è pronta ad intavolare nuovamente una trattativa con la Regione Lazio. E' questo il risultato raggiunto dall'azione di protesta portata dagli inquilini insieme con il responsabile nazionale dell'Associazione inquilini e assegnatari, Angelo Fascetti. In mattinata infatti due inquiline, insieme con Fascetti, si sono incatenate per protesta dentro la sede del gruppo immobiliare Giacomazzi a Genova. Contemporaneamente a Roma gli altri inquilini hanno presidiato con un picchetto e una contestuale distribuzione di volantini, l’ingresso di Fata a via Urbana 169. La protesta di Genova è durata tutta la mattina ed ha avuto l'effetto di ottenere un incontro con la società. Nel corso dell'incontro Giacomazzi si è pronunciato favorevolmente sull’ipotesi di ripresa della trattativa con la regione Lazio. Disponibilità è stata espressa anche ad annullare i contratti di vendita già stipulati con terzi. Questo però a patto che le amministrazioni tengano conto delle penali previste per le mancate vendite. La società Giacomazzi ha quindi annunciato che sarà presente personalmente all'incontro del prossimo 27 marzo. "Con le mobilitazioni di oggi", spiega una nota di AS.I.A RdB, "abbiamo voluto denunciare la manovra speculativa di Giacomazzi. Ci chiediamo: come ha fatto la Giacomazzi (attraverso la sua controllata ‘Finanza e Sviluppo Immobiliare’ con un capitale sociale di 125mila euro e un rating ‘rosso D’ che consentirebbe di ottenere dalle banche un fido di appena 5mila euro) a fare quest’operazione immobiliare? E se una società può permettersi il lusso di non rispettare gli accordi presi in un tavolo interistituzionale, di non ascoltare l’invito del Prefetto di Roma a recedere dalla vendita a terzi, quali interssi e quali coperture sostengono l’intera operazione?"
RIASSUNTO DELLA VICENDA
Gli appartamenti in questione sono stati acquistati lo scorso dicembre dal gruppo Giacomazzi, tramite la controllata Area Mestre Srl, al costo di 19 milioni di euro da Fata Assicurazioni Danni Spa (del gruppo Generali Spa). Nel settembre 2008, in occasione di un tavolo convocato dalla Regione Lazio, alla presenza anche di un rappresentante del Prefetto di Roma, il gruppo Giacomazzi, attraverso il dr. Eugenio Greco, si era dichiarato interessato a un accordo con l’assessore regionale alla Casa del Lazio Mario Di Carlo per l’acquisto in blocco dei 120 appartamenti da parte dell’Ater. La regione Lazio ha offerto una plusvalenza del 10% sul prezzo di acquisto e Giacomazzi si è impegnata a non vendere a terzi, così da consentire la tutela del diritto all’abitare di oltre 300 persone. Giacomazzi però non ha mantenuto questo patto, cominciando a vendere a terzi e soprattutto rifiutando la proposta della Regione. Negli ultimi giorni gli inquilini avevano incassato l'appoggio del prefetto che si era detto pronto anche a sequestrare gli immobili se Giacomazzi avesse mantenuto l'intenzione di vendere gli immobili.

 

Carta 24 marzo ‘09

Casa. Occupata la sede del gruppo Giacomazzi

Non si ferma la mobilitazione del comitato inquilini di via Pincherle [ponte Marconi]. Questa mattina, a Genova, due inquilini si sono incatenati per protesta dentro la sede del gruppo immobiliare Giacomazzi per denunciare "il tentativo della società di compiere un’operazione speculativa ai danni di 116 famiglie di anziani con pensione al minimo, disabili, vedove, famiglie monoreddito, disoccupati che abitano dagli anni ’60". Nel frattempo, a Roma altri inquilini hanno presidiato con un "picchetto" pacifico l’ingresso di Fata-Assicurazione a via Urbana. Gli appartamenti in questione sono stati acquistati lo scorso dicembre dal gruppo Giacomazzi al costo di 19 milioni di euro. Nel settembre 2008, in occasione di un tavolo convocato dalla Regione Lazio, il gruppo Giacomazzi si era dichiarato disponibile a un accordo con l’assessore regionale alla casa, per l’acquisto in blocco dei 120 appartamenti da parte dell’Ater. La Regione offriva una plusvalenza del 10 per cento sul prezzo di acquisto, Giacomazzi si impegnava a non vendere a terzi. A febbraio, invece, si scopre che Giacomazzi sta vendendo. "Abbiamo scoperto – denuncia Asia-Rdb – che il gruppo ha venduto gli appartamenti e che diversi acquirenti sono politici o amici e parenti degli stessi. Una vergogna".

Italia Sera 24 marzo ‘09

I movimenti per il "diritto ad abitare" giudicano insufficiente quanto fatto dal Governo
Le politiche abitative "ferme" da un anno

Roma - La Rete dei Movimenti per il Diritto all’Abitare, il coordinamento cittadino di lotta per la casa, Blocchi precari metropolitani, AS.I.A. RdB, Comitato obiettivo casa Action, in una nota congiunta rendono noto che: "La determinazione dei movimenti per il diritto all’abitare ha prodotto alcuni fatti nuovi in città. Il primo riguarda la libertà di manifestare sulla piazza del Campidoglio e nelle strade di Roma, il secondo è l’incontro con il sindaco Alemanno che si svolgerà il 25 marzo alle 17. La presenza forte e determinata nella piazza capitolina dei manifestanti ha messo in mora il ‘protocollo’ sottoscritto dai sindacati concertativi e dalle due forze politiche maggiori, Pdl e Pd. Questa determinazione ha reso possibile l’incontro con i capigruppo comunali e ha rispedito al mittente il clima di tensione ‘bipartisan’ che si è voluto instaurare nella città". "In questo modo - prosegue la nota - apriamo le ostilità contro una maggioranza e un assessore alla casa che dopo un anno di governo non hanno ancora dato segni di vita sulle politiche abitative. Giudichiamo irresponsabile il fatto che in bilancio, sul tema casa, ci siano solo 161 milioni di euro (tutti già precedentemente stanziati), e che la gran parte di questi finanziamenti sia legata alla vendita di 8.000 alloggi popolari. Riteniamo largamente insufficiente tale stanziamento e chiediamo che vengano aggiunti almeno 100 milioni subito e 500 milioni nel prossimo assestamento di bilancio, utilizzando anche le plusvalenze legate al maggiore gettito ICI sulle seconde e terze case vuote. Consideriamo inaccettabile continuare ad addossare responsabilità alla Regione Lazio, che peraltro non è esente da colpe, senza chiedere contestualmente al Governo una vera politica abitativa pubblica con finanziamenti all’altezza dell’emergenza abitativa romana. Chiederemo al sindaco di intervenire presso il governo per bloccare per almeno due anni gli sfratti e gli sgomberi in maniera generalizzata, così da consentire l’avvio di politiche abitative che invertano la rotta. E’ ora di passare dalle chiacchiere ai fatti!".

 

In allegato inoltre:

- l’interpellanza al presidente del Consiglio dei ministri dell’on. Ciocchetti;

- la mozione del consigliere provinciale Gianluca Peciola.

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