Madrid, vince il conflitto per affermare il diritto alla casa!

Per Maricarmen proposta di rientro nella sua abitazione. Verso il diritto alla casa approvati due decreti dal Consiglio dei Ministri del governo Sanchez.

Roma -

L’imponente mobilitazione di Madrid a sostegno del diritto alla casa scaturita dall’orribile sfratto ai danni di Maricarmen, 87 anni abitante di una casa finita nelle grinfie di un fondo di speculazione, ha ottenuto un’importante e significativa vittoria su due fronti: per Maricarmen, proposta di rientro nella sua abitazione con un rinnovo del contratto all’affitto per otto anni allo stesso canone pagato fino ad oggi; più in generale per la difesa del diritto alla casa, due decreti approvati dal Consiglio dei Ministri del governo Sanchez di blocco degli sfratti fino al 2030 per le persone vulnerabili, di proroga dei contratti scaduti di due anni, di regolazione dei contratti stagionali e di divieto per i fondi immobiliari di acquistare alloggi fino al 2028.

Per approdare a ciò, il Governo Sanchez dovrà affrontare le grandi contraddizioni di uno dei pilastri del modello economico spagnolo: i privilegi, finora indiscutibili, della rendita. Se sarà una vittoria completa lo sapremo quando e se il testo messo in discussione nel parlamento spagnolo sarà approvato e soprattutto quando ne leggeremo i contenuti definitivi. In questi giorni abbiamo letto molte ricostruzioni e analisi sull’accaduto e sulle peculiarità spagnole, uno dei pochi paesi con una percentuale di proprietari più alta che in Italia. Analisi in cui ci si è sforzati giustamente di andare oltre il fatto contingente per fornire ancora una volta una panoramica dei meccanismi con cui rendita e profitto di pochi triturano le vite di molti, condizionando in peggio tutti i processi economici e sociali.

Una cosa è sicura, le grandi manifestazioni andate in scena Madrid hanno portato ad una grandissima vittoria poiché a memoria, mai un soggetto speculativo di quel tipo ha fatto dietrofront, così come mai lo stesso stato, inteso come insieme di apparati, che ha eseguito con tanta durezza lo sfratto di una persona, ha poi ritrattato il suo atteggiamento con pressioni più o meno dirette, atte a conseguire lo scopo opposto, cioè fare rientrare in casa la stessa persona.

Tutto ciò però ci spinge a interrogarci sulla situazione Italiana. Quante Maricarmen abbiamo visto sbattute con violenza in mezzo alla strada negli ultimi anni? Ci siamo forse dimenticati di Paola, l’anziana sfrattata (2 volte) a San Basilio, dal Comune di Roma nel 2018 (Giunta Raggi)? Anche lì il quartiere e la città si mobilitarono per difenderla ma il Comune non ritrattò mai la sua decisione. Non ci siamo dimenticati nemmeno di Glauco e Dea (stessa giunta, stessa sorte), di Erminia, sfrattata da Centocelle poco dopo la fine del blocco degli sfratti Covid, cacciata dal quartiere in cui ha vissuto per tutta la vita.  Ancora più fresco è il ricordo di Francesca, cacciata dal Fondo Cicerone che nello stesso palazzo aveva decine di alloggi vuoti, mentre sotto i solidali venivano allontanati malamente dalla Polizia in assetto anti-sommossa.  Lo stesso fondo che ha fatto piazza pulita di tutti gli abitanti, molti anziani, di via Badoero, tra cui una centenaria.  Al loro posto, negli alloggi in cui hanno abitato una vita stanno realizzando uno studentato di lusso. O ancora gli sfratti a venire come quello di Pietro, ex-agente di commercio ultra ottantenne, messo sotto sfratto da Enasarco, e così via, la lista potrebbe continuare a lungo, gli sfratti nel nostro paese sono tanti e i meccanismi di tutela non ci sono o sono inefficaci. Nonostante questo il Governo ha in studio nuove norme per rendere questi strumenti ancora più deboli, fornendo nuove armi invece alla classe proprietaria, come l’appalto dell’esecuzione degli sfratti a ditte private.

E forse è proprio sotto una di queste abitazioni sotto attacco che dovremo aprire le nostre tende, ancor più che sotto i palazzi vuoti e inutili del potere. Quel potere che fino ad oggi nel nostro paese mai ha avuto il coraggio di mettere in discussione lo status quo e non ha mai smesso di favore la rendita.