Messina. In merito all' articolo della Gazzetta del Sud del 2 dicembre 2015

Messina -

Buongiorno Messina 


Siamo le occupanti e gli occupanti della Ex U.Foscolo Occupata.
Scriviamo perché abbiamo alcune cose da precisare provando a bucare il muro mediatico che da sempre ostacola le rivendicazioni degli ultimi.
Apprendiamo da un articolo pubblicato il 2 dicembre su un noto giornale locale, che la nostra realtà sarebbe considerata responsabile di alcuni fatti spiacevoli che per noi sono solo diffamanti illazioni della Gazzetta del Sud e vi spieghiamo perché.
Nel suddetto articolo si fa riferimento ad "una fonte confidenziale ma attendibile", che dichiarerebbe che all'interno della scuola ci sarebbero "aule trasformate in stanze da affittare, ampi locali intramezzati abusivamente con mattoni con lo scopo ultimo di ricavare posti per ricavare denaro". 
Ora vi sveliamo l'identità della fonte, supplendo ad una inaccettabile carenza giornalistica dell'autore dell'articolo che - detto per inciso- secondo noi andrebbe radiato da ogni albo.

La fonte è una lettera anonima firmata "Anonimi di via Palermo" pervenuta un mese fa presso tutte quasi le istituzioni di questa città.
Cari lettori dove sta secondo voi l'attendibilità? Un anonimo sarebbe più attendibile persino della testimonianza diretta di almeno uno degli occupanti? Invece nessuno ci ha chiesto niente.
Dunque ve lo diciamo ora noi.
L'occupazione della scuola che va avanti dal 2 gennaio di quest'anno, è una risposta di lotta alla emergenza abitativa che affligge ogni città di questo Stato in cui ci troviamo, che incapace di rispondere ai bisogni primari della gente, consegna nelle mani delle mafie locali e di politici corrotti la gestione delle emergenze. Così si dà l'opportunità di lucrare, come accade con Mafia Capitale, e rimpinzare le tasche dei soliti noti.
Quello che accade alla Ex Foscolo è un'altra storia. L'autorecupero, l'autogestione e l'autorganizzazione sono da sempre state la cifra caratteristica di questa occupazione che, ben lungi dal lucrare ha riadattato per esigenze sociali uno spazio ridotto ad uno stato di abbondono e degrado dalle varie amministrazioni (come centinaia di altri stabili in città), cosa che comporta sforzi e sacrifici notevoli per persone che vivono inoltre un disagio occupazionale.

La ex scuola U. Foscolo occupata è poi, secondo il presunto giornalista "uno stabile inagibile non conforme alle normative vigenti sulla sicurezza. Un attacco pretestuoso e banale se si considera, come diciamo da anni, linagibilità della maggioranza degli istituti scolatici "non occupati" della nostra amata città, dove i nostri figli sono quotidianamente sotto il pericolo di crollo e cedimenti.

Se quegli stessi figli si ribellano, però, e manifestano il loro dissenso contro la distruzione della scuola pubblica, vengono repressi e criminalizzati, come successo agli studenti de La Farina e del Bisazza.

Vorrebbero dei giovani muti e inermi davanti al furto del loro futuro, ma noi non ci stiamo e con le attività sociali come il doposcuola popolare e la Palestra Popolare Giostra prepariamo i giovani a lottare nel presente per il proprio futuro.

Non occupiamo per lucrare, dunque, ma perché siamo convinti che sia giusto estendere a tutti il diritto all'abitare, e il diritto ad un tetto sopra la testa.
Consapevoli di vivere nell'illegalità, imposta come l'altra faccia di una legalità profondamente ingiusta, rivendichiamo ogni gesto illegale che rappresenti una liberazione dalla povertà e dallo sfruttamento. La volontà politica, collettiva delle/gli occupanti di questo spazio è anticapitalista. Aspiriamo ad una società libera dalle relazioni fondate sul denaro e sullo sfruttamento. Riteniamo pertanto assolutamente infondate le accuse che ci sono state rivolte e le rimandiamo ai mandanti politici di questa operazione ridicola.

Affronteremo con la lotta e la determinazione la repressione sia fisica che mediatica.

Non sgombererete il cielo dai nostri sogni

 

Collettivo Pinelli Comitato Inquilini Resistenti

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