Livorno. La Cigna di nuovo a rischio sgombero.

Roma -

Comunicato Stampa

 

50 famiglie finiranno per strada nonostante abbiano i requisiti per l’alloggio d’emergenza. Per il 12 dicembre è fissato l’accesso con la forza pubblica. Sabato 23 novembre manifestazione cittadina e presidio di fronte alla Prefettura.

Purtroppo, nonostante gli sforzi messi in campo dal sindacato Asia e dagli uffici Comunali, lo sgombero della Torre della Cigna è ormai imminente. In un primo momento si era pensato che fosse possibile (e anche auspicabile) rinviare almeno di un anno l’esecuzione di sfratto in modo da proseguire nel percorso di liberazione graduale dell’immobile garantendo a tutti gli inquilini una soluzione abitativa. Soluzione di cui hanno diritto in quanto in possesso dei requisiti previsti dalla normativa. Neanche due anni fa all’interno della Torre si trovavano oltre 240 persone, attualmente sono “solo” 110. Tutto ciò grazie ad un percorso di dialogo e confronto giudicato da tutti assolutamente positivo.

Evidentemente, anche nella nostra città, si è deciso di far prevalere dinamiche politiche estranee alla nostra storia e al nostro contesto sociale. Si vuole organizzare uno sgombero in grande stile buttando per la strada decine di famiglie magari offrendo loro solo qualche giorno di albergo o la permanenza in qualche struttura/lager plurifamiliare.

La proprietà, la San Teodoro SRL, dopo anni di menefreghismo e dopo aver riscosso, sembrerebbe , 475 mila euro l’anno dal Demanio (cioè dallo Stato) fino al 2018, sulla base di un accordo relativo all’affitto della porzione adibita ad agenzia delle entrate, si è “casualmente” svegliata solo adesso ottenendo un decreto di sgombero immediato per motivi di sicurezza. Dov’erano questi signori quando per anni la Torre e rimasta abbandonata diventando terra di nessuno? Nonostante tutto questo, non hanno neanche mai pagato un centesimo di tasse al nostro Comune (imposta sugli immobili). Si parla di 200 mila euro di arretrati. Tanto che l’ex Sindaco Nogarin aveva dato mandato agli uffici di presentare istanza di fallimento in Tribunale nei confronti della proprietà.

Ma il vero problema è che al momento sembra non ci sia nessuna istituzione in grado di imporre a questi palazzinari un rinvio dello sgombero. Un rinvio messo nero su bianco e non certo a parole come vorrebbe qualcuno.

Da parte nostra abbiamo cercato fino all’ultimo di proseguire nel percorso intrapreso. Permettendo lo svolgimento di diversi sopralluoghi relativi alla sicurezza, adempiendo alle prescrizioni richieste e partecipando a tutti i tavoli di confronto. Il 28 novembre, presso il Tribunale Civile di Livorno, si svolgerà un’altra udienza. Il giudice dovrà valutare, sulla base di nuove perizie effettuate recentemente, se confermare o meno l’urgenza dell’intervento di sgombero. Sappiamo bene che queste perizie hanno avuto esito positivo. Per il 12 dicembre è fissato il primo accesso con forza pubblica.

Per quanto ci riguarda il percorso di confronto finisce qui. Se dovrà esserci uno sgombero ci prepareremo ad affrontarlo contando sulle nostre forze. Dentro la Torre ci sono ancora decine e decine di appartamenti liberi. Nella nostra città si va avanti con una media di 3 sfratti a settimana. Non saremo di certo noi a fare un favore alle solite società private. Non saremo di certo noi ad anteporre l’interesse dei soliti palazzinari senza scrupoli a quello dei lavoratori e delle lavoratrici in difficoltà economica.

Oltretutto sembra che la san Teodoro sia in trattativa con una società di speculazione immobiliare per l’eventuale costruzione di un ennesimo polo commerciale al posto della Torre.

Per sabato 23 novembre abbiamo deciso di organizzare un primo momento di mobilitazione. L’appuntamento è alle 15:30 nel piazzale della Torre in Via Campo di Marte. Dopo una conferenza stampa ci sposteremo di fronte alla Prefettura di Livorno per un presidio che partirà dalle ore 17. Chiederemo un incontro al Prefetto di Livorno per discutere sia dell’imminente sgombero sia delle decine di sfratti e pignoramenti previsti da qui alla fine dell’anno.

Chiediamo alla cittadinanza, alle associazioni , ai soggetti politici cittadini di partecipare a questa prima giornata di lotta.

 

Asia-Usb Livorno

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