Modena: entro ottobre molte famiglie dovranno lasciare gli appartamenti

SAN PROSPERO: Viaggio tra gli inquilini dello stabile di via Roncaglio: «Abbandonati da tutti»

Palazzo Sole, la rabbia dei residenti

Modena -

di Mirko Roglia

Dopo un anno di richieste e domande la situazione della mia famiglia non è cambiata e mio figlio è ancora senza assistenza sanitaria».

Aziz Msallek, uno degli inquilini di palazzo Sole è arrabbiato e al tempo stesso affranto per le vicende che stanno coinvolgendo la sua famiglia, la quale deve già affrontare, insieme agli altri condomini, lo sfratto che è stato notificato dalle autorità comunali nei confronti delle famiglie che vivono nel palazzo di San Prospero.

Entro il 1 ottobre infatti quasi tutti gli inquilini di via Roncaglio 2 dovranno lasciare la propria abitazione e molti di loro, non sapendo dove andare, minacciano di ricorrere a gesti eclatanti, come l'occupazione del Consiglio comunale di San Prospero.

Insieme a Msallek, parla anche Aziz Hourab: «Noi siamo gente che sta investendo sull'Italia e vuole rimanerci;siamo i primi a non tollerare certe situazioni di degrado, infatti non abbiamo mai accettato nel palazzo elementi ambigui.

Però il trattamento che il Comune sta riservando a noi, famiglie oneste che vorrebbero integrarsi, è ingiusto.Nessuno di noi ha mai ricevuto un bonus anti-crisi, come quelli che invece vengono erogati ad esempio nei comuni di Mirandola e Finale Emilia, in più il conto corrente comunale sul quale pagavamo l'affitto è stato cancellato ed ora noi, pur volendo pagare, siamo impossibilitati a farlo».

Palazzo Sole inoltre, sia da fuori che internamente, versa in uno stato di evidente fatiscenza: le parti in ferro sono arrugginite, in molte case mancano le finestre, scale e corrimano sono rotti, gli impianti scoperti, i balconi pericolanti e i soffitti invasi dalla muffa.Un abbandono che ha una doppia radice:da una parte le inadempienze di pulizia degli stessi condomini e dall'altra, secondo le accuse di questi ultimi, «la completa mancanza di manutenzione da parte del proprietario dello stabile che ora, avendo vinto la causa legale contro il Comune, ha scaricato tutte le responsabilità su di esso».

Ma il palazzo, in mano al Comune dopo la firma di una convenzione col proprietario Arnoldo Leonelli, non è l'unica casa popolare di San Prospero secondo gli inquilini: «In paese ci sono vari edifici a destinazione popolare ma il Comune li lascia vuoti, una contraddizione terribile visto l'enorme esigenza di alloggi da parte di cittadini non solo stranieri».

I nuclei familiari di palazzo Sole ad oggi sono quindici, la metà rispetto a due anni fa;la famiglia alle prese con i problemi più gravi è proprio quella di Aziz Msallek, il cui figlio di quasi due anni è ancora senza assistenza medica:«Non ha la residenza e non può avere la tessera sanitaria – spiega il padre – Come me che, non avendo la residenza, devo rimanere disoccupato; il problema è che entrambe le nostre richieste di residenza vengono respinte perché il Comune non ci ha mai accordato l'idoneità di alloggio.

L'amministrazione ci vuole fuori da qui. Intanto però il mio bambino potrebbe ammalarsi ed io a chi mi rivolgo? Inoltre dopo lo sfratto non avremo neppure un tetto sulla testa».

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