PRESIDIO IN PREFETTURA PER LA FAMIGLIA GAZAWI: SERVONO DIRITTI, NON PIETÀ
Venerdì, una delegazione di ASIA-USB Bergamo e della Comunità Palestinese di Bergamo e Provincia ha incontrato la Prefettura di Bergamo per discutere della situazione della famiglia gazawi.
All’incontro erano presenti rappresentanti della Prefettura, della Fondazione Agathà, ente gestore della struttura che ospita il nucleo familiare, e tecnici del Comune di Bergamo. Abbiamo invece registrato l’assenza della parte politica dell’Amministrazione comunale.
Prefettura e Fondazione Agathà hanno comunicato la disponibilità a garantire la permanenza della famiglia nell’attuale struttura fino alla fine del mese di agosto, in attesa dell’eventuale disponibilità di un posto nel circuito SAI a Bergamo o provincia.
Pur prendendo atto della proroga, abbiamo ribadito che il problema non può essere semplicemente rinviato. La questione centrale è costruire le condizioni affinché questa famiglia possa raggiungere una reale autonomia.
Per questo abbiamo richiesto formalmente al Comune di Bergamo di avviare con urgenza la procedura per il rilascio della residenza fittizia, strumento indispensabile affinché il padre del nucleo familiare possa accedere regolarmente al mercato del lavoro. Il padre ha infatti già ricevuto concrete offerte occupazionali, ma si trova impossibilitato ad accettarle proprio a causa dell’assenza della residenza.
Durante l’incontro abbiamo assistito a dichiarazioni che ci hanno lasciato profondamente perplessi. Da parte di un rappresentante del Comune ha detto al Padre del nucleo familiare che la sua sarebbe “una famiglia fortunata di un popolo sfortunato”. Parole che, al di là delle intenzioni, spostano la discussione su un terreno pietistico che riteniamo sbagliato e fuorviante.
Non siamo di fronte a una vicenda che richiede compassione. Siamo di fronte a una questione di diritti.
Lo stesso padre del nucleo familiare ha ringraziato le istituzioni per quanto fatto fino ad oggi, ma ha espresso con chiarezza un punto fondamentale: non chiede carità, non chiede assistenzialismo permanente, non vuole dipendere dalle istituzioni. Chiede semplicemente di poter lavorare, mantenere la propria famiglia e costruire autonomamente il proprio futuro.
È esattamente per questo che la residenza fittizia rappresenta oggi un passaggio decisivo.
Nei prossimi giorni ASIA-USB Bergamo invierà una richiesta formale e protocollata al Comune di Bergamo affinché venga avviata la procedura necessaria. Qualora dovesse arrivare una risposta negativa o non dovessero esserci riscontri concreti in tempi ragionevoli, siamo pronti ad avviare una nuova mobilitazione pubblica su questo tema.
Allo stesso modo continueremo a monitorare costantemente l’evolversi della situazione e, qualora entro il termine della proroga concessa non venisse individuata una soluzione stabile e dignitosa, non esiteremo a promuovere ulteriori iniziative di mobilitazione.
La solidarietà è importante, ma da sola non basta.
Servono diritti, strumenti concreti e scelte politiche che consentano alle persone di essere autonome.
È su questo terreno che continueremo a dare battaglia.