MANIFESTAZIONE INQUILINI ENASARCO: RASSEGNA STAMPA 14 LUGLIO

Roma -

 

Liberazione   

L'Ente va a gonfie vele. Bilancio in attivo fino al 2056

Cartolarizzazione, l'Enasarco vuole speculare sugli inquilini

di Daniele Nalbone

Roma - Rivedere l'accordo firmato tra la Fondazione Enasarco e i sindacati sulla vendita del patrimonio immobiliare dell'ente. Convocare un tavolo interistituzionale sul tema delle dismissioni. Tutelare gli inquilini che non potranno acquistare gli appartamenti e i 450 lavoratori Enasarco che rischiano il posto di lavoro.

Sono queste le richieste che ieri pomeriggio centinaia di inquilini Enasarco, mobilitati dal sindacato Asia Rdb, hanno presentato al Prefetto di Roma con un presidio in piazza Santi Apostoli. Molti di loro abitano gli immobili della cassa di previdenza di agenti e rappresentanti di commercio da cinquanta anni. Sono arrivati da tutta Roma e, nonostante il caldo, sono presenti anche gli inquilini più anziani.

L'appuntamento in piazza era fissato alle 16 ma già trenta minuti prima l'ingresso delle prefettura è praticamente assediato. La digos fa spostare i manifestanti dall'altra parte della piazza e loro, di risposta, tirano fuori le bandiere gialle e rosse del sindacato. Una delegazione di sette persone viene chiamata per un incontro con il Viceprefetto, Giuliana Giaquinto, che si dirà pronto a indire un tavolo interistituzionale entro settembre, mentre fuori il presidio si fa sempre più numeroso. Alla fine saranno oltre duecento i manifestanti che «chiedono che venga rivisto l'accordo firmato "ante crisi" dai sindacati concertativi» denuncia Nicola Alvino, inquilino Enasarco di Tor Tre Teste, mentre mostra l'elenco delle 2400 firme raccolte durante sei mesi di affollati incontri presso i municipi romani per una cartolarizzazione che, sommata a quella dell'Enpam, riguarderà, a partire dal 2010, 24mila famiglie solo a Roma. Oltre 30 mila sul territorio nazionale. Il tutto in una situazione dove il problema casa è già emergenza.

«L'accordo firmato dagli altri sindacati» spiega Angelo Fascetti di Asia Rdb «consiste in un prezzo di vendita fissato in base al valore medio di mercato stabilito dall'Agenzia del Territorio, decurtato del 30%. Una cifra insostenibile per almeno la metà dei "cartolarizzati"». La richiesta di Rdb al Prefetto Pecoraro è, invece, che «il prezzo venga fissato considerando la soglia più bassa dell'Agenzia del Territorio, con uno sconto del 40%».

Walter De Cesaris, segretario dell'Unione Inquilini, ci spiega telefonicamente che «non c'è nessun problema nel rivedere l'accordo firmato, che peraltro è un semplice accordo quadro, perché a decidere devono essere gli inquilini», precisando che «nessun prezzo è stato fissato». Quindi, da qui al 2010, «c'è ancora tutto il tempo per intervenire per regolamentare questa dismissione che potrebbe avere conseguenze drammatiche sul territorio».

Fra i manifestanti era presente anche una delegazione dei lavoratori Enasarco che rischiano, oltre la casa, di perdere il proprio posto di lavoro. Sono in tutto 450 fra pulitori e portieri che ricoprono «il doppio, in questo caso sfortunato, ruolo di dipendenti ed inquilini della Fondazione che ha deciso di mettere in vendita il proprio patrimonio immobiliare senza pensare alla nostra sorte», ci spiegano.

Ma la lotta di Asia Rdb non si ferma qui: oltre a chiedere un intervento pubblico per individuare un percorso che porti alla definizione di garanzie certe per la tutela degli inquilini che non possono comperare, ribadisce la necessità «di fermare una nuova speculazione a danno degli inquilini più deboli e per impedire che si apra una nuova ferita nella città di Roma, il cui effetto sociale ricadrà proprio sulle istituzioni».

