P.d.Z. Boccea: un altro inquilino appartenente alle FF.OO. cacciato illegalmente da casa.
Lo sfratto è stato eseguito nonostante fosse nullo perché sospeso da una sentenza del tribunale emessa nello stesso giorno.
Ieri mattina si è ripetuta la scena di un anno fa: un altro finanziare cacciato all’alba di giovedì 23 aprile dalla polizia del Commissariato Aurelio accusato ingiustamente di morosità, questo nonostante abbia pagato regolarmente i canoni, come dimostrano i bonifici effettuati. Il finanziere è stato messo a conoscenza del procedimento esecutivo di sfratto solo alcuni giorni prima, quando è stato chiamato dal Commissariato di zona che preannunciava la concessione della forza pubblica per l’esecuzione dello sfratto. Lo stesso inquilino non ha mai ricevuto notifiche del procedimento in corso e quindi non ha potuto difendersi. Saputo dello sfratto esecutivo ha scritto una lunga lettera alle autorità e alle istituzioni dove denunciava il comportamento coercitivo attuato nei suoi confronti dalla società che gestisce il patrimonio pubblico, comportamento usato anche nei confronti di altri appartenenti alle FF.OO., ma nessuno è intervenuto per bloccare questa ennesima ingiustizia.
A nulla è valso avvisare le autorità competenti, tra queste la Prefettura, il Sindaco di Roma, il Presidente della Regione Lazio, che l’accusa di morosità era falsa e che il procedimento che lo stesso inquilino ha subito è stato portato stranamente a termine senza che nessun atto venisse mai notificato all’interessato.
E’ utile ricordare che gli alloggi dove la società continua a fare terra bruciata perseguitando i legittimi assegnatari di un intervento pubblico, indirizzato agli appartenenti alle FF:OO. che svolgono particolari attività contro la criminalità organizzata, sono stati costruiti in diritto di superficie. Gli stessi inquilini hanno denunciato la violazione della legge sull'edilizia pubblica agevolata con l’applicazione negli anni di canoni più gonfiati in violazione della legge.
Proprio a seguito di queste violazioni, e sotto la spinta di ASIA-USB e degli inquilini di Collina delle Muse, è stata presentata in Campidoglio da più di un anno, da esponenti della maggioranza, una proposta di revoca della concessione, come prevede la legge, che però non viene messa all'ordine del giorno per l'approvazione anche per il veto e il silenzio complice dell’Assessorato all’urbanistica del comune di Roma firmatario della Convenzione con la soc. che gestisce il piano di zona.
Tutto avviene nell'indifferenza di Roma Capitale, della Regione Lazio, del Ministero delle Infrastrutture, della Prefettura di Roma che, ciascuno per le proprie responsabilità, non hanno fatto rispettare le prescrizioni di legge sottoscritte nelle convenzioni, attuato i controlli e applicato le sanzioni previste dalla legge per le gravi violazioni certificate.
A Roma non è possibile rimuovere e colpire gli interessi della rendita e far valere l’interesse e le finalità di un piano di edilizia pubblica.
Ma nel primo pomeriggio di ieri è trapelata la buona notizia: il Tribunale di Roma ha emanato un provvedimento che ha contestato l'inefficacia del titolo e quindi chi è entrato in casa dell’inquilino di Collina delle Muse potrebbe essere considerato ‘abusivo’?
Asia-Usb denuncia l'indifferenza delle istituzioni, indifferenza complice che permette alla speculazione di farla da padrone, è solidale con chi ne è vittima e subisce la vergogna dello sfratto.
Asia-Usb