MAI PIÙ BAMBINE E BAMBINI IN STRADA CON I LIBRI!

VENERDÌ 14 GENNAIO ORE 17,00 ASSEMBLEA CITTADINA A VALLE RI-FIORITA (Via di Torrevecchia 156) SOTTO SGOMBERO!

Roma -

A due anni e mezzo di distanza dal drammatico sgombero dell’occupazione abitativa di via Cardinal Capranica a Primavalle, con un quartiere militarizzato sin dalla notte precedente, le famiglie assediate per ore, lo sgombero avvenuto fra forti tensioni e poi la deportazione delle famiglie in centri di accoglienza indecenti e pagati a peso d’oro a cui si è aggiunto lo scempio e di bambini e bambine allontanatə con la forza dalle loro scuole e dalle loro relazioni…

ECCO CHE LA STORIA RISCHIA DI RIPETERSI! E per giunta anche molto presto!

Questa volta, la seria minaccia riguarda gli occupanti della EX CLINICA “VALLE FIORITA”, dove vivono 80 famiglie, proprio nel vicino quartiere di Torrevecchia, sempre a Roma Nord.

Eppure dopo la grande resistenza degli abitanti di Caravaggio e di una città intera decisa a impedire l’ennesimo sfregio e la conclusione positiva della vicenda con l’assegnazione delle case alle famiglie, l’assurdità di affrontare il dramma dell’emergenza abitativa con la polizia e gli sgomberi sembrava definitivamente messa in archivio. Tanto più che il neo sindaco Gualtieri in campagna elettorale aveva dichiarato: "Roma include e non lascia indietro nessuno".

Aggiungendo, in maniera molto esplicita e diretta: "Se il diritto alla proprietà è in contrasto con il diritto alla casa, gli sgomberi non si possono fare".

Come se non bastasse, il comune di Roma ha depositato i nobili intenti di contrasto alle disuguaglianze sotto l’albero di Natale di Piazza Venezia... E allora ripetiamo la stessa domanda fatta quando abbiamo portato i pacchi dimenticati dalla Giunta sotto l’abete stesso: DOVE SONO FINITI GLI IMPEGNI PRESI DAL SINDACO GUALTIERI?

E dove è finito il PRESIDENTE DELLA REGIONE ZINGARETTI, che su via del Caravaggio insieme al suo assessore, ha svolto un ruolo cruciale? Che da Caravaggio in poi aveva promesso un cambio di rotta?

La risposta a queste domande non ci è chiara. Eppure tali questioni richiederebbero una risposta immediata visto che Comune e Regione si apprestano a gestire nuovi sgomberi (in primis, Valle Ri-Fiorita e Viale delle Province) e a far ripartire la macelleria sociale degli sfratti (brevemente interrotti per la tregua natalizia) sotto pressione dell’agenda dettata da Prefettura e Procura, mentre poco o niente è cambiato rispetto alla truffa dei piani di zona, alla vendita del patrimonio degli enti e delle case popolari, che potrebbero contribuire ad alleviare l'emergenza abitativa. Il tutto avviene poi in barba alla situazione socioeconomica, già critica, esacerbata dalla pandemia, e al fatto che è evidente a tuttə come senza casa non ci siano salute e welfare di sorta (ambiti peraltro totalmente trascurati all’interno di quel PNRR spacciato per la panacea di tutti i mali del Paese).

Con questa assemblea, le famiglie di VALLE RI – FIORITA e i MOVIMENTI, dichiarano l’inizio della RESISTENZA con ogni mezzo necessario e CHIAMANO LA CITTA’ A RACCOLTA. La posta in gioco è alta, altissima, e va oltre persino il fondamentale futuro delle famiglie delle bambine e dei bambini di Valle Ri-Fiorita. Riguarda ancora una volta l'idea di città che, attorno a questa vicenda, si definisce e prende corpo. Saranno gli interessi voraci della RENDITA a disegnare lo scenario sociale romano, oppure i bisogni sociali dei settori popolari, precari, delle persone senza casa, invisibili, della città di sotto che reclama e pretende di diventare la città di sopra? Sarà una città della cultura e della partecipazione dal basso, degli spazi sociali e del protagonismo dei territori, oppure queste istanze di cambiamento, sbandierate, si riveleranno solo slogan di facciata per poi tornare a decidere le sorti della città nei salotti buoni dell’alta società romana che stringe i patti con i costruttori verso il Giubileo e l'Expo progettati per i prossimi anni?

Non possiamo attendere di capire quale sia il segno di questa amministrazione lasciando tranquillo il manovratore. Non solo perché non abbiamo mai avuto governi amici, ma perché il diritto all'abitare non può aspettare, né diventare ancora una volta materia di ordine pubblico mobilitato per gestire le emergenze sociali che gli sgomberi stessi finiscono per creare. Abbiamo bisogno, da parte di chi amministra, di atti concreti che diano il segnale di cambiamento necessario. Partendo dal fatto di dettare l'agenda delle politiche abitative di questa città e della Regione, anziché farsela fissare da Prefettura e Procura.

Bisogna che si facciano al più presto scelte forti e non più differibili: abolizione degli articoli 3 e 5 del Piano Casa Renzi Lupi; blocco di sfratti e sgomberi senza passaggio da casa a casa; un nuovo piano di edilizia residenziale pubblica che sia all'altezza dei bisogni della città; la chiusura della fase di gestione emergenziale permanente del problema casa.

In secondo luogo, come già detto in diverse assemblee negli spazi sotto attacco in questi mesi, riteniamo che la minaccia a unə sia un attacco a tuttə, e che sia quindi necessario che ancora una volta la città si faccia parte contraente, e confliggente, nella r-esistenza necessaria per la positiva risoluzione di queste vertenze, nonché per imporre dal basso un cambio di passo quanto mai necessario nel mondo di pensare e gestire la città. A partire da Valle Ri-Fiorita, invitiamo la città a iniziare il 2022 siglando un patto di mutua solidarietà per difendere attivamente ogni luogo sotto attacco, con ogni mezzo necessario.

SU VALLE RI – FIORITA, NESSUN PASSO INDIETRO! /// VENERDÌ 14 GENNAIO ORE 17,00 /// ASSEMBLEA CITTADINA DI SOLIDARIETÀ E RESISTENZA /// C/O OCCUPAZIONE ABITATIVA DI VIA DI TORREVECCHIA 156

Sono statə invitatə e partecipano: Marta Bonafoni, Marco Cacciatore, Alessandro Capriccioli, Andrea Catarci, Paolo Ciani, Nella Converti, Marco Della Porta, Alessandro Luparelli, Matteo Orfini, Yuri Trombetti, Giovanni Zannola.

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