Prendocasa sotto assedio, città nel caos (video)

Cosenza -

Prendocasa Cosenza è sotto assedio. Corso Mazzini è nel caos fin dalle prime luci dell’alba, in centinaia fra poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa hanno iniziato una delicata operazione di sgombero nei confronti del comitato cittadino PrendoCasa, che dal 28 marzo scorso ha occupato uno stabile di proprietà della Curia a via Don Minzoni, in una traversa adiacente alla centralissima “vasca” di Corso Mazzini, isola pedonale e salotto buono della città, cuore pulsante del Museo all’Aperto Bilotti.

Il centro città è paralizzato e inaccessibile nel suo nucleo centrale, le decine di agenti in tenuta antisommossa sono entrati nello stabile sfondando le porte del piano terra e i pochi occupanti hanno tentato di resistere spostandosi all’ultimo piano della palazzina e in alcuni casi sul tetto. Sul posto anche quattro mezzi dei Vigili del Fuoco.

Lo stabile era stata occupato dal comitato cittadino nella settimana di mobilitazione nazionale lanciata dalla rete ABITARE nella crisi, in risposta al piano casa varato dal governo Renzi con il cosiddetto decreto Lupi. A Roma alle occupazioni erano seguiti sgomberi con violenti scontri fra forze dell’ordine e occupanti in seguito agli scontri di piazza della grande manifestazione per il diritto alla casa. A Cosenza gli attivisti avevano annunciato più volte che in assenza di un segnale chiaro da parte delle istituzioni locali rispetto all’emergenza abitativa dilagante e alle centinaia di immobili sfitti si sarebbe risposto con le occupazioni.

Dopo settimane di incontri, trattative e vertici (l’ultimo ieri mattina) la risposta dello Stato anche a Cosenza è stata quella della forza.

AGGIORNAMENTO ore 9.10 Si dialoga fra forze dell’ordine e occupanti, è stata proposta ad una delegazione del comitato, come soluzione per le famiglie senza casa, di lasciare lo stabile occupato e di essere ospitati temporaneamente all’Hotel Bruni a spese del Comune di Cosenza. Gli occupanti hanno rifiutato perché al di fuori della famiglie resterebbero per strada quindici persone, e si sono asserragliati sul tetto. Sarebbero stati denunciati dalla Digos sei militanti più i capofamiglia occupanti per invasione arbitraria di immobile (art. 110 e 633 co. 1 e 2 codice penale), la notizia è in attesa di conferma ufficiale.

AGGIORNAMENTO ore 10.20 Sarebbero quindici le persone, compreso qualche bambino, asserragliate sul tetto terrazza dello stabile di Via Don Minzoni. La soluzione proposta per gli sgomberati è ancora quella dell’Hotel Bruni. Si tratta, un Bus Amaco attende su via XXIV Maggio. L’eco di una donna grida vergogna, un’altra in stato interessante è stata ricoverata in ospedale. Al piano terra sfondati ambedue i portoni. Oltre cento tra carabinieri e polizia, mentre oltre 30 vigili urbani tentano di dirigere il traffico impazzito in città. Quattro i camion dei vigili del fuoco dai quali sono state attivate le procedura di messa in sicurezza, con il ritiro delle bombole di gas. La situazione si presenta simile su Viale della Repubblica, dove uno stabile religioso è in stato di occupazione da mesi, l’ ancora nessuno sgombero. Lo stato di paralisi del centro urbano si diffonde con il passare delle ore a tutta la città.

AGGIORNAMENTO ore 12 Ai militanti che si sono schierati a sostegno delle famiglie senza casa è stato notificato anche il provvedimento di conclusione indagine (è arrivato per 19 persone), relativa al blocco dei binari ferroviari della stazione di Paola dell’11 aprile 2012 durante una manifestazione della Rete di difesa del territorio a sostegno del movimento No Tav che si oppone alla costruzione della linea ad Alta velocità in Val di Susa. La richiesta in quel caso era la stessa di oggi: “Una sola grande opera, casa e reddito per tutti“.

AGGIORNAMENTO ore 15 Stanno scendendo, anche gli ultimi occupanti si arrendono e i mediatori discutono con i gestori degli alberghi per capire come garantire ospitalità a tutti i senza casa. In precedenza l’arrivo delle suore in un certo senso “custodi” della struttura era stato accolto con un lungo ironico applauso, mentre qualche momento di tensione all’arrivo del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, con fischi e cori poco ortodossi. Il primo cittadino di Cosenza, arrivato nei pressi dello sgombero all’ora di pranzo, ha successivamente dichiarato agli organi di stampa che non è stata una decisione sua quella di sgomberare uno stabile privato ma dell’autorità giudiziaria e, ricordando il suo operato in materia di accoglienza, ha stigmatizzato le aggressioni verbali ricevute, a suo dire, da membri di Rifondazione Comunista.

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La USB a fianco degli occupanti le case a Cosenza

 Il governo Renzi dimostra la sua idea di democrazia ed il suo progetto verso gli strati più deboli della società, mostrando i muscoli.
Oggi a Cosenza gli occupanti del palazzo nel centro di Cosenza dal comitato “PRENDO CASA”, sono stati sgomberati con la forza dalla polizia.
A queste famiglie la piena solidarietà di USB Calabria.
Il riconoscimento della residenza, tra l’altro diritto spettante anche a chi abita nelle case occupate in base ai principi costituzionali, come confermato, tra l’altro, da diverse sentenze; questo diritto, invece, oggi viene negato in base ad una odiosa norma contenuta nell’art. 5 nel decreto legge per il Piano Casa approvato dal governo Renzi e diventato efficace dal 29 marzo 2014.

Cosenza diventa così un'altra città dove si applica pedissequamente un provvedimento destinato ad essere dichiarato palesemente incostituzionale, in quanto con il venir meno della concessione della residenza, vengono a cadere dei diritti fondamentali: senza residenza, infatti, non si può accedere alla medicina di base, ai servizi sociali, decadono i diritti politici come il diritto al voto, si compromette il diritto allo studio, ecc ecc.

Non a caso ci troviamo di fronte ad un governo che ha approvato al senato il “piano Lupi” che prevede appunto niente acqua, gas, luce per i poveri che occupano le case, case che è bene ricordare sono sfitte da anni!!!

In più il piano nega la possibilità di richiedere la residenza in quell’immobile e l’impossibilità di partecipare alle assegnazioni di alloggi nei cinque anni successivi.

La USB ritiene che questi provvedimenti siano lo specchio di questo governo che si basa sull’arroganza e sulla continua repressione verso i lavoratori, i senza tetto e i soggetti deboli in generale.

USB contesta la logica di chi pensa di risolvere la questione abitativa, affidandosi totalmente al mercato.

La USB Calabria, nello schierarsi senza alcun dubbio dalla parte delle famiglie sfrattate, a Cosenza come altrove, ritiene che si debba rivoluzionare la politica abitativa facendo un censimento di tutte le case sfitte e dando una casa a chi non ce l’ha.

Lamezia Terme, 15 maggio 2014

Federazione Regionale USB Calabria

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