PROCESSO SUI FATTI DEL CIPE: REVOCATO L'OBBLIGO DI FIRMA PER PAOLO

Roma -

Comunicato stampa


Questa mattina doveva tenersi la prima udienza del processo per i fatti accaduti davanti al CIPE il 9 marzo scorso, rinviata al 9 maggio per l'indisponibilità di uno degli avvocati difensori.
Il giudice monocratico Di Nicola, nonostante il parere contrario del pubblico ministero, ha però accolto la richiesta di revoca delle misure a Paolo Di Vetta, uno dei 4 attivisti arrestati, presentata dagli avvocati Perticaro e Mattina.
Le motivazioni adottate dal giudice non solo contrastano fortemente con l'ordinanza prodotta il 10 marzo nell'udienza di convalida degli arresti, che disponeva i domiciliari per Paolo e dal 14 marzo l'obbligo di firma, ma testimoniano le ingenti pressioni messe in campo per giustificare l'aggressione prodotta dalle forze dell'ordine nei confronti di una manifestazione pacifica.
Dentro un clima generale in cui l'ordine pubblico viene usato come strumento di controllo del disagio sociale crescente, la decisione di oggi afferma che il diritto a manifestare davanti le sedi istituzionali non può essere limitato e represso nonostante le chiare indicazioni da parte di un governo che sta precarizzando ulteriormente le vite di  milioni di persone e che non intende dare alcuna risposta alle richieste e ai bisogni sociali.
La nostra determinazione e quella degli avvocati Mattina  e Perticaro nel ribadire l'illegittimità dei provvedimenti avanzati ha raggiunto questo primo risultato, provocando un cambio di passo rispetto alle motivazioni contenute nell'ordinanza del 10 marzo che ci auguriamo condizioni lo stesso processo.

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Roma, 17 aprile 2012

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