PALERMO, DALL'EMERGENZA AL DISASTRO: SULLA CASA SOLO PROPAGANDA E GUERRA AI POVERI

Le politiche abitative del capoluogo siciliano falliscono, proprio come quelle del governo nazionale. A pagarne le spese migliaia di palermitani che non possono vedersi assegnata una casa popolare.

Palermo -

Avevano promesso un governo del territorio all'insegna della "legalità", ma la verità sta emergendo in tutta la sua gravità attraverso le notizie delle ultime ore, che vedono la Digos e la Guardia di Finanza impegnate a sequestrare negli uffici di Via Montalbo i documenti sulle assegnazioni degli alloggi degli ultimi anni. Quello che la Giunta Lagalla e l'Assessore Ferrandelli spacciavano per ripristino dell'ordine non era altro che una gestione opaca e illegittima delle procedure, esattamente come segnalato da USB alle Istituzioni comunali.

Ricordiamo tutti quando l'Assessore all'Emergenza Abitativa, Fabrizio Ferrandelli, esponeva al pubblico ludibrio sui media un dipendente comunale, colpevole solo di aver occupato per necessità pur avendo un reddito da lavoro. Quell'operazione è stata pura propaganda sulla pelle dei lavoratori, un vile paravento retorico utile solo a giustificare lo sgombero violento di una scuola occupata da famiglie senza casa.

La realtà dei fatti svela invece il fallimento strutturale e la ferocia delle politiche abitative pubbliche. Il dipendente comunale preso di mira, che garantisce con il suo sforzo quotidiano i servizi essenziali alla città di Palermo, era regolarmente inserito nella graduatoria ordinaria ERP fin dal lontano 2009. Una casa popolare che non gli è mai stata assegnata, così come oggi viene negata ad almeno altre novemila famiglie palermitane, beffate e schiacciate dal carovita. L'introduzione del nuovo sistema Alert e le procedure illegittime volute dall'Assessorato hanno infatti scientemente bypassato la graduatoria ordinaria a favore di quella straordinaria, bloccando le legittime assegnazioni dello IACP e determinando un gravissimo corto circuito istituzionale.

In questa città si occupa per necessità e non per criminalità, contrariamente alla narrazione tossica, colpevolizzante e securitaria che Fratelli d'Italia, l'attuale governo e la Giunta palermitana portano avanti sui media. Questa vera e propria guerra ideologica contro i subalterni ha già mietuto vittime innocenti, come la nostra indimenticata compagna Mimma Faia, insieme alla quale lottavamo per la sanatoria, una misura di minima giustizia sociale in un deserto di politiche pubbliche.

Questo disastro locale non è un caso isolato, ma lo specchio fedele delle politiche nazionali. L'attuale equilibrio politico italiano e le forze di governo che guidano Palermo applicano sui territori la stessa logica criminale dell'economia di guerra. Mentre i salari vengono divorati dall'inflazione e le famiglie operaie non riescono a pagare gli affitti, il governo preferisce azzerare il fondo sociale per l'affitto e cancellare gli investimenti nell'edilizia residenziale pubblica, drenando i soldi delle tasse dei lavoratori verso le spese militari, il riarmo e le avventure guerrafondaie in linea con i diktat della NATO e dei blocchi dominanti.

Invece di dichiarare guerra alla povertà, alla precarietà e alla miseria, questa classe politica dichiara guerra ai poveri, militarizzando i quartieri popolari con gli sgomberi e negando il diritto universale all'abitare. La USB non farà un passo indietro e continuerà a unire la lotta contro la casa-merce e i signori della guerra alla battaglia quotidiana per la dignità, il salario e il diritto alla casa per tutte e tutti.

Abbassate le armi, alzate i salari!


ASIA USB Palermo