Le case popolari non si vendono!

Bologna -

Continua la mobilitazione di ASIA Bologna all’interno della campagna per il welfare costruita da USB. Dopo un’assemblea con gli inquilini, oggi, 8 ottobre 2015, siamo scesi in presidio davanti alla sede di Acer per contestare l’asta, che si teneva stamattina negli uffici dell’azienda, in cui venivano messe in vendita alcune case popolari.

La svendita del patrimonio ERP è un mandato nazionale da parte del governo, retto da quel PD che di democratico non ha nulla tranne il nome, e Regioni, Comuni e infine le aziende territoriali sono esecutori.

Pertanto, la nostra presenza davanti ad Acer è solo un simbolico inizio di una campagna che proseguirà, avendo come obiettivo anche e soprattutto le istituzioni politiche che sono causa di questa devastazione dell’intero impianto di welfare pubblico.

Ormai, infatti, la parola d’ordine del governo è “privatizzazioni”, dalla sanità alla scuola, dai trasporti alla casa. Non possiamo permettere che ciò avvenga, non possiamo permettere che le case popolari, pagate dai lavoratori attraverso i versamenti nella cassa Gescal, vengano oggi date in pasto a speculatori e grandi proprietari immobiliari.

Al contrario, è il momento di rivendicare l’incremento del patrimonio immobiliare pubblico a scapito dell’egemonia dei privati e di un mercato dell’affitto, così come del mutuo e dell’acquisto, sempre più inaccessibile.

Per fare questo non occorre nemmeno costruire, alimentando la giungla di appalti e la sovrapproduzione del mercato del mattone, basterebbe che le istituzioni pubbliche – e possono farlo! – prendessero la responsabilità di requisire, acquisire o convertire le grandi porzioni di stabili sfitti esistenti per destinarle a un uso abitativo a basso costo, di fatto equiparandoli a stabili in quota ERP.

Sappiamo che questo progetto è ambizioso, ma con l’unità e la forza di un movimento collettivo e consapevole le cose possono cambiare.

Un piccolo segnale di questo è arrivato anche stamattina, quando al presidio si sono avvicinati, oltre a molti inquilini o aspiranti tali che entravano o uscivano dalla sede Acer, alcuni lavoratori dell’azienda, non per debellare il presidio ma per discutere e manifestare perplessità, molto simili alle nostre, in merito al piano di vendita e alla necessità che lo Stato ricominci a investire sull’edilizia pubblica invece che dismetterla o privatizzarla.

 

La nostra lotta continua, e poiché da mandato sono messe in vendita case anche già assegnate a inquilini, invitiamo chiunque subisca la svendita della propria casa popolare a rivolgersi agli sportelli di ASIA, martedì e mercoledì dalle 15.00 alle 17.30. Nessuno deve rimanere solo!

 

LA CASA POPOLARE E’ UN DIRITTO, E I DIRITTI NON SONO IN VENDITA!

 

ASIA-USB Bologna

 

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