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Roma -

Rifiutiamo di sederci al tavolo convocato per domani dall’assessore alle politiche abitative. 

Mercoledì 28 gennaio ore 8.30 presidio davanti al Cie di Ponte Galeria

Con un intervento della Questura, coordinato con la Prefettura e il Gabinetto del sindaco, ieri è stata sgomberata l’Anagrafe centrale di via Petroselli, occupata per 14 giorni dai movimenti per il diritto all’abitare.

Durante l’occupazione si sono svolti diversi incontri con il neo assessore Danese, con il Direttore dell’anagrafe e con il Gabinetto del prefetto Pecoraro.

La questione sollevata dai movimenti riguarda l’articolo 5 del cosiddetto Piano casa del governo Renzi, un provvedimento che nega residenza, acqua e luce a chi occupa abusivamente uno stabile o un alloggio. Una condizione questa che solo a Roma interessa decine di migliaia di persone.

La decisione di considerare un problema di ordine pubblico l’iniziativa portata avanti a via Petroselli da decine di famiglie sfrattate e occupanti per necessità sta producendo conseguenze pesanti.

Tre migranti, attivisti dei movimenti, fermati ieri durante le operazioni di sgombero, sono ora rinchiusi nel Cie di Ponte Galeria, centro di detenzione che andrebbe chiuso immediatamente.

La scelta di sgomberare e di perseguire gli occupanti, fino a rinchiuderli dentro il Cie, con rischio di espulsione e separazione dai propri affetti e dai percorsi sociali di cui sono parte, non può essere in nessun modo risarcita dal tavolo proposto per il 28 gennaio alle ore 10 dall’assessore Danese.

Siamo indisponibili a riprodurre passaggi di confronto deboli e viziati da una mancanza di prospettive strutturali, a continuare con la gestione di un’emergenza infinita che si ha tutto l’interesse a mantenere.

Oltretutto non riteniamo accettabile un confronto che tende a mescolare la gestione dei residence e dei Caat (centri alloggiativi temporanei) con le questioni sollevate dai movimenti sull’articolo 5 e sugli sfratti, sia per morosità che per finita locazione.

La lotta sostenuta con l’occupazione dell’Anagrafe non si risolve con un incontro minestrone, dove anche la Delibera regionale sull’emergenza abitativa viene ancora una volta svilita e annacquata.

Chiediamo che l’assessore Danese intervenga sui fatti di ieri e si informi sulla condizione dei tre migranti reclusi a Ponte Galeria, di cui reclamiamo l’immediato rilascio.

Inoltre crediamo opportuno rivedere le caratteristiche e i termini del tavolo interistituzionale del 28 gennaio, appuntamento al quale, fermo restando le condizioni attuali, i movimenti per il diritto all’abitare non parteciperanno, convocando invece un presidio presso il Cie di Ponte Galeria a partire dalle ore 8.30.

Rilanciamo l’appuntamento del 31 gennaio alle 15 a Piramide per il corteo che intende raggiungere la Prefettura.

Togliamo di mezzo il mondo di sopra!

Ci vediamo in città!

Movimenti per il diritto all’abitare

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