Una cartolarizzazione, quella di Ensarco, in cui tutto è ancora aperto: «l'unica cosa certa» commenta Nicola Alvino, è la volontà da parte della cassa previdenziale di realizzare una speculazione edilizia sulla pelle della gente». La dimostrazione è data dal fatto che «Enasarco stava vendendo, nel 2006, l'intero patrimonio a Ricucci per la cifra di 1,8 miliardi di euro a fronte di un valore di 3 miliardi. Ma ora che gli immobili stanno per essere venduti agli attuali inquilini, la Fondazione ha dichiarato di voler realizzare la bellezza di 4,5 miliardi di euro».

Intanto, però, l'Enasarco si può permettere di acquistare dai fratelli Toti la Galleria Alberto Sordi, in via del Corso, per la cifra di 180 milioni di euro, segno del buono stato delle casse della Fondazione, che, secondo bilancio, sarà in attivo almeno fino al 2056, e di poter spendere ulteriori 5 milioni per una campagna pubblicitaria che ne ripulisca l'immagine.

Un'immagine che, nonostante gli spot che presto andranno in giro sui media italiani, continuerà a essere poco limpida visto che, nel mentre, «Enasarco sta continuando a recapitare agli inquilini le disdette dei contratti di locazione in scadenza a dicembre 2009» spiega Angelo Fascetti, «e si prepara a chiedere un aumento degli affitti».

 

EPolis Roma

Emergenza casa
Dialogo col Prefetto per inquilini Enasarco

Roma - Un tavolo con il prefetto per dialogare con le istituzioni in vista delle dismissioni: questo il risultato dell'incontro di ieri tra Angelo Fascetti dell'Rdb Asia, una delegazione degli inquilini Enasarco e il viceprefetto Giaquinto. La vendita dovrebbe iniziare nel 2010 e gli inquilini chiedono che venga applicato lo sconto del 40 per cento previsto dalla legge. In sostanza, chiedono di stralciare l'accordo firmato dai sindacati confederali e di rinegoziare la dismissione. Prendendo in considerazione anche i 450 lavoratori di Enasarco: portieri, pulitori che rischiano di restare senza lavoro. E anche senza casa, come Stefania, dipendente da 15 anni e affittuaria: «Ci sono state due comunicazioni, poi nessuna notizia. Ma noi abbiamo contatti con gli stabili e veniamo a sapere come stanno le cose». Sempre ieri, in Campidoglio, c'è stata la protesta per il ritardo della consegna di 118 appartamenti dell'autorecupero riqualificati dalla cooperativa Inventare l'abitare nel 2002. «Vogliamo che il Campidoglio si impegni a rispettare tempi seri e definiti di consegna delle case», spiegano i manifestanti.(M.R.)

Italia Sera

 

Una manifestazione davanti alla sede della Prefettura di Roma

Caro affitti, Rdb-Cub scende in piazza

 

Roma - Circa un centinaio di manifestanti della Rdb-Cub si sono radunati ieri in piazza SS Apostoli a poche decine di metri dalla sede della Prefettura di Roma per protestare "contro il caro-affitti e per la difesa dei 450 lavoratori Enasarco che rischiano il posto di lavoro". "Armati" di bandiere e megafoni i manifestanti stanno esponendo due striscioni, uno con la scritta "Pincherle ovunque", l’altro "Enasarco: dismissioni selvagge/aumenti degli affitti: fermiamoli!". "Chiediamo - ha spiegato Nicola Adino dell’Rdb - la definizione di prezzi d’affitto non speculativi e la revisione dell’accordo firmato tra la fondazione Enasarco e i sindacati concertativi. Chiediamo inoltre l’entrata in campo delle istituzioni (municipi, Comune, Regione e prefettura) per arrivare alla definizione di garanzie certe per la tutela degli inquilini".

 

Agenzia fotografica Eidon

 

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